Hermann Hesse

0

Hermann Hesse è stato uno scrittore, poeta, aforista, filosofo e pittore tedesco naturalizzato svizzero, insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1946. Nasce il 2 luglio del 1877 a Calw, un paese della Svevia, nel Baden-Württemberg, Germania, è lo scrittore di lingua tedesca del XX secolo più letto nel mondo, i suoi lavori rispecchiano il suo interesse per l’esistenzialismo, lo spiritualismo, il misticismo, non meno della filosofia orientale, specialmente indù e buddhista.

“Voi vivete nella pienezza, a voi è data la forza dell’amore e della esperienza viva. Noi spirituali, che pur sembriamo spesso guidarvi e dirigervi, non viviamo nella pienezza, viviamo nell’aridità. A voi appartiene la ricchezza della vita, a voi il succo dei frutti, a voi il giardino dell’amore, il bel paese dell’arte. La vostra patria è la terra, la nostra è l’idea. Il vostro pericolo è di affogare nel mondo dei sensi, il nostro è di asfissiare nel vuoto. Tu sei un artista, io un pensatore.”
dal libro Narciso e Boccadoro

Suo nonno era un famoso missionario, Hermann Gundert, anche suo padre, Johannes, cittadino tedesco nato in Estonia, era stato un missionario in India, fu anche direttore editoriale. Mentre la madre, Maria Gundert, è nata in India da padre tedesco e madre svizzero-francese e fu l’assistente del padre.
Trascorse l’infanzia fra Basilea, dove la sua famiglia si era trasferita nel 1880, e Calw. Per Hesse il clima familiare pietista si rivelò troppo rigido e oppressivo. Nel 1890 fu mandato dai genitori in una scuola privata a Göppingen, un altro paese della Svevia, dove potesse essere preparato agli esami di ammissione di una delle scuole protestanti più illustri della regione. Ammesso quindi agli studi teologici nel seminario evangelico di Maulbronn, cominciò a soffrire di mal di testa e insonnia, finché lo abbandonò dopo una fuga e un tentativo di suicidio nel 1892 (fallito perché la pistola si inceppò, rinnegando idealmente la religione in cui era cresciuto. Fu allora condotto in una clinica per ragazzi affetti da disagi mentali, in cui trascorse mesi disperati. Per più di un anno, Hesse passò da una scuola all’altra e da una casa di cura all’altra finché i genitori non lo riportarono a Calw nel 1893.
Nei due anni successivi il suo umore sembrò migliorare. Aiutava suo padre nella Calw Publishing House, lavorava in giardino e faceva un breve apprendistato in una libreria e in un’azienda ad ore. In questo periodo Hesse, che era un lettore incallito, compose alcuni poemi e racconti, deciso a intraprendere la carriera di scrittore. Suo padre tuttavia non gli permise di lasciare la casa per inseguire le sue ambizioni. Solo nell’ottobre del 1895 gli fu concesso di cominciare un apprendistato come libraio presso la libreria Heckenbauer a Tubinga, una città universitaria famosa per la sua tradizione culturale.
A Tubinga, Conobbe famosi giovani scrittori e cominciò a leggere la letteratura medievale, i romanzi tedeschi e le opere orientali. Fu durante questo periodo che pubblicò le sue prime opere come: Canti Romantici e Un’ora dopo mezzanotte.
Al pietismo dei suoi genitori in lui si sostituì intanto una nuova forma di religiosità tendente all’ascetismo, a cui si dedicò per qualche tempo.
Nel 1899 Hesse si trasferì a Basilea dove diventò assistente presso la libreria Reich, fino al 1903. Durante questo periodo continuò la sua attività letteraria, facendo anche molte conoscenze, sebbene fosse visto dagli altri più come un solitario e un emarginato.
I suoi viaggi in Italia agli inizi del nuovo secolo lo portarono a pubblicare una raccolta di poesie, saggi, ricordi, intitolata Italia.

“La felicità è amore, nient’altro. Felice è chi sa amare. Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa senta se stessa e percepisca la propria vita. Felice è dunque chi è capace di amare molto. Ma amare e desiderare non è la stessa cosa. L’amore è il desiderio divenuto saggezza; l’amore non vuole possedere; vuole soltanto amare.”

Nel 1904 sposò Maria Bernoulli (1869-1963), una fotografa professionista discendente dei celebri scienziati, con la quale andò a vivere nel villaggio di Gaienhofen, nei pressi del lago di Costanza sul confine svizzero-tedesco. Qui entrambi speravano di trovarsi più a contatto con la natura, per dedicarsi alla scrittura, alla pittura, alla musica e alla fotografia. Qui sono nati i tre figli, Bruno, Heiner e Martin.
Divenne l’editore di un’importante rivista di cultura e politica, März, fondata nel 1908, e scrisse numerose recensioni per vari giornali e riviste tedeschi.
Vinse diversi premi letterari e divenne amico di famosi scrittori, musicisti e artisti, ma il suo matrimonio con Maria non era molto felice: lei era più grande di lui di otto anni ed era troppo autosufficiente e indipendente da lui. Per cercare di alleviare la sua solitudine, Hesse si dedicò al vegetarianismo, alla pittura, alla teosofia e alle religioni indiane.
Nel 1911 si recò in viaggio a Ceylon, a Sumatra e in Malesia, alla ricerca di una pace interiore. Tuttavia, non riuscì mai a raggiungere l’India per via della dissenteria.
Tornò a Gaienhofen ancora malato ed esausto. Nel 1912 lui e Maria decisero di trasferirsi a Berna. La morte di suo padre Johannes, nel 1916, gli causò un forte senso di colpa. Cominciò a distaccarsi da Maria, la quale stava accusando problemi mentali.

“Bisogna trovare il proprio sogno perché la strada diventi facile. Ma non esiste un sogno perfetto. Ogni sogno cede il posto a un sogno nuovo, e non bisogna volerne trattenere alcuno.”

La prima guerra mondiale coincise con una profonda crisi personale e artistica, si presentò come volontario al fronte, ma fu riformato, pur restando sempre combattuto se dare il suo apporto come tedesco alla causa bellica, non condivideva lo spirito nazionalista dei suoi compatrioti, ma volle comunque prendere le distanze dai pacifisti allora riuniti in Svizzera. I suoi pensieri circa la guerra si ritroveranno in molte sue opere.
Per due anni si prese cura di prigionieri di guerra tedeschi a Berna. Nel 1917 per un esaurimento nervoso andò a Sonnmatt, in una casa di cura privata vicino Lucerna, dove venne sottoposto a una terapia di elettroshock. Nella primavera del 1919 si separò definitivamente da sua moglie e si trasferì nel villaggio di Montagnola, nella parte italofona della Svizzera e sembrò uscire dalla depressione.
Al termine del primo conflitto mondiale, durante il quale le posizioni pacifiste di Hesse erano state osteggiate dalla maggioranza dei suoi connazionali, egli sarà indotto per l’aggravarsi del suo stato di disagio interiore a ricorrere al trattamento psicoanalitico presso un allievo di Carl Gustav Jung.
Fu dopo il suo ritiro a Montagnola che Hesse cominciò a sentire di essere abbastanza distaccato da potersi interessare ai problemi politici e sociali.
Gli anni ’20 furono ancora tumultuosi per Hesse. Nel 1923 ricevette la cittadinanza svizzera, grazie anche alla critica negativa verso di lui da parte della stampa tedesca. Nello stesso anno ottenne il divorzio da Maria.
Le seconde nozze furono la conseguenza di un’infatuazione per la cantante Ruth Wenger, più giovane di vent’anni: i due rimasero separati per la maggior parte del matrimonio, comunque di breve durata. La crisi emotiva che travolse Hesse lo porta a frequentare le taverne, le sale da ballo e i luoghi più famosi di Zurigo e Berna, in questo periodo incontrò Ninon Dolbin Ausländer, una storica dell’arte, che cominciò a vivere con lui dal 1928. Ninon influenzò molto Hesse con il suo temperamento, con lei avvenne il suo terzo e ultimo matrimonio nel 1931 e gli resterà accanto sino alla morte.
Sotto il regime nazista, non volle che venissero fatte censure del libro Narciso e Boccadoro e si ritrovò nelle liste di proscrizione naziste. Durante la seconda guerra mondiale ospitò nella sua casa di Montagnola intellettuali costretti all’emigrazione.
La sua opposizione al nazionalismo e al militarismo emerge inoltre in molte opere, in maniera analoga a quella del suo amico Thomas Mann.

Nel 1958 scriverà, a proposito della persecuzione degli ebrei:
“L’uomo primitivo odia ciò di cui ha paura, e in alcuni strati della sua anima anche l’uomo colto è primitivo. Anche l’odio dei popoli e delle razze contro altri popoli e razze non si basa sulla superiorità e sulla forza, ma sull’insicurezza e sulla paura. L’odio contro gli ebrei è un complesso di inferiorità mascherato: rispetto al popolo molto vecchio e saggio degli ebrei certi strati meno saggi di un’altra razza sentono un’invidia che nasce dalla concorrenza e un’inferiorità umiliante. Più fortemente e più violentemente questa brutta sensazione si manifesta nella veste della superiorità, più è certo che dietro si nascondono paura e debolezza.”

Dopo la seconda guerra mondiale, la produttività artistica di Hesse diminuì di spessore stilistico e tematico. Preferiva trascorrere il suo tempo rispondendo alle richieste provenienti dal mondo esterno mentre cercava di condurre una vita privata “normale”. Dopo il 1945 Hesse divenne improvvisamente famoso e fu scovato dai critici, dai media e dalla società letteraria.

Nel 1946 ricevette il premio Goethe, seguito dal premio Nobel con la motivazione:
“Per la sua scrittura ispirata che nel crescere in audacia e penetrazione esemplifica gli ideali umanitari classici, e per l’alta qualità dello stile”

Nonostante il successo nel 1946, divenne così depresso che si ritirò di nuovo in una casa di cura. Solo nel marzo del 1947 si sentì abbastanza in salute da ritornare a Montagnola, dove trascorse i suoi ultimi quindici anni di vita, seguiti dalla sua ricerca artistica e dalla cura per la sua fragile salute.
Sebbene molti scrittori, politici e amici lo invitassero ad avere un ruolo attivo in politica nel nome della pace, Hesse continuò a rifiutare di impegnarsi in alcuna parte politica, la mancanza di coinvolgimento non era dettata però da disinteresse; piuttosto, Hesse rifiutò di compromettere la sua integrità o di supportare le cause che potevano essere manipolate o strumentalizzate a fini politici, ma espresse alcune critiche alla politica americana del maccartismo, la persecuzione dei comunisti statunitensi.
Dopo il 1950, la sua vista cominciò a indebolirsi e nel 1955 le cattive condizioni cardiache gli impedirono di lasciare Montagnola. Fu proprio in questo periodo che i dottori scoprirono che era malato di leucemia, i cui sintomi si intensificarono verso la fine del 1961. Grazie alle trasfusioni di sangue poté tuttavia vivere ancora fino all’8 agosto del 1962, quando un’emorragia cerebrale pose fine alla sua esistenza. Hesse è sepolto nel cimitero di Sant’Abbondio, a Gentilino. A Montagnola è presente un museo a lui dedicato, ubicato in una villa adiacente alla sua abitazione.

“Ciò che conta è tutto dentro di noi; da fuori nessuno ci può aiutare. Non essere in guerra con se stessi, vivere d’amore e d’accordo con se stessi: allora tutto diventa possibile. Non solo camminare su una fune, ma anche volare.”

Opere di Hermann Hesse:

Poesia
1899 – Romantische Lieder
1900 – Gedichte
1911 – Unterwegs
1915 – Musik des Einsamen
1920 – Gedichte des Malers
1928 – Crisi: pagine da un diario (Krisis: Ein Stück Tagebuch)
1929 – Consolazione di notte (Trost der Nacht. Neue Gedichte)
1931 – Jahreszeiten
1937 – Neue Gedichte
1942 – Die Gedichte
1946 – Späte Gedichte
1960 – Letzte Gedichte
1963 – Die späten Gedichte (Liriche postume)

Romanzi e racconti
1899 – Eine Stunde hinter Mitternacht
1901 – Hinterlassene Schriften und Gedichte von Hermann Lauscher
1904 – Peter Camenzind
1906 – Sotto la ruota (Unterm Rad)
1907 – Diesseits (Racconti)
1908 – Nachbarn
1910 – Gertrud
1912 – Umwege
1913 – Aus Indien (Memorie)
1914 – Rosshalde (1914)
1915 – Am Weg
1915 – Storia di un vagabondo (Knulp. Drei Geschichten aus dem Leben Knulps)
1916 – Schön ist die jugend
1919 – Demian. Storia della giovinezza di Emil Sinclair (Demian. Die Geschichte einer Jugend von Emil Sinclair)
1919 – Kleiner Garten
1919 – Notizie straordinarie da un altro pianeta (Märchen) (Fiabe romantiche)
1920 – L’ultima estate di Klingsor (Klingsors letzter Sommer)
1922 – Siddhartha
1925 – La cura (Kurgast. Aufzeichnungen von einer Badener Kur)
1926 – Bilderbuch. Schilderungen
1927 – Il lupo della steppa (Der Steppenwolf)
1927 – Die Nürnberger Reise
1930 – Narciso e Boccadoro (Narziss und Goldmund)
1932 – Il pellegrinaggio in Oriente (Die Morgenlandfahrt)
1936 – Stunden im Garten. Eine Idylle
1937 – Fogli di memorie (Gedenkblätter)
1940 – Der Novalis. Aus den Papieren eines Altmodischen
1943 – Il giuoco delle perle di vetro (Das Glasperlenspiel)
1945 – Traumfährte. Neue Erzählungen und Märchen
1946 – Feuerwerk
1951 – Späte Prosa (Brevi prose e liriche)
1955 – Beschwörungen. Späte Prosa – Neue Folge (Brevi prose e liriche)
1965 – Prosa aus dem Nachlass (postume)

Altro
1904 – Franz von Assisi (Biografia)
1904 – Boccaccio (Biografia)
1908 – Amicizia (Freunde)
1920 – Zarathustras Wiederkehr. Ein Wort an die deutsche jugend
1920 – Blick ins Chaos
1920 – Wanderung. Aufzeichnungen
1928 – Betrachtungen
1928 – Il miglioratore del mondo (Weltverbesser)
1929 – Una biblioteca della letteratura universale (Eine Bibliothek der Weltliteratur)
1935 – Libro di fiabe (Fabulierbuch)
1941 – Kleine Betrachtungen
1945 – Berthold. Ein Romanfragment
1946 – Dank an Goethe
1946 – Der Eurpäer,
1946 – Krieg und Frieden
1947 – Stufen der Menschwerdung
1948 – Musikalische Notizen
1951 – Briefe (lettere)
1960 – An einen Musiker
1965 – Bericht an die Freunde (postumo)


Condividi articolo

Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

Scrivi un commento