Kahlil Gibran – Lettere d’amore del profeta

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Paulo Coelho raccoglie, in Lettere d’ amore del Profeta, una parte della corrispondenza di Kahlil Gibran con l’americana Mary Haskell, di cui Gibran era perdutamente innamorato.

«Ti amerò per l’eternità, come ti amavo già molto prima di vederti per la prima volta.E questo lo chiamo destino. Niente può allontanarci: né tu né io possiamo cambiare questa nostra relazione. Vorrei che ti ricordassi per il resto dei tuoi giorni che sei la persona più importante del mio mondo. Che, anche se ti sposassi sette volte, con sette uomini diversi, nel mio cuore tutto sarebbe sempre come un tempo»

Mary Haskell era preside di una scuola femminile a Boston, aveva dieci anni più di lui ed è stata una figura determinante per tutta la vita del Profeta, con lei ha però un rapporto molto particolare, non solo per la distanza. Si incontrarono nel 1904 a Boston: «Fui colpito dalla tua presenza fin dal primo momento che ti vidi. Fu in occasione di una mostra dei miei disegni, nello studio del signor Day» e poi ricorda come lei lo abbia convinto ad accettare i soldi per andare a Parigi: «il denaro non è un possesso, ma una responsabilità, e spetta a noi dargli la giusta destinazione ». Gibran le chiese anche di sposarlo ma «da quel giorno tu cominciasti a ferirmi».
Le lettere sono più di seicento e si posso consultare presso l’Università della Carolina del Sud.

“Chi è Gibran?” mi domandavo. E archiviando brani delle sue lettere nel mio computer, penso di averlo scoperto. Gibran non era né un rivoluzionario né un saggio. Era un uomo, come tutti noi, e racchiudeva nella propria anima gli stessi dolori e le stesse gioie che proviamo noi. Eppure, attraverso i suoi libri è riuscito a rendere manifesta la grandezza di Dio.
Gibran in queste lettere non è l’uomo saggio e razionale che siamo abituati a conoscere. E’ semplicemente un uomo capace di descrivere magistralmente emozioni positive e negative, fallimenti e vittorie. Impegnato a fare i conti con la morte del padre, con la ricerca di Dio e di un senso profondo dell’esistenza”
Paulo Coelho

Gibran-Lettere-d'amore10001 marzo 1916
mia amata Mary,
mi sento come un seme nel cuore dell’inverno, consapevole nell’approssimarsi della primavera. Il germoglio spezzerà il baccello, e la vita ancora addormentata in me dovrà emergere in superficie, quando sarà chiamata.
Il silenzio è doloroso, Ma è nel silenzio che le cose prendono forma, e ci sono momenti nelle nostre vite in cui l’unica cosa che abbiamo da fare è attendere. In ciascuno di noi, nel più profondo del nostro essere, c’è una forza che vede e sente quello che non possiamo ancora percepire. Tutto ciò che siamo oggi è nato dal silenzio di ieri.
Noi abbiamo molte più capacità di quante immaginiamo. Ci sono momenti in cui l’unica maniera di imparare è non prendere nessuna iniziativa, non fare niente. Perchè, anche negli attimi di totale inazione, questa nostra parte segreta sta lavorando e apprendendo. Quando la conoscenza occulta all’anima si manifesta, siamo sorpresi di noi stessi, e i nostri pensieri invernali si trasformano in fiori che intonano canti mai sognati prima.
La Vita ci darà sempre più di quanto riteniamo di meritare.

12/14 gennaio 1922
Il matrimonio è la miglior maniera di dare, e di continuare a dare. Tuttavia non possiamo mai dimenticare che gli esseri umani saranno sempre separati. Il periodo precedente al matrimonio è l’epoca meravigliosa in cui ci avviciniamo alla nostra amata: conversiamo, apprendiamo ciò che la rende felice, e scopriamo il modo per far si che questa felicità non svanisca.
Non possiamo consentire che il contatto oppressivo del mattino, del mezzogiorno, del pomeriggio e della sera distrugga questo incanto. Per far sopravvivere questo romanticismo iniziale, bisogna che ciascuno riservi una parte del proprio tempo per sé.
Nessuno di noi è saggio quanto basta per prendere una decisione che interferisca nella vita dell’altro.
Basta osservare una semplice legge, l’onestà, e tutto sarà esattamente come abbiamo sognato.

14 gennaio 1922
Cerca di trovare quanto di meglio c’è in una persona e diglielo. Tutti abbiamo bisogno di questo stimolo: ogni volta che il mio lavoro è lodato, io divento più umile, perchè non mi sento ignorato o indesiderato.
Tutti possiedono qualcosa che merita di essere lodato. Le lodi significano comprensione. Siamo degli eccellenti esseri umani nel nostro intimo, e nessuno è migliore degli altri. Impara a vedere la grandezza del tuo prossimo, e vedrai anche la tua.

14 aprile 1922
Ogni volta che due amanti si incontrano, in realtà sono quattro voci che parlano. I due esseri visibili hanno un rapporto molto diverso da quello dei due esseri invisibili.
Essi possono magari discutere violentemente sul piano fisico, ma le loro anime sono in pace, e desiderano sempre più avvicinarsi l’una all’altra.


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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