Robert Louis Stevenson

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Robert_Louis_Stevenson_350Robert Louis Stevenson è stato uno scrittore, drammaturgo e poeta scozzese, nato a Edimburgo il 13 novembre 1850, noto per i suoi romanzi d’avventura.

“Le menti tranquille non possono essere perplesse o impaurite, ma affrontano la fortuna o la sventura al loro proprio passo personale, come un orologio durante una tempesta.”

Figlio unico di Thomas Stevenson, ingegnere edile specializzato nella costruzione di fari, e Margaret Isabella, figlia del reverendo Lewis Balfour, parroco di Colinton. Dalla madre e dal nonno ha ereditato i problemi ai polmoni che ha segnato l’infanzia e la vita tutta di Stevenson, era spesso malato e aveva spesso la necessità di viaggiare per vivere in un clima più salubre, dalla sua infanzia si portò sempre caro il ricordo di un’infermiera, Alison Cunningham, detta “Cummy”, alla quale dedicherà poi un libro di versi, ma che contribuì a sviluppare la sua fantasia raccontandogli molte storie che non lo facevano dormire e allo stesso tempo lo affascinavano oltre misura.
Si iscrive, secondo la tradizione familiare, alla facoltà di ingegneria dell’università di Edimburgo, presto l’abbandona scegliendo di diventare avvocato, ma anche questo non fa parte delle sue corde, ed anche se diventa avvocato non eserciterà mai, preferendo la letteratura.
Portava i capelli lunghi e vestiva, come il cugino Bob, da artista, d’estate accompagnava il padre nei suoi viaggi d’ispezione dei fari, lungo le coste e i fari, col tempo la sua natura incostante e ribelle lo portano a frequentare compagnie particolari, come marinai, vagabondi e prostitute, delle quali sta quasi per sposarne una.
Nel 1871 cominciò a collaborare come letterato alla Edinburgh University Magazine e a The Portfolio, da cui si fece pubblicare alcuni saggi.
Solo nel 1878 riuscì ad affermare il suo geniale spirito d’osservazione e il suo delizioso umorismo con la pubblicazione di An Inland Voyage (impressioni di un viaggio in canoa attraverso i fiumi e i canali della Francia settentrionale).

“Non chiedo ricchezze, né speranze, né amore, né un amico che mi comprenda; tutto quello che chiedo è il cielo sopra di me e una strada ai miei piedi.”

Durante un viaggio conobbe Fanny Van de Grift, un’americana separata (da tale Samuel Osbourne) e madre di due figli (Isobel e Lloyd Osbourne) e di dieci anni più grande, della quale si innamora, nonostante il parere avverso dei suoi. I due si sposarono a San Francisco nel 1880 e poi ritornato in Europa.
Stevenson entra in una fase di grande attività creativa che, tenuto conto della sua sempre precarissima salute, sfocia in una produzione davvero ragguardevole sia per mole sia per valore.
La sua salute ne risente dello strapazzo, tanto che non gli si davano che pochi mesi di vita, e lo scrittore, dalla Scozia, dov’era tornato dopo essersi rappacificato con la famiglia, fu nuovamente costretto a vagabondare per le principali stazioni climatiche europee.
Nel 1887, dopo la morte del padre, Stevenson ritornò in America, dove enorme era stato il successo di dr. Jekyll. Ma la salute cagionevole l’obbligò ben presto a ritirarsi nella stazione climatica di Saranac, dove continuò a scrivere finché, spinto anche dai libri d’avventure esotiche di Melville, accettò l’invito di un editore a scrivere un volume sui mari del Sud e partì, con la famiglia, per una crociera verso le isole Marchesi, Tahiti e le isole Sandwich.

“Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. La gran cosa è muoversi, sentire più acutamente il prurito della nostra vita, scendere da questo letto di piume della civiltà e sentirsi sotto i piedi il granito del globo appuntito di selci taglienti.”

Il viaggio fu positivo sotto ogni punto di vista, tranne per il libro, giacché il lavoro su ordinazione non era cosa per lui. La sua salute però, sorprendentemente, migliorò in modo così notevole che lui decise di stabilirsi nel Pacifico e, dopo un’ulteriore esplorazione dei vari arcipelaghi e un soggiorno d’alcuni mesi a Honolulu, stabilì la sua dimora a Upolu, la principale delle isole Samoa.
Qui visse dal 1890 fino alla morte, riverito dagli indigeni che lo chiamavano Tusitala, (“narratore di storie”).
La morte, dovuta ad una probabile emorragia cerebrale, lo colse il 3 dicembre 1894.
È sepolto sul monte Vaea, nelle isole Samoa, dove gli fu eretto un monumento funebre.
Sulla tomba dello scrittore vennero incisi i versi che egli stesso aveva scritto per sé qualche anno prima e che aveva voluto come suo epitaffio:

Sotto il vasto cielo stellare
scavate una fossa e fatemi posare:
Contento ho vissuto e contento muoio
e con piacere mi poso quaggiù.

Siano queste le parole da incidere per me:
«Qui egli giace dove più largamente visse
Il marinaio è a casa sua, a casa presso il mare,
e il cacciatore sta bene sulla collina».

Romanzi:
Stevenson-libri-F-5001883 – L’isola del tesoro
1883 – La freccia nera
1884 – Il trafugatore di salme
1885 – Il principe Otto
1886 – Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde
1886 – Il ragazzo rapito
1887 – Ricordo di Fleeming Jenkin
1888 – Il signore di Ballantrae
1889 – La cassa sbagliata
1892 – Il relitto
1893 – Catriona
1894 – Il riflusso della marea
1896 – Weir di Hermiston
1897 – St. Ives

Racconti:
1877 – Una vecchia canzone
1882 – Le nuove Mille e una notte (Le nuove notti arabe)
Il club dei suicidi (1878)
Il diamante del Rajah (1878)
Il padiglione sulle dune (1880)
Un tetto per la notte (1877)
La porta del sire di Malétroit (1878)
La provvidenza e una chitarra (1878)
1885 – Il dinamitardo
1887 – Gli allegri compari e altri racconti
1889 – L’incantatrice o L’ammaliatrice
1893 – Gli intrattenimenti delle notti sull’isola
La spiaggia di Falesà (1892)
Il diavoletto nella bottiglia (1891)
L’isola delle voci (1893)

Teatro:
con William Ernest Henley:
1880 – Deacon Brodie or The Double Life
1884 – Beau Austin
1884 – The Admiral Guinea
1885 – Macaire
con Fanny Osbourne:
1915 – The Hanging Judge

Poesie:
1882 – Moral Emblems and Other Poems (Il pirata e il farmacista Damiano Abeni)
1885 – Un giardino di versi (Il mio letto è una nave)
1887 – Underwoods (38 poesie in inglese e 16 in scozzese)
1887 – Ticonderoga: Una leggenda delle Highlands occidentali
1891 – Ballads
The Song of Rahero. A Legend of Tahiti
The Feast of Famine. Marquesan Manners
Heather Ale
Christmas at Sea
1896 – Songs of Travel and Other Verses (44 poesie)
1898 – Quattordici preghiere scritte a Vailima e un sermone di Natale
1918 – New Poems


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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