Tempi difficili – Charles Dickens

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Tempi difficili (Hard Times)  è un romanzo di Charles Dickens pubblicato a puntate nella rivista settimanale Household Words, di proprietà dello stesso Dickens per la prima volta nel 1854. Il libro è uno dei tanti romanzi di critica sociale pubblicati nello stesso periodo, come Nord e Sud di Elizabeth Gaskell, ed è finalizzato ad evidenziare le pressioni socio-economiche che molte persone stavano subendo.
Il romanzo è stato criticato in bene e in male da molti critici per l’atteggiamento critico di Dickens nei confronti dei sindacati e per il suo pessimismo riguardo al divario tra proprietari di industrie capitalistiche e gli operai sottopagati durante l’epoca vittoriana in Gran Bretagna.

La triste vicenda di Louisa Grandgrin e di suo padre è una delle più belle storie raccontate da Dickens. Thomas Grandgrin, come molti suoi contemporanei, ha commesso il tremendo errore di fare della Filosofia dei Dati di Fatto, cioè la filosofia utilitaristica, la teoria guida della propria vita. E solo quando la figlia Louisa, intrappolata in un matrimonio senza amore, diventa preda di un ozioso seduttore, il padre si vede costretto a prendere le distanze dalle proprie convinzioni. Tempi difficili è uno dei grandi romanzi della maturità di Dickens, una macchina travolgente in cui ricorrono gli ingredienti consueti della sua scrittura, ma con in piú un tono di favola che stempera gli eventi in chiave comica.

Il romanzo non è ambientato a Londra come voleva Dickens, ma a Coketown (letteralmente “Città del carbone”), un’immaginaria città industriale.

“Coketown, verso la quale si recavano Gradgrind e Bounderby, era un trionfo di fatti: in essa non c’era nemmeno l’ombra di fantasia […]. Era una città con mattoni rossi o, per meglio dire, di mattoni che sarebbero stati rossi se fumo e cenere lo avessero permesso: così come stavano le cose, era una città di un rosso e di un nero innaturale come la faccia dipinta di un selvaggio; una città piena di macchinari e di alte ciminiere dalle quali uscivano, snodandosi ininterrottamente, senza mai svoltolarsi del tutto, interminabili serpenti di fumo.”

Trama (non leggere se non vuoi sapere come va a finire):


Libro primo: La semina

Il romanzo si apre in un’aula scolastica di Coketown. Thomas Gradgrind, un “uomo di fatti e calcoli”, sta interrogando Sissy Jupe, la figlia di un domatore di cavalli e veterinario del circo equestre Sleary. L’ambiente in cui è cresciuta Sissy, così ricco di bizzarrie, in cui la fantasia e l’immaginazione non sono difetti, è in netta contrapposizione con i “fatti e calcoli” di Gradgrind, il quale le chiede la definizione esatta di cavallo che lei, mortificata, non riesce a dare, a differenza del suo compagno Bitzer.

Dopo la scuola Gradgrind vede, dietro al capannone del circo equestre Sleary, Louisa e Tom, due dei suoi cinque figli, che spiano all’interno del tendone assieme ad altri ragazzi. Arrabbiato, trascina via i suoi figli che, abbattuti, cercano di spiegargli che era solo curiosità, ma Gradgrind non ammette scuse.
Il signor Gradgrind ha anche altri tre figli piccoli, Adam Smith, Malthus e Jane, la più piccola, ma non hanno un ruolo importante nella storia.
Dopo aver riportato a casa Tom e Louisa, spinto dal loro comportamento Gradgrind esce di casa con Josaiah Bounderby, il suo più caro amico che lo stava aspettando a casa, per andare alla locanda in cui vive Sissy, l’arme di Pegaso, per incontrare il padre di Sissy e dirgli che sua figlia non può più frequentare la scuola per il rischio che le sue idee si diffondano nella classe. Imbattutisi in Sissy per strada, si fanno accompagnare da lei alla locanda.
Il padre di Sissy però non è in casa e Sissy va a cercarlo al circo. Nel frattempo si presentano due artisti del circo che informano Gradgrind e Bounderby che il padre di Sissy l’ha abbandonata convinto che la vita della figlia sarebbe stata migliore senza di lui. Quando Sissy rientra capisce che suo padre l’ha abbandonata e Gradgrind le impone una scelta: rimanere nel circo e rinunciare all’educazione oppure frequentare la scuola ma abbandonare il circo; Sissy sceglierà di abbandonare il circo e dà l’addio ai suoi più cari amici.
A casa Tom e Louisa discutono dei loro sentimenti, per quanto repressi siano. Tom trova in se stesso uno stato di insoddisfazione e anche Louisa esprime il suo malcontento per la sua infanzia mentre guarda fisso nel fuoco. L’abilità di stupirsi di Louisa, comunque, non è interamente estinta dalla rigida educazione basata sui Fatti.

Il decimo capitolo introduce gli operai delle fabbriche, chiamati spregiativamente “manodopera”,  in particolare Stephen Blackpool, “un uomo di assoluta integrità”[8] che conduce una vita faticosa, sposato con una alcolista che è scappata di casa. È appena uscito dal lavoro e sta aspettando Rachael, una sua cara amica, anch’essa operaia, con la quale è solito fare la strada di casa, ma non la vede e decide di incamminarsi. La incontra più tardi, e camminano insieme verso casa parlando di loro e della loro giornata.
Rientrato a casa, nell’accingersi ad appoggiare una candela sul camino inciampa sul corpo di sua moglie, che è distesa sul pavimento ubriaca, la quale ha appena fatto uno sgradito ritorno a Coketown. Lei si sveglia, borbotta alcune insane minacce a Stephen e poi si butta sul letto mentre lui, turbato dalle parole della moglie, passa la notte su una sedia.
Il giorno successivo Stephen fa visita a Bounderby per chiedergli un consiglio su come metter fine al suo disgraziato matrimonio ed essere libero di sposare Rachael. La signora Sparsit, una vecchia vedova dalle importanti parentele che faceva i lavori in casa di Bounderby, è “scandalizzata dall’immoralità” di Stephen e Bounderby gli dice che non può permettersi di annullare il matrimonio perché la procedura burocratica è lunga e troppo costosa per le tasche di un operaio. Stephen prende commiato da Bounderby e abbattuto e disorientato dal suo responso va al lavoro.
Qualche tempo dopo Gradgrind si fa portavoce di Bounderby nel proporre il matrimonio a Louisa, la quale si trova in uno stato di malinconica apatia non solo per l’aridità della vita che ha vissuto fino ad allora, ma anche perché Tom ha iniziato a lavorare nella banca di Bounderby e lei è costretta a passare da sola le sue giornate. Gradgrind comunque capisce lo stato in cui si trova sua figlia ed è entusiasta quando lei accetta apaticamente l’offerta di Bounderby. Anche Bounderby stesso e la madre di Louisa sono entusiasti; Sissy è l’unica a comprendere i veri sentimenti di Louisa.

Libro secondo : Mietere

Il secondo libro si svolge due anni dopo il matrimonio di Bounderby e Louisa.
Dopo essersi procurato l’indirizzo di Bounderby dalla signora Sparsit, il signor James Harthouse, un gentiluomo elegante e dal bell’aspetto che non avendo trovato la propria vocazione nella vita passa pigramente da un lavoro all’altro, gli spedisce una lettera di presentazione scrittagli da Tom Gradgrind, che è diventato deputato parlamentare.
Dopo aver ricevuto la lettera il signor Bounderby si reca all’albergo in cui alloggia Harthouse e i due fanno conoscenza; Bounderby ne ha una buona impressione, lo invita a cena a casa sua e gli fa conoscere alcune personalità della cittadina, potenziali elettori. Durante la cena Harthouse, stanco della aggressiva spavalderia dell’industriale, concentra la sua attenzione su Louisa, notandone la natura malinconica. Poco dopo arriva Tom, il quale non nasconde il suo disprezzo per Bounderby che gli rimprovera il ritardo. Tom è diventato scontroso ed arrogante a dispetto della sua retta educazione. Anche Tom prende in simpatia Harthouse (una simpatia non ricambiata, dato che Harthouse lo considera un “marmocchio”).

Alla fabbrica di Bounderby durante una assemblea del sindacato tenuta da Slackbridge, Stephen Blackpool si chiama definitivamente fuori dai loro progetti e per questo viene isolato dagli altri operai. Quattro giorni dopo Bitzer lo informa che Bounderby vuole vederlo e Stephen si reca a casa sua. In presenza di Louisa e James Harthouse Stephen tiene testa a Bounderby che lo accusa di essere un piantagrane e dopo un battibecco lo licenzia. La notte stessa Louisa e Tom si recano di nascosto a casa sua e gli danno del denaro per aiutarlo in quella difficile situazione. Tom inoltre lo informa di avere un’idea per aiutarlo, ma non entra nei particolari e gli dice solo di gironzolare attorno alla banca di Bounderby come se avesse intenzione di fare qualcosa. Due giorni dopo la banca viene svaligiata ed il principale sospettato è proprio Stephen Blackpool.
Dopo la rapina la signora Sparsit alloggia per qualche giorno a casa di Bounderby. Qui ha modo di notare una complicità tra James Harthouse e Louisa e deicide di tenerli continuamente sott’occhio. Qualche tempo dopo invita Tom a mangiare da lei; dopopranzo dovrà andare alla stazione ad aspettare Harthouse, di ritorno dallo Yorkshire. Mentre Tom aspetta invano alla stazione la signora Sparsit capisce che si tratta di un trucco di James e Louisa per tenerlo lontano e si dirige verso la casa di Bounderby. Nel bosco vicino alla casa nota la presenza di Louisa e Harthouse, quest’ultimo che la trattiene per un braccio, e del cavallo di lui legato alla siepe poco lontano.
Poco dopo Louisa esce correndo dal bosco e si dirige verso la stazione. La signora Sparsit la segue sul treno, convinta che si debbano incontrare a Coketown, ma quando scende alla stazione la perde di vista, rendendo vani tutti i suoi sforzi.
Louisa però si sta recando da suo padre, che è stupito di vederla. È in uno stato di estrema depressione e lo accusa di non averle dato l’opportunità di avere un’infanzia felice, e che la sua rigorosa e arida educazione le ha tolto la capacità di esprimere le proprie emozioni. Dopo queste parole, Louisa collassa priva di sensi ai piedi del padre.

Libro terzo: Il raccolto

La signora Sparsit raggiunge il signor Bounderby e lo informa della relazione tra Louisa e Harthouse. Bounderby, arrabbiato da questa notizia, si reca a casa di Gradgrind, dove Louisa sta riposando. Il signor Gradgrind prova a calmare Bounderby e gli rivela che Louisa ha respinto Harthouse. Bounderby è inconsolabile e immensamente indignato e maleducato verso tutti i presenti, inclusa la signora Sparsit, per le sue false rivelazioni. Alla fine Bounderby dà un ultimatum a Louisa, ritornare da lui per le dodici del giorno seguente, altrimenti il matrimonio sarà finito. Il giorno dopo rispedisce tutti i vestiti di Louisa a casa di Gradgrind e riprende la vita da scapolo. James Harthouse, convinto da Sissy, lascia Coketown.
La signora Sparsit porta trionfante la signora Pegler, una ricca donna che spesso si aggirava misteriosamente nei paraggi della casa di Bounderby, a casa dello stesso Bounderby perché è convinta che sia la colpevole della rapina. Alla presenza del signor Gradgrind, del figlio Tom, di Sissy e di Rachael la signora Pegler respinge le accuse e rivela di essere la madre di Bounderby, smentendo così tutti i discorsi che era solito fare sulla povertà della sua infanzia ed umiliandolo in pubblico.
Stephen Blackpool se n’è andato da Coketown, sta cercando lavoro sotto falso nome, ma vuole provare a discolparsi. Di ritorno verso Coketown cade in un pozzo e viene ritrovato da Sissy e Rachael. In punto di morte chiede a Gradgrind di scagionarlo, allontanando così i sospetti su di lui, ed indirizzando la sua attenzione e quella di Louisa verso Tom, senza fare però delle precise accuse.

Louisa sospetta che suo fratello abbia ingannato Stephen facendogli una falsa offerta, spingendolo a bighellonare intorno alla banca. Anche Gradgrind e Sissy sono della stessa idea, e quest’ultima rivela di aver detto a Tom di andare a nascondersi nel circo di Sleary, che si era trasferito in un’altra città.
Louisa e Sissy vanno subito al circo di Sleary. Dopo circa un’ora arriva anche Gradgrind e Tom confessa, senza rimorso, il furto alla banca, spiegando che l’aveva fatto perché non aveva abbastanza soldi e una rapina era l’unica soluzione ai suoi problemi, deludendo così Gradgrind, che credeva di aver dato un’ineccepibile educazione a suo figlio. Gradgrind decide che Tom deve partire per Liverpool e lì imbarcarsi per l’America, ma la conversazione viene interrotta da Bitzer, il quale è ansioso di rivendicare la taglia messa da Bounderby e non cede né alle lacrime di Louisa e Sissy né alla pietà che Gradgrind cerca di suscitargli. Alla fine è il signor Sleary che, pur riconoscendo che il crimine di Tom è molto grave, decide di aiutarlo per sdebitarsi con Gradgrind che prese con sé Sissy, così con un trucco distrae Bitzer e Tom ha l’occasione di scappare.
A Coketown, Bounderby senza remore solleva dai suoi incarichi la signora Sparsit, nonostante abbia delle importanti parentele. Il destino dei personaggi è amaro. La signora Sparsit ritorna a vivere con sua zia, Lady Scadgers, con la quale condivide l’acrimonia verso gli altri. Bounderby, dopo aver scialacquato la sua fortuna nelle speculazioni, muore a seguito di un infarto . Tom muore tra i rimorsi subito dopo aver scritto l’ultima lettera a Louisa. Louisa invecchia senza risposarsi mai. Gradgrind abbandona l’utilitarismo alla luce della vicenda che ha coinvolto suo figlio. Reachel, dopo una lunga malattia, ritorna a lavorare. Sissy, la vincitrice morale della storia, ha dei bambini suoi ed è l’unica dei protagonisti a condurre una vita felice, dimostrando così che sono la fantasia e l’immaginazione a rendere felici, e non i fatti e i calcoli.


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

2 commenti

  1. Avatar

    Chi non conosce Charles Dickens? Eppure sono pochi quelli che hanno letto le sue opere, se si esclude forse David Copperfield che fa parte delle letture dell’infanzia o della prima adolescenza. Ed è un peccato, perché Dickens ha un notevole spessore psiicologico, ma si legge in modo molto fluido.

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