
Il piede nella fossa. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò è un romanzo di Andrea Vitali, pubblicato il 30 giugno 2026, da Garzanti.
All’ospedale Umberto I di Bellano, una richiesta insolita sconvolge la tranquillità delle corsie. Tra medici agitati, suore curiose e un becchino un po’ opportunista, prende forma una vicenda surreale e ironica, dove anche accontentare un paziente può diventare un’impresa.
Trama del libro Il piede nella fossa
Autunno 1931. Se non fosse per le stranezze di un paziente, la vita tra le corsie dell’ospedale Umberto I di Bellano scorrerebbe con la consueta routine. Invece Mentore Carcolati, il degente in questione, ha fatto una richiesta ben precisa, determinato ad abbandonare l’ospedale seduta stante se non verrà soddisfatta, anche a costo di mettere a repentaglio la propria salute e, non ultima, la reputazione del nosocomio.
Così, il primario dottor Giulio Cesare Bombazza adesso è agitatissimo; suor Anastasia, suo braccio destro, corre di qui e di là senza sapere a che santo votarsi; il becchino Adelio Dilena, convocato dal Bombazza, fa il prezioso, calcolando se nel guaio in cui vorrebbero coinvolgerlo avrebbe o no da guadagnarci. Un fermento che ha cominciato ad affilare la curiosità inopportuna di qualche suora infermiera.
Ma a parte tutto, quello che chiede il paziente è una cosa che si può fare? Perché va bene assecondare le sue comprensibili e umanissime ragioni, ma non sarà per caso un reato?
Consultato di nascosto, il maresciallo Ernesto Maccadò se ne è lavato le mani: il primario e la suora facciano pure come vogliono, basta che non diano motivo di pettegolezzi o peggio; per il resto lui non vuole saperne nulla. Il tempo intanto stringe, perché l’intervento chirurgico cui il Carcolati deve essere sottoposto non può aspettare, e d’altra parte bisogna trovare un donatore per accontentare la sua richiesta capestro. Donatore di cosa? Di spazio, un angolino discreto, anche anonimo, purché in terra consacrata. Nell’attesa, ci si potrebbe affidare a un modernissimo frigidaire.
Le storie che si intrecciano nella Bellano letteraria di Andrea Vitali non finiscono mai di stupire. Un luogo della fantasia che coglie sempre di sorpresa il lettore, trascinandolo in un vortice di vicende e personaggi inimmaginabili. Il piede nella fossa crea così un groviglio di destini che strappano più di un sorriso e al tempo stesso inteneriscono, avvolgendoci in quelle atmosfere lacustri tra le quali a ogni alba può davvero succedere qualunque cosa.
Recensioni
Le prime impressioni su questo libro restituiscono un giudizio piuttosto diviso, se da una parte i lettori apprezzano l’atmosfera d’altri tempi della Bellano degli anni Trenta, l’ironia e la fantasia con cui l’autore dà vita ai suoi personaggi, dall’altra non mancano le delusioni.
Tra le critiche ricorrono soprattutto una trama considerata poco incisiva, l’eccessiva presenza di figure secondarie e un maresciallo Maccadò che, secondo alcuni lettori, rimane troppo ai margini della vicenda. Anche la formula narrativa, fatta di equivoci, situazioni grottesche e personaggi stravaganti, viene giudicata da qualcuno ormai ripetitiva.
Resta comunque il fascino di un mondo provinciale inconfondibile, nel quale Vitali continua a mescolare comicità, bizzarrie e atmosfere lacustri. Un romanzo che sembra convincere soprattutto chi cerca una lettura leggera e divertente, ma che questa volta non ha conquistato tutti gli estimatori dello scrittore.




