L’ 8 ottobre è stato assegnato il Premio Strega Poesia 2026, la vincitrice della quarta edizione del premio è Carmen Gallo con Procne Machine (Einaudi), scelto dagli Amici della poesia, un gruppo di circa cento appassionati di cultura poetica, tra cui rientrano anche gli esperti di letteratura italiana all’estero.
La proclamazione si è svolta a Roma, alla Casa dell’Architettura, all’interno del complesso monumentale dell’Acquario Romano, un luogo che sembra respirare ancora l’eco delle grandi visioni artistiche del Novecento.
Come da tradizione, oltre al premio in denaro offerto da Strega Alberti Benevento, alla vincitrice è stato consegnato un esemplare dell’opera “L’Infinito Premio Strega”, creata e donata dal maestro Emilio Isgrò, un segno tangibile di come la poesia, ancora una volta, sappia farsi oggetto, gesto e simbolo.
La motivazione: «Carmen Gallo costruisce un solido, un volume tematico, una sorta di monumento classico paradossale, la scultura a parole di quanto di più lieve conosciamo: il volo. E il suo contrario, volo e canto bloccati dal disincanto in varie forme di bellezza atroce. A metà libro compare un saggio in versi sull’atto del volare, con parole che spiccano dalle terre del mito e planano su tutta la volatile, commossa, intelligente materia letteraria, che – come tutta la poesia – è attraversamento della paura, fissazione verbale di una fobia.» (Comitato scientifico)
A guidare la serata, con il suo tono misurato e luminoso, Carolina Di Domenico. L’apertura è stata affidata a Ginevra Nervi, compositrice e produttrice, ha aperto con la performance audiovisiva Beyond Appearances.
Nel cuore della serata, Lorena De Vita ha annunciato la vincitrice della quarta edizione del Premio Strega Giovani Poesia, Isabella Leardini, autrice della raccolta Maniere Nere (Mondadori). Un titolo che già nel suono promette immagini e profondità, e che si è imposto per la sua voce limpida e inquieta, capace di attraversare il mito e la realtà contemporanea. Premiata anche la studentessa Klizia Maffei dell’Istituto “Publio Elio Adriano” di Tivoli per la migliore recensione al libro di Leardini.
La vinvitrice del Premio Strega Poesia 2026
Carmen Gallo, Procne Machine, Einaudi (33 voti su 83 espressi).
Procne Machine rielabora il mito di Procne e Filomela in una trama di metamorfosi, violenza e canto. Tra autobiografia e riferimenti alla cultura occidentale, il libro intreccia versi, prose e traduzioni, costruendo una “macchina” poetica ibrida. Ne emerge un percorso tra trauma e memoria, che cerca nel linguaggio una possibilità di resistenza e rinascita.
Il lungo viaggio di due sorelle dal passato del mito a un presente su cui si allungano ombre di violenza che minacciano corpi e voci. “Procne Machine” è una macchina di associazioni e metamorfosi, come quella che trasforma Procne in una rondine e sua sorella Filomela, con la lingua tagliata, in un’usignola dal canto memorabile: «Ho immaginato di sentirle cantare, entrambe.
Di seguirne nel bosco le tracce, le fughe, i nascondimenti». È anche un attraversamento della cultura occidentale guidati dal volo e dal canto degli uccelli: dal titolo che riecheggia l’“Hamletmaschine” di Heiner Müller a Eschilo e Coetzee, passando per Shakespeare, Keats, Eliot, fino a Laurie Anderson e Lou Reed.
L’intima matrice autobiografica («Ho sempre avuto paura di voi») alimenta e fa proliferare l’immaginazione, animando una creatura ibrida che pensa e si ripensa, esplorando le possibilità della più recente poesia contemporanea: a calibrati componimenti in versi seguono «microsaggi» in prosa, un poemetto dalle suggestioni leopardiane, libere traduzioni di testi classici, la descrizione analitica di un quadro surrealista di Ernst.
Un viaggio sulle tracce di una storia che contiene altre storie, esercizi di violenza e compassione, ma anche la speranza di un canto a venire. A partire da una domanda: «Com’è possibile difendersi da ciò / che ci minaccia o ci reclama dall’alto».
Chi è Carmen Gallo
Carmen Gallo è una poetessa, traduttrice e studiosa di letteratura inglese, nata a Napoli nel 1983. Insegna Letteratura inglese alla Sapienza Università di Roma e si occupa in particolare di poesia inglese, con attenzione alla tradizione metafisica e contemporanea.
La sua attività si divide tra ricerca accademica, poesia e traduzione. Ha curato e tradotto opere di autori come William Shakespeare e T. S. Eliot e ha pubblicato diversi libri, tra cui L’altra natura. Eucaristia e poesia nel primo Seicento inglese (2018), Le fuggitive (2020), Tecniche di nascondimento per adulti (2024) e Stanze per una fuga. Poesie 2014-2024 (2025).
Ho sempre avuto paura di voi.
L’ombra del volo sulle facciate,
le piume nelle scale, il battere sordo
delle ali intorno al corpo pieno
di organi e viscere come umani.
La minaccia costante nelle strade
di essere colpiti, di essere sfiorati.
I muscoli in allerta, le pupille dilatate.
La testa inchiodata a un solo pensiero.
Com’è possibile difendersi da ciò
che ci minaccia o ci reclama dall’alto.
Gli altri finalisti del Premio Strega Poesia 2026
Isabella Leardini, Maniere nere, Mondadori (con voti 18)
Vincenzo Ostuni, Faldone, Il Saggiatore (con voti 17)
Federico Italiano, Godzilla e altre poesie, Guanda (con voti 10)
Fabrizio Lombardo, La linea spezzata, Donzelli (con voti 5)
Trovate in dettaglio libri dei finalisti nel seguente link:
Premio Strega Poesia 2026: la cinquina finalista
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