Sabato 3 ottobre si è svolta la finale del Premio Campiello 2026, giunto alla sua 64ª edizione. La giuria popolare, composta da 300 lettori anonimi, ha proclamato vincitore Marcello Fois con il romanzo L’immensa distrazione, pubblicato da Einaudi.
“Scrivere questo libro a quest’età è un pò come fare un bilancio di tutto: capire da che parte si sta, come si è messi, capire che scrivere è un mestiere difficilissimo e c’è tanto da dire e tanta gratitudine per questo mondo. Voglio ringraziare una persona che non c’è, ma per me c’è, una donna bellissima e resiliente: Michela Murgia.”
Il riconoscimento, nato nel 1962 su iniziativa degli Industriali del Veneto, resta uno dei principali appuntamenti dedicati alla narrativa italiana. La serata conclusiva, che si è svolta per la prima volta dal palco del Palazzo del Cinema del Lido di Venezia, è stata condotta da Alessio Viola e Arianna Porcelli Safonov.
Ad arricchire l’evento è stata la presenza di Margherita Vicario, cantautrice e regista, protagonista di un importante riconoscimento nel 2025 con i tre David di Donatello conquistati dal suo film d’esordio Gloria!. Matteo Caccia, autore, conduttore radiofonico e membro della Giuria dei Letterati, ha Accompagnato invece il pubblico alla scoperta dei cinque romanzi finalisti, interpretandone e leggendo alcuni significativi estratti.
#PremioCampiello2026
| 1 | Marcello Fois con L’immensa distrazione (Einaudi, 83 voti) |
| 2 | Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi, 80 voti) |
| 3 | Elena Varvello con La vita sempre (Ugo Guanga Editore, 54 voti) |
| 4 | Valeria Parrella con La ragazzina (Feltrinelli, 33 voti) |
| 5 | Ermanno Cavazzoni con Storia di un’amicizia (Quodlibet, 32 voti) |
Il vincitore del Premio Campiello 2026
Marcello Fois con L’immensa distrazione (Einaudi, 83 voti)
«Ettore Manfredini, nonostante fosse appena morto, la mattina del 21 febbraio 2017 ebbe la netta sensazione di svegliarsi». Inizia così il libro di Marcello Fois, che torna al grande romanzo familiare, questa volta in un’Emilia mitica e concretissima, fatta di campi, allevamenti, industrie, infinite pianure. Per un istante lungo quasi trecento pagine, Ettore ripercorre i momenti decisivi, le grandi gioie e i grandi dolori della sua stirpe. E finalmente vede tutti come sono stati davvero.
I Manfredini hanno trasformato un semplice mattatoio in un impero, con l’accanimento di chi conosce la miseria e l’astuzia di chi ha capito come uscirne. Ma ogni cosa che li riguarda, il loro inesausto gioco di sentimenti, alleanze, silenzi e potere, si fonda su un inganno. Sono questo, i Manfredini: spietati, umanissimi. Venite a conoscerli. È un’alba uguale a tutte le altre, soltanto un po’ più lunga, quella in cui Ettore Manfredini si sveglia appena morto nella casa accanto al macello che è stato il centro della sua vita e di cui conosce ogni lamento, ogni cigolio.
Nato troppo povero per permettersi un’istruzione regolare, impiegato da ragazzo nel mattatoio kosher di cui si impadronirà dopo le leggi razziali, Ettore è un uomo destinato al successo: diventerà uno dei più grandi imprenditori dell’Emilia in bilico tra grande industria e tradizioni contadine. E in quest’alba livida del 21 febbraio 2017, arrivato alla resa dei conti, Ettore capisce di dover percorrere fino in fondo il corridoio dei suoi ricordi. Parte da qui la vorticosa storia della famiglia Manfredini.
Che è in primo luogo la storia di Ettore, ma anche di sua madre Elda, sulla cui spregiudicata opacità si fonda tutta la loro fortuna, e di sua moglie Marida, salvata dalla deportazione ma a carissimo prezzo, e di Carlo, il primogenito, figlio mai del tutto capito, e di Enrica, la vera mente dietro la crescita dell’Azienda, e di Elio, il nipotino amatissimo, e di Ester che rimane invischiata nella lotta armata, di Edvige, di Lucia…
Il romanzo di Marcello Fois è una straordinaria macchina della memoria, in cui il grande disegno della Storia si mescola a piccoli dettagli fondamentali: il sapore di una ciambella mangiata ottant’anni prima, la serranda perennemente guasta nella casa di famiglia, due vecchie poltrone su cui si sono decisi i destini di tutti loro. E poi la foto di due gemelli ad Auschwitz trovata per caso in un’enciclopedia. Dipingendo l’affresco di una dinastia del Novecento fondata sulla carne e sulla menzogna, Marcello Fois ci regala un romanzo semplicemente maestoso. Perché vivere, forse, non è nient’altro che un’immensa distrazione dal morire.
Chi è Marcello Fois
Marcello Fois, nato a Nuoro nel 1960 e residente a Bologna, è uno degli scrittori italiani contemporanei più importanti. Laureato in Italianistica, ha esordito negli anni Novanta e nel 1992 ha vinto il Premio Italo Calvino con Picta. La sua produzione spazia dal romanzo alla sceneggiatura, dal teatro alla saggistica. La Sardegna, sua terra d’origine, è spesso al centro delle sue opere, non soltanto come ambientazione, ma come luogo della memoria, dell’identità e delle contraddizioni della storia.
Tra i suoi libri più conosciuti figurano la trilogia noir dell’avvocato Bustianu, composta da Sempre caro, Sangue dal cielo e L’altro mondo, e la saga familiare dei Chironi, iniziata con Stirpe. Nel 2007 ha ottenuto importanti riconoscimenti con Memoria del vuoto. La sua scrittura, intensa e fortemente evocativa, intreccia vicende personali e collettive, affrontando temi come la famiglia, il destino, la memoria e il peso della storia.
Premio Campiello 2026: la cinquina finalista
Premio Campiello Opera Prima 2026
Acqua sporca di Nadeesha Uyangoda (Einaudi)
Questo romanzo segue le vicende di quattro donne tra Sri Lanka e Italia, unite da legami familiari, migrazione e desiderio di appartenenza. Il ritorno di Neela nella terra d’origine riapre ferite, ricordi e tensioni che coinvolgono le sue sorelle Himali e Pavitra e la figlia Ayesha. Una saga intensa che intreccia storia, identità e radici, esplorando il significato di casa tra disincanto, memoria e speranza.
Come l’attrazione gravitazionale della Luna, questa scelta genera maree che si ritirano dalle coste della sua famiglia, scoprendo ansie radicate nelle menti e spiriti ancestrali imprigionati nei corpi. Sull’isola, sua sorella Himali cresce una figlia sul modello di un ideale politico, con un marito fantasma, ex militante comunista immigrato senza documenti in Europa.
Pavitra, la sorella più piccola, alle spalle un matrimonio insapore, si aggira come uno spettro in un appartamento non suo, soffrendo la povertà che l’ha costretta a dare in pegno l’unica ricchezza che possedeva. Ayesha, la figlia di Neela, vive a Milano una vita sgretolata, precaria, senza mai riuscire a «trovare né la soddisfazione morale né la compensazione economica».
Una storia famigliare ambientata tra il presente e il passato, tra due spazi geografici che sradicano e frammentano, tra un Paese in cui è difficile provare a realizzare i propri sogni e uno in cui la magia e il mito pervadono ancora ogni cosa.
Il Premio Campiello Giovani 2026
Il racconto “Ricalcolo percorso” di Matteo Ghisleri, 22 anni, vince la 31ª edizione del Campiello Giovani, il concorso riservato ai giovani tra i 15 e i 22 anni.
La motivazione della Giuria: “Per l’atmosfera sospesa, in bilico tra la realtà e un indefinito altrove, il Premio Campiello Giovani va al racconto Ricalcolo percorso di Matteo Ghisleri. Un testo dallo stile personale e riconoscibile, narrato dalla prospettiva di un giovane in viaggio con gli zii e il nonno verso il funerale della nonna. All’improvviso, un’altra macchina li fa uscire di strada vicino al bosco e sparisce. Sembrano illesi dopo l’incidente, ma l’autore con abilità incrina la rappresentazione lavorandone la superficie. Il carrozziere che trovano, il suo amico Nino, il gestore del bar nella foresta che apre a sorpresa: sono quasi identici. È solo un dettaglio della riuscita «bolla surreale» che Ghisleri crea dove domina una rara attesa priva d’angoscia, anche quando il nonno dice: «Vecchia mia… ti sei portata via un pezzo di tutti noi». Si rivolge alla morte, chissà quanto già vicina a loro.”
Il Premio Fondazione Campiello 2026
Il Premio Fondazione Campiello è il Campiello alla carriera ed è stato assegnato a Domenico Starnone.
Domenico Starnone, nato a Saviano nel 1943, è scrittore, sceneggiatore e insegnante. Ha vinto il Premio Strega con Via Gemito nel 2001. Tra le sue opere più note Lacci, Scherzetto e Confidenza. La sua narrativa esplora famiglia, coppia, memoria e fragilità umane con uno stile ironico, lucido e introspettivo.
Il Premio Campiello Junior 2026
La quinta edizione del Premio Campiello Junior, rivolto agli autori di opere italiane di narrativa e poesia per i bambini e i ragazzi tra i 10 e i 14 anni, è stato vinto da:
Per la categoria 7-10 anni, Rosella Postorino con Un fratellino. Storia di Nanni e di Mario (Salani)
Gli altri finalisti:
- Michela Guidi con Il Seminatore di storie e altri strani mestieri (Giangiacomo Feltrinelli Editore)
- Mariangela Gualtieri con Album per pensare e non pensare (Bompiani)
Per la categoria 11-14 anni, Daniele Mencarelli con Adelmo che voleva essere settimo. Sette fratelli. Un unico destino. Una grande avventura (Mondadori)
Gli altri finalisti:
- Matteo Bussola con Il talento della rondine (Salani Editore)
- Luisa Mattia con Segui la tigre (Il Battello a Vapore)
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