Benvenuti nel post sulle novità in libreria di ottobre 2026!
Cari lettori eccoci ad ottobre, il mese in cui l’autunno mostra tutto il suo fascino, le foglie si accendono di colori caldi, l’aria si fa più frizzante e sembra quasi invitarci a cercare rifugio tra le pagine di un buon libro. È un periodo in cui il tempo rallenta, almeno per chi sa fermarsi, e le storie diventano compagne preziose di queste giornate che si accorciano.
Le librerie, intanto, si preparano a sorprenderci con una vera e propria ondata di novità, romanzi attesissimi, saggi che aprono prospettive inattese, storie capaci di rapirci e condurci lontano. In questo viaggio vi accompagnerò alla scoperta delle uscite più interessanti di ottobre, per capire insieme quali titoli meritano di entrare subito nelle nostre letture d’autunno.
Vista la grande quantità di novità editoriali pubblicati al mese, per agevolare la lettura di questo post, ho deciso di suddividere i libri in uscita per genere nei link sottostanti, mentre la Narrativa varia e la saggistica la trovate di seguito in questo post.
Novità in libreria Genere Romanzo Storico
Novità in libreria Genere Giallo e thriller
Novità in libreria Genere Fantasy – Fantascienza – Horror
Novità in libreria Genere Narrativa Rosa
Libri in uscita a ottobre 2026
per il genere narrativa varia
Anarchica la morte – Giordano Meacci – La nave di Teseo – 2 ottobre 2026
Una misteriosa Signora attraversa l’estremo Sud del mondo, ricordando le molte vite vissute, mentre Vasco Natal Montero la attende nella sua Casa di Sassi di Fiume, rifugio costruito tra libri, rovine e memorie. Tra loro si intreccia una storia sospesa tra passato, presente e futuro. Sullo sfondo emerge la figura del poeta Balthazar Páramo, in un viaggio visionario sulla memoria, sulla morte e sul potere della parola.
Ma chi è la notissima e mai nominata Signora in cammino? Chi è, per Lei, Vasco Natal Montero? E che cosa avranno da dirsi mentre tutto, forse, è già finito? E ancora, alla fine della fine: chi è veramente Balthazar Páramo? Il poeta argentino ribelle e romantico che – sembra – ha già raccontato questa storia in un sogno sospeso, e lontano, negli anni Trenta del secolo scorso. Come se Anarchica la morte fosse stato scritto altrove e poi trasportato in questa lingua e in questo tempo, per raccontare i giorni che stiamo vivendo.
Il nuovo romanzo di Giordano Meacci è un viaggio immaginifico nel potere della parola. Una storia ai confini del mondo sulla memoria (anche del futuro) e sull’impossibilità di separare la vita dalla sua ombra.
Santa Barbara – Nicola Lagioia – Einaudi – 6 ottobre 2026
A Capurso, in Puglia, la vita di due famiglie si intreccia per generazioni tra miseria, ambizione e desiderio di ricchezza. Al centro c’è Nunzia Battista, una donna determinata a cambiare il proprio destino, ossessionata dalla visione di un collier di diamanti. Accanto a lei Nicola e il figlio Domenico, erede della stessa ambizione. Tra amori, tradimenti, talento e sacrifici, la saga racconta mezzo secolo di passioni e segreti, sotto lo sguardo di Santa Barbara.
Dopo il successo di La città dei vivi, Nicola Lagioia torna a raccontare il Sud in cui è nato, usando i codici della saga famigliare per modellare un’opera del tutto personale, profondamente contemporanea. Per ogni sguardo che gettiamo all’indietro, ci dice questo libro, ne troviamo un altro che dal passato ci interroga. E chiede conto della nostra ambizione e delle nostre paure, dei nostri amori e dei nostri tradimenti, dell’illusione di essere destinati a qualcosa di grande, di quanto in là siamo disposti a spingerci per diventare ciò che vogliamo.
Ci sono momenti della vita che somigliano già a ricordi, o a presagi: momenti in cui sentiamo scorrere le forze violente e senza nome che definiscono il nostro destino. Nunzia Battista, il suo destino, l’ha visto una sera mentre il sole tramontava sulle gravine – era un’immagine nitida, elettrizzante: un collier di diamanti. Forse una premonizione, forse un desiderio cosí forte da diventare per lei il motore di ogni futura decisione, di ogni pensiero, di ogni silenzio.
Santa Barbara è innanzitutto la storia di una donna che vuole piú di quello che la vita sembra offrirle, e delle azioni a cui è disposta per realizzare la sua brama. Ma è anche la storia di Nicola, l’uomo che la sposerà e proverà ad abbandonarla, e del figlio Domenico, che erediterà quella stessa fame e fonderà la sua fortuna sul sapere antico delle ricamatrici della zona. È la storia di altri uomini e altre donne a cui la volontà rapace di Nunzia – o quella della Santa ribelle a cui lei rivolge le sue preghiere dissennate – ha assegnato un ruolo nel compimento del suo destino: chi la amerà, chi la tradirà, chi darà fuoco alla sua rabbia, chi rischierà tutto, chi dovrà morire.
Dopo La città dei vivi, Nicola Lagioia torna in Puglia per raccontarci mezzo secolo di passioni e tradimenti, madri e figli, fame, talento e ricchezza, il roteare di una giostra. Lo fa con una scrittura mobile e tesa che attraversa il tempo come un vento: corre, si placa, soffia, s’infiltra nelle case, nelle voci, mescola le piccole miserie e i grandi fatti, passa veloce attraverso gli anni, scompiglia i giorni, solleva il fumo delle braci, lo fa danzare e con quello disegna visioni, fa sventolare i capelli, le gonne e le bandiere, per trasformarsi in un canto di sirena, nella voce della Santa.
Quella Santa Barbara che ha nascosto il suo cuore in un angolo del paese, in attesa che un bambino dall’animo puro possa ritrovarlo, toccarlo, farlo parlare. Sarà Domenico questo bambino? Oppure Anna, Stella, Vito, Filippo, Ninuccio? O forse un bambino che ancora non esiste, e che dal futuro osserva, attende di essere messo al mondo per esaudire un desiderio, rompere una maledizione, raccontare una storia.
Otto ragazze – Aurora Tamigio – Feltrinelli – 6 ottobre 2026
A Milano, la quattordicenne Argenta si trasferisce a Villa Debora, trasformata dalla madre Sara in una casa condivisa per sole donne. Tra le ospiti ci sono Valeria, in fuga da un marito violento, e sua figlia Adele, coetanea di Argenta. Le due ragazze, inizialmente molto diverse, diventano amiche, mentre la casa sembra trasformarsi in un’utopia. Quando l’equilibrio si incrina, dovranno interrogarsi sulle regole, sulle madri e sui legami scelti.
Tra loro ci sono Valeria, in fuga da un marito violento, e sua figlia Adele, che ha la stessa età di Argenta, eppure le due ragazze non potrebbero essere più diverse. Argenta è timida, stravagante, “un incrocio tra un’attrice adolescente che si stava disintossicando e la reincarnazione di una hippie”, mentre Adele è rumorosa e sincera fino alla brutalità: l’iniziale insofferenza reciproca, però, si trasforma via via in amicizia.
Le ragazze diventano sempre più complici mentre, sotto la guida di Sara, le donne della casa lavorano, fanno l’orto, cucinano insieme e si offrono supporto: sembra la realizzazione di un’utopia, ma quando questo equilibrio apparentemente perfetto comincia a vacillare, Argenta e Adele per la prima volta sono costrette a interrogarsi sulle regole della casa dettate da Sara, e in generale sul rapporto con le proprie madri.
A osservarle, a proteggerle, a custodire i loro segreti e i propri, a raccontarle con uno sguardo divertito e partecipe, è proprio Villa Debora.
Dopo il grande successo del suo romanzo d’esordio, Il cognome delle donne, Aurora Tamigio torna a esplorare le relazioni fra donne di età diverse per raccontare come le nuove parentele stiano cambiando le famiglie, consegnandoci l’intensa storia di legami per scelta.
Poi successe qualcosa che Adele non dimenticò mai più. Argenta diede un pugno allo stipite e questo si sollevò, come fosse un pulsante magico capace di aprire un passaggio segreto. Tutte e due si accostarono al muro nudo, tendendo le orecchie.
La curatrice di libri antichi – Cristina Caboni – Garzanti – 6 ottobre 2026
Manon, esperta di libri, viene incaricata di catalogare un’antica biblioteca, ma scopre una straordinaria raccolta di opere scritte da donne dimenticate dalla Storia. Tra autrici ribelli e testi salvati dall’oblio, la biblioteca sembra avere un legame misterioso con la sua famiglia e con il padre che le ha trasmesso l’amore per i libri. Con l’aiuto del libraio antiquario Rafael, Manon indaga sul passato della collezione e comprende di doverne custodire la memoria.
Ci sono grandi autrici che dominano le classifiche e che, ogni anno, tornano dai loro lettori con una nuova storia. E ci sono libri importanti che portano avanti memorie ormai dimenticate. Tutto questo accade nella Curatrice di libri antichi. Tra le affascinanti vie di Verona, una giovane protagonista ridà voce a scrittrici che l’hanno persa. Perché questo è lo scopo della letteratura: non dimenticare.
In me dorme un grido – Francesca Diotallevi – Neri Pozza – 6 ottobre 2026
Niki de Saint Phalle arriva in Toscana e vede, su una collina brulla, il luogo ideale per realizzare il suo sogno: il Giardino dei Tarocchi. Dopo anni segnati da sofferenza, ribellione e ricerca della libertà, l’artista trasforma l’arte in una forma di rinascita. Con l’aiuto di Jean Tinguely, di altri artisti e della gente del luogo, crea ventidue monumentali sculture ispirate agli Arcani maggiori, dando vita a un mondo fantastico e visionario.
L’arte le ha salvato la vita. In principio, quando l’abisso della mente ha cercato di inghiottirla e suo marito le ha imposto il ricovero, nei terribili giorni bianchi dell’ospedale, sono stati un mucchio di foglie, carta e colla; poi, a casa, sono arrivate la creta, gli smalti, le vernici, i colpi di fucile per gridare al mondo la rabbia che non si può più soffocare. Da allora Niki ha imboccato l’unica via possibile, e ha pagato un caro prezzo.
Anni in cui si è allontanata dai figli, ha infragilito i polmoni e le mani, reciso ogni legame con la sua famiglia d’origine. Anni in cui ha incontrato anche l’amore, Jean Tinguely, il saturnino scultore di macchine animate, e si è inebriata di libertà. E ora, su questa terra brulla, è giunto il tempo di costruire la sua cattedrale. Un’impresa titanica, in cui la accompagnano artisti da tutto il mondo ma anche la ruvida gente del posto.
Ventidue sculture monumentali, giganti di vetro e specchi lucenti come stelle – i ventidue Arcani maggiori dei Tarocchi. Lì, tra l’Imperatrice e il Diavolo, la Papessa e il Mago, c’è tutto. Quello che non fa dormire e quello che fa volare, quello che uccide e quello che cura, i mostri e la meraviglia. In questo eroico viaggio di cadute e rinascite, ferite e bagliori, Francesca Diotallevi canta l’anima inquieta, furiosa e bellissima della creatrice del Giardino dei Tarocchi, lì dove potremo scegliere se perderci o abitare, come in un sogno.
Con le mani che sapevano di mandarino – Nicola Pesce – Mondadori – 6 ottobre 2026
René è stanco della vita frenetica e alienante della città e decide di fuggire nei boschi, portando con sé pochi oggetti, i ricordi d’infanzia e un gatto randagio. A contatto con la natura riscopre il valore dei piccoli gesti, del silenzio e del tempo lento. Tra incontri con animali e persone ai margini, René affronta anche i traumi del passato, iniziando un viaggio di rinascita e riconquista della propria libertà.
Suoi unici compagni di viaggio: i ricordi della sua infanzia, uno zaino con una tenda e un gatto randagio nero. Ogni giorno nella natura per René diventa una scoperta, ogni esperienza un rito di purificazione: pescare una trota nel ruscello, accendere un fuoco, condividere il silenzio del lavoro e il profumo del ragù con una coppia di vecchi contadini. La natura, pura e a tratti spietata, lo mette di fronte a incontri straordinari con creature selvagge e persone che ai margini del mondo hanno trovato il proprio posto.
Ogni incontro è un tassello per ricostruire la propria anima. Una fuga verso la libertà che è anche un viaggio a ritroso nelle stanze d’ombra della sua memoria, dove riaffiorano i traumi sepolti per anni. Con le mani che sapevano di mandarino è una struggente e delicata meditazione sulla riscoperta del tempo lento, una favola contemporanea che racconta il potere catartico dei piccoli gesti e che ci ricorda come, per ritrovare la strada di casa, talvolta sia necessario perdersi nel bosco.
Bestiola – Jonathan Bazzi – Mondadori – 6 ottobre 2026
Da sedici anni Mirtilla e Purè vivono accanto al protagonista, insegnandogli la cura, la protezione e un modo diverso di stare al mondo. Quando Mirtilla muore, il dolore fa crollare ogni equilibrio. Dopo tre anni di silenzio e precarietà, l’uomo torna a scrivere per conservare la memoria di quella presenza. L’animalità diventa così una chiave per raccontare lutto, differenze, fragilità e forme possibili di famiglia.
Ma quando Mirtilla muore, ogni cosa deflagra: come si fa a trovare un posto al dolore, in assenza di riti condivisi? Che forma dare a un lutto clandestino, a cui non è concessa legittimità? Per celebrare questa esistenza ritenuta minore, il protagonista, dopo un letargo di tre anni e in balia di precarietà e traslochi, si rimette a scrivere: perché lei splenda ancora e il vuoto non si mangi tutto.
Accanto a Mirtilla, altre presenze vivide affollano le pagine, guardiani di soglie e creature liminali: Jofi, la chow-chow che Freud portava sempre alle sedute; il terranova Carlo, complice muto di Emily Dickinson; Korasek, l’inseparabile corvo della biologa Simona Kossak. E l’animalità diventa una chiave attraverso cui raccontare la differenza di classe, la neurodivergenza, le ferite narcisistiche e le tante forme possibili di famiglia.
Con una scrittura che non risparmia nulla e illumina l’inammissibile e la vita nascosta, in Bestiola Jonathan Bazzi trova le parole più intime e radicali per ciò che siamo abituati a lasciare che ci stravolga in silenzio. Rivendicando l’anomalia, ci consegna una storia stratificata e ibrida, umana e animale insieme, e una piccola etica della tenerezza. Aprirsi all’altro non umano, qui, non è semplice consolazione: diventa il solo modo che il protagonista trova per restare al mondo, bestia tra le bestie, fidandosi solo della pelle.
Sto come un re – Edoardo Nesi – La nave di Teseo – 13 ottobre 2026
Luciano Martinelli, sessantacinquenne apparentemente in ottima salute, si risveglia in ospedale dopo un ictus e un attacco epilettico. Tornato a casa, deve convivere con una badante, Tamara, che lo accompagna nel difficile percorso di guarigione. Tra allucinazioni, ricordi della moglie scomparsa e una gamba che non risponde più come prima, Luciano cerca di ricomporre i frammenti di una vita che credeva ormai perduta.
Quando Luciano torna a casa è come se nulla fosse successo. Due pasticche al giorno deve prendere, basta, e a parte una gamba matta che invece di camminare continua a fare una strana falciata, si sente bene, benissimo, sia di testa sia di corpo. Eppure ha una badante che lo sorveglia. Ha tentato di tutto per non farsela affibbiare, ma eccola qui, Tamara, la georgiana settantenne che sbaglia ogni accento e cucina malissimo ma lo aiuterà a compiere i passi del suo lungo, doloroso, comico, allucinato cammino verso la guarigione e a rimettere insieme i pezzi d’una vita che ormai credeva frantumata e inutile.
Le bestie – Davide Enia – Sellerio Editore Palermo – 13 ottobre 2026
In un arco di oltre cento anni, le vicende di uomini e donne si intrecciano con guerre, mafia, violenza e repressione. Umbertino, pugile e allenatore, sfida continuamente la morte; Maddalena detta “la Turca” vive secondo le regole della mafia; Menico Carabillò, reduce della Grande Guerra, si dedica alla ricomposizione di un misterioso manoscritto. Sullo sfondo Palermo e la storia italiana, tra dolore, memoria e lotta contro il male.
Nell’arco di più di cento anni, scanditi dagli assoli di Carbone, geniale e influentissimo artista circense vissuto a cavallo tra XIX e XX secolo, i protagonisti del nuovo romanzo di Davide Enia combattono, perdono, continuano a darsi da fare in un mondo costantemente in guerra, in cui il potere opprime, reprime, abusa, come nella dimenticata strage del pane a Palermo dell’ottobre 1944 o a Genova nel 2001 durante il G8.
Umbertino, pugile e allenatore di boxe, è sfiorato di continuo dalla morte, ma iddu è nato per combattere. La Nera Signora danza con lui, e così sopravvive sempre: ai bombardamenti su Palermo, agli scontri di piazza, ai sensi di colpa.
Maddalena detta «la Turca» è donna d’onore, vive secondo le regole della mafia, lotta per la propria sopravvivenza, femmina tra maschi simili a cani, stessa logica del branco, identico ab- bandono alle pulsioni più basiche.
Menico Carabillò, reduce della Grande Guerra, abilissimo scrutatore dei segni del reale, finisce a vivere come un senzatetto perché non riesce a perdonare alla questura presso cui lavora la collusione con Cosa Nostra. Un prete luminare lo assolda per lavorare alla ricomposizione di un manoscritto disseminato per la Sicilia.
Accanto a loro, in perenne affanno, si muovono gesuiti eretici, mafiosi, satanisti, assassini, artisti di strada che, come in una sequenza di danza, cadono e si rialzano, per cadere arrìere e cadere meglio, perché il male è vivo e presente e l’azione più dignitosa che si possa compiere, l’unica davvero salvifica, in questo teatro di demoni, è quello di fronteggiarlo con fierezza spavalda.
Cencio – Fabio Geda – Einaudi – 13 ottobre 2026
Firenze, 1966. Durante la devastante alluvione dell’Arno, Cencio, tredicenne del quartiere Santa Croce, perde le tracce del padre e vede sconvolta la sua vita. Da Taranto arriva Nicola, ventenne che si unisce ai giovani accorsi da tutta Europa per aiutare la città. L’incontro tra i due, molto diversi per età e carattere, li lega profondamente. Tra fango, dolore e solidarietà, scoprono il coraggio di cambiare e immaginare un futuro diverso.
La giovinezza è anche un modo di guardare il mondo. A volte cinico, a volte livido. In Cencio Fabio Geda privilegia il suo versante piú trepido e vitale, quello ancora capace di stupirsi, puntando gli occhi lucidi sulle miserie del mondo. Un romanzo che sprigiona tutta la forza con cui, in certi frangenti, la Storia ci trascina e ci costringe ad afferrare il nostro tempo.
Lo chiamano Cencio perché è sempre «stropicciato». È un tredicenne curioso, ama i cantieri dei palazzi in costruzione, ma il suo destino è in bottega, a fare il parrucchiere. Quando il 4 novembre del 1966 il quartiere di Santa Croce è invaso dal fango, lui e la famiglia devono scappare dalle stanze al pianterreno e rifugiarsi al piano di sopra, dai vicini. Intanto il padre, uscito per controllare il negozio, scompare. Nicola ha vent’anni e la notizia dell’alluvione lo raggiunge a Taranto, la sua città, dove il sole continua a splendere.
È uno studente riservato, poco incline agli slanci. Eppure parte in soccorso di Firenze, come migliaia di altri giovani provenienti da ogni angolo d’Europa. Anche se lui, all’inizio, lo fa per amore, per seguire una ragazza. Sarà proprio Nicola ad aiutare Cencio, e quei giorni trascorsi fianco a fianco lasceranno in loro tracce il cui disegno emergerà solo col tempo. Scopriranno assieme che si può disobbedire ai padri senza smettere di amarli, che si può essere tristi e allegri nello stesso momento senza doversene vergognare. E che a volte è necessario rinunciare a qualcosa per immaginare un mondo nuovo.
Una vita lontana – M.L. Stedman – Garzanti – 13 ottobre 2026
Nell’Australia Occidentale, la famiglia MacBride vive da generazioni in una terra aspra e imprevedibile. Dopo una tragedia che lascia in vita soltanto Lorna e i figli Rose e Matt, gli equilibri familiari crollano. Ognuno affronta il dolore a modo proprio: Rose attraverso rituali e parole, Lorna cercando di mandare avanti la casa e Matt lottando con i ricordi. Tra perdita e resilienza, la natura diventa simbolo della vita che resiste e rinasce.
Senza le braccia forti del padre e del fratello maggiore, gli equilibri della famiglia sono compromessi. A nulla valgono i tentativi di Rose di scrivere i suoi pensieri su un foglio e bruciarli all’ombra del grande eucalipto recitando la parola «via» al contrario. Né la determinazione di Lorna a mandare avanti la casa da sola o il sostegno di Matt, che fatica a ricordare quello che è successo.
Ognuno di loro deve fare i conti con ciò che rimane. Eppure, anche bruciata dal sole rovente, anche sferzata dai forti venti, la terra dell’Australia Occidentale nasconde sempre la vita. Vita che resiste, tenace, come solo la natura sa essere, che germoglia ovunque e sopravvive a tutto. Anche quando sembra lontana.
Una star a Derry – Seamas O’Reilly – Guanda – 13 ottobre 2026
A Derry, l’attrice americana Monica Logue scompare pochi giorni dopo essere arrivata in città per girare una serie ambientata durante i Troubles. L’ultimo ad averla vista è Diarmuid, sceneggiatore irrequieto e sospetto. Le indagini coinvolgono un’intera comunità, tra aspiranti attori, giornalisti e tassisti che cercano di raccontare la propria verità. Il mistero diventa così un viaggio corale nella memoria e nelle ferite ancora aperte del conflitto nordirlandese.
L’intera città si troverà in qualche modo coinvolta nelle indagini, che proseguono mentre aspiranti attori, giornalisti, tassisti cercano di offrire il proprio contributo e il proprio punto di vista, e di ritagliarsi un ruolo da protagonisti. Chi più di loro, in fondo, ha il diritto di raccontare una storia che hanno vissuto in prima persona? Ironica e tagliente, profonda e umana, prende vita una narrazione corale di destini che si intrecciano, in cui il mistero è solo il punto di partenza.
La città diventa un palcoscenico, gli abitanti il cast di una tragedia in cui il dolore e le esperienze dei singoli si fondono in un retaggio collettivo da trasformare in spettacolo, nello sforzo di ripensare e superare un passato che pesa come un macigno sulle prospettive di un’intera comunità.
Le ore prima dell’alba – Celia Fremlin – Sellerio Editore Palermo – 13 ottobre 2026
Louise, casalinga inglese degli anni Cinquanta e madre di tre figli, è esausta per le notti insonni causate dal suo bambino. Quando lei e il marito affittano la mansarda a Vera Brandon, una misteriosa insegnante, la tranquillità familiare si spezza. Una strana valigia blu e inquietanti coincidenze alimentano i sospetti di Louise, sempre più ossessionata dalla nuova arrivata. Tra paranoia, paura e humor nero, la realtà della casa diventa sempre più inquietante.
Louise darebbe qualsiasi cosa per una buona notte di sonno. Dimenticare le bambine che scorrazzano in giardino e disturbano i vicini. Dimenticare suo marito, che sembra non accorgersi di nulla. Lo stress e la tensione diventano ingestibili quando a tutto questo si aggiunge una novità: per fare qualche soldo, affittano la mansarda a una donna, Vera Brandon, un’insegnante che Mark crede di aver già incrociato da qualche parte. Ma dove? Vera porta con sé una strana valigia blu che Louise è certa di aver già visto e che non riesce a togliersi dalla testa.
Chi è davvero Vera Brandon? E perché sembra condividere tutti gli interessi di Mark? Il sospetto e l’ossessione si insinuano tra le stanze di quella casa, mentre accadono fatti inquietanti, inspiegabili. Forse è la mancanza di sonno e di lucidità. O forse no. Le ore prima dell’alba è un romanzo ipnotico che esplora le relazioni familiari attraverso la lente del mistero e dell’humour nero.
Un thriller psicologico capace di delineare i contorni di una quotidianità corrotta che precipita nel quiet horror. Celia Fremlin genera mostri dalle piccole cose della vita, conduce il lettore attraverso la paranoia e il delirio, la paura e la colpa, mentre descrive le gioie e le fatiche di una maternità che ha il peso dell’inganno e della punizione.
Le cose che non diciamo – Elizabeth Strout – Einaudi – 13 ottobre 2026
Artie Dam è un insegnante di storia amatissimo, ma nella sua vita privata il silenzio e la solitudine hanno preso il sopravvento. Il rapporto con la moglie Evie e con il figlio Rob si è incrinato, mentre la comunità è attraversata da tensioni sociali e menzogne. Dopo un incidente in barca, Artie scopre un segreto capace di riscrivere trent’anni di matrimonio e cambiare per sempre il suo modo di guardare agli altri.
Sotto il tetto della bella casa affacciata sull’acqua lungo la costa del Massachusetts, che condivide con la moglie Evie – terapeuta familiare abituata a curare i disastri altrui e meno i propri -, il silenzio ha cominciato a pesare in modo diverso, la distanza imposta da Rob, brillante ingegnere in crisi coniugale, si è acuita, e la solitudine è diventata un rumore di fondo da quando Flossie, l’amica eccentrica capace di farlo ridere, se n’è andata lontano con la raccomandazione di «stare allegro come al solito».
E c’è poi, tutto intorno, una comunità scossa da nuovi rancori sociali che, alla vigilia delle elezioni presidenziali del 2024, minacciano di esplodere alla prima scintilla. La menzogna, si direbbe, dilaga nella sua vita privata come in quella pubblica, e il povero, gentile, equanime Artie Dam, incarnazione del sogno americano infranto contro le contraddizioni del nostro tempo, deve chiedersi: «perché la gente non dice mai niente di vero?» Ma è un improvviso incidente in barca a portarlo a un passo dal fondo e, paradossalmente, a restituirlo alla superficie con una verità indicibile tra le mani.
Un segreto capace di riscrivere trent’anni di matrimonio e di ridefinire i confini del taciuto. Attorno alla traiettoria sismica di Artie, Elizabeth Strout intesse un nuovo meraviglioso arazzo di esistenze imperfette: la fragile Rhonda, che cammina a braccia ciondoloni cercando il suo posto nel mondo; Danny Marino, il ragazzo arrabbiato che scopre la passione per Shakespeare; Ken Moynihan, l’amico inaspettato con cui condividere la verità. Isole e universi sconosciuti, tutti loro, tutti noi. Ma è proprio tra le crepe di questo isolamento, nella fatica quotidiana e commovente di rivelarsi all’altro, che filtrano i raggi di una luce tenue ma inestinguibile.
Il giorno in cui Rose è scomparsa – Julien Sandrel – HarperCollins Italia – 13 ottobre 2026
Rose si risveglia in un ospedale di Bruxelles senza ricordare chi sia. Un nome e un numero di telefono scritti sulla pelle e una misteriosa lettera d’addio sono gli unici indizi del suo passato. A Tolone, Aïda ricomincia lavorando in un rifugio per donne vittime di violenza, ma non si fida di Romain. Le loro vite, apparentemente lontane, sono legate da un segreto custodito da Ophélie.
Rose apre gli occhi e non sa chi è.
Non ricorda il proprio volto, la propria voce, si guarda le mani senza riconoscerle. L’unica certezza è quella scritta sbiadita sulla pelle e una lettera d’addio ritrovata tra le sue cose, che getta un’ombra su tutto ciò che è stato prima.
Aïda invece sa esattamente chi è. Ed è pronta a ricominciare.
A centinaia di chilometri di distanza, a Tolone, inizia un nuovo lavoro come educatrice alla Maison des femmes, un rifugio per chi cerca di rialzarsi dopo la violenza. Entra rapidamente in sintonia con quel luogo, con le donne che accoglie, e con i colleghi, ma c’è una persona di cui non riesce a fidarsi: Romain, il volontario che cura il giardino, un uomo di poche parole, i cui silenzi sembrano nascondere qualcosa.
Rose e Aïda non si sono mai incontrate, non si conoscono. Non sanno ancora quanto i loro destini siano legati, né che a tenerli insieme è una terza voce, quella di Ophélie, custode di segreti capaci di ribaltare tutto ciò che credevamo di sapere.
Mille cose – Juan Tallón – Guanda – 20 ottobre 2026
Travis e Anne sono una giovane coppia travolta dalla frenesia quotidiana: lavoro, un figlio piccolo, imprevisti e problemi economici lasciano loro sempre meno tempo per respirare. Alla vigilia delle vacanze, quando sembra finalmente possibile lasciarsi tutto alle spalle, un episodio inatteso cambia ogni cosa. Il lettore è così costretto a tornare indietro e chiedersi quando la corsa contro il tempo abbia fatto perdere di vista ciò che conta davvero.
Il termometro della sua vecchia automobile segna trentasei gradi alle dieci di sera. Fa un caldo infernale. Domani sarà l’ultimo giorno di lavoro prima delle agognate ferie, ma adesso Travis deve assolutamente trovare una farmacia aperta, perché a Iván servono i pannolini e né lui né Anne si erano accorti di averli finiti. Anne lo sta aspettando a casa, il bambino piange, l’aria condizionata è rotta e il frigorifero vuoto le ricorda che anche stavolta per cena dovranno accontentarsi di olive e insalata russa comprati all’ultimo momento.
Tra scadenze, imprevisti, un figlio piccolo da gestire e la sensazione costante che tutto sia improrogabile, il tempo sembra non bastare mai. Travis è alle prese con la chiusura del numero della rivista per cui lavora, divorato dalla paura di essere licenziato. Anne, impiegata nel reparto assistenza clienti di un’azienda, si muove esausta fra tensioni sul punto di esplodere. Far fronte alle mille emergenze quotidiane, grandi e piccole, è per entrambi un’estenuante prova di resistenza. Ma le vacanze sono ormai a un passo, e potranno infilare tutti i problemi dentro un sacco e buttarlo a mare. La loro vita tornerà a sorridere.
Senonché, quando pare giunto il momento di tirare un sospiro di sollievo, un episodio costringerà il lettore a riavvolgere il nastro, in un’affannosa ricerca: a che punto la frenesia ci ha distolti dal dettaglio più importante?
La guaritrice – Michela Cavaliere – La Corte Editore – 21 ottobre 2026
Calabria, anni ’50. Beniamina eredita il potere di Na- scarella, l’ultima guaritrice e, mentre suo fratello Pasquale sceglie la via del sangue per scalare le gerarchie criminali, lei tenta di cucire il proprio destino fuggendo a Parigi, dove incontra Marie, il suo grande amore, in un’epoca che non concede spazio a due donne insieme. Ma le radici non si recidono: un massacro la costringerà a tornare per salvare l’ultimo legame rimasto. Una saga familiare travolgente tra sentimenti, delitti e misticismo, dove le donne rammendano ciò che gli uomini distruggono
Adam & Eve – Jeffrey Archer – HarperCollins Italia – 27 ottobre 2026
Nel 1918, nel giorno dell’Armistizio, nascono Adam, figlio di un pastore, ed Eve, figlia di un conte. Separati da una rigida barriera sociale, i due crescono in mondi opposti, ma il loro legame diventa sempre più forte. Tra l’ascesa di Hitler, le tensioni dell’Europa e la Seconda guerra mondiale, Adam ed Eve sfidano convenzioni e destini. Una missione audace porterà il loro amore al centro della Storia.
Mentre l’Europa affronta disordini sociali, sconvolgimenti politici e l’ombra incombente dell’ascesa di Hitler, le vite di Adam ed Eve si intrecciano inesorabilmente. Dalle opulente sale delle tenute inglesi ai paesaggi devastati dalla guerra, il loro amore straordinario sfida le convenzioni sociali e ridefinisce il destino delle nazioni. L’intelletto e il coraggio di Adam lo portano alla ribalta, mentre Eve sfida le aspettative della società, tracciando il proprio percorso in un mondo ostile al cambiamento.
La loro storia culmina in una missione audace che ridefinisce non solo le loro vite, ma anche il corso stesso della storia.
Il ragazzo con la testa di pesce – Eliska Beranová – E/O – 28 ottobre 2026
Tornata nella cittadina ceca della sua infanzia per salutare un’ultima volta Roman, l’amico di sempre, la protagonista ripercorre una vita trascorsa insieme a lui. Lei impulsiva e desiderosa di fuggire, lui fragile e schivo, sono legati da un sentimento impossibile da definire. Tra ricordi, adolescenza, sogni e occasioni perdute, emerge una storia malinconica sull’amore, il lutto e i legami che continuano a vivere nella memoria.
Quello tra loro è un legame che sfugge alle definizioni: un’amicizia assoluta, un amore mai dichiarato fino in fondo, una vicinanza che sopravvive agli anni, ai silenzi e alle occasioni perdute. Attraverso i ricordi dell’adolescenza, tra birrerie di provincia, feste, viaggi sentimentali, sogni di fuga e il peso delle aspettative, Eliška Beranová racconta con straordinaria delicatezza la storia di due anime destinate a cercarsi senza mai riuscire davvero a salvarsi.
Con una scrittura lirica e intensa, capace di fondere realismo, memoria e suggestioni del folklore locale, Il ragazzo con la testa di pesce è un romanzo di formazione malinconico che diventa una commovente riflessione sull’amore, sul lutto e su quei rapporti che continuano a definirci anche quando sembrano ormai appartenere al passato.
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