C’era una volta un contadino cinese …

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“L’intero processo della natura è un processo integrato di immensa complessità, ed è davvero impossibile dire se tutto ciò che accade in esso è buono o cattivo”

Questa idea fu inizialmente formulata dal filosofo e scrittore britannico Alan Watts, che iniziò a divulgare la filosofia orientale in occidente negli anni ’50 e ’60, unendo l’antica saggezza alle intuizioni in evoluzione della psicologia moderna. In uno dei suoi libri troviamo questo racconto taonista.

C’era una volta un contadino cinese molto povero, ma saggio, che lavorava duramente la terra con suo figlio.
Un giorno il figlio gli disse:
“Padre, che disgrazia, il cavallo se n’è andato”.
“Perchè la chiami disgrazia?” Rispose il padre,  “Vediamo quello che ci porta il domani”.
Dopo pochi giorni il cavallo ritornò accompagnato da una bellissima giumenta selvaggia.
“Padre, che fortuna!” Esclamò il ragazzo. “Il nostro cavallo ne ha portato un altro”.
“Perchè la chiami fortuna?” Rispose il padre, “Vediamo cosa ci porta il domani”.
Qualche giorno dopo il ragazzo volle montare il nuovo cavallo e questo, non abituato ad un fantino, si impennò e lo scaraventò al suolo e il ragazzo si ruppe una gamba.
“Padre, che disgrazia! Mi sono rotto una gamba!”.
Il padre ricorrendo alla sua esperienza e saggezza sentenziò:
“Perchè dici dsgrazia? Vediamo cosa ci porta il domani!”.
Il ragazzo non era convinto della filosofia del padre e piagnucolava nel suo letto.
In quel periodo il Giappone dichiarò guerra alla Cina e il governo inviò i propri emissari in tutto il paese alla ricerca di giovani in buona salute da inviare al fronte in battaglia. Arrivarono al villaggio e reclutarono tutti i giovani, eccetto il figlio del contadino che aveva la gamba rotta. Nessuno dei ragazzi ritornò vivo.
I vicini dissero al vecchio che era stata un fortuna, ma anche in questo caso il contadino rispose:
“Vediamo cosa ci porta il domani!”
Il giovane comprese allora che non si devono dare come assolute né la disgrazia né la fortuna, ma bisogna sempre dare tempo al tempo, per vedere se una cosa è buona o cattiva.

Una storia semplice che ci mostra come le apparenze possono ingannare e di come il bene e il male possono essere solo una temporanea apparenza, nella vita non ci sono situazioni completamente buone o completamente cattive, tutto ha dei pro e contro.


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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