Michael Connelly – Debito di sangue

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Debito di sangue, un romanzo thriller di Michael Connelly, pubblicato nel 1998, con protagonista Terry McCaleb, un agente del F.B.I, che ritroveremo in seguito nel “Il buoi oltre la notte”.

“Il sabato mattina la foschia era densa e premeva come una mano insistente alla base del suo collo.”

Terry McCaleb, ex agente dell’FBI, si sta riprendendo dal trapianto cardiaco che ha interrotto la sua carriera.
Conduce una vita tranquilla e ha un solo desiderio: risistemare la sua barca, attraccata al molo di Los Angeles, per tornare al suo paese, l’isola di Catalina. Ma le acque tranquille della sua esistenza si fanno improvvisamente tempestose quando una giovane donna, Graciela Torres, cerca di convincere McCaleb ad accettare di investigare sull’omicidio della sorella, Gloria. Dopo vari rifiuti, Graciela è obbligata a giocarsi il suo asso nella manica: il cuore che ha salvato McCaleb è quello di Gloria. Da quel momento McCaleb sente un legame speciale con l’omicidio. Farà di tutto per venirne a capo, malgrado la sua condizione fisica, e soprattutto da civile.
E un killer astuto e spietato quello a cui deve dare la caccia, un killer che sfugge come un’ombra…

Dal romanzo è stato tratto l’omonimo film diretto e interpretato da Clint Eastwood. Mentre all’inizio il film pare seguire la trama del romanzo, poi se ne discosta rapidamente giungendo ad un finale decisamente diverso. Da sottolineare che l’età di Eastwood non si accorda con quella del personaggio che, nel libro, è decisamente più giovane.

Come sempre Connelly riesce con leggerezza a dare sempre qualcosa in più.

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McCaleb la vide prima che lei vedesse lui. Stava tornando lungo il pontile principale, passando accanto alle barche dei miliardari, quando vide la donna sulla poppa del The Following Sea. Erano le dieci e mezzo di un sabato mattina e il tiepido sussurro della primavera aveva condotto parecchia gente fino agli ormeggi di San Pedro. McCaleb stava completando la passeggiata che faceva ogni mattina… tutto il giro di Cabrillo Marina, giù fino alla punta rocciosa del molo e poi indietro. Arrivato a quest’ultimo tratto di solito cominciava a sentirsi il fiato corto. Questa volta però, avvicinandosi alla sua barca, rallentò l’andatura prima del solito. La sua prima impressione fu di fastidio… quella donna era salita sulla sua barca senza essere invitata. Ma quando fu più vicino, accantonò quella sensazione e si domandò chi fosse e cosa volesse.
Non era vestita per andare in barca. Portava un vestitino estivo di cotone che le arrivava a metà coscia. La brezza che saliva dall’acqua minacciava di sollevarglielo e lei teneva una mano sul fianco per impedirlo. McCaleb non le vedeva i piedi, ma dalle curve tese dei muscoli nelle gambe abbronzate intuì che non portava scarpe di tela adatte a un giro in barca. Aveva scarpe con i tacchi. La prima impressione di McCaleb fu che avesse intenzione di fare colpo su qualcuno.
Lui, invece, non era vestito per fare colpo su nessuno. Indossava un vecchio paio di jeans pieni di buchi, perché logorati dall’uso, non perché fossero di moda. Portava una maglietta del torneo Catalina Gold Cup di qualche estate prima. Sia i jeans che la maglietta erano costellati di macchie… per lo più di sangue di pesce, alcune di sangue suo, di resina poliuretanica e di olio lubrificante. Gli erano serviti sia per pescare che per lavorare. Aveva contato di dedicare il fine settimana a lavorare e si era vestito di conseguenza.
Cominciò a pensare di più al proprio aspetto quando si avvicinò e poté vedere meglio la donna. Si tolse gli auricolari dalle orecchie e spense il lettore portatile di CD interrompendo a metà Howlin’ Wolf che cantava I Ain’t Superstitious.
«Posso esserle utile?» chiese, prima di salire sulla sua barca.
La sua voce sembrò cogliere di sorpresa la donna, facendole distogliere bruscamente gli occhi dalla porta scorrevole che conduceva sottocoperta. McCaleb pensò che doveva aver bussato sul vetro e ora stesse aspettando, convinta che lui fosse là dentro.
«Cerco Terrell McCaleb.»
Era una bella donna sulla trentina, di una buona decina d’anni più giovane di McCaleb. In lei c’era qualcosa di familiare, anche se lui non riusciva a capire esattamente cosa. Uno di quei classici déjà vu. E mentre si interrogava su questa familiarità, la sensazione scomparve bruscamente e lui capì di essersi sbagliato, che non conosceva affatto quella donna. Ricordava bene i volti. E il suo era troppo carino per dimenticarlo.


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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