E’ un diritto poter manifestare?

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I pastori sardi si erano dati appuntamento in piazza Marco Polo, davanti alla Fiera Campionaria, per dirigersi verso il palazzo del Consiglio regionale. I manifestanti erano arrivati da tutta la Sardegna. Le richieste dell’Mps sono sempre le stesse: aiuti alle aziende schiacciate dalla crisi, rimodulazione del piano di sviluppo rurale, utilizzo delle energie rinnovabili e, soprattutto, una revisione del prezzo del latte.

Ad accoglierli un enorme schieramento di forze dell’ordine, polizia e carabinieri in tenuta antisommossa che per disperdere i manifestanti hanno lanciato fumogeni, che molti testimoni dicono che sono stati lanciati ad altezza uomo e caricato, di conseguenza i pastori hanno risposto alla carica delle forze dell’ordine con il lancio di pietre e utilizzando i cassonetti dell’immondizia per frenare la loro avanzata.
Si parla di provocazioni, ma quello che si vede dai filmati sono persone la maggior parte anziane disperate ed in lacrime.

Adesso mi chiedo c’era bisogno tutto quello schieramento di forze, ci mancava la cavalleria e l’aeronautica.
Dov’è finito il nostro diritto di manifestare pacificamente, perchè hanno impiegato i fumogeni per disperdere la folla, significa che non è più legale manifestare? Non capisco più nulla… cos’è giusto e cosa non lo è?
Cos’è oggi legale e cosa non lo è?

Sono confusa e se non ci capisco più niente io che ho quasi quarant’anni cosa può capire la nuova generazione? Riescono a capire quali sono i loro diritti? Lo sanno che manifestare il proprio pensiero o il proprio disaggio è un diritto, che lo stato deve assicurare la possibilità di lavoro e il cittadino ha il diritto di chiederlo perchè lo stato e il popolo sono secondo la costituzione la stessa cosa.
Ma forse fino adesso ho solo letto delle favole, delle leggende senza fondamento…

Articolo 1 della Costituzione Italiana:
« L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. »

L’art. 21 della Costituzione stabilisce che:
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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