L’undicesima edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2026 entra nel vivo con l’annuncio dei finalisti delle categorie 6+, 8+ e 11+, confermando ancora una volta il ruolo centrale del premio nella promozione della lettura tra bambini e adolescenti.
Nato per valorizzare la narrativa dedicata all’infanzia e alla prima adolescenza, il riconoscimento organizzato dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci continua a essere uno dei punti di riferimento più autorevoli per l’editoria per ragazzi.
Il premio si articola in tre sezioni ben definite: la prima per quei piccoli lettori in erba tra i 6 e i 7 anni (+6), la seconda per i ragazzini un po’ più grandi, tra gli 8 e i 10 anni (+8), e infine la terza per quei lettori adolescenti tra gli 11 e i 15 anni (+11). Insomma, un percorso pensato per accompagnare la crescita dei lettori, almeno di quelli che ancora preferiscono un buon libro a uno schermo.
L’edizione 2026 si distingue per una selezione estremamente varia, capace di affrontare temi profondi attraverso linguaggi accessibili e coinvolgenti: identità, amicizia, guerra, fantasia, crescita personale e rapporto con gli altri. Questo premio non rappresenta soltanto un riconoscimento letterario, ma anche un importante strumento educativo. A votare sono infatti migliaia di studenti provenienti da scuole italiane e internazionali, coinvolti in un percorso di lettura che mette al centro il confronto, la partecipazione e la scoperta.
I finalisti del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2026
Categoria 6+:
- Maria José Ferrada e Issa Watanabe con La scuola degli animali (Topipittori), tradotto da Marta Rota Nuñez.
- Stefanie Höfler e Philip Waetchter con Ada e le formiche nella pancia (uovonero), tradotto da Anna Patrucco Becchi.
- Laura Imai Messina con L’ospedale dei giocattoli (Salani).
Categoria 8+:
- Lena Frölander-Ulf con Lotte Pelomatto (Iperborea), tradotto da Laura Cangemi.
- Espérance Hakuzwimana con MentiRosa. Storia di una bambina che inventava la verità (Mondadori).
- Guus Kuijer con Florian (Camelozampa), tradotto da Valentina Freschi.
- Germano Zullo e Albertine con Non tutte le barche prendono il mare (Timpetill), tradotto da Beatrice Masini.
Categoria 11+:
- Antonio Carmona con Non si dice sayonara (Emons Edizioni), tradotto da Mirta Cimmino.
- Vinko Möderndorfer con Una balena in spiaggia (besa muci), tradotto da Lucia Gaja Scuteri.
- Ali Standish con Yonder. Per sognare un mondo senza guerra (Mondadori), tradotto da Anna Carbone.
Come da regolamento, anche i traduttori dei libri premiati non vengono lasciati fuori dalla porta. A loro spetta un premio in denaro di pari entità, gentilmente offerto da BolognaFiere. Un riconoscimento necessario e dovuto, perché senza una buona traduzione, anche il miglior libro rimarrebbe un capolavoro intraducibile.
L’attesa ora è tutta per la finale di dicembre, quando verranno proclamati i vincitori delle categorie dedicate alle diverse fasce d’età.
Premio Strega Ragazze e Ragazzi categoria Narrazione per immagini
Parallelamente alle categorie principali è stato assegnato il premio per la Narrazione per immagini, vinto da Beatrice Alemagna, con Sua Altezza Poltiglia. Principessa di fango (Topipittori).
Yuki e Sen sono due fratelli. Dopo aver gettato le chiavi di casa nel tombino per rabbia, Yuki viene travolta dal senso di colpa e decide di scendere nel sottosuolo per recuperarle. Guidata da Sua Altezza Poltiglia, Principessa di Fango, affronta un viaggio fantastico tra luoghi simbolici dove scoprirà che rabbia e colpa possono essere comprese, trasformate e superate.
Ha inizio un viaggio catartico nel quale Yuki attraverserà la giungla nera, si tufferà nel lagondiglio, al Museo degli Odiosi troverà tutti gli oggetti che vengono buttati quando si è arrabbiati e nella rabbioteca scoprirà che la rabbia è edibile, si può bere e anche mangiare (e che quella degli altri è sempre più gustosa). Età di lettura: da 5 anni.
Altri finalisti:
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Nicolas Digard e Myriam Dahman con La strega civetta (Gallucci editore), traduzione di Clara Serretta, illustrazioni di Júlia Sardà
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Ziggy Hanaor con Bang! (La vita per quel che ne sappiamo) (Quinto Quarto), traduzione di Gioia Guerzoni, illustrazioni di Cristóbal Schmal
Premio Strega Ragazze e Ragazzi categoria Libro d’esordio
Assegnato anche il premio per il Libro d’esordio, vinto da Antonio Carmona, con Non si dice sayonara (Emons Edizioni), traduzione di Mirta Cimmino, proposto nella categoria 11+.
Dopo la morte della madre giapponese, Élise vive in una casa piena di divieti imposti dal padre: niente pianoforte, manga o ricordi del Giappone. Tra il sostegno dell’amica Stella e l’arrivo della nonna Sonoka, la bambina riscopre le proprie radici e trova la forza di affrontare il dolore e chiedere al padre la verità che entrambi evitano.
Per fortuna a scuola c’è Stella, strampalata e affettuosa, con il suo viso che attraversa tutte le lettere dell’alfabeto. Quando nonna Sonoka arriva dal Giappone, è l’inizio di una rivoluzione. Ma rimasta nuovamente sola con il padre, Élise avrà finalmente il coraggio di porgli “quella” domanda? Età di lettura: da 10 anni.
Altri finalisti:
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Leonardo Ligustri con Il grande viaggio di Larry (Giunti Editore) – categoria 6+
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Helena Hedlund con Il bello di Kerstin (La Nuova Frontiera Junior), traduzione di Samanta K. Milton Knowles, illustrazioni di Katarina Strömgård – categoria 8+
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