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SEI QUI: Home » Libro Caffè » Classifiche Libri » Classifica libri – 18 Maggio 2026
Classifiche Libri

Classifica libri – 18 Maggio 2026

18 Maggio 2026Updated:25 Maggio 2026Nessun commento17 Mins Read
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Classifica libri 18 Maggio 2026

Buona settimana a tutti con la classifica dei libri più venduti che si presenta con ben cinque nuove entrate.

La classifica di questa settimana vede al primo posto una nuova entrata, Kolchoz di Emmanuel Carrère, intenso romanzo autobiografico e familiare dedicato alla figura della madre e alle proprie radici russe e georgiane. Subito dietro Il tempo del la la la di Luciana Littizzetto, racconto ironico e malinconico sull’amicizia e sulla voglia di rimettersi in gioco dopo i sessant’anni, e dopo altra nuova entrata Tears on my pen drive di Karim B., una storia d’amore young adult tra musica, segreti e dolore.

Tra le nuove entrate ci sono anche Io sono Adele di Csaba dalla Zorza, ritratto delicato di una donna che cerca il coraggio di essere felice, e Il bar di Cinecittà di Walter Veltroni, romanzo storico che attraversa decenni di cinema italiano tra fascismo, dopoguerra e “Hollywood sul Tevere” e Concita De Gregorio con La cura, libro intimo e umano sul valore della fragilità e delle relazioni durante la malattia.

Resistono Il gioco delle risate di Pera Toons continua a piacere ai bimbi con il suo mix di enigmi e comicità, mentre Il custode di Niccolò Ammaniti propone un oscuro romanzo di formazione ambientato in Sicilia;  Un’ottima famiglia di Stefania Andreoli, thriller psicologico sulle apparenze della normalità, e La continuità del male di Tomaso Montanari, saggio politico che riflette sull’eredità del fascismo nella destra italiana contemporanea.

“I bei libri si distinguono perché sono più veri di quanto sarebbero se fossero storie vere.”
(Ernest Hemingway)

Classifica libri – 18 maggio 2026

  1. Kolchoz – Emmanuel Carrère
  2. Il tempo del la la la – Luciana Littizzetto
  3. Tears on my pen drive – Karim B.
  4. Io sono Adele – Csaba dalla Zorza
  5. Il bar di Cinecittà – Walter Veltroni
  6. La cura – Concita De Gregorio
  7. Il gioco delle risate – Pera Toons
  8. Il custode – Niccolò Ammaniti
  9. Un’ottima famiglia – Stefania Andreoli
  10. La continuità del male – Tomaso Montanari

In basso trovate i libri in dettaglio e altre curiosità letterarie della settimana.

Podio della classifica libri di narrativa italiana

  1. Il tempo del la la la – Luciana Littizzetto
  2. Tears on my pen drive – Karim B.
  3. Io sono Adele – Csaba dalla Zorza

Podio della classifica libri di narrativa straniera

  1. Kolchoz – Emmanuel Carrère
  2. Tre nomi – Florence Knapp
  3. L’inquilina – Freida McFadden

Podio della classifica libri di saggistica

  1. La cura – Concita De Gregorio
  2. La continuità del male – Tomaso Montanari
  3. Comunismo. Un’altra storia – Luciano Canfora

Podio della classifica libri di narrativa per ragazzi

  1. Kpop Demon Hunters. Per i fan! Libro ufficiale
  2. Accendere i fuochi – Gianrico Carofiglio e Chiara Brambilla
  3. Io gomitolo, tu filo – Alberto Pellai e Ilaria Zanellato

I NatiOggi letterari della settimana

Daniel Glattauer (19 maggio 1960), giornalista e scrittore austriaco.
Honoré de Balzac (20 maggio 1799 – 18 agosto 1850), scrittore, critico letterario, saggista, giornalista francese.
Erri De Luca (20 maggio 1950), giornalista, scrittore e poeta italiano.
Arthur Conan Doyle (22 maggio 1859 – 7 luglio 1930), scrittore scozzese, creatore del famoso dal personaggio dell’investigatore Sherlock Holmes.
Mitch Albom (23 maggio 1958), scrittore statunitense.
Eduardo De Filippo (24 maggio 1900 – 31 ottobre 1984), attore, regista, sceneggiatore, scrittore e poeta italiano.

Eventi letterari della settimana

Dal 21 al 24 maggio 2026 si svolge il Festival Armonia. Narrazioni in Terra d’Otranto, per rendere la lettura non solo un piacere individuale, ma anche uno strumento di riconnessione comunitaria e di sviluppo del territorio.

Dal 21 al 24 maggio 2026 si svolge Leggenda, festival della lettura e dell’ascolto organizzato dal Comune di Empoli. Un’occasione per incontrarsi attraverso le storie, un festival per i piccini, ma anche per i grandi, una festa vera e propria per tutta la città, ma anche per chi ne vuole scoprire la bellezza e l’ospitalità.

Il 22 maggio 2026 verrà assegnato il Premio Bancarellino, un premio letterario dedicato esclusivamente a libri di narrativa per ragazzi, fu assegnato per la prima volta nel 1958 e viene consegnato ogni anno a maggio nella città di Pontremoli.

Dal 22 al 24 Maggio 2026, a Pistoia, si svolge Dialoghi di Pistoia, un festival di approfondimento culturale dedicato all’antropologia del contemporaneo, che vuole offrire a chi partecipa nuovi sguardi sulle società umane, ponendo a confronto esperti di diversi ambiti in un colloquio che attraversi i confini disciplinari e proponga letture inedite del mondo che ci circonda.

Dal 24 maggio al 22 luglio 2026, a  Milano e altre città, torna la Milanesiana. La manifestazione, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, promossa da Comune di Milano e da Regione Lombardia, è giunta alla 22esima edizione.
Spazio a letteratura, musica, cinema, scienza, arte, filosofia, teatro, diritto, economia e sport, e a tanti ospiti italiani e internazionali.

Dal 24 maggio al 31 luglio 2026 potete partecipare a Villeggendo, festival letterario in Ville Venete, binomio tra Arte e Letteratura, una straordinaria  ed originalissima fusione  tra  le parole della letteratura e la bellezza delle magnifiche dimore che sono parte fondamentale della nostra storia.

Classifica dei libri più venduti della settimana in dettaglio

1.
Nuova entrata in prima posizione, Kolchoz di Emmanuel Carrère.

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Ci sono stati, nell’infanzia di Emmanuel Carrère, momenti di memorabile beatitudine: quelli in cui, in occasione dei viaggi del padre, a lui e alle due sorelle minori era concesso di trasferirsi nella camera dei genitori. «Marina, che era la più piccola, dormiva nel lettone. Nathalie e io portavamo i nostri materassi o semplicemente mettevamo dei cuscini intorno al letto. A questo rito mia madre aveva dato un nome: fare kolchoz. Ci piaceva da morire fare kolchoz».

I tre fratelli, ormai più che adulti, ripeteranno quel rito nella camera di un hospice, raccogliendosi attorno alla madre per trascorrere con lei l’ultima notte della sua vita. Sarà proprio Emmanuel a chiuderle gli occhi; e poco tempo dopo inizierà la stesura di questo libro.

Che è al tempo stesso il grande «romanzo familiare» in cui Carrère, da quel formidabile narratore che è, ricostruisce la storia – perigliosa, tormentata, avvincente come una saga – delle due famiglie da cui discendeva sua madre, quella russa e quella georgiana; il racconto di come la povera, orgogliosa Hélène Zourabichvili dal cognome impronunciabile sia diventata la più influente storica francese dell’Unione Sovietica prima e della Russia poi, fino a essere eletta segretaria perpetua dell’Académie française; e una struggente dichiarazione d’amore per questa donna dura, autoritaria, avida di riconoscimenti accademici e mondani, ma anche coraggiosa, tenace, generosa, di cui il figlio non nasconde ombre e asprezze, rendendole l’omaggio più esaltante che uno scrittore possa tributare alla propria madre: trasformarla in uno strepitoso personaggio romanzesco.

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2. (1)
In classifica da 3 settimane. Scende in seconda posizione, Il tempo del la la la di Luciana Littizzetto.

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Tre donne, un baretto di fiducia e una chat che non conosce tregua. Ogni settimana, tra caffè con acqua calda a parte e confidenze, Lola, Maura e Ida tornano lì, come se fosse il modo più semplice di non perdersi. Lola sta per compiere sessant’anni e si sente sbiadire, incastrata tra un passato che non ha ancora smesso di fare male e un presente che sembra aver perso colore.

Maura fa i conti con un matrimonio che si trascina per abitudine più che per slancio e con quei sogni che, negli anni, ha dovuto mettere da parte. Ida, invece, con il suo mix di ottimismo e spregiudicatezza, non chiede il permesso a nessuno: vive, sbaglia, ricomincia. Ad accomunarle, un’inquietudine sottile: la sensazione che i giochi non siano ancora fatti, che sogni e desideri possano ancora trovare spazio. Ma come? Forse, a volte, basta soltanto avere fiducia e imparare a lasciarsi trovare dalle cose belle.

E così, dentro quel tempo sospeso, qualcosa comincia a muoversi nei modi più imprevedibili: un incontro inatteso, una possibilità che si affaccia insperata, il passato che torna a bussare aprendo a un futuro ancora tutto da immaginare. Sullo sfondo di una Torino vibrante che si fa complice silenziosa, Lola, Maura e Ida si trovano così davanti a ciò che sono state e a quello che potrebbero ancora essere, in equilibrio tra rimpianti e slanci, paure e improvvise aperture, mentre riaffiora, forte, la sensazione di essere vive.

Con questo suo primo romanzo, Luciana Littizzetto ci racconta un tempo, nella vita di ogni donna, friabile e vivo, e lo attraversa con leggerezza e ironia: una storia luminosa in cui è facile riconoscersi, capace di farci sorridere e, insieme, di muovere con intelligenza e grazia le nostre emozioni.

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3.
Nuova entrata in terza posizione, Tears on my pen drive di Karim B.

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Melodyah «Dya» Corner ha diciannove anni, le cuffie sempre sulle orecchie, nessuna voglia di proseguire gli studi al college, e un kit di sopravvivenza per ogni catastrofe, persino per l’apocalisse zombie. Quello che non ha previsto, però, è Kade Nox. Quando Kade le strappa la borsa nel bel mezzo di una piazza a Beacon Hill, Dya non sa che sta per perdere molto più di qualche caramella e dei documenti.

La ricerca del ladro la conduce tra gli scaffali polverosi della libreria Marjorie, dove il misterioso ballerino hip hop si nasconde dietro un’armatura di sarcasmo, silenzi e berretti calzati al contrario. Tra caffè corretti al sale per dispetto, sfide a colpi di playlist anni Ottanta e disegni segreti in un garage abbandonato, Dya e Kade impareranno che l’odio è solo l’inizio di una sinfonia destinata a stravolgere ogni cosa. Ma Dya custodisce un segreto che pesa più di ogni cosa: un conto alla rovescia che il destino ha iniziato a battere senza chiederle il permesso. E quando il tempo inizierà a scadere, l’amore sarà abbastanza… o sarà proprio quello a fare più male?

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4.
Nuova entrata in quarta posizione, Io sono Adele di Csaba dalla Zorza.

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Adele Casagrande ha sessant’anni, un passato di cui non vuole parlare e un lavoro tutto nuovo. Si è trasferita da Milano in Provenza, a Villeneuve-lès-Avignon, come governante in una casa privata. Qui si trova da sola a ricucire i pezzi di una famiglia che non è la sua, ma anche a fare i conti con i motivi che l’hanno spinta a tagliare di netto con la vita precedente, mentre tutti vorrebbero sapere ciò che lei protegge con il silenzio.

Csaba dalla Zorza, con passo certo e delicato, rivela poco alla volta la parte privata della vita di una donna che, vista da fuori, sembra avere tutto. La separazione dei genitori, la volontà di costruirsi un’indipendenza economica, la maternità e la fatica di conciliare famiglia e lavoro, il dolore per un matrimonio finito e il peso di un segreto che non vuole svelare. Cosa succede, quando capisci che l’unica cosa che ti manca ti è stata negata dal tuo stesso senso del dovere? Come si affronta la necessità di essere amata in quella fase della vita che tutti pensano coincida con il tramonto?

Io sono Adele è il racconto intimo di una donna che sfida continuamente se stessa, alla ricerca dell’unico coraggio che non ha mai avuto: essere felice. Sapendo che per farlo dovrà infrangere le sue stesse regole.

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5.
Nuova entrata in quinta posizione, Il bar di Cinecittà di Walter Veltroni.

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Giovanni Diotallevi ha sedici anni quando suo padre gli comunica la grande notizia. Ha ottenuto per lui un colloquio con un gerarca, una persona importante. Se saprà fargli una buona impressione, per Giovanni si apriranno le porte del meraviglioso luogo che il Duce ha voluto costruire in fondo alla Tuscolana, una piccola metropoli destinata a creare pellicole che incanteranno il mondo intero.

Per lui non ci saranno i mercati generali, cassette da scaricare e una schiena spezzata: potrà servire da bere e da mangiare ai più grandi divi del Paese, in quel posto magico che verrà inaugurato in primavera. È ancora incompleto ma ha già un nome che suona come una promessa: Cinecittà. Così, in una fredda mattina del febbraio 1937, Giovanni sale sulla sua bici, attraversa una Roma ancora addormentata e varca le grandi colonne della città del cinema. Incontra Franco Romoli, capo del bar, e per la prima volta passa dietro al bancone.

Lì diventerà amico di Marcello Mastroianni e di Fellini, crescerà e invecchierà, si farà una famiglia, vedrà scorrere mezzo secolo: la guerra, gli sfollati, la ricostruzione e il nuovo benessere. Incontrerà le grandi stelle italiane e internazionali, negli anni della “Hollywood sul Tevere”, fino a quando la televisione metterà in crisi quella straordinaria avventura.

Walter Veltroni conferma la sua capacità di raccontare la grande Storia attraverso vite normali e speciali insieme, come sono tutte le vite umane. Costruito in equilibrio tra meticolosa ricostruzione storica e invenzione letteraria, Il bar di Cinecittà è un grande romanzo storico e familiare. Ironico e struggente, dolce e amaro, restituisce la magia, le contraddizioni e l’umanità di un luogo unico al mondo, la fabbrica dei sogni chiamata Cinecittà.

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6.
Nuova entrata in sesta posizione, La cura di Concita De Gregorio.

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Toccante e lieve, intimo e pieno di umanità, questo libro racconta come prendersi cura degli altri sia l’unico modo per prendersi cura di sé. Perché anche nella fragilità e nei guasti la vita non smette di incantarci, di rivelarci nuovi mondi.

«Alla fine di una lunghissima disciplina di terapia e rigore qualcosa devo aver capito meglio. Forse, azzardo: siccome il dolore arriva da solo e comunque arriva sempre, non ne serve altro. Al contrario. Serve bellezza, per affrontare tutto questo dolore. Servono leggerezza, un poco di allegria. Il carburante per viaggiare nel buio». Un giorno d’agosto una donna si prepara a stare via per un po’. Lascia una lettera di istruzioni ai figli, perché anche in sua assenza possano trovare le cose che non trovano mai. Per esempio i doposci. Non è la stagione dello sci, ma chissà quando lei potrà tornare.

Questa è la sua storia. Non è il diario di una malattia, ma la testimonianza esatta che nessuno si salva da solo. A risuonare in queste pagine sono le voci degli altri. La voce di Angelina, che ha il piglio di una capobanda e tratta le altre pazienti con tenerezza. La voce del Professore, cresciuto in un paesino dell’Aspromonte e diventato un luminare, che non dimentica le sue origini. La voce di un infermiere che impiantandoti un port endovenoso ti chiede quale sia la tua canzone preferita, e te la canta. In questa sinfonia di voci ci sono risate e stupore, sopracciglia tatuate e purè di carote, sigarette fumate di nascosto e pennarelli che disegnano sul corpo, madri che si preoccupano dei piedi freddi e uomini che conoscono la «logistica dell’amore».

Ci sono l’intelligenza e la sensibilità di una scrittrice che ribalta ogni stereotipo, sulla malattia come sulla cura, e che è troppo curiosa delle persone per non raccontarle, perché sa che solo attraverso le storie altrui scopriamo la nostra.

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7. (2)
In classifica da 9 settimane. Scende in settima posizione, Il gioco delle risate di Pera Toons.

Un libro-game che mescola le freddure con il più classico dei giochi da tavolo: il gioco dell’oca. Battute, enigmi e i nostri amati personaggi
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8. (3)
In classifica da 10 settimane. Scende in ottava posizione, Il custode di Niccolò Ammaniti.

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«Mamma mi aveva avvertito, scordati gli amici, scordati i viaggi, il mondo inizia e finisce a Triscina, noi abbiamo un compito, occuparci della cosa nel bagno». Niccolò Ammaniti scrive il suo romanzo d’amore più pauroso, scavando nei desideri nascosti di un adolescente, Nilo Vasciaveo, che con la sua famiglia custodisce un segreto antico e letale.

In uno sperduto borgo della Sicilia, una striscia di case gettate alla rinfusa su una grande spiaggia, vive la famiglia Vasciaveo. Il tredicenne Nilo, la madre Agata e la zia Rosi. Ufficialmente si occupano di lavorare e rivendere marmo, ma è solo una copertura. I Vasciaveo sono da secoli, anzi da millenni, i custodi di qualcosa di indicibile.

L’arrivo in paese di Arianna – giovane donna bella e alla deriva – e della figlia Saskia rompe gli equilibri che tengono in piedi le loro esistenze. Essere custodi della cosa nel bagno equivale anche a esserne prigionieri. Un sacrificio che Nilo, dopo aver conosciuto l’amore, non potrà più sopportare.

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9. (5)
In classifica da 4 settimane. Scende in nona posizione, Un’ottima famiglia di Stefania Andreoli.

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“Tore my shirt to stop you bleedin’… Na na na”. La canzone di Billie Eilish martella nella testa di Giulia, a battiti ritmici. È una canzone che parla della fine di una festa e trasuda sangue e dolore. Giulia non riesce a capacitarsi, con i suoi diciassette anni, di essere finita in commissariato, sotto il fuoco di fila di domande dei due poliziotti.

Non riesce proprio perché a Monchi, il piccolo e tranquillo paese dove abita – villette, giardini curati, famiglie che si riuniscono per celebrare compleanni – il sangue e il dolore sembrano appartenere a un universo lontano, ed è inconcepibile assistere alla corsa disperata di un’ambulanza che trasporta, in bilico tra la vita e la morte, un bambino di otto anni con il corpo dilaniato dalle coltellate.

Giulia è davanti agli investigatori per aiutarli a individuare il responsabile: perché quel bambino, Filippo Costa, lei lo conosce e con la sua famiglia ha un legame speciale. Rispetto ai genitori “disastrosi” di Giulia, i Costa sono sempre stati un sogno: presenti per i figli, esemplari nel loro equilibrio tra sport, educazione e alimentazione sana, mai un litigio, mai un urlo, mai uno schiaffo.

Un’ottima famiglia. Quando le indagini si concludono e la verità viene stabilita, di bocca in bocca, e sugli schermi di tutti, rimbalzeranno giudizi senza appello: “mostro”, “diavolo”, “segreti morbosi”. Ma attraverso il racconto e lo sguardo di Giulia, Stefania Andreoli ci svelerà, come sempre senza fare sconti, una verità molto più complessa e inafferrabile. E molto più spaventosa. Perché, al di là delle etichette, il male può nascere dalle azioni che appaiono più innocue, può annidarsi tra ingranaggi lucidi e perfettamente oliati. L’unico modo per vederlo, e per prevenirlo ed evitarlo, è accorgersi del vuoto di gesti e di emozioni che può aprirsi dietro un’apparenza regolare, rassicurante, quasi banale.

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10. (8)
In classifica da 3 settimane. Scende in decima posizione, La continuità del male. Perché la destra italiana è ancora fascista di Tomaso Montanari.

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Il fascismo non è un relitto del passato. Non è un’ombra confinata nei manuali di storia o nei rituali nostalgici di una minoranza. È una corrente sotterranea, carsica, che attraversa la Repubblica e riaffiora ogni volta che la democrazia si indebolisce.

Tomaso Montanari parte da una domanda semplice e feroce: che cosa resta del fascismo nell’Italia di oggi? La risposta è radicale. Il male non è una parentesi chiusa nel 1945, ma una continuità che si rinnova. Dalla fine della guerra un ininterrotto passaggio di testimone tra uomini, idee, linguaggi e apparati ha consentito alla mitologia e all’ideologia politica del fascismo di sopravvivere alla sconfitta militare e alla nascita della Costituzione. Non come ripetizione caricaturale del Ventennio, ma come adattamento strategico: restano identici la visione razzista dell’umanità, l’idea di una nazione basata sul sangue, l’avversione per ogni principio di eguaglianza, il culto del capo, un modello autoritario dello Stato, l’odio per le diversità.

La continuità del male demolisce il mito consolatorio di una destra conservatrice, moderata, istituzionale e disposta a stare nei confini della Costituzione. Il progetto è esattamente il contrario: abbattere la Costituzione antifascista e riportarci all’odio e alla paura.

Con rigore filologico e passione civile, Montanari ricostruisce la genealogia delle idee che dominano il discorso pubblico contemporaneo: la paura del diverso come strumento di governo, l’ossessione identitaria, il dominio patriarcale, l’ammirazione per le società “spartane” che praticano l’apartheid e la violenza. Ogni parola viene riportata alla sua fonte, ogni formula ricondotta alla sua origine.

Non un’invettiva, ma un atto di verità politica. Chiamare le cose con il loro nome diventa una necessità democratica. Per capire che cosa sta accadendo. Per riconoscere la matrice dell’intolleranza e del discorso d’odio. Per spezzare la continuità del male, e fermare l’ascesa dei nuovi fascisti: siamo ancora in tempo. Se li vediamo per quello che sono davvero.

C’è un lungo e sotterraneo filo nero che lega le idee della destra che governa l’Italia al fascismo. Un atto di verità politica.

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Fonte Robinson
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal 4 al 10 maggio 2026)


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E’ tempo di …

… rinascita, clima dolce, mandorli in fiore, luce forte, canti di uccelli, colori, prati fioriti, bambini che giocano in cortile, profumi, aria aperta, carezze di sole, di amori ed innamoramenti…

I fiori della primavera sono i sogni dell’inverno raccontati, la mattina, al tavolo degli angeli. (Khalil Gibran)

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