Joanne Harris – La classe dei misteri

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La classe dei misteri è il terzo romanzo, scritto da Joanne Harris, della serie ambientata nella città fittizia di Malbry, pubblicato nel 2016 e ci riporta tra i corridoi popolati di segreti di St Oswald, un luogo dove niente è come sembra e dove in ogni angolo si nasconde un pericolo. Dove anche il tuo migliore amico può trasformarsi nel tuo peggiore incubo.
Il romanzo fa seguito a La scuola dei desideri e in termini narrativi precede Il ragazzo con gli occhi blu, anche se si tratta di una serie ogni storia è indipendente e possono essere letti in qualsiasi ordine.

“A St Oswald giornata burrascosa, oggi, di quelle che strappano le foglie dagli alberi. Il vento, quasi quanto la neve, è nemico dell’insegnante, rende i ragazzi eccitabili; tira i blazer, ruba i berretti, fa volare le carte. Forse è l’ozono nell’aria, ma gli scolari nei giorni ventosi sono indisciplinati, e oggi St Oswald era tormentata da piccole sacche di turbolenza.”

I lunghi corridoi dalle finestre a bifora sono illuminati dalla fredda luce del sole d’autunno. Sta per cominciare un nuovo anno scolastico a St Oswald, un prestigioso collegio per soli ragazzi nel Nord dell’Inghilterra. E, come ogni anno, i professori si ritrovano per la riunione inaugurale del corpo insegnante. Ma stavolta l’anziano Roy Straitley, docente di lettere classiche, si rende conto che il clima è ben diverso dal solito. Durante l’anno precedente, molti eventi inquietanti hanno minato la serenità e il buon nome della scuola. Ecco perché, per contrastare la crisi, è stato scelto un nuovo Rettore. Ed è proprio questa scelta a lasciare l’anziano professore spiacevolmente stupito: a guidare la scuola sarà Johnny Harrington, una sua vecchia conoscenza. Un suo ex studente legato a una brutta storia. Tutta la scuola ne è affascinata, ma Straitley non si fida. C’è qualcosa in lui che gli sfugge. E man mano che la nuova gestione si afferma a St Oswald, il passato ritorna senza pietà con le sue violenze nascoste. Solo il professore è in grado di fermare tutto questo. Ma quando si avvicina alla verità, Straitley capisce di dover compiere una scelta. Fare giustizia o salvare la scuola a cui ha dedicato la sua intera vita?

“…mentre invecchiamo, e i ricordi si confondono, cambiano e si allontanano con il tempo, l’ingiustizia è l’unico che rimane più intenso, più persistente. L’ingiustizia sopravvive a un arto spezzato, alla morte di un genitore, a un attacco di cuore. L’ingiustizia è il piccolo frammento di qualcosa che si è spezzato nell’anima e non si può più riparare.”

Il libro è un lento thriller che tiene fino all’ultima pagina, dalla trama serpentina sembra il gioco del gatto col topo, le magistrali descrizioni fanno respirare l’atmosfera del collegio e si può quasi percepire la polvere e l’odore del legno, come succede spesso per i libri di quest’autrice all’inizio viene sempre voglia di abbandonarli, ma alla fine si è felici di non averlo fatto.

La classe dei misteri (La)1.
settembre 1981
Caro Mousey,
Qualche Curiosità a Proposito dell’Omicidio: usa Coca-Cola per ripulire i versamenti di sangue. La combinazione di acido ascorbico e acqua gassata dissolve il sangue e non lascia tracce.
Non che io stia progettando un omicidio. Ma è un argomento interessante. A differenza della maggior parte delle materie che studierò questo trimestre: matematica, latino, inglese, francese. In verità, inglese mi piace. Però l’elenco dei libri da leggere è orribile: Il buio oltre la siepe, Chaucer, Barry Hines. E Shakespeare. Sempre Shakespeare. Perché una volta tanto non si può leggere qualcosa di divertente? Qualcosa di un po’ più stuzzicante?
Comunque, oggi saresti stato orgoglioso di me. Non mi sono tradito. Non fare la spia, non piangere mai e non tradirti. Ecco cosa ci vuole per cavarsela a scuola. Quello e essere fico, chiaro. Ed è la ragione per cui nessuno sospetterà che scrivo questo diario. Un diario non è fico. È roba da fifoni e femminucce. Un diario tradisce qualsiasi cosa, e quindi scriverò i miei pensieri in un posto dove i miei genitori non guarderanno mai. Il mio nuovo diario di St Oswald, distribuito stamattina, nel primo giorno del primo trimestre. Nasconderò la mia storia in bella vista, come un cadavere in un cimitero.
Loro non guardano mai i miei compiti, tranne quei segni in rosso alla fine. AAA, il voto più alto. Finché quella fila di A che sembrano tende resta lì, è tutto a posto. E l’insegnante di classe non guarderà mai. Questo posso già dirlo. Mr Straitley, «Quasi» per la Scuola. È l’abbreviazione di Quasimodo, perché assomiglia a un doccione e vive nella torre campanaria. Dovrebbe essere uno scherzo. A me non pare molto divertente. In realtà, Mr Straitley mi spaventa un po’. Non penso mi piacerà.
Alla mia vecchia scuola, Netherton Green, la mia maestra era Miss McDonald. Era bionda, carina, giovane, e indossava gonne indiane e stivaletti. Mr Straitley porta una toga come tutti gli altri insegnanti, ma la sua è polverosa e ricoperta di gesso. Ci chiama per cognome. Qui ci si chiama tutti per cognome. È una delle regole di St Oswald, come non correre nei corridoi e non lasciare mai la camicia fuori dai pantaloni.
Mi dicono che questa volta è importante che io segua tutte le regole. St Oswald è un Nuovo Inizio, molto lontano da Netherton Green. Un nuovo inizio. Niente guai, niente birichinate. Né bazzicare con la Gente Sbagliata. Niente oggetti affilati. Niente giochi violenti. E seguire sempre tutte le regole.
Ovvio, non conosco tutte le regole. Questo fa parte dell’essere uno Scolaro del settimo trimestre: gli Scolari del settimo trimestre hanno due anni interi da recuperare, compresi compiti, amicizie, entrare a far parte di una squadra e imparare a navigare. A proposito, questa è una metafora nautica. Papà adora i termini nautici. Gli piacerebbe che un giorno entrassi in Marina, però non posso, per via della mia Condizione. (È così che la chiamano, Mousey. La mia Condizione.) La mia Condizione significa che ci sono cose che a casa non mi lasceranno mai fare. La mia Condizione determina gli amici che mi faccio, i giochi a cui mi dedico, perfino la scuola che frequento. Ecco perché mio padre ha scelto St Oswald. St Oswald è una scuola religiosa, con un Rigoroso Codice Morale. È quello che mi serve, a quanto pare. Be’, forse in questo c’è del vero. In fondo, non c’è divertimento nell’infrangere le regole, a meno che non significhino davvero qualcosa. Correre nei corridoi non conta. Bisogna andare oltre le cose banali per arrivare alla roba divertente.
Ah, e Non farti mai beccare, logico. Ecco la cosa più importante. Infrangere le regole è divertente solo se riesci a farla franca. Ciò significa non dirlo a nessuno, nemmeno al tuo migliore amico – ammesso che ne abbia uno, e non ce l’ho. Non più, in ogni caso. Forse è per questo che ti sto raccontando tutti i miei segreti, Mousey. Gli amici immaginari, come quelli morti, non parlano. Non spiattellano niente. Ma sarebbe bello trovare qualcuno con i miei stessi interessi. Qualcuno che ama infrangere le regole. Qualcuno con cui condividere la roba divertente. La roba divertente, come a Netherton Green.
La roba divertente. Come l’omicidio.


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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