San Martino: si spilla la botte e si beve il vino!

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Oggi si festeggia l’Estate di San Martino, una giornata legata alla leggenda del Santo.
Martino era divenuto soldato poiché un’ordinanza del periodo prevedeva che lo divenissero tutti i figli degli ufficiali dell’esercito romano, è stato rappresentato nelle icone sacre con armatura, mantello e spada, in sella ad un cavallo bianco.
La leggenda racconta che durante una nevicata, il buon Martino si privò della metà del suo mantello per offrirlo ad un mendicante infreddolito, incontrato per strada. Improvvisamente comparve il sole per premiare Martino di questo gesto e attenuare il freddo gelido della neve. Da allora il periodo che coincide con il giorno in cui si festeggia il santo e i giorni che lo precedono e lo seguono è detto “estate di San Martino”.
L’estate di San Martino è il nome con cui viene indicato un eventuale periodo autunnale in cui, dopo le prime gelate, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore, nei Paesi anglosassone viene definita Indian Summer (Estate Indiana).

Un tempo l’11 novembre segnava per i contadini la fine di un anno di lavoro e il momento in cui scadevano i contratti agrari. Se il padrone chiedeva ai contadini di non rimanere per l’anno successivo questi dovevano traslocare e andare alla ricerca di un nuovo padrone e di un nuovo alloggio. Da qui il detto “fare San Martino” che è divenuto sinonimo di traslocare.
Prima di partire si faceva una grande mangiata, si aprivano anche le botti per assaggiare il primo bicchiere di vino novello accompagnato alle castagne e ai dolci tipici del periodo.

Ogni Regione italiana ha le sue usanze e le proprie rievocazioni storiche della leggenda del Santo e ogni città o borgo festeggia l’Estate di San Martino che “dura tre giorni e un pochinino” con sagre, eventi, feste che hanno come comun denominatore il vino, le castagne, i funghi, l’olio, le frittelle, i biscotti e centinaia di altre specialità.

L’atmosfera autunnale, le temperature generalmente miti, la raccolta di funghi e castagne, la spremitura dell’olio, potrebbero essere uno stimolo interessante per scoprire le tradizioni legate alla festa di San Martino e pianificare un itinerario enogastronomico in una delle città italiane dove la ricorrenza è particolarmente sentita.

C’è stato un tempo quando io frequentavo il paese dei miei nonni, che festeggiavo questa festa, con gli amici si facevano le scampagnate, ma credo che oggi certe tradizioni si stanno perdendo, era un’altro buon motivo per festeggiare la vita, per ringraziare la natura per quello che ci regala, per capire che ogni stagione è bella e ci da qualcosa. Oggi sembra che si aspetti solo l’estate, questo succede solo perchè la vita è divenuta così frenetica che ci regaliamo solo le ferie estive, ma è sbagliato, dobbiamo fermarci e queste piccole tradizioni nel tempo passato aiutavano a ricaricare le batterie, a socializzare, a condividere e partecipare alla vita comune.
Mi piacerebbe organizzare una cena, la tavola accoglierebbe le castagne, la cotognata, i funghi, i clementini, i biscotti di San Martino, ma l’ospite d’onore sarebbe il vino novello.

Questa tradizione è celebrata anche in una famosa poesia di Giosuè Carducci intitolata appunto San Martino:

« La nebbia a gl’irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
Urla e biancheggia il mar;

Ma per le vie del borgo
Dal ribollir de’ tini
Va l’aspro odor de i vini
L’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l’uscio a rimirar

Tra le rossastre nubi
Stormi d’uccelli neri,
Com’esuli pensieri,

Nel vespero migrar. »


Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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