Marc Levy – Sette giorni per l’eternità

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Sette giorni per l’eternità è un libro di Levy Marc, pubblicato nel 2003, è un’incredibile storia d’amore tra Bene e Male. Lui è diabolicamente astuto e affascinante. Lei è divinamente bella e altruista. I loro Capi li mettono l’uno contro l’altra. La posta in gioco? Il destino dell’umanità.

“Per attestare la legittimità di colui che avrà l’incombenza di governare la terra durante il prossimo millennio, abbiamo stabilito di lanciare un’ultima sfida i cui termini sono qui di seguito enunciati:
Per sette giorni invieremo tra gli uomini colui o colei che consideriamo i migliori tra i nostri rispettivi agenti. Colui che riuscirà a traghettare l’umanità verso il bene o il male porterà la vittoria alla sua parte, preludio all’unione delle nostre istituzioni. Al vincitore sarà rimesso il potere di amministrare il mondo.”
Il testo era firmato da Dio e dal Diavolo.

Il Bene e il Male sono giunti allo scontro finale. Dio e il Diavolo, stanchi dell’eterna lotta tra amore e odio, hanno finalmente trovato un accordo, hanno deciso che le sorti di un solo duello decideranno a chi spetterà per sempre il destino dell’umanità.
Per la loro partita finale hanno pensato a tutto: sette giorni di duello tra i loro due migliori agenti, un duello a colpi di buone e cattive azioni.
Ciascuno sceglierà l’agente più abile e gli affiderà l’incarico di far prevalere la propria fazione. Area dello scontro, la zona di San Francisco; tempo a disposizione, una settimana. L’angelo prescelto dal signore è Zofia, una creatura “divinamente bella”, delicata e generosa; Lucifero, invece, sceglie Lucas, un demonio “diabolicamente astuto”, tenebroso e affascinante, senza scrupoli, il campione della manipolazione. Ma gli eventi non sembrano andare nella direzione prestabilita.
La sera del primo giorno però, le strade di quest’angelo che nasconde le sue ali e di questo diavolo il cui gioco preferito è rubare le automobili per farle affondare in mare, si incrociano, nessuno dei due sa chi è l’altro: per Lucas, l’innocente sensualità di Zofia è una sfida, una nuova conquista da aggiungere alla sua lista, per Zofia lui è un’anima da salvare, per qualche giorno si respingono e si attraggono, finché il desiderio di amare diventa più forte della volontà di lottare.
Ispirandosi a un tema antico quanto l’essere umano, Marc Levy, con lo humour e la delicatezza che caratterizza la sua scrittura, ci regala non solo un’originale commedia dei sentimenti, ma anche una dolcissima storia d’amore che avvince e commuove.

Il libro è carino, piacevole e scorrevole, ma l’autore avrebbe potuto fare di più, le battute di Dio fanno davvero sorridere, il finale sembra affrettato.

sette-giorni-per-l'eternità-3Disteso sul letto, Lucas guardava il piccolo diodo del cercapersone lampeggiare freneticamente. Chiuse il libro e lo appoggiò accanto a sé, soddisfatto. Era la terza volta in quarantott’ore che rileggeva la stessa storia e a memoria d’inferno nessuna lettura lo aveva mai divertito così tanto.

Accarezzò la copertina con la punta delle dita. Questo Hilton stava diventando il suo autore di culto. Riprese l’opera in mano, ben felice che un cliente lo avesse dimenticato nel cassetto del comodino della camera d’albergo e con gesto sicuro lo lanciò nella valigia aperta all’altro capo della stanza. Guardò la sveglietta da viaggio, si stiracchiò e si alzò. «Su, alzati e cammina», si disse allegro. Di fronte allo specchio dell’armadio strinse il nodo della cravatta, sistemò la giacca del suo abito nero, afferrò gli occhiali da sole dal tavolino di marmo vicino alla televisione e li mise nella tasca superiore dell’abito. Il cercapersone attaccato a un passante della cintura non aveva ancora smesso di vibrare. Richiuse con un piede la porta dell’unico armadio a muro e si diresse verso la finestra. Scostò la tenda grigiastra e immobile per osservare con attenzione il cortile interno: non c’era vento che potesse allontanare l’inquinamento che stava invadendo la parte sud della città, fino al TriBeCa, a sud di Manhattan. La giornata si presentava rovente. Lucas amava il sole, e chi più di lui poteva sapere quanto fosse nocivo? Sulle terre aride non favoriva forse la proliferazione di germi e batteri, non era forse più inflessibile della grande falciatrice nello scegliere le debolezze dei forti? «E la luce fu!» canticchiò mentre staccava il ricevitore. Chiese alla reception di preparare il conto, il viaggio a New York era stato più breve del previsto, poi lasciò la stanza.
Alla fine del corridoio, scollegò l’allarme della porta dell’uscita di sicurezza.
Giunto nel cavedio, recuperò il libro prima di liberarsi della valigia in un cassonetto della spazzatura e s’inoltrò nel vicoletto. Sulla strada di SoHo con il selciato sconnesso, Lucas spiava con occhio bramoso un balconcino di ferro battuto, che resisteva penosamente alla tentazione di crollare grazie a due ribattini arrugginiti. L’inquilina del terzo piano, una giovane modella dai seni troppo ben scolpiti, dal ventre insolente e dalle labbra carnose, non sospettando nulla si era stesa sulla sdraio, ed era perfetto così. Nel giro di qualche minuto (se la vista non lo ingannava, e non lo ingannava mai) i rivetti avrebbero ceduto. L’incantevole modella si sarebbe ritrovata distesa tre piani più in basso, con il corpo devastato. Il sangue fuoriuscito dalle orecchie sarebbe colato negli interstizi del selciato sottolineando il terrore impresso sul suo volto. Il viso delizioso sarebbe rimasto paralizzato in quell’espressione finché non si fosse decomposto dentro una cassa di pino dove la famiglia della ragazza l’avrebbe richiusa, prima di lasciarla per sempre sotto una lastra di marmo e qualche litro di inutili lacrime. Una cosa da nulla che avrebbe a malapena riempito quattro righe malscritte del giornale locale e che sarebbe costata un lungo processo al gestore del palazzo. Un responsabile tecnico del comune avrebbe perso il suo posto (serve sempre un colpevole), uno dei suoi superiori avrebbe insabbiato il caso, con la conclusione che l’incidente sarebbe stato un dramma se alcuni passanti si fossero trovati sotto il balcone. Il che dimostrava che c’era un Dio su questa terra e questo era il vero problema per Lucas.


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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