Benvenuti nel post sulle novità in libreria di novembre 2026!
Novembre porta con sé giornate più corte, il profumo dell’autunno e quella voglia irresistibile di cercare rifugio tra le pagine di un buon libro. È il mese perfetto per lasciarsi conquistare dalle nuove storie che arrivano in libreria: romanzi capaci di trasportarci altrove, di farci sorridere, commuovere, riflettere o semplicemente regalarci qualche ora lontano dalla quotidianità.
Anche novembre 2026 si presenta con un ricco calendario di uscite e tante nuove letture tutte da scoprire. In questo articolo abbiamo raccolto i libri più interessanti in arrivo in libreria, per aiutarvi a scegliere la prossima storia da mettere sul comodino.
Vista la grande quantità di novità editoriali pubblicati al mese, per agevolare la lettura di questo post, ho deciso di suddividere i libri in uscita per genere nei link sottostanti, mentre la Narrativa varia e la saggistica la trovate di seguito in questo post.
Novità in libreria Genere Romanzo Storico
Novità in libreria Genere Giallo e thriller
Novità in libreria Genere Fantasy – Fantascienza – Horror
Novità in libreria Genere Narrativa Rosa
Novità in libreria – Libri in uscita a novembre 2026
Tremare – Paolo Di Paolo – La nave di Teseo – 3 novembre 2026
È l’ultima estate del Settecento, in una piccola città sulle rive di un fiume. Zimmer e de Marville, due giovani uniti da un’amicizia intensa, condividono passioni, paure e inquietudini mentre un’epoca sta cambiando. Quando Zimmer scompare, de Marville si mette sulle sue tracce. Due secoli dopo, quella vicenda diventa una storia sulla giovinezza, sul desiderio e sulla necessità di raccontarsi.
È l’ultima estate del Settecento, in una piccola città sulle rive di un fiume, dove tutti scrivono, parlano di filosofia, fumano, bevono. Fuori da un teatro, un acceso confronto di opinioni fra due giovani fa nascere un’amicizia imprevista. Intensa come può esserlo a vent’anni. Zimmer e de Marville condividono entusiasmi e paure, immersi in un mondo che sembra lontano, ma è molto simile al nostro, un passaggio d’epoca che cancella le certezze. All’improvviso Zimmer fa perdere le sue tracce. De Marville lo cerca, convinto di essere il responsabile di quella sparizione.
Due secoli dopo, nel nostro presente, il narratore racconta quell’estate folgorante a una lettrice speciale. Le consegna questa storia come una favola adulta sulla giovinezza, sul desiderio, sul fallimento. Tra le pagine, si svela e lascia affiorare un autoritratto involontario: un romantico mascherato da illuminista, un essere umano ossessionato dal bisogno di scrivere. Soprattutto, un padre che solo così riesce a raccontarsi a sua figlia.
Il piccolo caffè del gatto Manul – Oto Hatsuki – Newton Compton Editori – 3 novembre 2026
Nel cuore di un tranquillo quartiere di Tokyo si nasconde il caffè Manul, un locale rétro dove il tempo sembra rallentare. Ad accogliere i clienti è Manul, un gatto che parla, cammina su due zampe e si è improvvisato indovino. Le sue previsioni sono spesso vaghe e contraddittorie, ma finiscono per offrire ai visitatori un nuovo punto di vista. Forse, infatti, non serve trovare la risposta perfetta, ma avere il coraggio di essere sé stessi.
Nel cuore di un quartiere di Tokyo apparentemente tranquillo si nasconde il caffè “Manul”, un piccolo locale dal fascino rétro dove il tempo sembra rallentare e i clienti inquieti vengono a cercare qualcosa che non sanno nemmeno nominare. Ad accoglierli non è il proprietario, ma un ospite decisamente insolito: un gatto imperturbabile che parla, cammina su due zampe e sostiene di aver rinunciato alla vita da essere umano perché… troppo faticosa. Si fa chiamare Manul e, per passare il tempo, si è improvvisato indovino. Non è particolarmente bravo: segue l’istinto, cambia idea di continuo e dispensa consigli vaghi, spesso contraddittori, talvolta decisamente non inerenti. Eppure, sera dopo sera, nel caffè arrivano persone in cerca di risposte. A ognuno di loro, Manul offre qualcosa di inatteso. Non soluzioni, ma piccoli scarti di prospettiva: parole casuali, osservazioni spiazzanti, intuizioni che sembrano inutili… e che invece aprono crepe nelle certezze. Perché forse la soluzione non è trovare la risposta giusta, ma smettere di cercare quella perfetta.
Piccola mia. Lettera a una bambina appena nata – Walter Veltroni – Rizzoli – 6 ottobre 2026
Durante una lunga notte d’estate, un nonno veglia la sua nipotina di un anno. La bambina non ha ancora visto il mare e presto scoprirà lo stupore del blu e delle meraviglie che la vita le riserva. Con lo sguardo di chi sa che non potrà accompagnarla per sempre, il nonno le affida una lettera dolce e luminosa, condividendo ciò che ha imparato e ciò che vorrebbe lasciarle.
Con lo sguardo lucido di chi sa che non potrà starle accanto per sempre, Walter Veltroni si rivolge alla piccola, da nonno a nipote, come in una lettera dolce e luminosa, per condividere quanto di più prezioso ha imparato. Parla a lei, a chiunque si affaccia al mondo oggi e a chi lo ha attraversato nei decenni scorsi. Dice la leggerezza, la speranza, l’impegno, l’importanza del mettere in comune. Ripercorre i ricordi intimi, le gioie e gli abissi della propria infanzia; torna al sé stesso ragazzo, a quell’inesauribile energia del suo tempo.
Offre in dono i film e le canzoni che lo hanno accompagnato nel corso degli anni e il tesoro più grande, i libri indimenticabili, dalle filastrocche di Rodari alle poesie di Caproni. In una sorta di passaggio di testimone, al contempo nostalgico e divertito, Walter Veltroni sussurra alle donne e agli uomini di domani di provarci ad assaporare la bellezza di ogni cosa nuova, di lottare e di cercare sempre l’incontro con l’altro, di amare le parole, i dubbi e soprattutto la libertà. Di non rassegnarsi, mai.
Un libro pieno di aneddoti, riflessioni e cose belle, per chi ha ancora voglia di sperare, per librarsi fuori dall’oscurità, e sorridere – per un momento soltanto – del sorriso puro dei bambini.
I Sanacore – Lorenzo Marone – Feltrinelli – 10 novembre 2026
Lorenzo Marone racconta una saga familiare profondamente legata a Napoli e a uno dei suoi patrimoni più antichi: la sartoria. Ago, filo, stoffe e abiti accompagnano una famiglia attraverso generazioni, desideri di riscatto e peso dell’eredità. Sullo sfondo, la città attraversa fascismo, guerra, boom economico e Sessantotto, mentre i protagonisti costruiscono una silenziosa rivoluzione fatta di lavoro, tradizione e passione.
A fondarla è Ciro, vero motore della famiglia, uomo orgoglioso e visionario capace di trasformare un taglio di lana in un linguaggio. Accanto a lui c’è Benedetta, sua cugina, disegnatrice di talento determinata a guadagnarsi un posto in un mondo di uomini. Tra loro nasce un sentimento proibito, impossibile da vivere e da dimenticare. Intorno, gli altri Sanacore combattono le proprie guerre: l’ambizioso Salvatore, che passa dal fascismo alla DC senza mai perdere il fiuto per il denaro; il fratello più grande, Gigi, ribelle e sfortunato, e poi, più tardi, le nuove generazioni, soprattutto Luigi e Penelope, destinati a proiettare il marchio Sanacore nel futuro.
La città intanto cambia pelle, attraversa il fascismo, la guerra, il boom economico, il Sessantotto, e osserva l’ascesa inarrestabile di questa famiglia di sarti, protagonista di una rivoluzione silenziosa e gentile fatta di ago e filo.
Lorenzo Marone entra con passo sicuro nella saga familiare, restando più che mai a Napoli con l’omaggio a uno dei suoi patrimoni più preziosi: la sartoria. E in queste pagine si taglia, si cuce, si scuce, si rattoppa, si tramanda. Gli abiti custodiscono il nome di una famiglia, il desiderio di riscatto sociale, il peso dell’eredità, la nostalgia per ciò che è andato perduto, per un tempo che non ritorna più.
Le stanze dello scirocco – Cristina Cassar Scalia – Einaudi – 10 novembre 2026
Alla fine degli anni Sessanta, Vicki Saglimbeni torna in Sicilia con la famiglia dopo essere cresciuta a Roma. Giovane, indipendente e femminista, si trova a confrontarsi con una società conservatrice e piena di pregiudizi. La fotografia diventa il suo modo di osservare il mondo, mentre nuove amicizie e l’incontro con l’affascinante Diego Ranieri cambiano il suo equilibrio. Una saga familiare tra amore, segreti e cambiamento.
Siamo alla fine degli anni Sessanta. Il mondo è in subbuglio e una giovane donna comincia una nuova vita in Sicilia. È coraggiosa, appassionata, non si separa mai dalla macchina fotografica con cui mette a fuoco sia la luce sia le ombre che la circondano. Ma il suo entusiasmo crea scompiglio, sfida silenzi e consuetudini radicate, riapre antiche ferite in una società arroccata su sé stessa. Una fortezza che mostra le prime crepe. Saga familiare, storia d’amore, Le stanze dello scirocco è un romanzo di aspirazioni e di decadenza dove risuonano gli echi della grande tradizione letteraria siciliana.
Dopo molti anni trascorsi tra il Nord e la Capitale il notaio Enzo Saglimbeni, scampato a un infarto, decide di tornare a vivere con la famiglia a Montuoro, il paese della Sicilia dove è nato. Per la figlia Vicki, studentessa di Architettura e femminista convinta, non è facile adattarsi alla realtà di provincia, popolata da vicini bigotti e parenti sempre pronti a giudicare. Tra loro c’è la zia Rosetta, all’apparenza zitella devota, che invece nasconde un segreto custodito fedelmente per oltre vent’anni.
A poco a poco Vicki sembra trovare un equilibrio: gli amici d’infanzia sono il suo conforto; la fotografia la sua vocazione; l’università occupata, a Palermo, il suo rifugio. Ma a toglierle ogni certezza è l’incontro con Diego Ranieri, un uomo tanto affascinante quanto sfuggente, il cui passato è segnato da una vicenda che nessuno vuole ricordare.
Brevi attimi di felicità – Siri Østli – Garzanti – 10 novembre 2026
Dopo un tradimento che ha distrutto il suo matrimonio, My è costretta a lasciare la vita agiata che conosceva e a tornare dalla sua stramba madre. Nella vecchia casa ritrova anche la sorella, con cui non è mai andata d’accordo. Poco alla volta, però, My riscopre il calore della famiglia, il piacere della quotidianità e la capacità di ricominciare. Tra pancake, cannella e confidenze, comprende che la felicità può nascondersi nei momenti più semplici.
Eppure, giorno dopo giorno, My riscopre il piacere di sentirsi accolta e confortata dal calore di un luogo familiare. Trova la forza e il coraggio per abituarsi a una nuova, piacevole quotidianità. Dal cespuglio di uva spina custodito nel giardino impara l’arte di germogliare, anche quando le circostanze sembrano sfavorevoli e il terreno sterile; dal profumo intenso di pancake e cannella che al mattino si diffonde dalla cucina capisce che la felicità è fatta di brevi attimi, non di fastose apparenze. Seduta sulle scale a chiacchierare e confidarsi, come quando era bambina, My si riavvicina piano piano a sua sorella.
Così comprende che una vita diversa non significa necessariamente una vita migliore; che ognuno porta sulle spalle il peso delle proprie ombre, ma che nulla può cancellare la memoria dell’affetto. Perché sono i momenti più difficili a ristabilire le nostre priorità.
Non è mai troppo tardi per essere felici – Kelly Harms – Newton Compton Editori – 10 novembre 2026
Da tre anni Amy vive pensando soltanto ai figli e al lavoro, dopo che il marito John l’ha lasciata per Hong Kong. Quando lui torna e chiede di trascorrere l’estate con i bambini, Amy parte per New York dalla sua migliore amica Talia. Tra nuovi incontri, un cambiamento di look e un affascinante professore di letteratura, Amy riscopre una parte di sé che aveva dimenticato. Guardando al passato, capisce che scegliere sé stessa non significa amare meno gli altri.
Pentito e deciso a recuperare il rapporto con i figli, chiede di trascorrere l’estate con loro. Per Amy l’idea di separarsi da Cori e Joe è quasi impensabile. Eppure accetta. Con una valigia piena di dubbi e nessun programma preciso, parte per New York, ospite di Talia, la sua migliore amica: brillante, glamour e perfettamente a suo agio in un mondo fatto di moda, eventi esclusivi e possibilità infinite. Quello che doveva essere solo un breve soggiorno si trasforma presto in un’estate destinata a cambiarla nel profondo.
Tra nuovi incontri, un cambio look e una città che non smette mai di reinventarsi, Amy riscopre il piacere di fare scelte solo per sé. E quando conosce un affascinante professore di letteratura, arguto e appassionato di libri, si accorge di sentirsi di nuovo vista e desiderata. Ma mentre New York le mostra la donna che avrebbe potuto essere, Amy inizia anche a guardare il proprio passato con occhi diversi.
Ripercorrendo il matrimonio con John, comprende che le crepe non sono nate con il suo abbandono: erano lì da molto tempo, nascoste sotto anni di silenzi e compromessi. Amy si rende allora conto che non ci si perde in un solo momento, ma attraverso mille piccole rinunce, e che prendersi cura di sé non significa amare meno gli altri. Anzi, richiede un atto di coraggio: scegliere, finalmente, sé stessi.
Acquaragia. Confessioni di un disertore – Massimo Recalcati – Einaudi – 10 novembre 2026
Massimo Recalcati costruisce una confessione personale attraverso ricordi, traumi, gioie, fantasmi, fallimenti e inquietudini. La sua “diserzione” attraversa i momenti fondamentali della vita: la famiglia d’origine, la passione per la lettura, la bellezza, gli amori, i compagni del ’77, i maestri, la filosofia e la psicoanalisi, fino alla moglie, ai figli e al cane Alaska. Un autoritratto intimo e sorprendente.
Un incidente in una notte piovosa cambia la vita di un giovane destinato a diventare filosofo. Un libro intimo nel quale Massimo Recalcati espone se stesso senza sconti. Il racconto di un’esistenza che si è persa e ritrovata innumerevoli volte.
All’inizio c’è un bambino nato prematuro, impreparato alla vita per definizione, un figlio difettoso, insufficiente, con la testa vuota, che cresce all’ombra di una madre bellissima e di un padre che si è fatto dal nulla con le sue sole forze. Il suo cammino sembra tracciato da un piano di famiglia al quale però non aderirà: non diventerà un floricoltore come era stato previsto, ma continuerà a studiare. La sua diserzione prende corpo da questa prima obiezione, destinata a rinnovarsi in altri tornanti fondamentali della sua esistenza.
In una mossa sorprendente e audace che rovescia la posizione dello psicoanalista, Massimo Recalcati offre una confessione spudorata di fallimenti, inquietudini, innamoramenti che hanno modificato la traiettoria della sua vita: la famiglia d’origine, la passione per la lettura, il culto della bellezza, gli amori, i compagni del ’77, i maestri, la filosofia e la psicoanalisi, la moglie adorata, i figli e il cane Alaska.
Un libro popolato da ricordi, traumi, gioie e fantasmi. Se scrivere significa chiedere perdono, come affermava Derrida, è perché mentre scriviamo cancelliamo ogni nostra rappresentazione ideale scoprendoci sempre provvisori e irraggiungibili a noi stessi. È perché in ogni confessione i conti non tornano mai.
Il lungo viaggio di Sufien – Hannah Lillith Assadi – Piemme – 10 novembre 2026
Nato in Palestina poco prima della Nakba del 1948, Sufien è costretto ad abbandonare la propria casa e a vivere un’esistenza segnata dall’esilio e dalla ricerca di un luogo da chiamare casa. Dal Kuwait a Firenze, da New York all’Arizona, attraversa amori, perdite e nuove scoperte. Un intenso racconto familiare sulla memoria, le radici, l’identità e il significato profondo dell’appartenenza.
Nel deserto polveroso e ricco di petrolio del Kuwait incontra il suo primo amore e decide di lasciare la famiglia. A Firenze studia, consuma la giovinezza avvolto nella dolce promessa dell’Occidente e nell’oblio rassicurante del vino. Quando la vita lo porta in una New York ruvida e vera, scopre la sua vera vocazione e si innamora di una donna ebrea nata in un mondo completamente diverso dal suo. E si ritrova richiamato ai cieli selvaggi e sconfinati del deserto, in Arizona. Le pagine liriche de Il lungo viaggio di Sufien intrecciano tempo e spazio, iniziando dalla fine e finendo dall’inizio.
Sono pagine trafitte, come scrisse Dante, da «lo strale / che l’arco de lo essilio pria saetta», eppure pulsano di luce, non solo la luce che Sufien vede avvicinandosi agli ultimi istanti della propria esistenza, ma quella splendente di una vita vissuta e raccontata attraverso la voce poetica e altissima di sua figlia.
Vi parlo di mio figlio – Philippe Besson – Guanda – 13 novembre 2026
Un romanzo dedicato al dolore di una famiglia quando un figlio racconta di essere vittima di umiliazioni, persecuzione, esclusione e isolamento. Philippe Besson affronta il tema del bullismo attraverso lo sguardo di chi deve proteggere un ragazzo e, nello stesso tempo, fare i conti con stupore, senso di colpa, dolore e rabbia. Una storia intima che racconta una delle ferite più difficili da affrontare.
Capite? Riuscite a immaginare il vostro stupore? La vostra mortificazione? Il vostro senso di colpa? Il vostro dolore? La vostra rabbia? Vi travolge, vero? Vi sommerge, vi opprime, vi annienta. Ed è solo l’inizio. Solo i primi minuti.»
Il fiume – Guido Maria Brera – La nave di Teseo – 17 novembre 2026
Cora ha ventitré anni e una certezza: il pianeta è sull’orlo dell’apocalisse. Cresciuta sulle rive dell’Arno, decide di riparare ciò che la sua famiglia ha contribuito a inquinare. Con Simon, geniale programmatore, e Bode, imprenditore visionario, crea Hyperobject, un videogioco carbon free. Ma quando Cora viene trovata morta nel fiume, dietro la sua morte emergono interessi economici, tecnologia e una lotta per il futuro dell’intelligenza artificiale.
Con loro la donna decide di tentare l’impossibile: immaginare un futuro diverso. Insieme danno vita a Hyperobject, il primo videogioco carbon free, concepito per rivoluzionare l’industria videoludica. I tre diventano inseparabili, legati da un’amicizia assoluta in cui, presto, amore e desiderio finiscono per confondersi. Ma il sogno si spezza. Una mattina di una torrida estate Cora viene ritrovata senza vita nelle acque dell’Arno, poco lontano dal luogo in cui sta sorgendo un datacenter di ultima generazione. Dovrebbe essere pulito, sostenibile, a emissioni zero. Sarà il prototipo di un gigantesco centro di calcolo per l’intelligenza artificiale. A volerlo è Davide Mori, finanziere italiano diventato uno degli uomini più potenti della City.
Intorno alla morte della giovane donna si addensano interessi economici e segreti inconfessabili, e si gioca una partita che dalle rive dell’Arno si allarga fino alle potenze impegnate a contendersi il dominio tecnologico. Dopo il successo di I diavoli, Guido Brera torna nel territorio che ha reso inconfondibile la sua narrativa: là dove la finanza condiziona la vita umana, l’innovazione promette di salvare il mondo mentre continua a consumarlo e il capitalismo finisce per appropriarsi perfino della rivoluzione verde. Il fiume è una storia di amori, tradimenti e utopie smarrite, un thriller politico su un futuro prossimo che è già presente e sull’ossessione che lo governa: andare sempre più veloci
La scuola di mia madre – Stefan Merrill Block – Neri Pozza – 17 novembre 2026
A nove anni, Stefan viene ritirato da scuola dalla madre, che lo cresce in un mondo chiuso e dominato da regole, teorie eccentriche e un amore soffocante. Per cinque anni vive lontano dai coetanei, fino a intraprendere un difficile percorso verso l’autonomia. Un romanzo autobiografico intenso sulla famiglia, la crescita e la lotta per diventare sé stessi.
La città in cui vivono, una delle realtà urbane più in rapida crescita d’America, appare impersonale e alienante. Ma dietro quelle spiegazioni si nasconde una verità più profonda e difficile da confessare. La madre di Stefan non vuole che suo figlio cresca. Così, approfittando delle permissive leggi sull’istruzione domestica, costruisce intorno a lui un universo chiuso fatto di regole, esperimenti educativi sempre più eccentrici e teorie personali. Nel tentativo di trattenere il bambino che era stato, la madre arriva persino a riproporre abitudini dell’infanzia ormai superate, mentre il mondo esterno si allontana sempre di più.
Per cinque anni Stefan vive quasi completamente separato dai suoi coetanei e dalla realtà che esiste oltre le pareti di casa. Quando finalmente prova a costruirsi una vita autonoma, il suo percorso verso il mondo assume i contorni di una vera e propria odissea. Un viaggio che lo costringerà a confrontarsi non solo con la figura materna, complessa e amatissima, ma anche con i segreti, le fragilità e le ossessioni che attraversano la storia della sua famiglia.
Mallet o il romanzo degli sguardi – Daniel Pennac – Feltrinelli – 17 novembre 2026
Daniel Pennac segue un enigmatico fotografo che immortala i visitatori dei musei davanti alle opere d’arte. Da questo incontro nasce un viaggio tra passato e presente, ricordi personali e sguardi sull’arte. Il filo conduttore è Laurent Mallet, mentre Pennac ripercorre esperienze della propria vita, dagli anni della giovinezza agli incontri con artisti, studenti e familiari. Un libro che invita a interrogarsi sul modo in cui guardiamo l’arte e la vita.
I suoi, quelli del giovane Daniel, quando ancora adolescente a Saint-Paul-de-Vence osserva tre uomini, Giacometti, Calder e Miró, che stanno sistemando le loro opere alla Fondation Maeght; quelli dei suoi studenti quando ancora insegnava; quelli di sua figlia Alice davanti alla Medusa di Caravaggio e molti altri. Ma è l’incontro con Laurent Mallet, il fotografo misterioso, a creare il filo conduttore che lega tra loro tutti gli sguardi.
Le storie che Pennac ci racconta e le opere d’arte davanti alle quali le persone si fermano ci invitano a chiederci che cosa vuol dire osservare in “stato di predilezione” l’arte e, quindi, la vita di tutti i giorni.
Corredato dalle foto di Laurent Mallet, Daniel Pennac torna con un libro originale e appassionante, divertente, profondo, pieno di domande (e di risposte) sul nostro modo di guardare il mondo.
Divorare – Ananda Devi – Utopia Editore – 27 novembre 2026
La protagonista è cresciuta in un ambiente povero e marginale e ha imparato presto a vivere il proprio corpo come un peso, bersaglio di giudizi e derisione. Quando la sua obesità diventa l’oggetto di un’attenzione morbosa, arriva una possibilità economica: partecipare a un concorso internazionale dedicato alle persone più grasse del mondo. Il corpo diventa spettacolo e fonte di profitto, fino a trasformarla in una merce.
Nell’epoca dei social, il suo peso è spettacolo, la sua carne è fonte di discussione e pettegolezzo. La madre l’ha abbandonata da anni, il padre continua a nutrirla, forse inconsapevole che per la ragazza il cibo è veleno. E se amare le sembra un’utopia, ben presto la lussuria la travolge furiosamente, in un vortice di gola e voluttà che la costringe a vivere e, insieme, la condanna a morire.
Un regalo al giorno. Storie di gioia quotidiana – Simone Radaelli, Lorenzo Riopi – Garzanti – 27 ottobre 2026
Una raccolta dedicata alla ricerca della gioia nelle piccole cose di ogni giorno. Il libro invita a fermarsi e riconoscere quei momenti, incontri e gesti capaci di trasformare una giornata ordinaria in qualcosa di prezioso. Attraverso storie e riflessioni, il quotidiano diventa così uno spazio in cui riscoprire gratitudine, emozioni e meraviglia.
Così si ripetono Mirko, Fil, Rupi e gli altri protagonisti di questo libro. Quando, quasi per gioco, appoggiano la penna sulla carta, scoprono che non è mai troppo tardi per abbandonarsi alla magia del Natale. Non i doni, non il cenone, non il pranzo. La magia vera è nascosta. Bisogna avere la pazienza di cercarla e, soprattutto, riconoscerla tra le preoccupazioni e le priorità della vita adulta. Le cose davvero importanti sono semplici. Bisogna tornare all’infanzia per ricordarlo.
Un capitolo al giorno, come un calendario dell’avvento, per riscoprire le piccole gioie quotidiane. Ecco la forza di questo libro. I due autori, Simone Radaelli e Lorenzo Riopi, ci portano in un mondo di adulti che riscoprono il sapore autentico della vita. Non è mai troppo tardi per riscoprire il bambino dentro di noi. E, forse, anche il lettore avrà voglia di prendere carta e penna e dare vita con l’inchiostro ai suoi sogni. Lo spazio, dentro il libro, c’è! La sfida è essere abbastanza coraggiosi da provare!
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