Elia Contini è il protagonista della serie noir di Andrea Fazioli. È un investigatore privato ticinese, una figura piuttosto lontana dallo stereotipo del detective duro e sicuro di sé.
La caratteristica più interessante di Contini è proprio la sua normalità, non è il classico detective infallibile, lui ha dubbi, fragilità, contraddizioni e una certa insofferenza verso il mondo, osserva gli esseri umani con ironia e disincanto e, allo stesso tempo, sembra comprenderne molto bene le debolezze.
Contini vive a Corvesco, nel Sopraceneri, un immaginario paese di montagna del Canton Ticino, e riceve i suoi clienti a Paradiso, in un’ex baracca di pescatori affacciata sul lago Ceresio, nei pressi di Lugano. Cresciuto a Malvaglia, in Val di Blenio, ha perso la madre (originaria del Sud della Francia) quando era un bambino. Il padre, Ernesto Contini, un ex poliziotto, è scomparso misteriosamente quando Elia non aveva ancora quindici anni, durante i lavori per l’ampliamento del bacino della diga.
Vive in una casa d’epoca con spesse mura bianche e le persiane verde scuro ereditata dal padre, situata ai margini del bosco a Corvesco. L’interno è caratterizzato da un rassicurante disordine: un’amaca appesa in salotto, cactus in vaso, un orango di terracotta blu e apparecchi stereo d’epoca. Convive con un sornione gatto grigio che reagisce alle sue abitudini e agli sbalzi d’umore.
Ama ascoltare vecchie cassette di cantautori francesi (come Jacques Brel, Charles Aznavour, Gilbert Bécaud, Georges Brassens o Juliette Gréco). Non è un lettore assiduo, ma rilegge spesso un vecchio volume della Divina Commedia appartenuto a suo padre.
“Basta ricordi. Contini mise una cassetta di Jacques Brel e cercò di pensare al presente. Ma le vecchie canzoni francesi sono come spugne. Ni ces départs, ni ces navires, ni ces voyages qui nous chavirent… Contini capı̀ che non serviva a niente cancellare la memoria. Non si dimentica niente. On n’oublie rien de rien, on s’habitue, c’est tout.”
Avendo tentato in gioventù formazioni mai concluse come fotografo e poliziotto, nel corso della saga lavora anche come correttore di bozze e cronista locale per la redazione di Bellinzona di un quotidiano ticinese.
Se c’è un luogo che rappresenta davvero Elia Contini, quello è il bosco, conosce sentieri, alberi e tracce degli animali, quando può, si allontana dal mondo degli uomini e cammina tra faggi e castagni. Il suo rapporto con la natura è una parte della sua psicologia, nel bosco può osservare senza essere osservato, può rallentare, riflettere e mettere ordine nei propri pensieri, la natura diventa così una sorta di rifugio dalla complessità delle relazioni umane.
Prima di diventare investigatore ha avuto una breve esperienza nella polizia, terminata senza particolare gloria. Proprio la sua inclinazione a osservare, studiare e cogliere i dettagli lo porta però verso il mestiere di investigatore. Andrea Fazioli racconta Contini come un uomo che preferisce guardare piuttosto che essere guardato.
“Abbracciare il vuoto e poi seguire un’ombra. Certe volte Contini si domandava se il suo lavoro non fosse qualcosa del genere. Quando mai gli accadeva di rispondere davvero a una domanda? Sempre più spesso, negli ultimi tempi, era deluso dal suo mestiere di poliziotto privato. Ma non sapeva fare altro e poi, come si ripeteva spesso, c’era di peggio. In fondo era un modo come un altro per sbarcare il lunario e per pagarsi i suoi passatempi. Scattare fotografie alle volpi, per fortuna, non è un divertimento costoso.”
La solitudine è una componente essenziale della personalità di Contini, da non confondere con una semplice incapacità di stare con gli altri, contini sembra scegliere consapevolmente la distanza. Le persone, con le loro ambizioni, i loro segreti, i loro tradimenti e le loro debolezze, lo interessano proprio perché rappresentano qualcosa che cerca continuamente di comprendere.
La volpe è probabilmente il simbolo più importante associato a Elia Contini. Ama cercare le volpi, fotografarle e annotare i loro movimenti, nel suo ufficio c’è anche una fotografia di una volpe al limitare del bosco, mentre nella sua casa compare una piccola scultura di legno raffigurante lo stesso animale. La volpe è selvatica, prudente, intelligente e capace di sopravvivere adattandosi alle circostanze senza lasciarsi completamente addomesticare, sono caratteristiche che ricordano lo stesso investigatore. Anche lui vive ai margini, si avvicina agli altri quando è necessario, ma mantiene sempre una parte di sé nascosta, libera e inaccessibile.
“la volpe entra in acqua con un po’ di muschio in bocca, e lo fa lentamente, poco a poco, così che le pulci si rifugino tutte sulla testa. Poi la volpe s’immerge ancora, e le pulci fuggono sul pezzo di muschio. A quel punto apre la bocca e si tuffa di colpo, nuotando sotto l’acqua. Le pulci restano sul pezzo di muschio.”
Paradossalmente un uomo che ama la solitudine ha scelto un lavoro che lo costringe continuamente a entrare nella vita degli altri.
Ha una relazione con Francesca Besson, una giovane donna di origini francesi, laureata in lettere alla Cattolica di Milano (autrice di una tesi su Giorgio Bassani) che insegna nei licei. La loro non è una storia d’amore lineare, entrambi sembrano incapaci di trasformare il sentimento che li unisce in una relazione davvero stabile.
Francesca è un personaggio che permette di osservare un lato meno evidente di Elia Contini, quello di un uomo che sa indagare sui segreti degli altri, ma fatica a comprendere fino in fondo i propri sentimenti. Il loro rapporto mette in luce una contraddizione tipica delle relazioni sentimentali, si può essere profondamente legati a qualcuno senza riuscire a costruire insieme la vita che si desidera.
I suoi punti di riferimento sul territorio sono l’anziano eremita Giona, che vive in una caverna sulle montagne e a cui Contini porta regolarmente provviste e sigari Brissago , e Giocondo Bottecchi, oste del grotto Pepito .
È visto con scetticismo ed esasperazione dai commissari di polizia come Emilio De Marchi, pur finendo per collaborare in modo decisivo alle loro inchieste.
“Per raggiungerlo bisogna salire a piedi da Corvesco. Il sentiero attraversa un bosco di conifere e di abeti, poi raggiunge un alpeggio. A questo punto bisogna procedere verso est, alle pendici del Monte Basso. Contini conosceva il percorso a memoria: sapeva che, dopo avere guadato il Tresalti, s’intravede la casa dell’eremita. “
Insomma Elia Contini è un investigatore che vive una contraddizione affascinante, cerca continuamente la verità sugli altri, mentre lui stesso rimane in parte un mistero.
Serie con con Elia Contini
- 2005 – Chi muore si rivede
- 2008 – L’uomo senza casa
- 2009 – Come rapinare una banca svizzera
- 2010 – La sparizione
- 2014 – Il giudice e la rondine
- 2016 – L’arte del fallimento
- 2018 – Gli svizzeri muoiono felici
- 2022 – Le strade oscure
- 2026 – Una piccola cosa proibita
Racconti
2014 – Un gioco da ragazzi racconto contenuto in Un inverno color noir. Dieci racconti italiani
2016 – Lezioni private
2023 – Il custode dell’abisso racconto contenuto in Un lungo capodanno in noir
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