
Il ponte. Diario dallo Stretto di Messina di Lelio Bonaccorso è un graphic journalism, pubblicato il 22 Settembre 2026, da Feltrinelli Comics.
Il fumettista messinese utilizza il suo linguaggio per costruire un’inchiesta che intreccia esperienza personale, testimonianze e documentazione. Lui è nato e cresciuto a Messina, quindi non osserva il progetto da lontano, lo guarda attraverso gli occhi di chi quel territorio lo conosce, lo ama e ne percepisce fragilità e trasformazioni.
Il Ponte non è soltanto una gigantesca struttura ancora da costruire, è soprattutto un’idea, un progetto capace da sempre di dividere opinioni, alimentare aspettative e paure e porre interrogativi sul rapporto fra sviluppo, ambiente e comunità.
Bonaccorso sceglie di affrontare il tema attraverso il confronto con geologi, ingegneri, ecologi, giuristi, amministratori e cittadini, il risultato è un racconto che prova a mettere in fila le questioni più delicate, come il rischio sismico, le conseguenze urbanistiche e sociali, la trasformazione del territorio e l’impatto sugli ecosistemi dello Stretto.
La caratteristica interessante del libro è forse proprio il suo carattere personale, infatti il titolo parla di un “diario” e questa parola non è casuale. Dietro dati e testimonianze c’è lo sguardo di un autore che non può considerare lo Stretto soltanto come un oggetto di studio, è casa sua, è il paesaggio della sua memoria, è il luogo dove ha scelto di vivere.
Il disegno diventa così uno strumento per rendere immediatamente visibili problemi che, raccontati esclusivamente attraverso numeri, relazioni tecniche e documenti, rischierebbero di apparire lontani, questa è una delle grandi potenzialità del graphic journalism, trasformare questioni complesse in immagini capaci di parlare direttamente al lettore.
Lelio Bonaccorso conosce bene questo linguaggio, ha già affrontato temi sociali e civili attraverso il fumetto, tra cui le migrazioni e l’accoglienza. Anche in questo caso non si è tirato indietro, ci ha messo la faccia, ed ha coraggiosamente parlato di questo argomento delicato, il ponte sulla Stretto di Messina, ma non solo parla dell’opera, parla soprattutto delle persone che dovranno convivere con le conseguenze delle scelte che verranno fatte.
L’autore ha infatti dichiarato pubblicamente la propria contrarietà al progetto e spiega di aver scelto di confrontarsi con tecnici e specialisti proprio per approfondire le ragioni della sua posizione. Questo elemento è importante perché permette al lettore di avvicinarsi al volume consapevole della sua prospettiva, e proprio per questo il libro può diventare interessante anche per chi parte da una posizione diversa.
La parola “ponte” porta con sé un significato quasi inevitabilmente positivo, un ponte collega, avvicina, unisce, eppure, quando si parla dello Stretto, la parola assume un significato molto più complesso. Per alcuni il Ponte rappresenta sviluppo, modernità, collegamento e possibilità di crescita. Per altri significa trasformazione irreversibile di un territorio fragile e pone interrogativi ambientali, sociali e di sicurezza.
Bonaccorso entra proprio dentro questa contraddizione, non cerca di trasformare la discussione in una semplice contrapposizione tra favorevoli e contrari, la attraversa con incontri, testimonianze e approfondimenti, dando spazio alle diverse questioni che ruotano attorno alla realizzazione dell’opera.
Il Ponte diventa così una lente attraverso cui osservare il significato stesso della parola “progresso”. Che cosa significa davvero costruire? Quale prezzo può avere una trasformazione del territorio? E chi deve essere ascoltato quando una grande opera modifica radicalmente il paesaggio e la vita delle comunità?
Lo Stretto di Messina è un lembo di mare che separa la Sicilia dalla Calabria e che, allo stesso tempo, sembra unirle da sempre, un luogo sospeso tra terra e acqua, tra mito e realtà, tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere, ed è il vero protagonista, alla fine, questo spazio fragile e potentissimo, che nel corso dei secoli ha generato miti e leggende e che oggi si trova al centro di una trasformazione destinata, comunque la si pensi, a suscitare discussioni.
Il Ponte appartiene al futuro, ma Bonaccorso mostra come la sua presenza abbia già iniziato a modificare il modo in cui quel futuro viene immaginato. Ci riporta lì dove il Ponte, prima ancora di essere cemento e acciaio, è una questione umana e forse dovremmo prima pensare alla Stretto e poi al ponte, è impossibile parlare dell’uno senza interrogarsi sul destino dell’altro.
Le 128 pagine del volume scorrono attraverso disegni, documentazione e testimonianze, mantenendo un equilibrio tra racconto personale e inchiesta, che ci ricordano che prima di discutere di ciò che vogliamo costruire, forse dovremmo fermarci a guardare ciò che già abbiamo.
Il lettore si trova così davanti a una domanda che va oltre il cemento e l’acciaio:
che cosa siamo disposti a cambiare in nome del progresso?
Chi è Lelio Bonaccorso
Lelio Bonaccorso è un fumettista, illustratore e poeta siciliano, nato a Messina, il 2 agosto 1982, dove ha frequentato l’Istituto d’Arte. Si è formato presso la Scuola del Fumetto di Palermo dove conosce e inizia una lunga e proficua collaborazione con lo sceneggiatore Marco Rizzo con il quale pubblica: Salvezza e A casa nostra… Cronaca da Riace (Feltrinelli), Peppino Impastato un giullare contro la mafia (BeccoGiallo), Gli ultimi giorni di Marco Pantani (Rizzoli Lizard), Que Viva el Che Guevara (Feltrinelli), Jan Karski l’uomo che scoprì l’Olocausto (Rizzoli Lizard), Gli Arancini di Montalbano di Camilleri (Gazzetta dello Sport), La mafia e l’immigrazione spiegata ai bambini (Beccogiallo), A bord de l’Aquarius e Chez nous, con Marco Rizzo (Futuropolis), poi ha anche pubblicato reportage come Sinai, la terra illuminata dalla luna (Beccogiallo), con Fabio Brucini, e si continua con Le Sarde e Vendettacon lo sceneggiatore Loulou Dedola, Caravaggio e la ragazza, testi Nadia Terranova (Feltrinelli), The Passenger (Tunué), Capi, colleghi, carriere. Questo sconosciuti, libro di Marco Morelli, Ho visto un re di Simone Giorgi, editi entrambi da Gribaudo e per il libro Il leggendario Federico II, scritto da Valentina Certo (Giambra). Ha collaborato con Marvel, DcComics, Disney, Warner Bros e Bonelli. Nel 2022 è stato candidato al Premio Strega Poesia con Fiori di vento. Cura storyboard pubblicitari e ha pubblicato per quotidiani quali La Repubblica, il Corriere della Sera (La Lettura), Gazzetta dello Sport, L’Unità, Wired. Ha realizzato con il regista Antonello Piccione, vari corti d’animazione, tra cui “To the stars” e “U Piscispada”, opere vincitrici di premi nazionali ed esteri. E’ stato nominato, nella categoria “Miglior artista, disegno e sceneggiatura” al Treviso Comic Book Festival nel 2022. Insomma la sua passione e creatività è sempre in movimento. Questo è il suo sito: www.leliobonaccorso.it
Vi lascio il link dell’intervista di Giovanni Verazzo per Il Manifesto all’autore: https://ilmanifesto.it/lelio-bonaccorso-il-ponte-e-un-progetto-che-aleggia-su-messina
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