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SEI QUI: Home » Libro Caffè » Genere Libri » Narrativa » Elena Ferrante – L’amica geniale: la saga (Recensione)
Ferrante Elena

Elena Ferrante – L’amica geniale: la saga (Recensione)

26 Novembre 2018Updated:11 Aprile 2023Nessun commento10 Mins Read
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Elena Ferrante – L’amica geniale

Elena Ferrante - L'amica geniale: la sagaL’amica geniale è una tetralogia scritta da Elena Ferrante, di cui non si conosce la vera identità, ma non importa sapere chi è realmente, l’importante è che continui a scrivere romanzi come la saga italiana più chiacchierata degli ultimi anni, pubblicata dalla casa editrice E/O, è composta da: L’amica geniale (2011), Storia del nuovo cognome (2012), Storia di chi fugge e di chi resta (2013) e da Storia della bambina perduta (2014). La caratteristica principale di questa serie è di essere avvincente anche se racconta di vite comuni, come quelle di Elena Greco, figlia di un usciere comunale e di Lila Cerullo, figlia dello calzolaio, della loro amicizia dall’infanzia a Napoli negli anni Cinquanta del secolo scorso fino a oggi. Per tutta la lettura ci si chiede: Chi delle due è l’amica geniale?

L’amica geniale di Elena Ferrante

L’amica geniale, il primo libro della serie. Si apre con un prologo, siamo ai nostri giorni, una delle protagoniste, Elena, ormai anziana, che sarà sempre lei la voce narrante, racconta di una telefonata da parte di Rino, il figlio di Lila , che sconvolto perché la madre è sparita, chiede all’amica della madre se abbia notizie. Elena dice che sono anni che non ha più notizie di Lila ed invita Rino a rivolgersi alle autorità, facendo intuire che probabilmente se ne andata volontariamente e gli chiede di non cercare più né sua madre né lei.

A questo punto Elena, comincia a scrivere per ricordare della sua amica Lila e inizia dagli anni dell’infanzia, quando le due sono compagne di scuola alle elementari e poi dell’adolescenza, sullo sfondo un rione povero della periferia di una Napoli del dopoguerra, accompagnate da una folla di personaggi minori e indispensabili.
L’autrice scava nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame.

“La madre di Rino si chiama Raffaella Cerullo, ma tutti l’hanno sempre chiamata Lina. Io no, non ho mai usato né il primo nome né il secondo. Da più di sessant’anni per me è Lila. Se la chiamassi Lina o Raffaella, così, all’improvviso, penserebbe che la nostra amicizia è finita.
Sono almeno tre decenni che mi dice di voler sparire senza lasciare traccia, e solo io so bene cosa vuole dire.”

Storia del nuovo cognome di Elena Ferrante

Storia del nuovo cognome, il secondo libro della serie comincia esattamente dove era finito il volume precedente, al matrimonio di Lila. L’amicizia fra lei ed Elena prosegue fra affettuosità e invidie, l’intreccio inestricabile di dipendenza e volontà di autoaffermazione. Vita vera e colpi di scena, come in un thriller dei sentimenti quotidiani. Lila ed Elena hanno sedici anni e si sentono entrambe in un vicolo cieco.

Lila si è appena sposata ma, nell’assumere il cognome del marito, ha l’impressione di aver perso se stessa. Elena è ormai una studentessa modello ma, proprio durante il matrimonio dell’amica, ha scoperto che non sta bene né nel rione né fuori. Le vicende dell’Amica geniale riprendono a partire da questo punto e ci trascinano nella vitalissima giovinezza delle due ragazze, dentro il ritmo travolgente con cui si tallonano, si perdono, si ritrovano. Il tutto sullo sfondo di una Napoli, di un’Italia che preparano i connotati allarmanti di oggi.

“Capii che ero arrivata fin là piena di superbia e mi resi conto che – in buona fede certo, con affetto – avevo fatto tutto quel viaggio soprattutto per mostrarle ciò che lei aveva perso e ciò che io avevo vinto. Lei naturalmente se ne era accorta fin dal momento in cui le ero comparsa davanti e ora stava reagendo spiegandomi di fatto che non avevo vinto niente, che al mondo non c’era alcunché da vincere, che la sua vita era piena di avventure diverse e scriteriate proprio quanto la mia, e che il tempo semplicemente scivolava via senza alcun senso, ed era bello solo vedersi ogni tanto per sentire il suono folle del cervello dell’una echeggiare dentro il suono folle del cervello dell’altra”.

Storia di chi fugge e di chi resta di Elena Ferrante

Storia di chi fugge e di chi resta, il terzo libro della serie. Elena e Lila sono diventate donne, lo sono diventate molto presto; Lila ha un figlio e un matrimonio alle spalle, ha lasciato il marito e l’agiatezza, lavora come operaia in condizioni durissime; Elena è andata via dal rione, ha studiato alla Normale di Pisa e ha pubblicato un romanzo di successo che le ha aperto le porte di un mondo benestante e colto. Ambedue hanno provato a forzare le barriere che le volevano chiuse in un destino di miseria, ignoranza e sottomissione.

Ora navigano, con i ritmi travolgenti a cui Elena Ferrante ci ha abituati, nel grande mare aperto degli anni Settanta, uno scenario di speranze e incertezze, di tensioni e sfide fino ad allora impensabili, sempre unite da un legame fortissimo, ambivalente, a volte sotterraneo, a volte riemergente in esplosioni violente o in incontri che aprono prospettive inattese. Con la maturità, anche la trama della loro amicizia si complica.

“Ho visto Lila per l’ultima volta cinque anni fa, nell’inverno del 2005. Stavamo passeggiando di buon mattino lungo lo stradone e, come ormai da anni, non riuscivamo a sentirci a nostro agio. Parlavo solo io, mi ricordo: lei canterellava, salutava gente che nemmeno rispondeva, le rare volte che mi interrompeva pronunciava solo frasi esclamative, senza un nesso evidente con ciò che dicevo. Erano successe negli anni troppe cose brutte, alcune orribili, e per ritrovare la via della confidenza avremmo dovuto dirci pensieri segreti, ma io non avevo la forza di trovare le parole e lei, che forse la forza ce l’aveva, non ne aveva voglia, non ne vedeva l’utilità.”

Storia della bambina perduta di Elena Ferrante

Storia della bambina perduta, il quarto e ultimo libro della serie. Lila e Elena sono ormai adulte, con alle spalle delle vite piene di avvenimenti, scoperte, cadute e “rinascite”. Ambedue hanno lottato per uscire dal rione natale, una prigione di conformismo, violenze e legami difficili da spezzare. Elena è diventata una scrittrice affermata, ha lasciato Napoli, si è sposata e poi separata, ha avuto due figlie e ora torna a Napoli per inseguire un amore giovanile che si è di nuovo materializzato nella sua nuova vita.

Lila è rimasta a Napoli, più invischiata nei rapporti familiari e camorristici, ma si è inventata una sorprendente carriera di imprenditrice informatica ed esercita più che mai il suo affascinante e carismatico ruolo di leader nascosta ma reale del rione (cosa che la porterà tra l’altro allo scontro con i potenti fratelli Solara).

La storia racconta ancora di questo rapporto di amicizia, dove le due donne, veri e propri poli opposti di una stessa forza, si scontrano e s’incontrano, s’influenzano a vicenda, si allontanano e poi si ritrovano, si invidiano e si ammirano. Attraverso nuove prove che la vita pone loro davanti, scoprono in sé stesse e nell’altra sempre nuovi aspetti delle loro personalità e del loro legame d’amicizia. Intanto la storia d’Italia e del mondo si srotola sullo sfondo e anche con questa le due donne e la loro amicizia si dovranno confrontare.

“A partire dall’ottobre 1976 e fino a quando, nel 1979, non tornai a vivere a Napoli, evitai di riallacciare rapporti stabili con Lila. Ma non fu facile. Lei cercò quasi subito di rientrare a forza nella mia vita e io la ignorai, la tollerai, la subii. Anche se si comportava come se non desiderasse altro che starmi vicina in un momento difficile, non riuscivo a dimenticare il disprezzo con cui mi aveva trattata.
Oggi penso che se a ferirmi fosse stato solo l’insulto – sei una cretina, mi aveva gridato per telefono quando le avevo detto di Nino, e non era mai successo prima, mai, che mi parlasse a quel modo – mi sarei presto acquietata. In realtà, più di quell’offesa, contò l’accenno a Dede e a Elsa. Pensa al male che fai alle tue figlie, mi aveva ammonito, e lì per lì non ci avevo fatto caso. Ma quelle parole acquistarono nel tempo sempre più peso, ci tornai su spesso.”

Recensione della serie L’Amica geniale

Con una penna precisa l’autrice mi ha tenuta incollata a questi libri, che pagina dopo pagina intrecciano vicende popolari profonde e intense. Tutti i suoi personaggi sono ben caratterizzati e sono molti, li trovate in un indice, ma non avrete il bisogno di consultarlo, perché ognuno di loro diventa vivo, sembra di conoscerli realmente, non si riesce a dimenticarli, anzi nel corso della lettura ci si chiede che fine abbiano fatto, proprio come si farebbe con un nostro vicino di casa che non vediamo da tanto tempo e ci torna in mente.

E poi si spettegola, si riflette, ci si immedesima. Lo sguardo della vita cambia in base all’età delle protagoniste, ma anche lo stile della scrittura segue la crescita delle due amiche. Nei quattro libri si toccano molti argomenti, da quelli classici come amore e amicizia, alla povertà economica e quella morale, si parla dell’ascesa sociale, del riscatto, dell’ignoranza che spesso preclude dal titolo di studio, si esplorano i cambiamenti della società e dell’indifferenza o partecipazione ad essi, si parla di violenza di vario genere e si parla anche e soprattutto della donna.

C’è una sorta di magia che aleggia intorno alla storia, ogni volume lascia col fiato sospeso fino al volume successivo e si vorrebbe non finisse mai. Una storia dove le ombre sono le protagoniste, dove il riscatto è permettersi di essere ciò che si è, nel libro non ci sono risposte, ma ti porta a fare domande, tante domande, personali e sociali. Non si riesce ad incasellare le protagoniste, come non dovremmo fare mai con noi stessi, perché sono gli eventi della vita, gli strappi, a decidere cosa siamo in quel preciso momento, che già va verso un altro momento, verso un’altra parte di noi. Magari per poi scoprire che tutti abbiamo la nostra amica geniale, che è la parte migliore di noi stessi.

Il 27 novembre 2018 è iniziata la serie TV “L’amica geniale”, prodotta da Wildside, Fandango e The Apartment con Umedia e Mowe per Rai Fiction, HBO e TIMvision. Sono 8 episodi per ogni stagione, ogni stagione è un libro della serie. Le prime due stagione sono state diretta da Saverio Costano, mentre la terza da Daniele Luchetti.
Le protagoniste sono attrici sconosciute: Elisa Del Genio (Elena bambina) e Margherita Mazzucco (Elena adolescente);  Ludovica Nasti (Lila bambina) e Gaia Girace (Lila adolescente).

Per gli amanti della serie vi consiglio di vedere questa ricostruzione della famiglie che fanno parte della storia: The neighborhood



 

Elena Ferrante Narrativa Recensione
Ketty
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Faccio i conti con la mia insaziabile voglia di conoscenza, mi piace condividere con gli altri le cose che imparo e confrontarmi, questo blog tenta di raccogliere i pezzi confusi di me.

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