Pausa Caffè http://www.pausacaffeblog.it/wp Il Blog per chi ama la cucina, i libri, il cinema, le serie tv, la poesia, e tutto ciò che rappresenta la quotidiana pausa caffè. Wed, 01 Apr 2020 17:22:02 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.13 Alessandro Frezza – Il capitano e il mozzo http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/04/alessandro-frezza-il-capitano-e-il-mozzo.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/04/alessandro-frezza-il-capitano-e-il-mozzo.html#respond Wed, 01 Apr 2020 13:27:48 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=51065 Questo è un racconto di Alessandro Frezza che narra di un dialogo fra un mozzo e il suo Capitano, ambientato ai tempi della quarantena per la peste. Un racconto utile in questi giorni duri che stiamo attravensando, ci regala un punto di vista differente che può aiutarci, insegnandoci a raccogliere sempre qualcosa di buono anche [...]

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Questo è un racconto di Alessandro Frezza che narra di un dialogo fra un mozzo e il suo Capitano, ambientato ai tempi della quarantena per la peste. Un racconto utile in questi giorni duri che stiamo attravensando, ci regala un punto di vista differente che può aiutarci, insegnandoci a raccogliere sempre qualcosa di buono anche in situazioni difficili della vita.

Capitano, il mozzo è preoccupato e molto agitato per la quarantena che ci hanno imposto al porto. Potete parlarci voi?”
“Cosa vi turba, ragazzo? Non avete abbastanza cibo? Non dormite abbastanza?”
“Non è questo, Capitano, non sopporto di non poter scendere a terra, di non poter abbracciare i miei cari“.
“E se vi facessero scendere e foste contagioso, sopportereste la colpa di infettare qualcuno che non può reggere la malattia?
Non me lo perdonerei mai, anche se per me l’hanno inventata questa peste!”
“Può darsi, ma se così non fosse?”
“Ho capito quel che volete dire, ma mi sento privato della libertà, Capitano, mi hanno privato di qualcosa”.
“E voi privatevi di ancor più cose, ragazzo”.
“Mi prendete in giro?”
“Affatto… Se vi fate privare di qualcosa senza rispondere adeguatamente avete perso”.
“Quindi, secondo voi, se mi tolgono qualcosa, per vincere devo togliermene altre da solo?”
“Certo. Io lo feci nella quarantena di sette anni fa”.
“E di cosa vi privaste?”
“Dovevo attendere più di venti giorni sulla nave. Erano mesi che aspettavo di far porto e di godermi un po’ di primavera a terra. Ci fu un’epidemia. A Port April ci vietarono di scendere. I primi giorni furono duri. Mi sentivo come voi. Poi iniziai a rispondere a quelle imposizioni non usando la logica. Sapevo che dopo ventuno giorni di un comportamento si crea un’abitudine, e invece di lamentarmi e crearne di terribili, iniziai a comportarmi in modo diverso da tutti gli altri. Prima iniziai a riflettere su chi, di privazioni, ne ha molte e per tutti i giorni della sua miserabile vita, per entrare nella giusta ottica, poi mi adoperai per vincere.
Cominciai con il cibo. Mi imposi di mangiare la metà di quanto mangiassi normalmente, poi iniziai a selezionare dei cibi più facilmente digeribili, che non sovraccaricassero il mio corpo. Passai a nutrirmi di cibi che, per tradizione, contribuivano a far stare l’uomo in salute.
Il passo successivo fu di unire a questo una depurazione di malsani pensieri, di averne sempre di più elevati e nobili. Mi imposi di leggere almeno una pagina al giorno di un libro su un argomento che non conoscevo. Mi imposi di fare esercizi fisici sul ponte all’alba. Un vecchio indiano mi aveva detto,anni prima, che il corpo si potenzia trattenendo il respiro. Mi imposi di fare delle profonde respirazioni ogni mattina. Credo che i miei polmoni non abbiano mai raggiunto una tale forza. La sera era l’ora delle preghiere, l’ora di ringraziare una qualche entità che tutto regola, per non avermi dato il destino di avere privazioni serie per tutta la mia vita.
Sempre l’indiano mi consigliò, anni prima, di prendere l’abitudine di immaginare della luce entrarmi dentro e rendermi più forte. Poteva funzionare anche per quei cari che mi erano lontani, e così, anche questa pratica, fece la comparsa in ogni giorno che passai sulla nave.
Invece di pensare a tutto ciò che non potevo fare, pensai a ciò che avrei fatto una volta sceso. Vedevo le scene ogni giorno, le vivevo intensamente e mi godevo l’attesa. Tutto ciò che si può avere subito non è mai interessante. L’ attesa serve a sublimare il desiderio, a renderlo più potente.
Mi ero privato di cibi succulenti, di tante bottiglie di rum, di bestemmie ed imprecazioni da elencare davanti al resto dell’equipaggio. Mi ero privato di giocare a carte, di dormire molto, di oziare, di pensare solo a ciò di cui mi stavano privando”.
“Come andò a finire, Capitano?”
“Acquisii tutte quelle abitudini nuove, ragazzo. Mi fecero scendere dopo molto più tempo del previsto”.
“Vi privarono anche della primavera, ordunque?”
“Sì, quell’anno mi privarono della primavera, e di tante altre cose, ma io ero fiorito ugualmente, mi ero portato la primavera dentro, e nessuno avrebbe potuto rubarmela piu“.

Alessandro Frezza

Questo racconto circola molto in rete, ma è erroneamente attribuito a una citazione del “Il libro rosso” di Carl Gustav Jung. Ho personalmente cercato la citazione nel libro e non vi è traccia.

Fonte: www.facebook.com/alessandrofrezzascrittore/posts/2800834543334826/

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Kitty O’ Meara – E la gente rimase a casa http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/kitty-o-meara-e-la-gente-rimase-a-casa.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/kitty-o-meara-e-la-gente-rimase-a-casa.html#respond Sun, 29 Mar 2020 13:58:34 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=51053 “E la gente rimase a casa” è una poesia ispirata alla pandemia di coronavirus, scritta da Kitty O’ Meara, un’insegnante in pensione, della città di Madison, nel Wisconsin. Ha scritto questa poesia nel tentativo di frenare la propria ansia per le notizie sconvolgenti della pandemia, che poi ha pubblicato sulla sua bacheca Facebook, ed è [...]

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E la gente rimase a casa” è una poesia ispirata alla pandemia di coronavirus, scritta da Kitty O’ Meara, un’insegnante in pensione, della città di Madison, nel Wisconsin. Ha scritto questa poesia nel tentativo di frenare la propria ansia per le notizie sconvolgenti della pandemia, che poi ha pubblicato sulla sua bacheca Facebook, ed è stata letta ed apprezzata in tutto il mondo.

In Italia è conosciuta col titolo “Guarire” ed è erroneamente attribuita a Kathleen O’Meara (chiamata col diminutivo “Kitty”), una scrittrice di origini franco-irlandese che è nata nel 1839 e deceduta nel 1888,  quindi è escluso pure il fatto che fu scritta durante l’epidemia della peste nel 1800., come spesso viene riportato.

E la gente rimase a casa
e lesse libri
e ascoltò
e si riposò
e fece esercizi
e fece arte
e giocò
e imparò nuovi modi di essere
e si fermò
e ascoltò più in profondità
qualcuno meditava
qualcuno pregava
qualcuno ballava
qualcuno incontrò la propria ombra
e la gente cominciò a pensare in modo differente
e la gente guarì.
E nell’assenza di gente
che viveva in modi ignoranti pericolosi
senza senso e senza cuore,
anche la terra cominciò a guarire
e quando il pericolo finì
e la gente si ritrovò
si addolorarono per i morti
e fecero nuove scelte
e sognarono nuove visioni
e crearono nuovi modi di vivere
e guarirono completamente la terra
così come erano guariti loro.

Kitty O’Meara (2020)

Fonti:
https://www.oprahmag.com/entertainment/a31747557/and-the-people-stayed-home-poem-kitty-omeara-interview/
https://www.bufale.net/la-bufala-della-poesia-scritta-durante-lepidemia-della-peste-nel-1800/

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Torta all’acqua http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/torta-allacqua.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/torta-allacqua.html#respond Sat, 28 Mar 2020 15:42:18 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=51036 La Torta all’acqua è un dolce semplice, ottimo per colazione e merenda. Le caratteristiche che la rendono speciale sono la velocità di realizzazione e i pochissimi ingredienti utilizzati per la sua realizzazione, perfetta per chi ha difficoltà a fare la spesa, ma non vuole rinunciare al dolce. Inoltre è ideale per chi è intollerante al [...]

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La Torta all’acqua è un dolce semplice, ottimo per colazione e merenda. Le caratteristiche che la rendono speciale sono la velocità di realizzazione e i pochissimi ingredienti utilizzati per la sua realizzazione, perfetta per chi ha difficoltà a fare la spesa, ma non vuole rinunciare al dolce. Inoltre è ideale per chi è intollerante al lattosio e per i vegani.

Ricetta per la torta all’acqua:

Per una teglia di 24 cm
330 ml di acqua
300 g di farina 00
200 g di zucchero
90 ml di olio di semi (oppure 110 g di burro sciolto)
16 g di lievito per dolci (una bustina)
Arromatizzare a piacere con:
1 bacca di vaniglia (1 cucchiaino di estratto di vaniglia)
Scorza di agrume (limone o arancia)

In una ciotola unire lo zucchero e l’acqua e mescolare bene per sciogliere lo zucchero.
Dopo unire l’olio e l’aroma scelto e mescolare.

Setacciare insieme la farina con il lievito e poi unirli poco alla volta nel liquido precedentemente preparato.
Versare il composto un una teglia foderata con carta forno oppure imburrata (o oliata) e infarinata.
Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 45-50 minuti, se si dovesse colorare troppo in superficie coprire con un foglio di carta stagnola. Trascorso il tempo fare la prova stecchino e se esce asciutto spegnere il forno, aprire leggermente lo sportello del forno e lasciare altri 10 minuti, poi uscirla dal forno, sfornarla e lasciare raffreddare su una griglia. Una volta fredda spolverizzare la superficie con lo zucchero a velo.

Per un Torta all’acqua al cioccolato sostituire 50 g di farina con 50 g di cacao amaro. Oppure unire 80 g di cioccolaro fondente sciolto agli ingredienti liquidi annassando la quantità di farina a 225 g.
Per una torta al caffè sostituire tutta o in parte l’acqua col caffè.
Per una torta all’arancia o al linone sostituire tutta o in parte l’acqua col succo degli agrumi.
Per una torta alle mandorle sostitutire tutta o in parte l’acqua col latte di mandorla.

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Gio Evan – CondiVid19 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/gio-evan-condivid19.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/gio-evan-condivid19.html#respond Tue, 24 Mar 2020 14:12:04 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=51029 CondiVid19 è un componimento di Gio Evan (Giovanni Giancaspro), uno degli artisti più interessanti del panorama italiano: scrittore e poeta, filosofo, umorista, performer, cantautore e artista di strada.     Quasi che mi manca ballare, io che manco uscivo mai, mi manchi tu che mi porti al mare mi manca annegare, perfino annegare io che [...]

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CondiVid19 è un componimento di Gio Evan (Giovanni Giancaspro), uno degli artisti più interessanti del panorama italiano: scrittore e poeta, filosofo, umorista, performer, cantautore e artista di strada.

 

 

Quasi che mi manca ballare, io che manco
uscivo mai, mi manchi tu che mi porti al mare
mi manca annegare, perfino annegare

io che questa vita la sapevo già fare
stare da soli, lasciarsi annoiare, vedere ancora quanta merda
da sistemare

e non mi dire che non hai niente da fare
mille pareti da verniciare
che bella casa che ho, me ne accorgo adesso che sto fermo,

era da un po’ che non mi vedevo
era da un po’ che non mi fermavo
non sono bello come credevo
ma voglio ricominciare da capo

Quasi che mi manca la disco che poi chi
c’è andato mai, mi manchi tu che mi gridi esci
mi mancano i guai, perfino i tuoi guai

il mondo va veloce ma la vita invita a una pausa
se c’è un effetto senza affetto devi capire la causa
ho letto di me su un libro di Dostoevskij, se chiudo gli occhi mi vedo gli affreschi

e stare in casa è una parte di me
io che seduto risolvo i miei guai
che bel balcone che ho, una volta da qui
ci vedevo il mondo

era da un po’ che non mi vedevo
era da un po’ che non mi fermavo
non sono bello come credevo
ma voglio ricominciare da capo

Nella sua pagina facebook trovate il video del testo creato dall’autore.

www.gioevan.it
www.facebook.com/gioevanofficial/
https://twitter.com/Gi0Evan
www.youtube.com/channel/UC7xo0E4gEkhMA3u5W6iPgFA
www.instagram.com/gio_evan/

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La favola del colibrì http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/la-favola-del-colibri.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/la-favola-del-colibri.html#respond Sun, 22 Mar 2020 13:57:46 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=51019 In questo momento così particolare tutti dobbiamo applicare “la strategia del colibrì” per affrontare e risolvere il problema del coronavirus. La storia del colibrì fa parte di un ciclo di antiche favole africane. Un giorno nella foresta scoppiò un grande incendio. Di fronte all’avanzare delle fiamme, tutti gli animali scapparono terrorizzati mentre il fuoco distruggeva [...]

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In questo momento così particolare tutti dobbiamo applicare “la strategia del colibrì” per affrontare e risolvere il problema del coronavirus.
La storia del colibrì fa parte di un ciclo di antiche favole africane.

Un giorno nella foresta scoppiò un grande incendio. Di fronte all’avanzare delle fiamme, tutti gli animali scapparono
terrorizzati mentre il fuoco distruggeva ogni cosa senza pietà. Leoni, zebre, elefanti, rinoceronti, gazzelle e tanti altri animali cercarono rifugio nelle acque del grande fiume, ma ormai l’incendio stava per arrivare anche lì.

Mentre tutti discutevano animatamente sul da farsi, un piccolissimo colibrì si tuffò nelle acque del fiume e, dopo aver preso nel becco una goccia d’acqua, incurante del gran caldo, la lasciò cadere sopra la foresta invasa dal fumo. Il fuoco non se ne accorse neppure e proseguì la sua corsa sospinto dal vento.
Il colibrì, però, non si perse d’animo e continuò a tuffarsi per raccogliere ogni volta una piccola goccia d’acqua che lasciava cadere sulle fiamme.

La cosa non passò inosservata e ad un certo punto il leone lo chiamò e gli chiese: “Cosa stai facendo?”.
L’uccellino gli rispose: “Cerco di spegnere l’incendio!”.
Il leone si mise a ridere: “Tu così piccolo pretendi di fermare le fiamme?” e assieme a tutti gli altri animali incominciò a prenderlo in giro. Ma l’uccellino guardò il Leone negli occhi e gli disse: “Io faccio la mia parte” e si gettò nuovamente nel fiume per raccogliere un’altra goccia d’acqua.

A quella vista un elefantino, che fino a quel momento era rimasto al riparo tra le zampe della madre, immerse la sua proboscide nel fiume e, dopo aver aspirato quanta più acqua possibile, la spruzzò su un cespuglio che stava ormai per essere divorato dal fuoco. Anche un giovane pellicano, lasciati i suoi genitori al centro del fiume, si riempì il grande becco d’acqua e, preso il volo, la lasciò cadere come una cascata su di un albero minacciato dalle fiamme.
Contagiati da quegli esempi, tutti i cuccioli d’animale si prodigarono insieme per spegnere l’incendio che ormai aveva raggiunto le rive del fiume. Dimenticando vecchi rancori e divisioni millenarie, il cucciolo del leone e dell’antilope, quello della scimmia e del leopardo, quello dell’aquila dal collo bianco e della lepre lottarono fianco a fianco per fermare la corsa del fuoco.

A quella vista gli adulti smisero di deriderli e, pieni di vergogna, incominciarono a dar manforte ai loro figli.
Con l’arrivo di forze fresche, bene organizzate dal re leone, quando le ombre della sera calarono sulla savana,
l’incendio poteva dirsi ormai domato. Sporchi e stanchi, ma salvi, tutti gli animali si radunarono per festeggiare insieme la vittoria sul fuoco.

Il leone chiamò il piccolo colibrì e gli disse: “Oggi abbiamo imparato che la cosa più importante non è essere grandi e forti ma pieni di coraggio e di generosità. Oggi tu ci hai insegnato che anche una goccia d’acqua può essere importante e che «insieme si può» spegnere un grande incendio. D’ora in poi tu diventerai il simbolo del nostro impegno a costruire un mondo migliore, dove ci sia posto per tutti, la violenza sia bandita, la parola guerra cancellata, la morte e la fame solo un brutto ricordo”.

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Roberto Piumini – Filastrocca sul coronavirus per i bambini http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/roberto-piumini-filastrocca-sul-coronavirus-per-i-bambini.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/roberto-piumini-filastrocca-sul-coronavirus-per-i-bambini.html#respond Mon, 16 Mar 2020 11:01:39 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=50993 Qualche giorno fa la struttura sanitaria Humanitas di Milano ha chiesto a Roberto Piumini, scrittore per ragazzi e pedagogo bresciano, considerato l’erede di Gianni Rodari, di parlare del coronavirus ai bambini con rigore e leggerezza, per capire perché non si possano vedere i nonni e si debba restare a casa lontani da asili e scuole, [...]

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Foto di Giada Negri, dalla “Storia di un coronavirus” di Francesca Dall’Ara, ideata da il www.policlinico.mi.it per i bambini.

Qualche giorno fa la struttura sanitaria Humanitas di Milano ha chiesto a Roberto Piumini, scrittore per ragazzi e pedagogo bresciano, considerato l’erede di Gianni Rodari, di parlare del coronavirus ai bambini con rigore e leggerezza, per capire perché non si possano vedere i nonni e si debba restare a casa lontani da asili e scuole, dai parchi e dagli amici, per fare in modo che la paura non li assalga e con la fiducia che tutto passerà presto. La penna esperta di Piumini fa danzare le parole in rima e crea questa filastrocca:

Che cos’ è che in aria vola?
C’ è qualcosa che non so?
Come mai non si va a scuola?
Ora ne parliamo un po’ .

Virus porta la corona,
ma di certo non è un re,
e nemmeno una persona:
ma allora, che cos’ è?

È un tipaccio piccolino,
così piccolo che proprio,
per vederlo da vicino,
devi avere il microscopio.

È un tipetto velenoso,
che mai fermo se ne sta:
invadente e dispettoso,
vuol andarsene qua e là.

È un’ idea straordinaria,
dato che è chiusa la scuola,
fino a che, fuori, nell’ aria,
quel tipaccio gira e vola.

E gli amici, e i parenti?
Anche in casa, stando fermo,
tu li vedi e li senti:
state insieme sullo schermo.

Chi si vuole bene, può
mantenere una distanza:
baci e abbracci adesso no,
ma parole in abbondanza.

Le parole sono doni,
sono semi da mandare,
perché sono semi buoni,
a chi noi vogliamo amare.

Io, tu, e tutta la gente,
con prudenza e attenzione,
batteremo certamente
l’ antipatico birbone.

E magari, quando avremo
superato questa prova,
tutti insieme impareremo
una vita saggia e nuova.

Foto di Giada Negri, dalla “Storia di un coronavirus” di Francesca Dall’Ara, ideata da il www.policlinico.mi.it per i bambini.

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Premio strega 2020: le 12 opere finaliste http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/premio-strega-2020-le-12-opere-finaliste.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/premio-strega-2020-le-12-opere-finaliste.html#respond Thu, 12 Mar 2020 14:31:40 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=50976 Nonostante l’annullamento abbligatorio, causa coronavisus, dei molti eventi pubblici il Premio Strega 2020 prosegue e sono stati selazionati i dodici libri in gara tra i 54 libri di narrativa segnalati dagli Amici della domenica, la storica giuria del premio, pubblicati in Italia tra il 1 marzo 2019 e il 28 febbraio dell’anno in corso. La cinquina sarà decisa martedì 9 giugno alla Fondazione [...]

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Nonostante l’annullamento abbligatorio, causa coronavisus, dei molti eventi pubblici il Premio Strega 2020 prosegue e sono stati selazionati i dodici libri in gara tra i 54 libri di narrativa segnalati dagli Amici della domenica, la storica giuria del premio, pubblicati in Italia tra il 1 marzo 2019 e il 28 febbraio dell’anno in corso.

La cinquina sarà decisa martedì 9 giugno alla Fondazione Bellonci, a Roma, mentre la proclamazione del vincitore sarà il 2 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

La nuova stagione di Silvia Ballestra (Bompiani). Proposto da Loredana Lipperini.
Non è soltanto un romanzo sul territorio, le Marche della bellezza pagana, delle leggende legate a santi e sibille e del terremoto, ma è una storia di mutazione insieme generazionale e sociale che si incarna nelle due protagoniste, Nadia e Olga, e nei loro tentativi di vendere la terra ereditata dal padre. E’ un romanzo di radici, certo, e di come, per quanto ci si possa allontanare per giovinezza, amore, scelte lavorative, si verrà comunque richiamati prima o poi indietro. Ma è anche un romanzo che racconta il cambiamento nel mondo agricolo della post-mezzadria e delle multinazionali, l’espansione delle monoculture intensive, il regno surreale di una burocrazia paralizzante. Non c’è l’idillio nella scelta stilistica di Ballestra: c’è l’ironia, il gusto del paradosso, come nel racconto dell’odissea delle sorelle per disfarsi delle palme di proprietà, c’è l’attenzione per le vite piccole, le figure sullo sfondo degli affreschi che non vengono quasi mai narrate. C’è, anche, la nostalgia per come si cambia: “Dunque era questo, il diventare definitivamente adulte (…) Disperarsi per una lettera di esproprio invece che per una lettera d’amore finito”. C’è, infine, una lingua particolarissima, che ingloba il dialetto incastonandolo in una scrittura di divertita e antica bellezza, come le terre in cui nasce, e che canta: prova di maturità e insieme di immutata capacità di meraviglia da parte di una delle scrittrici italiane più importanti e più attente alle nostre nuove stagioni, letterarie e civili.

Città sommersa di Marta Barone (Bompiani). Proposto da Enrico Deaglio.
«Il ragazzo corre nella notte d’inverno, sotto la pioggia, scalzo, coperto di sangue non suo. Chiamiamolo L.B. e avviciniamoci a lui attraverso gli anni e gli eventi che conducono a quella notte. A guidarci è la voce di una giovane donna brusca, solitaria, appassionata di letteratura, e questo romanzo è memoria e cronaca del confronto con la scomparsa del padre, con ciò che è rimasto di un legame quasi felice nell’infanzia felice da figlia di genitori separati, poi fatalmente spinoso, e con la tardiva scoperta della vicenda giudiziaria che l’ha visto protagonista. Chi era quello sconosciuto, L.B., il giovane sempre dalla parte dei vinti, il medico operaio sempre alle prese con qualcuno da salvare, condannato al carcere per partecipazione a banda armata? E perché di quel tempo – anni prima della nascita dell’unica figlia – non ha mai voluto parlare? Testimonianze, archivi e faldoni, ricordi, rivelazioni lentamente compongono, come lastre mescolate di una lanterna magica, il ritratto di una persona complicata e contraddittoria che ha abitato un’epoca complicata e contraddittoria. Torino è il fondale della lotta politica quotidiana con le sue fatiche e le sue gioie, della rabbia, della speranza e del dolore, infine della violenza che dovrebbe assicurare la nascita di un avvenire radioso e invece fa implodere il sogno del mondo nuovo generando delusione e rovina. Il romanzo di un uomo, delle sue famiglie, delle sue appartenenze, la sua vita visitata con amore e pudore da una figlia per la quale il mondo si misura e si costruisce attraverso la parola letta e scritta.

Febbre di Jonathan Bazzi (Fandango Libri). Proposto da Teresa Ciabatti.
Jonathan ha 31 anni nel 2016, un giorno qualsiasi di gennaio gli viene la febbre e non va più via, una febbretta, costante, spossante, che lo ghiaccia quando esce, lo fa sudare di notte quasi nelle vene avesse acqua invece che sangue. Aspetta un mese, due, cerca di capire, fa analisi, ha pronta grazie alla rete un’infinità di autodiagnosi, pensa di avere una malattia incurabile, mortale, pensa di essere all’ultimo stadio. La sua paranoia continua fino al giorno in cui non arriva il test all’HIV e la realtà si rivela: Jonathan è sieropositivo, non sta morendo, quasi è sollevato. A partire dal d-day che ha cambiato la sua vita con una diagnosi definitiva, l’autore ci accompagna indietro nel tempo, all’origine della sua storia, nella periferia in cui è cresciuto, Rozzano – o Rozzangeles –, il Bronx del Sud (di Milano), la terra di origine dei rapper, di Fedez e di Mahmood, il paese dei tossici, degli operai, delle famiglie venute dal Sud per lavori da poveri, dei tamarri, dei delinquenti, della gente seguita dagli assistenti sociali, dove le case sono alveari e gli affitti sono bassi, dove si parla un pidgin di milanese, siciliano e napoletano. Dai cui confini nessuno esce mai, nessuno studia, al massimo si fanno figli, si spaccia, si fa qualche furto e nel peggiore dei casi si muore. Figlio di genitori ragazzini che presto si separano, allevato da due coppie di nonni, cerca la sua personale via di salvezza e di riscatto, dalla redestinazione della periferia, dalla balbuzie, da tutte le cose sbagliate che incarna (colto, emotivo, omosessuale, ironico) e che lo rendono diverso. Un libro spiazzante, sincero e brutale, che costringerà le nostre emozioni a un coming out nei confronti della storia eccezionale di un ragazzo come tanti.

La misura del tempo di Gianrico Carofiglio (Einaudi). Proposto da Sabino Cassese.
Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt’altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia così, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali. Una scrittura inesorabile e piena di compassione, in equilibrio fra il racconto giudiziario – distillato purissimo della vicenda umana – e le note dolenti del tempo che trascorre e si consuma.

Ragazzo italiano di Gian Arturo Ferrari (Feltrinelli). Proposto da Margaret Mazzantini.
Un libro scritto con uno spirito fanciullesco, nel senso più nobile del termine. Per me avrebbe potuto intitolarsi anche “Giovane”.
Il giovane preso per mano lungo queste pagine, negli anni della sua crescita: un antieroe fragile, un bambino che vive circondato da donne, educato da donne, fasciato innanzitutto di stupore. E giovane è anche lo sguardo del narratore che torna ad accostarsi a quel bambino, poi ragazzino, poi ragazzo, nelle tre parti che compongono il romanzo.
Ferrari riporta, ricrea in maniera formidabile, dialoghi che sono tranches di vita, che fanno pensare a certi quadri espressionisti, a certe fotografie di umile gente messa in posa. Hai la sensazione di stare in quelle case, con quelle persone. I dialoghi sono arterie vitali nascoste sotto il tessuto narrativo di un mondo che comunica con noi attraverso queste voci. Quel tessuto narrativo, poi, possiede una grazia d’altri tempi, connaturata a un’epoca più timida. Un’Italia più giovane, più sprovveduta, l’Italia partorita dalla guerra, con il suo grande gregge di reduci. Mentre Ninni avanza di statura, il mondo intorno muta violentemente, e s’intravede già molto di quello che sarà – il tempo dell’accumulo insensato, della solitudine dei molti, della disgregazione sociale – attraverso la finestra che questo romanzo di formazione apre e lascia aperta.

Giovanissimi di Alessio Forgione (NN Editore). Proposto da Lisa Ginzburg.
Marocco ha quattordici anni e vive con il padre a Soccavo, un quartiere di Napoli. La madre li ha abbandonati qualche anno prima, senza dare più notizie di sé, e lui vive quell’assenza come una ferita aperta, un dolore sordo che non dà pace. Frequenta il liceo con pessimi risultati e le sue giornate ruotano attorno agli allenamenti e alle trasferte: insieme a Gioiello, Fusco e Petrone è infatti una giovane promessa del calcio, ma nemmeno le vittorie sul campo riescono a placare la rabbia e il senso di vuoto che prova dentro. Finché non accadono due cose: l’arrivo di Serena, che gli porta un amore acerbo e magnifico, e la proposta di Lunno, il suo amico più caro, che mette in discussione tutte le sue certezze. Dopo l’esordio con “Napoli mon amour”, Alessio Forgione torna con un romanzo di prime volte, e ci racconta un mondo di ragazzini che crescono da soli,tra desideri di grandezza e delusioni repentine, piccoli crimini e grandi violenze, in attesa di scorgere il varco che conduce all’età adulta.

Breve storia del mio silenzio di Giuseppe Lupo (Marsilio). Proposto da Salvatore Silvano Nigro.
L’infanzia, più che un tempo, è uno spazio. E infatti dall’infanzia si esce e, quando si è fortunati, ci si torna. Così avviene al protagonista di questo libro: un bimbo che a quattro anni perde l’uso del linguaggio, da un giorno all’altro, alla nascita della sorella. Da quel momento il suo destino cambia, le parole si fanno nemiche, anche se poi, con il passare degli anni, diventeranno i mattoni con cui costruirà la propria identità. “Breve storia del mio silenzio” è il romanzo di un’infanzia vissuta tra giocattoli e macchine da scrivere, di una giovinezza scandita da fughe e ritorni nel luogo dove si è nati, sempre all’insegna di quel controverso rapporto tra rifiuto e desiderio di dire che accompagna la vita del protagonista. Natalia Ginzburg confessava di essersi spesso riproposta di scrivere un libro che racchiudesse il suo passato, e di “Lessico famigliare diceva: «Questo è, in parte, quel libro: ma solo in parte, perché la memoria è labile, e perché i libri tratti dalla realtà non sono spesso che esili barlumi di quanto abbiamo visto e udito». Così Giuseppe Lupo – proseguendo, dopo “Gli anni del nostro incanto”, nell'”invenzione del vero” della propria storia intrecciata a quella del boom economico e culturale italiano – racconta, sempre ironico e sempre affettuoso, dei genitori maestri elementari e di un paese aperto a poeti e artisti, di una Basilicata che da rurale si trasforma in borghese, di una Milano fatta di luci e di libri, di un’Italia che si allontana dagli anni Sessanta e si avvia verso l’epilogo di un Novecento dominato dalla confusione mediatica. E soprattutto racconta, con amore ed esattezza, come un trauma infantile possa trasformarsi in vocazione e quanto le parole siano state la sua casa, anche quando non c’erano.

Tutto chiede salvezza di Daniele Mencarelli (Mondadori). Proposto da Maria Pia Ammirati.
Daniele Mencarelli ha cominciato come poeta, quando nel 2018 ha scritto il suo primo romanzo, La casa degli sguardi, ha portato nella narrativa la densità e la plasticità della parola poetica. Una parola che diventa discorso umano, sorretto dalle vibrazioni di una scrittura potente e creaturale. Con Tutto chiede salvezza Mencarelli conferma di essere uno scrittore unico e maturo. Partendo da un’esperienza personale – i sette giorni di Trattamento sanitario obbligatorio a cui è stato sottoposto quando aveva vent’anni – scandaglia il buio della malattia mentale alla conquista di un’umanità profonda e autentica, la sua e quella dei suoi compagni. La cura profonda non può che essere affidata alla parola, unico e salvifico “pharmakon”.

Almarina di Valeria Parrella (Einaudi). Proposto da Nicola Lagioia.
Esiste un’isola nel Mediterraneo dove i ragazzi non scendono mai a mare. Ormeggiata come un vascello, Nisida è un carcere sull’acqua, ed è lì che Elisabetta Maiorano insegna matematica a un gruppo di giovani detenuti. Ha cinquant’anni, vive sola, e ogni giorno una guardia le apre il cancello chiudendo Napoli alle spalle: in quella piccola aula senza sbarre lei prova a imbastire il futuro. Ma in classe un giorno arriva Almarina, allora la luce cambia e illumina un nuovo orizzonte. Il labirinto inestricabile della burocrazia, i lutti inaspettati, le notti insonni, rivelano l’altra loro possibilità: essere un punto di partenza. Nella speranza che un giorno, quando questi ragazzi avranno scontato la loro pena, ci siano nuove pagine da riempire, bianche «come il bucato steso alle terrazze». Questo romanzo limpido e intenso forse è una piccola storia d’amore, forse una grande lezione sulla possibilità di non fermarsi. Di espiare, dimenticare, ricominciare. «Vederli andare via è la cosa più difficile, perché: dove andranno. Sono ancora così piccoli, e torneranno da dove sono venuti, e dove sono venuti è il motivo per cui stanno qui».

Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio di Remo Rapino (minimum fax). Proposto da Maria Ida Gaeta.
È un libro non collocabile facilmente né per generazione né per lingua in un contesto già noto della narrativa italiana. È un libro che sorprende per la scatenata vitalità e autenticità della lingua. È un libro che poggia sapientemente su una grande tradizione ed è popolare. Sta dalla parte dei matti, degli idioti, fuori dai margini, dove spesso sta la letteratura o comunque dove la letteratura sa stare. Un libro in cui un “cocciamatte” di paese, un uomo che non ha mai conosciuto il padre e che ha perso la madre da ragazzino, ormai anziano, solo, racconta in prima persona la sua vita e nel farlo riattraversa buona parte del Novecento. Con un linguaggio gergale e personalissimo, intriso di dialetto abruzzese, scorrono le vicende di una esistenza segnata da una infanzia e una giovinezza povere , il servizio militare in Friuli, il ritorno a casa, di nuovo la ripartenza per cercare lavoro al nord, il lavoro in fabbrica, lo sfruttamento e la scoperta della politica, il legame e la solidarietà con gli altri emarginati, la disillusione e la fine dei sogni di riscatto, il carcere e il manicomio, fino al definitivo ritorno al paese dove viene accolto come “cocciamatte” e da questa condizione si mette a scrivere, a più di ottanta anni e prima di morire. E scrive con grandissima umanità, commuovendo e divertendo i lettori.
È un romanzo che ha una voce. Le vicende narrate e lo stile della scrittura sono il personaggio stesso, coincidono. Il matto Liborio con la sua vita sconquassata, con il suo parlato /scritto, con i suoi amici e i suoi nemici, con la solitudine che lo avvolge, si fa ascoltare e ci conquista.

Il colibrì di Sandro Veronesi (La Nave di Teseo). Proposto da Accademia degli Scrausi.
Marco Carrera è il colibrì. La sua è una vita di continue sospensioni ma anche di coincidenze fatali, di perdite atroci e amori assoluti. Non precipita mai fino in fondo: il suo è un movimento incessante per rimanere fermo, saldo, e quando questo non è possibile, per trovare il punto d’arresto della caduta – perché sopravvivere non significhi vivere di meno. Intorno a lui, Veronesi costruisce un mondo intero, in un tempo liquido che si estende dai primi anni settanta fino a un cupo futuro prossimo, quando all’improvviso splenderà il frutto della resilienza di Marco Carrera: è una bambina, si chiama Miraijin, e sarà l’uomo nuovo.

L’apprendista di Gian Mario Villalta (SEM). Proposto da Franco Buffoni.
Fuori piove, fa freddo. Dentro la chiesa, in un piccolo paese del Nord-Est, fa ancora più freddo. È quasi buio, la luce del mattino non riesce a imporsi. Un uomo, Tilio, sta portando via i moccoli dai candelieri, raschia la cera colata, mette candele nuove. Sistema tutto seguendo l’ordine che gli hanno insegnato, perché si deve mettere ogni cosa al suo posto nella giusta successione. Parla con se stesso, intanto, in attesa che sulla scena compaia Fredi, il sacrestano. Tra una messa e l’altra i due sorseggiano caffè corretto alla vodka.
Così inizia il teatro di una coppia di personaggi indimenticabile, che intesse nei pensieri, nei dialoghi e nei racconti un intreccio vertiginoso di vicende personali, desideri, rimpianti e paure che convocano la vita di tutto un paese, in una lingua che fa parlare la realtà vissuta. Con questo nuovo romanzo, Gian Mario Villalta, uno degli scrittori più interessanti e significativi della nostra letteratura, scrive una pagina memorabile del suo percorso d’autore.

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Monia Cannistraci – Naso Ricurvo http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/monia-cannistraci-naso-ricurvo.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/monia-cannistraci-naso-ricurvo.html#respond Mon, 09 Mar 2020 21:29:18 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=50970 Come intrattenere gli alunni in questo momento difficile che stiamo attraversando? Oltre le lezioni a distanza e i compiti assegnati, la professoressa Monia Cannistraci, della scuola secondaria di primo grado, ha scritto alcune storie che invia ai suoi alunni per la buonanotte. Quella che abbiamo deciso di pubblicare è una simpatica filastrocca per esorcizzare la [...]

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Come intrattenere gli alunni in questo momento difficile che stiamo attraversando? Oltre le lezioni a distanza e i compiti assegnati, la professoressa Monia Cannistraci, della scuola secondaria di primo grado, ha scritto alcune storie che invia ai suoi alunni per la buonanotte. Quella che abbiamo deciso di pubblicare è una simpatica filastrocca per esorcizzare la paura e insegnare le semplici regole da osservare in questo periodo particolare, dove il coronavirus, diventa l’anagramma del cattivo Naso ricurvo, un mascalzone che dobbiamo “arrestare”.

Naso Ricurvo

C’era una volta Naso Ricurvo
Era un tipo taciturno
Ma quando decideva di agire
Tutti riusciva ad abbrutire.
Scusate se lo chiamo con un anagramma
ma il suo vero nome ci infiamma.

Lui arrivò da un giorno all’altro
Prendendo la nostra vita d’assalto
Ma dico io: “Ti sembra giusto
Creare tutto questo trambusto”?
Fino a ieri lavoravo o andavo a scuola
Ora il tempo di certo non vola.

Ho paura di Naso Ricurvo
Ma se le regole osservo
Al più presto se ne andrà,
Forza, scacciamolo di qua!
Combattiamo tutti insieme
Con misure che sembrano estreme
Basta però rifletterci un secondo
E alla fine vi rispondo
“La salute è troppo importante”
Quindi vediamo l’occorrente:

Restiamo in casa o evitiamo luoghi affollati
Soprattutto se siamo ammalati!
Avvertiamo il medico se stiamo male
Ma non andiamo di certo in ospedale!
Se vi viene da starnutire
La gente non dovete atterrire
Quindi riparatevi con il braccio
Senza spruzzare goccioline a casaccio.
Buttate il fazzoletto di carta
E dalle persone state alla larga
almeno a un metro di distanza
questa sì che è una buona creanza.

Evitate abbracci e baci
Son sicura che ne siete capaci
Lavate bene le vostre mani
per non rendere gli sforzi vani.
Non si toccano bocca, naso o occhi
Mica siete così sciocchi?
Non so per quanto tempo resterà,
se di noi un giorno si stancherà
Ma se facciamo il nostro dovere
Naso Ricurvo avrà il suo giustiziere.

Respireremo di nuovo a pieni polmoni
E mangeremo dalla nonna i cannelloni
Quest’estate andremo al mare
E da lui ci faremo coccolare.
Staremo con gli amici in compagnia
E non in questo stato di apatia
Indosseremo una mascherina … di carnevale,
mica quella attuale!
Torneremo ad essere cordiali
In poche parole avremo delle vite normali.

Pertanto bambini, giovani e anziani
Iniziate adesso e non domani
Da Naso Ricurvo non fatevi toccare
È un mascalzone, facciamolo “ARRESTARE”.

Prof.ssa Monia Cannistraci, Istituto Comprensivo Cassina De’ Pecchi.

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Classifica mensile dei libri – Febbraio 2020 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/classifica-mensile-dei-libri-febbraio-2020.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/classifica-mensile-dei-libri-febbraio-2020.html#respond Mon, 09 Mar 2020 13:55:46 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=50965 Febbraio 2020 è finito e possiamo stilare la classifica dei libri più venduti del mese che viene pubblicata una settimana dopo la fine del mese di riferimento. Anche se le classifiche sono, a ragione, spesso criticate, possono però dare degli spunti a chi magari non è un buon conoscitore del mondo dell’editoria, ma che ha tutta la voglia [...]

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Febbraio 2020 è finito e possiamo stilare la classifica dei libri più venduti del mese che viene pubblicata una settimana dopo la fine del mese di riferimento. Anche se le classifiche sono, a ragione, spesso criticate, possono però dare degli spunti a chi magari non è un buon conoscitore del mondo dell’editoria, ma che ha tutta la voglia di leggere. Buona Lettura!

1.
In prima posizione Ah l’amore l’amore, scritto da Antonio Manzini, pubblicato da Sellerio.
Nell’ultima pagina di Rien ne va plus abbiamo lasciato Rocco Schiavone ferito in un lago di sangue. Ora è in ospedale dopo l’intervento di nefroctomia che ha subito, la stessa operazione che ha portato alla morte uno dei ricoverati del reparto, a quanto pare a causa di un errore di trasfusione. Così costretto all’immobilità, di malumore, Rocco comincia ad interessarsi a quel decesso in sala operatoria che ha tutta l’aria di essere l’ennesimo episodio di malasanità. Ma fa presto a capire che non può trattarsi di un errore umano anche perché si è fatto spiegare bene dal primario Filippo Negri le procedure in casi del genere. Per andare a fondo della questione sguinzaglia dal suo letto tutta la squadra, e segue l’andamento delle indagini, a partire dalle informazioni sul morto, Renato Sirchia, un facoltoso imprenditore di salumi della zona, casa sfarzosa, abitudini da ricco, gran lavoratore. Dietro il lusso però si cela una realtà economica disastrosa, la fabbrica è piena di debiti e salta anche fuori una consistente assicurazione sulla vita. Rocco non riesce a stare a guardare e uscito di nascosto dall’ospedale incontra la moglie e il figlio di Sirchia, Lorenzo, fresco di studi aziendali e con idee di conduzione assai diverse da quelle del padre. Le cose però non sono così semplici come appaiono e Schiavone non si fa incantare dalla soluzione più facile…

2.
In seconda posizione Le fantafiabe di Luì e Sofì di Me contro Te, per la felicità dei bambini.
Ti piacciono le fiabe? Adori i Me contro Te? Questo è proprio il libro che cercavi! Preparati a vivere quattro fantastiche avventure in compagnia di Luì e Sofì; volerai con loro sul tappeto magico, visiterai l’Isola Che Non C’è e il castello della Bestia e ammirerai il mondo dalla torre nel bosco! Che cosa aspetti? Leggi e comincia a sognare!

3.
In terza posizione La misura del tempo di Gianrico Carofiglio.
Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt’altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia così, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali. Una scrittura inesorabile e piena di compassione, in equilibrio fra il racconto giudiziario – distillato purissimo della vicenda umana – e le note dolenti del tempo che trascorre e si consuma.

4.
L’amica genialeIn quarta posizione L’amica geniale di Elena Ferrante, anche grazie alla seconda stagione della serie TV che va in onda sulla RAI.
Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava intanto nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati…

5.
In quinta posizione La ricamatrice di Winchester di Tracy Chevalier.
Winchester, 1932. A trentotto anni Violet Speedwell sembra ormai inesorabilmente destinata a un’esistenza da zitella. La Grande Guerra ha preteso il suo tributo: il suo fidanzato, Laurence, è caduto a Passchendaele insieme a migliaia di altri soldati, e ora le «donne in eccedenza» come lei, donne rimaste nubili e con scarse probabilità di convolare a nozze, sono ritenute una minaccia, se non una vera e propria tragedia per una società basata sul matrimonio. Dopo essersi lasciata alle spalle la casa di famiglia di Southampton, e le lamentele della sua soffocante madre, ferma all’idea che dovere di una figlia non sposata sia quello di servire e riverire i genitori, Violet è più che mai intenzionata a vivere contando sulle proprie forze. A Winchester riesce in breve tempo a trovare lavoro come dattilografa per una compagnia di assicurazione, e ad aver accesso a un’istituzione rinomata in città: l’associazione delle ricamatrici della cattedrale. Fondata dalla signorina Louisa Pesel e diretta con pugno di ferro dall’implacabile signora Biggins, l’associazione, ispirata a una gilda medievale, si richiama a un’antica tradizione: il ricamo di cuscini per i fedeli, vere e proprie opere d’arte destinate a durare nei secoli. Sebbene la Grande Guerra abbia mostrato a Violet come ogni cosa sia effimera, l’idea di creare con le proprie mani qualcosa che sopravviva allo scorrere del tempo rappresenta, per lei, una tentazione irresistibile. Mentre impara la difficile arte del ricamo, Violet stringe amicizia con l’esuberante Gilda, i capelli tagliati alla maschietta, la parlantina svelta e un segreto ben celato dietro i modi affabili, e fa la conoscenza di Arthur, il campanaro dagli occhi azzurri e luminosi come schegge di vetro. Due incontri capaci di risvegliare in lei la consapevolezza che ogni destino può essere sovvertito se si ha il coraggio di sfidare i pregiudizi del tempo. Due incontri che insegnano anche che basta a volte un solo filo per cambiare l’intera trama di una vita.

6.
In sesta posizione La memoria rende liberi. La vita interrotta di una bambina nella Shoah di Liliana Segre e Enrico Mentana.
Un conto è guardare e un conto è vedere, e io per troppi anni ho guardato senza voler vedere.”
Liliana ha otto anni quando, nel 1938, le leggi razziali fasciste si abbattono con violenza su di lei e sulla sua famiglia. Discriminata come “alunna di razza ebraica”, viene espulsa da scuola e il suo mondo si sgretola: diventa “invisibile” agli occhi delle amiche, è costretta a nascondersi e a fuggire fino al drammatico arresto sul confine svizzero che aprirà a lei e a suo padre i cancelli di Auschwitz. Dal lager ritornerà sola, ragazzina orfana tra le macerie di un Paese appena uscito dalla guerra. Enrico Mentana raccoglie le memorie di una testimone d’eccezione in un libro crudo e commovente, ripercorrendo la sua infanzia, il legame con l’adorato papà Alberto, le persecuzioni razziali, il lager, la vita libera, il contrastato rapporto con l’identità ebraica, la depressione e la gioia ritrovata grazie all’amore del marito Alfredo e ai tre figli. Un racconto emozionante su uno dei periodi più tragici del nostro secolo che invita a non chiudere gli occhi davanti agli orrori di ieri e di oggi, perché “la chiave per comprendere le ragioni del male è l’indifferenza: quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c’è limite all’orrore”.

7.
In settima posizione I leoni di Sicilia. La saga dei Florio di Stefania Auci.
Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo in tutta Europa… In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile.

8.
In ottava posizione La signora del martedì di Massimo Carlotto.
Tre personaggi che la vita ha maltrattato. Bonamente Fanzago, attore porno dal nome improbabile che un ictus ha messo in panchina e che assiste angosciato all’ascesa dei giovani concorrenti. Tiene duro aspettando che ogni martedì una donna affascinante dal passato misterioso paghi i suoi servizi da gigolò alla pensione Lisbona, un alberghetto poco frequentato dove il proprietario, il signor Alfredo, vive la sua condizione di travestito nascondendosi da un ambiente ipocrita e perbenista. Tre esseri umani sui quali la società si accanisce proprio perché più deboli, ma che troveranno il coraggio di difendersi. Non sono eroi senza macchia né paura, hanno debolezze, hanno commesso errori e a volte azioni riprovevoli. Ma soprattutto aspirano ad amore e rispetto. Quando un imprevisto darà il via a una girandola di effetti collaterali, per i nostri tre personaggi diventerà questione di vita o di morte scavare, dentro di sé e nel proprio passato, per trovare le risorse necessarie a tirarsi fuori dai guai. Con questo romanzo Carlotto va oltre il noir. Non racconta più solo il lato oscuro e criminale della società. Siamo tutti noi a essere interpellati. Perché oggi le gogne mediatiche, i giornalisti a caccia di scoop e i politici dall’ambizione sfrenata stanno trasformando la società in un’arena dove il pubblico reclama lo spettacolo del “diverso” colpevole e del sangue che scorre.

9.
In nona posizione Quel che affidiamo al vento di Laura Imai Messina.
Sul fianco scosceso di Kujira-yama, la Montagna della Balena, si spalanca un immenso giardino chiamato Bell Gardia. In mezzo è installata una cabina, al cui interno riposa un telefono non collegato, che trasporta le voci nel vento. Da tutto il Giappone vi convogliano ogni anno migliaia di persone che hanno perduto qualcuno, che alzano la cornetta per parlare con chi è nell’aldilà. Quando su quella zona si abbatte un uragano di immane violenza, da lontano accorre una donna, pronta a proteggere il giardino a costo della sua vita. Si chiama Yui, ha trent’anni e una data separa quella che era da quella che è: 11 marzo 2011. Quel giorno lo tsunami spazzò via il paese in cui abitava, inghiottì la madre e la figlia, le sottrasse la gioia di essere al mondo. Venuta per caso a conoscenza di quel luogo surreale, Yui va a visitarlo e a Bell Gardia incontra Takeshi, un medico che vive a Tokyo e ha una bimba di quattro anni, muta dal giorno in cui è morta la madre. Per rimarginare la vita serve coraggio, fortuna e un luogo comune incui dipanare il racconto prudente di sé. E ora che quel luogo prezioso rischia di esserle portato via dall’uragano, Yui decide di affrontare il vento, quello che scuote la terra così come quello che solleva le voci di chi non c’è più. E poi? E poi Yui lo avrebbepresto scoperto. Che è un vero miracolo l’amore. Anche il secondo, anche quello che arriva per sbaglio. Perché quando nessuno si attende il miracolo, il miracolo avviene. Laura Imai Messina ci conduce in un luogo realmente esistente nel nord-est del Giappone, toccando con delicatezza la tragedia dello tsunami del 2011, e consegnandoci un mondo fragile ma denso di speranza, una storia di resilienza la cui più grande magia risiede nella realtà.

10.
Storia del nuovo cognomeIn decima posizione anche il secondo volume della saga di “L’amica geniale”, Storia del nuovo cognome di Elena Ferrante, secondo romanzo del ciclo di “L’amica geniale”. Ha avuto la meglio la curiosità di sapere come continua la stagione televisiva, basata sul primo romanzo.
L’amica geniale racconta l’infanzia e l’adolescenza di due ragazze napoletane, Lila e Lenù, seguite nelle intense peripezie della loro amicizia, in un quartiere povero e feroce negli anni del passaggio a un benessere conquistato con ogni mezzo. Al cuore del romanzo c’è il rapporto tra le due amiche, un rapporto di affetto, di gelosia, di competizione, di emulazione, di rifiuto e di attrazione vertiginosa. Ritroviamo le due protagoniste e la loro straordinaria amicizia nelle nuove prove che la vita mette loro davanti. Lila si sposa a soli diciassette anni con un giovane del quartiere arricchitosi con commerci e traffici non sempre limpidi, e diventa la signora Carracci in una nuova esistenza dove agio e violenza, frustrazione e potere si mischiano. Lenù continua invece a studiare, suscitando l’ammirazione e l’invidia dell’amica. È una gara a chi delle due riuscirà a uscire dal quartiere che le imprigiona, a liberarsi da un ambiente che entrambe odiano. Ameranno anche lo stesso uomo.

11.
In undicesima posizione La vita bugiarda degli adulti di Elena Ferrante.
«Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell’appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri. Tutto – gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole – è rimasto fermo. Io invece sono scivolata via e continuo a scivolare anche adesso, dentro queste righe che vogliono darmi una storia mentre in effetti non sono niente, niente di mio, niente che sia davvero cominciato o sia davvero arrivato a compimento: solo un garbuglio che nessuno, nemmeno chi in questo momento sta scrivendo, sa se contiene il filo giusto di un racconto o è soltanto un dolore arruffato, senza redenzione».

12.
In dodicesima posizione, Il treno dei bambini di Viola Ardone.
È il 1946 quando Amerigo lascia il suo rione di Napoli e sale su un treno. Assieme a migliaia di altri bambini meridionali attraverserà l’intera penisola e trascorrerà alcuni mesi in una famiglia del Nord; un’iniziativa del Partito comunista per strappare i piccoli alla miseria dopo l’ultimo conflitto. Con lo stupore dei suoi sette anni e il piglio furbo di un bambino dei vicoli, Amerigo ci mostra un’Italia che si rialza dalla guerra come se la vedessimo per la prima volta. E ci affida la storia commovente di una separazione. Quel dolore originario cui non ci si può sottrarre, perché non c’è altro modo per crescere.

13.
In tredicesima posizione Una donna normale, scritto da Roberto Costantini.
Aba Abate è una donna normale. Suo marito Paolo, pubblicitario aspirante scrittore, è un uomo colto ma con scarso senso pratico. I suoi figli, Francesco e Cristina, sono adolescenti e, come tutti i ragazzi a quell’età, problematici e conflittuali. La sua unica vera amica sin dai tempi della scuola, Tiziana, ha una libreria e da single continua a cercare il grande amore. Aba si rivolge a lei in cerca di un aiuto per le aspirazioni di romanziere del marito. Aba fa di tutto per tenere unita la sua famiglia e i suoi affetti, ma non è sempre facile per via del suo vero lavoro. Perché Aba Abate in realtà è anche «Ice». Non una semplice impiegata ministeriale come credono i suoi familiari, ma una funzionaria dei Servizi segreti con un compito delicatissimo: reclutare e gestire gli infiltrati nelle moschee. E proprio da un suo informatore che Aba apprende una notizia potenzialmente catastrofica: in Italia sta arrivando via mare dalle coste libiche un terrorista pronto a farsi esplodere. La scadenza: una settimana. Aba si trova costretta a intervenire in prima persona anche sul campo, in Libia e in Niger. E per avere una pur minima speranza di successo deve avvalersi della collaborazione di un agente del posto, il professor Johnny Jazir, un uomo che la trascina gradualmente in una spirale in cui tutti i suoi valori sono messi in dubbio. Le missioni si moltiplicano, le emergenze familiari e lavorative si sovrappongono nel giro di pochi, frenetici giorni, e quando niente va come dovrebbe il mondo di Aba – quello professionale, ma anche quello degli affetti e dell’amore per il quale ha sempre così tenacemente lottato – comincia inesorabilmente a crollarle addosso. Possono davvero coesistere Aba e Ice?

14.
In quattordicesima posizione, i fumetti. Supereroi per caso di Mates.
I Mates sono tornati con una storia illustrata interessante ed esilarante, un’avventura piena di colpi di scena tutta da scoprire. Il Mates Universe sta per iniziare o almeno si spera!
I Mates sono un collettivo di Youtuber capace negli ultimi di catalizzare un sempre crescente numero di follower, sopratutto tra i più giovani. I valori dell’amicizia di conseguenza sono anche uno dei principali messaggi che il quartetto cerca di veicolare tramite i propri contenuti.

15.
In quindicesima posizione, Il colibrì di Sandro Veronesi.
Marco Carrera è il colibrì. La sua è una vita di continue sospensioni ma anche di coincidenze fatali, di perdite atroci e amori assoluti. Non precipita mai fino in fondo: il suo è un movimento incessante per rimanere fermo, saldo, e quando questo non è possibile, per trovare il punto d’arresto della caduta – perché sopravvivere non significhi vivere di meno. Intorno a lui, Veronesi costruisce un mondo intero, in un tempo liquido che si estende dai primi anni settanta fino a un cupo futuro prossimo, quando all’improvviso splenderà il frutto della resilienza di Marco Carrera: è una bambina, si chiama Miraijin, e sarà l’uomo nuovo.

16.
In sedicesima posizione Se questo è un uomo di Primo Levi, pubblicato da Einaudi.
Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò “Se questo è un uomo” nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei “Saggi” e da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo. Testimonianza sconvolgente sull’inferno dei Lager, libro della dignità e dell’abiezione dell’uomo di fronte allo sterminio di massa, “Se questo è un uomo” è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. E un’analisi fondamentale della composizione e della storia del Lager, ovvero dell’umiliazione, dell’offesa, della degradazione dell’uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio.

17.
In diciassettesima posizione La casa delle voci, il nuovo thriller di Donato Carrisi.
Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso traumatizzati, segnati da eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui polizia e magistrati si servono per le indagini. Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l’addormentatore di bambini. Ma quando riceve una telefonata dall’altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché Hanna Hall è un’adulta. Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un’illusione, ha disperato bisogno di Pietro Gerber. Hanna è un’adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci». Quella bambina, a dieci anni, ha assistito a un omicidio. O forse non ha semplicemente visto. Forse l’assassina è proprio lei.

18.
In diciottesima posizione Storia di chi fugge e di chi resta, il terzo libro della serie scritta da Elena Ferrante, Elena e Lila, le due amiche la cui storia i lettori hanno imparato a conoscere attraverso  “L’amica geniale” e “Storia del nuovo cognome”, sono diventate donne. Lo sono diventate molto presto: Lila si è sposata a sedici anni, ha un figlio piccolo, ha lasciato il marito e l’agiatezza, lavora come operaia in condizioni durissime; Elena è andata via dal rione, ha studiato alla Normale di Pisa e ha pubblicato un romanzo di successo che le ha aperto le porte di un mondo benestante e colto. Ambedue hanno provato a forzare le barriere che le volevano chiuse in un destino di miseria, ignoranza e sottomissione. Ora navigano, con i ritmi travolgenti a cui Elena Ferrante ci ha abituati, nel grande mare aperto degli anni Settanta, uno scenario di speranze e incertezze, di tensioni e sfide fino ad allora impensabili, sempre unite da un legame fortissimo, ambivalente, a volte sotterraneo a volte riemergente in esplosioni violente o in incontri che aprono prospettive inattese.

19.
In diciannovesima posizione Dal profondo del nostro cuore di Benedetto XVI (Joseph Ratzinger), Robert Sarah.
Benedetto XVI e il Cardinale Robert Sarah hanno risposto all’impulso dei loro cuori. Questo libro farà la storia. In molti modi, è unico. E, certamente, storico. I dibattiti che hanno agitato la Chiesa in questi ultimi mesi hanno convinto Benedetto XVI e il Cardinale Sarah che avrebbero dovuto parlare. Dalla sua rinuncia nel febbraio 2013, le parole di Benedetto XVI sono rare. Coltiva il silenzio, protetto dalle mura del monastero Mater Ecclesiae, nei giardini Vaticani. Eccezionalmente, in compagnia del Cardinale Sarah, suo grande amico, ha deciso di scrivere sull’argomento più difficile e delicato per la Chiesa: il futuro dei sacerdoti, la giusta definizione del celibato e il rispetto per il sacerdozio cattolico. A novantadue anni, Benedetto XVI firma uno dei suoi più grandi testi, di rara densità intellettuale, culturale e teologica. Alla sua preziosa analisi risponde il testo del Cardinale Robert Sarah, con la sua singolare illuminazione, con la forza, la radicalità e la saggezza che gli sono proprie. Troviamo in queste pagine il coraggio di riflettere su uno dei più importanti temi della Chiesa. I due autori rispondono, si completano e si stimolano a vicenda. Offrono una dimostrazione perfetta, senza paura di aprire un dibattito.

20.
In ventesima posizione, La legge del sognatore di Daniel Pennac.
Daniel Pennac ha dieci anni, è in vacanza sul massiccio del Vercors con i genitori e l’amico Louis. Sopra il lettino di Daniel troneggia un poster con il disegno di un sogno di Fellini, un regalo del regista quando la madre lavorava a Cinecittà. Forse influenzato da un’intuizione che aveva condiviso poco prima con l’amico, il piccolo Daniel quella notte sogna che la luce è un liquido e che sgorga dalle fonti, e inonda prima l’abitazione e il salotto dove troneggia una statua di san Sebastiano, e poi dilaga per le strade, sommergendo tutta la cittadina, chiesa compresa. Molti anni dopo, ormai due uomini maturi, i due amici si ritrovano nella stessa stanza da letto e Louis propone a Daniel di fare un’escursione e andare a fare il bagno lì vicino, come facevano da bambini. Dopo essersi immerso nell’acqua gelida del lago, sotto il pelo dell’acqua, Daniel riscopre lo stesso paese sommerso del sogno d’infanzia, con la stessa chiesa, la casa con la statua di san Sebastiano, e le due strade dai nomi evocativi, rue du Repos e rue de la Paix. Cosa può aver provocato quel sogno premonitore infantile? Deve essere stata l’influenza di Fellini: allora Daniel decide di mettere in scena al Piccolo di Milano uno spettacolo sui sogni, un omaggio a Fellini, una festa che riunisca tutta la sua famiglia allargata e la popolazione di Milano, in un grande carnevale felliniano che culmina all’Arco di trionfo del Sempione. Ma forse anche questo era un sogno. Infatti, la madre di Daniel amava molto i film di Fellini, ma non ha mai lavorato a Cinecittà. E la città sommersa? E san Sebastiano?

Fonte: IBUK

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Umberto Saba – Ulisse http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/umberto-saba-ulisse.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/umberto-saba-ulisse.html#respond Mon, 09 Mar 2020 12:04:36 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=50962 La poesia Ulisse viene composta da Umberto Saba nel 1945-1946 e viene pubblicata nel 1948 nella raccolta Mediterranee, confluita poi nel Canzoniere. Saba come Ulisse, è approdato nella sua Itaca, ha trovato se stesso, ma il suo spirito ribelle guarda da lontano per poi riprendere nuovamente il mare verso la terra di nessuno che è [...]

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La poesia Ulisse viene composta da Umberto Saba nel 1945-1946 e viene pubblicata nel 1948 nella raccolta Mediterranee, confluita poi nel Canzoniere.
Saba come Ulisse, è approdato nella sua Itaca, ha trovato se stesso, ma il suo spirito ribelle guarda da lontano per poi riprendere nuovamente il mare verso la terra di nessuno che è il suo regno.

Ulisse

Nella mia giovinezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
a fior d’onda emergevano, ove raro
un uccello sostava intento a prede,
coperti d’alghe, scivolosi, al sole
belli come smeraldi. Quando l’alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più al largo,
per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore.

Umberto Saba

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La classifica dei libri più venduti – 09 Marzo 2020 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-09-marzo-2020.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-09-marzo-2020.html#respond Mon, 09 Mar 2020 10:00:22 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=50802 Buona settimana a tutti! “Con i libri non ci sono convenevoli. Se trascorriamo la sera con loro è perché ne abbiamo veramente il desiderio.” (Marcel Proust)     La classifica dei libri più venduti in questa settimana é segnata dalla saga “L’amica geniale”,  con una sola nuova entrata in decima posizione.  Scopriamola: 1. Riconquista la prima posizione L’amica [...]

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Buona settimana a tutti!

“Con i libri non ci sono convenevoli. Se trascorriamo la sera con loro è perché ne abbiamo veramente il desiderio.”
(Marcel Proust)

 

 

La classifica dei libri più venduti in questa settimana é segnata dalla saga “L’amica geniale”,  con una sola nuova entrata in decima posizione.  Scopriamola:

1.
L’amica genialeRiconquista la prima posizione L’amica geniale di Elena Ferrante, anche grazie alla seconda stagione della serie TV che va in onda sulla RAI.
Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava intanto nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati…

2.
Sale in seconsa posizione La misura del tempo di Gianrico Carofiglio.
Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt’altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia così, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali. Una scrittura inesorabile e piena di compassione, in equilibrio fra il racconto giudiziario – distillato purissimo della vicenda umana – e le note dolenti del tempo che trascorre e si consuma.

3.
Scende in terza posizione, Le fantafiabe di Luì e Sofì di Me contro Te, per la felicità dei bambini.
Ti piacciono le fiabe? Adori i Me contro Te? Questo è proprio il libro che cercavi! Preparati a vivere quattro fantastiche avventure in compagnia di Luì e Sofì; volerai con loro sul tappeto magico, visiterai l’Isola Che Non C’è e il castello della Bestia e ammirerai il mondo dalla torre nel bosco! Che cosa aspetti? Leggi e comincia a sognare!

4.
Va giù in quarta posizione Ah l’amore l’amore, scritto da Antonio Manzini, pubblicato da Sellerio.
Nell’ultima pagina di Rien ne va plus abbiamo lasciato Rocco Schiavone ferito in un lago di sangue. Ora è in ospedale dopo l’intervento di nefroctomia che ha subito, la stessa operazione che ha portato alla morte uno dei ricoverati del reparto, a quanto pare a causa di un errore di trasfusione. Così costretto all’immobilità, di malumore, Rocco comincia ad interessarsi a quel decesso in sala operatoria che ha tutta l’aria di essere l’ennesimo episodio di malasanità. Ma fa presto a capire che non può trattarsi di un errore umano anche perché si è fatto spiegare bene dal primario Filippo Negri le procedure in casi del genere. Per andare a fondo della questione sguinzaglia dal suo letto tutta la squadra, e segue l’andamento delle indagini, a partire dalle informazioni sul morto, Renato Sirchia, un facoltoso imprenditore di salumi della zona, casa sfarzosa, abitudini da ricco, gran lavoratore. Dietro il lusso però si cela una realtà economica disastrosa, la fabbrica è piena di debiti e salta anche fuori una consistente assicurazione sulla vita. Rocco non riesce a stare a guardare e uscito di nascosto dall’ospedale incontra la moglie e il figlio di Sirchia, Lorenzo, fresco di studi aziendali e con idee di conduzione assai diverse da quelle del padre. Le cose però non sono così semplici come appaiono e Schiavone non si fa incantare dalla soluzione più facile…

5.
Sale un gradino e va in quinta posizione Il signor Cardinaud di Georges Simenon.
Con la consueta acutezza psicologica, e una sorta di ammirata partecipazione, Simenon ci racconta di un amore eroico, capace di non indietreggiare di fronte al tradimento e alla vergogna.
«Lui non aveva ancora quindici anni e già l’amava. Non come si ama una donna ma come si ama un essere inaccessibile. Come, al tempo della prima comunione, aveva amato la Madonna». Alla fine Hubert Cardinaud è riuscito a sposarla, quella Marthe «di cui tutti dicevano che si dava delle arie». Così com’è riuscito, lui, il figlio del cestaio, a diventare un distinto impiegato: uno che la domenica, all’uscita della messa, scambia saluti compunti e soddisfatti con i conoscenti e poi, dopo essersi fermato in pasticceria a comprare un dolce, torna a casa dove la moglie sta cuocendo l’arrosto con le patate. Una domenica, però, trova l’arrosto bruciato e la casa vuota – e gli crolla il mondo addosso. Non gli ci vorrà molto per scoprire che Marthe se n’è andata con un poco di buono, e che tutti in città lo sanno, e lo compatiscono, e pensano che sia un uomo «finito, annientato». E invece no. Hubert decide di ritrovare Marthe, a ogni costo, di bere «il calice fino alla feccia». Simile a «una formica ostinata che segue ostinatamente la sua strada, il suo destino, e che, ogni volta che il carico le sfugge, lo afferra di nuovo, pur essendo quel carico più grosso di lei», andrà a cercare Marthe, perché il suo posto è lì, «accanto a lui e ai bambini», e perché confida «nel trionfo del bene sul male, nella supremazia dell’ordine sul disordine» – «nell’inevitabile, fatale armonia».

6.
In sesta posizione Storia di chi fugge e di chi resta, il terzo libro della serie scritta da Elena Ferrante, Elena e Lila, le due amiche la cui storia i lettori hanno imparato a conoscere attraverso  “L’amica geniale” e “Storia del nuovo cognome”, sono diventate donne. Lo sono diventate molto presto: Lila si è sposata a sedici anni, ha un figlio piccolo, ha lasciato il marito e l’agiatezza, lavora come operaia in condizioni durissime; Elena è andata via dal rione, ha studiato alla Normale di Pisa e ha pubblicato un romanzo di successo che le ha aperto le porte di un mondo benestante e colto. Ambedue hanno provato a forzare le barriere che le volevano chiuse in un destino di miseria, ignoranza e sottomissione. Ora navigano, con i ritmi travolgenti a cui Elena Ferrante ci ha abituati, nel grande mare aperto degli anni Settanta, uno scenario di speranze e incertezze, di tensioni e sfide fino ad allora impensabili, sempre unite da un legame fortissimo, ambivalente, a volte sotterraneo a volte riemergente in esplosioni violente o in incontri che aprono prospettive inattese.

7.
Storia del nuovo cognomeStabile in settima posizione anche il secondo volume della saga di “L’amica geniale”, Storia del nuovo cognome di Elena Ferrante, secondo romanzo del ciclo di “L’amica geniale”. Ha avuto la meglio la curiosità di sapere come continua la stagione televisiva, basata sul primo romanzo.
L’amica geniale racconta l’infanzia e l’adolescenza di due ragazze napoletane, Lila e Lenù, seguite nelle intense peripezie della loro amicizia, in un quartiere povero e feroce negli anni del passaggio a un benessere conquistato con ogni mezzo. Al cuore del romanzo c’è il rapporto tra le due amiche, un rapporto di affetto, di gelosia, di competizione, di emulazione, di rifiuto e di attrazione vertiginosa. Ritroviamo le due protagoniste e la loro straordinaria amicizia nelle nuove prove che la vita mette loro davanti. Lila si sposa a soli diciassette anni con un giovane del quartiere arricchitosi con commerci e traffici non sempre limpidi, e diventa la signora Carracci in una nuova esistenza dove agio e violenza, frustrazione e potere si mischiano. Lenù continua invece a studiare, suscitando l’ammirazione e l’invidia dell’amica. È una gara a chi delle due riuscirà a uscire dal quartiere che le imprigiona, a liberarsi da un ambiente che entrambe odiano. Ameranno anche lo stesso uomo.

8.
Scende in ottava posizione La ricamatrice di Winchester di Tracy Chevalier.
Winchester, 1932. A trentotto anni Violet Speedwell sembra ormai inesorabilmente destinata a un’esistenza da zitella. La Grande Guerra ha preteso il suo tributo: il suo fidanzato, Laurence, è caduto a Passchendaele insieme a migliaia di altri soldati, e ora le «donne in eccedenza» come lei, donne rimaste nubili e con scarse probabilità di convolare a nozze, sono ritenute una minaccia, se non una vera e propria tragedia per una società basata sul matrimonio. Dopo essersi lasciata alle spalle la casa di famiglia di Southampton, e le lamentele della sua soffocante madre, ferma all’idea che dovere di una figlia non sposata sia quello di servire e riverire i genitori, Violet è più che mai intenzionata a vivere contando sulle proprie forze. A Winchester riesce in breve tempo a trovare lavoro come dattilografa per una compagnia di assicurazione, e ad aver accesso a un’istituzione rinomata in città: l’associazione delle ricamatrici della cattedrale. Fondata dalla signorina Louisa Pesel e diretta con pugno di ferro dall’implacabile signora Biggins, l’associazione, ispirata a una gilda medievale, si richiama a un’antica tradizione: il ricamo di cuscini per i fedeli, vere e proprie opere d’arte destinate a durare nei secoli. Sebbene la Grande Guerra abbia mostrato a Violet come ogni cosa sia effimera, l’idea di creare con le proprie mani qualcosa che sopravviva allo scorrere del tempo rappresenta, per lei, una tentazione irresistibile. Mentre impara la difficile arte del ricamo, Violet stringe amicizia con l’esuberante Gilda, i capelli tagliati alla maschietta, la parlantina svelta e un segreto ben celato dietro i modi affabili, e fa la conoscenza di Arthur, il campanaro dagli occhi azzurri e luminosi come schegge di vetro. Due incontri capaci di risvegliare in lei la consapevolezza che ogni destino può essere sovvertito se si ha il coraggio di sfidare i pregiudizi del tempo. Due incontri che insegnano anche che basta a volte un solo filo per cambiare l’intera trama di una vita.

9.
Stabile in nona posizione I leoni di Sicilia. La saga dei Florio di Stefania Auci.
Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo in tutta Europa… In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile.

10.
Entra in classifica in decima posizione Cecità di José Saramago.
In un tempo e un luogo non precisati, all’improvviso l’intera popolazione diventa cieca per un’inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un’esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l’insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l’orrore di cui l’uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un’umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull’indifferenza e l’egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.

Podio della narrativa italiana:

1. L’amica geniale. Vol. 1 di Elena Ferrante
2. La misura del tempo di Gianrico Carofiglio
3. Ah l’amore l’amore di Antonio Manzini.

Podio della Narrativa straniera:

1. Il signor Cardinaud di Georges Simenon
2. La ricamatrice di Winchester di Tracy Chevalier
3. Cecità di José Saramago

 

I NatiOggi letterari della settimana:

Umberto Saba (9 marzo 1883 – 25 agosto 1957), poeta, scrittore e aforista italiano.
Gabriele D’Annunzio (12 marzo 1863 – 01 marzo 1938), scrittore, poeta, politico e giornalista italiano, simbolo del Decadentismo.

Fonte IBUK
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal 24 febbraio all’ 1 marzo  2020)

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Scuole chiuse? Arrivano le “lezioni sul sofà” per i bambini in casa http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/scuole-chiuse-arrivano-le-lezioni-sul-sofa-per-i-bambini-in-casa.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/scuole-chiuse-arrivano-le-lezioni-sul-sofa-per-i-bambini-in-casa.html#respond Sat, 07 Mar 2020 12:44:38 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=50951 Emergenza virus, le scuole sono chiuse ed è consigliabile non andare in giro, quindi i bambini sono costretti a stare in casa, loro si annoiano e gli adulti impazziscono. In aiuto arrivano gli scrittori, l’ebraista e autore per ragazzi Matteo Corradini, che con l’aiuto dell’amico e collega Andrea Valente (insigniti entrambi del Premio Andersen), hanno [...]

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Emergenza virus, le scuole sono chiuse ed è consigliabile non andare in giro, quindi i bambini sono costretti a stare in casa, loro si annoiano e gli adulti impazziscono. In aiuto arrivano gli scrittori, l’ebraista e autore per ragazzi Matteo Corradini, che con l’aiuto dell’amico e collega Andrea Valente (insigniti entrambi del Premio Andersen), hanno coinvolto tanti altri colleghi che scrivono e fanno video per l’infanzia realizzando in poco tempo un bellissimo progetto che potrebbe avere un futuro anche dopo questo momento di emergenza sanitaria.

In meno di due settimane hanno creato un sito “lezioni sul sofà” per portare la scuola a casa, mettendo a disposizione molti contenuti, dai racconti agli audio, dai video ai giochi e laboratori creativi. Il portale è totalmente gratuito e si è arricchito di tanti contenuti che sono stati così graditi da mandare in tilt il sito per mezz’ora a causa delle migliaia visualizzazioni non previste.

“L’idea ci è venuta alle quattro di pomeriggio, alle undici di sera eravamo già online”

Nella piattaforma trovate un un tesoro per viaggiare con la fantasia, arricchire la creatività ed imparare giocando, ci sono storie, filastrocche e laboratori creativi sottoforma di video (YouTube), audio, testi e disegni  divisi per tipologia e per età.

Ci sono le “Favole al telefono” di Gianni Rodari, le filastrocche delle lettere e delle tabelline di Giusy Parisi, le favole dei fratelli Grimm lette da Barbara Florio, la storia “Muratore della Valtellina” di Bernard Friot, “Le mani di Takatuan” di Roberto Piumini, insomma tantissime proposte per tutti i gusti.

“Non lasceremo soli i nostri ragazzi! Così le lezioni le facciamo noi.
Ma son lezioni belle, son lezioni sul sofà.”
Matteo Corradini

Visitate il sito “lezioni sul sofà” , la pagina Facebook ed il canale YouTube.

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Carlo Lucarelli – L’inverno più nero. Un’indagine del commissario De Luca http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/carlo-lucarelli-linverno-piu-nero-unindagine-del-commissario-de-luca.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/carlo-lucarelli-linverno-piu-nero-unindagine-del-commissario-de-luca.html#respond Fri, 06 Mar 2020 15:19:18 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=50938 L’inverno più nero, un giallo vintage scritto da Carlo Lucarelli, pubblicato nel 2020 da Einaudi, con protagonista il commissario De Luca, nato in parti uguali dalla inventiva letteraria e dai documenti storici, sullo sfondo delle vicende politico sociali. Per risolvere un caso De Luca è disposto a tutto, perfino a vendere l’anima al diavolo. Questa [...]

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Carlo Lucarelli – L’inverno più nero

L’inverno più nero, un giallo vintage scritto da Carlo Lucarelli, pubblicato nel 2020 da Einaudi, con protagonista il commissario De Luca, nato in parti uguali dalla inventiva letteraria e dai documenti storici, sullo sfondo delle vicende politico sociali. Per risolvere un caso De Luca è disposto a tutto, perfino a vendere l’anima al diavolo. Questa volta, però, ha l’occasione di fare la cosa giusta nel modo giusto.

«Alle 17:10, al primo calare del sole, il coprifuoco avrebbe trasformato il suk dentro le mura di Bologna in una città fantasma, accecata dall’oscuramento e muta, a parte gli scarponi delle pattuglie o quelli dei partigiani. Ma fino a quel momento, quella casbah fradicia e sporca, che scoppiava di voci rombando sorda come un treno in una galleria, brulicava di gente che cercava qualcosa, la neve, il burro, una sigaretta, un attimo in piú per superare quello che per tutti, dall’inizio della guerra, forse da sempre, era l’inverno piú ruvido e freddo. L’inverno piú nero».

1944, Bologna sta vivendo il suo «inverno piú nero». La città è occupata, stretta nella morsa del freddo, ferita dai bombardamenti. Ai continui episodi di guerriglia partigiana le Brigate Nere rispondono con tale ferocia da mettere in difficoltà lo stesso comando germanico. Anche per De Luca, ormai inquadrato nella polizia politica di Salò, quei mesi maledetti sono un progressivo sprofondare all’inferno. Poi succede una cosa. Nella Sperrzone, il centro di Bologna sorvegliato dai soldati della Feldgendarmerie, pieno di sfollati, con i portici che risuonano dei versi degli animali ammassati dalle campagne, vengono ritrovati tre cadaveri. Tre omicidi su cui il commissario è costretto a indagare per conto di tre committenti diversi e con interessi contrastanti. Convinti che solo lui possa aiutarli.

Parte prima
Gli omicidi

«Il Resto del Carlino», venerdí 1 dicembre 1944-XXIII, Italia, Impero e Colonie cent. 50.
L’AVVERSARIO SPRECA LE SUE FORZE CONTRO LE INCROLLABILI DIFESE DELLA WERMACHT – NUOVE MICIDIALI ARMI TEDESCHE APPRONTATE PER LA GUERRA MARITTIMA – BATTAGLIONI DI MUTILATI VOLONTARI CONTRAEREI E ANTIPARACADUTISMO. In una località dell’Italia settentrionale continuano ad affluire i mutilati e invalidi di guerra che chiedono di entrare a far parte dei Battaglioni la cui bandiera porta il motto «Onore e Sacrificio».
Cronaca di Bologna: MATERASSI E BIANCHERIA RUBATI. Materassi e biancheria per un valore di 20 mila lire sono stati rubati dall’abitazione sinistrata del 53enne Dario Guizzardi fu Andrea. L’OSCURAMENTO. Orario: inizio alle 17.10 e termine alle 7.
TUTTO COME IN ITALIA. Leggete la corrispondenza dei lavoratori italiani che prestano servizio in Germania. In generale, questi vostri camerati vi diranno che, qualunque sia la loro zona d’impiego, conservano perfetta l’impressione di essere ancora in Italia. QUESTI SONO I FATTI, A VOI LA DECISIONE.

Il tedesco spalancò la portiera e infilò la testa nella macchina, attento a non sbattere l’elmetto contro il montante. Si era tolto un guanto che teneva in bocca, tra i denti, come un cane, perché l’altra mano la stringeva sull’impugnatura del mitra, l’indice gonfio di lana ruvida che riempiva il ponticello, sul grilletto. Prese i documenti che Franchina gli porgeva, già pronti, e restò a lungo a guardarli in faccia tutti e due, impassibile, il ragazzino con ancora i brufoli e i capelli ondulati di brillantina al volante e De Luca a fianco, infossato nel sedile della 1100, avviluppato nel soprabito chiaro, troppo leggero per quell’inverno già cosí freddo.
Franchina accennò un sorriso, ma il tedesco non lo raccolse. Allungò il collo per vedere dietro, sotto il sedile vuoto, la mezzaluna di metallo della Feldgendarmerie che gli penzolava sulla stoffa pesante del pastrano, attaccata alla catena, come un collare, poi spalancò ancora di piú la portiera mentre si tirava fuori, non tanto perché non ci passasse, anche se era un cristone alto e grosso, quanto per rimarcare che non la chiudessero, e si allontanò.
Il vicebrigadiere Aurelio Franchina lo seguí con lo sguardo mentre raggiungeva un collega altrettanto imponente, appoggiato col sedere alla scocca del carrozzino di un sidecar, i polsi appesi alle estremità della Maschinenpistole portata a tracolla, una sigaretta fumante persa tra le dita guantate.
– Ammazza ’sti tedeschi, comandante! – disse. – So’ proprio tosti! – E soffiò anche un sibilo sottile, di ammirazione, che gli uscí tra le labbra in un pennacchio di vapore.
De Luca guardava da un’altra parte. Seduti su un cumulo di macerie accanto a uno degli archi piú piccoli di Porta Saragozza, proprio sotto il cartello che indicava l’ingresso nella Sperrzone del centro di Bologna, con quell’altro, piú piccolo, verboten, proibito, mezzo strappato da una scheggia dell’ultimo bombardamento, c’erano due militi della Brigata Nera. Fumavano anche loro tranquilli, i fucili mitragliatori di traverso sulle ginocchia.
De Luca girò la manovella per abbassare il vetro del finestrino, batté le nocche del pugno sulla portiera per attirare la loro attenzione e con un cenno della testa indicò la donna che stava ferma davanti a loro, con i documenti in mano e una sporta stretta sotto braccio, a pestare i piedi su un mucchietto di neve sporca. Era ancora mattina presto, appena finito il coprifuoco, e c’era soltanto lei.
I militi lo fissarono, poi quello con la barbetta quadrata alla Balbo fermò quell’altro che stava per scattare, gli occhi fiammeggianti su De Luca, spense la sigaretta picchiettandola delicatamente contro un mattone, la mise nel taschino della giubba e si alzò a controllare i documenti della signora. Solo un’occhiata, distratta, senza neppure farle aprire la sporta che su un lato aveva una striscia di farina biancastra, farina di contrabbando, comprata a borsa nera da uno dei mulini fuori porta, sicuramente, De Luca la vedeva anche da là, in mezzo alla strada.
Anche il tedesco appoggiato al sidecar aveva sollevato la testa quando aveva sentito bussare contro la portiera. Sembrava colpito dall’autorevolezza di De Luca perché restituí i documenti al collega, anche se stava ancora esaminando il primo, il tesserino di Franchina, che ripeté ammazza ’sti tedeschi, ahò, quanto so’ forti.
– Occhio, Franchí, – disse De Luca, – perché io a Roma c’ho vissuto, e i modi di dire li conosco, ma se qua a Bologna ti sentono dire di ammazzare i tedeschi, magari capiscono male.
Franchina impallidí.
– Oddio, comandante, ma io intendevo… lo sa cosa volevo dire, no? Era un complimento, giuro!
Balbettava, e quando il soldato infilò di nuovo la testa nella macchina deglutí, rigido. Prese i documenti e li passò a De Luca, in fretta, per liberare il braccio destro da stendere in un saluto a cui il tedesco non rispose.
– Non mi avranno mica sentito? – sussurrò, abbassando la leva del cambio troppo in fretta, con la marcia che grattava. De Luca si aggrappò alla maniglia mentre l’auto sobbalzava sulle rotaie del tram.
– Piano, Franchí… stavo scherzando. Dov’è che andiamo, esattamente?
– Via… come si chiama… Senzanome. Non è una battuta, comandante, si chiama davvero cosí.
– Lo so, è qua vicino. Anzi, guarda, è quella là.

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James Patterson – L’ultimo sospettato http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/james-patterson-lultimo-sospettato.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/james-patterson-lultimo-sospettato.html#respond Fri, 06 Mar 2020 13:49:03 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=50928 L’ultimo sospettato è un thriller di James Patterson, in collaborazione con la scrittrice Maxine Paetro, pubblicato in Italia nel 2020, da Longanesi. Un altro capitolo della serie Le Donne del Club Omicidi, con protagonista Lindsay Boxer, detective della polizia di San Francisco, che questa volta deve affrontare un assassino determinato a minare tutte le sue [...]

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James Patterson – L’ultimo sospettato

L’ultimo sospettato è un thriller di James Patterson, in collaborazione con la scrittrice Maxine Paetro, pubblicato in Italia nel 2020, da Longanesi. Un altro capitolo della serie Le Donne del Club Omicidi, con protagonista Lindsay Boxer, detective della polizia di San Francisco, che questa volta deve affrontare un assassino determinato a minare tutte le sue convinzioni.

“Avevo la mano sulla maniglia del pesante portone di vetro e acciaio quando mi sentii chiamare. «Sergente? Sergente Lindsay Boxer?»
Mi voltai e vidi una donna di mezz’età, con i capelli biondi striati di grigio, una felpa di pile piuttosto sporca e jeans larghi, che mi stava venendo incontro a passo svelto. Non ero sorpresa di essere stata riconosciuta. L’ultimo caso di cui mi ero occupata aveva avuto grande risonanza mediatica: un assassino psicopatico aveva fatto saltare in aria un museo e nell’esplosione c’erano stati morti e decine di feriti, fra i quali mio marito. La mia foto era apparsa sulle prime pagine dei giornali di San Francisco e nei servizi di diverse tv locali per settimane, sia dopo l’attentato che durante il processo. Erano passati mesi, ma la memoria di quel gesto efferato era ancora viva nell’opinione pubblica.”

Il sergente Lindsay Boxer è un ufficiale decorato, una moglie devota, una madre amorevole e un’amica fedele. Ha sempre agito con integrità incrollabile e nel rispetto della giustizia per difendere i più deboli, ma questa volta deve affrontare un assassino determinato a minare tutte le sue convinzioni. Una serie di efferati omicidi sta sconvolgendo la città di San Francisco, ma la polizia brancola nel buio e il killer, scaltro e tanto metodico quanto imprevedibile, agisce indisturbato. Quando, però, una donna chiede un colloquio con Lindsay tutto cambia. Le informazioni confidenziali di cui è in possesso rivelano alla detective un’inquietante verità: all’interno del suo dipartimento di polizia qualcosa è andato terribilmente storto.
Nel frattempo, il sostituto procuratore Yuki Castellano è alle prese con un delicato caso di violenza sessuale del tutto insolito: un giovane uomo molto attraente accusa la sua superiore, un pezzo grosso di una delle principali agenzie pubblicitarie della città, di aver abusato di lui minacciandolo con un’arma da fuoco. Ma entrambi i protagonisti di questa torbida vicenda sembrano nascondere qualcosa e Yuki è determinata a scoprirlo.
Mentre il processo è in corso, la caccia al killer attirerà Lindsay al di fuori della sua giurisdizione e le farà correre grandi rischi. Le Donne del Club Omicidi, preoccupate per l’incolumità della cara amica, proveranno a metterla in guardia dal prendere troppo a cuore la situazione. Ma quando ci sono vite in gioco, il sergente non può fare a meno di seguire le tracce del killer su un terreno sempre più scivoloso…

“L’abbigliamento della donna mi fece pensare che vivesse per strada. Siccome avevo il resto di dieci dollari nella tasca della giacca, tirai fuori qualche biglietto e glielo porsi, ma lei rifiutò.
«Grazie, ma non voglio l’elemosina, sergente. Voglio il suo aiuto, perché devo denunciare un omicidio.»
La guardai. Sembrava l’inizio di un vecchio episodio della Signora in giallo, ma non potevo non prenderla sul serio. La donna sembrava sconvolta e io faccio parte delle forze dell’ordine.
Stavamo ostruendo il passaggio. Avvocati e impiegati chiedevano permesso e spintonavano per entrare. Mi spostai di lato.
«Come si chiama?» chiesi alla donna.
«Millie Cushing. E sono in regola con il pagamento delle tasse.»”

1

Alle quattro del mattino, sotto un cielo senza stelle, un uomo con un cappotto di tweed parecchio vissuto e un berretto di lana nero attraversò Broadway canticchiando un motivetto e si incamminò lungo Front Street verso Walton Square.
Più che di una piazza, si trattava di un piccolo parco con una recinzione in ferro battuto e un ingresso in muratura che si apriva in diagonale su uno degli angoli. Fra le aiuole, c’erano sentieri e panchine.
Durante il giorno era frequentato dagli impiegati che lavoravano nel distretto finanziario di San Francisco e che nella pausa pranzo mangiavano take-away intorno alla fontana, ma di notte le strade erano deserte e Walton Square si popolava di senzatetto che rovistavano nella spazzatura, dormivano sulle panchine e si radunavano davanti all’ingresso del parco.
L’uomo infagottato nel cappotto di tweed si fermò a guardare da dietro la recinzione di ferro battuto. Osservò minuziosamente ogni particolare, continuando a canticchiare a bocca chiusa e stringendo la 9 mm che nascondeva nella tasca destra.
Si chiamava Michael e stava cercando qualcuno. Osservò per qualche minuto i vagabondi che ciondolavano per il parco e sui marciapiedi circostanti senza vedere la donna che gli interessava, ma decise di non sprecare la serata.
Vide un uomo cencioso uscire dal parco e avviarsi verso il porto, in direzione Embarcadero, dove nei cestini dei rifiuti c’erano sempre cose più interessanti rispetto alle cartacce e alle vaschette vuote che lasciavano gli impiegati in Walton Square.
Lo straccione parlava da solo grattandosi la barba e pareva contare sulle dita della mano destra, assorto in un rituale tutto suo.
Non notò l’uomo in tweed vicino alla recinzione.
«Mi scusi, ha mica una sigaretta?» gli chiese Michael.
Il senzatetto guardò con gli occhi cisposi il tipo che gli puntava contro una pistola. Capì che non c’era da scherzare e alzò le mani.
«Non li ho pigliati io, i soldi. È stata quell’altra. Io non c’entro niente…»
L’uomo in tweed fece fuoco e lo colpì in pieno petto. I piccioni nei paraggi si alzarono in volo spaventati.
Il clochard si portò la mano al petto e aprì la bocca. Era ancora in piedi, e lo fissava attonito.
Michael sparò un altro colpo. L’altro piegò le ginocchia e si accasciò al suolo senza un suono.
«Te la sei cercata, inutile pezzo di merda. Mi dovresti ringraziare» gli disse Michael.
Si guardò intorno, entrò nel parco e si diresse nella parte più in ombra, posò la pistola per terra, si tolse i guanti, li infilò nella tasca del cappotto e se lo levò.
Era vestito interamente di nero, jeans, dolcevita e piumino. Si mise la pistola nella tasca del piumino, prese il cappotto e lo gettò in un cassonetto.
Lo avrebbe recuperato presto qualcuno, che lo avrebbe subito indossato. Mettendosi anche i guanti. Auguri.
Michael uscì dall’ombra di un gruppo di alberi e si sedette su una panchina. Dopo poco si levarono delle grida e altri senzatetto sbucarono poco alla volta dalle loro tane e si incamminarono come formiche verso il cadavere.
Nessuno fece caso a lui. Non si udirono sirene e non si palesarono guardie a chiedere: «Ha visto qualcosa?»
Niente di niente.
Dopo qualche minuto l’assassino si alzò e uscì dal parco con le mani in tasca, diretto verso casa.
Riprova e sarai più fortunato.
Prima o poi avrebbe trovato la donna che cercava.

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Per celebrare la festa della donna bisogna comportarsi come gli uomini? http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/per-celebrare-la-festa-della-donna-bisogna-comportarsi-come-gli-uomini.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/per-celebrare-la-festa-della-donna-bisogna-comportarsi-come-gli-uomini.html#respond Thu, 05 Mar 2020 15:40:22 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=50908 Che tristezza dover festeggiare una giornata per ricordare che siamo tutti uguali, che le donne non sono animali domestici, come succede ancora oggi in molti paesi del mondo. E’ ancora più triste vedere donne che hanno perso la rotta, che credono che per essere uguali agli uomini bisogna imitare i loro lati peggiori, donne che [...]

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Che tristezza dover festeggiare una giornata per ricordare che siamo tutti uguali, che le donne non sono animali domestici, come succede ancora oggi in molti paesi del mondo. E’ ancora più triste vedere donne che hanno perso la rotta, che credono che per essere uguali agli uomini bisogna imitare i loro lati peggiori, donne che non hanno capito che non deve esistere sul piano dei diritti e dei doveri nessuna differenza di sesso, razza* e religione e che bisogna solo essere se stessi e pretendere di essere rispettati per questo.

Ho letto in giro che molte donne, anche politici, stanno dicendo “basta alle mimose”, mi chiedo: è la mimosa il problema?
La mimosa dovrebbe essere il simbolo per ricordare chi è morto per aver lottato e per chi lotta ancora per quei diritti in molti posti non ancora ottenuti, il simbolo per ricordare che noi siamo qui, presenti e forti.
Forse non ci soffermiamo nemmeno a guardarlo questo fiore che dovrebbe rappresentarci, un fiore che a guardarlo sembra molto delicato, ma che nella realtà è forte, è parte di un arbusto che cresce quasi ovunque e che si sveglia ogni primavera per festeggiare la vita, è un fiore allegro, ma se reciso soffre e muore. Il suo giallo che esprime forza e gioia, un colore che rappresenta il passaggio dalla morte alla vita.

Non serve a niente dire no alla mimosa, bisogna darle invece un nuovo senso, dare un nuovo senso a questa giornata, un 8 marzo alla riscoperta di un nuovo significato, lontano dai luoghi comuni e dalla volgarità, non racchiuso in un augurio o in un mazzo di fiori, ma dare un senso universale. Credo che non si debba escludere gli uomini, ma renderli partecipi, solo la condivisione può portare alla comprensione, non deve esistere femminismo e maschilismo, tifando per essi come ultras di calcio della peggior specie, ma riuscire a capire che siamo tutti esseri umani con gli stessi diritti, un’unica squadra.

La festa della donna oggi è molto attesa, le associazioni di donne organizzano manifestazioni e convegni sull’argomento, cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi che pesano ancora oggi sulla condizione della donna, ma è attesa anche dai fiorai che in quel giorno vendono una grande quantità di mazzetti di mimose a prezzi esorbitanti e dai ristoratori che vedranno i loro locali affollati. Nel corso degli anni il vero significato della festa della donna è andato perduto, la maggior parte delle donne approfitta di questa giornata, per concedersi una serata diversa, magari all’insegna della trasgessione, e lo spettacolo di spogliarello, una volta prerogativa degli uomini, capovolto al maschile, inverte i ruoli uomo-donna, diventando un rituale ormai integrato di questa giornata. Così poichè come alcuni uomini non sanno elevarci, alcune donne si abbassano al loro livello di squallore. Per festeggiare la festa della donna bisogna comportarsi come gli uomini?

Da un discorso molto interessante di Mahatma Gandhi :

“Chiamare la donna il sesso debole è una calunnia; è un’ingiustizia dell’uomo nei confronti della donna. Se per forza s’intende la forza bruta, allora sì, la donna è meno brutale dell’uomo. Se per forza s’intende la forza morale, allora la donna è infinitamente superiore all’uomo. Non ha maggiore intuizione, maggiore abnegazione, maggior forza di sopportazione, maggior coraggio? Senza di lei l’uomo… non potrebbe essere. Se la non violenza è la legge della nostra esistenza, il futuro è con la donna. Chi può fare appello al cuore più efficacemente della donna?
Se soltanto le donne dimenticassero di appartenere al sesso debole, non ho dubbio che potrebbero opporsi alla guerra infinitamente meglio degli uomini. Dite voi cosa farebbero i vostri grandi generali e soldati, se le loro mogli, figlie e madri si rifiutassero di sanzionare la loro partecipazione a qualsiasi forma o tipo di militarismo.”

*Biologicamente gli esseri umani fanno parte di un’unica razza “Homo sapiens”.
La Costituzione italiana non riconosce discriminazioni fra cittadini, né limitazioni di diritti fra italiani e stranieri presenti sul territorio della Repubblica. Ma ci ricorda che c’è stato un tempo in cui gli esseri umani erano discriminati: per razza, sesso, convinzione religiosa, opinione politica, condizione sociale, orientamento sessuale. I nostri costituenti hanno voluto che questo non venisse dimenticato, e quindi hanno voluto lasciare una parola che ha avuto un inequivoco valore politico fascista, affinchè non dimenticassimo mai ciò che è accaduto.

Se sei interessato a conoscere un po’ di storia sulla nascita di questa giornata puoi leggere il post “8 Marzo – Festa della donna”

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Novità in Libreria – Marzo 2020 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/novita-in-libreria-marzo-2020.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/novita-in-libreria-marzo-2020.html#respond Thu, 05 Mar 2020 13:04:47 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=50720 Arriva Marzo capriccioso che segna il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile, le giornate iniziano ad allungarsi ed i raggi del sole iniziano a scaldare in modo intensoregalndoci molte giornate ideali per leggere i nostri libri preferiti all’ aria aperta. Un mese difficile per tutto quello che sta succedendo a causa del virus che sta [...]

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Arriva Marzo capriccioso che segna il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile, le giornate iniziano ad allungarsi ed i raggi del sole iniziano a scaldare in modo intensoregalndoci molte giornate ideali per leggere i nostri libri preferiti all’ aria aperta. Un mese difficile per tutto quello che sta succedendo a causa del virus che sta piegando l’Italia e non solo. Speriamo che passi presto, per tutti quelli che sono costretti alla quarantena tenete duro e magari approfittate per leggere un po’ di più.
Buona lettura a tutti!

Un mese ricco di eventi, anche se alcuni o tutti verranno sospesi a causa del coronavirus, segnalo comunque:

A Modena il 7 e 8 marzo 2020 si svolge il Buk Festival della piccola e media editoria che nasce con l’intenzione di dare spazio e voce alle centinaia di piccoli editori italiani e non solo, che ogni anno presentano a Modena la loro ricca offerta culturale. Ma Buk non è solo esposizione: con numerose iniziative collaterali tra presentazioni di libri, conferenze e dibattiti sui grandi temi dell’attualità, reading e atelier letterari creativi, incontri con autori e personaggi di spicco del mondo della cultura, Buk si propone come iniziativa di riferimento della scena culturale nazionale ed internazionale.

Il 12 e 13 marzo 2020, a Milano, si svolgerà il Convegno delle Stelline  e “Biblioteche oggi”.

Dal 14 al 17 marzo 2020 a Roma si svolge Libri Come, Festa del libro e della lettura, il tema della decima edizione sarà Libertà, parola bellissima e impegnativa, semplice e tormentata, amata, abusata, contesa, minacciata.

Il 21 Marzo festeggiamo la  Giornata Mondiale della Poesia, istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale UNESCO nel 1999. La data, che segna anche il primo giorno di primavera, riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace.

Dal 21 al 29 marzo 2020 si svolge ll’undicesima edizione di “Leggermente” è il festival dedicato ai libri e alla lettura promosso da Confcommercio Lecco, una manifestazione culturale in grado di coinvolgere cittadini e studenti in un percorso affascinante e di qualità. Il tema di quest’anno sarà “Essere Umani. Riscoprire il. Sentimento”.

Se invece vi trovate “sempre per caso” a Parigi dal 20 al 23 marzo potete partecipare la Salone del libro di Parigi 2020, uno degli eventi culturali più importanti a livello europeo.

Dal 26 al 29 marzo 2020, a Città di Castello (PG), si svolge l’ottava edizione di CaLibro Festival, organizzato dall’associazione culturale Il Fondino, quattro giorni all’insegna della letteratura, della poesia, della musica, dell’arte  e divetimento per gli adulti e bambini.

Ricordo che questo post “Novità in Libreria” non è statico, ma dinamico, cioè verrà aggiornato in base alle informazioni acquisite giorno per giorno ed i libri saranno inseriti in ordine cronologico d’uscita, ho aggiunto a fine pagina l’elenco dei libri usciti in ordine alfabetico. Si accettano sempre consigli e suggerimenti per migliorare questa rubrica.

Scopriamo insieme le ultime novità editoriali per il mese di Marzo 2020:

Aria di novità, scritto da Carmen Korn, pubblicato da Fazi, genere narrativa, data uscita 02/03/20.
È il 1970 e Henny, che ha «l’età del secolo» ed è concentrata sui preparativi per il suo settantesimo compleanno, chiede divertita all’amica di sempre: «Hai mai tradito tuo marito?». Guardarsi allo specchio è più difficile, ma dentro si sente ancora una ragazzina; perché cos’è il tempo, in fin dei conti? A festeggiare con lei, insieme alle immancabili amiche, al marito e ai figli, ci sarà una nuova generazione appena entrata nell’età adulta: Katja, una fotografa che decide di mettere in secondo piano la sua vita per documentare con le immagini quel che accade nei focolai di guerra sparsi per il mondo; Florentine, modella di fama internazionale tornata a sorpresa ad Amburgo con una notizia che lascerà parenti e amici a bocca aperta; e poi Ruth, giornalista e militante, che fatica a liberarsi dalla travagliata relazione con un uomo violento pericolosamente vicino alle frange più estreme. Fra le tre giovani donne si ricrea lo stretto sodalizio che ha unito le loro madri e nonne e, con grande felicità di Henny, la generazione successiva alla sua porta avanti la tradizione: condivide felicità e sfortune, i momenti insignificanti e quelli importanti. A fare da sfondo, le grandi vicende politiche e sociali degli anni Settanta e Ottanta: la Germania divisa, la guerra in Vietnam, il terrorismo, l’immigrazione; e poi gli scandali della Casa Bianca visti dall’Europa, lo scioglimento del blocco orientale e infine l’evento risolutore per eccellenza: il crollo del Muro nel 1989. Ma prima che la storia intervenga ad abbattere questa barriera, chiudendo un’epoca e aprendone una nuova, le vite delle protagoniste subiranno diversi scossoni. Dopo Figlie di una nuova era ed È tempo di ricominciare, la trilogia di Carmen Korn trova in questo volume la sua commovente conclusione.

L’inverno più nero, scritto da Carlo Lucarelli, pubblicato da Einaudi, genere giallo storico, data uscita 03/03/20.
1944, Bologna sta vivendo il suo «inverno più nero». La città è occupata, stretta nella morsa del freddo, ferita dai bombardamenti. Ai continui episodi di guerriglia partigiana le Brigate Nere rispondono con tale ferocia da mettere in difficoltà lo stesso comando germanico. Anche per De Luca, ormai inquadrato nella polizia politica di Salò, quei mesi maledetti sono un progressivo sprofondare all’inferno. Poi succede una cosa. Nella Sperrzone, il centro di Bologna sorvegliato dai soldati della Feldgendarmerie, pieno di sfollati, con i portici che risuonano dei versi degli animali ammassati dalle campagne, vengono ritrovati tre cadaveri. Tre omicidi su cui il commissario è costretto a indagare per conto di tre committenti diversi e con interessi contrastanti. Convinti che solo lui possa aiutarli.

La fiamma nel buio, scritto da Michael Connelly, pubblicato da Piemme, genere thriller, data uscita 03/03/20.
È un giorno triste, per Harry Bosch, quello del funerale dell’ex poliziotto John Jack Thompson. Un uomo che ha dedicato quarant’anni di vita al LAPD, ma soprattutto un maestro per molti giovani detective alle prime armi. Uno di questi era stato proprio Bosch, che adesso, appoggiato al suo bastone dopo l’operazione al ginocchio che ha subito, osserva da lontano il gruppetto convenuto al cimitero, pensando alle cose che ha imparato da lui. Ad esempio, a capire quando qualcuno sta mentendo durante un interrogatorio. John Jack sapeva riconoscere un bugiardo. Non se n’era mai fatto scappare uno. Ma quando si avvicina a Margaret, la moglie di Thompson, Bosch non si aspetta di scoprire che, anche dalla tomba, John Jack abbia un altro bugiardo da incastrare. Un caso irrisolto di vent’anni prima, l’omicidio di un ragazzo ritrovato senza vita in un vicolo frequentato da spacciatori. Un caso che John Jack si era portato in pensione con sé, trafugando il fascicolo dagli archivi del LAPD. Bosch decide di occuparsene. E c’è una sola persona, dentro la polizia, che può aiutarlo: Renée Ballard. Così, tra un crimine e l’altro del suo turno di notte – “l’ultimo spettacolo”, come lo chiamano i poliziotti losangelini – Renée farà di nuovo coppia con Bosch per riaprire piste sepolte da anni di bugie… Perché tutti i bugiardi, prima o poi, fanno i conti con la verità.
Un nuovo imperdibile thriller con la coppia di detective più straordinaria che si sia vista sulla pagina scritta da molto, molto tempo a questa parte.

Nella pelle, scritto da Gunnar Kaiser, pubblicato da Rizzoli, narrativa erotica e thriller, data uscita 03/03/20.
L’estate del 1969, per Jonathan Rosen, nemmeno vent’anni, è il tempo delle passioni forti: i libri e le infinite storie che li abitano, i granulosi chiaroscuri di New York e soprattutto le ragazze, belle, bellissime, che guarda e fotografa nei pomeriggi di Brooklyn, ma che non osa avvicinare. È in un giorno come questi che il ragazzo incontra Eisenstein. Quarant’anni, camicia bianca col colletto inamidato, l’uomo è seduto nel caffè dove Jonathan è entrato per spiare una giovane donna e sta parlando con lei di Emerson, il poeta. Quando i due se ne vanno insieme, Jonathan li segue, fino a ritrovarsi sul pianerottolo della casa di Willow Street. Un luogo di iniziazione dove Eisenstein gli chiede di incontrare le ragazze che insieme sedurranno per strada: vuole che faccia l’amore con loro e poi racconti, sensazione per sensazione, cosa ha provato. È così che trascorre l’estate di Jonathan; fino al giorno in cui, in quella casa dove sembrava di sentire il respiro dei libri, nessuno viene ad aprirgli. E poco tempo dopo, dalle acque dell’Hudson cominciano ad affiorare cadaveri di giovani donne uccise. Serviranno decenni perché Jonathan trovi risposta a tutti i suoi dubbi su quel che accadde in quella torrida estate newyorchese e sull’identità di Eisenstein. Ne uscirà un profilo psicologico di impressionante profondità e una ricerca di verità che attraversa la storia tedesca del Novecento.

La memoria delle farfalle, scritto da Annamaria Piscopo, pubblicato da Rizzoli, genere narrativa per aodolescenti, data uscita 03/03/20.
Giulia ha sedici anni, pochi grilli per la testa e un’amica del cuore, Alice, con cui trascorre tutte le sue giornate tra la scuola e il tempo libero. Finché un giorno Alice muore sotto i suoi occhi e il mondo di Giulia va in pezzi. Una sera incontra Mattia: diciotto anni, capelli ribelli, un ragazzo dolce e semplice che nelle ore libere dal liceo lavora in un allevamento di farfalle, la sua passione. Anche lui ha subito una perdita, sua madre è morta pochi mesi prima e sta ancora cercando di ricostruire la sua vita attorno a quell’assenza. Giulia e Mattia si cercano, si innamorano, si perdono, fino al momento in cui capiscono che insieme possono essere più forti. Ma con il passare dei mesi, Giulia si rende conto che la realtà intorno a sé nasconde delle ombre. Alice aveva dei segreti e lei, forse a causa del trauma della perdita, li aveva dimenticati. Un passo alla volta, Giulia deve trovare il coraggio di affrontare il dolore, le cose non dette e quelle che ha dimenticato, arrivando a scoprire quanto può essere forte l’amore, in tutte le sue forme.

La donna senza voce, scritto da Etaf Rum, pubblicato da Piemme, genere narrativa, data uscita 03/03/20.
Palestina, 1990. Isra ha diciassette anni e preferisce di gran lunga leggere piuttosto che intrattenere i pretendenti che suo padre le presenta. Eppure, nel giro di una settimana, la ragazzina sognante e ingenua si ritrova sposata e, insieme al neo-marito, catapultata a Brooklyn. Perché Adam e la sua famiglia sono emigrati in America, sebbene ciò non significhi che la parola “libertà” esista tra le mura della loro nuova casa. Anzi, i suoceri, Farida e Khaled, come lo stesso Adam, sono convinti che una donna serva solo per essere al servizio dell’uomo. Che non debba parlare se non interpellata. Che non abbia il diritto di sognare, ma solo il dovere di fare figli. Maschi, possibilmente. Brooklyn, 2008. Deya è la figlia maggiore di Isra, e nonostante sogni di andare al college, anche per lei è il momento di incontrare i pretendenti. Forse sarebbe tutto diverso se sua madre Isra non fosse morta in un incidente insieme a suo padre, molti anni prima. Ma la nonna Farida è determinata, come lo era stata con la nuora Isra: una donna è una donna, e deve sottostare ai suoi doveri. Eppure il destino a volte sa prendere pieghe inaspettate, e quando Deya scoprirà la scioccante verità sulla storia dei suoi genitori, troverà la forza insperata di lottare per ciò che a sua madre non fu concesso avere. Un romanzo in grado di raccontare la battaglia silenziosa ma inesorabile delle donne che, in America come nel resto del mondo, lottano per avere voce.

Loki. Il giovane dio dell’inganno, scritto da Mackenzi Lee, pubblicato da Mondadori, genere fantasy per ragazzi, data 03/03/20.
Non è ancora giunto il momento di misurarsi con gli Avengers: per ora il giovane Loki è impegnato al massimo delle sue forze per dimostrarsi eroico, mentre tutti intorno a lui lo ritengono inadeguato. Tutti tranne Amora, l’apprendista maga, che sente Loki come uno spirito affine e riesce a vedere la sua parte migliore. È l’unica che apprezzi la magia e la conoscenza. Un giorno però Loki e Amora causano la distruzione di uno degli oggetti magici più potenti conservati ad Asgard e lei viene esiliata su un pianeta dove i suoi poteri svaniscono. Privato dell’unica persona che abbia visto la sua magia come un dono piuttosto che una minaccia, Loki scivola sempre più nell’ombra di suo fratello Thor. Ma quando tracce di magia vengono ritrovate sulla Terra e messe in relazione con alcuni omicidi, Odino manderà proprio Loki a scoprire cos’è successo. Mentre si infiltra nella Londra del diciannovesimo secolo, la città di Jack lo Squartatore, Loki intraprenderà una ricerca che va oltre la caccia a un assassino. E finirà per scoprire la fonte del proprio potere e quale sarà il suo destino.

L’amore va nell’umido? Raccolta differenziata dei miei disastri sentimentali, scritto da Daniela Delle Foglie, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 03/03/20.
“Se la merce è rimasta sullo scaffale, un motivo ci sarà…” Daniela, che passati i trent’anni osa essere ancora single, se l’è sentito dire più di una volta. È una frase che la fa arrabbiare, si rifiuta di essere paragonata a un barattolo esposto al supermercato, ma una parte di lei vuole sentirsi scelta, desiderata, ha bisogno che lo sguardo maschile certifichi che in fondo non è poi tanto male, anche se ogni volta che si guarda allo specchio vede solo un ammasso di imperfezioni da correggere, dentro e fuori. E così decide di farsi un profilo sulla app di incontri più gettonata del mondo, dove un sacco di sue amiche hanno trovato l’amore, o se non altro del sesso più o meno soddisfacente: Tinder. Questo libro è l’esilarante resoconto di un anno di incontri con uomini conosciuti on (e off) line, un fenomenale campionario di situazioni imbarazzanti e buchi nell’acqua, un bestiario straordinario di esemplari di maschio di ogni habitat e specie, dal bipolare stagionale allo Shrek di Roma Est, dal sosia di Padre Pio al turista americano in cerca della dolce vita. Ma è anche un manifesto in difesa dell’imperfezione e della confusione esistenziale, un vademecum per ragazze che non si piacciono abbastanza ed è, soprattutto, il prezioso racconto della stagione decisiva nella vita di una donna: quella in cui impara finalmente ad accettarsi, affrontando i fantasmi del passato e facendo pace con i propri reali desideri.

Hold me. Qui. 2, scritto da Kathinka Engel, pubblicato da Sperling & Kupfer, genere narrativa rosa, data uscita 03/03/20.
Erede di una ricca dinastia, ogni fine settimana Zelda è costretta a tornare a casa dai genitori che, determinati a combinarle un matrimonio di convenienza, le presentano un pretendente dietro l’altro nella speranza che si sistemi con un rampollo dell’alta società. Finito il supplizio, torna a Pearley, dove studia e si diverte con gli amici. Tramite la sua compagna di corso e il ragazzo di lei, conosce Malik, che proviene da una numerosa famiglia afroamericana, affettuosa ma modesta, e che ha appena iniziato il tirocinio per diventare chef, la sua grande occasione dopo la detenzione in riformatorio. Anche se è evidente che Malik non rientra per nulla nei canoni dei genitori, Zelda perde la testa per lui e la felicità che il ragazzo le dona fa passare in secondo piano ogni dubbio e preoccupazione. Con il trascorrere del tempo, però, i due si troveranno costretti a combattere contro tutto e tutti per realizzare i loro sogni e soprattutto per difendere il loro amore. Con un contenuto extra speciale: la verità segreta del protagonista del primo romanzo della serie “Find me. Ora”.

I passi nel bosco, scritto da Sandro Campani, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 03/03/20.
Alcuni uomini custodiscono segreti, altri invece sono fatti della stessa sostanza dei segreti. Sembrano non avere un passato, o averne troppo. Luchino è uno di questi: imprendibile, amato e odiato da chiunque, invidiato e disprezzato, lontano da ogni cosa eppure sempre così presente. Sono i giorni del taglio del bosco, un’occasione che riunisce gli abitanti di una piccola comunità dell’Appennino tosco-emiliano. Ognuno viene a dare una mano, curiosando o bevendo qualche bicchiere in compagnia. Ma non ci sono soltanto i boscaioli e le loro famiglie: le facce note e meno note sono tante. C’è la Betti, proprietaria dell’albergo diffuso, per cui quel taglio è simile a un dolore: il bosco apparteneva al suo Fausto, e da quando lui non c’è più l’edera e i rovi hanno preso il sopravvento. C’è Francesco, il notaio, che sta cercando quel delinquente di suo figlio. Ricomparirà forse anche Luchino; qualcuno in paese sussurra che è tornato, sebbene ancora nessuno l’abbia visto. Del resto Luchino è fatto così: tempo fa se n’è andato là fuori, chissà per quali avventure, e adesso si fa vivo quando più gli aggrada. Ciascuno dei personaggi pretende qualcosa da lui, ciascuno ha un rancore, un rimorso, una ferita, un conto da saldare, un affetto bisognoso di conferme. Tutti resteranno delusi. Perché da Luchino ognuno di loro ha provato a rubare – uno sguardo, una parola, un modo di stare al mondo -, ma nessuno è mai riuscito a diventare come lui. Anzi, chi lo imitava è finito in rovina.

L’isola delle madri, scritto da Maria Rosa Cutrufelli, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 03/03/20.
In un mondo sconvolto dal mutamento climatico e definitivamente avvelenato dagli uomini, in un futuro non troppo lontano, un morbo si è diffuso fino a diventare una vera pandemia: la chiamano “malattia del vuoto” ed è l’incapacità di riprodursi, la sterilità. Per avere un domani, l’umanità è costretta a ricorrere in forme sempre più pesanti alle biotecnologie. La società si divide in due fazioni contrapposte che si combattono furiosamente: da una parte ci sono gli “uomini della scienza”, dall’altra gli “uomini della vita”. Ma le donne da che parte stanno? In mezzo al Mediterraneo c’è un’isola conosciuta fin dall’antichità come l’Isola delle madri, e su questo lembo di terra sorge la Casa della maternità, un posto speciale che non è solo una clinica come tante altre, ma anche un centro di ricerca dove si tenta di sconfiggere la malattia del vuoto e in cui prende forma un nuovo modo di spartirsi i tradizionali ruoli familiari. Livia, Mariama e Kateryna hanno storie profondamente diverse e sono cresciute in paesi lontani, ma ognuna di loro – chi per lavoro, chi per mettersi al riparo da una guerra, chi spinta dall’onda lunga dell’emigrazione – è destinata ad approdare sull’isola. Una volta sbarcate, le loro vite si intrecciano inevitabilmente, anche grazie all’intervento di Sara, la direttrice della Casa della maternità. Perché tutte e quattro devono fare i conti con lo stesso problema: la possibilità o l’impossibilità di essere madri. E i tanti modi di esserlo e di diventarlo. Romanzo visionario e terribilmente realistico al tempo stesso, L’isola delle madri è una riflessione necessaria sui cambiamenti che il surriscaldamento globale e le biotecnologie riproduttive provocheranno negli uomini e nelle società, ma è anche un luminoso inno alla vita, che ripone ogni speranza nella capacità delle donne di parlarsi, unirsi, lottare e costruire insieme.

La catena d’oro. Shadowhunters, scritto da Cassandra Clare, pubblicato da Mondadori, genere fantasy, data uscita 03/03/20.
Cordelia Carstairs è una Shadowhunter, e in quanto tale le è stato insegnato fin dalla più tenera età come si combattono i demoni. Quando il padre viene accusato di un terribile crimine, lei e il fratello Alastair partono alla volta di Londra con la speranza di riuscire a evitare la rovina della famiglia. Sona, la madre, vorrebbe che lei trovasse un marito e si sistemasse, ma Cordelia è più determinata a diventare un’eroina che una sposa. Presto, nella capitale britannica, la sua strada si incrocia nuovamente con quella di James e Lucie Herondale, suoi cari amici d’infanzia, che la trascinano in un mondo sfavillante e affascinante, fatto di sale da ballo, missioni segrete e luoghi magici popolati da vampiri e stregoni, dove Cordelia però è costretta a tenere nascosto il suo amore per James, promesso sposo di un’altra fanciulla. La nuova vita della ragazza viene sconvolta quando una serie di attacchi demoniaci devasta la città, e questa volta si tratta di qualcosa di completamente diverso da ciò con cui hanno avuto a che fare fino a questo momento gli Shadowhunters. Qualcosa di apparentemente impossibile da uccidere che si muove alla luce del sole e colpisce la gente ignara con un veleno letale. Londra è messa immediatamente in quarantena e gli amici di Cordelia, intrappolati come lei nella città, scoprono di essere dotati di poteri incredibili, un’eredità oscura di cui fino a quel momento ignoravano l’esistenza. Questo li costringe a compiere una scelta drammatica che li condurrà a comprendere quanto crudele sia il prezzo da pagare per essere eroi.

Lezioni pericolose. La signora in giallo, scritto da Jessica Fletcher e Jon Land, pubblicato da Sperling & Kupfer, genere giallo e mistery, data uscita 03/03/20.
Come il primo amore, anche la prima indagine non si scorda mai. Lo sa bene Jessica Fletcher, che in tutti questi anni non ha mai parlato con nessuno del suo primo caso di omicidio. A quel tempo non era ancora una scrittrice di gialli, ma solo una supplente di Letteratura inglese. Viveva ad Appleton, a mezz’ora da Cabot Cove, insieme al marito Frank e al nipote Grady, che avevano cresciuto come un figlio dopo che il padre era rimasto vittima di un incidente automobilistico. A sconvolgere la sua vita ordinaria era stata la morte, in circostanze misteriose, dell’amato preside della scuola, Walter Reavis: per la prima volta Jessica si era messa sulle tracce di un assassino al fianco di un improvvisato detective, lo sceriffo Amos Tupper, dimostrando innate doti investigative e un fiuto spiccato. Sono passati venticinque anni da allora e quando, durante un’intervista per il giornale scolastico, una giovane reporter le chiede di quella vicenda, Jessica si insospettisce. Un nuovo misterioso omicidio e l’inaspettato invito alla festa di pensionamento di una vecchia collega di Appleton la convincono che i collegamenti con la sua prima indagine sono decisamente troppi per trattarsi di una coincidenza. Con solo il suo infallibile istinto a guidarla, Jessica cercherà di scoprire cosa sia davvero successo negli ultimi venticinque anni e chi sia il responsabile di quella scia di morte. C’è un conto aperto col passato, e nel crimine – come nella vita – non si finisce mai di imparare…

Fine, scritto da Karl Ove Knausgard, pubblicato da Feltrinelli, genere narrativa, data uscita 05/03/20.
Nell’ultimo volume della sua opera, Karl Ove Knausgård fa definitivamente i conti con se stesso in un romanzo diviso in tre parti. È il periodo particolarmente turbolento antecedente la pubblicazione del primo volume de “La mia battaglia”. Karl Ove sta ricevendo i pareri e le reazioni delle persone di cui ha scritto e, tra attestati di stima e tenui critiche, emerge la netta opposizione dello zio paterno, Gunnar, che lo accusa di aver mentito su ogni cosa. La soluzione che gli prospetta lui è una sola: cambiare tutto, pena un aspro scontro in tribunale. Il suo intervento inaspettato costringe Karl Ove a togliere il nome del genitore, che nel romanzo viene nominato unicamente con le parole “mio padre”. Il trauma di questa privazione costringe Knausgård a interrogarsi e a riflettere sulla memoria e sul ruolo fondamentale che ha il nome nell’infondere vita in una persona reale o in un personaggio di finzione. Il nome permette di penetrare l’intimità dell’essere umano e si contrappone al numero, che invece disumanizza creando sequenze riproducibili. Con l’aiuto di una poesia di Paul Celan e del testo che più di ogni altro ha incarnato il male assoluto – quel “Mein Kampf” che racconta la battaglia di Adolf Hitler per diventare la persona che tutti conosciamo -, Karl Ove Knausgård ancora una volta chiama il lettore a combattere e affrontare le proprie paure. Alla fine di questa lotta, ciò che rimane è l’amore per Linda, moglie e madre dei loro tre figli. La famiglia è un rifugio, un bozzolo che protegge e insieme reclama tempo, che è la risorsa necessaria alla scrittura. Ma adesso tocca a Linda leggere ciò che Karl Ove ha scritto di lei e scoprire quello che hanno visto gli occhi del marito e che vedranno anche i lettori di tutto il mondo.

La città dal mantello rosso, scritto da Asli Erdogan, pubblicato da Garzanti, genere narrativa, data uscita 05/03/20.
Quando il taxi la deposita nel distretto periferico di Santa Teresa non c’è nessuno ad aspettarla. Nessuno che dia il benvenuto alla trentenne Özgür, sbarcata da Istanbul a Rio de Janeiro per intraprendere la carriera di insegnante. Ma questa inattesa solitudine non le fa paura. Al contrario, in una città traboccante di fascino e mistero, si sente investita di una libertà inedita. Del potere straordinario di lasciarsi attraversare dallo spirito del luogo e riscrivere la propria storia da capo, quasi fosse una pagina vergine in attesa della prima traccia di inchiostro. Comincia così l’iniziazione di Özgür a Rio de Janeiro e alla nuova sé stessa.
Un passo alla volta, nel cuore pulsante della megalopoli brasiliana, la giovane conosce un mondo inconsueto, dove le contraddizioni convivono in perfetta armonia. Quella di Özgür è una vertigine senza fine. Un viaggio in un labirinto che la mette di fronte a un’identità personale in costante mutamento. Un viaggio che può concludersi solo con un libro, quello che Özgür scriverà per dare senso all’alienazione che l’ha trasfigurata e resa la donna che è oggi e che forse sarà anche domani.

Carlo è uscito da solo, scritto da Enzo Gianmaria Napolillo, pubblicato da Feltrinelli, genere narrativa, data uscita 05/03/20.
Carlo ha trentatré anni e non esce mai da solo. Non rivolge la parola agli sconosciuti e conta tutto ciò che lo circonda: le briciole sul tavolo, le gocce di pioggia sulla finestra, le stelle in cielo. “Una linea retta è una serie infinita di punti”, così gli ha detto anni prima la professoressa delle medie, ma non l’ha avvisato che alcune rette possono essere interrotte. Come la linea rassicurante della sua vita, che un giorno è andata in pezzi e da allora non è più stato possibile aggiustarla. Per questo ora Carlo si circonda di abitudini e di persone fidate, come i suoi genitori e sua sorella Giada: ha costruito un muro tra lui e il mondo esterno. Finché una mattina incontra Leda, la nuova ragazza del bar dove fa sempre colazione con il padre, ed è lei a creare una crepa nel muro, a ridargli un raggio di speranza. Nelle loro durezze, nei loro spigoli, riconoscono il reciproco dolore, stringono una tacita alleanza e cercano la forza per affrontare i ricordi e camminare liberi verso il futuro. Il racconto di un ragazzo e una ragazza danneggiati dalla vita, la storia tenace di un uomo che non si arrende e di una donna che potrebbe aiutarlo a rinascere, a darsi una possibilità. A uscire da solo, per non essere più solo.

Incontro in Egitto, scritto da Penelope Lively, pubblicato da Guanda, genere narrativa, data uscita 05/03/20.
Claudia ha ormai gran parte della sua vita alle spalle, e lo sa. Non avrà altre occasioni per realizzare quella che, per una giornalista e storica come lei, è la più sfrenata delle ambizioni: una storia del mondo, un racconto che cominci dalla notte dei tempi, dalle ammoniti che hanno impresso la propria forma su pietre antichissime bagnate dal mare. Quelle che Claudia, bambina, raccoglieva insieme al fratello Gordon a Charmouth, nel 1920. Anzi, non insieme, perché loro non hanno passato un solo minuto senza litigare, anche se nessuno dei due avrebbe potuto fare a meno dell’altro. Prima e dopo, la guerra che ha incendiato il mondo e che ha cambiato per sempre l’esistenza di Claudia. Sì, perché la vita, anche quella messa in scena a beneficio di un solo spettatore, a volte ha l’irruenza dell’imprevisto che scambia i ruoli di protagonisti e comparse. E Claudia non potrebbe scrivere la sua storia del mondo (che nella sua mente somiglia sempre di più alla storia della sua vita) senza parlare di Lisa, la figlia con cui è sempre stata impietosa e di cui sa così poco, e di Jasper, che per lei è sempre stato soltanto il padre di Lisa, e soprattutto di Tom, quel breve e indimenticabile incontro nell’Egitto conteso da tedeschi e Alleati, il solo in cui abbia conosciuto l’amore.

Di guerra e di noi, scritto da Marcello Domini, pubblicato da Marsilio, genere narrativa, 05/03/20.
Di guerra e di noi è la storia di due fratelli e copre l’arco di due guerre mondiali, correndo a perdifi ato dal 1917 al 1945. Comincia nelle campagne intorno a Bologna, e da lì non si sposta. Proprio come L’amica geniale dal Rione, a Napoli. Proprio come Patria di Aramburu dal piccolo paesino alle porte di San Sebastián. Di guerra e di noi è infatti un grande romanzo popolare. Al centro della storia ci sono due fratelli che rimangono orfani (il padre non torna dalla Prima guerra mondiale) e che la madre, ormai sola, è costretta a separare. Il più grande, di nome Ricciotti, andrà a studiare in collegio a Bologna. Il più piccolo, Candido, resterà al mulino. Il collegio di Ricciotti è un collegio di ricchi, e la vita di Candido al mulino è una vita da poveri. Finiti gli anni avventurosi e duri del collegio, Ricciotti sarà segnalato per andare a lavorare nella neonata Casa del fascio, dove incontrerà Leandro Arpinati, che diventerà suo mentore e amico. Candido resterà invece a lavorare nelle campagne frequentando sempre più quegli uomini e quelle donne che, col passare degli anni, andranno a formare le bande partigiane. Ma Ricciotti non è fascista, e Candido non è interessato più di tanto alla politica. Pensano entrambi a mandare avanti il mulino, a proteggere la madre e i lavoratori che vi lavorano, pensano a correre dietro alle ragazze, e soprattutto a comportarsi bene quando molti intorno a loro, a causa della guerra, si comportano male. Come per Oskar Schindler, tuttavia, la grande occasione per trasformare il mulino di famiglia in un progetto onesto ma più ambizioso è proprio la guerra. Marcello Domini segue le vite dei due fratelli lungo ventotto anni, e segue, senza mai perderle di vista, le vite dei personaggi che intorno ai fratelli e al mulino si muovono, e lo fa rovesciando situazioni, svelando fondi segreti (dei muri e dei personaggi), collegando incontro a incontro, fatto a fatto, con una voce profonda, potente e in fondo scanzonata, perché, per la guerra, parte la giovinezza.

La natura è innocente, scritto da Walter Siti, pubblicato da Rizzoli, genere narrativa, data uscita 10/03/20.
“Ho scelto due “tipi” generalmente condannati dalla società: il matricida e l’arrampicatore sessuale – li ho ascoltati per mesi, mi stanno simpatici; potrebbero essere miei figli. Se li ho scelti non è solo perché amo le stranezze; la ragione per cui ho raccontato insieme le loro storie è più sotterranea e radicale: perché, sommandosi, i miei due eroi hanno fatto quello che avrei voluto fare io.” Nati alla periferia umana e urbana di due città italiane a pochi anni di distanza, percorsi dalla comune fierezza di chi deve guadagnarsi il proprio posto al sole, Filippo e Ruggero hanno due storie dall’incipit simile. Le loro vite, però, si muovono divergenti nella realtà e nel racconto che ascoltiamo dalla voce lucida e insieme partecipe di Walter Siti. Filippo ha vent’anni quando, sorvegliato dall’ombra dell’Etna, uccide la madre fedifraga e così amata, gesto estremo e vulcanico come il suo sentimento per lei. Ruggero ne ha qualcuno in più quando in America, col nome d’arte Carlo Masi, inizia la sua carriera di pornoattore; tornato a Roma, incontrerà Giovanni del Drago, l’uomo che farà di lui una principessa. In bilico tra tragedia e fiaba, quelle di Filippo e Ruggero sono vite amorali, davanti alle quali sospendere il giudizio, ma sono anche la filigrana attraverso cui, con una scrittura immersiva, Siti affronta il suo buio più segreto proprio mentre sperava di allontanarsene; perché i romanzi sono più intelligenti del loro autore e si parlano tra loro.

Le parole lo sanno, scritto da Marco Franzoso, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 10/03/20.
Quando viene informato di avere un male incurabile Alberto si procura un bastone e degli occhiali da cieco per congedarsi dalla vita da una dimensione già remota, sicura. Cerca rifugio in un parco, si siede su una panchina. Lui, malato terminale, sente la vita – le foglie dei rami che si muovono al vento, la luce che filtra tra il fogliame, il cinguettio degli uccelli – con una nitidezza struggente. Accanto a lui si siede una donna, Flavia, poco alla volta cominciano a parlare. Flavia ha un bambino neonato, dei problemi con il marito – ossessivamente geloso, violento forse. Tra loro nasce qualcosa di semplice, sorprendente, completamente inatteso. Alberto non ha nulla da perdere e decide di compiere un gesto estremo che possa salvare la vita di Flavia. Non saprà mai se ciò che ha fatto l’ha liberata o condannata all’infelicità, perché lei non tornerà più alla loro panchina. Ad Alberto non resta che scrivere: affidare a un diario il racconto di ciò che è accaduto.

Olive, ancora lei, scritto da Elizabeth Strout, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 10/03/20.
Olive Kitteridge. Insegnante di matematica in pensione, vedova di Henry, il buon farmacista della cittadina fittizia di Crosby nel Maine, madre di Christopher, podologo a New York, figlio lontano in ogni senso, solo una «vecchia ciabatta» scorbutica per molti in paese; una donna scontrosa, irascibile, sconveniente, fin troppo franca, eppure infallibilmente sintonizzata sui movimenti dell’animo umano e intensamente sensibile alle sorti dei suoi consimili: è questa la creatura straordinaria che abbiamo conosciuto un decennio fa, quando la pubblicazione del volume di storie collegate che porta il suo nome l’ha consacrata a eroina letteraria fra le piú amate di ogni tempo ed è valsa alla sua artefice il Premio Pulitzer per la narrativa. In Olive, ancora lei , Elizabeth Strout riprende il filo da dove l’aveva lasciato e in questo nuovo «romanzo in racconti» ci narra il successivo decennio, l’estrema maturità di Olive, dunque. Ma in questa sua vecchiaia c’è una vita intera. Un nuovo amore, innanzitutto. Jack Kennison è un docente di Harvard ora in pensione, vedovo come Olive. A parte questo i due non hanno granché in comune, eppure la loro relazione ha la forza di chi si aggrappa alla vita, e le passioni che muovono i due amanti – la complicità e il desiderio raccontati in Travaglio , la rivalsa e la gelosia di Pedicure – ne trascendono i molti anni. Trascendere il tempo è però una battaglia che non si può vincere e racconto dopo racconto, anno dopo anno, Olive si trova ad affrontare nuove forme di perdita. Deve fare i conti con la propria maternità fallace in Bambini senza madre , con la decadenza fisica in Cuore , con la solitudine in Poeta . Ma contemporaneamente, e senza rinunciare al suo piglio irridente, leva, quasi a ogni racconto, una specie di quieta, tutta terrena speranza. La vita riserva qui piccoli momenti di rivelazione, istanti di comunione, brevi felicità. Succede, magicamente, in Luce , succede in Amica , dove l’incontro insperato con l’ultima compagna di strada è insieme un’appagante occasione di rincontro per i lettori di Elizabeth Strout.

Finché il caffè è caldo, scritto da Toshikazu Kawaguchi, pubblicato da Garzanti, genere narrativa, data uscita 12/03/20.
In Giappone c’è una caffetteria speciale. È aperta da più di cento anni e, su di essa, circolano mille leggende. Si narra che dopo esserci entrati non si sia più gli stessi. Si narra che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere. Si narra che con un semplice gesto tutto possa cambiare. Ma c’è una regola da rispettare, una regola fondamentale: bisogna assolutamente finire il caffè prima che si sia raffreddato. Non tutti hanno il coraggio di entrare nella caffetteria, ma qualcuno decide di sfidare il destino e scoprire che cosa può accadere. Qualcuno si siede su una sedia con davanti una tazza fumante. Fumiko, che non è riuscita a trattenere accanto a sé il ragazzo che amava. Kotake, che insieme ai ricordi di suo marito crede di aver perso anche sé stessa. Hirai, che non è mai stata sincera fino in fondo con la sorella. Infine Kei, che cerca di raccogliere tutta la forza che ha dentro per essere una buona madre. Ognuna di loro ha un rimpianto. Ognuna di loro sente riaffiorare un ricordo doloroso. Ma tutti scoprono che il passato non è importante, perché non si può cambiare. Quello che conta è il presente che abbiamo tra le mani. Quando si può ancora decidere ogni cosa e farla nel modo giusto. La vita, come il caffè, va gustata sorso dopo sorso, cogliendone ogni attimo.

I cerchi nell’acqua, scritto da Alessandro Robecchi, pubblicato da Sellerio, genere giallo e mistery, data uscita 12/03/20.
Due storie parallele, due storiacce di guardie e di ladri, due storie nere, anzi nerissime. È la Milano di Alessandro Robecchi, la capitale morale, l’epicentro dei Tempi nuovi, la città di Carlo Monterossi. E quelle due storie sono un romanzo di ossessione e riscatto, di giustizia solitaria e vendetta. Con il passato che sempre incombe, e si allarga ad avvolgere il presente, come i cerchi nell’acqua dopo una sassata.
«La macchina puzza di fumo vecchio e cane bagnato, ogni tanto Carella pensa che quello sia l’odore della polizia». Si è messo a caccia. Da solo, senza dirlo a nessuno. Ferie arretrate, un po’ di soldi da parte, una vecchia faccenda da sistemare. Una di quelle per cui Carella – lo sbirro, il segugio che contesta gli ordini e fa sempre di testa sua – può perderci il sonno. Si è appostato con la macchina di fronte al carcere di Bollate, a osservare il suo uomo mentre esce dalla galera dopo cinque anni di reclusione. Carella chiude gli occhi, si sente calmo, freddo e calmo. «Ti prendo», si dice. «Sono la Franca, Ghezzi, si ricorda?». Il sovrintendente Ghezzi se la ricorda bene. Era l’inizio della sua carriera, sono passati trent’anni, un’indagine che l’aveva portato al suo primo arresto. Per il giovane Ghezzi quella donna era stata bellissima. Le fossette scavate nelle guance, il mistero e l’erotismo di una che faceva le marchette, simpatica e innamorata del suo uomo. Erano una bella coppia. E ora l’uomo è scomparso, e la donna è tornata, davanti casa addirittura, e vuole l’aiuto di Ghezzi. Come fa a tirarsi indietro? Persino la Rosa, la moglie, l’ha capito subito. «Tu fai il difficile, ma domani mattina sei già lì che fai domande, ti conosco». Due storie parallele, due storiacce di guardie e di ladri, due storie nere, anzi nerissime. È la Milano di Alessandro Robecchi, la capitale morale, l’epicentro dei Tempi nuovi, la città di Carlo Monterossi. E quelle due storie sono un romanzo di ossessione e riscatto, di giustizia solitaria e vendetta. Con il passato che sempre incombe, e si allarga ad avvolgere il presente, come i cerchi nell’acqua dopo una sassata.

Dall’altra riva, scritto da Emmanuelle de Villepin, pubblicato da Longanesi, genere narrativa, data uscita 12/03/20.
Al funerale di suo padre, in Normandia, Nora non riconosce nessuno. Ma in fondo è normale: sono passati quarant’anni dall’ultima volta in cui aveva visto parenti e amici di un tempo lontanissimo che Nora ha cercato di dimenticare. Quarant’anni da quando è scappata dalla sua famiglia senza mai voltarsi indietro. Con una sola persona è rimasta in contatto per tutto quel tempo: sua sorella Apolline, che con lei ha diviso il dolore dell’abbandono da parte della madre Nadège, donna bella e difficile che dopo aver recitato senza troppa convinzione il ruolo di madre e moglie perfetta era improvvisamente scomparsa facendo precipitare il marito nella depressione.
Durante la lettura del testamento il notaio consegna alle due sorelle un diario scritto dalla madre, col racconto di quel che le era successo dopo la fuga. Le figlie, sconvolte nello scoprire tanti segreti sul conto dei genitori, decidono di mettersi sulle tracce della donna. Inizia così un viaggio commovente tra Francia e Toscana, tra presente e passato, per chiudere un cerchio e scoprire che alcuni legami sono così intensi da sopravvivere a qualunque abbandono.

L’enigma dell’ultimo templare, scritto da Daniele Salerno, pubblicato da Newton Compton, giallo storico, data uscita 12/03/20.
1127. Nove cavalieri raggiungono l’abbazia di Clairvaux. Papa Onorio ii ha appena riconosciuto l’Ordine dei Templari, nato in Terrasanta a protezione dei pellegrini. I cavalieri che lo hanno fondato vogliono capire se si possa uccidere in nome di Cristo. Il frate Bernardo di Chiaravalle, raffinato teologo, li rassicura: non si tratta di omicidio, ma di malicidio.
1314. A Parigi due templari vengono arsi vivi alla presenza di re Filippo IV il Bello e di papa Clemente V. Sono Jacques de Molay, gran maestro dell’Ordine, e Goeffrey de Charney, accusati di eresia, idolatria e sodomia. Prima di morire Jacques de Molay lancia il suo anatema.
Giorni nostri. Il maresciallo dei carabinieri Giacomo Mola e il suo aiutante, l’appuntato Goffredo Chiarni, entrano in contatto con tre nobiluomini che vogliono affidare loro un compito della massima importanza: impedire a ogni costo che si compia la profezia di Jacques de Molay.

La pergamena dei segreti, scritto da G. L. Barone, pubblicato da Newton Compton, genere thriller, data uscita 12/03/20.
Roma, 1763. La città è avvolta da neve e gelo come non avveniva da decenni. La popolazione è ridotta alla fame a causa di una lunga carestia e l’alba di ogni giorno restituisce cadaveri assiderati. Una mattina di gennaio, però, sui gradini di un palazzo nei pressi del Palatino viene ritrovato il corpo di un ecclesiastico eccellente: il cardinale Girolamo Colonna di Sciarra, camerlengo di Santa Romana Chiesa. Tutto farebbe pensare a una morte naturale, ma il bargello del Governatore, incaricato del caso, la pensa diversamente. Indagando sugli affari del cardinale, emergono rapporti poco chiari con Donato Aldobrandini di Carpi, cardinale protettore del Monte della Pietà. Ma aver ficcato il naso nei conti della neonata banca vaticana mette il funzionario pontificio in pericolo di vita. Costretto a fuggire, viene soccorso dalla baronessa d’Acoz, che grazie all’aiuto dell’Alchimista, un truffatore conosciuto in tutte le terre italiche, proverà a tirarlo fuori dai guai. Le forze in gioco sono però così potenti che della vicenda comincia a interessarsi anche il Sant’Uffizio. C’è qualcosa di poco chiaro nelle attività dell’enigmatica nobildonna. Qualcosa di cui il pontefice stesso deve essere informato…

Appuntamento con la morte, scritto da Stuart MacBride, pubblicato da Newton Compton, genere thriller, data uscita 12/03/20.
L’ispettore Logan McRae non vede l’ora di potersi dedicare a un caso semplice e poco impegnativo. Ma evidentemente il destino ha deciso di tirargli un brutto scherzo… Il professor Wilson, famoso attivista che si batte contro l’indipendenza della Scozia, è scomparso. Di lui sono rimaste solo alcune inquietanti tracce di sangue. Dato che la guerra tra indipendentisti e unionisti si fa sempre più tesa, è essenziale chiudere il caso e impedire che le tensioni aumentino. Anche perché i media non hanno intenzione di trascurare nessun dettaglio relativo alla vicenda, rendendo il lavoro dell’ispettore McRae ancora più delicato, oltreché frustrante. Qualcuno sta cercando di inviare un messaggio a tutta la Scozia. E sta provando a farlo attraverso il sangue. Se Logan non riuscirà a fermarlo, non sarà la sua carriera l’unica cosa a venire letteralmente distrutta…

La strada di casa, scritto da Kent Haruf, pubblicato da NN Editore, genere narrativa, data uscita 16/03/20.
Jack Burdette è troppo grande per la città di Holt e per i suoi abitanti. Ex giocatore di football, cacciato dal college con un’accusa di furto, poi militare in missione all’estero, quando sembra aver messo la testa a posto lascia improvvisamente la sua fidanzata per sposare un’altra donna conosciuta dodici ore prima. A ogni ritorno, Holt gli sembra sempre più stretta e scomoda… finché Jack non scompare con la cassa dell’azienda per cui lavora, lasciando la moglie e due figli. Dieci anni dopo, la città non ha perdonato né dimenticato. Eppure Jack torna un’ultima volta, con una macchina vistosa e un passato ingombrante, per far saltare di nuovo ogni convenzione e ogni certezza, senza alcun rimpianto. Ancora una volta Kent Haruf, con la sua scrittura tenera e implacabile e il suo sguardo asciutto ed empatico sulla vita e il destino, ci racconta la storia di un’umanità fragile, ostinata e tenace. Scritto prima della Trilogia della Pianura e già con la stessa grazia letteraria, La strada di casa è l’ultima opera non ancora tradotta di Haruf in Italia. Il canto di una comunità ferita, un romanzo epico che ha tutti i segni distintivi del classico americano moderno.

Il fuoco della vendetta, scritto da Wilbur Smith e Tom Harper, pubblicato da HarperCollins, genere avventura, data uscita 16/03/20.
1754. Nati e cresciuti a Madras, Theo Courtney e sua sorella Connie sono sempre stati inseparabili, ma la tragica morte dei genitori li separa bruscamente. Theo, tormentato dai sensi di colpa, cerca il riscatto arruolandosi nell’esercito britannico e combattendo nella Guerra franco – indiana. Connie, convinta di essere stata abbandonata dal fratello, dopo aver subito ogni sorta di abusi e angherie da chi avrebbe dovuto proteggerla, riesce infine a fuggire in Francia e a farsi accettare nell’alta società parigina. Ma ancora una volta si ritrova alla mercé di uomini crudeli e senza scrupoli, la cui sete di potere e di gloria finisce per condurla suo malgrado sul fronte nordamericano della Guerra dei sette anni. Quando le loro strade si incontrano di nuovo, i due fratelli si rendono conto che la vendetta e la redenzione che entrambi stanno disperatamente cercando potrebbero costare loro la vita…
Una nuova generazione di Courtney lotta per la libertà in un susseguirsi di dolorose tragedie e grandi passioni, atti di eroismo e orribili tradimenti, che portano il lettore nel cuore pulsante della Guerra franco-indiana.
L’affascinante, complesso universo narrativo costruito da Wilbur Smith si dipana spaziando fra i secoli e le generazioni. Le vicende di Il fuoco della vendetta, cronologicamente situate dopo Orizzonte e prima di Il giorno della tigre, seguono le peripezie dei Courtney navigatori: romanzi di ambientazione marinaresca, si svolgono a cavallo fra il Seicento e il Settecento tra India, Europa, Africa e Nuovo mondo, e vedono i rampolli della famiglia alle prese con la conquista dei mercati, soprattutto asiatici, di spezie e tessuti e delle lotte tra i vari paesi coloniali.

Fino all’alba, scritto da Carole Fives, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 17/03/20.
Lei tenta di ignorare quella voce flebile che la implora dall’altra stanza, ma sa che non resisterà a lungo. Si alzerà nel cuore della notte per andare dal suo bambino di due anni. Per prendergli la mano, rassicurarlo: la mamma è qui, dove vuoi che vada? Preferisce non immaginare cosa succederebbe se il bambino si svegliasse durante le sue uscite notturne. A volte, infatti, le capita di fare due passi intorno all’isolato, qualche minuto, per prendere un po’ d’aria. Non è una madre irresponsabile e sa che lasciarlo da solo è rischioso, ma a volte sente il bisogno di allontanarsi da quel nido soffocante, da quell’appartamento che è rifugio e prigione al tempo stesso. Perché da quando è nato il bambino, vive con lui in una simbiosi totale: il suo compagno l’ha abbandonata, in città non ha famiglia né amici, non può permettersi la retta dell’asilo o di pagare una baby-sitter e non riesce a dedicare il tempo necessario al suo lavoro, già precario, di grafica freelance. E il mondo sembra accanirsi contro di lei: la burocrazia è un rebus irrisolvibile che l’affligge, i vicini le lanciano sguardi di biasimo – «è la madre sola del sesto» –, una svista le è valsa l’ostilità dei genitori al parco – il piccolo è caduto dallo scivolo, succede quando le madri sono «tutte prese dal loro smartphone» –, impiegati di banca e ufficiali giudiziari fanno a gara per ricordarle che sta esaurendo le risorse. In cerca di confronto – e conforto –, la protagonista ricorre a internet, legge sui forum le opinioni di altre con una situazione analoga alla sua. Ma anche in rete si imbatte in un muro di ipocrisia e perbenismo. Avvilita, scorre i commenti crudeli di chi si scaglia contro le madri single che non riescono a organizzarsi, che sanno solo piangersi addosso, che alla fine se la sono cercata. Tra senso di colpa e voglia di libertà, la donna continua allora a concedersi quelle evasioni imprudenti. Ma la meta è ogni volta piú lontana, e sempre di piú il tempo che il bambino passa da solo in casa. Fino al giorno in cui è impossibile tornare indietro…

La volpe era già il cacciatore, scritto da Herta Muller, pubblicato da Feltrinelli, genere narrativa, data uscita 19/03/20.
Sono gli ultimi tempi prima della caduta del regime di Ceauçescu in Romania. Adina fa la maestra, e ha in casa una pelle di volpe. Un giorno si accorge che in sua assenza è scomparsa la coda della volpe. È l’inizio: la prossima a scomparire è una zampa, poi un’altra. Adina è stata presa di mira dai servizi segreti. Pubblicato per la prima volta in Germania nel 1992 e finora mai tradotto in Italia, il romanzo si sviluppa attraverso una successione di quadri ed episodi – evocati con straordinaria potenza da una scrittura secca, ipnotica – che raccontano la storia di Adina, dell’amica Clara e del suo amante Pavel, informatore della Securitate, e del musicista Paul. Fino al crollo della dittatura. La minaccia, tuttavia, non cessa: chi è la volpe – e chi il cacciatore?

Storia della bambina che volle fermare il tempo, scritto da Jenny Erpenbeck, pubblicato da Sellerio, genere narrativa, data uscita 19/03/20.
Una notte la polizia trova in strada una ragazzina. Sostiene di avere quattordici anni, ma non ricorda come si chiama, dove vive o chi siano i suoi genitori e l’unica cosa che ha con sé è un secchio vuoto. Grande e grossa, con un corpo sgraziato, viene portata in un istituto e lasciata al suo destino di orfana.
Un romanzo breve che assume la forma del giallo e della favola, una storia dai tratti inquietanti e insieme delicata e raffinata, che cresce per svelarsi lentamente sino a un finale inaspettato.

Quasi padre, scritto da Christian Bergamo, pubblicato da Longanesi, genere narrativa, data uscita 19/03/20.
Anche gli uomini aspettano un bambino. Lo fanno tormentandosi, con la malinconia delle rinunce, la paura di non essere all’altezza e quell’ansia di non darlo troppo a vedere. Anche gli uomini partoriscono. Lo fanno in silenzio, digrignando i denti o forzando un sorriso fintamente rassicurante. Questa è la storia di un Lui che insieme a una Lei percorre la strada che lo porta a diventare padre e nel frattempo a girare intorno a sé stesso e alla propria vita. Un racconto di trentenni alle prese con i primi traguardi adulti dell’esistenza, tra riflessioni, paranoie, sbronze con gli amici e un viaggio in solitaria, alla ricerca del proprio modo di diventare grandi, senza mai smettere di essere sé stessi.

La selva degli impiccati, scritto da Marcello Simoni, pubblicato da Einaudi, genere giallo storico, data uscita 24/03/20.
Dai bassifondi di Parigi alle foreste della Borgogna. L’autunno del Medioevo si stringe intorno alla figura di uno dei piú celebri ribelli della storia, il poeta maledetto François Villon. Anno Domini 1463, Parigi. Rinchiuso in un pozzo dello Châtelet, François Villon si vede ormai appeso alla corda del patibolo quando gli viene proposto un accordo: in cambio della vita dovrà stanare dal suo nascondiglio Nicolas Dambourg, il capo dei Coquillards, una banda di fuorilegge ritenuta ormai sciolta e di cui il poeta avrebbe fatto parte in gioventú. Ma Dambourg, per Villon, è molto piú che un vecchio compagno di avventure… Seguito come un’ombra da un misterioso sicario, Villon dovrà districare una vicenda in cui si mescolano avidità, sete di potere e desiderio di vendetta. E fare i conti con l’irruenza di Joséphine Flamant, una fanciulla dai capelli di fuoco, infallibile con l’arco, divenuta brigante dopo aver assistito al linciaggio dello zio a causa di una lanterna. Una lanterna dentro la quale si credeva fosse imprigionato un demone.

Lo scarafaggio, scritto da Ian McEwan, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 24/03/20.
Jim Sams ha subíto una metamorfosi. Nella vita precedente era uno scarafaggio, ignorato o disprezzato. Ora, nella sua nuova incarnazione come primo ministro, è l’uomo piú potente d’Inghilterra. Niente può ostacolarlo, tanto meno le regole della democrazia parlamentare, nel portare a termine la sua missione: fare la volontà del popolo e condurre il paese alla rovina. Qualunque riferimento a fatti realmente accaduti e persone realmente esistenti non sembra da escludere. «Un trionfo di comicità. Come si può restituire al ridicolo chi non ha rivali nel rendersi ridicolo da sé? McEwan riesce nell’impresa con stile superbo e spassosa eleganza». «The Observer» Jim Sams si sveglia da sogni inquieti per ritrovarsi trasformato, dallo scarafaggio che era, in un essere umano. Nel corso della notte la creatura che fino al giorno prima sfrecciava tra mucchi di immondizia e canaline di scolo è diventata il piú importante leader politico del suo tempo: il primo ministro inglese. Tuttavia, forte della grande capacità di ogni scarafaggio di sopravvivere, Jim Sams si adatta rapidamente al nuovo corpo. In breve presiede le riunioni del Consiglio dei ministri, dove si rende conto che gran parte del suo Gabinetto ha subito la stessa sorte e che quegli scarafaggi trasformati in umani sono piú che disposti ad abbracciare le sue innovative idee di governo. I capi di stato stranieri sembrano sconcertati dalle mosse arroganti e avventate di Jim Sams, a eccezione del presidente degli Stati Uniti d’America, che lo appoggia con entusiasmo. Qualunque riferimento a fatti realmente accaduti e persone realmente esistenti non sembra da escludere. Con l’intelligenza, lo spirito e la caustica ironia che gli sono inconfondibilmente propri, Ian McEwan rende omaggio al genio di Franz Kafka e alla tradizione satirica inglese che ha in Jonathan Swift il suo piú eminente rappresentante. Questa metamorfosi al contrario diventa una lente attraverso cui osservare un mondo ormai del tutto sottosopra. «Il populismo – scrive McEwan nella postfazione – ignaro della sua stessa ignoranza, tra farfugliamenti di sangue e suolo, assurdi principî nativistici e drammatica indifferenza al problema dei cambiamenti climatici, potrebbe in futuro evocare altri mostri, alcuni dei quali assai piú violenti e nefasti perfino della Brexit. Ma in ciascuna declinazione del mostro, a prosperare sarà sempre lo spirito dello scarafaggio. Tanto vale che impariamo a conoscerla bene, questa creatura, se vogliamo sconfiggerla. E io confido che ci riusciremo».

L’invenzione di noi due, scritto da Matteo Bussola, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 24/03/20.
«Cominciai a scrivere a mia moglie dopo che aveva del tutto smesso di amarmi». Così si apre questo romanzo, in cui Milo, sposato con Nadia da quindici anni, si è accorto che lei non lo desidera più: non lo guarda, non lo ascolta, non condivide quasi nulla di sé. Sembra essersi spenta. Come a volte capita nelle coppie, resta con lui per inerzia, per dipendenza, o per paura. Quanti si arrendono all’idea che il matrimonio non possa diventare che questo? Milo no, non si arrende. Continua ad amare perdutamente sua moglie, e non sopporta di non ritrovare più nei suoi occhi la ragazza che aveva conosciuto. Vorrebbe che fosse ancora innamorata, curiosa, vitale, semplicemente perché lei se lo merita. Ecco perché un giorno le scrive fingendosi un altro. Inaspettatamente, lei gli risponde, dando inizio a una corrispondenza segreta. In quelle lettere, sempre più fitte e intense, entrambi si rivelano come mai prima. Pian piano Milo vede Nadia riaccendersi, ed è felice, ma anche geloso. Capisce di essere in trappola. Come può salvarsi, se si è trasformato nel suo stesso avversario? Matteo Bussola racconta un amore. Forte, sciupato, ambiguo, indispensabile. Come ogni relazione capace di cambiarci la vita.

Se l’acqua ride, scritto da Paolo Malaguti, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 24/03/20.
Sulla corrente dei fiumi nulla cambia mai davvero. Al timone degli affusolati burchi dal fondo piatto, da sempre i barcari trasportano merci lungo la rete di acque che si snoda da Cremona a Trieste, da Ferrara a Treviso. Quando Ganbeto sale come mozzo sulla Teresina del nonno Caronte, l’estate si fa epica e avventurosa. Sono i ruggenti anni ’60, nelle case entrano il bagno e la televisione in bianco e nero, Carosello e il maestro Manzi. I trasporti viaggiano sempre piú via terra, e i pochi burchi che ancora resistono, per ostinazione oltre che per profitto, preferiscono la sicurezza del motore ai ritmi lenti delle correnti e delle maree. Quello del barcaro è un mestiere antico, ma l’acqua non dà certezze, e molti uomini sono costretti a impiegarsi come operai nelle grandi fabbriche. A bordo della Teresina, Ganbeto si sente invincibile. Gli attracchi, le osterie, le burrasche, il mare e la laguna, le campane di piazza San Marco, i coloriti modi di dire di Caronte e i suoi cappelli estrosi, le ragazze che s’incontrano lungo le rotte. Presto, però, non potrà piú far finta di niente, lui che ha un piede nel vecchio e uno nel nuovo dovrà imparare la lezione piú dolorosa di tutte: per crescere bisogna sempre lasciare indietro qualcosa. «Poche cose restavano chiare, nella sua mente: che Pellestrina è un’isola magnifica. Che il mare ti entra dentro piú dei fiumi. Che, soprattutto, non avrebbe mai fatto altro nella vita: il barcaro era l’arte per la quale sentiva di essere nato». È il 1966, l’anno della grande alluvione. Ganbeto conquista i canali sul burchio del nonno Caronte, imparando a vivere a colpi di remo.

Uno strano paese, scritto da Muriel Barbery, pubblicato da E/O, genere narrativa, data uscita 25/03/20.
Qual è lo strano paese, quello degli umani o quello degli elfi? Entrambi e nessuno. In tutti e due ci sono i buoni e i cattivi, c’è il bello e il brutto. I due mondi sono paralleli e in sé meravigliosi, ma è la follia di alcuni suoi abitanti, da una parte e dall’altra, a renderli teatro d’odio e di violenza. Ecco quindi che si forma una compagnia mista di uomini ed elfi che si danno l’obiettivo di impedire la catastrofe finale. Ne fanno parte le due bambine magiche ormai ventenni, Clara e Maria, ne fa parte Petrus, l’elfo che trascorre la maggior parte del tempo fra gli uomini perché va pazzo per il vino, ne fa parte Alejandro de Yepes, valoroso quanto poverissimo nobile spagnolo che parla con i morti, ne fanno parte il Guardiano del Padiglione, che inizierà i membri della compagnia ai poteri del tè grigio, e il traghettatore lontra, che li inizierà a quelli del tè di mille anni. Questi ed altri personaggi compongono una galleria di esseri bizzarri che hanno lo scopo comune di salvare l’uomo da se stesso. E naturalmente l’elfo da se stesso. Riusciranno a fermare il disastro globale? Eppure, nonostante quel che può sembrare, Uno strano paese non è un romanzo fantasy. È anzi molto più reale di parecchi romanzi che parlano di realtà. Nella contrapposizione tra pace e guerra, tra costruzione e distruzione, tra buoni e cattivi ritroviamo il mondo in cui stiamo vivendo, quello che stiamo distruggendo con la nostra cecità e che nessuno, al momento, appare in grado di salvare.

Frieda, scritto da Annabel Abbs, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 31/03/20.
Nottingham, 1907. I coniugi Weekley formano una coppia insolita. Il mite Ernest non spicca per il suo fascino, ha origini umili ed è uno studioso di etimologia barricato in un mondo di prevedibili radici e desinenze. Frieda – la baronessa Von Richthofen – è di una bellezza straordinaria, discende da una famiglia di aristocratici tedeschi, e la sua personalità non potrebbe essere piú lontana da quella del marito: è raffinata, brillante, spontanea. Ernest e Frieda hanno tre bambini, Monty, Elsa e Barby, e convivono serenamente nella loro modesta dimora a due passi dalla foresta di Sherwood. Ultimamente, però, Frieda è giú di tono. Ernest le suggerisce allora di andare a trovare sua sorella a Monaco per distrarsi un po’. Monaco, 1907. Quando arriva nella città bavarese, Frieda ha l’impressione di aver riacquistato la vista dopo anni passati al buio di un’esistenza mediocre. Nei caffè bohémien scopre le idee radicali di anarchici e artisti d’avanguardia, nel salotto della sorella Elisabeth una nuova teoria rivoluzionaria, la psicoanalisi, e una prassi dissoluta, il libero amore. Frieda si innamora perdutamente dell’amante di Elisabeth, il medico Otto Gross – seguace di un certo Freud –, e sogna di trasferirsi con lui nella comunità utopica di Monte Verità. Al termine del suo soggiorno a Monaco, seppur ripiombata nello squallore del suo ménage familiare, Frieda rinuncia alla fuga: non può abbandonare i suoi figli. Nottingham, 1912. Sono passati cinque anni, ma Frieda non ha dimenticato Monaco e quel turbinio di emozioni che la faceva sentire viva. La relazione con Ernest la avvilisce e il suo ruolo di madre devota le sta stretto, nonostante l’amore incondizionato che nutre per i bambini. Frieda ancora non sa che l’incontro casuale con un giovane poeta dai capelli rossi è destinato a cambiare il corso della sua vita. E la storia della letteratura.

I valori che contano (avrei preferito non scoprirli), scritto da Diego De Silva, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 31/03/20.
Se non vi è mai successo di nascondere in casa una ragazza in mutande appena fuggita da una retata in un bordello al quarto piano del vostro palazzo, non siete il tipo di persona a cui capitano queste cose. Vincenzo Malinconico lo è. Dovrebbe sapere che corre un rischio bello serio, visto che è avvocato, e invece la fa entrare e poi racconta pure un sacco di balle al carabiniere che la inseguiva e va a bussargli alla porta. È cosí che inizia I valori che contano (avrei preferito non scoprirli) , il romanzo in cui Malinconico – avvocato di gemito, piú che di grido – oltre a patrocinare la fuggiasca in mutande (che poi scopriremo essere figlia del sindaco, con una serie di complicazioni piuttosto vertiginose), dovrà affrontare la malattia che lo travolgerà all’improvviso, obbligandolo a familiarizzare con medici e terapie e scatenandogli un’iperproduzione di filosofeggiamenti gratuiti – addirittura sensati, direbbe chi va a cena con lui – sul valore della pena di vivere. Un vortice di pensieri da cui uscirà, al solito, semi-guarito, semi-vincente e semi-felice, ricomponendo intorno a sé quell’assetto ordinariamente precario che fa di lui, con tutti i suoi difetti e le sue inettitudini, una persona che sa farsi voler bene, pur essendo (o forse proprio perché è) un uomo cosí cosí. Eccolo di nuovo tra noi, l’avvocato d’insuccesso piú amato dagli italiani, in compagnia di un nuovo esilarante socio, di una nuova riluttante fidanzata, e dei suoi soliti pensieri inconcludenti. Ed eccolo alle prese con una nuova causa che sembra già pronto a perdere. C’è una ragazza in mutande sul suo pianerottolo, assomiglia a Pippi Calzelunghe senza trecce, trema, gli chiede aiuto. Ma è una bomba a scoppio ritardato. Vincenzo Malinconico prende in mano quella bomba senza pensarci e se la porta dietro fino alla fine, anche quando la malattia irrompe nella sua vita storcendone l’andatura. Perché ai personaggi capita quello che capita alle persone. E quando diventano di famiglia, di libro in libro li vediamo innamorarsi, nascondersi, combattere, ridere, ammalarsi: vivere, in una parola.

Elenco novità libri in ordine alfabetico usciti a Marzo 2020:

Appuntamento con la morte, scritto da Stuart MacBride, pubblicato da Newton Compton, genere thriller, data uscita 12/03/20.
Aria di novità, scritto da Carmen Korn, pubblicato da Fazi, genere narrativa, data uscita 02/03/20.
Carlo è uscito da solo, scritto da Enzo Gianmaria Napolillo, pubblicato da Feltrinelli, genere narrativa, data uscita 05/03/20.
Dall’altra riva, scritto da Emmanuelle de Villepin, pubblicato da Longanesi, genere narrativa, data uscita 12/03/20.
Di guerra e di noi, scritto da Marcello Domini, pubblicato da Marsilio, genere narrativa, 05/03/20.
Fine, scritto da Karl Ove Knausgard, pubblicato da Feltrinelli, genere narrativa, data uscita 05/03/20.
Finché il caffè è caldo, scritto da Toshikazu Kawaguchi, pubblicato da Garzanti, genere narrativa, data uscita 12/03/20.
Fino all’alba, scritto da Carole Fives, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 17/03/20.
Frieda, scritto da Annabel Abbs, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 31/03/20.
Hold me. Qui. 2, scritto da Kathinka Engel, pubblicato da Sperling & Kupfer, genere narrativa rosa, data uscita 03/03/20.
I cerchi nell’acqua, scritto da Alessandro Robecchi, pubblicato da Sellerio, genere giallo e mistery, data uscita 12/03/20.
I passi nel bosco, scritto da Sandro Campani, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 03/03/20.
I valori che contano (avrei preferito non scoprirli), scritto da Diego De Silva, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 31/03/20.
Il fuoco della vendetta, scritto da Wilbur Smith e Tom Harper, pubblicato da HarperCollins, genere avventura, data uscita 16/03/20.
Incontro in Egitto, scritto da Penelope Lively, pubblicato da Guanda, genere narrativa, data uscita 05/03/20.
L’amore va nell’umido? Raccolta differenziata dei miei disastri sentimentali, scritto da Daniela Delle Foglie, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 03/03/20.
L’enigma dell’ultimo templare, scritto da Daniele Salerno, pubblicato da Newton Compton, giallo storico, data uscita 12/03/20.
L’invenzione di noi due, scritto da Matteo Bussola, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 24/03/20.
L’inverno più nero, scritto da Carlo Lucarelli, pubblicato da Einaudi, genere giallo storico, data uscita 03/03/20.
L’isola delle madri, scritto da Maria Rosa Cutrufelli, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 03/03/20.
La catena d’oro. Shadowhunters, scritto da Cassandra Clare, pubblicato da Mondadori, genere fantasy, data uscita 03/03/20.
La città dal mantello rosso, scritto da Asli Erdogan, pubblicato da Garzanti, genere narrativa, data uscita 05/03/20.
La donna senza voce, scritto da Etaf Rum, pubblicato da Piemme, genere narrativa, data uscita 03/03/20.
La fiamma nel buio, scritto da Michael Connelly, pubblicato da Piemme, genere thriller, data uscita 03/03/20.
La memoria delle farfalle, scritto da Annamaria Piscopo, pubblicato da Rizzoli, genere narrativa per aodolescenti, data uscita 03/03/20.
La natura è innocente, scritto da Walter Siti, pubblicato da Rizzoli, genere narrativa, data uscita 10/03/20.
La pergamena dei segreti, scritto da G. L. Barone, pubblicato da Newton Compton, genere thriller, data uscita 12/03/20.
La selva degli impiccati, scritto da Marcello Simoni, pubblicato da Einaudi, genere giallo storico, data uscita 24/03/20.
La strada di casa, scritto da Kent Haruf, pubblicato da NN Editore, genere narrativa, data uscita 16/03/20.
La volpe era già il cacciatore, scritto da Herta Muller, pubblicato da Feltrinelli, genere narrativa, data uscita 19/03/20.
Le parole lo sanno, scritto da Marco Franzoso, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 10/03/20.
Lezioni pericolose. La signora in giallo, scritto da Jessica Fletcher e Jon Land, pubblicato da Sperling & Kupfer, genere giallo e mistery, data uscita 03/03/20.
Lo scarafaggio, scritto da Ian McEwan, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 24/03/20.
Loki. Il giovane dio dell’inganno, scritto da Mackenzi Lee, pubblicato da Mondadori, genere fantasy per ragazzi, data 03/03/20.
Nella pelle, scritto da Gunnar Kaiser, pubblicato da Rizzoli, narrativa erotica e thriller, data uscita 03/03/20.
Olive, ancora lei, scritto da Elizabeth Strout, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 10/03/20.
Quasi padre, scritto da Christian Bergamo, pubblicato da Longanesi, genere narrativa, data uscita 19/03/20.
Se l’acqua ride, scritto da Paolo Malaguti, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 24/03/20.
Storia della bambina che volle fermare il tempo, scritto da Jenny Erpenbeck, pubblicato da Sellerio, genere narrativa, data uscita 19/03/20.
Uno strano paese, scritto da Muriel Barbery, pubblicato da E/O, genere narrativa, data uscita 25/03/20.

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La classifica dei libri più venduti – 02 Marzo 2020 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-02-marzo-2020.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/03/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-02-marzo-2020.html#respond Mon, 02 Mar 2020 10:19:30 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=50800 Buona settimana a tutti! “Un libro dev’essere un’ascia per rompere il mare ghiacciato che è dentro di noi.” (Franz Kafka)     La classifica dei libri più venduti in questa settimana si presenta due nuove entrate ed un ritorno. Scopriamola: 11. Stabile anche questa settimana in prima posizione Ah l’amore l’amore, scritto da Antonio Manzini, pubblicato da Sellerio. Nell’ultima pagina [...]

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Buona settimana a tutti!

“Un libro dev’essere un’ascia per rompere il mare ghiacciato che è dentro di noi.”
(Franz Kafka)

 

 

La classifica dei libri più venduti in questa settimana si presenta due nuove entrate ed un ritorno. Scopriamola:

11.
Stabile anche questa settimana in prima posizione Ah l’amore l’amore, scritto da Antonio Manzini, pubblicato da Sellerio.
Nell’ultima pagina di Rien ne va plus abbiamo lasciato Rocco Schiavone ferito in un lago di sangue. Ora è in ospedale dopo l’intervento di nefroctomia che ha subito, la stessa operazione che ha portato alla morte uno dei ricoverati del reparto, a quanto pare a causa di un errore di trasfusione. Così costretto all’immobilità, di malumore, Rocco comincia ad interessarsi a quel decesso in sala operatoria che ha tutta l’aria di essere l’ennesimo episodio di malasanità. Ma fa presto a capire che non può trattarsi di un errore umano anche perché si è fatto spiegare bene dal primario Filippo Negri le procedure in casi del genere. Per andare a fondo della questione sguinzaglia dal suo letto tutta la squadra, e segue l’andamento delle indagini, a partire dalle informazioni sul morto, Renato Sirchia, un facoltoso imprenditore di salumi della zona, casa sfarzosa, abitudini da ricco, gran lavoratore. Dietro il lusso però si cela una realtà economica disastrosa, la fabbrica è piena di debiti e salta anche fuori una consistente assicurazione sulla vita. Rocco non riesce a stare a guardare e uscito di nascosto dall’ospedale incontra la moglie e il figlio di Sirchia, Lorenzo, fresco di studi aziendali e con idee di conduzione assai diverse da quelle del padre. Le cose però non sono così semplici come appaiono e Schiavone non si fa incantare dalla soluzione più facile…

2.
Confermano la seconda posizione, Le fantafiabe di Luì e Sofì di Me contro Te, per la felicità dei bambini.
Ti piacciono le fiabe? Adori i Me contro Te? Questo è proprio il libro che cercavi! Preparati a vivere quattro fantastiche avventure in compagnia di Luì e Sofì; volerai con loro sul tappeto magico, visiterai l’Isola Che Non C’è e il castello della Bestia e ammirerai il mondo dalla torre nel bosco! Che cosa aspetti? Leggi e comincia a sognare!

3.
Sale in terza posizione La misura del tempo di Gianrico Carofiglio.
Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt’altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia così, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali. Una scrittura inesorabile e piena di compassione, in equilibrio fra il racconto giudiziario – distillato purissimo della vicenda umana – e le note dolenti del tempo che trascorre e si consuma.

4.
L’amica genialeIn quarta posizione L’amica geniale di Elena Ferrante, anche grazie alla seconda stagione della serie TV che va in onda sulla RAI.
Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava intanto nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati…

5.
Scende un gradino e va in quinta posizione La ricamatrice di Winchester di Tracy Chevalier.
Winchester, 1932. A trentotto anni Violet Speedwell sembra ormai inesorabilmente destinata a un’esistenza da zitella. La Grande Guerra ha preteso il suo tributo: il suo fidanzato, Laurence, è caduto a Passchendaele insieme a migliaia di altri soldati, e ora le «donne in eccedenza» come lei, donne rimaste nubili e con scarse probabilità di convolare a nozze, sono ritenute una minaccia, se non una vera e propria tragedia per una società basata sul matrimonio. Dopo essersi lasciata alle spalle la casa di famiglia di Southampton, e le lamentele della sua soffocante madre, ferma all’idea che dovere di una figlia non sposata sia quello di servire e riverire i genitori, Violet è più che mai intenzionata a vivere contando sulle proprie forze. A Winchester riesce in breve tempo a trovare lavoro come dattilografa per una compagnia di assicurazione, e ad aver accesso a un’istituzione rinomata in città: l’associazione delle ricamatrici della cattedrale. Fondata dalla signorina Louisa Pesel e diretta con pugno di ferro dall’implacabile signora Biggins, l’associazione, ispirata a una gilda medievale, si richiama a un’antica tradizione: il ricamo di cuscini per i fedeli, vere e proprie opere d’arte destinate a durare nei secoli. Sebbene la Grande Guerra abbia mostrato a Violet come ogni cosa sia effimera, l’idea di creare con le proprie mani qualcosa che sopravviva allo scorrere del tempo rappresenta, per lei, una tentazione irresistibile. Mentre impara la difficile arte del ricamo, Violet stringe amicizia con l’esuberante Gilda, i capelli tagliati alla maschietta, la parlantina svelta e un segreto ben celato dietro i modi affabili, e fa la conoscenza di Arthur, il campanaro dagli occhi azzurri e luminosi come schegge di vetro. Due incontri capaci di risvegliare in lei la consapevolezza che ogni destino può essere sovvertito se si ha il coraggio di sfidare i pregiudizi del tempo. Due incontri che insegnano anche che basta a volte un solo filo per cambiare l’intera trama di una vita.

6.
Entra in classifica in sesta posizione Il signor Cardinaud di Georges Simenon.
Con la consueta acutezza psicologica, e una sorta di ammirata partecipazione, Simenon ci racconta di un amore eroico, capace di non indietreggiare di fronte al tradimento e alla vergogna.
«Lui non aveva ancora quindici anni e già l’amava. Non come si ama una donna ma come si ama un essere inaccessibile. Come, al tempo della prima comunione, aveva amato la Madonna». Alla fine Hubert Cardinaud è riuscito a sposarla, quella Marthe «di cui tutti dicevano che si dava delle arie». Così com’è riuscito, lui, il figlio del cestaio, a diventare un distinto impiegato: uno che la domenica, all’uscita della messa, scambia saluti compunti e soddisfatti con i conoscenti e poi, dopo essersi fermato in pasticceria a comprare un dolce, torna a casa dove la moglie sta cuocendo l’arrosto con le patate. Una domenica, però, trova l’arrosto bruciato e la casa vuota – e gli crolla il mondo addosso. Non gli ci vorrà molto per scoprire che Marthe se n’è andata con un poco di buono, e che tutti in città lo sanno, e lo compatiscono, e pensano che sia un uomo «finito, annientato». E invece no. Hubert decide di ritrovare Marthe, a ogni costo, di bere «il calice fino alla feccia». Simile a «una formica ostinata che segue ostinatamente la sua strada, il suo destino, e che, ogni volta che il carico le sfugge, lo afferra di nuovo, pur essendo quel carico più grosso di lei», andrà a cercare Marthe, perché il suo posto è lì, «accanto a lui e ai bambini», e perché confida «nel trionfo del bene sul male, nella supremazia dell’ordine sul disordine» – «nell’inevitabile, fatale armonia».

7.
Storia del nuovo cognomeRitorna in settima posizione anche il secondo volume della saga di “L’amica geniale”, Storia del nuovo cognome di Elena Ferrante, secondo romanzo del ciclo di “L’amica geniale”. Ha avuto la meglio la curiosità di sapere come continua la stagione televisiva, basata sul primo romanzo.
L’amica geniale racconta l’infanzia e l’adolescenza di due ragazze napoletane, Lila e Lenù, seguite nelle intense peripezie della loro amicizia, in un quartiere povero e feroce negli anni del passaggio a un benessere conquistato con ogni mezzo. Al cuore del romanzo c’è il rapporto tra le due amiche, un rapporto di affetto, di gelosia, di competizione, di emulazione, di rifiuto e di attrazione vertiginosa. Ritroviamo le due protagoniste e la loro straordinaria amicizia nelle nuove prove che la vita mette loro davanti. Lila si sposa a soli diciassette anni con un giovane del quartiere arricchitosi con commerci e traffici non sempre limpidi, e diventa la signora Carracci in una nuova esistenza dove agio e violenza, frustrazione e potere si mischiano. Lenù continua invece a studiare, suscitando l’ammirazione e l’invidia dell’amica. È una gara a chi delle due riuscirà a uscire dal quartiere che le imprigiona, a liberarsi da un ambiente che entrambe odiano. Ameranno anche lo stesso uomo.

8.
Scende in ottava posizione La memoria rende liberi. La vita interrotta di una bambina nella Shoah di Liliana Segre e Enrico Mentana.
Un conto è guardare e un conto è vedere, e io per troppi anni ho guardato senza voler vedere.”
Liliana ha otto anni quando, nel 1938, le leggi razziali fasciste si abbattono con violenza su di lei e sulla sua famiglia. Discriminata come “alunna di razza ebraica”, viene espulsa da scuola e il suo mondo si sgretola: diventa “invisibile” agli occhi delle amiche, è costretta a nascondersi e a fuggire fino al drammatico arresto sul confine svizzero che aprirà a lei e a suo padre i cancelli di Auschwitz. Dal lager ritornerà sola, ragazzina orfana tra le macerie di un Paese appena uscito dalla guerra. Enrico Mentana raccoglie le memorie di una testimone d’eccezione in un libro crudo e commovente, ripercorrendo la sua infanzia, il legame con l’adorato papà Alberto, le persecuzioni razziali, il lager, la vita libera, il contrastato rapporto con l’identità ebraica, la depressione e la gioia ritrovata grazie all’amore del marito Alfredo e ai tre figli. Un racconto emozionante su uno dei periodi più tragici del nostro secolo che invita a non chiudere gli occhi davanti agli orrori di ieri e di oggi, perché “la chiave per comprendere le ragioni del male è l’indifferenza: quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c’è limite all’orrore”.

9.
Scende in nona posizione I leoni di Sicilia. La saga dei Florio di Stefania Auci.
Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo in tutta Europa… In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile.

10.
Entra in classifica The Mamba mentality. Il mio basket di Kobe Bryant, il campione del basket scomparso il 26 gennaio 2020, insieme alla figlia di tredici anni Gianna, a causa di un indidente in elicottero.
Il primo libro ufficiale di un’autentica star planetaria della pallacanestro mondiale, pubblicato nel 2018. Un libro illustrato per scoprire tutti i suoi segreti dentro e fuori dal campo. Bryant ha un legame speciale con l’Italia, avendovi vissuto tra i 6 e i 13 anni quando il padre giocava in serie A1. Vent’anni di carriera nella stessa squadra, i Los Angeles Lakers, 5 titoli NBA, un’infinità di record personali conquistati. Kobe Bryant ha rivoluzionato la pallacanestro, prima di ritirarsi nel 2016 scrivendo una toccante lettera aperta al basket che è diventata la base per un cortometraggio animato che ha vinto l’Oscar di categoria 2018. In questo magnifico libro illustrato Kobe (autosoprannominatosi “Mamba” dal nome di uno dei serpenti più letali e rapidi in natura) racconta il suo modo di intendere il basket, il suo approccio alla competizione: lo studio degli avversari, gli allenamenti, la volontà di rinascere ogni volta più forte dopo i tanti infortuni patiti in carriera.

I NatiOggi letterari della settimana:

James Ellroy (4 marzo 1948), scrittore statunitense, noto per i suoi romanzi polizieschi.
Khaled Hosseini (4 marzo 1965), scrittore e medico statunitense.
Pier Paolo Pasolini (5 marzo 1922 – 2 novembre 1975), poeta, scrittore, regista, sceneggiatore e giornalista italiano, considerato tra i maggiori artisti e intellettuali del XX secolo.
Gabriel García Márquez, soprannominato Gabo (6 marzo 1927 – 17 aprile 2014), scrittore, giornalista e saggista colombiano naturalizzato messicano, Premio Nobel per la letteratura nel 1982.
Alessandro Manzoni (7 marzo 1785 – 22 maggio 1873), scrittore e poeta italiano, uno dei maggiori romanzieri italiani di tutti i tempi, gettò le basi per il romanzo moderno, con lui la lingua quotidiana diventa lingua letteraria.
Valerio Massimo Manfredi (8 marzo 1943), scrittore, storico e conduttore televisivo italiano.

Fonte IBUK
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal dal 17 al 23 febbraio 2020)

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Downton Abbey: il ricettario ufficiale http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/02/downton-abbey-il-ricettario-ufficiale.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/02/downton-abbey-il-ricettario-ufficiale.html#respond Fri, 28 Feb 2020 15:50:42 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=50769 Downton Abbey. Il ricettario ufficiale, curato dalla storica del cibo, Anne Gray, è stato pubblicato nel 2019 in concomitanza con l’uscita nelle sale del film Downton Abbey, una delle serie tv più amate dal pubblico di tutto il mondo, che ha raccontato con eleganza, bellezza ed ironia le vivende della famiglia Crawley e della loro numerosa [...]

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Downton Abbey: il ricettario ufficiale

Downton Abbey. Il ricettario ufficiale, curato dalla storica del cibo, Anne Gray, è stato pubblicato nel 2019 in concomitanza con l’uscita nelle sale del film Downton Abbey, una delle serie tv più amate dal pubblico di tutto il mondo, che ha raccontato con eleganza, bellezza ed ironia le vivende della famiglia Crawley e della loro numerosa servitù, sullo sfondo della splendida e fittizia dimora Downton Abbey, la tenuta di campagna nello Yorkshire del Conte e della Contessa di Grantham, fra il 1912 e il 1926, durante il regno di re Giorgio V.

La prefazione è di Gareth Neame, produttore esecutivo e co-creatore di Downton Abbey. Il libro è ricco di fotografie a colori, alcune delle quali scattate sul set di Downton Abbey e utilizzando la cristalleria e le porcellane originali. Si trovano tante interessanti curiosità sull’etichetta e i costumi dell’epoca e molte citazioni dei personaggi e descrizioni delle scene in cui appaiono i cibi.
Il libro contiene cento ricette divise in due sezioni: una parte dedicata alla famiglia, per “il piano di sopra”, con ricette che affondano le radici nella sofisticata cucina francese, come Caviale Croute, Pollo Vol-au-Vents, Zuppa di cetrioli, Trota in salsa di vino di Porto, Quaglia e Crescione acquatico, Gelatina di Champagne. L’altra parte con le ricette del “il piatto di sotto”, tipiche della tradizione popolare, come Rospo nel buco, Stufato di manzo con gnocchi, Budino al vapore a treccia, Crostate di marmellata e crema pasticcera, Torta di pan di zenzero.

La vita di ognuno di noi è scandita dai pasti e quella che si svolge a Downton Abbey non fa eccezione, tra colazione, pranzo, l’irrinunciabile momento del tè, la cena ed a tarda serata spuntini per gli uomini, non appropriati per le donne, che invece acquisiscono il diritto di poter fare colazione a letto.
Si entra quindi nella cucina di Downton Abbey, dominio indiscusso della Signora Beryl Patmore, che non ama le “diavolerie” moderne, come tostapane e frullatori, che iniziano ad invadere la sua cucina, e della sua aiutante Daisy, alla quale tiene molto, nonostante abbia un rapporto conflittuale. Da loro dipendono i pasti giornalieri, i pic nic e le battute di caccia, le cene per ospiti importanti, le feste natalizie e i pranzi di matrimonio, la tavola è segno distintivo di nobiltà.

Troviamo le famose Madaleine, un classico della cucina francese, delle tortine cotte in appositi stampini a forma di conchiglia.
A Natale non può mancare sulle tavole inglesi il Christmas Pudding, un dolce dalla forma rotonda a base di uova, mandorle, frutta candita, rum e spezie, preparato, secondo la tradizione, nel periodo dell’Avvento e portato in tavola il 25 dicembre, solitamente servito flambé ed è comunemente decorato con un agrifoglio.
Le portate di carne che erano il pilastro della tavola aristocratica come la ricetta del Pollo ripieno con pistacchi, che si rifà alle Mille e una notte, con sapori che ricordano il Medio Oriente. Un piatto che può essere servito caldo o freddo, era un’ottima soluzione durante le battute di caccia.
Il dolce più servito a Downton Abbey è la Meringata di lamponi, questo tipo di dolci sono chiamate anche pavlove, dalla ballerina russa Anna Pavlova, che fu in tournée in Nuova Zelanda e in Australia nel 1926 e diede il suo nome a un delizioso dessert. Questo dolce lo ricordiamo quando la Signora Patmore si rifiuta di cambiare il menù, al posto della charlotte di mela.
Il Kedgeree, immancabile a colazione, una ricetta di origine indiana chiamata khichri, a base di riso, spezie e uova. Talmente buono che Il Sig. Levinson si è servito tre volte.
Toad-in-the-Hole, una pietanza tipica dei domestici all’inizio del XX secolo. Un piatto semplice ed economico, come la maggior parte dei piatti sulle tavole dei domestici, spesso serviti nello stesso tegame dove sono stati cotti.
Gli spuntini serali dei domestici sono spesso accompagnati dai digestive biscuits, biscotti leggeri e salutari quando si credeva che la mancanza di sapore fosse sinonimo di cibo sano, infatti per insaporirli spesso erano ottimi accompagnati con il formaggio.
E tante altre ricette strepitose, che ci faranno rivivere quelle magiche atmosfere, insieme a l’indimenticabile Contessa Madre di Grantham, Lady Violet, magistralmente interpretata da Maggie Smith.

Ricetta per il Kedgeree, Riso con pesce e uova:

450 g di filetti di pesce (rombo, merluzzo)
240 ml di latte
60 g di burro
775 g di riso bianco o integrale cotto e raffreddato
brodo di pesce o di pollo, o acqua
5 g di pepe di Caienna
sale e pepe nero
due uova e 2 uova sode
160 ml di heavy cream
1 mazzetto di prezzemolo.

Mettete il pesce in una casseruola insieme al latte e portate a ebollizione. Cuocete finché il pesce non si sfalderà, rimuovete la pelle e spezzettate la carne rimuovendo le lische. Sciogliete il burro in una padella, mettete il riso e mescolate, aggiungete il brodo e continuate a mescolare fino a bollore. Aggiungete pepe di Caienna, sale e pepe, poi il pesce, e amalgamatelo al riso. Incorporate le uova alla panna e sbattetele con una forchetta. Tenendo il fuoco basso, unitele al riso e cuocete lentamente, per 5-6 minuti, finché le uova non saranno cotte ma leggermente liquide. Servite su piatti riscaldati. Guarnite con il prezzemolo e le uova sode.

Ricetta per il Pollo ripieno con pistacchi:

pollo intero di circa 2,7 kg
2 coste di sedano tagliate grossolanamente
2 carote tagliate grossolanamente
2 spicchi d’aglio in camicia
Per il ripieno:
115 g di vitello macinato
225 g di burro a pezzi
115 g di pistacchi a pezzetti
30 g di mandorle tritate ó mela, tipo Granny Smith, tagliata finemente
zest di 1 limone
5 g di coriandolo in polvere
2,5 g di pepe della Giamaica macinato
5 g di sale kosher, 5 g di pepe nero macinato
2 uova leggermente sbattute
Per la salsa:
30 g di burro
30 g di farina
pepe bianco
1 manciata di pistacchi per guarnire

Cominciate disossando il pollo (vedi Nota alla ricetta). Sistemate il volatile poggiandolo dal lato del petto su un tagliere e, con un coltello affilato, tagliate lungo la spina dorsale dal collo alla coda. Rimuovete delicatamente la carne da entrambi i lati della gabbia toracica. Tirate le zampe e le ali e staccatele dal corpo. Lo sterno è l’unico pezzo davvero insidioso poiché dovrete stare attenti a non rompere la pelle. Se necessario, tagliate la cartilagine con la carne e poi rimuovetela con forbici da cucina o un coltello. Togliete il pollo (ma tenetelo da parte per preparare un brodo) e raschiate le cosce per pulirle. Avvolgete l’angolo di un canovaccio intorno alla giuntura superiore per avere una buona presa sull’osso della coscia così da poter rimuovere la carne dalla parte inferiore della zampa. Tagliate la zampa all’altezza dell’articolazione, lasciando intatta la parte più bassa dell’osso. Tagliate le ali con cura (tenetele da parte per preparare il brodo). Ora dovreste avere un pollo completamente disossato.
Per il ripieno, unite in una ciotola il vitello, il burro, i pistacchi, le mandorle, la mela, le zest di limone, il coriandolo, il pepe di Giamaica, il sale, il pepe nero e le uova, e mescolate bene.
Disponete il pollo su una superficie da lavoro. Distribuite al centro due terzi del ripieno dandogli la forma di una grossa salsiccia. Usate il terzo rimanente per riempire le zampe. Quindi ripiegate il pollo intorno al ripieno, avvolgendolo completamente in modo che non fuoriesca dalle estremità.
Legatelo bene con dello spago da cucina. Il metodo più facile consiste nel fare dei giri a intervalli regolari intorno al volatile e poi stringere intorno alle zampe, usandole per assicurare lo spago. A questo punto avvolgete il “pacchetto” di pollo in un foglio di carta forno, facendo attenzione a coprirlo interamente. Avvolgetelo poi in una garza per formaggi o in un canovaccio pulito e legate il tutto stretto con altro spago.
Mettete il pollo in una grande casseruola e coprite d’acqua (1,9-2,1 l). Aggiungete il sedano, le carote e l’aglio, e portate a bollore a fuoco alto. Riducete il calore a lieve bollore, coprite e cuocete per circa 1ó ora, finché un termometro inserito nel ripieno non registrerà una temperatura di 74ÆC.
Togliete dal fuoco e trasferite il pollo su un grande piatto. Lasciatelo riposare per circa 15 minuti. Dev’essere freddo abbastanza per non bruciarvi le dita quando toglierete il canovaccio e la carta. Togliete il pollo dal tessuto e dalla carta, quindi lasciatelo raffreddare ancora legato, copritelo e riponetelo in frigorifero.
Filtrate il liquido di cottura e tenetene da parte 480 ml per la salsa. Per preparare la salsa, che sarà servita calda, allestite un roux. Fate sciogliere il burro in una casseruola a fuoco medio, quindi aggiungete la farina e mescolate fino a ottenere un composto liscio. Abbassate il fuoco e mescolate per 2-3 minuti per eliminare il sapore della farina cruda. Aggiungete il liquido di cottura che avevate tenuto da parte, poco per volta, mescolando continuamente per evitare che si formino grumi. Dovrete aggiungere circa 240 ml di liquido. Alla fine, dovreste ottenere una salsa liscia. Insaporitela con il pepe bianco e tenetela calda per il servizio.
Tagliate e rimuovete lo spago dal pollo e trasferitelo su un piatto da portata o un vassoio.
Guarnite con i pistacchi e servite con la salsa calda.

Ricetta per la Meringata di lamponi:

per 4-6 persone
Per la meringa:
2 albumi
1 cucchiaino di succo di limone fresco
115 g di zucchero extrafine
Per la crema:
225 g di lamponi, più altri lamponi per decorare
150 ml di heavy cream
55 g di zucchero extrafine
zucchero a velo, se necessario

Per la meringa, preriscaldate il forno a 95ÆC.
Foderate una teglia con carta forno.
In una ciotola, con una frusta o uno sbattitore elettrico, montate a neve gli albumi con il succo di limone, aumentando la velocità dello sbattitore quando gli albumi saranno spumosi e cominceranno ad addensarsi. Continuando a mescolare, aggiungete lo zucchero extrafine e montate a neve ferma.
Trasferite la miscela in una tasca da pasticcere con un grossa punta a stella.
Create 6 nidi di meringa di 5-7,5 cm di diametro: prima realizzate il contorno, poi riempite il centro e infine formate i lati rialzati; realizzate anche delle stelline da usare come guarnizione.
Infornate le meringhe per 2-2ó ore.
Dovrebbero essere croccanti al tocco e staccarsi facilmente dalla carta forno.
Lasciatele raffreddare completamente.
Per la crema, riducete i lamponi in purea. Quindi filtrate la purea con un colino a maglia fine oppure usate un passaverdure, che separerà la purea dai semi. (L’operazione di rimuovere i semi è facoltativa, ma in una casa come Downton sarebbe stata eseguita senza alcun dubbio.)
In una ciotola unite la panna e lo zucchero extrafine e montatela a neve.
Incorporatela delicatamente alla purea di lamponi.
Assaggiate e aggiungete dello zucchero a velo se preferite un sapore più dolce. Ma la crema dovrebbe avere un sapore piuttosto acido, per contrastare la dolcezza della meringa.
Entrambe possono essere preparate con un giorno di anticipo, riponendo le meringhe in un contenitore ermetico a temperatura ambiente e la crema coperta in frigorifero.
Quando siete pronti a servire, riempite i nidi di meringa con la crema e decorateli con le meringhette.
Servite i lamponi interi accanto alle meringhe.

Ricetta per Insalata di carciofi e asparagi:

per 4 persone
90 ml di heavy cream zest e succo di 2 limoni
30 g di mandorle tritate
sale e pepe nero
12 cuori o fondi di carciofo in scatola o barattolo ben scolati e tagliati a metà
24 asparagi cotti e tagliati a pezzetti di 2,5 cm
30 g di mandorle tostate a scaglie (facoltative)

In una ciotolina unite la panna, il succo di limone e le mandorle tritate. Insaporite bene con sale e pepe. In una insalatiera, unite i carciofi e gli asparagi. Aggiungete la miscela di panna e mescolate delicatamente.
Spolverate con le scaglie di mandorle, se avete deciso di usarle, le zest di limone e servite.

Ricetta per il Toad-in-the-Hole:

per 4 persone
240 ml di latte
115 g di farina
1,25 g di sale
2 uova
burro, lardo o i succhi della pentola per preparare la pirofila
450 g di macinato di salsiccia o di salsicce tagliate a pezzi
cipolla o salsa gravy per servire

Per la pastella, in una ciotola mescolate il latte, la farina, il sale e le uova finché non saranno bene amalgamati. Lasciate da parte per 15-30 minuti.
Preriscaldate il forno a 180°C.
Imburrate una pirofila da 23 cm.
Spargete la salsiccia sul fondo della pirofila.
Mettetela nel forno per 10 minuti in modo che la salsiccia ceda un po’ del grasso e si scurisca.
Togliete dal forno, versate la pastella sopra la salsiccia e rimettete in forno. Continuate la cottura per circa 45 minuti, finché la salsiccia non sarà cotta all’interno e la pastella si sarà gonfiata e dorata.
Servite caldo con la salsa gravy.

Ricetta per i Digestive Biscuits:

Per 26 biscotti circa
285 g di farina integrale, più altra farina per il piano di lavoro
60 g di burro freddo tagliato a cubetti
75 g di fiocchi d’avena
30 g di zucchero bruno chiaro
25 g di fecola di maranta o di maizena
2,5 g di bicarbonato di sodio
1 pizzico di sale
1 uovo leggermente sbattuto
120 ml circa di latte

Preriscaldate il forno a 180°C.
Foderate due teglie con carta forno.
Versate la farina in una ciotola, spargete sopra i cubetti di burro e, con una frusta o con le dita, lavorate fino a ottenere delle briciole.
Aggiungete i fiocchi d’avena, lo zucchero bruno, la fecola di maranta, il bicarbonato di sodio e il sale, e mescolate bene. Incorporate l’uovo e quanto basta di latte per ottenere un impasto sodo ma malleabile.
Trasferite l’impasto su un piano di lavoro leggermente infarinato e lavoratelo abbastanza a lungo.
Tagliate l’impasto a metà e stendetelo a uno spessore di 3 mm.
Usando un tagliabiscotti rotondo di 6 cm, ricavate 13 cerchi, raccogliendo gli scarti e impastandoli di nuovo se necessario.
Trasferiteli nelle teglie, distanziandoli a intervalli di circa 2,5 cm, e bucherellateli con una forchetta.
Ripetete con la metà rimanente dell’impasto.

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La classifica dei libri più venduti – 24 Febbraio 2020 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/02/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-24-febbraio-2020.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/02/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-24-febbraio-2020.html#respond Sun, 23 Feb 2020 23:04:26 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=50733 Buona settimana a tutti! “Quando penso a tutti i libri che mi restano da leggere, ho la certezza d’essere ancora felice.” (Jules Renard)     La classifica dei libri più venduti in questa settimana si presenta  stabile con una sola nuova entrata.  Scopriamola: 1. Ancora in prima posizione Ah l’amore l’amore, scritto da Antonio Manzini, pubblicato da Sellerio. Nell’ultima [...]

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Buona settimana a tutti!

“Quando penso a tutti i libri che mi restano da leggere, ho la certezza d’essere ancora felice.”
(Jules Renard)

 

 

La classifica dei libri più venduti in questa settimana si presenta  stabile con una sola nuova entrata.  Scopriamola:

1.
Ancora in prima posizione Ah l’amore l’amore, scritto da Antonio Manzini, pubblicato da Sellerio.
Nell’ultima pagina di Rien ne va plus abbiamo lasciato Rocco Schiavone ferito in un lago di sangue. Ora è in ospedale dopo l’intervento di nefroctomia che ha subito, la stessa operazione che ha portato alla morte uno dei ricoverati del reparto, a quanto pare a causa di un errore di trasfusione. Così costretto all’immobilità, di malumore, Rocco comincia ad interessarsi a quel decesso in sala operatoria che ha tutta l’aria di essere l’ennesimo episodio di malasanità. Ma fa presto a capire che non può trattarsi di un errore umano anche perché si è fatto spiegare bene dal primario Filippo Negri le procedure in casi del genere. Per andare a fondo della questione sguinzaglia dal suo letto tutta la squadra, e segue l’andamento delle indagini, a partire dalle informazioni sul morto, Renato Sirchia, un facoltoso imprenditore di salumi della zona, casa sfarzosa, abitudini da ricco, gran lavoratore. Dietro il lusso però si cela una realtà economica disastrosa, la fabbrica è piena di debiti e salta anche fuori una consistente assicurazione sulla vita. Rocco non riesce a stare a guardare e uscito di nascosto dall’ospedale incontra la moglie e il figlio di Sirchia, Lorenzo, fresco di studi aziendali e con idee di conduzione assai diverse da quelle del padre. Le cose però non sono così semplici come appaiono e Schiavone non si fa incantare dalla soluzione più facile…

2.
Risalgono fino in seconda posizione, Le fantafiabe di Luì e Sofì di Me contro Te, per la felicità dei bambini.
Ti piacciono le fiabe? Adori i Me contro Te? Questo è proprio il libro che cercavi! Preparati a vivere quattro fantastiche avventure in compagnia di Luì e Sofì; volerai con loro sul tappeto magico, visiterai l’Isola Che Non C’è e il castello della Bestia e ammirerai il mondo dalla torre nel bosco! Che cosa aspetti? Leggi e comincia a sognare!

3.
L’amica genialeIn terza posizione L’amica geniale di Elena Ferrante, anche grazie alla seconda stagione della serie TV che va in onda sulla RAI.
Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava intanto nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati…

4.
Sale di un gradino e va in quarta posizione La ricamatrice di Winchester di Tracy Chevalier.
Winchester, 1932. A trentotto anni Violet Speedwell sembra ormai inesorabilmente destinata a un’esistenza da zitella. La Grande Guerra ha preteso il suo tributo: il suo fidanzato, Laurence, è caduto a Passchendaele insieme a migliaia di altri soldati, e ora le «donne in eccedenza» come lei, donne rimaste nubili e con scarse probabilità di convolare a nozze, sono ritenute una minaccia, se non una vera e propria tragedia per una società basata sul matrimonio. Dopo essersi lasciata alle spalle la casa di famiglia di Southampton, e le lamentele della sua soffocante madre, ferma all’idea che dovere di una figlia non sposata sia quello di servire e riverire i genitori, Violet è più che mai intenzionata a vivere contando sulle proprie forze. A Winchester riesce in breve tempo a trovare lavoro come dattilografa per una compagnia di assicurazione, e ad aver accesso a un’istituzione rinomata in città: l’associazione delle ricamatrici della cattedrale. Fondata dalla signorina Louisa Pesel e diretta con pugno di ferro dall’implacabile signora Biggins, l’associazione, ispirata a una gilda medievale, si richiama a un’antica tradizione: il ricamo di cuscini per i fedeli, vere e proprie opere d’arte destinate a durare nei secoli. Sebbene la Grande Guerra abbia mostrato a Violet come ogni cosa sia effimera, l’idea di creare con le proprie mani qualcosa che sopravviva allo scorrere del tempo rappresenta, per lei, una tentazione irresistibile. Mentre impara la difficile arte del ricamo, Violet stringe amicizia con l’esuberante Gilda, i capelli tagliati alla maschietta, la parlantina svelta e un segreto ben celato dietro i modi affabili, e fa la conoscenza di Arthur, il campanaro dagli occhi azzurri e luminosi come schegge di vetro. Due incontri capaci di risvegliare in lei la consapevolezza che ogni destino può essere sovvertito se si ha il coraggio di sfidare i pregiudizi del tempo. Due incontri che insegnano anche che basta a volte un solo filo per cambiare l’intera trama di una vita.

5.
Scende in quinta posizione La memoria rende liberi. La vita interrotta di una bambina nella Shoah di Liliana Segre e Enrico Mentana.
Un conto è guardare e un conto è vedere, e io per troppi anni ho guardato senza voler vedere.”
Liliana ha otto anni quando, nel 1938, le leggi razziali fasciste si abbattono con violenza su di lei e sulla sua famiglia. Discriminata come “alunna di razza ebraica”, viene espulsa da scuola e il suo mondo si sgretola: diventa “invisibile” agli occhi delle amiche, è costretta a nascondersi e a fuggire fino al drammatico arresto sul confine svizzero che aprirà a lei e a suo padre i cancelli di Auschwitz. Dal lager ritornerà sola, ragazzina orfana tra le macerie di un Paese appena uscito dalla guerra. Enrico Mentana raccoglie le memorie di una testimone d’eccezione in un libro crudo e commovente, ripercorrendo la sua infanzia, il legame con l’adorato papà Alberto, le persecuzioni razziali, il lager, la vita libera, il contrastato rapporto con l’identità ebraica, la depressione e la gioia ritrovata grazie all’amore del marito Alfredo e ai tre figli. Un racconto emozionante su uno dei periodi più tragici del nostro secolo che invita a non chiudere gli occhi davanti agli orrori di ieri e di oggi, perché “la chiave per comprendere le ragioni del male è l’indifferenza: quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c’è limite all’orrore”.

6.
Sale in sesta posizione La misura del tempo di Gianrico Carofiglio.
Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt’altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia così, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali. Una scrittura inesorabile e piena di compassione, in equilibrio fra il racconto giudiziario – distillato purissimo della vicenda umana – e le note dolenti del tempo che trascorre e si consuma.

7.
Precipita in settima posizione La signora del martedì di Massimo Carlotto.
Tre personaggi che la vita ha maltrattato. Bonamente Fanzago, attore porno dal nome improbabile che un ictus ha messo in panchina e che assiste angosciato all’ascesa dei giovani concorrenti. Tiene duro aspettando che ogni martedì una donna affascinante dal passato misterioso paghi i suoi servizi da gigolò alla pensione Lisbona, un alberghetto poco frequentato dove il proprietario, il signor Alfredo, vive la sua condizione di travestito nascondendosi da un ambiente ipocrita e perbenista. Tre esseri umani sui quali la società si accanisce proprio perché più deboli, ma che troveranno il coraggio di difendersi. Non sono eroi senza macchia né paura, hanno debolezze, hanno commesso errori e a volte azioni riprovevoli. Ma soprattutto aspirano ad amore e rispetto. Quando un imprevisto darà il via a una girandola di effetti collaterali, per i nostri tre personaggi diventerà questione di vita o di morte scavare, dentro di sé e nel proprio passato, per trovare le risorse necessarie a tirarsi fuori dai guai. Con questo romanzo Carlotto va oltre il noir. Non racconta più solo il lato oscuro e criminale della società. Siamo tutti noi a essere interpellati. Perché oggi le gogne mediatiche, i giornalisti a caccia di scoop e i politici dall’ambizione sfrenata stanno trasformando la società in un’arena dove il pubblico reclama lo spettacolo del “diverso” colpevole e del sangue che scorre.

8.
Stabile in ottava posizione I leoni di Sicilia. La saga dei Florio di Stefania Auci.
Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo in tutta Europa… In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile.

9.
Entra in classifica in nona posizione Dal profondo del nostro cuore di Benedetto XVI (Joseph Ratzinger), Robert Sarah.
Benedetto XVI e il Cardinale Robert Sarah hanno risposto all’impulso dei loro cuori. Questo libro farà la storia. In molti modi, è unico. E, certamente, storico. I dibattiti che hanno agitato la Chiesa in questi ultimi mesi hanno convinto Benedetto XVI e il Cardinale Sarah che avrebbero dovuto parlare. Dalla sua rinuncia nel febbraio 2013, le parole di Benedetto XVI sono rare. Coltiva il silenzio, protetto dalle mura del monastero Mater Ecclesiae, nei giardini Vaticani. Eccezionalmente, in compagnia del Cardinale Sarah, suo grande amico, ha deciso di scrivere sull’argomento più difficile e delicato per la Chiesa: il futuro dei sacerdoti, la giusta definizione del celibato e il rispetto per il sacerdozio cattolico. A novantadue anni, Benedetto XVI firma uno dei suoi più grandi testi, di rara densità intellettuale, culturale e teologica. Alla sua preziosa analisi risponde il testo del Cardinale Robert Sarah, con la sua singolare illuminazione, con la forza, la radicalità e la saggezza che gli sono proprie. Troviamo in queste pagine il coraggio di riflettere su uno dei più importanti temi della Chiesa. I due autori rispondono, si completano e si stimolano a vicenda. Offrono una dimostrazione perfetta, senza paura di aprire un dibattito.

10.
Rientra in classifica in decima posizione La vita bugiarda degli adulti di Elena Ferrante.
«Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell’appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri. Tutto – gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole – è rimasto fermo. Io invece sono scivolata via e continuo a scivolare anche adesso, dentro queste righe che vogliono darmi una storia mentre in effetti non sono niente, niente di mio, niente che sia davvero cominciato o sia davvero arrivato a compimento: solo un garbuglio che nessuno, nemmeno chi in questo momento sta scrivendo, sa se contiene il filo giusto di un racconto o è soltanto un dolore arruffato, senza redenzione».

Segnalo che dal 27 febbraio al 1 marzo 2020, a Milano, si svolge la sesta edizione di “I boreali“, il festival italiano dedicato alla cultura nordeuropea, organizzato e ideato da Iperborea. Propone i grandi nomi e le personalità più originali della cultura nordica, dalla letteratura al cinema, dalla musica all’attualità, dando voce ai grandi temi del vivere contemporaneo e stimolando l’incontro tra diverse culture europee.

I NatiOggi letterari della settimana:

Wilhelm Karl Grimm (24 febbraio 1786 – 16 dicembre 1859), filologo, linguista e scrittore tedesco, più popolarmente conosciuto come uno dei due fratelli Grimm.
Nicola Orengo (24 febbraio 1944 – 30 maggio 2009), scrittore, giornalista e poeta italiano. È stato anche autore di filastrocche per bambini.
Carlo Goldoni (25 febbraio 1707 – 6 febbraio 1793), drammaturgo, scrittore e avvocato italiano, cittadino della Repubblica di Venezia, considerato uno dei padri della commedia moderna.
Anthony Burgess (25 febbraio 1917 – 22 novembre 1993), scrittore, critico letterario, poeta, sceneggiatore, giornalista, saggista, traduttore ed educatore. Autore di “Arancia Meccanica”.
Victor Hugo (26 febbraio 1802 – 22 maggio 1885), scrittore, poeta, drammaturgo e politico francese, considerato il padre del Romanticismo in Francia. Fu anche attivista per i diritti umani.
John Steinbeck (27 febbraio 1902 – 20 dicembre 1968), scrittore statunitense, giornalista e cronista di guerra nella seconda guerra mondiale. Premio Nobel per la letteratura nel 1962.
Giuseppe Fenoglio (1 marzo 1922 – 18 febbraio 1963), partigiano e scrittore italiano. Figura di spicco della letteratura italiana del dopoguerra.

Fonte IBUK
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal dal 10 al 16 febbraio 2020)

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Tracy Chevalier – La ricamatrice di Winchester http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/02/tracy-chevalier-la-ricamatrice-di-winchester.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/02/tracy-chevalier-la-ricamatrice-di-winchester.html#respond Sun, 23 Feb 2020 15:07:49 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=50743 La ricamatrice di Winchester, un romanzo scritto da Tracy Chevalier, pubblicato nel gennaio del 2020. Nella meravigliosa l’atmosfera dell’Inghilterra degli anni Trenta narra una storia senza tempo, una storia di una donna, una donna come tante, invisibile come tante, che prende consapevolezza di sé. “Violet scoprì che ricamare non era poi così diverso da battere [...]

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Tracy Chevalier – La ricamatrice di Winchester

La ricamatrice di Winchester, un romanzo scritto da Tracy Chevalier, pubblicato nel gennaio del 2020. Nella meravigliosa l’atmosfera dell’Inghilterra degli anni Trenta narra una storia senza tempo, una storia di una donna, una donna come tante, invisibile come tante, che prende consapevolezza di sé.

“Violet scoprì che ricamare non era poi così diverso da battere a macchina, però dava più soddisfazione. Una volta che ci avevi preso la mano, diventava perfino rilassante e potevi dimenticare ogni altro pensiero, concentrandoti unicamente su ciò che avevi davanti. La vita allora si riduceva a una sfilza di punti blu che s’intrecciavano sul canovaccio, uno sprazzo di rosso che pian piano diventava un fiore. Invece di redigere documenti per persone che non avrebbe mai conosciuto, Violet vedeva nascere sotto le sue dita figure dai colori vivaci. Ben presto iniziò a ricamare anche in sogno, campiture di giallo trecciato, file ordinate di punti riso vermigli e gobelin rosa.”

Winchester, 1932. A trentotto anni Violet Speedwell sembra ormai inesorabilmente destinata a un’esistenza da zitella. La Grande Guerra ha preteso il suo tributo: il suo fidanzato, Laurence, è caduto a Passchendaele insieme a migliaia di altri soldati, e ora le «donne in eccedenza» come lei, donne rimaste nubili e con scarse probabilità di convolare a nozze, sono ritenute una minaccia, se non una vera e propria tragedia per una società basata sul matrimonio.
Dopo essersi lasciata alle spalle la casa di famiglia di Southampton, e le lamentele della sua soffocante madre, ferma all’idea che dovere di una figlia non sposata sia quello di servire e riverire i genitori, Violet è più che mai intenzionata a vivere contando sulle proprie forze.
A Winchester riesce in breve tempo a trovare lavoro come dattilografa per una compagnia di assicurazione, e ad aver accesso a un’istituzione rinomata in città: l’associazione delle ricamatrici della cattedrale.
Fondata dalla signorina Louisa Pesel e diretta con pugno di ferro dall’implacabile signora Biggins, l’associazione, ispirata a una gilda medievale, si richiama a un’antica tradizione: il ricamo di cuscini per i fedeli, vere e proprie opere d’arte destinate a durare nei secoli. Sebbene la Grande Guerra abbia mostrato a Violet come ogni cosa sia effimera, l’idea di creare con le proprie mani qualcosa che sopravviva allo scorrere del tempo rappresenta, per lei, una tentazione irresistibile.
Mentre impara la difficile arte del ricamo, Violet stringe amicizia con l’esuberante Gilda, i capelli tagliati alla maschietta, la parlantina svelta e un segreto ben celato dietro i modi affabili, e fa la conoscenza di Arthur, il campanaro dagli occhi azzurri e luminosi come schegge di vetro. Due incontri capaci di risvegliare in lei la consapevolezza che ogni destino può essere sovvertito se si ha il coraggio di sfidare i pregiudizi del tempo. Due incontri che insegnano anche che basta a volte un solo filo per cambiare l’intera trama di una vita.

“Una domenica pomeriggio, qualche settimana dopo la funzione dei cuscini ricamati, andò a sedersi nel presbiterio durante la predica. Qualcuno aveva lasciato un cuscino da preghiera sulla sedia e Violet se lo mise sulle ginocchia guardandolo con attenzione. Di forma rettangolare, aveva al centro un cerchio color senape, una specie di medaglione, circondato da una campitura azzurra screziata. Dentro il medaglione era raffigurato un fascio di fronde con ghiande tra un fogliame verdeazzurro. Le ghiande con i cappelli quadrettati tornavano anche ai quattro angoli del cuscino. I colori accesi e i disegni vivaci parevano poco adatti a una chiesa, e a Violet fecero venire in mente gli sfondi degli arazzi medievali, gli intricati millefleur composti da fiori e foglie avviluppati.
Mentre lo posava sul pavimento, Violet ne vide altri con decorazioni simili, cerchi con fiori o nodi su campo azzurro. Ce n’erano anche di più normali, di feltro, con le consuete losanghe rosse e nere, ma erano quelli ricamati a rendere meno tetro il presbiterio, dandogli un tocco di colore e facendolo diventare se possibile ancora più prezioso.
Al termine della funzione, Violet raccolse di nuovo il cuscino e sorrise passando il dito su quei ricami vividi eppure delicati: com’era possibile non distrarsi in una cattedrale così colma di bellezza, fra le vetrate, gli intagli, le sculture in pietra, le soavi voci bianche e, ora, anche i cuscini ricamati?”

Le recensioni  sono quasi tutte positive per questo nuovo romanzo di Tracy Chevalier che ancora una volta racconta di donne ed è sempre apprezzato il modo magistrale con cui l’autrice riesce a raccontare la quotidianità in forma poetica. Alcuni invece lo hanno trovato a tratti noioso e, se pur piacevole, non indimenticabile.

1

«Ssh!»
Violet Speedwell inarcò le sopracciglia: che bisogno c’era di zittirla, se non aveva neanche aperto bocca?
A fare quel verso era stata la donna dai capelli grigi che piantonava l’ingresso del coro, il posto preferito di Violet all’interno della cattedrale. Il coro era esattamente al centro dell’edificio, con le navate da una parte e il presbiterio dall’altra, i transetti che si estendevano perpendicolari, a nord e a sud, completando la pianta a croce. Ognuna delle altre sezioni aveva qualche difetto ai suoi occhi: la navata centrale era troppo vasta, quelle laterali piene di spifferi, i transetti immersi nell’oscurità e le cappelle la mettevano in soggezione. Invece il coro, con il soffitto basso e i sedili in legno intagliato, le appariva uno spazio a misura d’uomo, magnifico ma non pomposo.
Violet sbirciò alle spalle della donna che l’aveva zittita. Voleva solo entrare a dare un’occhiata. I sedili e le panche del coro e del presbiterio erano occupati quasi solo da donne, e piuttosto affollati per un giovedì pomeriggio: quella doveva essere una funzione speciale. Era il 19 maggio 1932, San Dunstano, patrono degli orafi, che secondo la leggenda aveva strizzato il naso al diavolo con le pinze. Ma era improbabile che le signore fossero lì per quel motivo.
Violet si mise a osservare le parrocchiane con l’attenzione implacabile che le donne riservano a quelle del loro sesso; gli uomini non notavano le smagliature alle calze, il rossetto sui denti, un taglio di capelli fuori moda, la sottana che tirava sui fianchi o un paio di orecchini troppo vistosi. A Violet non sfuggiva niente e sapeva che nemmeno i suoi difetti sarebbero passati inosservati: i capelli troppo lisci e di un colore indefinito, le spalle cascanti che non erano più un pregio dall’età vittoriana, gli occhi così infossati che non riuscivi a coglierne l’azzurro, il naso arrossato come se avesse bevuto uno sherry di troppo. Non c’era donna, o uomo, che conoscesse meglio di lei le sue magagne.
Sia la custode sia le signore radunate nel coro e presbiterio erano più anziane di Violet, avevano tutte il cappello in testa e alcune portavano il cappotto. Infatti, sebbene fosse una giornata discreta, dentro la cattedrale si gelava, come sempre nelle vecchie chiese; forse è un disagio voluto, pensava Violet, per evitare che i fedeli si rilassino troppo durante le pratiche di devozione. Dio era l’Architetto supremo dell’Antico Testamento, Signore dal cuore di pietra, non quello più clemente del Nuovo Testamento…
A un tratto le donne intonarono un inno sacro con piglio quasi marziale, la fierezza di chi si sente parte di un gruppo, perché quello era un gruppo, si capiva benissimo. Un filo invisibile legava le donne fra loro, una causa comune, quale che fosse. E altrettanto evidente era la catena di comando: a guidare il coro erano due signore sedute in prima fila, una sorridente, l’altra imbronciata. Quest’ultima sollevava lo sguardo, fra un verso e l’altro dell’inno, come per prendere nota delle assenze o accertarsi che le coriste cantassero con il dovuto ardore. A Violet sembrava di essere tornata a scuola.
«Chi sono quelle…»
«Ssh!» fece la custode, ancora più severamente. «Dovete aspettare qui!» intimò a Violet, a voce così alta che le donne più vicine si voltarono. Questo parve acuire la stizza della custode, che disse a denti stretti: «È la cerimonia di Presentazione dei cuscini, i turisti non sono ammessi!»
Violet aveva già incontrato persone come lei, probabilmente quella donna, all’apparenza così dispotica, era servile con i superiori e trattava tutti gli altri come pezzenti.
A sbloccare la situazione fu un uomo che, sbucato dal retrocoro, si avviò verso di loro lungo la navata. Grata alla sorte per il diversivo, Violet indugiò con lo sguardo su di lui e notò che aveva capelli e baffi bianchi, e un incedere deciso, benché privo del vigore giovanile. Cercò anche di indovinare la sua età, come faceva sempre con gli uomini. Dimostrava una sessantina d’anni e dunque doveva averne suppergiù quaranta nel 1914, allo scoppio della Grande Guerra. Probabilmente non aveva combattuto, se non alla fine del conflitto quando le reclute avevano iniziato a scarseggiare. Forse aveva un figlio che era stato al fronte.
La custode si irrigidì quando lo vide arrivare, pronta a difendere il territorio da un altro invasore, ma l’uomo passò loro accanto senza degnarle di uno sguardo, e scese a passo svelto i gradini che portavano al transetto meridionale. Stava uscendo dalla cattedrale o era diretto alla Cappella dei Pescatori, dove giacevano le spoglie di Izaak Walton? Era lì che stava andando Violet, quando il rito celebrato nel coro aveva attirato la sua attenzione.
La custode si scostò dall’entrata per seguire l’uomo con lo sguardo, e Violet ne approfittò per sgattaiolare dentro sedendosi nello stallo più vicino. In quella il vicario salì sul pulpito e recitò: «Il Signore sia con voi».
«E con il tuo spirito» risposero le donne sedute intorno a Violet con la cadenza familiare che si sente alla messa.
«Preghiamo».
Mentre chinava il capo, in modo da confondersi con le altre, la custode le toccò la spalla, ma lei la ignorò sapendo che, per quanto arcigna, quella befana non avrebbe mai osato interrompere la liturgia.
«Dio Onnipotente, che ci hai da lungo tempo comandato di adornare il Tuo tempio di opere leggiadre e di mirabile fattura, per la gloria del Tuo nome e per l’elevazione delle nostre anime, Ti supplichiamo di accogliere queste offerte e far sì che siamo sempre consacrati al Tuo servizio, per Cristo Nostro Signore. Amen».
Violet si guardò intorno. Le panche del presbiterio, così come quelle del coro, non erano rivolte verso l’altare maggiore, ma si fronteggiavano, e le donne che vi prendevano posto avevano alle spalle un divisorio di pietra traforata con archi e ghirigori. In cima al divisorio si vedevano le urne funebri contenenti le ossa di vescovi, re e regine, indecorosamente mescolate fra loro durante la Rivoluzione, quando gli uomini di Cromwell avevano profanato i sepolcri sparpagliando i poveri resti qua e là. La prima volta che Violet aveva visitato la cattedrale, dopo essersi trasferita a Winchester, la guida le aveva spiegato che i soldati avevano scagliato le ossa sulla Grande Finestra d’Occidente mandando in frantumi la magnifica vetrata a mosaico. Dopo la restaurazione sul trono di Carlo II, nel 1660, anche la finestra era stata restaurata, alla bell’e meglio, ricomponendo in modo approssimativo le scene bibliche originali. Guardandola era impossibile intuire la sua storia travagliata, e l’intero edificio dava l’impressione di essere così da sempre, sebbene fosse stato danneggiato e ricostruito più volte nel corso dei secoli.
Era impossibile immaginare che tali atrocità avessero avuto luogo fra le stesse mura dove ora stavano recitando il Padre Nostro. Ma del resto chi avrebbe immaginato che la Gran Bretagna potesse entrare in guerra con la Germania, mandando a morire centinaia di migliaia di uomini? Poi il paese era stato rimesso insieme, come la Grande Finestra d’Occidente, e appariva di nuovo superbo e ordinato. Ma il danno ormai era fatto.
«Uniti dalla fede in Gesù Cristo, presentiamo questi doni, a maggior gloria di Dio, Nostro Signore» esclamò il vicario rivolto all’altare maggiore. Violet allungò il collo per vedere di che doni si trattasse e per poco non scoppiò a ridere: file e file di cuscini erano impilati solennemente sui gradini dell’altare.
Non che Violet disprezzasse i cuscini, specie quelli su cui ci si inginocchiava durante la messa. A St Michael, la chiesa che gli Speedwell frequentavano a Southampton, erano di cuoio e, per quanto sdruciti e schiacciati dall’uso, erano comunque meno duri e freddi del pavimento di pietra. Però non aveva mai pensato che avessero bisogno di una speciale benedizione.

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