Pausa Caffè http://www.pausacaffeblog.it/wp Il Blog per chi ama la cucina, i libri, il cinema, le serie tv, la poesia, e tutto ciò che rappresenta la quotidiana pausa caffè. Fri, 22 Mar 2019 11:32:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.10 Premio Bancarella 2019: la sestina finalista http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/premio-bancarella-2019-la-sestina-finalista.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/premio-bancarella-2019-la-sestina-finalista.html#respond Fri, 22 Mar 2019 11:32:43 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=47058 Il Premio Bancarella è un premio letterario nato nel 1953 a Mulazzo, si tiene ogni anno il penultimo sabato o domenica di luglio. Una prima selezione stabilisce i sei libri finalisti del Premio Selezione Bancarella tra i quali è poi scelto il vincitore, premiato nella serata finale con una ceramica artistica raffigurante “S.Giovanni di Dio”, il santo [...]

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Il Premio Bancarella è un premio letterario nato nel 1953 a Mulazzo, si tiene ogni anno il penultimo sabato o domenica di luglio. Una prima selezione stabilisce i sei libri finalisti del Premio Selezione Bancarella tra i quali è poi scelto il vincitore, premiato nella serata finale con una ceramica artistica raffigurante “S.Giovanni di Dio”, il santo spagnolo che durante la sua vita fu a lungo venditore di libri.

E’ stata annunciata la sestina finalista del Premio Bancarella 2019, giunto alla sessantasettesima edizione, i librai, interpreti del gusto dei lettori, hanno scelto i sei volumi finalisti.
Domenica 21 luglio, in Piazza della Repubblica a Pontremoli, si apriranno le buste con i voti dei librai e tra i sei finalisti verrà incoronato il vincitore del Premio Bancarella 2019.

Conosciamo meglio i sei finalisti del Premio Bancarella 2019:

Dove il destino non muore di Elisabetta Cametti (Cairo).
Il guardiano dei Musei nazionali delle residenze napoleoniche sa che la sua vera identità è stata scoperta. Stanno venendo a prenderlo. Ma non si farà catturare vivo, perché quello è l’epilogo di un piano scritto anni prima. L’eredità di Napoleone è in pericolo, e lui è pronto a trasferirla nelle mani della bambina che ha visto crescere. Katherine Sinclaire, però, è all’oscuro di tutto. Sta presentando il suo ultimo bestseller a Roma, in un auditorium gremito di gente, e non può nemmeno immaginare che nei ricordi delle vacanze all’Isola d’Elba si nascondano le risposte ai più grandi interrogativi della storia. Sullo sfondo, due società segrete che da duecento anni si contendono la supremazia sulla verità. La prima, voluta da Napoleone stesso per proteggere le scoperte archeologiche che hanno costellato le sue imprese. L’altra è una delle organizzazioni più influenti al mondo. Al centro, il mistero della campagna d’Egitto. Katherine si lascerà coinvolgere in una cospirazione, i cui risvolti potrebbero mettere in discussione il corso della storia e le convinzioni acquisite sulle civiltà più antiche. E quando penserà di avere decifrato tutti gli enigmi che via via le si sono presentati, si troverà intrappolata in uno sconvolgente intrigo familiare: l’inizio di un nuovo viaggio che la porterà lontano, in un futuro senza segreti nel passato. Là dove il destino non muore.

Elisabetta Cametti, classe 1970, con una laurea in Economia e Commercio in Bocconi, da vent’anni si occupa di editoria e lavora tra Milano e Londra. Nel 2013 ha pubblicato il primo romanzo della Serie K, I guardiani della storia, suo thriller di esordio e bestseller internazionale. Nel mare del tempo, secondo romanzo della Serie K, è stato pubblicato nel 2014. E’ opinionista in programmi televisivi di attualità e cronaca ed è responsabile della rubrica Giallo&Nero del settimanale Nuovo.

Il ladro gentiluomo di Alessia Gazzola (Longanesi).
La Alice Allevi che si mette nei guai sembrerebbe essere solo un ricordo: è cresciuta adesso, è ormai una specialista e anche il suo rapporto con il temibile ma perfetto CC sembra aver trovato il giusto equilibrio. Finché Alice non ottiene il trasferimento che aveva chiesto in un momento di sconforto. Destinazione: Domodossola. Un grande cambiamento nella vita di Alice, che però non ha tempo per disperarsi perché nel corso di un’autopsia scopre un dettaglio che cambia le carte in tavola. Nello stomaco della vittima c’è un diamante di caratura eccezionale, che Alice decide di consegnare prontamente alle forze dell’ordine. Così affida quella prova così importante all’ufficiale giudiziario che le si presenta davanti: impeccabile, elegante, sembra il perfetto rappresentante della giustizia. Se non fosse che l’uomo sparisce nel nulla ed è Alice a finire nei guai. Un’altra volta.

Alessia Gazzola, nata a Messina nel 1982, è medico chirurgo specialista in medicina legale, appassionata di cinema, letteratura e storia. Ha scritto il suo primo racconto da bambina e da quel momento non ha più smesso di scrivere. Da poco si è trasferita a Verona con il marito e le due bimbe. Ha esordito nella narrativa con il romanzo L’allieva, che ha fatto conoscere il personaggio di Alice Allevi. La Rai ha realizzato una fiction sui suoi romanzi.

Prima che te lo dicano gli altri di Marino Magliani (Chiarelettere).
Prima di essere un cacciatore e bracconiere, e agricoltore solitario con la passione dell’innesto, Leo Vialetti è stato un bambino della Val Prino nell’Italia del boom che qui non è mai arrivato, una Liguria di frontiera che vede il mare per sbaglio e in cui crescere senza padre significa diventare grandi troppo presto.
In un’estate decisiva come tutte quelle che fanno da preludio all’adolescenza, l’unico adulto che sembra volersi prendere cura di lui è uno straniero, un argentino, Raul Porti, che gli dà ripetizioni scolastiche e gli insegna ad amare e rendere fertile la terra, prima di sparire improvvisamente.
Quando Leo deciderà di comprare all’asta la vecchia villa di Raul Porti, ciò che scoprirà lo costringerà a perdere un mezzo amore appena sbocciato e partire alla cieca per l’Argentina, per capire dove e come sia finito l’uomo più importante della sua vita, proprio nei giorni più terribili del Novecento sudamericano, quelli dei desaparecidos.
Grazie a una lingua lirica, affilata e precisa, Magliani costruisce una storia durissima di formazione, che non fa sconti alla nostra storia recente e che ci racconta di un affetto che travalica sentenze e confini spaziotemporali per restituirci l’avventura epica per eccellenza, la ricerca delle proprie radici.

Marino Magliani è nato in Val Prino, nell’entroterra di Imperia, nel 1960. Ha vissuto per anni tra Spagna e America Latina e alla fine del secolo scorso si è stabilito in Olanda, sulla costa, dove scrive e traduce. Tra le numerose opere ricordiamo: il romanzo storico L’estate dopo Marengo (Philobiblon, 2003); Quattro giorni per non morire (Sironi, 2006); Il collezionista di tempo (Sironi, 2007); La tana degli alberibelli (Pagine sulla Liguria, 2009), vincitore del premio Frontiere-Biamonti; Soggiorno a Zeewijk (Amos editore, 2014); L’esilio dei moscerini danzanti giapponesi (Exorma, 2017). È anche autore di racconti, tradotti in olandese e usciti sulle riviste “Nuovi Argomenti” e “No Reply”.

Preludio a un bacio di Tony Laudadio (NN Editore).
Emanuele è un barbone, un musicista che suona agli angoli delle strade. Ha rinunciato a ogni affetto e contatto umano, tranne quello di Maria, che lavora in un bar e si prende cura di lui. Finché un giorno, dopo un’aggressione, Emanuele si risveglia in ospedale e si accorge d’un tratto che la sua apatia è scomparsa: persone e cose brillano di una nuova luce, spingendolo ad agire per rimediare agli errori di un passato sprecato. Non solo un romanzo, ma un monologo su carta ambientato in un teatro fatto di jazz, ricordi e rimpianti; Tony Laudadio ci consegna una storia colorata come una processione lungo le strade di una città di provincia, popolare e anche un po’ kitsch, emozionante come il brivido che ci coglie quando ritroviamo frammenti di fiaba nella vita di tutti i giorni.
Preludio a un bacio è la storia di una rinascita in crescendo, in corsa verso una felicità inafferrabile, ma comunque capace di dare senso a una vita intera.

Tony Laudadio nato nel 1970 a La Spezia, ha vissuto a Caserta fin dal ’71. Si è formato alla Bottega Teatrale di Vittorio Gassman. È attore di teatro e di cinema e autore di testi teatrali e opere letterarie. Con NNE, nella serie ViceVersa, ha pubblicato L’uomo che non riusciva a morire.

Évelyne di Marco Scardigli (Interlinea).
In piena Belle Époque in un albergo di Novara arriva una donna francese così affascinante da diventare l’oggetto delle attenzioni di tutti i viveur della città. Sarebbe solo materia di pettegolezzo, se non fosse che la sua presenza coincide con una sequenza di eventi via via più misteriosi e tragici. Quando, nel fossato del castello, viene trovato il corpo di una giovane terribilmente sfigurata, i giornali si buttano con avidità sulla vicenda, che sembra ricalcare quella londinese di Jack lo Squartatore. Sul caso indaga il commissario Marchini, ma verranno coinvolti anche il suo amico, il maggiore Stoffel, e Tina, la donna amata da entrambi. E sarà un’avventura che cambierà del tutto le loro vite.

Marco Scardigli è nato a Novara, nel 1959. E’un saggista ed ha insegnato storia coloniale presso l’Università di Pavia. Le sue opere principali riguardano la storia militare ed in particolare la storia della guerra, delle battaglie e della cultura bellica, pubblicando per Utet, Rizzoli e Mondadori. È anche appassionato di gialli e questa è la seconda avventura (dopo Evelina. Il mistero del volto dipinto, Mondadori) con protagonisti il trio Tina, Stoffel e Marchini. Oltre alla storia e alla narrativa, è anche appassionato di giochi e di cultura gastronomica.

Come una famiglia di Giampaolo Simi (Sellerio).
Un giovane calciatore promettente, l’euforia della vittoria, i complimenti dell’allenatore e di qualche spettatore importante. La famiglia Corbo si ritrova riunita in una serata che sembra quella dei tempi in cui tutto andava per il verso giusto. Il figlio Luca può avere una carriera da professionista, è stato notato da alcuni procuratori, ed è il momento di fare una scelta. Sono trascorsi alcuni anni dall’estate del caso Nora Beckford, quando Dario Corbo, ex giornalista, cinico malinconico, toscano al cento per cento, ha cercato di riscattare l’immagine di un’assassina che lui stesso aveva contribuito a creare. Ora Dario lavora per lei, alla Fondazione che cura l’opera del padre artista, e in molti hanno da ridire. Basta una telefonata a cambiare tutto, ancora una volta. Dario viene chiamato all’albergo dove il figlio alloggia con la squadra, due poliziotti stanno frugando nella sua stanza, Luca è pallido e silenzioso. La notte precedente una ragazza è arrivata al pronto soccorso accompagnata da un’amica, ha denunciato di essere stata portata sulla spiaggia, stuprata e picchiata da un ragazzo conosciuto in discoteca. Quel ragazzo si chiama Luca, e gioca a calcio. Giampaolo Simi ci riporta in Versilia e nel mondo de La ragazza sbagliata, e traccia un affresco ambizioso e avvincente, di raffinato realismo e lancinante tensione. La storia di una famiglia costretta a guardarsi dentro per comprendere fino a che punto ci si può spingere per proteggere le persone che amiamo, e scossa dal sospetto che in un figlio si possa nascondere una creatura feroce.

Giampaolo Simi è nato a Viareggio nel 1965, dove ha frequentato il liceo classico Giosuè Carducci. La popolarità è arrivata con i romanzi pubblicati per la Memoria di Sellerio (Cosa resta di noi – 2015 Premio Scerbanenco, La ragazza sbagliata- 2018 Premio Letterario Chianti e Come una famiglia). Ha collaborato come soggettista e sceneggiatore alle fiction «RIS», «RIS Roma» e «Crimini».

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Giornata mondiale dell’acqua 2019 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/giornata-mondiale-dellacqua-2019.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/giornata-mondiale-dellacqua-2019.html#respond Fri, 22 Mar 2019 08:56:22 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=47052 Oggi è la giornata mondiale dell’acqua istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 a seguito della Conferenza sull’Ambiente e lo Sviluppo delle Nazioni Unite tenutasi, nello stesso anno, a Rio in Brasile. La celebrazione della giornata mondiale dell’acqua è l’occasione utile per ricordare a tutti i cittadini che si tratta di un bene inestimabile, di una indispensabile fonte di [...]

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Oggi è la giornata mondiale dell’acqua istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 a seguito della Conferenza sull’Ambiente e lo Sviluppo delle Nazioni Unite tenutasi, nello stesso anno, a Rio in Brasile.

La celebrazione della giornata mondiale dell’acqua è l’occasione utile per ricordare a tutti i cittadini che si tratta di un bene inestimabile, di una indispensabile fonte di vita e che deve essere usata in maniera intelligente, senza sprechi inutili, il significato di questa giornata si concretizza nella necessità di promuovere attività di informazione ed educazione all’ utilizzo e al trattamento dell’acqua potabile nonché al suo consumo responsabile.

Impariamo a camminare verso una nuovo stile di vita, per un consumo consapevole

Abbiamo cercato di piegare l’acqua alle nostre esigenze, per molto tempo l’abbiamo trattata come se fosse inesauribile, ci rendiamo sempre più conto che non è così e che si deve fare un piano per trovare soluzioni concrete per una gestione sostenibile, efficiente ed equa, il riconoscimento del diritto universale all’acqua dovrà essere elemento centrale per lo sviluppo umano e strumento di lotta alla povertà.
Sfide che arrivano fin dentro le nostre case: ogni cittadino, informato sulle ripercussioni globali dello spreco idrico, è chiamato ad adottare accorgimento salva-acqua.
Lo sapete che lo sciacquone della toilette in un paese occidentale impiega una quantità d’acqua equivalente a quella che, nel mondo in via di sviluppo, una persona media impiega per lavare, bere, pulire e cucinare nell’arco di un’intera giornata.

L’edizione 2019 è dedicata al tema Water for all: Leaving no one behind (Acqua per tutti: non lasciare indietro nessuno) è un invito a porre attenzione alle difficoltà che ancora oggi incontrano milioni di persone per l’accesso all’acqua e spesso di pessime qualità e, insieme, un invito a cooperare per ridurre tali difficoltà. Le difficoltà di accesso alla risorsa idrica, storiche per certe aree geografiche, sono aumentate ed estese ad altre aree del Pianeta. L’importanza di una cura sempre maggiore nei confronti degli aspetti qualitativi delle acque è riconducibile all’aumento osservato negli ultimi decenni a livello globale della contaminazione delle acque superficiali da parte di numerosi composti chimici, spesso non oggetto di monitoraggio.

La direttrice dell’UNESCO, Audrey Azoulay, ha dichiarato:

“L’accesso all’acqua è un diritto umano vitale per la dignità di ogni essere umano, ma ancora oggi miliardi di persone ne sono private. Siamo dunque lontani da ciò che si era prefissata l’ONU. Garantire a tutti l’uso sostenibile della risorsa idrica e dei servizi igienici rimane un obiettivo lontano. Per farlo diventare realtà, serve una volontà collettiva di andare avanti e bisogna garantire l’inclusione delle persone, nessuno deve essere lasciato indietro nei processi decisionali.”

Noi cosa possiamo fare:
1) Installare rubinetti e termostati che erogano all’istante l’acqua già alla temperatura desiderata;
2) Installare della rubinetteria intelligente per ridurre il consumo idrico. È un ottimo modo per diminuire i consumi idrici senza quasi rendersene conto, perché ci pensa l’erogatore a gestire il flusso dell’acqua;
3) Chiudere sempre il rubinetto mentre si lavano i denti, si fa la barba o lo shampoo;
4) Utilizzare la lavatrice o la lavastoviglie sempre a pieno carico;
5) Ridurre i consumi di acqua in bagno. L’uso del WC da solo rappresenta in media ben il 30% del consumo idrico di una casa. Ciò evidenzia come l’installazione di cassette di risciacquo che permettano di ridurre i volumi di scarico può rappresentare un notevole risparmio idrico;
6) Irrigare orti e giardini domestici con metodi razionali ed efficienti. Un suggerimento potrebbe essere riutilizzare i litri di acqua che altrimenti andrebbero sprecati per innaffiare le piante: l’acqua usata per lavare e bollire le verdure, per cucinare pasta, riso, patate e tutta quella che non inquinata da detersivi.

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Libri contro la mafia http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/libri-contro-la-mafia.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/libri-contro-la-mafia.html#respond Thu, 21 Mar 2019 14:11:41 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=46986 Con mafia vengono indicate tutte le organizzazioni malavitose, spesso il temine viene associato solo alla più famosa “Cosa nostra”, che si riferisce alla mafia siciliana, troppo spesso mitizzata dal cinema. Con radici in Sicilia, Calabria e Campania le mafie si sono sviluppate anche nel Nord Italia, in Europa e nel mondo, riuscendo a fare affari [...]

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Con mafia vengono indicate tutte le organizzazioni malavitose, spesso il temine viene associato solo alla più famosa “Cosa nostra”, che si riferisce alla mafia siciliana, troppo spesso mitizzata dal cinema. Con radici in Sicilia, Calabria e Campania le mafie si sono sviluppate anche nel Nord Italia, in Europa e nel mondo, riuscendo a fare affari manovrando anche le istituzioni. Il fenomeno fonda il suo potere sulla violenza e sul consenso sociale, spinto dal terrore di ripercussioni.

Le mafie che più conosciamo sono: Cosa Nostra con radici Siciliane, la Camorra nata in Campania dove resta molto radicata, la ‘Ndrangheta che è calabrese anche se oggi è ormai diffusa anche all’estero, la Sacra Corona Unita nata in Puglia, nel Salento. Ma le mafie sono molte e mondiali, come quella cinese “Triade”, il Cartello in Messico, la Fratellanza Solncevskaja in Russia, la Yakuza in Giappone, Naša Stvar in Serbia, quella Albanese, Giamaicana, nigeriana, ecc.
Quello mafioso si presenta oggi come un fenomeno non solo nazionale, ma perfino globale, poichè globali sono gli interessi delle mafie e il loro raggio d’azione.

Una serie di libri contro le mafie che vi consiglio per conoscere meglio questa triste realtà, per non dimenticare le vittime della mafia, per farsi un’idea di quello che affronta chi ogni giorno continua a combatte con coraggio.

Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia.
Di questo romanzo breve sulla mafia, apparso per la prima volta nel 1961, ha scritto Leonardo Sciascia: “… ho impiegato addirittura un anno, da un’estate all’altra, per far più corto questo racconto. Ma il risultato cui questo mio lavoro di ‘cavare’ voleva giungere era rivolto più che a dare misura, essenzialità e ritmo, al racconto, a parare le eventuali e possibili intolleranze di coloro che dalla mia rappresentazione potessero ritenersi, più o meno direttamente, colpiti. Perché in Italia, si sa, non si può scherzare né coi santi né coi fanti: e figuriamoci se, invece che scherzare, si vuole fare sul serio”.

La storia della mafia di Leonardo Sciascia.
“Non c’è impiegato in Sicilia che non sia prostrato al cenno di un prepotente e che non abbia pensato a trarre profitto dal suo ufficio. Questa generale corruzione ha fatto ricorrere il popolo a rimedi oltremodo strani e pericolosi. Ci sono in molti paesi delle fratellanze, specie di sette che diconsi partiti, senza riunione, senz’altro legame che quello della dipendenza da un capo… Il popolo è venuto a convenzione coi rei. Come accadono furti escono dei mediatori… Molti alti magistrati coprono queste fratellanze…” Così don Pietro Ulloa, procuratore a Trapani nell’anno di grazia 1838. Un giudizio e un ritratto ancora stimolanti, Sciascia se ne appropria e traccia un profilo, denso e inevitabilmente problematico, della cosiddetta onorata società, in questo scritto per la prima volta in volume.
Cose di Cosa Nostra di Giovanni Falcone e Marcelle Padovani.
La penna è quella della giornalista francese Marcelle Padovani, ma la voce narrante è quella di Giovanni Falcone. Le venti interviste diventano materiale per dettagliate narrazioni in prima persona che si articolano in sei capitoli, disposti come altrettanti cerchi concentrici attorno al cuore del problema-mafia: lo Stato. Un’analisi che parte dalla violenza, dai messaggi e messaggeri, per arrivare agli innumerevoli intrecci tra vita siciliana e mafia, all’organizzazione in quanto tale, al profitto sua vera ragion d’essere e, infine, alla sua essenza: il potere. Una testimonianza resa da Falcone dopo aver lasciato Palermo nel 1991.

Paolo Borsellino di Umberto Lucentini.
Il 19 luglio 1992 Paolo Borsellino viene ucciso dalla mafia in via D’Amelio, mentre si recava a trovare la madre malata. Giovanni Paolo II, durante l’Anno Santo del 2000, fa memoria dei martiri del Ventesimo secolo; la commissione storica incaricata di individuare questi martiri, inserisce nel lungo elenco anche Paolo Borsellino. Questo libro, nuova edizione del libro apparso nel 1994 ma arricchito di nuove testimonianze inedite – l’intervista alla moglie del magistrato, il colloquio con i figli, la parola del parroco e della sorella – racconta cosa è cambiato in questi ultimi anni. E svela nuovi, illuminanti aspetti, della vita di questo magistrato martire della giustizia. Umberto Lucentini è nato a Palermo nel 1962. Lavora al “Giornale di Sicilia”; ha collaborato a “L’Espresso” e a “L’Europeo”. La sua frequentazione con Paolo Borsellino risale ai tempi in cui il giudice era procuratore della Repubblica a Marsala e avevano progettato di scrivere un libro a quattro mani.

L’assedio. Troppi nemici per Giovanni Falcone di Giovanni Bianconi.
A venticinque anni dall’attentato di Capaci, Giovanni Bianconi ricostruisce, attraverso i documenti e i ricordi dei protagonisti, l’ultimo periodo della vita di Giovanni Falcone. Un’indagine nella Storia, che rivela la condizione di accerchiamento in cui si è trovato il giudice palermitano, stretto tra mafiosi, avversari interni al mondo della magistrature e una classe politica nel migliore dei casi irresponsabile. E individua coloro che, nascosti dietro il paravento del “rispetto delle regole”, lo contrastarono, tentarono di delegittimarlo e lo isolarono fino a trasformarlo nel bersaglio perfetto per i corleonesi di Totò Riina.

Peppino Impastato. Una vita contro la mafia di Salvo Vitale.
Peppino Impastato nasce a Cinisi, piccolo centro vicino a Palermo; rompe con il padre “…capo di un piccolo clan e membro di un clan più vasto, con connotati ideologici tipici di una civiltà tardo-contadina e preindustriale, aveva concentrato tutti i suoi sforzi, sin dalla mia nascita, nel tentativo di impormi le sue scelte e il suo codice comportamentale. È riuscito soltanto a tagliarmi ogni canale di comunicazione affettiva e compromettere definitivamente ogni possibilità di espansione lineare della mia soggettività… (scrive Peppino)”, lo caccia di casa e lui, forte di una formazione comunista, avvia un’attività politico-culturale contro il silenzio e le diffuse connivenze mafiose. Dalla protesta in piazza ai giornali volanti, alle manifestazioni improvvisate, Peppino arriva infine all’uso politico di una radio, Radio Aut, emittente autofinanziata che indirizza i suoi sforzi e la sue scelte nel campo della controinformazione e soprattutto in quello della satira nei confronti della mafia e degli esponenti della politica locale. Dai microfoni della radio fa nomi e cognomi, denuncia interessi che ruotano intorno all’ampliamento dell’aeroporto di Punta Raisi, mettendo con le spalle al muro il boss Tano Badalamenti che, per ritorsione, ne commissiona l’assassinio. Il 9 maggio 1978 a Cinisi viene ritrovato il corpo senza vita di Peppino Impastato dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari della linea ferrata Palermo-Trapani.

Resistere a mafiopoli. La storia di mio fratello Peppino Impastato di Giovanni Impastato.
“La mafia era sempre stata di famiglia per noi, interna alla nostra casa, così abituale da non farsi notare; ma, con l’omicidio dello zio, d’improvviso diventava una forma spaventosa, sconosciuta e falsamente benevola. Di quel nucleo familiare, così forte e unito, di quella famiglia felice e ostentatamente patriarcale come era la mia, oggi non esiste più niente: è stata spazzata via dalla crudeltà della mafia che non ha avuto il minimo scrupolo a sconvolgere i nostri affetti e i nostri sentimenti. La nostra famiglia si sfaldava e, a peggiorare le cose, avrebbe contribuito anche un atteggiamento che, fino ad allora, ci era sconosciuto. Cominciarono problemi nei rapporti familiari, soprattutto per la reazione di Peppino che da allora cominciò a chiedersi in che famiglia e in che mondo vivesse. Sono stati tempi molto difficili. Almeno agli inizi, sembrava impossibile poterci liberare da quell’oppressione mafiosa, toglierci dalla testa quel velo di falsità che ricopriva anche la nostra casa. Ci siamo riusciti pagando un prezzo altissimo ma con un risultato straordinario che oggi possiamo rivendicare con pieno merito: quello di essere tornati a vivere come persone libere che sono riuscite a far capire che in Sicilia è possibile resistere contro lo strapotere della mafia. Un’eredità dal valore inestimabile, una ricchezza che ci è stata lasciata da Peppino e che mia madre e io abbiamo saputo raccogliere per essere i testimoni del nostro tempo.”

Oltre i cento passi di Giovanni Impastato.
È la primavera del 1977 quando Peppino Impastato, insieme a un gruppo di amici, inaugura Radio Aut, una radio libera nel vero senso della parola. Da Cinisi, feudo del boss Tano Badalamenti, e dall’interno di una famiglia mafiosa, Peppino scuote la Sicilia denunciando i reati della mafia e l’omertà dei suoi compaesani. Una voce talmente potente che poco più di un anno dopo, la notte tra l’8 e il 9 maggio, viene fatta tacere per sempre. Ma pure questo è uno degli errori della mafia: pensare corto. Perché, anche se non era scontato, la voce di Peppino da allora non ha mai smesso di parlare, di lottare per la dignità delle persone, di illuminare la strada. È una strada lunga, se si pensa che ancora oggi chi ha depistato le indagini sull’omicidio di Peppino ha fatto carriera, mentre chi invocava la verità non c’è più. Ma è una strada percorsa ormai da migliaia di persone. Per la prima volta, Giovanni, fratello di Peppino, che ne ha raccolto il testimone, fa il punto della situazione delle mafie – e delle antimafie – in Italia, dall’osservatorio di Casa Memoria e del Centro Impastato, da quarantanni in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata.

Insieme a Felicia. Il coraggio nella voce delle donne di Gabriella Ebano.
Felicia Bartolotta, madre di Peppino Impastato, è stata una donna che ha lasciato un segno forte in tante persone che l’hanno conosciuta. Gabriella Ebano, dal primo incontro con lei nel 2003, l’ha frequentata assiduamente negli ultimi anni della sua vita e le rende omaggio con questo libro, attraverso una serie di interviste e di fotografie. Insieme a Felicia ecco quindi un coro di voci, che appartengono alle donne che le hanno vissuto accanto o che hanno avuto un destino amaro, simile al suo. In entrambi i casi, con coraggio ne hanno raccolto l’eredità umana e civile. Nella prima parte del libro troviamo le interviste più recenti: aneddoti e riflessioni di alcune delle donne che in modi molto diversi tra loro – dalle volontarie di Casa Memoria alle attrici che l’hanno interpretata nei film dedicati alla storia della sua famiglia – continuano a trasmetterne il messaggio alle giovani generazioni. Gli scatti di Gabriella Ebano, tra cui alcuni inediti, ritraggono Felicia nella sua casa, in momenti significativi. Nella seconda parte, scorrono invece le storie di donne a cui la mafia ha strappato gli affetti più cari, e che dunque hanno condiviso con Felicia la medesima, dolorosa esperienza. Madri, figlie, sorelle e mogli che ricordano le figure di sindacalisti, magistrati, giornalisti, uomini delle forze dell’ordine e persone comuni, le cui vite sono state spezzate in ragione del loro impegno contro la criminalità.

Io non tacerò. La lunga battaglia per la giustizia di Antonino Caponnetto.
Era un galantuomo, Antonino Caponnetto. Fatto all’apparenza di cartavelina, eppure sempre in prima linea nella lotta alla mafia. Nei suoi ultimi, intensi dieci anni, dall’uccisione dei suoi “figli, fratelli, amici”, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, fino al 2002, il giudice Caponnetto ha smentito l’idea secondo cui vi sia un’età per andare in pensione dall’impegno civile. E ha attraversato il nostro Paese in maniera capillare e ragionata. In mille scuole e in cento piazze ha insegnato la Costituzione italiana, l’etica della responsabilità, ha parlato di educazione alla legalità, di solidarietà, di pace, di diritti, ha raccontato un’idea di informazione libera e di giustizia possibile. I discorsi, le lezioni, gli scritti e le interviste sono ora qui raccolti e da essi traspare un pensiero rigoroso, colto, impermeabile a qualsiasi compromesso o comoda prudenza. In questo libro sta l’eredità di un grande testimone civile e di un instancabile custode di memoria. Una metafora crudele della fatica della memoria e dell’importanza di recuperarne ogni frammento.

L’agenda rossa di Paolo Borsellino. Gli ultimi 56 giorni nel racconto di familiari, colleghi, magistrati, investigatori e pentiti di Giuseppe Lo Bianco.
«Questo non è soltanto un libro su un’agenda scomparsa. Questo è soprattutto un libro su una storia scomparsa: la storia degli ultimi giorni di Paolo Borsellino.» Marco Travaglio
Molto è stato detto per celebrare la figura eroica di Paolo Borsellino. Molto poco invece si sa degli ultimi 56 giorni della sua vita, dalla strage di Capaci all’esplosione di via D’Amelio, quando qualcuno decide la sua condanna a morte. Lo Bianco e Rizza ricostruiscono quei giorni drammatici con l’aiuto delle carte giudiziarie, le testimonianze di pentiti ed ex colleghi magistrati, le confidenze di amici e familiari. E ci restituiscono le pagine dell’agenda scomparsa nell’inferno di via D’Amelio, in cui Borsellino annotava le riflessioni e i fatti più segreti. Qualcuno si affrettò a requisirla: troppo scottante ciò che il magistrato aveva annotato nella sua corsa contro il tempo, giorno dopo giorno. Chi incontrava? Chi intralciava il suo lavoro in Procura? Quali verità andava scoprendo? E perché, lasciato solo negli ultimi giorni della sua vita, disse: “Ho capito tutto… mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia… Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri”?

Padrini e padroni. Come la ‘ndrangheta è diventata classe dirigente di Nicola Gratteri.
Nel 1908, un tragico terremoto divora Messina e Reggio Calabria. Si stanziano quasi centonovanta milioni di lire per la ricostruzione, ma la presenza nella gestione dei fondi anche di boss e picciotti – molti dei quali tornati dall’America per l’occasione – causerà danni gravissimi, sottraendo risorse preziose, trasformando le due città in enormi baraccopoli e dando vita a un malcostume ormai diventato abituale. Lo stesso scenario che si ripeterà, atrocemente, cent’anni dopo, nel 2009, con il terremoto dell’Aquila. Mentre la gente moriva, in Abruzzo c’era chi già pensava ai guadagni. E ancora, nel 2012, nell’Emilia che crolla la mafia arriva prima dei soccorsi. In Piemonte, la ‘ndrangheta era riuscita a infiltrarsi nei lavori per la realizzazione del villaggio olimpico di Torino 2006 e in quelli per la costruzione della Tav nella tratta Torino-Chivasso. La corruzione, l’infiltrazione criminale, i legami con i poteri forti – occulti, come le logge segrete, e non, come la politica sul territorio e a tutti i livelli, fino ai più alti – sono oggi parte di una strategia di reciproca legittimazione messa in opera da decenni da tutte le mafie e in particolare dalla ‘ndrangheta. Già nel 1869, le elezioni amministrative di Reggio Calabria erano state annullate per le evidentissime collusioni ‘ndranghetiste. Il primo caso di una serie di episodi che nei decenni hanno segnato l’intera penisola, arrivando fino a Bardonecchia, in Piemonte, nel 1995, e a Sedriano, in Lombardia, nel 2013.

La mattanza. Dal silenzio sulla mafia al silenzio della mafia di Carlo Lucarelli.
Per meglio ricordare Falcone e Borsellino, partiamo da più lontano. Da quell’undici giugno del 1969, quando si apre il processo di Bari che rompe il silenzio sulla mafia, passando per l’uccisione del giornalista Mario Francese, e Totò Riina, Leoluca Bagarella e Bernardo Provenzano, il sacco di Palermo e la guerra dei Corleonesi. E Francesca Morvillo e Ninetta Bagarella. Le morti di Boris Guliano, Cesare Terranova, Pio La Torre, Rocco Chinnici e Carlo Alberto Dalla Chiesa. La strage di Ciaculli, la nascita del pool antimafia, la stagione dei pentiti, il maxiprocesso. Arriviamo così alle stragi di Capaci e di via D’Amelio. Alla reazione dello Stato e il 41bis, la morte di don Pino Puglisi. Fino a giungere alle relazioni tra mafia e politica. E al silenzio della mafia.

È Stato la mafia di Marco Travaglio.
“Perché avvelenarci il fegato con queste storie vecchie di oltre vent’anni, con tutti i problemi che abbiamo oggi? La risposta è semplice e agghiacciante: sono storie attuali, come tutti i ricatti che assicurano vita e carriera eterna tanto ai ricattatori quanto ai ricattati. Da ventidue anni uomini delle istituzioni, della politica, delle forze dell’ordine, dei servizi e degli apparati di sicurezza custodiscono gelosamente, anzi omertosamente, i segreti di trattative immonde, condotte con i boss mafiosi le cui mani grondavano del sangue appena versato da Giovanni Falcone, da Francesca Morvillo, da Paolo Borsellino, dagli uomini delle loro scorte, dai tanti cittadini innocenti falciati o deturpati dalle stragi di Palermo, Firenze, Milano e Roma. E su quei segreti e su quei silenzi hanno costruito carriere inossidabili, che durano tutt’oggi… Chi volesse capire perché in Italia tutto sembra cambiare – gattopardescamente – per non cambiare nulla provi a seguire con pazienza il filo di questo racconto. Se, alla fine, avrà saputo e capito qualcosa in più, questo spettacolo e questo libro avranno centrato il loro obiettivo: quello di mettere in fila i fatti per strappare qualche adepto al Ptt, il partito trasversale della trattativa.” (Marco Travaglio)

La repubblica delle stragi. 1978/1994. Il patto di sangue tra Stato, mafia, P2 ed eversione nera di Salvatore Borsellino.
La storia occulta del nostro Paese viene scritta in sedici anni: dal 1978 al 1994. Il finto sequestro Sindona, la strage di Bologna, le bombe del Rapido 904, l’estate dell’Addaura e dell’assassinio Agostino, l’autoparco milanese di via Oreste Salomone e l’omicidio Mormile, i giorni della Falange Armata, quelli della Uno bianca e la militarizzazione del Paese con una serie di fatti di sangue e attentati apparentemente senza senso. Fino ad arrivare agli ordigni di Cosa nostra del ’92 e del ’93, segnali di una trattativa avviata dalla mafia con uomini delle istituzioni. Nel novembre 1993 però tutto sembra smorzarsi per poi tacere definitivamente nel febbraio 1994. Cos’è successo? Prefazione di Marco Travaglio.

Quarant’anni di mafia. Storia di una guerra infinita di Saverio Lodato.
La storia di Cosa Nostra dagli anni Sessanta fino alle ultime rivelazioni sulla trattativa fra Stato e mafia. Uno studio rigoroso e acuto – i cui risultati furono apprezzati anche da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino oggi completamente rivisto e aggiornato fino ai nostri giorni. Uno strumento per comprendere la natura di Cosa Nostra, per fare luce sui torbidi rapporti, sempre in bilico tra collusione e aperto conflitto, fra lo Stato e questo enorme potere criminale, per ricordare gli eroi, i vincitori e gli sconfitti di una guerra infinita. Un’opera enciclopedica che mette a sistema, senza censure né retorica, i fatti che hanno segnato la storia della mafia; una fotografia fedele della sua evoluzione, priva dell’alone folcloristico che solitamente offusca le cronache criminali; il punto d’arrivo e allo stesso tempo la premessa di una riflessione sul futuro di Cosa Nostra. E del nostro Paese.

Modelli criminali. Mafie di ieri e di oggi di Michele Prestipino e Giuseppe Pignatone.
Giuseppe Pignatone e Michele Prestipino ci svelano le caratteristiche e le trasformazioni delle organizzazioni mafiose di cui si sono occupati nella loro lunghissima esperienza da Palermo a Reggio Calabria, fino alle più recenti inchieste che hanno coinvolto la capitale. Il libro analizza il dna della mafia siciliana e di quella calabrese: la struttura organizzativa su cui entrambe si fondano, la ‘famiglia’ in cui si entra mediante cerimonie solenni e, infine, il sistema di relazioni che le collegano a soggetti esterni. Un’ampia parte – aggiornatissima alle ultime decisioni dei giudici romani – è dedicata alla presenza della mafia nel Lazio e nella capitale. Dalle vicende romane si prende spunto per affrontare un aspetto oggi centrale nelle pratiche mafiose: l’utilizzo sistematico dei metodi corruttivi e collusivi, senza mai dimenticare che mafia e corruzione sono due cose diverse. Infine gli autori prendono in esame gli scenari più recenti e di frontiera della criminalità economica, particolarmente preoccupanti perché l’espansione delle mafie e la penetrazione dei capitali illeciti nell’economia legale mettono in pericolo le basi stesse della vita democratica.

Lezioni di mafia. La storia, i crimini e i misteri di Cosa nostra, le indagini dell’antimafia di Pietro Grasso.
L’aula magna della Suprema Corte di Cassazione a Roma è il luogo simbolico scelto da Pietro Grasso per le sue “Lezioni di mafia”, un progetto televisivo voluto per svelare i delitti e i traffici di una delle più potenti e sanguinarie organizzazioni criminali. Il suo racconto, che il libro riprende e approfondisce, si addentra nel mondo di Cosa nostra spiegando la struttura della Cupola, la creazione del consenso, gli affari, i rapporti con la politica e la Chiesa, il ruolo delle donne, le stragi, le indagini dell’antimafia. Ciascuna delle dodici lezioni affronta un tema, offrendo un’informazione di base sul fenomeno mafioso e mostrando quanto sia pericoloso, per la sopravvivenza delle istituzioni e della stessa democrazia, quel sistema sociale e culturale, così diffuso nel nostro Paese, dove si intrecciano l’intimidazione, il clientelismo e la rassegnazione a vivere nell’illegalità.

Voi non sapete: Gli amici, i nemici, la mafia, il mondo nei pizzini di Bernardo Provenzano di Andrea Camilleri.
Dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio, dopo le morti di Falcone e Borsellino, la mafia decide di aprire una nuova fase strategica. Abbandonato lo scontro frontale con le istituzioni e le azioni eclatanti organizzate da Totò Riina, si preferisce adottare la cosiddetta “strategia dell’immersione”: allentare la tensione, entrare in una zona grigia nella quale si possa, più e meglio di prima, fare affari e ritessere l’intreccio della trama criminale. “Tutto si deve svolgere in immersione, sott’acqua, quell’enorme sommergibile che è la mafia deve d’ora in avanti navigare a quota periscopio.”
La mente di questo nuovo corso è quella di Bernardo Provenzano.
Latitante per quarant’anni, durante i quali la sua unica immagine pubblica è quella catturata da sbiadite foto segnaletiche giovanili, Provenzano si trasforma dallo spietato assassino noto col soprannome di ‘u tratturi in capo attento, oculato, perfino conciliante, all’apparenza.
Nella frase con cui accoglie le forze dell’ordine quando viene catturato (“Voi non sapete quello che state facendo”) è racchiuso il senso minaccioso di un ordine costruito con meticolosa, sotterranea implacabilità. E gli ormai celebri “pizzini”, con i loro codici e sottocodici, con le allusività e il tono ora criptico, ora oracolare, ora dimesso, con i loro svarioni autentici o calcolati (lo “sgrammatichizzo”) sono l’arcaico sistema che regola una sofisticata, modernissima ragnatela.
Nel rigoglio della sua produzione narrativa quasi mai, per esplicita scelta, Andrea Camilleri ha toccato il tema della mafia. Ma quando i pizzini di Provenzano sono stati resi pubblici è stato subito chiaro che, per la loro stessa natura, quei testi costituivano per lui un’opportunità di riflessione imperdibile: linguisticamente anomali, antropologicamente emblematici per la concezione della religione, della famiglia, delle gerarchie, dei rapporti tra le persone che esprimono, sembravano fatti apposta per entrare nell’universo letterario dello scrittore di Porto Empedocle.
E così è stato. Ne è venuto fuori un libro di forte sapore narrativo e di amara onestà, di cerimoniosa ferocia e acre ironia. Una sorta di dizionario che, voce per voce, ci svela l’alfabeto con cui il boss dei boss ha parlato per più di quarant’anni alla sua organizzazione e ne smonta gli ingranaggi per mostrarci che, sotto la superficie di parole apparentemente comuni, può celarsi la feroce banalità del male. E che i primi anticorpi che una società civile deve sviluppare contro la vischiosa rete delle complicità mafiose sono quelli di un linguaggio limpido, onesto, condiviso.
Un libro, questo, in cui il piacere della lettura, il gusto per la battuta e per il paradosso non si possono districare mai da un diffuso senso di allarme. E anche questa è una nota nuova nell’orchestrazione stilistica del Maestro: per la prima volta, forse, il lettore non approda alla catarsi dell’invenzione camilleriana ma rimane inchiodato, attonito, davanti alla grottesca efferatezza del mondo.

Pippo Fava. Un antieroe contro la mafia di Massimo Gamba.
Pippo Fava era un giornalista a caccia di notizie. Un giornalista che aveva un «concetto etico» del suo lavoro. Un cronista coraggioso, se è vero che il suo omicidio è stato preceduto da numerose minacce, che però non sono mai riuscite a condizionare la sua attività. Eppure Fava non aveva la vocazione dell’eroe. Quando, giornalista e scrittore all’apice della fama, decide di tornare in Sicilia per raccontare la sua Catania, la semplice scelta di fare con passione il proprio mestiere diventa una sfida eroica, lanciata contro il sistema di potere mafioso che governa la città. Massimo Gamba racconta questa sfida, portata avanti prima con l’esperienza del Giornale del Sud e poi con quella de I Siciliani, rivista senza soldi e senza padroni, che fin dal primo numero esprime una forza di denuncia travolgente e diventa in poco tempo un insuperato esempio di giornalismo antimafia. Pippo Fava pagherà con la vita, e il potere criminale cercherà di ucciderlo una seconda volta, seminando sospetti, calunnie e menzogne sulla sua morte. Troverà giustizia solo dieci anni dopo, quando l’antieroe che amava la vita e odiava Cosa nostra si sarà trasformato, suo malgrado, in un eroe. Le pagine di questo libro ricostruiscono gli ultimi anni della sua vita, raccontando la lotta, titanica e disperata, in nome della libertà di stampa, unica arma che, ieri come oggi, può cambiare la realtà. Prefazione di Gian Carlo Caselli.

Nel labirinto degli dèi. Storie di mafia e di antimafia di Antonio Ingroia.
Nel racconto d’apertura del volume Antonio Ingroia rievoca il suo primo giorno da magistrato, nella Procura di Marsala, sotto la giuda di Paolo Borsellino. “Entrai nel suo ufficio intimorito per il confronto con un giudice già così importante. Procuratore – esordii quasi balbettando – sono qui per il mio insediamento, quando crede che potrò iniziare a lavorare in questo ufficio? E lui: ma scusa, collega – disse con tono grave – ti sembro forse tanto vecchio da dovermi dare del lei? E giù una fragorosa risata che ruppe subito il ghiaccio e mi rivelò il volto umano di quello che per me era un uomo-mito…” L’incontro segnerà il destino professionale del giudice allora ragazzino, il suo impegno proseguirà nella sede di Palermo su posizioni sempre più risolute ed esposte nella lotta contro la mafia, e presto dovrà continuare senza le figure di riferimento di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino. Nel labirinto degli dèi è il racconto-testimonianza di uno dei più autorevoli magistrati antimafia italiani della sua scelta e della sua dedizione, esercitate nei luoghi in cui, per antica tradizione o per dannazione, lo scempio della giustizia e del diritto è condotto con più sistematica virulenza, con più corale partecipazione, fino a compenetrare le relazioni e persino la mentalità dell’intera società.

Il ritorno del principe. La criminalità dei potenti in Italia di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato.
Non è vero che la mafia è quella che si vede in tv, e che i corrotti e i criminali sono una malattia della nostra società. Qui, in Italia, la corruzione e la mafia sembrano essere costitutive del potere, a parte poche eccezioni (la Costituente, Mani pulite, il maxiprocesso a Cosa nostra). Ricordate il “Principe” di Machiavelli? In politica qualsiasi mezzo è lecito. C’è un braccio armato (anche le stragi sono utili alla politica del Principe), ci sono i volti impresentabili di Riina, Provenzano, Lo Piccolo, e poi c’è la borghesia mafiosa e presentabile che frequenta i salotti buoni e riesce a piazzare i suoi uomini in Parlamento. Ma il potere è lo stesso, la mano è la stessa. II libro è questo: racconta il fuori scena del potere, quello che non si vede e non è mai stato raccontato ma che decide, fa politica e piega le leggi ai propri interessi. Ci avviamo verso una democrazia mafiosa? Gli italiani possono reagire, è già successo.

Guardare la mafia negli occhi. Le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della ‘ndrangheta al Nord di Elia Minari.
Nel 2009, quando ancora frequenta il liceo, Elia Minari si accorge che le feste della sua scuola si tengono in una discoteca gestita da personaggi vicini a una cosca mafiosa: perché viene sempre scelto quel locale? E cos’hanno da spartire quei personaggi con la rassicurante provincia emiliana? Elia studia i documenti, inizia a fare delle domande scomode, insieme ad alcuni amici dà vita a un giornalino studentesco e a un’associazione, Cortocircuito. Poi realizza una serie di video-inchieste sulla presenza delle mafie al Nord e approfondisce casi sempre più importanti, fino agli appalti Tav e alla gestione dei rifiuti nella Pianura Padana. Elia denuncia e si scontra con un’omertà inattesa, accompagnata da accuse pubbliche («Danneggi il turismo, rovini le imprese del territorio») e minacce esplicite. Eppure non si ferma e le sue inchieste arrivano in tribunale, all’interno di cinque indagini della magistratura sulle infiltrazioni criminali al Nord. Guardare la mafia negli occhi restituisce il senso dell’impegno civico di Elia, che smaschera il vero volto della ‘ndrangheta: dedita a crearsi un’immagine pulita anche tramite trasmissioni pilotate di tv locali e articoli di giornale, abile nell’utilizzo strategico dei social media, interessata agli eventi sportivi e popolari, capace di camuffarsi. Perché, come scrive nella prefazione il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, “la vera forza delle mafie è fuori dalle mafie”.

E’ così lieve il tuo bacio sulla fronte. Storia di mio padre Rocco, giudice ucciso dalla mafia di Caterina Chinnici.
Il 29 luglio 1983 la mafia fa esplodere un’autobomba in via Pipitone Federico a Palermo: muoiono il giudice Rocco Chinnici, gli uomini della sua scorta e il portiere dello stabile dove il magistrato viveva insieme alla moglie e ai figli. Rocco Chinnici era da tempo nel mirino. Innovatore e precursore dei tempi, aveva intuito che, per contrastare efficacemente il fenomeno mafioso, era necessario riunire differenti filoni di indagine, comporre tutte le informazioni e le conoscenze che ne derivavano. Per farlo, riunì sotto la sua guida un gruppo di giudici istruttori: Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e Giuseppe Di Lello. L’anno dopo la sua morte, questo gruppo prenderà il nome di “pool antimafia”. La storia ci tramanda come e perché Rocco Chinnici sia stato ucciso. Ci tramanda un eroe. A lui però non sarebbe piaciuto essere chiamato così. Era prima di tutto un uomo, un padre, cui è toccata in sorte una vita straordinaria, o forse un destino, che lui ha scelto di assecondare fino alle estreme conseguenze. Dopo decenni di silenzio, Caterina Chinnici, la figlia primogenita – a sua volta giudice, a sua volta impegnata nella lotta alla mafia, a sua volta sotto scorta – sceglie di raccontare la loro vita “di prima”, serena nonostante le difficoltà, e la loro vita “dopo”. Sceglie di raccontare come lei, i suoi fratelli e la madre abbiano imparato nuovamente a vivere e siano riusciti a decidere di perdonare: l’unico modo per sentirsi degni del messaggio altissimo di un padre e un marito molto amato…

L’enigma della zizzania. Il metodo Puglisi di fronte alle mafie di Vincenzo Bertolone.
Per seguire le tracce di Cristo, si dovrà camminare tra il grano e la zizzania, si dovrà imparare a distinguerli cominciando da quei loro semi che germogliano nel nostro cuore; si dovrà guardare il cuore dell’altro e le sue ferite, fino a scorgere persino dietro e dentro l’omicida quell’essere umano creato a immagine e somiglianza di Dio, un’immagine che permane indelebile nonostante il male e il peccato. È folle pensare di fronteggiare le mafie con la forza disarmata del Vangelo? Forse, ma con quella stessa follia che chiede di amare i nemici e di pregare per i persecutori, di odiare il male ma amare le persone, anche quelle che sembrano aver smarrito la loro appartenenza all’umanità. Solo così la presenza misericordiosa dei cristiani nella compagnia degli uomini si rivelerà sale e luce, solo così pace e giustizia si abbracceranno, solo così vedremo germogliare nel campo del mondo cieli nuovi e terra nuova, dove l’uomo non sarà più lupo per l’uomo. Prefazione di Santi Consolo. Postfazione di Enzo Bianchi.

La Classe dei banchi vuoti di Luigi Ciotti.
Un’aula scolastica piena di banchi vuoti. Una classe in cui nessuno più studia, chiacchiera o ride, nessuno scambia figurine o copia i compiti di nascosto. Ma non è sempre stato così. Un tempo questa classe, come tutte le altre, era piena di voci, risate, paure, speranze, diari colorati e aeroplani di carta. A chi appartenevano questi banchi? E come mai sono rimasti vuoti? Ogni capitolo del libro racconta, tra parole e immagini, la storia di un bambino ucciso dalle mafie. Ogni storia è introdotta e chiusa allo stesso modo, a creare un ritornello che evoca l’idea della perdita, del percorso interrotto, di una ”normalità” per sempre spezzata.

La mafia spiegata ai ragazzi di Antonio Nicaso.
Gerlando Alberti, vecchio boss di Palermo, a un poliziotto che gli chiede cosa sia la mafia, risponde ridendo: “Che cos’è? Una marca di formaggio?” Totò Riina, uno dei mandanti delle terribili stragi di Palermo, alla domanda di un magistrato, finge di non conoscerla: “Questa mafia di cui tutti parlano io l’ho letta solo sui giornali”. Anche Mommo Piromalli, importante boss della ‘ndrangheta, risponde con sarcasmo: “Che cosa è la mafia? E qualcosa che si mangia? È qualcosa che si beve? Io non conosco la mafia, non l’ho mai vista”. Nonostante quello che dicono i boss mafiosi, noi sappiamo che la mafia esiste sul serio. E sicuramente non è una marca di formaggio. Antonio Nicaso, forte anche della sua decennale esperienza giornalistica, ha messo insieme tutte le principali informazioni sulla mafia e sulle mafie, in Italia e nel mondo. In questo libro si parla di ingiustizie, ma anche di giustizia, impegno e legalità. Dopo averlo letto, anche voi vorrete fare la vostra parte.

La mafia spiegata ai bambini. L’invasione degli scarafaggi di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso.
Questo libro parla di mafia. Insegna come riconoscerne i sintomi e mostra come si cura.
Castelgallo era un paesino tranquillo: una scuola, una gelateria, un panificio, tantissimo sole e un bellissimo mare. Ma un giorno cominciò a circolare tra gli abitanti uno strano morbo, capace di trasformare le persone in scarafaggi. Alcuni chiamarono quella malattia “mafia”. E in pochi, all’inizio, ne volevano parlare…

Gomorra. Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra di Roberto Saviano.
Nell’aprile 2006 il mondo editoriale italiano è stato sconvolto da un bestseller clamoroso e inaspettato, trasformatosi in poco tempo in un terremoto culturale, sociale e civile: Gomorra. Un libro anomalo in cui Roberto Saviano racconta la camorra come nessuno aveva mai fatto prima, unendo il rigore del ricercatore, il coraggio del giornalista d’inchiesta, la passione dello scrittore e, soprattutto, l’amore doloroso per una città da parte di chi vi è nato e cresciuto. Per scriverlo si è immerso nel “Sistema” e ne ha esplorato i mille volti. Ha così svelato come, tra racket di quartiere e finanza internazionale, un’organizzazione criminale possa tenere in pugno un’intera regione, legando firme del lusso, narcotraffico, smaltimento dei rifiuti e mercato delle armi.
Gomorra è un libro potente, appassionato e brutale, un viaggio sconvolgente in un mondo in cui i ragazzini imparano a sparare a dodici anni e sognano di morire ammazzati, in cui i tossici vengono usati come cavie per testare nuove droghe. Pagine che afferrano il lettore alla gola e lo trascinano in un abisso dove nessuna immaginazione è in grado di arrivare.

La paranza dei bambini di Roberto Saviano.
Dieci ragazzini in scooter sfrecciano contromano alla conquista di Napoli. Quindicenni dai soprannomi innocui – Maraja, Pesce Moscio, Dentino, Lollipop, Drone -, scarpe firmate, famiglie normali e il nome delle ragazze tatuato sulla pelle. Adolescenti che non hanno domani e nemmeno ci credono. Non temono il carcere né la morte, perché sanno che l’unica possibilità è giocarsi tutto, subito. Sanno che “i soldi li ha chi se li prende”. E allora, via, sui motorini, per andare a prenderseli, i soldi, ma soprattutto il potere. “La paranza dei bambini” narra la controversa ascesa di una paranza – un gruppo di fuoco legato alla Camorra – e del suo capo, il giovane Nicolas Fiorillo. Appollaiati sui tetti della città, imparano a sparare con pistole semiautomatiche e AK-47 mirando alle parabole e alle antenne, poi scendono per le strade a seminare il terrore in sella ai loro scooter. A poco a poco ottengono il controllo dei quartieri, sottraendoli alle paranze avversarie, stringendo alleanze con vecchi boss in declino. Paranza è nome che viene dal mare, nome di barche che vanno a caccia di pesci da ingannare con la luce. E come nella pesca a strascico la paranza va a pescare persone da ammazzare. Qui si racconta di ragazzini guizzanti di vita come pesci, di adolescenze “ingannate dalla luce”, e di morti che producono morti.

Sulla mafia di Dacia Maraini.
Una madre e suo figlio. Lui, pentito di mafia, è stato ucciso per vendetta. Lei gli porta fiori e un paio di scarpe. “Sono venuta per maledirti”, dice. Eppure non riesce a negargli un gesto ultimo di pietà umana. Dacia Maraini prende le mosse da questa storia immaginaria, ispirata a fatti veri e narrata in forma di monologo, per affrontare il tema della mafia. Mette in gioco la sua esperienza personale, la sua memoria: una Palermo lontana dove si sentiva dire “la mafia non esiste”, i volti degli uomini che l’hanno combattuta; storie grandi e piccole di questi nostri anni – la morte di Falcone e Borsellino, quella di Rita Atria, “siciliana ribelle”; i silenzi colpevoli della società civile, il legame della criminalità con la politica, il grido dei ragazzi di Locri, il dolore di Napoli.

Mafia caporale di Leonardo Palmisano.
Il Global Slavery Index 2016 – il rapporto annuale sulla schiavitù nel mondo – conta in 129.600 le persone ridotte in schiavitù in Italia, collocandoci al 49esimo posto nel ranking dei 167 Paesi presi in considerazione. In Europa unicamente la Polonia fa peggio. Siamo il vertice europeo della sparizione dei minori non accompagnati e dello sfruttamento delle prostitute provenienti dalla Nigeria e dai Paesi ex Socialisti, ma siamo soprattutto lo Stato dove caporalato e impresa tendono a fondersi con le più consolidate organizzazioni mafiose. Questo intreccio è “Mafia Caporale”. Il business di questa metamafia è l’illecito sfruttamento del lavoro. Dall’agricoltura ai servizi, fino alla piccola industria, il mercato del lavoro si riempie di lavoratori e di lavoratrici schiavizzati. Mafia Caporale è oggi più forte del collocamento pubblico, e dà vita a una moltitudine di agenzie di somministrazione lavoro dentro le quali lava somme inimmaginabili di denaro sporco. Sarte, braccianti, camgirls, muratori, prostitute, blogger, coccobello!, lavavetri, parcheggiatori, vigilanti, camionisti, mendicanti e minori, sono solo alcuni dei volti della schiavitù di cui i parla Leonardo Palmisano nel suo viaggio al nord al sud di Italia dove ha incontrato personalmente ognuno di loro, e per ognuno ha raccolto una storia, un’immagine, un ritratto. Non si può rimanere indifferenti dopo la lettura di “Mafia Caporale”, ogni storia rimane impressa nella memoria.

Mentre l’orchestrina suonava “Gelosia” di Antonio Roccuzzo.
Estate 1980. Un piccolo pregiudicato viene ucciso in una piazza del centro storico di Catania, nel bel mezzo della festa della Madonna del Carmine. Mentre l’orchestrina suonava “Gelosia” titolò il “Giornale del Sud”. Le tre colonne in cronaca erano firmate da un giornalista ventiduenne entrato da poco a far parte di un agguerrito gruppo di giovani cronisti intransigenti che, armati di taccuini e Lettera 22, erano convinti di poter cambiare quasi tutto da soli, guidati all’assalto da un ultracinquantenne “ragazzino”, disobbediente, scanzonato, irrispettoso, ribelle: Giuseppe (Pippo) Fava. Quattro anni dopo, l’assassinio di Fava per mano della mafia cambiò per sempre il destino di un’intera comunità e l’esistenza di quel drappello di reporter che, insieme a lui, aveva nel frattempo fondato il mensile “I Siciliani”, la prima voce libera levatasi a denunciare apertamente la penetrazione di interessi e cultura criminali nelle viscere della città e dell’isola. Antonio Roccuzzo, l’autore della cronaca di quell’ormai lontano delitto, racconta ora la sua esperienza giovanile di formazione e il suo passaggio all’età adulta: la vita in una tranquilla città di mafia, inquinata dalla presenza di Cosa Nostra come da un morbo profondo e inarrestabile; la morte del padre e, quasi adempiendo una promessa, la scelta definitiva del giornalismo; l’incontro umano e professionale con Fava; le pressioni dell’ambiente, le inquietudini personali, i dubbi e infine il rifiuto di continuare a lavorare in Sicilia.

Il bambino che sognava i cavalli. 779 giorni ostaggio dei corleonesi. Da un incontro con Santino Di Matteo. di Pino Nazio.
Una terribile storia vera. Una storia che non doveva essere scritta perché non doveva esistere. Ma non è andata così. I fatti e i personaggi sono tutti veri e ogni riferimento alla realtà non è casuale. Questo libro contiene un capitolo chiuso, che può essere saltato senza perdere nessun elemento della narrazione. È chiuso perché arrivati lì si possa essere liberi di decidere di non scendere i gradini che por-tano in un abisso, in un inferno che spaventa e inorridisce perché inesorabilmente vicino a noi.

 

I ragazzi di Regalpetra di Gaetano Savatteri.
Questa, più che una storia di mafia, è la storia di un gruppo di ragazzi, cresciuti nella Sicilia degli anni Ottanta, compagni di gioco sullo stesso campetto di terra battuta, che si allontanano fino a diventare nemici. “I ragazzi di Regalpetra” racconta la lunga guerra di mafia che agli inizi degli anni Novanta insanguinò una parte della Sicilia. E il conflitto, che vedeva amici di un tempo gli uni contro gli altri, esplose anche nei luoghi di Leonardo Sciascia, il grande scrittore che proprio sessant’anni fa fece letteratura delle cronache del suo paese con “Le parrocchie di Regalpetra”. Riconnettendosi idealmente a quelle cronache paesane, Gaetano Savatteri ricostruisce come il seme della violenza sia germogliato. Un libro-verità, con nomi e cognomi, vittime e carnefici, di uno scontro che provocò decine di morti. “Una delle più interessanti storie di mafia che abbia letto”, come scrive nella sua prefazione lo storico Salvatore Lupo, autore di studi fondamentali su Cosa Nostra. Savatteri aveva conosciuto quei ragazzi, diventati adulti e mafiosi. È andato a cercarli nelle tane da pentiti dove vivono nascosti o nelle galere dove scontano ergastoli. Per tentare di capire come siano potuti diventare avversari, seminando lutti e dolori che alla fine hanno devastato le vite di tutti.

Mio padre in una scatola di scarpe di Giulio Cavalli.
Michele Landa non è un eroe, e neppure un criminale. Tutto ciò che desidera è coltivare il suo orto e godersi la famiglia; vuole guardarsi allo specchio e vederci dentro una persona pulita. Ma a Mondragone serve coraggio anche per vivere tranquilli: chi non cerca guai è costretto a confrontarsi ogni giorno con gli spari e le minacce dei Torre e con l’omertà dei compaesani. Michele conosce la posta in gioco, ha perso il lavoro e molti amici, ma è convinto, nonostante tutto, che in quel deserto si possa costruire qualcosa di bello e provare a essere felici. Al suo fianco c’è Rosalba, “la silenziosa”: dopo quarant’anni si amano come il primo giorno, sono diventati genitori e nonni, sognano una casa grande e un albero di mele. Ma si può immaginare una vita diversa, in una terra paralizzata dalla paura?

Un ragazzo normale di Lorenzo Marone.
Mimì, dodici anni, occhiali, parlantina da sapientone e la fissa per i fumetti, gli astronauti e Karaté Kid, abita in uno stabile del Vomero, a Napoli, dove suo padre lavora come portiere. Passa le giornate sul marciapiede insieme al suo migliore amico Sasà, un piccolo scugnizzo, o nel bilocale che condivide con i genitori, la sorella adolescente e i nonni. Nel 1985, l’anno in cui tutto cambia, Mimì si sta esercitando nella trasmissione del pensiero, architetta piani per riuscire a comprarsi un costume da Spider-Man e cerca il modo di attaccare bottone con Viola convincendola a portare da mangiare a Moria, la tartaruga che vive sul terrazzo all’ultimo piano. Ma, soprattutto, conosce Giancarlo, il suo supereroe. Che, al posto della Batmobile, ha una Mehari verde. Che non vola né sposta montagne, ma scrive. E che come armi ha un’agenda e una biro, con cui si batte per sconfiggere il male. Giancarlo è Giancarlo Siani, il giornalista de “Il Mattino” che cadrà vittima della camorra proprio quell’anno e davanti a quel palazzo. Nei mesi precedenti al 23 settembre, il giorno in cui il giovane giornalista verrà ucciso, e nel mondo circoscritto dello stabile del Vomero (trenta piastrelle di portineria che proteggono e soffocano al tempo stesso), Mimì diventa grande. E scopre l’importanza dell’amicizia e dei legami veri, i palpiti del primo amore, il valore salvifico delle storie e delle parole. Perché i supereroi forse non esistono, ma le persone speciali e le loro piccole, grandi azioni non muoiono mai e sono come il mare: luccicano in eterno.

La maligredi di Gioacchino Criaco.
Esiste una generazione di calabresi cresciuta fra cunti, miracoli di santi e dèi. A quei tempi il furto era vergogna, il sopruso arroganza, e nelle rughe di Africo insegnavano a non frequentare i peggiori. La mafia, che c’era stata, che c’era, vedeva restringersi rancorosa il proprio spazio. A quei tempi cresce Nicola, e con lui gli amici Filippo e Antonio, compagni di avventure. Ragazzini che vanno a scuola – o meglio, che la marinano – e, all’insaputa delle famiglie, si avvicinano alla piccola criminalità. Ma l’arrivo improvviso di Papula, un ragazzo più grande che lavora in Germania e torna in paese parlando di rivoluzione, solleva un vento nuovo per tutto l’Aspromonte e fa sognare gli uomini, le donne e i ragazzini. E allora prende a pulsare la protesta operaia e si diffonde il cooperativismo contadino. È il Sessantotto aspromontano – in pochi lo conoscono, ma c’è stato. Fa nascere la speranza di fondare un mondo nuovo, di ottenere diritti: i poveri scoprono di avere bocca e idee; le donne trovano il coraggio di scioperare contro gli gnuri e si legano le une alle altre, di paese in paese, in una sorta di sorellanza del sudore; i figli si rivoltano contro i padri, i fratelli contro i fratelli. E poi tutti, insieme, contro i compari. Lo Stato, invece, si mette dalla parte del potere locale, dei malandrini, di coloro che per mantenere i propri privilegi sono pronti ad azzannare alla gola i migliori. È così che nell’Aspromonte arriva la maligredi, ossia la brama del lupo quando entra in un recinto e, invece di mangiare la pecora che gli basterebbe per sfamarsi, le scanna tutte. E quando arriva, racconta Criaco, la maligredi “è peggio del terremoto, e le case che atterra non c’è mastro buono a ricostruirle”.

La scelta Libera. Giovani nel movimento antimafia di Nando Dalla Chiesa.
Nata all’indomani delle grandi stragi dei primi anni Novanta, Libera, originale aggregazione di «associazioni, nomi e numeri contro le mafie» ideata nel 1995 da don Luigi Ciotti, ha ormai superato la maggiore età. Ed è diventata un attore fondamentale del movimento antimafia a cui ha dato una stabile dorsale organizzativa nazionale e una serie di input innovativi: dalla campagna e dall’impegno concreto per l’uso sociale dei beni confiscati ai progetti formativi nelle scuole e nelle università, dalle battaglie per la legalità alle attività di sostegno ai familiari delle vittime di mafia. Intorno a questi contenuti e obiettivi Libera ha costruito un’ampia base sociale e soprattutto – in un momento di profonda crisi di partecipazione – ha raccolto e mobilitato decine di migliaia di giovani: «la meglio gioventù», come la definisce, all’esito di un’accurata analisi, Nando dalla Chiesa.

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Giornata mondiale contro le mafie http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/giornata-mondiale-contro-le-mafie.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/giornata-mondiale-contro-le-mafie.html#respond Thu, 21 Mar 2019 11:22:49 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=46973 Il 21 marzo dal 1996 si celebra la Giornata mondiale contro le mafie in ricordo delle vittime innocenti, dal 2017 la data è stata anche istituzionalizzata per legge dal Parlamento italiano, diventando la “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”. Uomini, donne e bambini che hanno perso la propria vita per mano [...]

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Il 21 marzo dal 1996 si celebra la Giornata mondiale contro le mafie in ricordo delle vittime innocenti, dal 2017 la data è stata anche istituzionalizzata per legge dal Parlamento italiano, diventando la “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”.

Uomini, donne e bambini che hanno perso la propria vita per mano della violenza mafiosa, per difendere la nostra libertà, la nostra democrazia. Una memoria condivisa e responsabile grazie alla testimonianza dei loro familiari che si impegnano affinchè gli ideali, i sogni dei loro cari rimangono vivi. In tanti luoghi del nostro Paese e all’estero, vengono letti tutti i nomi delle vittime innocenti delle mafie. Un lungo elenco, recitato come un interminabile rosario civile, per farli vivere ancora, per non farli morire mai. In questa occasione sono tante le iniziative volte alla sensibilizzazione sul valore storico, istituzionale e sociale della lotta alle mafie.

Ricordiamo www.libera.it una rete di associazioni, cooperative sociali, movimenti e gruppi, scuole, sindacati, diocesi e parrocchie, gruppi scout, coinvolti in un impegno non solo “contro” le mafie, la corruzione, i fenomeni di criminalità e chi li alimenta.

“Se le mafie oggi sparano meno è perché i mafiosi sono diventati imprenditori. Una mafia imprenditoriale che si è insediata nel tessuto sociale senza trovare opposizione. Le mafie non sono un mondo a parte, gridiamo da vent’anni, ma è un grido finito troppo spesso nel vuoto”
Don Ciotti

“La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.”
Giovanni Falcone

“Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!”
Peppino Impastato

“A questo può servire parlare di mafia, parlarne spesso, in modo capillare, a scuola: è una battaglia contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell’uomo per soldi.”
Pino Puglisi

“L’impegno contro la mafia, non può concedersi pausa alcuna, il rischio è quello di ritrovarsi subito al punto di partenza.”
Paolo Borsellino

“La mafia era, ed è, altra cosa: un «sistema» che in Sicilia contiene e muove gli interessi economici e di potere di una classe che approssimativamente possiamo dire borghese; e non sorge e si sviluppa nel «vuoto» dello Stato (cioè quando lo Stato, con le sue leggi e le sue funzioni, è debole o manca) ma «dentro» lo Stato. La mafia insomma altro non è che una borghesia parassitaria, una borghesia che non imprende ma soltanto sfrutta.”
Leonardo Sciascia

“Una delle cose che le organizzazioni temono di più è l’agire da uomini, l’agire con dignità, il non piegarsi, il non chiedere come un favore ciò che ci spetta di diritto.”
Roberto Saviano

“La mafia, lo ripeto ancora una volta, non è un cancro proliferato per caso su un tessuto sano. Vive in perfetta simbiosi con la miriade di protettori, complici, informatori, debitori di ogni tipo, grandi e piccoli maestri cantori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società. Questo è il terreno di coltura di Cosa Nostra con tutto quello che comporta di implicazioni dirette o indirette, consapevoli o no, volontarie o obbligate, che spesso godono del consenso della popolazione.”
Giovanni Falcone

“Non spero certo di catturare gli assassini a un posto di blocco, ma la presenza dello Stato deve essere visibile, l’arroganza mafiosa deve cessare.”
Carlo Alberto Dalla Chiesa

“La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.”
Paolo Borsellino

“Il popolo siciliano è un popolo forte, generoso, intelligente. Il popolo siciliano è il figlio di almeno tre civiltà: la civiltà greca, la civiltà araba e la civiltà spagnola. E’ ricco di intelligenza questo popolo. Quindi non deve essere confuso con questa minoranza che è la mafia. E’ un bubbone che si è creato su un corpo sano.”
Sandro Pertini (Messaggio di fine anno agli Italiani, 1983)

“Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene.”
Paolo Borsellino

“Il popolo siciliano è un popolo forte, generoso, intelligente. Il popolo siciliano è il figlio di almeno tre civiltà: la civiltà greca, la civiltà araba e la civiltà spagnola. E’ ricco di intelligenza questo popolo. Quindi non deve essere confuso con questa minoranza che è la mafia. E’ un bubbone che si è creato su un corpo sano. Sandro Pertini

“Capita spesso di sentire parlare di “vecchia mafia” e “nuova mafia”. Non esiste la “vecchia mafia” e la “nuova mafia”. Esiste la mafia, che però è cambiata nel tempo perché si è adattata ai cambiamenti dell’economia e della società in genere.”
Giuseppe Ayala

Per me da bambino la mafia era lontana pur essendo dietro casa. Chissà quante volte ero vicino a un mafioso, senza saperlo. Giocavo a calcio di fronte alla casa dove Vito Ciancimino riceveva Provenzano: magari è arrivata qualche pallonata sulla sua macchina. Il rischio è abituarsi. Se il negozio vicino a scuola prende fuoco perché non pagano il pizzo, la prima volta fa impressione, la decima ti abitui. E invece bisogna scandalizzarsi: abituarsi significa rassegnarsi.”
Pif

“Quando si dice che i giudici sono antropologicamente matti, diversi. Berlusconi dice una cosa vera. Perché bisogna essere matti come Falcone, Borsellino, Livatino, Chinnici e tanti altri eroi civili, per sacrificare la propria vita in nome della legalità. In questo i giudici sono diversi, per combattere la mafia hanno il coraggio di rischiare la vita. Spero che mi facciano giudice ad honorem, per condividere ed onorare questa diversità dei giudici.”
Andrea Camilleri

“I mafiosi non avrebbero cittadinanza in Italia se non ci fosse il potere politico e finanziario che gli permette di esistere.”
Claudio Fava

“Gli animali uccidono per fame e per istinto, mentre i cosiddetti uomini d’onore, che a differenza delle bestie possono pensare, uccidono per odio e fame di potere.”
Luigi Garlando

“L’omertà nasce dal bisogno di difendersi da un regime sociale di soprusi in cui la giustizia è applicata con parzialità e favoritismi, ma contrappone malauguratamente a questo un altro regime di soprusi: la mafia.”
Erri De Luca

 

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Giornata mondiale della poesia: la poesia vive, salviamola http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/giornata-mondiale-della-poesia-la-poesia-vive-salviamola.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/giornata-mondiale-della-poesia-la-poesia-vive-salviamola.html#respond Wed, 20 Mar 2019 23:05:00 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=46939 Oggi è il giorno in cui, convenzionalmente inizia la primavera, nella realtà è iniziata ieri, come accade già da qualche anno e come accadrà almeno fino al 2102, l’equinozio di marzo decreta l’inizio di questa stagione ed è il momento in cui i raggi del sole colpiscono perpendicolarmente l’equatore. Ma cosa rappresenta per l’uomo l’inizio della primavera? La natura si [...]

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Oggi è il giorno in cui, convenzionalmente inizia la primavera, nella realtà è iniziata ieri, come accade già da qualche anno e come accadrà almeno fino al 2102, l’equinozio di marzo decreta l’inizio di questa stagione ed è il momento in cui i raggi del sole colpiscono perpendicolarmente l’equatore. Ma cosa rappresenta per l’uomo l’inizio della primavera?
La natura si risveglia, i colori ritornano a dipingere l’ambiente che ci circonda, la rinascita è in atto, è tempo di amore, infatti, come accade anche in natura, l’uomo ha più voglia di innamorarsi in questo periodo ed i poeti ne cantano la sua bellezza.

Non poteva che essere il 21 Marzo la data scelta per la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale UNESCO nel 1999, che riconosce all’ espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace.

«Non cercate di prendere i poeti, perché vi scapperanno tra le dita».
Recitava così Alda Merini che racchiude l’essenza della poesia.

La poesia (dal greco ποίησις, poiesis, con il significato di “creazione”) è una forma d’arte che crea un componimento fatto di frasi dette versi, in cui le parole, unite al suono e al ritmo da esse derivanti, servono a trasmettere un messaggio. Questa è la definizione puramente accademica che spiega un concetto talmente soggettivo e personale che è impossibile intrappolarla in schemi, la poesia è libertà.

I poeti sono una razza in via di estinzione e dobbiamo necessariamente salvare la poesia.
Per me la poesia è il canto dell’anima, è un istante effimero che resta vivo per sempre.
A molti è capitato di avere voglia di esprimere qualcosa scrivendolo su un foglio di carta, che da quel momento prende vita, anche se si perderà nei labirinti dei nostri cassetti.
Spesso si parla delle funzioni della poesia, ideologiche, sociali, eccetera, ma la poesia non ha funzioni, rivela solo l’essere.
E’ appurato che scrivere fa bene all’ anima, scrivere è patrimonio dell’umanità, certo saper scrivere è un dono per pochi, ma ubriacarsi di poesia è un piacere per tutti.

Andate in libreria e fate un gesto rivoluzionario: comperate un libro di poesie.
Buona poesia a tutti voi!

Gli hashtag suggeriti sono ‪#‎SalviamoLaPoesia‬ e #GiornataPoesia.

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Riley Lucinda – Le Sette Sorelle. La storia di Maia (Recensione) http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/riley-lucinda-le-sette-sorelle-la-storia-di-maia-recensione.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/riley-lucinda-le-sette-sorelle-la-storia-di-maia-recensione.html#respond Mon, 18 Mar 2019 16:05:11 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=46922 Le Sette Sorelle. La storia di Maia è il primo capitolo di una serie di sette romanzi scritti da Lucinda Riley, pubblicato nel 2014. Sette stelle, sette sorelle, sette libri per sette storie, la prima storia è quella di maia che ci accompagna alla ricerca di segreti di famiglia, amori e misteri. “Questo libro e [...]

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Riley Lucinda – Le Sette Sorelle. La storia di Maia

Le Sette Sorelle. La storia di Maia è il primo capitolo di una serie di sette romanzi scritti da Lucinda Riley, pubblicato nel 2014. Sette stelle, sette sorelle, sette libri per sette storie, la prima storia è quella di maia che ci accompagna alla ricerca di segreti di famiglia, amori e misteri.

“Questo libro e i successivi della serie sono liberamente ispirati alla mitologia delle “Sette Sorelle” delle Pleiadi, la nota costellazione vicina alla famosa cintura di Orione. Dai Maya ai Greci, fino agli Aborigeni, queste famose stelle sono state raffigurate su antiche inscrizioni e anche citate in versi. I marinai le hanno utilizzate come guida per migliaia di anni e persino un marchio giapponese di auto, Subaru, prende il nome da questa costellazione.” Lucinda Riley

Bellissima eppure timida e solitaria, Maia è l’unica delle sue sorelle ad abitare ancora con il padre ad Atlantis, lo splendido castello sul lago di Ginevra. Ma proprio mentre si trova a Londra da un’amica, giunge improvvisa la telefonata della governante. Pa’ Salt è morto. Quel padre generoso e carismatico, che le ha adottate da bambine raccogliendole da ogni angolo del mondo e dando a ciascuna il nome di una stella, era un uomo di cui nessuno, nemmeno il suo avvocato e amico di sempre, conosceva il passato.

“L’uomo che aveva creato il magico regno in cui eravamo cresciute come principesse non c’era più e insieme a lui era svanito l’incanto.”

Rientrate precipitosamente nella villa, le sorelle scoprono il singolare testamento: una sfera armillare, i cui anelli recano incise alcune coordinate misteriose. Maia sarà la prima a volerle decifrare e a trovare il coraggio di partire alla ricerca delle sue origini. Un viaggio che la porterà nel cuore pulsante di Rio de Janeiro, dove un vecchio plico di lettere le farà rivivere l’emozionante storia della sua antenata Izabela, di cui ha ereditato l’incantevole bellezza.

“Due ore più tardi, dopo aver prenotato volo, hotel e aver preparato in fretta e furia la valigia, lasciai Atlantis. Mentre il motoscafo scivolava sul lago, diretto a Ginevra, pensai che non avrei saputo dire se stessi scappando dal mio passato o gli stessi andando incontro.”

Con l’aiuto dell’affascinante scrittore Floriano, Maia riporterà alla luce il segreto di un amore sbocciato nella Parigi bohémienne degli anni ’20, inestricabilmente legato alla costruzione della statua del Cristo che torreggia maestosa su Rio. Una vicenda destinata a stravolgere la vita di Maia.

“Mi salutò con la mano e lo osservai allontanarsi a passo svelto. Mi incamminai nella direzione opposta, pensando che quell’uomo – storico, scrittore, celebrità e all’occasione guida turistica – era un essere umano davvero sorprendente.”

La storia mi ha catturata sin dalle prime pagine, la lettura è scorrevole, la trama affascinante, si viaggia insieme alla protagonista mettendo in valigia magia, mistero, passato e presente.
Nel libro vengono presentate, con le loro diverse personalità, le altre sorelle: Asterope, Elettra, Taigete, Celeano e Alcyone, manca Merope, la settima stella che non è mai stata adottata, chissà quale mistero si nasconde. Un finale soddisfacente e il passaggio di testimone dell’io narrante è un’ottima idea. Non vedo l’ora di leggere il prossimo libro.

1

Non scorderò mai dov’ero e cosa stavo facendo quando ricevetti la telefonata che mi informò della morte di mio padre.
Sedevo nel grazioso giardino della villetta londinese di una vecchia compagna di scuola, e mi godevo il sole di giugno con una copia del Canto di Penelope aperta pigramente sulle ginocchia; in quel momento la mia amica Jenny era uscita per andare a prendere suo figlio all’asilo.
Decidere di allontanarmi da casa per un po’ era stata un’ottima idea, pensai: finalmente mi sentivo rilassata. Stavo osservando le clematidi che avevano da poco schiuso i petali dei loro boccioli dando vita a un’esplosione rosa, quando il mio cellulare squillò. Abbassai lo sguardo e vidi il nome di Marina sul display.
«Ciao, Ma’, come stai?» risposi, sperando che la mia voce riuscisse a trasmetterle il tepore del sole.
«Maia, ascolta…»
Marina si interruppe e in quel momento capii che doveva essere accaduto qualcosa di terribile.
«Cos’è successo?»
«Maia, non so proprio come dirtelo: ieri pomeriggio tuo padre ha avuto un infarto e stamattina presto… è morto.»
Io rimasi in silenzio, mentre nella mia testa si affollavano milioni di pensieri assurdi. Primo fra tutti che Marina avesse deciso di farmi uno scherzo di cattivo gusto.
«Ho chiamato te per prima, dato che sei la maggiore delle sorelle. E volevo chiederti se preferisci avvertire tu le altre o lasciare che me ne occupi io.»
«Non…»
Non riuscivo a parlare, a poco a poco stavo realizzando che Marina – la cara, adorata Marina, la figura femminile più simile a una madre che avessi mai conosciuto – non mi avrebbe dato una notizia simile se non fosse stata vera. Non era uno scherzo. E quando alla fine me ne resi conto, mi sentii crollare il mondo addosso.
«Maia, ti prego, dimmi che stai bene. È la telefonata più difficile che abbia mai fatto in vita mia, non so cosa dire… Dio solo sa come la prenderanno le ragazze.»
Avvertii il suo dolore e tutt’a un tratto capii che non mi aveva chiamata solo per comunicarmi la notizia: anche lei aveva bisogno di una spalla su cui piangere. Perciò ripresi il controllo della situazione facendo ciò che sapevo fare meglio: confortare me stessa offrendo conforto agli altri.
«Non preoccuparti, Marina, penso io ad avvisarle, anche se non sono sicura di avere con me tutti i recapiti. Se non sbaglio, Ally sta partecipando a una regata…»
Cercammo di trovare un modo rapido per riunire tutta la famiglia, come se dovessimo organizzare una grande festa di compleanno a sorpresa e non una cerimonia funebre. Fu un dialogo surreale.
«Che data potremmo fissare? Con Electra a Los Angeles e Ally in mezzo all’oceano, di certo non prima della settimana prossima» dissi.
«Be’…» avvertii un’esitazione nella voce di Marina «forse la cosa migliore è discuterne insieme quando sarai a casa. Non c’è fretta, Maia, davvero; se vuoi restare un altro paio di giorni a Londra non preoccuparti. Purtroppo ormai non c’è più niente da fare per lui…» la voce le si strozzò in gola.
«Marina, è fuori discussione: arrivo con il prossimo volo per Ginevra! Adesso chiamo la compagnia e ti faccio sapere l’ora esatta. Nel frattempo cercherò di fare il possibile per mettermi in contatto con le altre.»
«Mi dispiace tanto, chérie» disse Marina sospirando. «So quanto lo adoravi.»
«Sì» risposi. La strana calma che mi aveva pervasa mentre organizzavamo la riunione familiare lasciò spazio a una sensazione di vuoto, simile alla quiete prima della tempesta. «Ti chiamo dopo, appena so quando atterra il mio volo.»
«Ti prego, Maia, hai subìto un duro colpo: riguardati.»
Terminai la chiamata e decisi di salire immediatamente in camera per telefonare alla compagnia aerea, prima di cedere alla disperazione. Mentre attendevo in linea, il mio sguardo si posò sul letto in cui mi ero svegliata quel mattino, come un giorno qualunque. Ringraziai il Signore per non aver concesso agli esseri umani il dono di prevedere il futuro.

Serie Sette sorelle è composta da:
Le sette sorelle (The Seven Sisters) (2014)
Ally nella tempesta (The Storm Sister) (2015)
La ragazza nell’ombra (The Shadow Sister) (2016)
La ragazza delle perle (The Pearl Sister) (2017)
La ragazza della Luna (The Moon Sister) (2018)

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La classifica dei libri più venduti – 18 Marzo 2019 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-18-marzo-2019.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-18-marzo-2019.html#respond Sun, 17 Mar 2019 23:06:35 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=46803 Buona settimana a tutti! “L’uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo.” (Daniel Pennac)     La classifica dei libri più venduti di questa settimana ci regala una novità e un grande capolavoro. Scopriamola: 1. Ancora in prima posizione La versione [...]

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Buona settimana a tutti!

“L’uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo.”
(Daniel Pennac)

 

 

La classifica dei libri più venduti di questa settimana ci regala una novità e un grande capolavoro. Scopriamola:

1.
Ancora in prima posizione La versione di Fenoglio di Gianrico Carofiglio.
Pietro Fenoglio, un vecchio carabiniere che ha visto di tutto, e Giulio, un ventenne intelligentissimo, sensibile, disorientato, diventano amici nella più inattesa delle situazioni. I loro incontri si dipanano fra confidenze personali e il racconto di una formidabile esperienza investigativa, che a poco a poco si trasforma in riflessione sul metodo della conoscenza, sui concetti sfuggenti di verità e menzogna, sull’idea stessa del potere. “La versione di Fenoglio” è un manuale sull’arte dell’indagine nascosto in un romanzo avvincente, popolato da personaggi di straordinaria autenticità: voci da una penombra in cui si mescolano buoni e cattivi, miserabili e giusti. Il mondo reale ha poco a che fare con le trame dei romanzi polizieschi o delle serie tv. Esiste davvero, ed è un posto pericoloso.

2.
Stabile in seconda posizione, L’isola dell’abbandono di Chiara Gamberale.
Pare che l’espressione “piantare in asso” si debba a Teseo che, uscito dal labirinto grazie all’aiuto di Arianna, anziché riportarla con sé da Creta ad Atene, la lascia sull’isola di Naxos. In Naxos: in asso, appunto. Proprio sull’isola di Naxos, l’inquieta e misteriosa protagonista di questo romanzo sente l’urgenza di tornare. E lì che, dieci anni prima, in quella che doveva essere una vacanza, è stata brutalmente abbandonata da Stefano, il suo primo, disperato amore, e sempre lì ha conosciuto Di, un uomo capace di metterla a contatto con parti di sé che non conosceva e con la sfida più estrema per una persona come lei, quella di rinunciare alla fuga. E restare. Ma come fa una straordinaria possibilità a sembrare un pericolo? Come fa un’assenza a rivelarsi più potente di una presenza? Che cosa è davvero finito, che cosa è cominciato su quell’isola? Solo adesso lei riesce a chiederselo, perché è appena diventata madre, tutto dentro di sé si è allo stesso tempo saldato e infragilito, e deve fare i conti con il padre di suo figlio e con la loro difficoltà a considerarsi una famiglia. Anche se non lo vorrebbe, così, è finalmente pronta per incontrare di nuovo tutto quello che si era abituata a dimenticare, a cominciare dal suo nome, dalla sua identità più profonda…

3.
Sale in terza posizione, Conversazione su Tiresia di Andrea Camilleri, grazie alla Rai che pochi giorni fa ha mandato in onda lo spettacolo interpretato da Andrea Camilleri che si è svolto al Teatro Greco di Siracusa.
«Chiamatemi Tiresia. Per dirla alla maniera dello scrittore Melville, quello di ‘Moby Dick’. Oppure Tiresia sono, per dirla alla maniera di qualcun altro. Zeus mi diede la possibilità di vivere sette esistenze e questa è una delle sette. Non posso dirvi quale. Qualcuno di voi di certo avrà visto il mio personaggio su questo stesso palco negli anni passati, ma si trattava di attori che mi interpretavano. Oggi sono venuto di persona perché voglio raccontarvi tutto quello che mi è accaduto nel corso dei secoli e per cercare di mettere un punto fermo nella mia trasposizione da persona a personaggio. Ho trascorso questa mia vita ad inventarmi storie e personaggi, sono stato regista teatrale, televisivo, radiofonico, ho scritto più di cento libri, tradotti in tante lingue e di discreto successo. L’invenzione più felice è stata quella di un commissario. Da quando Zeus, o chi ne fa le veci, ha deciso di togliermi di nuovo la vista, questa volta a novant’anni, ho sentito l’urgenza di riuscire a capire cosa sia l’eternità e solo venendo qui posso intuirla. Solo su queste pietre eterne».

4.
Sperde un gradino e va in quarta posizione Un’altra strada. Idee per l’Italia di domani di Matteo Renzi.
Come può ripartire un percorso riformista per l’Italia? Come fare tesoro degli errori commessi e delle mosse vincenti in un racconto che rinnovi il senso di una sfida? Come disegnare il futuro opponendosi alle paure dilaganti? Matteo Renzi ha scelto di imboccare una nuova strada, a livello personale e politico, mantenendo lo stesso slancio che, dieci anni fa, lo ha portato a intraprendere un’avventura straordinaria. Da sindaco di Firenze a protagonista della politica nazionale, è stato, con il suo governo, interprete di una svolta importante nella storia del nostro paese. Questo libro nasce come tentativo di individuare alcune scelte di campo necessarie e urgenti, parole chiave che siano opzioni culturali, prima ancora che politiche, cantieri su cui rifondare una proposta per l’Italia dotata di un respiro e una visione più ampi di un tweet o di una diretta Facebook. Il progetto è all’insegna di un riformismo che sia radicale nei valori, parli del passato ma per offrire un orizzonte futuro, rilanci competenza e serietà affidandosi allo stesso tempo alle parole dei poeti. Si tratta di costruire luoghi in comune contro il prevalere dei luoghi comuni che hanno alimentato il mostro insaziabile del populismo. Con grande chiarezza e senza sconti, l’autore dà forma a una nuova narrazione dell’avvenire, fermamente convinto che «se l’Italia fa l’Italia, non ce n’è per nessuno. E noi conserviamo una fede laica in questo paese del quale siamo, comunque, perdutamente innamorati. C’è un’altra strada. Mettiamoci in cammino».

5.
 Rientra in classifica in quinta posizione #valespo di Valerio Mazzei e Sespo, ancora un libro firmato da youtuber.
«Non siamo mai stati quelle persone che pianificano tutto, anzi. Apprezziamo i sorrisi spontanei, i gesti inaspettati, le sorprese. E #Valespo è proprio questo. Non l’abbiamo inventato noi. È stata una bellissima sorpresa». #Valespo è la storia di Valerio Mazzei e Sespo, il duo in ascesa di YouTube Italia. In queste pagine i due ragazzi raccontano come si sono conosciuti, i loro primi passi sul web, la decisione di trasferirsi a Milano nella Vlog-House e di trasformare la loro passione in una professione. E poi ci parlano del loro privato, del rapporto con gli amici, la famiglia e i fan.

6.
Fermo in sesta posizione, Le nostre emozioni di Iris Ferrari.
«La prima volta che ho cercato di scrivere qualcosa di concreto non sapevo a cosa sarei andata incontro, e non immaginavo minimamente quanto vi sarebbe piaciuto. Poi, durante l’ultimo anno, siamo cresciuti insieme, e ho avuto la possibilità di confrontarmi con molti di voi: tutto questo grazie a “Una di voi in tour”. Quindi, per il nostro secondo libro, ho raccolto tanti vostri pensieri e mi sono resa conto che le sensazioni che proviamo sono le stesse, perché l’adolescenza accomuna tutti quanti, e anche solo sentire che non siamo soli a vivere determinate emozioni ci può far stare meglio. Allora ho provato, nel mio piccolo, a darvi dei consigli ed esservi di aiuto in base alle mie esperienze, per restituirvi in minima parte tutto l’amore e il supporto che mi avete dato voi, perché, come mi dite spesso, quello che riesco a fare meglio è trasmettervi emozioni. Ed è proprio per questo motivo che ho scelto di chiamare il nostro secondo libro “Le nostre emozioni”, per condividere con voi le gioie e i dolori che fanno parte del delicato periodo dell’adolescenza che, insieme, stiamo attraversando.»

7.
Entra in classifica in settima posizione Doppia verità, il nuovo thriller di Michael Connelly, , con protagonista il detective Harry Bosch e l’avvocato con Mickey Haller.
La verità può essere di due tipi. Quella che libera, e quella che uccide. Harry Bosch non ha lasciato il LAPD, il dipartimento di polizia di Los Angeles dove ha lavorato per una vita, nel più felice dei modi. Ma è da un po’ che ha voltato pagina: si occupa di “casi freddi” per la polizia di San Fernando, piccola municipalità dell’area di Los Angeles, e gli va bene così. Scavare nel passato, alla ricerca di nuovi indizi in vecchi casi rimasti irrisolti, gli sembra la cosa più adatta a lui, in questo momento della sua vita. Ma quando due farmacisti della cittadina vengono ammazzati nel loro negozio, il suo nuovo capo gli chiede una mano: e così, insieme alla detective Bella Lourdes, Bosch si ritrova coinvolto in un caso che di “freddo” ha ben poco. Nel frattempo, però, il fantasma del LAPD torna a fargli visita: Preston Borders, omicida e stupratore che trent’anni fa Bosch assicurò al braccio della morte, ha presentato un ricorso. A quanto pare, ci sono nuove prove a favore della sua innocenza, e Bosch è nel mirino: non solo avrà bisogno del suo avvocato, Mickey Haller, per difendersi da accuse di incompetenza e inquinamento di prove, ma soprattutto, agli occhi del mondo, rischia di essere nient’altro che il poliziotto che ha mandato in prigione l’uomo sbagliato. A meno che, nei nove giorni di tempo prima che Borders venga scarcerato, Bosch non riesca a smontare il nuovo caso, e trovare altre prove della colpevolezza del detenuto. Al detective, lasciato solo anche dai suoi ex colleghi, non resta così che lottare per far valere l’unica verità che conta. Sapendo che in ballo stavolta c’è il suo stesso onore.

8.
Un ritorno in classifica in edizione speciale, in ottava posizione, After Vol. 1 di Anna Todd.
La storia d’amore di Tessa e Hardin è pronta a conquistare il grande schermo. E, per celebrare questo momento, il primo volume della serie, da cui è tratto l’omonimo film, torna in libreria in un’edizione speciale, con contenuti esclusivi, per rivivere ancora una volta le emozioni di un amore infinito. Una nuova edizione con un capitolo extra e una lettera speciale dell’autrice.
Ambiziosa, riservata e con un ragazzo perfetto che l’aspetta a casa, Tessa ama pensare di avere il controllo della sua vita. Al primo anno di college, il suo futuro sembra già segnato: una laurea, un buon lavoro, un matrimonio felice… Sembra, perché Tessa fa a malapena in tempo a mettere piede nel campus che subito s’imbatte in Hardin. E da allora niente è più come prima. Lui è il classico cattivo ragazzo, tutto fascino e sregolatezza, arrabbiato con il mondo, arrogante e ribelle, pieno di piercing e tatuaggi. È la persona più detestabile che Tessa abbia mai conosciuto. Eppure, il giorno in cui si ritrova sola con lui nella sua stanza, non può fare a meno di baciarlo. Un bacio che cambierà tutto. E accenderà in lei una passione incontrollabile. Una passione che, contro ogni previsione, sembra reciproca. Nonostante Hardin, per ogni passo che fa verso di lei, con un altro poi retroceda. Per entrambi sarebbe più facile arrendersi e voltare pagina, ma se stare insieme è difficile, a tratti impossibile, lo è ancora di più stare lontani. Quello che c’è tra Tessa e Hardin è solo una storia sbagliata o l’inizio di un amore infinito? Che sia davvero questo l’amore?

9.
Scende in nona posizione Fedeltà di Marco Missiroli.
“Il malinteso”, così Carlo e Margherita chiamano il dubbio che ha incrinato la superficie smagliante del loro matrimonio. Carlo è stato visto nel bagno dell’università con una sua studentessa, Sofia. “Ha avuto un malore, l’ho soccorsa”, racconta alla moglie. Sofia ha la giovinezza, la libertà, e forse anche il talento che Carlo vorrebbe per sé. Il suo primo romanzo è fermo da anni al primo capitolo, e il posto da professore l’ha ottenuto grazie all’influenza del padre. La porta dell’ambizione, invece, Margherita l’ha chiusa scambiando la carriera di architetto con la stabilità di un’agenzia immobiliare. Margherita e Carlo non sono una coppia in crisi, la loro intesa è tenace, la confidenza il gioco pericoloso tra le lenzuola. Le parole fra loro ardono ancora, così come i gesti. Si definirebbero felici. Ma quel tradimento mai davvero consumato per Carlo si trasforma in un’ossessione, e per Margherita può diventare un alibi potente per le sue fantasie sul fisioterapista Andrea. In una Milano vivissima, tra le vecchie vie raccontate da Buzzati e i nuovi grattacieli che tagliano l’orizzonte, la casa di corso Concordia, ridente di luce e veramente troppo cara, rappresenta una possibilità e una colpa che non finiranno di scontare. A tirarli fuori ci penserà l’amore con la sua incredibile forza quieta, e l’allegro ricucire di Anna, la madre di Margherita, il faro illuminante del romanzo, uno di quei personaggi capaci di saltare fuori dalle pagine dei libri. Lo sguardo di Marco Missiroli, che i lettori ben conoscono, si fa qui talmente intimo da diventare spietato.

10.
Entra in classifica in decima posizione Il nome della rosa di Umberto Eco, grazie alla curiosità destata dalla serie TV che sta andando in onda sulla Rai.
Ultima settimana del novembre 1327. Il novizio Adso da Melk accompagna in un’abbazia dell’alta Italia frate Guglielmo da Baskerville, incaricato di una sottile e imprecisa missione diplomatica. Ex inquisitore, amico di Guglielmo di Occam e di Marsilio da Padova, frate Guglielmo si trova a dover dipanare una serie di misteriosi delitti (sette in sette giorni, perpetrati nel chiuso della cinta abbaziale) che insanguinano una biblioteca labirintica e inaccessibile. Per risolvere il caso, Guglielmo dovrà decifrare indizi di ogni genere, dal comportamento dei santi a quello degli eretici, dalle scritture negromantiche al linguaggio delle erbe, da manoscritti in lingue ignote alle mosse diplomatiche degli uomini di potere. La soluzione arriverà, forse troppo tardi, in termini di giorni, forse troppo presto, in termini di secoli.

I NatiOggi letterari della settimana:

Nikolaj Gogol’ (20 marzo 1809 – 21 febbraio 1852), scrittore russo.
Alda Merini (21 marzo 1931 – 01 novembre 2009), poetessa italiana.
James Patterson (22 marzo 1947) uno dei più importanti autori di thriller del nostro tempo.

Fonte IBUK
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal 4 al 10 marzo 2019)

Leggi l'articolo La classifica dei libri più venduti – 18 Marzo 2019 in versione completa su Pausa Caffè.

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Premio strega 2019: le 12 opere finaliste http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/premio-strega-2019-le-12-opere-finaliste.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/premio-strega-2019-le-12-opere-finaliste.html#comments Sun, 17 Mar 2019 16:10:21 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=46897 Sono stati selazionati  i dodici libri in gara per il Premio Strega 2019 tra i 57 libri di narrativa segnalati dagli Amici della domenica, la storica giuria del premio, pubblicati in Italia tra il 1 marzo 2018 e il 28 febbraio dell’anno in corso. La cinquina sarà decisa mercoledì 12 giugno alla Fondazione Bellonci, a Roma, mentre la proclamazione del vincitore [...]

Leggi l'articolo Premio strega 2019: le 12 opere finaliste in versione completa su Pausa Caffè.

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Sono stati selazionati  i dodici libri in gara per il Premio Strega 2019 tra i 57 libri di narrativa segnalati dagli Amici della domenica, la storica giuria del premio, pubblicati in Italia tra il 1 marzo 2018 e il 28 febbraio dell’anno in corso.

La cinquina sarà decisa mercoledì 12 giugno alla Fondazione Bellonci, a Roma, mentre la proclamazione del vincitore sarà il 4 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Nero ananas di Valerio Aiolli (Voland), proposto da Luca Formenton.
Tutto comincia un secondo dopo il botto. Il botto che ha cambiato l’Italia, che ha chiuso l’età dell’innocenza e aperto la strategia della tensione. Il botto del 12 dicembre 1969, Piazza Fontana. Gli estremisti di destra, invisibili, si incontrano, commentano, ricordano, tramano. Un anarchico si trascina di città in città, di nazione in nazione, di sconfitta in sconfitta, in attesa del momento del riscatto. Un politico, così devoto da essere soprannominato il Pio, comincia la sua lenta ma inesorabile scalata al potere. Poi ci sono i servizi segreti che provano a capire, sapere, influenzare. E c’è un ragazzino, che quel giorno ha visto sparire sua sorella e farà di tutto per riuscire a ritrovarla. Quattro anni di destini intrecciati, di fughe, ritorni, di amore e di odio. Quattro anni incandescenti della storia d’Italia, dal 1969 al 1973.

Quella metà di noi di Paola Cereda (Perrone), proposto da Elisabetta Mondello.
Alle volte ci si ritrova nel mezzo: di due case, di più lingue. Nel mezzo di più vite, didecisioni ancora da prendere, di bisogni contrastanti.È qui che sta Matilde, maestra in pensione che si reinventa badante, alle prese conuna parte di se stessa che credeva di non dover mai affrontare. I segreti sono spazi diintimità da preservare, nascondigli per azioni incoerenti, fughe, ma anche regali senzamittente per le persone che amiamo. Ma cosa resta di autentico nei rapporti quandosi omette una parte di sé? Dove si sposta il confine tra sentimento e calcolo?Matilde lo scoprirà nel confronto con sua figlia, con l’ingegnere di cui si prende cura,con gli spaccati di vite sempre in bilico del quartiere di periferia in cui vive: ogni rapportoci trasforma, in una dimensione di reciprocità che, attraverso l’altro, ci permettedi valutare quanto, alla fine, siamo disposti a cedere di quella metà di noi.

Il rumore del mondo di Benedetta Cibrario (Mondadori), proposto da Giorgio Ficara.
L’ufficiale piemontese Prospero Carlo Carando di Vignon, di stanza a Londra, sposa Anne Bacon, figlia di un ricco mercante di seta. Quando, dopo essere stata vittima del vaiolo, arriva a Torino, Anne è molto diversa. La vita coniugale si annuncia come un piccolo inferno domestico, ma il suocero Casimiro la invita a occuparsi della proprietà del Mandrone, il cui futuro soltanto a lui – conservatore di ferro – sembra stare a cuore. Tra i due si stabilisce un’imprevedibile complicità e Anne matura amore e dedizione per la vita appartata e operosa che vi conduce. La storia della famiglia Vignon si intreccia ai fili dello spirito del tempo, e non di meno a quelli della seta. Anne Bacon scopre come conquistarsi un posto nella storia di un paese non ancora nato, di un orizzonte ideale che infiamma il mondo. Progressisti e conservatori, al di là degli schieramenti politici, si trovano davanti alla necessità di rispondere al cambiamento e lo fanno agendo – nell’economia, nel costume, nella morale, nella cultura. E l’Italia appare, vista da lontano (complici anime migranti come Anne, e il suo entourage femminile), vista come utopia e come sfida.

Di chi è questo cuore di Mauro Covacich (La nave di Teseo), proposto da Loredana Lipperini.
Una piccola anomalia cardiaca viene scoperta all’uomo che ha il nome e le sembianze dell’autore, allontanandolo da un’attività sportiva ai limiti del fanatismo e infrangendo l’illusione di un’efficienza fisica senza data di scadenza. È questo l’innesco di un romanzo sul corpo, ma soprattutto sul cuore come luogo dei sentimenti e dei destini individuali. C’è un ragazzo caduto, o forse lasciato cadere, da una finestra di un albergo di Milano durante una gita scolastica. Ci sono gli esseri umani, fragili e pieni di voglie. La solitudine e il desiderio. Ma la storia gira attorno alla relazione dell’autore con la sua compagna, alle trasferte di lavoro, alle tentazioni a cui sono esposti, alla fiducia e al sospetto di cui si nutre la convivenza. Chi è, ad esempio, quell’uomo che si infila in casa loro la notte? Una pista porterebbe nel quartiere, il Villaggio Olimpico di Roma, popolato da figure che sembrano carte dei tarocchi e che lo scrittore consulta nelle sue camminate erranti.

La straniera di Claudia Durastanti (La nave di Teseo), proposto da Furio Colombo.
“La storia di una famiglia somiglia più a una cartina topografica che a un romanzo, e una biografia è la somma di tutte le ere geologiche che hai attraversato”. Come si racconta una vita se non esplorandone i luoghi simbolici e geografici, ricostruendo una mappa di sé e del mondo vissuto? Tra la Basilicata e Brooklyn, da Roma a Londra, dall’infanzia al futuro, il nuovo libro dell’autrice di Cleopatra va in prigione è un’avventura che unisce vecchie e nuove migrazioni. Figlia di due genitori sordi che al senso di isolamento oppongono un rapporto passionale e iroso, emigrata in un paesino lucano da New York ancora bambina per farvi ritorno periodicamente, la protagonista della Straniera vive un’infanzia febbrile, fragile eppure capace, come una pianta ostinata, di generare radici ovunque. La bambina divenuta adulta non smette di disegnare ancora nuove rotte migratorie: per studio, per emancipazione, per irrimediabile amore. Per intenzione o per destino, perlustra la memoria e ne asseconda gli smottamenti e le oscurità. Non solo memoir, non solo romanzo, in questo libro dalla definizione mobile come un paesaggio e con un linguaggio così ampio da contenere la geografia e il tempo, Claudia Durastanti indaga il sentirsi sempre stranieri e ubiqui. La straniera è il racconto di un’educazione sentimentale contemporanea, disorientata da un passato magnetico e incontenibile, dalla cognizione della diversità fisica e di distinzioni sociali irriducibili, e dimostra che la storia di una famiglia, delle sue voci e delle sue traiettorie, è prima di tutto una storia del corpo e delle parole, in cui, a un certo punto, misurare la distanza da casa diventa impossibile.

Il risolutore di Pier Paolo Giannubilo (Rizzoli), proposto da Ferruccio Parazzoli.
Col tempo sarebbe giunto a pensare di poter fare tutto ciò che voleva senza doverne rispondere a nessuno, e avrebbe finito col prenderci gusto. Due vite. Più nomi di quanti un uomo possa ricordare. Un bagaglio pieno di segreti inconfessabili. Per oltre vent’anni, la storia di Gian Ruggero Manzoni – pronipote di Alessandro e cugino dell’irriverente Piero – è stata una messinscena dai toni tragici, un buco nero da cui nessuno sarebbe potuto uscire vivo. Figuriamoci raccontarla. Fino all’incontro con Pier Paolo Giannubilo, un’onda d’urto da cui è nato questo romanzo, il ritratto impietoso e intimo di un uomo qualunque con un cognome fatale che ha saputo fare di sé, del bambino Palla di grasso bullizzato dai coetanei a Lugo di Romagna, un’inspiegabile leggenda. Ruggero firma ogni suo gesto con l’inchiostro dell’eccesso, dannato e insieme eroe, fuori da ogni schema e per questo irresistibile, sempre disposto a tutto pur di restare umano. Giannubilo ci racconta ciò che dell’altro gli fa più paura come se si stesse guardando allo specchio, mettendo a nudo le contraddizioni che rendono unica una vita. Nelle sue pagine la grande Storia abbraccia la vicenda avventurosa di un irregolare fino a rendere impossibile riconoscere dove finisca l’una e inizi l’altra. Ed è questo il punto esatto dove si fa letteratura.

L’età straniera di Marina Mander (Marsilio), proposto da Benedetta Tobagi.
Leo non studia molto, ma è bravo a scuola. Non fuma tanto, ma un po’ d’erba sì. Ha una madre, Margherita, che lavora come assistente sociale e un padre che è stato matematico, è stato intelligente, è stato vivo l’ultima volta nel mare e poi è scomparso tra le onde con il pigiama e le ciabatte. Leo odia i pigiami, le ciabatte e non si fida più del mare, forse di nessuno. Odia tutte le cose fino a quando nella sua vita non arriva Florin, un ragazzino rumeno che non studia, non ha una casa, non ha madre né padre – o magari sì ma non ci sono – e si prostituisce. Florin si prostituisce e la madre di Leo decide di ospitarlo, sistemandolo nella camera del figlio, perché l’appartamento è piccolo e perché «forse potete farvi bene l’un l’altro». Leo che non ha mai fatto l’amore con nessuno e Florin che fa l’amore con tutti condividono la stessa stanza. Leo pensa di odiare Florin, che comunque è meglio di una cosa, è vivo. Leo è tutto cervello e Florin è tutto corpo: questo pensa Leo, che racconta la storia. La “scimmia” lo chiama, come una delle tre scimmiette: Iwazaru, quella che non parla. In realtà entrambi i ragazzi sono ancora forti di una fragile interezza, perché sono adolescenti e hanno ferite profonde ma corpi e sentimenti giovani. Comincia così, tutta storta, l’avventura del loro viaggio a occidente, fra estraneità e appartenenza: mistico per Leo – in continuo contatto con un tribunale immaginario che cerca di convincerlo di avere ucciso il padre – e fisico per Florin – in balia di uomini violenti in un mondo più violento ancora. Scritto in una lingua immaginifica e ironica, intelligente e musicale, L’età straniera racconta un mondo vocale: è nelle voci che questa storia e tutte le storie si sviluppano – le parole di Florin che mancano, quelle in cui Leo si rifugia.

Lux di Eleonora Marangoni (Neri Pozza), proposto da Sandra Petrignani.
Ci sono molti modi di trasformare qualcuno in un fantasma, e Thomas Edwards si è scelto il suo. La sua vita non ha proprio niente che non va: Tom è un giovane italoinglese di buona famiglia, che abita a Londra e viaggia spesso per lavoro. Architetto, gestisce con successo uno studio di light design, e da quasi un anno fa coppia fissa con Ottie Davis, una chef in carriera con un figlio di sette anni, Martin. Ma Thomas abita il mondo solo in superficie: schivo e in parte irrisolto, lascia che la vita scorra senza pensarci troppo; il suo ricordo di un amore finito, quello per Sophie Selwood, è una presenza costante e tangibile, che illumina gli eventi e le cose che lo circondano, e ci racconta di come l’amore, o il ricordo dell’amore, possano trasformarsi in una composta e implacabile ossessione. Una strana eredità da parte di un eccentrico zio costringe Thomas a uscire dalla quotidianità. Un viaggio verso un’isola del sud Italia, un albergo affascinante e malandato e un fine settimana imprevisto – in compagnia della gente del posto e degli altri forestieri giunti a loro volta sull’isola – saranno l’occasione perfetta per sparigliare le carte, guardare le cose da un altro punto di vista e fare finalmente i conti con il passato, questo animale saggio e al contempo grottesco che sembra sempre volerci indicare la strada.

Città irreale di Cristina Marconi (Ponte alle Grazie), proposto da Masolino d’Amico.
Nel 2008, quando lascia l’Italia, Alina ha 26 anni: Roma le sta stretta e lei non ama limiti e definizioni. La sua meta è una Londra finora sognata, che si trova proprio alla vigilia della crisi, nell’ultimo momento di porte aperte e possibilità infinite per la sua generazione. Fra piogge improvvise e sprazzi di sole, inerzie e incontri fortunati, trova un lavoro più promettente di quello che ha lasciato da noi e inizia a farsi strada nell’unica società a cui spera un giorno di appartenere. Per lei, credeva, l’identità è un concetto fluido, da piegarsi a piacimento. Scopre che non è così quando entra in scena Iain, giovane medico inglese, e con lui il suo giro di amici. Alina se ne innamora ma il riserbo britannico di lui e l’ostinazione di Alina nel guardare solo al futuro alzeranno la prima barriera fra la ragazza e il suo mondo elettivo. Perché anche Iain ha conosciuto più di un altrove. Nei tardi anni Novanta, a neppure vent’anni, lui e la giovane Vicky avevano lasciato le loro belle case londinesi per andare a vivere in Italia lavorando come volontari. Il fantasma di quel periodo ha ombre lunghe che toccano Alina, costretta a misurarsi con una realtà più inafferrabile del previsto e con il rischio costante di restare sospesa fra due mondi.

Fedeltà di Marco Missiroli (Einaudi), proposto da Sandro Veronesi.
«Il malinteso», così Carlo e Margherita chiamano il dubbio che ha incrinato la superficie del loro matrimonio. Carlo è stato visto nel bagno dell’università insieme a una studentessa: «si è sentita male, l’ho soccorsa», racconta al rettore, ai colleghi, alla moglie, e Sofia conferma la sua versione. Margherita e Carlo non sono una coppia in crisi, la loro intesa è tenace, la confidenza il gioco pericoloso tra le lenzuola. Le parole fra loro ardono ancora, così come i gesti. Si definirebbero felici. Ma quel presunto tradimento per lui si trasforma in un’ossessione, e diventa un alibi potente per le fantasie di sua moglie. La verità è che Sofia ha la giovinezza, la libertà, e forse anche il talento che Carlo insegue per sé. Lui vorrebbe scrivere, non ci è mai riuscito, e il posto da professore l’ha ottenuto grazie all’influenza del padre. La porta dell’ambizione, invece, Margherita l’ha chiusa scambiando la carriera di architetto con la stabilità di un’agenzia immobiliare. Per lei tutto si complica una mattina qualunque, durante una seduta di fisioterapia. Andrea è la leggerezza che la distoglie dai suoi progetti familiari e che innesca l’interrogativo di questa storia: se siamo fedeli a noi stessi quanto siamo infedeli agli altri? La risposta si insinua nella forza quieta dei legami, tenuti insieme in queste pagine da Anna, la madre di Margherita, il faro illuminante del romanzo, uno di quei personaggi capaci di trasmettere il senso dell’esistenza. In una Milano vivissima, tra le vecchie vie raccontate da Buzzati e i nuovi grattacieli che tagliano l’orizzonte, e una Rimini in cui sopravvive il sentimento poetico dei nostri tempi, il racconto si fa talmente intimo da non lasciare scampo.

M. Il figlio del secolo di Antonio Scurati (Bompiani), proposto da Francesco Piccolo.
Lui è come una bestia: sente il tempo che viene. Lo fiuta. E quel che fiuta è un’Italia sfinita, stanca della casta politica, della democrazia in agonia, dei moderati inetti e complici. Allora lui si mette a capo degli irregolari, dei delinquenti, degli incendiari e anche dei “puri”, i più fessi e i più feroci. Lui, invece, in un rapporto di Pubblica Sicurezza del 1919 è descritto come “intelligente, di forte costituzione, benché sifilitico, sensuale, emotivo, audace, facile alle pronte simpatie e antipatie, ambiziosissimo, al fondo sentimentale”. Lui è Benito Mussolini, ex leader socialista cacciato dal partito, agitatore politico indefesso, direttore di un piccolo giornale di opposizione. Sarebbe un personaggio da romanzo se non fosse l’uomo che più d’ogni altro ha marchiato a sangue il corpo dell’Italia. La saggistica ha dissezionato ogni aspetto della sua vita. Nessuno però aveva mai trattato la parabola di Mussolini e del fascismo come se si trattasse di un romanzo. Un romanzo – e questo è il punto cruciale – in cui d’inventato non c’è nulla. Non è inventato nulla del dramma di cui qui si compie il primo atto fatale, tra il 1919 e il 1925: nulla di ciò che Mussolini dice o pensa, nulla dei protagonisti – D’Annunzio, Margherita Sarfatti, un Matteotti stupefacente per il coraggio come per le ossessioni che lo divorano – né della pletora di squadristi, Arditi, socialisti, anarchici che sembrerebbero partoriti da uno sceneggiatore in stato di sovreccitazione creativa. Il risultato è un romanzo documentario impressionante non soltanto per la sterminata quantità di fonti a cui l’autore attinge, ma soprattutto per l’effetto che produce. Fatti dei quali credevamo di sapere tutto, una volta illuminati dal talento del romanziere, producono una storia che suona inaudita e un’opera senza precedenti nella letteratura italiana. Raccontando il fascismo come un romanzo, per la prima volta dall’interno e senza nessun filtro politico o ideologico, Scurati svela una realtà rimossa da decenni e di fatto rifonda il nostro antifascismo.

Addio fantasmi di Nadia Terranova (Einaudi), proposto da Pierluigi Battista.
Ida è appena sbarcata a Messina, la sua città natale: la madre l’ha richiamata in vista della ristrutturazione dell’appartamento di famiglia, che vuole mettere in vendita. Circondata di nuovo dagli oggetti di sempre, di fronte ai quali deve scegliere cosa tenere e cosa buttare, è costretta a fare i conti con il trauma che l’ha segnata quando era solo una ragazzina. Ventitre anni prima suo padre è scomparso. Non è morto: semplicemente una mattina è andato via e non è più tornato. Sulla mancanza di quel padre si sono imperniati i silenzi feroci con la madre, il senso di un’identità fondata sull’anomalia, persino il rapporto con il marito, salvezza e naufragio insieme. Specchiandosi nell’assenza del corpo paterno, Ida è diventata donna nel dominio della paura e nel sospetto verso ogni forma di desiderio. Ma ora che la casa d’infanzia la assedia con i suoi fantasmi, lei deve trovare un modo per spezzare il sortilegio e far uscire il padre di scena.

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Ernest Hemingway – Addio alle armi (Recensione) http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/ernest-hemingway-addio-alle-armi-recensione.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/ernest-hemingway-addio-alle-armi-recensione.html#respond Fri, 15 Mar 2019 14:48:07 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=46867 Addio alle armi è un romanzo scritto da Ernest Hemingway, fu pubblicato nel 1929, scritto dopo il suo ritorno dal fronte europeo, iniziato quando la moglie era incinta e si stava preparando al parto. Racconta una storia d’amore e di guerra che si svolge in Italia prima, durante e dopo la battaglia di Caporetto. Ispirato dalle esperienze [...]

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Ernest Hemingway – Addio alle armi

Addio alle armi è un romanzo scritto da Ernest Hemingway, fu pubblicato nel 1929, scritto dopo il suo ritorno dal fronte europeo, iniziato quando la moglie era incinta e si stava preparando al parto.
Racconta una storia d’amore e di guerra che si svolge in Italia prima, durante e dopo la battaglia di Caporetto. Ispirato dalle esperienze personali dello scrittore, infatti egli fu conducente di ambulanze per la Croce Rossa Americana nel corso della Prima Guerra Mondiale sul fronte italiano nel 1918. Nella notte tra l’8 e il 9 luglio, a Fossalta di Piave, fu ferito alle gambe e ricoverato all’ospedale di Milano, qui si invaghì di un’infermiera connazionale di nome Agnes von Kurowski.

“Il fatto che la materia del libro fosse tragica non mi rendeva infelice, perchè ero sicuro che la vita è una tragedia e finisce sempre allo stesso modo” Ernest Hemingway

La pubblicazione del libro fu vietata in Italia fino al 1945 perché il contenuto fu ritenuto lesivo dell’onore delle Forze Armate dalla dittatura fascista, nel libro viene descritta la disfatta dell’esercito italiano a Caporetto del 1917 e la diserzione del protagonista. La traduzione in italiano era stata già scritta clandestinamente nel 1943 da Fernanda Pivano, che per questo motivo venne arrestata a Torino.

“Se la gente porta tanto coraggio in questo mondo, il mondo deve ucciderla per spezzarla, così naturalmente la uccide. Il mondo spezza tutti quanti… ma quelli che non spezza li uccide. Uccide imparzialmente i molto buoni e i molto gentili e i molto coraggiosi. Se non siete fra questi potete essere certi che ucciderà anche voi, ma non avrà una particolare premura.”

Frederic Henry, il protagonista del romanzo, è un giovane americano giunto in Italia per partecipare alla grande guerra come volontario, lavora come autista di ambulanze della Croce Rossa Italiana.
Qui gli viene presentata da un collega la giovane infermiera inglese, Catherine Barkley. Fra i due nasce un rapporto amichevole, quasi un diversivo dalla guerra. Durante un’operazione sull’Isonzo Frederic viene ferito alle gambe e ricoverato all’ospedale Maggiore di Milano. Quando l’infermiera lo raggiunge a Milano, lui capisce di essersi innamorato, che la loro relazione non è una distrazione.

“Ci addormentavamo quando eravamo stanchi e se ci svegliavamo si svegliava anche l’altro e così non eravamo più soli. Spesso un uomo desidera esser solo e anche una ragazza desidera esser sola e se si amano sono gelosi di questo l’uno per l’altro, ma io posso dire sinceramente che per noi non è mai stato così. Potevamo sentirci soli mentre eravamo insieme, soli contro gli altri. Mi è capitato così soltanto una volta. Sono stato solo mentre ero con molte ragazze e questo è il modo in cui si può essere più soli. Ma noi non eravamo mai soli e non avevamo mai paura quando eravamo insieme. So che la notte non è come il giorno: che tutte le cose sono diverse, che le cose della notte non si possono spiegare nel giorno perché allora non esistono, e la notte può essere un momento terribile per la gente sola quando la loro solitudine è incominciata. Ma con Catherine non c’era quasi differenza nella notte tranne che era anche meglio.”

Nel frattempo la guerra va avanti, centinaia di migliaia di soldati sono morti e la vittoria è ancora lontana, nonostante la propaganda. Frederic, in una conversazione con gli altri autisti del suo gruppo, scopre anche che non tutti gli italiani sono a favore della guerra.
Il 24 ottobre del 1917 il fronte italiano crolla a Caporetto e Frederic si ritrova travolto dalla massa di soldati in caotica ritirata, tanto che gli autisti si vedono costretti ad abbandonare i mezzi.Costretto a scappare, con feriti gementi, cadaveri sparsi, truppe in fuga, soldati ammutinati che sfidano gli ufficiali. A contatto con la dura realtà della guerra capisce che purtroppo non è come se la aspettava.
Al momento di attraversare in ritirata un ponte sul fiume Tagliamento Frederic viene fermato dalla polizia militare dell’arma dei carabinieri che aveva l’ordine di interrogare e fucilare sul posto gli ufficiali sbandati e ritenuti disertori. Si salva rocambolescamente tuffandosi nel fiume riuscendo poi a raggiungere Catherine a Stresa tra varie avventure, ma i due sono costretti a lasciare l’Italia poiché la polizia militare è sulle tracce di Frederic e sta per arrestarlo…

“«Se lei vivrà fino a esser vecchio come me, si accorgerà di molte cose strane.»
«Non ha mai avuto l’aria di esser vecchio.»
«È il corpo che è vecchio. A volte ho paura di spezzarmi un dito come si spezza un bastoncino di gesso. E lo spirito non invecchia e non diventa più saggio.»
«Lei è saggio.»
«No. È il grande inganno: la saggezza dei vecchi. Non diventano saggi. Diventano attenti.»”

Quest’opera fa parte dei libri di formazione, il protagonista che entusiasta parte per la guerra alla ricerca di esperienze nuove e forti, inizia un percorso di consapevolezza, attraverso le drammatiche sofferenza che la guerra inevitabilmente porta, non solo sofferenze fisiche, ma anche ingiustizie, e si rende conto che la guerra è un carnaio.
La storia è narrata in prima persona dal protagonista con un’espressività asciutta e fredda, uno stile da reportage giornalistico, caratteristica che non ho amato e non amo in genereale di questo autore, ci prospetta una visione negativa come deve essere quando si parla di guerra, ma non solo. E’ un miscuglio di emozioni: un grido di dolore e di speranza, fredda razionalità, malinconia e un arresa alla vita crudele ed al male che non è nascosto solo nella guerra.

I

Sul finire dell’estate di quell’anno eravamo in una casa in un villaggio che di là del fiume e della pianura guardava le montagne. Nel letto del fiume c’erano sassi e ciottoli, asciutti e bianchi sotto il sole, e l’acqua era limpida e guizzante e azzurra nei canali. Davanti alla casa passavano truppe e scendevano lungo la strada e la polvere che sollevavano copriva le foglie degli alberi. Anche i tronchi degli alberi erano polverosi e le foglie caddero presto quell’anno e si vedevano le truppe marciare lungo la strada e la polvere che si sollevava e le foglie che, mosse dal vento, cadevano e i soldati che marciavano e poi la strada nuda e bianca se non per le foglie.
La pianura era ricca di messi; c’erano molti frutteti e di là della pianura le montagne erano brune e spoglie. Sulle montagne si combatteva e di notte vedevamo i lampi delle artiglierie. Nell’oscurità erano come fulmini estivi, ma le notti erano fredde e non si aveva la sensazione di un temporale imminente.
A volte nell’oscurità sentivamo le truppe marciare sotto la finestra e passare i cannoni trainati dai trattori. C’era un gran traffico di notte e molti muli sulle strade, con cassette di munizioni ai due lati del basto, e camion grigi che portavano uomini, e altri camion coi carichi coperti da teloni, che si muovevano più adagio nel traffico. C’erano anche cannoni pesanti che passavano di giorno trascinati dalle trattrici, con le lunghe volate mascherate di rami verdi, e frasche e pampini verdi coprivano le trattrici. A nord guardavamo una valle e si vedeva un castagneto e, al di là di questo, un’altra montagna sulla stessa riva del fiume. Anche per quella montagna si combatteva, ma senza successo, e in autunno quando incominciarono le piogge le foglie caddero tutte dai castagni e i rami rimasero nudi e i tronchi neri di pioggia. Anche le vigne erano smilze e spoglie e tutta la campagna era bagnata e bruna e morta nell’autunno. C’erano nebbie sul fiume e nubi sulla montagna, e sulla strada i camion schizzavano fango e le truppe erano infangate e fradice sotto le mantelline; avevano i fucili bagnati, e sotto le mantelline le due giberne sul davanti delle cinture, scatole grige di cuoio piene di caricatori con le sottili e lunghe cartucce da 6,5 mm, sporgevano sotto le mantelline di modo che gli uomini che passavano nella strada avevano l’aria di donne incinte di sei mesi.
C’erano piccole automobili grige che passavano a grande velocità; di solito con un ufficiale accanto all’autista e parecchi altri sul sedile posteriore. Schizzavano fango perfino più dei camion, e se uno degli ufficiali seduti dietro era piccolo, così piccolo che non gli si poteva vedere il viso ma soltanto la cima del berretto e la schiena stretta, e se l’auto andava più veloce del solito, era probabile che fosse il re. Stava a Udine e usciva a quel modo quasi ogni giorno per vedere come andavano le cose, e le cose andavano molto male.
Al principio dell’inverno vennero le piogge continue e con le piogge il colera. Ma riuscirono a fermarlo e in tutto l’esercito ne morirono soltanto settemila.

Sono state realizzate tre versioni cinematografiche del romanzo:
La prima del 1932, la regia di Frank Borzage con Gary Cooper che ottenne 4 nomination al premio oscar e Helen Hayes.
La seconda del 1957, girata in Italia, la regia di Charles Vidor, con Rock Hudson, Jennifer Jones, Vittorio De Alberto Sordi.
La terza versione del 1996, Amare per sempre (In Love and War), le regia di Richard Attenborough, con Chris O’Donnell e Sandra Bullock.

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Gateau di patate vegetariano http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/gateau-di-patate-vegetariano.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/gateau-di-patate-vegetariano.html#respond Mon, 11 Mar 2019 16:09:10 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=46808 Gateau di verdure è una versione vegetariana del classico Gateau di patate, si tratta di uno sformato, può essere consumato come piatto unico per via degli ingredienti molto calorici. Questa variante non ha nulla da invidiare alla ricetta classica.     Ricetta per il Gateau di patate vegetariano: Per una teglia da 18 cm 800 g di [...]

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Gateau di verdure è una versione vegetariana del classico Gateau di patate, si tratta di uno sformato, può essere consumato come piatto unico per via degli ingredienti molto calorici. Questa variante non ha nulla da invidiare alla ricetta classica.

 

 

Ricetta per il Gateau di patate vegetariano:

Per una teglia da 18 cm
800 g di Patate
50 g di Burro (meglio se morbido)
100 g di Parmigiano (oppure altro formaggio come la provola)
2 uova
250 g di mozzarella (anche di bufala oppure Scamorza)
una manciata di prezzemolo
Latte q.b. (serve per ammorbidire un po’ se ce ne fosse bisogno, io non l’ho utilizzato)
sale e pepe q.b.
una grattata di noce moscata (facoltativa)
Pangrattato q.b.
1 tuorlo per spennellare

1 zucchina
2 carore grandi
100 g di piselli
1 peperone rosso
(Le verdure possono variare in base ai propri gusti ed usarne altre, come melanzane, funghi, ecc…)

Tagliare a rondelle la zucchina e arrostitele.
Bollollire con un po’ di sale i piselli con le carote tagliate a dadini, scolateli bene.
Cuovere con un filo di olio, un bicchiere di acqua e un pizzico di sale il peperone tagliato a dadini, scolare l’eventuale sugo.
Lessate le patate, sbucciatele e schiacciatele.
Unite il burro, il parmigiano, le uova, il prezzemolo, il sale, il pepe e la grattatina di noce moscata, amalgamare bene, se lo ritenete necessario ammorbidite l’impasto con del latte.
Imburrate una tortiera e spolverare le pareti con del pan grattato.
Una parte abbondante dell’impasto unirla con i piselli e carote.
Versate l’altra parte dell’impasto a coprire il fondo, sopra fate uno strato, lasciando i bordi liberi, col le zucchine, coprire con la mozzarella tagliata a dadtini, coprire il tutto con la parte miscelata con i piselli e carote.
Per fare una cosa più coreografica lasciate un po’ d’impasto e mettetelo in una sac a poche e disegnate una griglia, spennellate sulle righe il tuorlo ed infine spolverizzate tutta la torta con il pan grattato.

Se non fate la decorazione con la griglia potete semplicemente spennellare col tuorlo, cospargere qualche riccio di burro e spolverare col pan grattato.

Cuocere a 180 °C per 40-45 minuti, dipende dal vostro forno.
Si può servire caldo oppure va bene anche freddo, magari per un buffet.

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La classifica dei libri più venduti – 11 Marzo 2019 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-11-marzo-2019.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-11-marzo-2019.html#respond Mon, 11 Mar 2019 10:45:51 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=46777 Buona settimana a tutti! “Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo.” (Gianni Rodari)     La classifica dei libri più venduti di questa settimana ci regala due gran belle novità. Scopriamola: 1. Resta in prima posizione La versione di Fenoglio di Gianrico Carofiglio. Pietro Fenoglio, un vecchio carabiniere che ha visto [...]

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Buona settimana a tutti!

“Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo.”
(Gianni Rodari)

 

 

La classifica dei libri più venduti di questa settimana ci regala due gran belle novità. Scopriamola:

1.
Resta in prima posizione La versione di Fenoglio di Gianrico Carofiglio.
Pietro Fenoglio, un vecchio carabiniere che ha visto di tutto, e Giulio, un ventenne intelligentissimo, sensibile, disorientato, diventano amici nella più inattesa delle situazioni. I loro incontri si dipanano fra confidenze personali e il racconto di una formidabile esperienza investigativa, che a poco a poco si trasforma in riflessione sul metodo della conoscenza, sui concetti sfuggenti di verità e menzogna, sull’idea stessa del potere. “La versione di Fenoglio” è un manuale sull’arte dell’indagine nascosto in un romanzo avvincente, popolato da personaggi di straordinaria autenticità: voci da una penombra in cui si mescolano buoni e cattivi, miserabili e giusti. Il mondo reale ha poco a che fare con le trame dei romanzi polizieschi o delle serie tv. Esiste davvero, ed è un posto pericoloso.

2.
Sale sul podio in seconda posizione, L’isola dell’abbandono di Chiara Gamberale.
Pare che l’espressione “piantare in asso” si debba a Teseo che, uscito dal labirinto grazie all’aiuto di Arianna, anziché riportarla con sé da Creta ad Atene, la lascia sull’isola di Naxos. In Naxos: in asso, appunto. Proprio sull’isola di Naxos, l’inquieta e misteriosa protagonista di questo romanzo sente l’urgenza di tornare. E lì che, dieci anni prima, in quella che doveva essere una vacanza, è stata brutalmente abbandonata da Stefano, il suo primo, disperato amore, e sempre lì ha conosciuto Di, un uomo capace di metterla a contatto con parti di sé che non conosceva e con la sfida più estrema per una persona come lei, quella di rinunciare alla fuga. E restare. Ma come fa una straordinaria possibilità a sembrare un pericolo? Come fa un’assenza a rivelarsi più potente di una presenza? Che cosa è davvero finito, che cosa è cominciato su quell’isola? Solo adesso lei riesce a chiederselo, perché è appena diventata madre, tutto dentro di sé si è allo stesso tempo saldato e infragilito, e deve fare i conti con il padre di suo figlio e con la loro difficoltà a considerarsi una famiglia. Anche se non lo vorrebbe, così, è finalmente pronta per incontrare di nuovo tutto quello che si era abituata a dimenticare, a cominciare dal suo nome, dalla sua identità più profonda…

3.
Stabile in terza posizione Un’altra strada. Idee per l’Italia di domani di Matteo Renzi.
Come può ripartire un percorso riformista per l’Italia? Come fare tesoro degli errori commessi e delle mosse vincenti in un racconto che rinnovi il senso di una sfida? Come disegnare il futuro opponendosi alle paure dilaganti? Matteo Renzi ha scelto di imboccare una nuova strada, a livello personale e politico, mantenendo lo stesso slancio che, dieci anni fa, lo ha portato a intraprendere un’avventura straordinaria. Da sindaco di Firenze a protagonista della politica nazionale, è stato, con il suo governo, interprete di una svolta importante nella storia del nostro paese. Questo libro nasce come tentativo di individuare alcune scelte di campo necessarie e urgenti, parole chiave che siano opzioni culturali, prima ancora che politiche, cantieri su cui rifondare una proposta per l’Italia dotata di un respiro e una visione più ampi di un tweet o di una diretta Facebook. Il progetto è all’insegna di un riformismo che sia radicale nei valori, parli del passato ma per offrire un orizzonte futuro, rilanci competenza e serietà affidandosi allo stesso tempo alle parole dei poeti. Si tratta di costruire luoghi in comune contro il prevalere dei luoghi comuni che hanno alimentato il mostro insaziabile del populismo. Con grande chiarezza e senza sconti, l’autore dà forma a una nuova narrazione dell’avvenire, fermamente convinto che «se l’Italia fa l’Italia, non ce n’è per nessuno. E noi conserviamo una fede laica in questo paese del quale siamo, comunque, perdutamente innamorati. C’è un’altra strada. Mettiamoci in cammino».

4.
Entra in classifica in quarta posizione Doppia verità, il nuovo thriller di Michael Connelly.
La verità può essere di due tipi. Quella che libera, e quella che uccide. Harry Bosch non ha lasciato il LAPD, il dipartimento di polizia di Los Angeles dove ha lavorato per una vita, nel più felice dei modi. Ma è da un po’ che ha voltato pagina: si occupa di “casi freddi” per la polizia di San Fernando, piccola municipalità dell’area di Los Angeles, e gli va bene così. Scavare nel passato, alla ricerca di nuovi indizi in vecchi casi rimasti irrisolti, gli sembra la cosa più adatta a lui, in questo momento della sua vita. Ma quando due farmacisti della cittadina vengono ammazzati nel loro negozio, il suo nuovo capo gli chiede una mano: e così, insieme alla detective Bella Lourdes, Bosch si ritrova coinvolto in un caso che di “freddo” ha ben poco. Nel frattempo, però, il fantasma del LAPD torna a fargli visita: Preston Borders, omicida e stupratore che trent’anni fa Bosch assicurò al braccio della morte, ha presentato un ricorso. A quanto pare, ci sono nuove prove a favore della sua innocenza, e Bosch è nel mirino: non solo avrà bisogno del suo avvocato, Mickey Haller, per difendersi da accuse di incompetenza e inquinamento di prove, ma soprattutto, agli occhi del mondo, rischia di essere nient’altro che il poliziotto che ha mandato in prigione l’uomo sbagliato. A meno che, nei nove giorni di tempo prima che Borders venga scarcerato, Bosch non riesca a smontare il nuovo caso, e trovare altre prove della colpevolezza del detenuto. Al detective, lasciato solo anche dai suoi ex colleghi, non resta così che lottare per far valere l’unica verità che conta. Sapendo che in ballo stavolta c’è il suo stesso onore.

5.
Altra nuova entrata in quinta posizione, Conversazione su Tiresia di Andrea Camilleri, grazie alla Rai che pochi giorni fa ha mandato in onda lo spettacolo interpretato da Andrea Camilleri che si è svolto al Teatro Greco di Siracusa.
«Chiamatemi Tiresia. Per dirla alla maniera dello scrittore Melville, quello di ‘Moby Dick’. Oppure Tiresia sono, per dirla alla maniera di qualcun altro. Zeus mi diede la possibilità di vivere sette esistenze e questa è una delle sette. Non posso dirvi quale. Qualcuno di voi di certo avrà visto il mio personaggio su questo stesso palco negli anni passati, ma si trattava di attori che mi interpretavano. Oggi sono venuto di persona perché voglio raccontarvi tutto quello che mi è accaduto nel corso dei secoli e per cercare di mettere un punto fermo nella mia trasposizione da persona a personaggio. Ho trascorso questa mia vita ad inventarmi storie e personaggi, sono stato regista teatrale, televisivo, radiofonico, ho scritto più di cento libri, tradotti in tante lingue e di discreto successo. L’invenzione più felice è stata quella di un commissario. Da quando Zeus, o chi ne fa le veci, ha deciso di togliermi di nuovo la vista, questa volta a novant’anni, ho sentito l’urgenza di riuscire a capire cosa sia l’eternità e solo venendo qui posso intuirla. Solo su queste pietre eterne».

6.
Scende in sesta posizione, Le nostre emozioni di Iris Ferrari.
«La prima volta che ho cercato di scrivere qualcosa di concreto non sapevo a cosa sarei andata incontro, e non immaginavo minimamente quanto vi sarebbe piaciuto. Poi, durante l’ultimo anno, siamo cresciuti insieme, e ho avuto la possibilità di confrontarmi con molti di voi: tutto questo grazie a “Una di voi in tour”. Quindi, per il nostro secondo libro, ho raccolto tanti vostri pensieri e mi sono resa conto che le sensazioni che proviamo sono le stesse, perché l’adolescenza accomuna tutti quanti, e anche solo sentire che non siamo soli a vivere determinate emozioni ci può far stare meglio. Allora ho provato, nel mio piccolo, a darvi dei consigli ed esservi di aiuto in base alle mie esperienze, per restituirvi in minima parte tutto l’amore e il supporto che mi avete dato voi, perché, come mi dite spesso, quello che riesco a fare meglio è trasmettervi emozioni. Ed è proprio per questo motivo che ho scelto di chiamare il nostro secondo libro “Le nostre emozioni”, per condividere con voi le gioie e i dolori che fanno parte del delicato periodo dell’adolescenza che, insieme, stiamo attraversando.»

7.
Scende un gradino, settima posizione, Fedeltà di Marco Missiroli.
“Il malinteso”, così Carlo e Margherita chiamano il dubbio che ha incrinato la superficie smagliante del loro matrimonio. Carlo è stato visto nel bagno dell’università con una sua studentessa, Sofia. “Ha avuto un malore, l’ho soccorsa”, racconta alla moglie. Sofia ha la giovinezza, la libertà, e forse anche il talento che Carlo vorrebbe per sé. Il suo primo romanzo è fermo da anni al primo capitolo, e il posto da professore l’ha ottenuto grazie all’influenza del padre. La porta dell’ambizione, invece, Margherita l’ha chiusa scambiando la carriera di architetto con la stabilità di un’agenzia immobiliare. Margherita e Carlo non sono una coppia in crisi, la loro intesa è tenace, la confidenza il gioco pericoloso tra le lenzuola. Le parole fra loro ardono ancora, così come i gesti. Si definirebbero felici. Ma quel tradimento mai davvero consumato per Carlo si trasforma in un’ossessione, e per Margherita può diventare un alibi potente per le sue fantasie sul fisioterapista Andrea. In una Milano vivissima, tra le vecchie vie raccontate da Buzzati e i nuovi grattacieli che tagliano l’orizzonte, la casa di corso Concordia, ridente di luce e veramente troppo cara, rappresenta una possibilità e una colpa che non finiranno di scontare. A tirarli fuori ci penserà l’amore con la sua incredibile forza quieta, e l’allegro ricucire di Anna, la madre di Margherita, il faro illuminante del romanzo, uno di quei personaggi capaci di saltare fuori dalle pagine dei libri. Lo sguardo di Marco Missiroli, che i lettori ben conoscono, si fa qui talmente intimo da diventare spietato.

8.
In ottava posizione Rien ne va plus di Antonio Manzini, un nuovo capitolo del grande Romanzo di Rocco Schiavone, un uomo duro con se stesso prima che con gli altri, ruvido, intransigente, svogliato e vigile; dietro il suo cinismo una umanità insospettabile e un senso della giustizia tutto suo.
Rien ne va plus prende il via poche ore dopo gli eventi che concludono il precedente romanzo, Fate il vostro gioco; le indagini sull’omicidio di Romano Favre, il pensionato del casinò di Saint-Vincent dove lavorava da «ispettore di gioco», ucciso con due coltellate, si sono concluse con l’arresto del colpevole, ma il movente è rimasto oscuro. Schiavone non può accontentarsi di una verità a metà. Mentre si mobilita insieme alla sua squadra di poliziotti, ben altra coltellata lo pugnala: Enzo Baiocchi, l’assassino di Adele, la vecchia amica di Rocco uccisa mentre dormiva in casa sua, ha chiesto di parlare col giudice Baldi rivelando un segreto che riguarda proprio Schiavone, una pagina inconfessabile del suo recente passato che potrebbe sconvolgergli per sempre la vita. Turbato, incerto su come muoversi, Rocco si ritrova a indagare su una rapina: è scomparso un furgone portavalori che doveva consegnare alla banca di Aosta l’incasso del casinò. Ma ad Aosta non è mai arrivato, se ne sono perse le tracce dopo una curva e sembrerebbe svanito nel nulla, se non fosse che l’autista viene ritrovato semiassiderato in Valsavarenche.

9.
In nona posizione, Il sospettato di Georges Simenon.
Quando, in una notte di pioggia scrosciante, Pierre Chave attraversa illegalmente la frontiera tra il Belgio e la Francia (dov’è ricercato per diserzione), non ignora che la sua sarà una corsa contro il tempo: per evitare che una bomba scoppi in una fabbrica di aerei nella periferia di Parigi, facendo decine di vittime innocenti, deve a ogni costo riuscire a trovare Robert, il «ragazzino» fragile, infelice e bisognoso di affetto – Robert che, dopo averlo venerato come un maestro, si è sottratto alla sua influenza lasciandosi indurre a compiere un attentato. Lo scopo di Chave non è soltanto salvare gli operai della fabbrica, ma impedire che Robert si macchi di una colpa orrenda. Perché, pur credendo fervidamente nell’ideale anarchico, aborre la violenza, ed è persuaso che il terrorismo come metodo di lotta politica sia una strada senza uscita. L’uomo è consapevole che la sua è una missione quasi disperata: su di lui pesano infatti i sospetti della polizia, e insieme quelli dei suoi stessi compagni, convinti di essere stati traditi. Un romanzo “à bout de souffle”, uno dei pochi di Simenon, ha scritto André Gide, in cui il protagonista agisce dall’inizio alla fine «spinto da una volontà ferrea».

10.
Precipita in decima posizione con il nuovo horror, Elevation, del maestro Stephen King.
Scott Carey sta percorrendo senza fretta il tratto di strada che lo separa dal suo appuntamento. Si è lasciato alle spalle la casa di Castle Rock, troppo grande e solitaria da quando la moglie se n’è andata, se non fosse per Bill, il gattone pigro che gli tiene compagnia. Non ha fretta, Scott, perché quello che deve raccontare al dottor Bob, amico di una vita, è davvero molto strano e ha paura che il vecchio medico lo prenda per matto. Infatti Scott sta perdendo peso, lo dice la bilancia, ma il suo aspetto non è cambiato di una virgola. Come se la forza di gravità stesse progressivamente dissolvendosi nel suo corpo. Eppure, nonostante la preoccupazione, Scott si sente felice, come non era da molto tempo, tanto euforico da provare a rimettere le cose a posto, a Castle Rock. Tanto, da provare a riaffermare il potere della parola sull’ottusità del pregiudizio. Tanto, da voler dimostrare che l’amicizia è sempre a portata di mano. In questo racconto, che è anche un omaggio ai suoi maestri, King si prende la libertà, più che legittima, di dare una possibile risposta alle tristi derive del nostro tempo.

I NatiOggi letterari della settimana:

Gabriele D’Annunzio (12 marzo 1863 – 01 marzo 1938), scrittore, poeta, politico e giornalista italiano, simbolo del Decadentismo.

Fonte IBUK
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal 25 febbraio al 3 marzo 2019)

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Classifica mensile dei libri – Febbraio 2019 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/classifica-mensile-dei-libri-febbraio-2019.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/classifica-mensile-dei-libri-febbraio-2019.html#respond Sat, 09 Mar 2019 23:48:49 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=46792 Febbraio 2019 è finito e possiamo stilare la classifica dei libri più venduti del mese che viene pubblicata una settimana dopo la fine del mese di riferimento. Anche se le classifiche sono, a ragione, spesso criticate, possono però dare degli spunti a chi magari non è un buon conoscitore del mondo dell’editoria, ma che ha tutta la voglia [...]

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Febbraio 2019 è finito e possiamo stilare la classifica dei libri più venduti del mese che viene pubblicata una settimana dopo la fine del mese di riferimento. Anche se le classifiche sono, a ragione, spesso criticate, possono però dare degli spunti a chi magari non è un buon conoscitore del mondo dell’editoria, ma che ha tutta la voglia di leggere. Buona Lettura!

1.
In prima posizione #valespo di Valerio Mazzei e Sespo, ancora un libro firmato da youtuber.
«Non siamo mai stati quelle persone che pianificano tutto, anzi. Apprezziamo i sorrisi spontanei, i gesti inaspettati, le sorprese. E #Valespo è proprio questo. Non l’abbiamo inventato noi. È stata una bellissima sorpresa». #Valespo è la storia di Valerio Mazzei e Sespo, il duo in ascesa di YouTube Italia. In queste pagine i due ragazzi raccontano come si sono conosciuti, i loro primi passi sul web, la decisione di trasferirsi a Milano nella Vlog-House e di trasformare la loro passione in una professione. E poi ci parlano del loro privato, del rapporto con gli amici, la famiglia e i fan.

2.
In seconda posizione Rien ne va plus di Antonio Manzini, un nuovo capitolo del grande Romanzo di Rocco Schiavone, un uomo duro con se stesso prima che con gli altri, ruvido, intransigente, svogliato e vigile; dietro il suo cinismo una umanità insospettabile e un senso della giustizia tutto suo.
Rien ne va plus prende il via poche ore dopo gli eventi che concludono il precedente romanzo, Fate il vostro gioco; le indagini sull’omicidio di Romano Favre, il pensionato del casinò di Saint-Vincent dove lavorava da «ispettore di gioco», ucciso con due coltellate, si sono concluse con l’arresto del colpevole, ma il movente è rimasto oscuro. Schiavone non può accontentarsi di una verità a metà. Mentre si mobilita insieme alla sua squadra di poliziotti, ben altra coltellata lo pugnala: Enzo Baiocchi, l’assassino di Adele, la vecchia amica di Rocco uccisa mentre dormiva in casa sua, ha chiesto di parlare col giudice Baldi rivelando un segreto che riguarda proprio Schiavone, una pagina inconfessabile del suo recente passato che potrebbe sconvolgergli per sempre la vita. Turbato, incerto su come muoversi, Rocco si ritrova a indagare su una rapina: è scomparso un furgone portavalori che doveva consegnare alla banca di Aosta l’incasso del casinò. Ma ad Aosta non è mai arrivato, se ne sono perse le tracce dopo una curva e sembrerebbe svanito nel nulla, se non fosse che l’autista viene ritrovato semiassiderato in Valsavarenche.

3.
In terza posizione La versione di Fenoglio di Gianrico Carofiglio.
Pietro Fenoglio, un vecchio carabiniere che ha visto di tutto, e Giulio, un ventenne intelligentissimo, sensibile, disorientato, diventano amici nella più inattesa delle situazioni. I loro incontri si dipanano fra confidenze personali e il racconto di una formidabile esperienza investigativa, che a poco a poco si trasforma in riflessione sul metodo della conoscenza, sui concetti sfuggenti di verità e menzogna, sull’idea stessa del potere. “La versione di Fenoglio” è un manuale sull’arte dell’indagine nascosto in un romanzo avvincente, popolato da personaggi di straordinaria autenticità: voci da una penombra in cui si mescolano buoni e cattivi, miserabili e giusti. Il mondo reale ha poco a che fare con le trame dei romanzi polizieschi o delle serie tv. Esiste davvero, ed è un posto pericoloso.

4.
In quarta posizione Un’altra strada. Idee per l’Italia di domani di Matteo Renzi.
Come può ripartire un percorso riformista per l’Italia? Come fare tesoro degli errori commessi e delle mosse vincenti in un racconto che rinnovi il senso di una sfida? Come disegnare il futuro opponendosi alle paure dilaganti? Matteo Renzi ha scelto di imboccare una nuova strada, a livello personale e politico, mantenendo lo stesso slancio che, dieci anni fa, lo ha portato a intraprendere un’avventura straordinaria. Da sindaco di Firenze a protagonista della politica nazionale, è stato, con il suo governo, interprete di una svolta importante nella storia del nostro paese. Questo libro nasce come tentativo di individuare alcune scelte di campo necessarie e urgenti, parole chiave che siano opzioni culturali, prima ancora che politiche, cantieri su cui rifondare una proposta per l’Italia dotata di un respiro e una visione più ampi di un tweet o di una diretta Facebook. Il progetto è all’insegna di un riformismo che sia radicale nei valori, parli del passato ma per offrire un orizzonte futuro, rilanci competenza e serietà affidandosi allo stesso tempo alle parole dei poeti. Si tratta di costruire luoghi in comune contro il prevalere dei luoghi comuni che hanno alimentato il mostro insaziabile del populismo. Con grande chiarezza e senza sconti, l’autore dà forma a una nuova narrazione dell’avvenire, fermamente convinto che «se l’Italia fa l’Italia, non ce n’è per nessuno. E noi conserviamo una fede laica in questo paese del quale siamo, comunque, perdutamente innamorati. C’è un’altra strada. Mettiamoci in cammino».

5.
In quinta posizione, L’assassinio del Commendatore. Libro secondo. Metafore che si trasformano di Haruki Murakami.
Nella casa in mezzo al bosco che fu l’abitazione e l’atelier di Amada Tomohiko, il grande artista autore del misterioso quadro «L’assassinio del Commendatore», vive ormai da qualche mese il giovane pittore protagonista di questa storia. La dimora è sperduta, ma non del tutto isolata: nel primo volume, «Idee che affiorano», avevamo conosciuto Menshiki, un vicino ricchissimo e sfuggente mosso da motivazioni solo a lui note. O la piccola Akikawa Marie, studentessa del corso di disegno tenuto dal protagonista, che per una volta sembra abbassare le difese e stringere un legame profondo col suo professore. Per non parlare del Commendatore stesso… Con «Metafore che si trasformano» si conclude l’«Assassinio del Commendatore». Come un mago al culmine del suo potere incantatorio, Murakami Haruki dà vita a un intero universo (a più di uno, a dire il vero…) popolato di personaggi, storie e enigmi che hanno la potenza indimenticabile dei sogni più vividi. Ma non è solo il gusto per il racconto a muoverlo: una volta giunto al termine di questo viaggio visionario, il lettore si scopre trasformato come i personaggi di cui ha letto le avventure, esposto, quasi senza averne avuto consapevolezza, al cuore pulsante della grande letteratura. «L’assassinio del Commendatore», a quel punto, inizia a svelare i suoi mille volti: una riflessione, molto realistica (e attuale), sulle ferite della storia, sulla colpa e la responsabilità. Una terapia per sopravvivere ai traumi. Una guida pratica per orientarsi nel mondo delle metafore. Ma anche un racconto fantastico sui mostri che ci divorano dall’interno, sulle paure che ci sbranano nella notte dell’anima; e su come, quei mostri, possiamo vincerli: prendendoci cura di chi arriverà dopo di noi.

6.
In sesta posizione, Fedeltà di Marco Missiroli.
“Il malinteso”, così Carlo e Margherita chiamano il dubbio che ha incrinato la superficie smagliante del loro matrimonio. Carlo è stato visto nel bagno dell’università con una sua studentessa, Sofia. “Ha avuto un malore, l’ho soccorsa”, racconta alla moglie. Sofia ha la giovinezza, la libertà, e forse anche il talento che Carlo vorrebbe per sé. Il suo primo romanzo è fermo da anni al primo capitolo, e il posto da professore l’ha ottenuto grazie all’influenza del padre. La porta dell’ambizione, invece, Margherita l’ha chiusa scambiando la carriera di architetto con la stabilità di un’agenzia immobiliare. Margherita e Carlo non sono una coppia in crisi, la loro intesa è tenace, la confidenza il gioco pericoloso tra le lenzuola. Le parole fra loro ardono ancora, così come i gesti. Si definirebbero felici. Ma quel tradimento mai davvero consumato per Carlo si trasforma in un’ossessione, e per Margherita può diventare un alibi potente per le sue fantasie sul fisioterapista Andrea. In una Milano vivissima, tra le vecchie vie raccontate da Buzzati e i nuovi grattacieli che tagliano l’orizzonte, la casa di corso Concordia, ridente di luce e veramente troppo cara, rappresenta una possibilità e una colpa che non finiranno di scontare. A tirarli fuori ci penserà l’amore con la sua incredibile forza quieta, e l’allegro ricucire di Anna, la madre di Margherita, il faro illuminante del romanzo, uno di quei personaggi capaci di saltare fuori dalle pagine dei libri. Lo sguardo di Marco Missiroli, che i lettori ben conoscono, si fa qui talmente intimo da diventare spietato.

7.
L’amica genialeIn settima posizione L’amica geniale di Elena Ferrante, anche grazie alla fiction che va in onda sulla Rai TV.
Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava intanto nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati…

8.
In ottava posizione, Le nostre emozioni di Iris Ferrari.
«La prima volta che ho cercato di scrivere qualcosa di concreto non sapevo a cosa sarei andata incontro, e non immaginavo minimamente quanto vi sarebbe piaciuto. Poi, durante l’ultimo anno, siamo cresciuti insieme, e ho avuto la possibilità di confrontarmi con molti di voi: tutto questo grazie a “Una di voi in tour”. Quindi, per il nostro secondo libro, ho raccolto tanti vostri pensieri e mi sono resa conto che le sensazioni che proviamo sono le stesse, perché l’adolescenza accomuna tutti quanti, e anche solo sentire che non siamo soli a vivere determinate emozioni ci può far stare meglio. Allora ho provato, nel mio piccolo, a darvi dei consigli ed esservi di aiuto in base alle mie esperienze, per restituirvi in minima parte tutto l’amore e il supporto che mi avete dato voi, perché, come mi dite spesso, quello che riesco a fare meglio è trasmettervi emozioni. Ed è proprio per questo motivo che ho scelto di chiamare il nostro secondo libro “Le nostre emozioni”, per condividere con voi le gioie e i dolori che fanno parte del delicato periodo dell’adolescenza che, insieme, stiamo attraversando.»

9.
Storia del nuovo cognomeIn nona posizione Storia del nuovo cognome di Elena Ferrante, secondo romanzo del ciclo di “L’amica geniale”. Ha avuto la meglio la curiosità di sapere come continua la stagione televisiva, basata sul primo romanzo.
L’amica geniale racconta l’infanzia e l’adolescenza di due ragazze napoletane, Lila e Lenù, seguite nelle intense peripezie della loro amicizia, in un quartiere povero e feroce negli anni del passaggio a un benessere conquistato con ogni mezzo. Al cuore del romanzo c’è il rapporto tra le due amiche, un rapporto di affetto, di gelosia, di competizione, di emulazione, di rifiuto e di attrazione vertiginosa. Ritroviamo le due protagoniste e la loro straordinaria amicizia nelle nuove prove che la vita mette loro davanti. Lila si sposa a soli diciassette anni con un giovane del quartiere arricchitosi con commerci e traffici non sempre limpidi, e diventa la signora Carracci in una nuova esistenza dove agio e violenza, frustrazione e potere si mischiano. Lenù continua invece a studiare, suscitando l’ammirazione e l’invidia dell’amica. È una gara a chi delle due riuscirà a uscire dal quartiere che le imprigiona, a liberarsi da un ambiente che entrambe odiano. Ameranno anche lo stesso uomo.

10.
In decima posizione Storia di chi fugge e di chi resta, il terzo libro della serie, Elena e Lila, le due amiche la cui storia i lettori hanno imparato a conoscere attraverso  “L’amica geniale” e “Storia del nuovo cognome”, sono diventate donne. Lo sono diventate molto presto: Lila si è sposata a sedici anni, ha un figlio piccolo, ha lasciato il marito e l’agiatezza, lavora come operaia in condizioni durissime; Elena è andata via dal rione, ha studiato alla Normale di Pisa e ha pubblicato un romanzo di successo che le ha aperto le porte di un mondo benestante e colto. Ambedue hanno provato a forzare le barriere che le volevano chiuse in un destino di miseria, ignoranza e sottomissione. Ora navigano, con i ritmi travolgenti a cui Elena Ferrante ci ha abituati, nel grande mare aperto degli anni Settanta, uno scenario di speranze e incertezze, di tensioni e sfide fino ad allora impensabili, sempre unite da un legame fortissimo, ambivalente, a volte sotterraneo a volte riemergente in esplosioni violente o in incontri che aprono prospettive inattese.

11.
In undicesima posizione, Conversazione su Tiresia di Andrea Camilleri.
«Chiamatemi Tiresia. Per dirla alla maniera dello scrittore Melville, quello di ‘Moby Dick’. Oppure Tiresia sono, per dirla alla maniera di qualcun altro. Zeus mi diede la possibilità di vivere sette esistenze e questa è una delle sette. Non posso dirvi quale. Qualcuno di voi di certo avrà visto il mio personaggio su questo stesso palco negli anni passati, ma si trattava di attori che mi interpretavano. Oggi sono venuto di persona perché voglio raccontarvi tutto quello che mi è accaduto nel corso dei secoli e per cercare di mettere un punto fermo nella mia trasposizione da persona a personaggio. Ho trascorso questa mia vita ad inventarmi storie e personaggi, sono stato regista teatrale, televisivo, radiofonico, ho scritto più di cento libri, tradotti in tante lingue e di discreto successo. L’invenzione più felice è stata quella di un commissario. Da quando Zeus, o chi ne fa le veci, ha deciso di togliermi di nuovo la vista, questa volta a novant’anni, ho sentito l’urgenza di riuscire a capire cosa sia l’eternità e solo venendo qui posso intuirla. Solo su queste pietre eterne».

12.
In dodicesima posizione, L’isola dell’abbandono di Chiara Gamberale.
Pare che l’espressione “piantare in asso” si debba a Teseo che, uscito dal labirinto grazie all’aiuto di Arianna, anziché riportarla con sé da Creta ad Atene, la lascia sull’isola di Naxos. In Naxos: in asso, appunto. Proprio sull’isola di Naxos, l’inquieta e misteriosa protagonista di questo romanzo sente l’urgenza di tornare. E lì che, dieci anni prima, in quella che doveva essere una vacanza, è stata brutalmente abbandonata da Stefano, il suo primo, disperato amore, e sempre lì ha conosciuto Di, un uomo capace di metterla a contatto con parti di sé che non conosceva e con la sfida più estrema per una persona come lei, quella di rinunciare alla fuga. E restare. Ma come fa una straordinaria possibilità a sembrare un pericolo? Come fa un’assenza a rivelarsi più potente di una presenza? Che cosa è davvero finito, che cosa è cominciato su quell’isola? Solo adesso lei riesce a chiederselo, perché è appena diventata madre, tutto dentro di sé si è allo stesso tempo saldato e infragilito, e deve fare i conti con il padre di suo figlio e con la loro difficoltà a considerarsi una famiglia. Anche se non lo vorrebbe, così, è finalmente pronta per incontrare di nuovo tutto quello che si era abituata a dimenticare, a cominciare dal suo nome, dalla sua identità più profonda…

13.
In tredicesima posizione, Il censimento dei radical chic di Giacomo Papi.
In un’Italia ribaltata – eppure estremamente familiare -, le complicazioni del pensiero e della parola sono diventate segno di corruzione e malafede, un trucco delle élite per ingannare il popolo, il quale, in mancanza di qualcosa in cui sperare, si dà a scoppi di rabbia e applausi liberatori, insulti via web e bastonate, in un’ininterrotta caccia alle streghe: i clandestini per cominciare, poi i rom, quindi i raccomandati e gli omosessuali. Adesso tocca agli intellettuali. Il primo a cadere, linciato sul pianerottolo di casa, è il professor Prospero, colpevole di aver citato Spinoza in un talk show, peraltro subito rimbrottato dal conduttore: “Questo è uno show per famiglie, e chi di giorno si spacca la schiena ha il diritto di rilassarsi e di non sentirsi inferiore”. Cogliendo l’occasione dell’omicidio dell’accademico, il ministro degli Interni istituisce il Registro Nazionale degli Intellettuali e dei Radical Chic per censire coloro che “si ostinano a credersi più intelligenti degli altri”. La scusa è proteggerli, ma molti non ci cascano e, per non essere schedati, si affrettano a svuotare le librerie e far sparire dagli armadi i prediletti maglioni di cachemire… Intanto Olivia, la figlia del professore, che da anni vive a Londra, rientrando per il funerale, trova un paese incomprensibile. In un crescendo paradossale e grottesco, Olivia indaga le cause che hanno portato all’assassinio del padre. Attraverso i suoi occhi, facendo scattare come una tagliola il meccanismo del più affilato straniamento letterario, Giacomo Papi ci costringe a vedere, più che il futuro prossimo, il nostro sobbollente presente.

14.
In quartordicesima posizione Storia della bambina perduta di Elena Ferrante, il quarto e ultimo volume di “L’amica geniale”.
Le due protagoniste Lina (o Lila) ed Elena (o Lenù) sono ormai adulte, con alle spalle delle vite piene di avvenimenti, scoperte, cadute e “rinascite”. Ambedue hanno lottato per uscire dal rione natale, una prigione di conformismo, violenze e legami difficili da spezzare. Elena è diventata una scrittrice affermata, ha lasciato Napoli, si è sposata e poi separata, ha avuto due figlie e ora torna a Napoli per inseguire un amore giovanile che si è di nuovo materializzato nella sua nuova vita. Lila è rimasta a Napoli, più invischiata nei rapporti familiari e camorristici, ma si è inventata una sorprendente carriera di imprenditrice informatica ed esercita più che mai il suo affascinante e carismatico ruolo di leader nascosta ma reale del rione (cosa che la porterà tra l’altro allo scontro con i potenti fratelli Solara). Ma il romanzo è soprattutto la storia di un rapporto di amicizia, dove le due donne, veri e propri poli opposti di una stessa forza, si scontrano e s’incontrano, s’influenzano a vicenda, si allontanano e poi si ritrovano, si invidiano e si ammirano. Attraverso nuove prove che la vita pone loro davanti, scoprono in se stesse e nell’altra sempre nuovi aspetti delle loro personalità e del loro legame d’amicizia. Intanto la storia d’Italia e del mondo si srotola sullo sfondo e anche con questa le due donne e la loro amicizia si dovranno confrontare…

15.
In quindicesima posizione Bianco letale. Un’indagine di Cormoran Strike, scritto da Robert Galbraith.
Quando il giovane Billy, in preda a una grande agitazione, irrompe nella sua agenzia investigativa per denunciare un crimine a cui crede di aver assistito da piccolo, Cormoran Strike rimane profondamente turbato. Anche se Billy ha problemi mentali e fatica a ricordare i particolari concreti, in lui e nel suo racconto c’è qualcosa di sincero. Ma prima che Strike possa interrogarlo più a fondo, Billy si spaventa e fugge via. Cercando di scoprire la verità sulla storia di Billy, Strike e Robin Ellacott – una volta sua assistente, ora sua socia – seguono una pista tortuosa, che si dipana dai sobborghi di Londra alle stanze più recondite e segrete del Parlamento, fino a una suggestiva ma inquietante tenuta di campagna. E se l’indagine si fa sempre più labirintica, la vita di Strike è tutt’altro che semplice: la sua rinnovata fama di investigatore privato gli impedisce di agire nell’ombra come un tempo e il suo rapporto con Robin è più teso che mai. Lei è senza dubbio indispensabile nel lavoro dell’agenzia, ma la loro relazione personale è piena di sottintesi e non detti…

16.
In sedicesima posizione, Il sospettato di Georges Simenon.
Quando, in una notte di pioggia scrosciante, Pierre Chave attraversa illegalmente la frontiera tra il Belgio e la Francia (dov’è ricercato per diserzione), non ignora che la sua sarà una corsa contro il tempo: per evitare che una bomba scoppi in una fabbrica di aerei nella periferia di Parigi, facendo decine di vittime innocenti, deve a ogni costo riuscire a trovare Robert, il «ragazzino» fragile, infelice e bisognoso di affetto – Robert che, dopo averlo venerato come un maestro, si è sottratto alla sua influenza lasciandosi indurre a compiere un attentato. Lo scopo di Chave non è soltanto salvare gli operai della fabbrica, ma impedire che Robert si macchi di una colpa orrenda. Perché, pur credendo fervidamente nell’ideale anarchico, aborre la violenza, ed è persuaso che il terrorismo come metodo di lotta politica sia una strada senza uscita. L’uomo è consapevole che la sua è una missione quasi disperata: su di lui pesano infatti i sospetti della polizia, e insieme quelli dei suoi stessi compagni, convinti di essere stati traditi. Un romanzo “à bout de souffle”, uno dei pochi di Simenon, ha scritto André Gide, in cui il protagonista agisce dall’inizio alla fine «spinto da una volontà ferrea».

17.
In diciassettesima posizione, Serotonina di Michel Houellebecq.
Florent-Claude Labrouste è un quarantaseienne funzionario del ministero dell’Agricoltura, vive una relazione oramai al tramonto con una torbida donna giapponese, più giovane di lui, con la quale condivide un appartamento in un anonimo grattacielo alla periferia di Parigi. L’incalzante depressione induce Florent-Claude all’assunzione in dosi sempre più intense di Captorix, grazie al quale affronta la vita, un amore perduto che vorrebbe ritrovare, la crisi della industria agricola francese che non resiste alla globalizzazione, la deriva della classe media. Una vitalità rinnovata ogni volta grazie al Captorix, che chiede tuttavia un sacrificio, uno solo, che pochi uomini sarebbero disposti ad accettare.

18.
In diciottesima posizione L’Italia non è più italiana. Così i nuovi predoni ci stanno rubando il nostro Paese
di Mario Giordano.
Ogni 48 ore un’azienda italiana cade in mani straniere. Alcuni casi finiscono sui giornali e fanno discutere, ma la maggior parte scivola via nel silenzio. Così, nel silenzio, non abbiamo soltanto perso tutto il made in Italy, i grandi marchi della moda, le aziende alimentari, i settori strategici (dalla chimica alla siderurgia), i servizi e le banche: abbiamo perso il meglio delle nostre piccole aziende, quei gioielli di creatività spesso nati nei sottoscala di provincia e diventati leader mondiali nel loro settore. Erano i nostri veri tesori. Ora non sono più nostri. I nuovi proprietari stranieri non sono quasi mai dei padroni, piuttosto dei predoni. Il risultato? L’Italia non è più italiana.

19.
In diciannovesima posizione La ragazza della luna. Le sette sorelle
di Lucinda Riley, quinto episodio della saga delle Sette Sorelle.
Sono trascorsi sei mesi dalla morte di Pa’ Salt e al contrario delle altre sorelle D’Aplièse, Tiggy ha ricevuto indicazioni precise sulle sue origini. Quando sarà pronta non dovrà fare altro che andare a Granada, nella zona di Sacromonte e bussare a una porta azzurra nel Cortijo del Aire. Ma ancor prima di decidere di intraprendere questo viaggio, Tiggy conosce Chilli, un vecchio gitano che vive in una baita all’interno della tenuta. Sarà proprio lui a raccontarle la storia di sua nonna: Lucía Amaya-Albaycin. Granada 1922. La piccola Lucía si esibisce, a soli 10 anni, nel Concurso di Cante Jondo, un festival di musica e ballo flamenco, incantando pubblico e giuria con la sua eccezionale tecnica e il temperamento vulcanico. Nonostante la tenera età, Lucía ha dentro di sé il duende, lo spirito del ballo, che arde così luminoso attraverso i suoi occhi da essere soprannominata “La Candela”. La sua bravura e la sua ambizione la porteranno a intraprendere molto presto la carriera di ballerina e a lasciare la famiglia e la Spagna per inseguire il suo sogno. Ma a quale prezzo? Un viaggio in un esotico passato che porterà Tiggy a scoprire un lato di se stessa finora sconosciuto e a capire qual è il suo vero posto nel mondo.

20.
In ventesima posizione Regina dell’aria e delle tenebre. Dark artifices. Shadowhunters, scritto da Cassandra Clare.
E se la dannazione fosse il prezzo da pagare per il vero amore? Nella Sala del Consiglio l’aria è impregnata di un odore metallico di sangue. Qui, poco distante dal corpo esanime di Robert Lightwood, tra le braccia di Julian giace Livia Blackthorn, la pelle del colore del latte, anche lei ormai priva di vita. Niente sarà più come prima dopo la carneficina che ha appena avuto luogo nella roccaforte degli Shadowhunters. All’indomani della morte di Livvy e dell’Inquisitore, infatti, il Conclave è in fermento e sull’orlo della guerra civile. Parte della famiglia Blackthorn, devastata per la perdita di Livvy, vola a Los Angeles, dove cercherà di scoprire l’origine di una malattia che sta provocando la progressiva distruzione della razza degli stregoni. Nel frattempo, Julian ed Emma, ricattati dal nuovo Inquisitore, nel disperato tentativo di mantenere segreto il loro amore proibito partono per una pericolosa missione nella Terra delle Fate con l’obiettivo di recuperare il Volume Nero dei Morti, un libro di incantesimi potentissimi per riportare indietro i defunti. Quello che scopriranno, però, è un segreto che potrebbe annientare l’intero loro mondo e gettare così un’ombra scura sul loro futuro. Per questo, Emma e Julian saranno costretti a lanciarsi in una vera e propria corsa contro il tempo per salvare se stessi e il mondo degli Shadowhunters prima che il potere mortale della maledizione “parabatai” distrugga quello che hanno di più caro. Edizione speciale con contenuti esclusivi: un racconto inedito, dieci tavole illustrate in bianco e nero e un poster nella retrocopertina.

Fonte: IBUK

Leggi l'articolo Classifica mensile dei libri – Febbraio 2019 in versione completa su Pausa Caffè.

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La classifica dei libri più venduti – 04 Marzo 2019 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-04-marzo-2019.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-04-marzo-2019.html#respond Sun, 03 Mar 2019 23:39:20 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=46699 Buona settimana a tutti! “«Dovete essere ubriachi di scrittura, così che la realtà non riesca a distruggervi.» Ray Bradbury” (Roberto Bolaño)         La classifica dei libri più venduti di questa settimana ci regala tante novità. Scopriamola: 1. Entra in classifica direttamente in prima posizione La versione di Fenoglio di Gianrico Carofiglio. Pietro Fenoglio, un [...]

Leggi l'articolo La classifica dei libri più venduti – 04 Marzo 2019 in versione completa su Pausa Caffè.

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Buona settimana a tutti!

“«Dovete essere ubriachi di scrittura, così che la realtà non riesca a distruggervi.» Ray Bradbury”
(Roberto Bolaño)

 

 

 

 

La classifica dei libri più venduti di questa settimana ci regala tante novità. Scopriamola:

1.
Entra in classifica direttamente in prima posizione La versione di Fenoglio di Gianrico Carofiglio.
Pietro Fenoglio, un vecchio carabiniere che ha visto di tutto, e Giulio, un ventenne intelligentissimo, sensibile, disorientato, diventano amici nella più inattesa delle situazioni. I loro incontri si dipanano fra confidenze personali e il racconto di una formidabile esperienza investigativa, che a poco a poco si trasforma in riflessione sul metodo della conoscenza, sui concetti sfuggenti di verità e menzogna, sull’idea stessa del potere. “La versione di Fenoglio” è un manuale sull’arte dell’indagine nascosto in un romanzo avvincente, popolato da personaggi di straordinaria autenticità: voci da una penombra in cui si mescolano buoni e cattivi, miserabili e giusti. Il mondo reale ha poco a che fare con le trame dei romanzi polizieschi o delle serie tv. Esiste davvero, ed è un posto pericoloso.

2.
Altra nuova entrata che si piazza sul podio in seconda posizione, Le nostre emozioni di Iris Ferrari.
«La prima volta che ho cercato di scrivere qualcosa di concreto non sapevo a cosa sarei andata incontro, e non immaginavo minimamente quanto vi sarebbe piaciuto. Poi, durante l’ultimo anno, siamo cresciuti insieme, e ho avuto la possibilità di confrontarmi con molti di voi: tutto questo grazie a “Una di voi in tour”. Quindi, per il nostro secondo libro, ho raccolto tanti vostri pensieri e mi sono resa conto che le sensazioni che proviamo sono le stesse, perché l’adolescenza accomuna tutti quanti, e anche solo sentire che non siamo soli a vivere determinate emozioni ci può far stare meglio. Allora ho provato, nel mio piccolo, a darvi dei consigli ed esservi di aiuto in base alle mie esperienze, per restituirvi in minima parte tutto l’amore e il supporto che mi avete dato voi, perché, come mi dite spesso, quello che riesco a fare meglio è trasmettervi emozioni. Ed è proprio per questo motivo che ho scelto di chiamare il nostro secondo libro “Le nostre emozioni”, per condividere con voi le gioie e i dolori che fanno parte del delicato periodo dell’adolescenza che, insieme, stiamo attraversando.»

3.
Sale in terza posizione Un’altra strada. Idee per l’Italia di domani di Matteo Renzi.
Come può ripartire un percorso riformista per l’Italia? Come fare tesoro degli errori commessi e delle mosse vincenti in un racconto che rinnovi il senso di una sfida? Come disegnare il futuro opponendosi alle paure dilaganti? Matteo Renzi ha scelto di imboccare una nuova strada, a livello personale e politico, mantenendo lo stesso slancio che, dieci anni fa, lo ha portato a intraprendere un’avventura straordinaria. Da sindaco di Firenze a protagonista della politica nazionale, è stato, con il suo governo, interprete di una svolta importante nella storia del nostro paese. Questo libro nasce come tentativo di individuare alcune scelte di campo necessarie e urgenti, parole chiave che siano opzioni culturali, prima ancora che politiche, cantieri su cui rifondare una proposta per l’Italia dotata di un respiro e una visione più ampi di un tweet o di una diretta Facebook. Il progetto è all’insegna di un riformismo che sia radicale nei valori, parli del passato ma per offrire un orizzonte futuro, rilanci competenza e serietà affidandosi allo stesso tempo alle parole dei poeti. Si tratta di costruire luoghi in comune contro il prevalere dei luoghi comuni che hanno alimentato il mostro insaziabile del populismo. Con grande chiarezza e senza sconti, l’autore dà forma a una nuova narrazione dell’avvenire, fermamente convinto che «se l’Italia fa l’Italia, non ce n’è per nessuno. E noi conserviamo una fede laica in questo paese del quale siamo, comunque, perdutamente innamorati. C’è un’altra strada. Mettiamoci in cammino».

4.
Altra novità in quarta posizione, L’isola dell’abbandono di Chiara Gamberale.
Pare che l’espressione “piantare in asso” si debba a Teseo che, uscito dal labirinto grazie all’aiuto di Arianna, anziché riportarla con sé da Creta ad Atene, la lascia sull’isola di Naxos. In Naxos: in asso, appunto. Proprio sull’isola di Naxos, l’inquieta e misteriosa protagonista di questo romanzo sente l’urgenza di tornare. E lì che, dieci anni prima, in quella che doveva essere una vacanza, è stata brutalmente abbandonata da Stefano, il suo primo, disperato amore, e sempre lì ha conosciuto Di, un uomo capace di metterla a contatto con parti di sé che non conosceva e con la sfida più estrema per una persona come lei, quella di rinunciare alla fuga. E restare. Ma come fa una straordinaria possibilità a sembrare un pericolo? Come fa un’assenza a rivelarsi più potente di una presenza? Che cosa è davvero finito, che cosa è cominciato su quell’isola? Solo adesso lei riesce a chiederselo, perché è appena diventata madre, tutto dentro di sé si è allo stesso tempo saldato e infragilito, e deve fare i conti con il padre di suo figlio e con la loro difficoltà a considerarsi una famiglia. Anche se non lo vorrebbe, così, è finalmente pronta per incontrare di nuovo tutto quello che si era abituata a dimenticare, a cominciare dal suo nome, dalla sua identità più profonda…

5.
In quinta posizione entra l’edizione speciale di Regina dell’aria e delle tenebre. Dark artifices. Shadowhunters, scritto da Cassandra Clare.
E se la dannazione fosse il prezzo da pagare per il vero amore? Nella Sala del Consiglio l’aria è impregnata di un odore metallico di sangue. Qui, poco distante dal corpo esanime di Robert Lightwood, tra le braccia di Julian giace Livia Blackthorn, la pelle del colore del latte, anche lei ormai priva di vita. Niente sarà più come prima dopo la carneficina che ha appena avuto luogo nella roccaforte degli Shadowhunters. All’indomani della morte di Livvy e dell’Inquisitore, infatti, il Conclave è in fermento e sull’orlo della guerra civile. Parte della famiglia Blackthorn, devastata per la perdita di Livvy, vola a Los Angeles, dove cercherà di scoprire l’origine di una malattia che sta provocando la progressiva distruzione della razza degli stregoni. Nel frattempo, Julian ed Emma, ricattati dal nuovo Inquisitore, nel disperato tentativo di mantenere segreto il loro amore proibito partono per una pericolosa missione nella Terra delle Fate con l’obiettivo di recuperare il Volume Nero dei Morti, un libro di incantesimi potentissimi per riportare indietro i defunti. Quello che scopriranno, però, è un segreto che potrebbe annientare l’intero loro mondo e gettare così un’ombra scura sul loro futuro. Per questo, Emma e Julian saranno costretti a lanciarsi in una vera e propria corsa contro il tempo per salvare se stessi e il mondo degli Shadowhunters prima che il potere mortale della maledizione “parabatai” distrugga quello che hanno di più caro. Edizione speciale con contenuti esclusivi: un racconto inedito, dieci tavole illustrate in bianco e nero e un poster nella retrocopertina.

6.
Scende in sesta posizione Fedeltà di Marco Missiroli.
“Il malinteso”, così Carlo e Margherita chiamano il dubbio che ha incrinato la superficie smagliante del loro matrimonio. Carlo è stato visto nel bagno dell’università con una sua studentessa, Sofia. “Ha avuto un malore, l’ho soccorsa”, racconta alla moglie. Sofia ha la giovinezza, la libertà, e forse anche il talento che Carlo vorrebbe per sé. Il suo primo romanzo è fermo da anni al primo capitolo, e il posto da professore l’ha ottenuto grazie all’influenza del padre. La porta dell’ambizione, invece, Margherita l’ha chiusa scambiando la carriera di architetto con la stabilità di un’agenzia immobiliare. Margherita e Carlo non sono una coppia in crisi, la loro intesa è tenace, la confidenza il gioco pericoloso tra le lenzuola. Le parole fra loro ardono ancora, così come i gesti. Si definirebbero felici. Ma quel tradimento mai davvero consumato per Carlo si trasforma in un’ossessione, e per Margherita può diventare un alibi potente per le sue fantasie sul fisioterapista Andrea. In una Milano vivissima, tra le vecchie vie raccontate da Buzzati e i nuovi grattacieli che tagliano l’orizzonte, la casa di corso Concordia, ridente di luce e veramente troppo cara, rappresenta una possibilità e una colpa che non finiranno di scontare. A tirarli fuori ci penserà l’amore con la sua incredibile forza quieta, e l’allegro ricucire di Anna, la madre di Margherita, il faro illuminante del romanzo, uno di quei personaggi capaci di saltare fuori dalle pagine dei libri. Lo sguardo di Marco Missiroli, che i lettori ben conoscono, si fa qui talmente intimo da diventare spietato.

7.
Ancora novità in settima posizione con il nuovo horror, Elevation, del maestro Stephen King.
Scott Carey sta percorrendo senza fretta il tratto di strada che lo separa dal suo appuntamento. Si è lasciato alle spalle la casa di Castle Rock, troppo grande e solitaria da quando la moglie se n’è andata, se non fosse per Bill, il gattone pigro che gli tiene compagnia. Non ha fretta, Scott, perché quello che deve raccontare al dottor Bob, amico di una vita, è davvero molto strano e ha paura che il vecchio medico lo prenda per matto. Infatti Scott sta perdendo peso, lo dice la bilancia, ma il suo aspetto non è cambiato di una virgola. Come se la forza di gravità stesse progressivamente dissolvendosi nel suo corpo. Eppure, nonostante la preoccupazione, Scott si sente felice, come non era da molto tempo, tanto euforico da provare a rimettere le cose a posto, a Castle Rock. Tanto, da provare a riaffermare il potere della parola sull’ottusità del pregiudizio. Tanto, da voler dimostrare che l’amicizia è sempre a portata di mano. In questo racconto, che è anche un omaggio ai suoi maestri, King si prende la libertà, più che legittima, di dare una possibile risposta alle tristi derive del nostro tempo.

8.
 Precipita in ottava posizione #valespo di Valerio Mazzei e Sespo, ancora un libro firmato da youtuber.
«Non siamo mai stati quelle persone che pianificano tutto, anzi. Apprezziamo i sorrisi spontanei, i gesti inaspettati, le sorprese. E #Valespo è proprio questo. Non l’abbiamo inventato noi. È stata una bellissima sorpresa». #Valespo è la storia di Valerio Mazzei e Sespo, il duo in ascesa di YouTube Italia. In queste pagine i due ragazzi raccontano come si sono conosciuti, i loro primi passi sul web, la decisione di trasferirsi a Milano nella Vlog-House e di trasformare la loro passione in una professione. E poi ci parlano del loro privato, del rapporto con gli amici, la famiglia e i fan.

9.
Va giù in nona posizione Rien ne va plus di Antonio Manzini, un nuovo capitolo del grande Romanzo di Rocco Schiavone, un uomo duro con se stesso prima che con gli altri, ruvido, intransigente, svogliato e vigile; dietro il suo cinismo una umanità insospettabile e un senso della giustizia tutto suo.
Rien ne va plus prende il via poche ore dopo gli eventi che concludono il precedente romanzo, Fate il vostro gioco; le indagini sull’omicidio di Romano Favre, il pensionato del casinò di Saint-Vincent dove lavorava da «ispettore di gioco», ucciso con due coltellate, si sono concluse con l’arresto del colpevole, ma il movente è rimasto oscuro. Schiavone non può accontentarsi di una verità a metà. Mentre si mobilita insieme alla sua squadra di poliziotti, ben altra coltellata lo pugnala: Enzo Baiocchi, l’assassino di Adele, la vecchia amica di Rocco uccisa mentre dormiva in casa sua, ha chiesto di parlare col giudice Baldi rivelando un segreto che riguarda proprio Schiavone, una pagina inconfessabile del suo recente passato che potrebbe sconvolgergli per sempre la vita. Turbato, incerto su come muoversi, Rocco si ritrova a indagare su una rapina: è scomparso un furgone portavalori che doveva consegnare alla banca di Aosta l’incasso del casinò. Ma ad Aosta non è mai arrivato, se ne sono perse le tracce dopo una curva e sembrerebbe svanito nel nulla, se non fosse che l’autista viene ritrovato semiassiderato in Valsavarenche.

10.
Scende in decima posizione, Il sospettato di Georges Simenon.
Quando, in una notte di pioggia scrosciante, Pierre Chave attraversa illegalmente la frontiera tra il Belgio e la Francia (dov’è ricercato per diserzione), non ignora che la sua sarà una corsa contro il tempo: per evitare che una bomba scoppi in una fabbrica di aerei nella periferia di Parigi, facendo decine di vittime innocenti, deve a ogni costo riuscire a trovare Robert, il «ragazzino» fragile, infelice e bisognoso di affetto – Robert che, dopo averlo venerato come un maestro, si è sottratto alla sua influenza lasciandosi indurre a compiere un attentato. Lo scopo di Chave non è soltanto salvare gli operai della fabbrica, ma impedire che Robert si macchi di una colpa orrenda. Perché, pur credendo fervidamente nell’ideale anarchico, aborre la violenza, ed è persuaso che il terrorismo come metodo di lotta politica sia una strada senza uscita. L’uomo è consapevole che la sua è una missione quasi disperata: su di lui pesano infatti i sospetti della polizia, e insieme quelli dei suoi stessi compagni, convinti di essere stati traditi. Un romanzo “à bout de souffle”, uno dei pochi di Simenon, ha scritto André Gide, in cui il protagonista agisce dall’inizio alla fine «spinto da una volontà ferrea».

I NatiOggi letterari della settimana:

James Ellroy (4 marzo 1948), scrittore statunitense, noto per i suoi romanzi polizieschi.
Khaled Hosseini (4 marzo 1965), scrittore e medico statunitense.
Pier Paolo Pasolini (5 marzo 1922 – 2 novembre 1975), poeta, scrittore, regista, sceneggiatore e giornalista italiano, considerato tra i maggiori artisti e intellettuali del XX secolo.
Gabriel García Márquez, soprannominato Gabo (6 marzo 1927 – 17 aprile 2014), scrittore, giornalista e saggista colombiano naturalizzato messicano, Premio Nobel per la letteratura nel 1982.
Alessandro Manzoni (7 marzo 1785 – 22 maggio 1873), scrittore e poeta italiano, uno dei maggiori romanzieri italiani di tutti i tempi, gettò le basi per il romanzo moderno, con lui la lingua quotidiana diventa lingua letteraria.
Valerio Massimo Manfredi (8 marzo 1943), scrittore, storico e conduttore televisivo italiano.
Umberto Saba (9 marzo 1883 – 25 agosto 1957), poeta, scrittore e aforista italiano.

Fonte IBUK
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal 18 al 24 febbraio 2019)

Leggi l'articolo La classifica dei libri più venduti – 04 Marzo 2019 in versione completa su Pausa Caffè.

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Novità in Libreria – Marzo 2019 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/novita-in-libreria-marzo-2019.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/03/novita-in-libreria-marzo-2019.html#respond Fri, 01 Mar 2019 15:34:43 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=46613 Arriva Marzo capriccioso che segna il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile, le giornate iniziano ad allungarsi ed i raggi del sole iniziano a scaldare in modo intensoregalndoci molte giornate ideali per leggere i nostri libri preferiti all’ aria aperta. Buona lettura a tutti!   Un mese ricco di eventi, tra i quali segnalo: Il [...]

Leggi l'articolo Novità in Libreria – Marzo 2019 in versione completa su Pausa Caffè.

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Arriva Marzo capriccioso che segna il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile, le giornate iniziano ad allungarsi ed i raggi del sole iniziano a scaldare in modo intensoregalndoci molte giornate ideali per leggere i nostri libri preferiti all’ aria aperta.
Buona lettura a tutti!

 

Un mese ricco di eventi, tra i quali segnalo:

Il 14 e 15 marzo 2019, a Milano, si svolgerà il Convegno delle Stelline  e “Biblioteche oggi”.

Dal 14 al 17 marzo 2019 a Roma si svolge Libri Come, Festa del libro e della lettura, il tema della nona edizione sarà Felicità, parola bellissima e ingombrante, ricca di significati e di contraddizioni, di possibilità e promesse, individuali e collettive.

Da 15 al 17 marzo 2019 a Milano si svolge il Book Pride, fiera nazionale dell’editoria indipendente, promossa e organizzata da Odei, Osservatorio degli editori indipendenti. Fra gli obiettivi principali dell’associazione la promozione della lettura e la difesa della bibliodiversità, vale a dire delle condizioni necessarie per garantire il pluralismo editoriale e quindi culturale.

Dal 18 al 24 marzo 2019 si svolge la decima edizione di “Leggermente” è il festival dedicato ai libri e alla lettura promosso da Confcommercio Lecco, una manifestazione culturale in grado di coinvolgere cittadini e studenti in un percorso affascinante e di qualità. Il tema di quest’anno sarà “In gioco”.

Il 21 Marzo festeggiamo la  Giornata Mondiale della Poesia, istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale UNESCO nel 1999. La data, che segna anche il primo giorno di primavera, riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace.

Se invece vi trovate “sempre per caso” a Parigi dal 15 al 18 marzo potete partecipare la Salone del libro di Parigi 2019, uno degli eventi culturali più importanti a livello europeo.

Ricordo che questo post “Novità in Libreria” non è statico, ma dinamico, cioè verrà aggiornato in base alle informazioni acquisite giorno per giorno ed i libri saranno inseriti in ordine cronologico d’uscita, ho aggiunto a fine pagina l’elenco dei libri usciti in ordine alfabetico. Si accettano sempre consigli e suggerimenti per migliorare questa rubrica.

Scopriamo insieme le ultime novità editoriali per il mese di Marzo 2019:

Tutto chiuso tranne il cielo, scritto da Eleonora C. Caruso, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 05/03/19.
Julian è un diciannovenne esile e pallido, la sua anima è azzurra come la sua chioma. Mangia pochissimo, ha sempre in mano il cellulare, ma sente e osserva ogni cosa. Abbraccia tutti, poi scappa. Se permettesse a qualcuno di toccarlo davvero si troverebbe a dover affrontare sentimenti dai quali ha preso una distanza di quasi 10.000 chilometri: quelli che separano Milano da Tokyo. Dopo un anno trascorso in Giappone è proprio a Milano, il luogo della sua ferita originale, che Julian sta tornando. Siamo all’inizio dell’estate, ad accoglierlo trova la desolazione della città oppressa dalla canicola e la vita annodata da cui era scappato: credeva che la realtà avesse smesso di fargli del male, invece si trova a dover realizzare che il suo rapporto con la realtà si era semplicemente interrotto. Si sente ancora prigioniero di un segreto a cui non riesce a dare un nome, come se fosse vittima di un maleficio – e forse a lanciarglielo è stato Christian, il suo splendido e sfuggente fratello maggiore. Julian si separa sempre di più dal proprio corpo, ma una fantasmagorica serie di incontri lo trascina in avanti quasi suo malgrado. C’è An, la sua migliore amica cinese, che da lui vorrebbe qualcosa di più che amicizia; Leo, il cassiere trentaduenne di un supermercato, disincantato come un saggio orientale e cinico in modo tutto occidentale; Cloro, una celebre youtuber che domina gli altri con disinvoltura, ma è fragile come una bambina; e poi Dante, il quarantenne dissacrante e commovente che lo accompagna nella riscoperta di sé. Julian dovrà ritrovare la sua voce e affrontare la difficoltà di comunicare emozioni complesse in un mondo in cui tutto è sempre più rapido e superficiale.

La terra promessa, scritto da Matteo Righetto, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 05/03/19.
Si conclude con questo romanzo la “Trilogia della patria”, la saga della famiglia De Boer, originaria di Nevada in Val Brenta. Rimasti orfani dei genitori, la ventenne Jole e il fratellino Sergio, ormai adolescente, decidono di affrontare la traversata per il Nuovo Mondo. Incerti sulla destinazione, si lasciano convincere da una famiglia conosciuta lungo la strada a dirigersi in Messico. Durante il viaggio in nave, Sergio si innamorerà della ragazzina conosciuta da poco, sua coetanea e gravemente malata. Si daranno sostegno reciproco fino allo sbarco, dove la sorte li separerà e i fratelli De Boer si troveranno nuovamente soli. Il paese straniero non si dimostra del tutto ostile e per certi versi ricorda la loro terra natale, ma saranno moltissime le difficoltà e le avventure da fronteggiare prima di arrivare a destinazione e poter realmente ricominciare a vivere.

Il libro di Joan, scritto da Lidia Yuknavitch, pubblicato da Einaudi, genere fantascienza, data uscita 05/03/19.
I pochi sopravvissuti all’apocalisse ecologica che ha distrutto la Terra si tramandano la leggenda di una giovane donna, forse una pazza, forse una terrorista, forse una santa, che potrebbe salvarli. Ma Joan è morta: è stata giustiziata anni fa. O cosí si dice… Il libro di Joan è una straordinaria storia d’amore e di lotta che ci ricorda che il futuro è ancora tutto da immaginare. Anno 2049. Il riscaldamento globale e le guerre hanno ridotto la Terra a un cumulo di macerie inabitabili. Chi ha potuto permetterselo è scappato su una stazione orbitale diventata l’enclave di ricchi privilegiati su cui governa un dittatore ancora piú ricco e privilegiato. I pochi resistenti si tramandano la leggenda di una giovane donna, forse una pazza, forse una terrorista, forse una santa, che potrebbe salvarli. Ma Joan è morta: è stata giustiziata anni fa. O cosí si dice… In questi tempi oscuri sembra che l’unico realismo possibile sia la distopia. Pochi altri libri sono stati accolti come il romanzo di Lidia Yuknavitch al suo apparire: Il libro di Joan è stato salutato come la piú precisa e cruda cronaca dell’oggi, quasi che solo un racconto di fantascienza (ma di una fantascienza completamente nuova, visionaria e «inaudita») potesse rendere conto di un presente allucinato e violento. Un potere maschile opprimente e violento che dispone del corpo delle donne come una risorsa da prosciugare; le diseguaglianze economiche che rendono il pianeta inabitabile tanto quanto il cambiamento climatico provocato da quelle stesse logiche inique; il discorso politico che fomenta il risentimento attraverso lo spauracchio dell’emergenza continua; la nostalgia di un passato immaginario come unica, posticcia, via di fuga: di tutto questo la Yuknavitch fa il materiale grezzo di un racconto ustionante, un viaggio fantastico tanto estremo quanto emozionante. Fantascienza classica e femminismo radicale, Margaret Atwood e Kathy Acker, «new weird» e Donald Trump. La cronaca del domani è stata raccontata molte volte: ma mai cosí. «Troppo spesso i romanzi postapocalittici si fanno belli con problemi drammatici come il cambiamento climatico ma poi lasciano che il lettore se ne esca indenne dalle loro pagine, senza esserne toccato veramente, anzi intontito da una nuvola di ironico escapismo e convinto piú di prima che il pericolo sia ben lontano quando in realtà è imminente. Per fortuna non è il caso di questo romanzo incendiario di Lidia Yuknavitch, e della sua voce potente, cruda, senza compromessi.

Case di vetro, scritto da Louise Penny, pubblicato da Einaudi, genere giallo e mistery, data uscita 05/03/19.
Crimini e vecchi segreti irrompono a Three Pines, villaggio idilliaco nascosto in un angolo di Canada. A occuparsene, Armand Gamache, comandante in capo della polizia del Québec. Quando, una fredda mattina di novembre, una figura misteriosa appare a Three Pines, la piccola comunità resta a osservarla incuriosita. Nonostante piova e nevichi, lo sconosciuto resta fermo, con lo sguardo puntato davanti a sé, come a lanciare un’accusa. Armand Gamache, recentemente promosso a comandante in capo della Sureté du Québec, non presagisce nulla di buono. Infatti ben presto la misteriosa figura sparisce e al suo posto compare un cadavere. Armand Gamache inizia a indagare.

Il nome del figlio, scritto da Marjolijn van Heemstra, pubblicato da Rizzoli, genere narrativa, data uscita 05/03/19.
La storia di una giovane donna incinta che deve scegliere il nome del figlio, momento saliente della sua esistenza che la porta a investigare sul passato di uno zio da sempre considerato eroe, autore di un attentato dinamitardo nel 1946. Un intreccio scandito dalle settimane di gravidanza, quasi in forma di diario, arricchito dalle tappe di un’indagine storica estremamente appassionante, una vicenda che tiene tesi due fili, da una parte le tante variazioni emotive che accompagnano l’attesa di un figlio, dall’altra lo svelamento di un passato familiare rimasto oscuro, cui non si è mai voluto dare un nome.

Aeneas. La nascita di un eroe, scritto da Simone Sarasso, pubblicato da Rizzoli, genere romanzo storico, data uscita 05/03/19.
La storia di un uomo destinato a diventare un eroe. Per generare quel figlio dagli occhi color del mare, la divina Afrodite non ha disdegnato di giacere con un comune mortale: Anchise lo spiantato, il pastore di sangue reale che vive alla giornata, contento di quello che ha. Nonostante i più che nobili natali, la vita di neas non inizia tra le mollezze del privilegio: abbandonato dalla madre, viene allevato dalle ninfe e istruito dal centauro Chirone, finché il padre non tornerà a prenderlo per condurlo a Troia. Giunto in città il giovane, prima di essere riconosciuto come nipote di Priamo, apprenderà la ferocia e la brutalità delle arti della guerra, mentre per l’amore, il cui volto avrà le lentiggini dorate della dolce Creusa, dovrà attendere di essere introdotto a corte. Tutto sembra dunque indicare che per neas si apra ora un’esistenza serena e pacifica, ma sull’Olimpo qualcuno ha piani diversi: il suo destino è essere un principe guerriero, un eroe luminoso. E quando a Sparta neas non riesce a evitare che Paride rapisca la bella Elena, facendo scoppiare una guerra che sarà famosa nei millenni a venire, a lui non resta che tornare in patria, dove tra il fumo e le fiamme che divorano Troia imparerà che al proprio destino non si può sfuggire. Simone Sarasso conduce il lettore in un viaggio straordinario verso il mito, svelando il dietro le quinte del capolavoro di Virgilio.

Cosa resta di Male, scritto da Gianmarco Soldi, pubblicato da Rizzoli, genere narrativa, data uscita 05/03/19.
Mi voltai di scatto. C’era una ragazzina esile e pallida, con i capelli neri e gli occhi ancora più neri. «Ti va di unire le nostre solitudini?»È un torrido pomeriggio d’agosto, il sole picchia sulla pianura Padana seccando l’erba e il granturco. Amato è nascosto in macchina con la cuginetta Gioia, che ha appena schiacciato una lucertola sotto la scarpa. «Ora devi fare una cosa» gli dice, «altrimenti schiaccerò anche te. Devi baciarmi i piedi, come a una principessa.»Amato è ancora un bambino, eppure una scintilla buia gli si accende dentro. Desiderio, vergogna, paura: sentimenti che non sa come gestire né con chi condividere. Finché nella sua vita non arriva Malena, detta Male, una ragazzina con la pelle di luna e l’oscurità in fondo agli occhi. Capelli neri, felpa nera, scarpe nere. Ad Amato basta uno sguardo per capire che da quel momento non sarà più solo: gli amici, la musica, la nebbia malinconica del cielo di Cremona, tutto resta sullo sfondo per fare spazio a questo nuovo mondo a due. Lui e Male si scoprono, si ascoltano, si riconoscono l’uno nell’altra togliendosi ogni giorno un pezzo di corazza mentre la loro affinità si trasforma, col tempo, in una tenera e feroce educazione sentimentale. Con questo sorprendente romanzo d’esordio, Gianmarco Soldi racconta la storia di una passione giovane ma potentissima, nata in una provincia senza orizzonti e senza certezze in cui l’amore è l’unico futuro davvero possibile.

I vagabondi, scritto da Olga Tokarczuk, pubblicato da Bompiani, genere narrativa, data uscita 06/03/19.
Una madre e la figlia smarrite misteriosamente su un’isola; una donna che torna in Polonia dopo decenni per aiutare il suo primo amore a morire; la sorella di Chopin che porta il suo cuore da Parigi a Varsavia per seppellirlo a casa; un anatomista olandese che scopre il tendine di Achille dissezionando la propria gamba amputata; la storia di Soliman, rapito bambino dalla Nigeria e portato alla corte d’Austria come mascotte, infine, alla morte, impagliato e messo in mostra; un popolo di nomadi slavi che conducono una vita itinerante, contando sulla gentilezza altrui, come i dervisci, gli yogi e i monaci buddisti. Storie apparentemente sconnesse, legate tra loro da un uso naturale della lingua e dal senso di sradicamento che ci accomuna in quanto esseri umani. «La fluidità, la mobilità, l’illusione: sono queste le qualità che ci rendono civilizzati. I barbari non viaggiano. Vanno semplicemente a destinazione o fanno razzie». In un tempo in cui i grandi spostamenti di popoli diventano tratte crudeli, oggetto di furibondi scontri politici, il richiamo al nomadismo naturale dell’essere umano si trasforma in un messaggio di profonda attualità.

Nel giardino delle scrittrici nude, scritto da Piersandro Pallavicini, pubblicato da Feltrinelli, genere narrativa, data uscita 07/03/19.
Una casa in centro a Milano con ampio giardino in cui le sue migliori amiche possano prendere il sole nude, una cuoca dallo stretto accento lombardo e una Jaguar xj color “verdone”: questi i primi desideri che a sessant’anni Sara Brivio ha deciso di esaudire dopo aver inaspettatamente ereditato un paio di miliardi di euro dal padre. Scrittrice di scarsa fama, fino a due anni prima Sara viveva a Vigevano in un quartiere degradato, arrivava a stento a fine mese e suo marito l’aveva lasciata per un procace trentenne ivoriano. Poi l’eredità e la soddisfazione più grande: la creazione del premio Brivio. Centomila euro in palio e la ferma intenzione di ridicolizzare i soliti noti del jet set editoriale e far vincere, per una volta, gli eterni esclusi. La prima edizione le ha dato grande soddisfazione. Ora però si è candidato alla competizione letteraria Michele Castagnèr, in arte El Panteròn, scalatore di classifiche nonché l’uomo per cui tutte le signore della Vicenza bene spasimano. Sarebbe la vittima perfetta del premio, ma proprio El Panteròn sfodererà perseveranza e inventiva impreviste pur di scoprire chi si nasconda dietro la giuria del premio Brivio e provare a corromperlo con il proprio fascino da ruffiano. Ma le traversie di Sara non si limitano al premio Brivio: riu­scirà a riallacciare i rapporti con la figlia che non le rivolge la parola da anni e nel contempo a evitare le minacce alla sua eredità? Piersandro Pallavicini, con verve e uno stile tagliente e ironico, dà vita a un lucido atto di critica al piccolo mondo letterario, cui contrappone la passione imperitura per la scrittura – propria e altrui.

È passato tanto tempo, scritto da Andre Dubus III, pubblicato da Feltrinelli, genere narrativa, data uscita 07/03/19.
Daniel Ahearn vive un’esistenza silenziosa in una cittadina della costa del New England. Quarant’anni prima, a seguito di un suo sconcertante impulso violento, la figlia Susan gli è stata strappata dalle braccia dalla polizia. Susan ora è una donna che soffre del trauma di una notte che non ricorda e lotta per trovare una stabilità, per trovare la forza di amare un uomo e creare finalmente qualcosa. Lois, la nonna materna che l’ha cresciuta, cerca di ritrovare pace nel suo negozio antiquario, in una pittoresca cittadina della Florida, ma non riesce a sfuggire alla sua stessa rabbia, all’amarezza e alla paura. Catartico, intenso e pieno di quell’empatia e di quelle annotazioni di carattere per le quali Dubus è celebrato negli Stati Uniti come in Italia, È passato tanto tempo esplora come le ferite del passato disegnino ciò che siamo diventati e indaga i limiti del riscatto e del perdono.

Riunione di famiglia, scritto da Roisin Meaney, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa, data uscita 07/03/19.
In occasione del ventennale del diploma è stata organizzata una riunione tra ex alunni. Le sorelle Plunkett, però, hanno le loro ragioni per non voler partecipare… Caroline è una stilista di successo. Con i suoi lavori a maglia è riuscita a costruirsi la carriera che desiderava e divide il suo tempo tra l’Inghilterra e l’Italia, dove vive il suo compagno. Per quel che la riguarda, preferisce seppellire i ricordi della scuola e quel che le è successo il giorno in cui l’ha lasciata. Eleanor, d’altra parte, è diventata irriconoscibile. Non è più la ragazza spigliata e divertente di un tempo. Ha un figlio che a malapena le rivolge la parola e il suo matrimonio è in crisi. Rivangare i bei tempi andati è proprio l’ultima cosa di cui ha voglia. Ma quando Caroline riceve una lettera inaspettata un po’ di tempo prima del giorno previsto per l’incontro, i ricordi cominciano a riaffiorare. Le due sorelle riusciranno a trovare il coraggio di tornare nella cittadina in cui sono cresciute e affrontare il passato?

Ricordati di me, scritto da Karina Halle e Scott MacKenzie, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa rosa, data uscita 07/03/19.
Mi chiamo Lael Ramsey e credo di essere nei guai. Ho una cotta sin da quando ero una ragazzina. Il fatto che lui neanche mi guardasse non ha mai avuto importanza. Brad Snyder, chitarrista e cantante di una delle band più famose al mondo, era tutta la mia vita. Ho sempre trovato ingiusto che mio padre, il discografico che aveva scoperto il suo talento, avesse un così grande ascendente su di lui… L’opposto di quello che accadeva a me. E così ho cercato la mia opportunità per dimostrare chi fossi. Oggi è il giorno della mia audizione: devono rimpiazzare il bassista della band. Se avrò il lavoro, partirò per il tour e lavorerò accanto a Brad ogni giorno. C’è solo un problema: gli è stato espressamente vietato di avvicinarsi troppo alla figlia del capo. Forse, adesso che si è accorto della mia presenza, questo potrebbe rappresentare un problema…

Private, scrtto da Kate Brian, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa per ragazzi, data uscita 07/03/19.
Reed Brennan ha quindici anni e le idee chiare. Ha appena vinto una borsa di studio per la Easton Academy e intende sfruttare questa grande occasione per lasciarsi alle spalle una madre impasticcata e una vita mediocre in periferia. Ma non appena mette piede nello splendido campus dell’istituto, si rende conto che tutti sono più sofisticati, più eleganti e decisamente più ricchi di quanto avrebbe mai potuto immaginare. E che anche se è stata accettata alla Easton, la Easton non la accetterà mai. Reed si sente come se osservasse da fuori quel mondo luccicante… finché non incontra le Billings Girls. Sono le ragazze più belle, intelligenti e sicure di sé dell’intero campus. E lo sanno bene. In un ambiente in cui il potere è tutto, per quanto effimero, loro ce l’hanno. E Reed è disposta a fare qualunque cosa per entrare nel gruppo. Così impegna ogni fibra del suo essere per farsi notare. Ma scoprirà presto che dietro i vestiti firmati, i loro armadi sono pieni di scheletri.

Un regalo per miss Violet, scritto da Susan Gloss, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa rosa, data uscita 07/03/19.
A Madison c’è un negozio di vestiti vintage dove tutte le signore del posto si ritrovano in cerca di consigli e suggerimenti, e non solo sugli outfit. Violet Turner, che lo gestisce, sta cercando di dimenticare il suo passato e rendersi indipendente, soprattutto dopo il matrimonio fallito con un uomo troppo dedito alla bottiglia. Guanti, cappellini, vestiti e scarpe sono il pretesto per raccontarsi e trovare la strada da seguire nella vita. Lei stessa non è mai stata attratta dalle vetrine troppo raffinate, in cui tutto è immacolato, freddo, vuoto, mentre il fascino di un oggetto deriva dalla storia che ha vissuto e, quando non la conosce, si diverte a immaginarla nella sua testa. Storie d’amore tragicamente finite, promesse mantenute e infrante, segreti mai confessati. Tutto questo per Violet continua a vivere nei vestiti che ogni giorno propone alle sue clienti, perché sa bene che un oggetto può continuare a suscitare emozioni. Basta solo trovare il proprietario giusto. E così, quando una ragazza infreddolita si ferma davanti alla vetrina stringendo al petto un meraviglioso abito da sposa anni Cinquanta, la mente di Violet comincia a viaggiare…

Terminal list, scritto da Jack Carr, pubblicato da Longanesi, genere thriller, data uscita 07/03/19.
Una missione che si trasforma in strage. Un complotto ai vertici del potere. Un eroe nascosto nell’ombra per portare a termine una terribile vendetta.
Nel corso dell’ultima missione in Afghanistan per le forze speciali Navy Seal degli Stati Uniti, l’intera squadra del tenente ­James Reece viene sterminata in una catastrofica imboscata, così come accade ai membri dell’unità inviata in soccorso. Ma quando anche le persone a lui più care vengono uccise il giorno stesso del suo ritorno a casa, Reece scopre che la scia di morte non è opera di un nemico straniero, ma di un complotto che ha radici ai più alti livelli del governo americano. E ora che gli hanno strappato via tutto, nessuno potrà fermarlo.
Rimasto solo al mondo e libero da ogni vincolo, Reece si trasforma nell’incarnazione del detto «Non esiste uomo più pericoloso di chi non ha più nulla da perdere». Impiegherà tutte le proprie forze e le lezioni apprese nei dieci anni di missioni in territori di guerra al solo scopo di vendicare le morti dei compagni e delle persone più amate. Ma per raggiungere i suoi bersagli ai gradini più alti del potere, non potrà avere alcun rispetto per le leggi o per il codice militare.
Attraverso l’esperienza degli oltre vent’anni di servizio nei Navy Seal, Jack Carr costruisce un thriller davvero unico. Grazie al ritmo concitato delle sue pagine, dove nulla viene risparmiato al lettore, ognuno di noi potrà entrare nella mente di un guerriero disposto a tutto pur di veder compiuta la propria terribile missione.

Spiacente, non sei il mio tipo, scritto da Anna Zarlenga, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa rosa, data uscita 08/03/19.
Sara e Teo non potrebbero essere più diversi. Lei lavora come ricercatrice all’università, lui è un figlio di papà che presto o tardi erediterà una casa di produzione televisiva. Lei è bassina, ha forme morbide ed è poco appariscente, lui è il classico playboy sbruffone. In sostanza non hanno nulla in comune se non, a quanto pare, un’indiscussa antipatia per i matrimoni. Ed è proprio a una cerimonia di nozze che si conoscono e hanno modo di trovarsi insopportabili a vicenda. La reciproca e dichiarata incompatibilità non impedisce loro di dare inizio a un battibecco che li porta, un po’ per sfida, un po’ per gioco, a oltrepassare il limite… Ma nessuno dei due dà peso alla cosa: sono perfettamente consapevoli di non piacersi e che non si incontreranno mai più. I piani del destino sono però ben altri. Dopo una vita passata a dissipare soldi senza realizzare granché, Teo è costretto dal padre a riprendere a frequentare l’università: in caso contrario potrà dire addio al suo lavoro nell’azienda di famiglia. E il caso vuole che una delle sue docenti sia proprio l’insopportabile ragazza conosciuta mesi prima a un matrimonio…

La ex moglie, scritto da Jess Ryder, pubblicato da Newton Compton, genere thriller, data uscita 08/03/19.
Natasha è fresca di nozze e la sua vita è praticamente perfetta: ha una casa da sogno, suo marito Nick è molto premuroso e ama alla follia la sua bellissima bimba di nome Emily. C’è solo una cosa che stride nel quadretto armonioso della sua vita: Jen, la ex moglie di suo marito. È una donna invadente e non sembra essersi affatto rassegnata all’idea di essere stata lasciata. Nick con lei è piuttosto accondiscendente, e Natasha finisce sempre per lasciar perdere perché si fida di suo marito e dei suoi sentimenti. Un giorno Natasha torna a casa e scopre che Nick e Emily sono svaniti nel nulla senza lasciare traccia. Persino le loro cose non ci sono più. Perché Nick avrebbe dovuto fare una cosa del genere? Le ore passano e l’angoscia attanaglia la giovane donna che, mettendo da parte tutto l’orgoglio pur di ritrovare la sua bambina, si decide a chiedere aiuto all’ultima persona al mondo da cui vorrebbe un favore: Jen. Nonostante l’abbia sempre considerata invadente e si trovi a disagio a parlare con lei, la disperazione le suggerisce che forse la ex moglie di Nick potrebbe essere l’unica a sapere qualcosa in grado di aiutarla. Ma Natasha può davvero fidarsi delle sue parole?

La gabbia dorata, scritto da Camilla Lackberg, pubblicato da Marsilio, genere giallo, data uscita 11/03/19.
Faye ha tutto: un marito di successo, una splendida figlia, un bellissimo appartamento a Stoccolma. Ma sotto questa superficie dorata, la sua vita apparentemente perfetta nasconde crepe profonde. Faye è una donna fragile, ha una bassa autostima e deve fare i conti ogni giorno con i segreti di un passato terribile che sperava di aver seppellito a Fjallbacka, l’isola natale che ha lasciato da ragazza. Nemmeno il marito Jack è adorabile come sembra. Faye cerca costantemente di compiacerlo e di anticiparne i bisogni, ma lui la umilia, la sminuisce. E un giorno, tornando a casa prima del previsto, Faye lo scopre a letto con una collega. Il mondo le crolla addosso. A lui ha dedicato la propria esistenza, ha rinunciato a tutto per aiutarlo a fare carriera, ha destinato ogni energia alla vita coniugale, e ora è tutto in frantumi. Come se non bastasse, dopo essere stato scoperto, Jack chiede il divorzio e lascia Faye senza l’ombra di un quattrino. La depressione è dietro l’angolo, eppure questa svolta drammatica le dà la forza per reagire e per far confluire la sua rabbia in un piano preciso: un piano di vendetta.

Siamo amici solo il mercoledì, scritto da Tania Paxia, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa rosa, data uscita 11/03/19.
Woden e Carter hanno un segreto: sono amici da sempre, ma non in pubblico. Si incontrano il mercoledì sera a casa di Woden per rispettare l’accordo stretto da bambini: il Woden’s Day. Nonostante impegni e interessi molto diversi, quello è il loro giorno speciale. Woden è una patita della chimica e dell’elettronica, piatta come uno skateboard e deliziosamente ordinaria (tranne per un dente scheggiato per colpa di una caduta). Carter invece è un pilota Nascar e il suo sogno è correre nella Sprint Cup, cosa che, insieme ai suoi bellissimi occhi azzurri, lo rende estremamente popolare nel loro liceo. Praticamente non hanno nulla in comune, sono due mondi agli antipodi e a scuola nessuno potrebbe sospettare della loro amicizia segreta. L’unica cosa che li lega è quella promessa fatta da bambini, senza la quale sarebbero diventati semplicemente due estranei. Ma cosa succederà dopo il diploma? Tra liti, tregue, battibecchi e incomprensioni, dovranno trovare una soluzione. Oppure dire addio alla loro speciale amicizia.

Il cuore e la tenebra, scritto da Giuseppe Culicchia, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 12/03/19.
Giulio, trent’anni superati da poco, viene raggiunto dalla notizia della morte del padre. Famoso direttore d’orchestra, si era trasferito anni prima a Berlino, dove era stato nominato direttore della Filarmonica. Ossessionato dall’esecuzione della Nona Sinfonia diretta da Furtwängler nel 1942 per il compleanno di Hitler, aveva costretto l’orchestra a migliaia di prove estenuanti per ripeterla identica. La rivolta dei musicisti e l’accusa di nazismo che ne era seguita avevano troncato la sua carriera. Sullo sfondo di una Berlino in costante mutazione, Giulio intraprende il suo viaggio per raccogliere i pezzi della vita di quel padre scomparso improvvisamente e che aveva visto così poco dopo che aveva lasciato la madre e lui e suo fratello ancora bambini. Tocca a Giulio occuparsi di tutto e, nell’appartamento berlinese, tra gli oggetti, i libri e i file personali, quella che piano piano prende forma davanti ai suoi occhi è una nuova immagine del padre, una nuova storia.

Gli adulteranti, scritto da Joe Dunthorne, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 12/03/19.
Ray è piú vicino ai 35 che ai 30, troppo vecchio per definirsi millennial , non abbastanza per non comportarsi come tale. Ha una moglie e un figlio in arrivo, e un lavoro da fame come giornalista hi-tech, eppure le responsabilità dell’età adulta gli appaiono remote e nebulose quanto il possesso di una casa di proprietà a Londra città: niente che una bella battuta e una gran dose di arguzia non sappiano ridimensionare. Sempre che un giorno di follia urbana nell’agosto del 2011 non lo metta di fronte al suo maggior talento: cacciarsi in guai ben piú adulti di lui. «Un’acutissima commedia del disinganno che strappa lacrime di riso e lacrime di commozione, e colloca Joe Dunthorne con tutti gli onori nella tradizione di Evelyn Waugh e Kingsley Amis. Una gita di puro, geniale, sorprendente piacere». Oh, quanto la sa lunga il nostro Ray… D’altra parte è giovane, arguto, fulminante nella battuta e brillante in società: non sono forse questi i passepartout del nostro tempo? Xennial spiantato e creativo, si prepara all’imminente nascita del suo primo figlio fingendo che delle responsabilità basti farsi gioco. Da giornalista tecnologico freelance, scrive per Techtracker.co.uk articoli che gli fruttano dieci pence a parola, una miseria di cui si vendica infilando in ogni pezzo una frase composta solo di parole brevissime, di cui poi si compiace cosí: «Quell’inciso vale quasi quattro pence a lettera, gonzi». Eh no, a Ray non la si fa! Certo, difficile potersi permettere una casa di proprietà con quegli introiti, non nella Londra del Ventunesimo secolo, non se si viene continuamente scalzati da fantomatici acquirenti per pronta cassa. Ma a quella vecchia volpe di Ray quell’uva interessa tanto poco da definirla «l’orribile villetta a schiera» (salvo poi spingersi fino all’effrazione pur di garantirsi una chance di raggiungerla). Se l’amata moglie Garthene, infermiera con i piedi per terra e un pancione di otto mesi, ha un turno di notte in ospedale, vorrà dire che Ray ci andrà da solo alla festa. Fingerà di annoiarsi e flirterà con la comune amica Marie, ma senza levarsi le scarpe, «il che, moralmente parlando, faceva una certa differenza». E che importa se quella è Londra, è l’agosto del 2011 e fuori infuriano i peggiori disordini che il Paese ricordi? Si può comunque uscire per strada, accettare un paio di birre di dubbia provenienza e lasciarsi immortalare, sorridente e compiaciuto, in uno scatto fatale. Ray la sa tanto lunga da surfare sulla vita come nel web che è la sua seconda casa (e forse la sola, giacché un’altra non l’avrà mai…). Ma possibile che nessuno gli abbia mai detto che se una cosa può andar male, lo farà?

Maria, scritto da Nadia Fusini, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 12/03/19.
“Sono venuta a confessare un delitto”. E’ una creatura docile e gentile a proferire questa frase terrificante. Si chiama Maria, ha la fissità di una statua e negli occhi una luce ardente e nitida, la stessa dell’isola da cui proviene. L’agente di polizia che in questura ne redige la confessione, pur intuendone la pericolosa ambiguità, ne resta ammaliato e desidera immediatamente conoscere ogni cosa di lei – forse perché, a volte, orientarsi nella vita di una donna per un uomo significa avvicinarsi con ostinazione a se stesso. Fra l’aspirazione al divino e la condanna ad avere un corpo, Maria racconta la sua storia. E rievoca quando rinunciò a tutto per andare a vivere con quello che sarebbe diventato suo marito e insieme il suo carceriere: le loro notti di amore accanito e la vergogna del giorno dopo, la gabbia della gelosia e il miracolo della libertà che non si compie mai. Ammette di essere finita nel labirinto di una passione tanto ineluttabile quanto assassina. Adesso sta scappando, alla ricerca del suo unico figlio. Nadia Fusini, dopo aver prestato la voce a Virginia Woolf e Mary Shelley ci guida nei tormenti di una storia d’amore in cui verità e menzogna si spartiscono quel niente che il destino lascia nelle mani degli uomini.

Uccidi i tuoi amici, scritto da John Niven, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 12/03/19.
Londra, 1997. Il New Labour è al potere, il Britpop è al suo apice e l’industria musicale non è mai stata così florida. O forse no? Steven Stelfox è un discografico di successo, alla costante ricerca della prossima hit. E non si ferma mai, grazie a una dieta a base di cinismo, sesso e cocaina in quantità. Del resto, stordirsi è l’unico modo per resistere in un ambiente pieno di colleghi incompetenti e spietati, il cui ultimo interesse è la musica. Un posto in cui i sogni degli altri bruciano tra le fiamme dell’inferno assieme alle coscienze. Ma via via che i successi si fanno più rari, e la scena musicale inizia a sentire i venti della crisi che la cambierà per sempre, Stelfox capisce che è tempo di prendere sul serio – anzi, alla lettera – il motto che domina il mondo degli affari: mors tua vita mea.

Il mio viso davanti a voi, scritto da Alfred Hayes, pubblicato da Rizzoli, data uscita narrativa, data uscita 12/03/19.
Non avevo idea di quanto fosse favolosa quella sensazione, essere libera, non doversi assolutamente preoccupare di amare oppure no. Amare era davvero seccante. Essere sempre inquieti, terrorizzati all’idea di dire la cosa sbagliata o fare la cosa sbagliata. Hollywood, fine anni Cinquanta. Durante una festa in una grande villa sulla spiaggia, un uomo salva una giovane donna che sta per annegare con un bicchiere di Martini in mano. Lui è uno sceneggiatore annoiato con la moglie a New York. Quasi senza intenzione, si lascia coinvolgere dalla giovane, bella e già amareggiata dall’amore, soprattutto da quello vissuto con uomini sposati. Una relazione fortuita che si gonfia come un’onda, raggiungendo un’intensità tale da risultare distruttiva. Sono due solitudini di segno opposto, del tutto impreparate a frantumare la parete che separa l’egoismo dalla condivisione, due solitudini che accomunano chi è alla ricerca di successo e che spesso è destinato a sopportare il peso del fallimento.Storia di una passione impossibile, Il mio viso davanti a voi è un romanzo in cui l’alcool e le notti di Hollywood sono lo sfondo caldo e perfetto perché si consumi un certo tipo di amore.

Ladra di cuori, scritto da J.R. Ward, pubblicato da Rizzoli, genere horror e gotico, data uscita 12/03/19.
Un romanzo della Confraternita del pugnale nero. Dietro le sbarre di una cella angusta, Sola aspetta il ritorno del suo aguzzino. Ma questa notte ha un piano. E se funzionerà, se uscirà viva da quel buco maledetto, sparirà per sempre e nessuno potrà più farle del male.Un anno dopo quella notte, ormai lontana da Caldwell e dalla sua precedente vita di scassinatrice, l’unica cosa a cui Sola deve pensare è proteggere se stessa e la sua amata nonna dalla famiglia dell’uomo che l’aveva rapita, il signore della droga rimasto ucciso durante la sua fuga. La mente della ragazza, però, continua a tornare al passato, al solo uomo che le sia mai stato vicino: Assail, trafficante d’armi per la Confraternita del Pugnale Nero, occhi color argento e – ma lei non lo sa – vampiro. Di certo sa che, voltando le spalle a Caldwell, ha cancellato ogni possibilità di un futuro con Assail. Quando però lui finisce in coma, Sola capisce di essere l’unica in grado di ridare al vampiro una ragione per lottare, e dovrà scegliere se lasciarlo morire o affrontare il passato. Inseguita dal mondo che aveva deciso di abbandonare, si troverà coinvolta in una guerra di cui non comprende il senso, mentre serpeggia la minaccia di un nuovo letale nemico. E una volta scoperta la natura di Assail, seguirà il cuore accettando il suo amore totale, oppure cederà alla paura di dover vivere per sempre in una notte eterna?

La lunga discesa, scritto da Jason Reynolds, pubblicato da Rizzoli, genere narrativa per ragazzi, data uscita 12/03/19.
In fuga da un’armata di terribili mostri, Jacob Portman e i suoi amici speciali si ritrovano dispersi in mare, e l’unica persona che potrebbe essere in grado di riportarli sulla terra ferma, sani e salvi, la saggia Miss Peregrine, è intrappolata nelle vesti di un uccello, ferita e incapace di recuperare una forma umana. Nella speranza di trovare un modo per salvarla, i ragazzi partono alla volta di Londra. Ma il pericolo li seguirà anche lì. Il fantastico mondo dei romanzi di Ransom Riggs ritorna con il secondo capitolo a fumetti del ciclo di Miss Peregrine.

Le parole di Sara, scritto da Maurizio De Giovanni, pubblicato da Rizzoli, genere giallo, data uscita 12/03/19.
Due donne si parlano con gli occhi. Conoscono il linguaggio del corpo e per loro la verità è scritta sulle facce degli altri. Entrambe hanno imparato a non sottovalutare le conseguenze dell’amore. Sara Morozzi l’ha capito molto presto, Teresa Pandolfi troppo tardi.Diverse come il giorno e la notte, sono cresciute insieme: colleghe, amiche, avversarie leali presso una delle più segrete unità dei Servizi. Per amore, Sara ha rinunciato a tutto, abbandonando un marito e un figlio che ha rivisto soltanto sul tavolo di un obitorio. Per non privarsi di nulla, Teresa ha rinunciato all’amore. Trent’anni dopo, Sara prova a uscire dalla solitudine in cui è sprofondata dalla scomparsa del suo compagno, mentre Teresa ha conquistato i vertici dell’unità. Ma questa volta ha commesso un errore: si è fatta ammaliare dagli occhi di Sergio, un giovane e fascinoso ricercatore. Così, quando il ragazzo sparisce senza lasciare traccia, non le resta che chiedere aiuto all’amica di un tempo. E Sara, la donna invisibile, torna sul campo. Insieme a lei ci sono il goffo ispettore Davide Pardo e Viola, ultima compagna del figlio, che da poco l’ha resa nonna, regalandole una nuova speranza. Maurizio de Giovanni esplora le profondità del silenzio e celebra il coraggio della rinascita, perché niente è davvero perduto finché si riescono a pronunciare parole d’amore.

Only you, scritto da Noelle Adams e Samantha Chase, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa rosa, data uscita 13/03/19.
Desidero davvero l’unica donna che non potrò mai avere: Harper, la sorella del mio migliore amico. Sono innamorato di lei da quando avevo diciotto anni, ma è sempre stata off-limits. Così ho taciuto i miei sentimenti e mi sono arruolato. Adesso, dopo anni nei Marines, sono tornato a casa. E nonostante tutto sia diverso, quello che provo per lei non è affatto cambiato. Ma ora più che mai non posso avere quello che desidero: suo fratello è morto e Harper vuole disperatamente sapere cosa sia successo. Ma ci sono cose che è meglio non sapere. Qualcuno sta cercando di farle del male e io devo proteggerla a ogni costo, anche se lei non si fida di me. Anche se mi odia. Un uomo deve tutelare quello che gli sta a cuore. Harper potrà non essere mai mia, ma è la cosa più preziosa che ho. E voglio che sia al sicuro.

Il party, scritto da Robyn Harding, pubblicato da Casa Editrice Nord, genere giallo, data uscita 14/03/19.
Kim e Jeff Sanders hanno tutto ciò che si potrebbe desiderare. Hanno da poco restaurato un magnifico appartamento in uno dei quartieri migliori di San Francisco e la figlia, Hannah, frequenta un’esclusiva scuola privata, ha ottimi voti ed è considerata da tutti una bravissima ragazza. Infatti, per il suo sedicesimo compleanno, invece delle solite feste scatenate, Hannah ha organizzato un semplice pigiama party tra amiche: niente ragazzi, niente birra, niente preoccupazioni. Kim va a dormire tranquilla, cullata dal chiacchiericcio delle giovani ospiti al piano di sotto. Ma, all’alba, si sveglia e trova Hannah davanti al suo letto, con le mani ricoperte di sangue: Ronni, una delle invitate, ha sbattuto la testa contro un tavolino di vetro e adesso rischia di perdere un occhio. Inoltre, all’ospedale, i medici li informano che Ronni è risultata positiva all’alcol e alla droga. In un attimo, l’immagine che Kim aveva di sua figlia va in pezzi. Mentre Hannah si chiude in un silenzio ostinato, Kim e Jeff sono costretti a difendersi dalle accuse della madre di Ronni, alla disperata ricerca di un colpevole, e a porsi una domanda di cui erano sicuri di conoscere la risposta: quanto conoscono Hannah? A poco a poco, l’intera famiglia è costretta ad affrontare un abisso di ombre, segreti pericolosi e rimpianti, in grado di trasformare una vita da sogno in un incubo da cui non è possibile svegliarsi.

I tempi nuovi, scritto da Alessandro Robecchi, pubblicato da Sellerio, genere giallo, data uscita 14/03/19.
Con “I tempi nuovi” Alessandro Robecchi crea una nuova avventura per la coppia Monterossi – Falcone.
Uno studente modello di nome Filippo Maria, quello che si dice “il figlio che tutti vorrebbero”, è ritrovato con le mani legate al volante, i pantaloni calati e un buco nella tempia. Nella stanza del suo appartamento duemila euro nascosti in un libro. I sovrintendenti di polizia Carella e Ghezzi cominciano immediatamente a indagare sul caso, ma ancora una volta si ritrovano a inciampare in Carlo Monterossi – ex l’autore televisivo fuggito per il troppo trash – e nel suo compare Oscar Falcone, investigatore privato alle prime armi. Agatina Cirielli, la socia di Falcone all’agenzia, non a caso è anche poliziotta nel team Carella-Ghezzi.
Monterossi e Falcone, nel frattempo, hanno anche loro un bel da fare. Si è presentata alla neonata agenzia investigativa Gloria Grechi, una trentenne fascinosa che dice di aver perso il marito. Volatilizzato nel nulla, d’improvviso. Ma è presto chiaro a tutti che quella donna non la conta giusta. Mentre Monterossi la ospita a casa sua, al riparo da non si sa bene quale pericolo, cerca di capire su quante cose la donna stia mentendo. Il caso di sparizione e quello d’omicidio, ad ogni modo, sono destinati a rivelarsi più intrecciati del previsto.
“I tempi nuovi” di Alessandro Robecchi è un’indagine che ha per protagonista Milano, una Milano insolita, periferica, quella che sta fuori dalla prima cintura e in cui le villette anonime si confondono nella nebbia.

Il primo istante con te, scritto da Jamie McGuire, pubblicato da Garzanti, genere narrativa rosa per ragazzi, data uscita 14/03/19.
La prima volta che Elliott si accorge di Catherine è solo un ragazzino. Seduto su un albero nel giardino degli zii, si diverte a scattare fotografie, quando l’obiettivo inquadra un viso dolce e due grandi occhi verdi. Occhi profondi, nei quali intravede l’ombra di una solitudine che vorrebbe scacciare. Ma non sa come. Finché, in un torrido pomeriggio d’estate, trova il coraggio di avvicinare la ragazzina cui non ha smesso di pensare neanche per un secondo. Catherine è sorpresa e diffidente: non crede di potersi fidare di quello sconosciuto, spettinato e un po’ sulle nuvole. Ma, con fare affettuoso e comprensivo, Elliott riesce a ritagliarsi un posto nel suo cuore e a regalarle il primo amore: uno di quelli di cui non si può fare a meno, ma che, a volte, sono destinati a non durare nel tempo. Perché proprio nel momento in cui Catherine affronta il periodo più difficile della sua vita, Elliott è costretto ad andarsene e a lasciarla sola. Da allora sono passati anni e Catherine non ha fatto altro che chiudersi in se stessa, pensando di riuscire a proteggersi dalle delusioni che ha affrontato senza il sostegno di nessuno, nemmeno della madre, assente e distaccata. E quando Elliott decide di tornare per rimediare agli errori commessi, lei non sembra disposta a perdonarlo: entrambi sono cambiati, poco rimane dei due ragazzini che timidamente si tenevano per mano. Eppure una scintilla del vecchio legame resiste ancora, pronta a riaccendersi se solo Catherine riuscisse a fidarsi di nuovo. Ma questo significherebbe rivelare il suo più grande segreto, che, rimasto al sicuro tra le mura di casa, potrebbe distruggere l’unica possibilità che le resta di essere felice.

Il mistero della casa sul lago, scritto da Rachel Caine, pubblicato da Newton Compton, genere thriller, data uscita 14/03/19.
Gina Royal ha una vita assolutamente normale: è una timida e riservata casalinga del Midwest con un matrimonio felice e due bambini. Ma quando un incidente in macchina rivela la doppia vita di suo marito, tutto cambia. Mel, l’adorabile Mel, è un serial killer. Ha torturato e ucciso varie donne nel garage di casa. Sconvolta, Gina è costretta a crearsi una nuova identità dopo l’altra: anche se è stata scagionata dalle accuse di complicità, l’opinione pubblica la considera ancora un’assassina. Ed è così che si trasferisce nella località remota di Stillhouse Lake, con il nuovo nome di Gwen Proctor. Nonostante sia ancora bersaglio degli attacchi spietati degli stalker su internet, spera di aver trovato finalmente un posto in cui i suoi figli possano crescere sereni. Ma si sbaglia di grosso. Un corpo rinvenuto nel lago e alcune inquietanti lettere riportano a galla l’incubo da cui tentava di mettersi in salvo. Gwen dovrà cercare di proteggere coloro che ama da un pericolo strisciante e nascosto. E anche questa volta dovrà difendersi da sola.

Quando l’amore fa volare, scritto da Patrisha Mar, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa rosa, data uscita 18/03/19.
Virginia è innamorata, senza essere ricambiata, di Alessandro, il più caro amico di suo cognato. Lui è il suo Clark Kent, il suo supereroe senza mantello: veterinario, aspetto vagamente nerd, occhiali da vista e non particolarmente alto, per la precisione più basso di lei. Ma Alessandro, dopo una grande delusione d’amore, si è convinto che le donne sia meglio tenerle a distanza, perché portano solo guai. Tollera l’amicizia con Virginia perché non ha alcuna complicazione sentimentale. Lei, d’altra parte, continua a stuzzicarlo per dimostrargli che, anche se in passato è stato ferito, la vita è troppo bella per trascorrerla chiudendo a chiave il cuore. E quando Alessandro la assume temporaneamente come segretaria del suo ambulatorio, Virginia crede che sia finalmente arrivato il momento di far crollare tutte le sue difese. Riuscirà a fargli capire che non serve avere un mantello per essere dei supereroi?

Transiti, scritto da Rachel Cusk, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 19/03/19.
Dopo la straordinaria accoglienza critica di Resoconto, torna l’autrice che sta rivoluzionando il romanzo contemporaneo. Libro dell’anno per «The Guardian», «The New Statesman», «The Observer» e «The Spectator». «Cusk ha fatto saltare tutte le regole, creando cosí un’opera di stupefacente bellezza». The New York Times Book Review Una scrittrice si trasferisce a Londra in seguito alla fine del suo matrimonio e dopo lunghe ricerche decide di acquistare un appartamento totalmente da ristrutturare. Mentre la protagonista combatte con la polvere della demolizione e con i nuovi vicini che paiono odiarla a prima vista, i due figli devono trattenersi a casa del padre, almeno per il tempo dei lavori. È un periodo di grandi transizioni e cambiamenti per tutti. E mentre la vita scorre, la scrittrice incontra numerose persone e ne ascolta le storie. Agenti immobiliari, vecchi fidanzati, parrucchieri, muratori stranieri: tutti custodiscono episodi di vita inaspettati e verità da svelare e condividere.

Guardando il sole, scritto da Julian Barnes, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 19/03/19.
Jean Serjeant è una diciannovenne che abita in campagna mentre sopra la sua testa infuria la battaglia d’Inghilterra dell’estate del 1940. Jean guarda il mondo con un’ingenuità ancora infantile, si chiede se dalle palle da golf spuntino degli alberi, e osserva gli aerei in cielo e i loro piloti immaginando un giorno di poter spiccare il volo. Purtroppo però l’esistenza riserva sorprese più prosaiche delle fantasie dei bambini. E così qualche anno dopo si ritrova sposata con un uomo inetto, che la considera importante quanto un mobile di casa. Ma Jean non si arrende a essere parte degli arredi, non smette di desiderare aerei e piloti; e scopre dentro di sé la forza di lasciare il marito per ricominciare di nuovo a vivere.

Il mio meraviglioso imprevisto, scritto da Nicole Teso, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa rosa, data uscita 19/03/19.
Mercy è una ragazza solare, sempre gentile e disponibile. Lavora in un supermercato e le piace riordinare scaffali e stare in mezzo alla gente. La sera del suo compleanno esce insieme alla sua migliore amica, Juls, per andare a festeggiare. Ballano, bevono e si divertono, ma a fine serata, nel parcheggio, vengono aggredite da due ragazzi conosciuti poco prima nel locale. La situazione sta per mettersi male, quando all’improvviso un misterioso uomo arriva a salvarle. Si scaraventa contro i due ragazzi e li mette in fuga. Mercy rimane folgorata dalla sua presenza, soprattutto perché l’uomo conosce il suo nome. Juls invita l’amica a non rimuginare sull’accaduto e a non interrogarsi sull’identità di quella persona: sono salve e questa è l’unica cosa che conta. Dopo l’episodio le giornate trascorrono normali, ma Mercy non riesce a smettere di pensare all’uomo che le ha salvato la vita, fin quando, una sera, non se lo ritrova davanti. Chi è davvero quell’uomo misterioso e perché conosce così tante cose di lei?

Ragazzi dell’estate, scritto da Cristina Brambilla, pubblicato da Rizzoli, genere narrativa per ragazzi, data uscita 19/03/19.
Anna, che presto compirà diciotto anni, è fuggita due volte: la prima da casa e dalla sua famiglia, dopo essersi sentita tradita nel profondo dagli adorati e fino ad allora impeccabili genitori; la seconda dall’orfanotrofio thailandese dove aveva deciso di trascorrere un anno sabbatico in cerca di risposte, su se stessa e sulla vita. Fugge per raggiungere una spiaggia bianchissima, sperduta e paradisiaca di cui ha sentito parlare in un bar e che a un tratto è diventata il solo posto in cui vuole trovarsi.Al suo arrivo, disperata e in preda al panico per aver perso passaporto, telefono e soldi, viene letteralmente adottata da una strana e irresistibile triade di amici: l’israeliano Ike, il russo Leo e la giovane francese Danielle. È l’inizio di una di quelle amicizie che cambiano la vita. Tra loro, parlare del passato è tabù, perché è il presente che conta e perché tutti hanno una ferita profonda e dolorosa. Ma un giorno sull’isola sbarca Luc, un americano dai modi affascinanti ma anche sfuggenti e a tratti inquietanti, e da quel momento tutto cambia, si complica, si sgretola, e s’infiamma, per i quattro amici e per il cuore di Anna.

La figlia perduta, scritto da Paul Gill, pubblicato da Newton Compton, genere romanzo storico, data uscita 20/03/19.
Russia, 1918. I membri della famiglia Romanov sono tenuti prigionieri dai rivoluzionari. Confinati in casa, sono convinti che non manchi molto prima della fine della reclusione. E infatti tutti i familiari dello zar sono impegnati a studiare complessi piani di fuga. Marija, una delle principesse, parla con le guardie. E una di loro si innamora perdutamente di lei. Ma l’amore sarà in grado di salvare i Romanov o si rivelerà una delle cause della fine per la famiglia imperiale?
Australia, 1970. La vita di Val è un disastro. Quando era ancora una bambina sua madre è scomparsa e il padre non ha mai voluto darle spiegazioni. Tony, suo marito, la controlla rigidamente in tutto quello che fa. Quando suo padre ha un malore, corre ad assisterlo dopo anni trascorsi nel silenzio. Ma Val rimane scioccata sentendogli dire, in punto di morte: «Non volevo ucciderla». Si riferisce forse a sua madre? Decide quindi di indagare nel passato del padre. Ma la sua ricerca si rivelerà l’occasione per trovare la forza di essere padrona del suo destino.

Nell’oblio, scritto da Federico Axat, pubblicato da Longanesi, genere thriller, data uscita 21/03/19.
E se al risveglio trovassi un cadavere sul pavimento del tuo soggiorno?
A ventisette anni, John Brenner ha già alle spalle un passato da alcolista e un divorzio, una separazione dolorosa dalla donna con la quale ha avuto una figlia che vede meno di quanto vorrebbe. Una notte, John si sveglia sul pavimento di casa sua senza ricordare nulla delle ultime ore, la mente annebbiata come nei giorni in cui beveva. Accanto a lui una bottiglia di vodka vuota, una pistola e il corpo esanime di una ragazza che non ricorda di aver mai visto prima. Nella sua testa rimbomba incessantemente una sola domanda: Sono davvero io l’assassino o è tutta una messinscena? John, che è un uomo come tanti, non riesce a immaginare chi potrebbe volerlo incastrare per omicidio. Ma solo lui può trovare la risposta, nascosta nella sua stessa mente. Comincia così la sua ricerca quando un sogno ricorrente inizia a perseguitarlo. E insieme si riaprono le ferite del passato, obbligandolo a fare i conti con la disgrazia che ha colpito la sua famiglia molti anni prima, e con l’ingombrante figura di un fratello perfetto. Forse troppo.

Il cadavere nella palude, scritto da Joy Ellis, pubblicato da Newton Compton, genere thriller, data uscita 21/03/19.
L’ispettore Nikki Galena ha fatto carriera grazie alla determinazione e all’intuito. Segnata da una tragedia familiare, conduce le indagini in modo spesso solitario, non rinunciando a volte alle maniere forti. Il sergente Joseph Easter sta attraversando un momento difficile: il ritrovamento del cadavere di un uomo, giustiziato in un angolo desolato della città di Greenborough, ha risvegliato in lui terribili ricordi. È convinto che un incubo del passato sia tornato a minacciare il suo lavoro e persino la sua vita. La cosa peggiore è che gli alti ranghi della polizia dubitano di lui, costringendolo a una corsa contro il tempo per trovare chi lo perseguita. Ma le paludi che circondano Greenborough non sono certo un terreno in cui è facile muoversi: le abitazioni sono molto distanti tra loro, le nebbie insidiose e la copertura telefonica spesso assente. E, soprattutto, non sono un posto sicuro, quando sai che, nascosto nell’ombra, qualcuno ti osserva.

L’imperatore dannato, scritto da S.J.A. Turney, pubblicato da Newton Compton, genere romanzo storico, data uscita 21/03/19.
37 d.C. l’imperatore sta morendo. Nessuno sa quanto tempo gli resti da vivere, ma la lotta per il potere è già cominciata. Quando Tiberio, sempre più debole, investe Caligola del titolo imperiale, sperando di ristabilire l’ordine, non sa che sta decretando l’ascesa di uno dei tiranni più malvagi della storia. Il ragazzo spensierato di un tempo si trasformerà presto in un uomo astuto e calcolatore. Costretto a difendersi dai complotti dei suoi alleati politici, a guardarsi dai tradimenti di amici e familiari più stretti, Caligola diventerà a poco a poco un imperatore cinico, astioso e vendicativo: ogni traccia del ragazzo timido e gentile di un tempo è scomparsa. E lentamente – mentre la sua violenza aumenta – il contatto con la realtà si fa sempre più debole. C’è un’unica decisione da prendere, se non si vuole che la grandezza di Roma venga irrevocabilmente compromessa…

Sangue e limonata. Hap & Leonard, scritto da Joe R. Lansdale, pubblicato da Einaudi, genere giallo,mistery e racconti, data uscita 26/03/19.
Hap Collins è solo un ragazzo, ma sa già di essere molto diverso dai bigotti razzisti e ottusi della cittadina in cui è cresciuto. E sa che per ridurli a mal partito non bastano le parole: bisogna usare le loro stesse armi. Anche il giovane Leonard Pine è diverso da quelli che lo circondano: nero, gay e, a sorpresa, conservatore. Nella migliore delle ipotesi, i due formano una coppia improbabile. Finché un giorno, per caso, Hap vede Leonard demolire una manica di bulli con le parole e con i fatti. E capisce che, a dispetto delle apparenze, ha trovato il socio ideale. Con sublime ironia, Lansdale scava nel passato dei due celebri detective dell’East Texas e compone un mosaico di vicende e personaggi di volta in volta terribili, comici, violenti e nostalgici.

Il gioco degli dei, scritto da Paolo Maurensig, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 26/03/19.
Chi è Malik Mir Sultan Khan? L’uomo misterioso di cui parla tutta New York, lo scacchista col turbante che ha battuto Capablanca, rimane un enigma per chiunque lo incontri. Si sa che è nato nella foresta del Punjab, dove ha imparato l’antica arte del chaturanga , si sa che una tigre lo insegue da sempre e che Mrs Abbott gli ha lasciato in eredità la sua Rolls-Royce. In bilico fra Oriente e Occidente, talento e strategia, karma e destino, la storia vera e immaginaria dell’umile servo che per un istante divenne re. «Non ero io a inventare o a progettare, mi limitavo ad aspettare che il genio preposto al gioco mi desse il suggerimento giusto. Essere supportati dagli dèi non è poi quella gran cosa che tutti credono». Il chaturanga è l’antenato indiano degli scacchi. Si dice che quando gli uomini sono concentrati su quelle pedine dalle strane forme animali dimentichino tutto, come se dalle loro mosse potesse dipendere la distruzione o la salvezza dell’intero universo. Apprenderne l’arte è un percorso impervio, ma non per Malik Mir Sultan Khan. Gli dèi, o il caso, gli hanno donato un talento naturale che lo porterà in breve tempo a diventare il piú imbattibile scacchista degli anni Trenta. Ma un dono divino può essere duro da sopportare, soprattutto per chi sa di essere destinato ad attraversare l’esistenza soltanto da spettatore. Nei suoi sogni di bambino è apparsa una tigre, che poi si è fatta reale portandogli via entrambi i genitori. Ma sarà quella stessa tigre a permettergli di entrare alla corte del maharaja che – notando la sua abilità nel gioco – lo condurrà in Europa a gareggiare nei piú importanti tornei di scacchi. Cosí il giovane servo, da molti considerato un idiot savant , arriverà ad affermarsi fino a battere l’ex campione del mondo Capablanca, intrecciando la propria storia con quella di un’Europa lacerata, ormai sull’orlo della Seconda guerra mondiale. Paolo Maurensig torna a muovere i suoi personaggi nell’universo affascinante e ricco di storie degli scacchi, regalandoci il ritratto sorprendente di un personaggio che ribalta continuamente l’immagine del campione, e i nostri pregiudizi occidentali.

Breve storia amorosa dei vasi comunicanti, scritto da Davide Mosca, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 26/03/19.
Remo e Margherita sono giovani e smarriti, imprigionati entrambi in un corpo inospitale: lui soffre di bulimia, lei è anoressica. Almeno fino a quando non si imbattono l’uno nell’altra. E scoprono che insieme ci si può salvare. Davide Mosca scrive una storia d’amore vera e umanissima, piena d’ombra e di luce, com’è la vita. Remo ha ventiquattro anni e l’ultimo trascorso è stato terribile. L’ha passato chiuso in casa, a mangiare senza sosta, ingrassando fino a superare i cento chili. Stanca della sua indolenza da fallito, la fidanzata l’ha pure lasciato. Una sera, in un bar che frequenta con dei vecchi amici, Remo conosce Margherita. Lei fa l’ultimo anno di liceo e di sera lavora nel ristorante di famiglia fino a tardi. È appassionata, curiosa, un po’ irascibile. Ed è bella, anche se pesa meno di quarantacinque chili. Quella sera cominciano a parlare e da allora non smettono piú. Passeggiano sulla spiaggia d’inverno, inseguono la luce abbagliante della riviera ligure, si aprono l’un l’altra. Pian piano si innamorano, senza mai dirselo, forse senza neppure rendersene conto. La notte di Capodanno salgono sulla bilancia per la prima volta. Lui pesa settanta, lei cinquanta. Che sia l’inizio o la fine della storia, non importa a nessuno dei due.

Suicide Club, scritto da Rachel Heng, pubblicato da Casa Editrice Nord, genere fantascienza, data uscita 28/03/19.
Lea ha cento anni e ne dimostra meno di quaranta, grazie agli straordinari progressi della medicina, che permettono ad alcune persone – selezionate alla nascita – di triplicare la durata della vita. Tutto quello che devono fare è attenersi scrupolosamente alle regole del benessere. Lea non mangia cibi grassi, non beve alcolici, non ascolta musica deprimente, non si allena né troppo intensamente né troppo poco. È la candidata ideale per accedere a una nuova fase sperimentale di cure, destinata a prolungare l’esistenza all’infinito. Un giorno, però, tornando dal lavoro, Lea vede suo padre dall’altra parte della strada, un padre con cui non ha rapporti da ottantotto anni. Per raggiungerlo, si lancia in mezzo al traffico e per poco non viene investita. Quel semplice gesto è la sua rovina: come può essere degna dell’immortalità una persona che agisce in modo tanto sconsiderato? In un attimo, il suo nome viene depennato dalla lista dei prescelti e lei è costretta a frequentare un gruppo di sostegno. Ed è qui che entra in contatto con alcuni membri del Suicide Club, un gruppo di ribelli che si batte per poter scegliere come e quando morire. E suo padre è uno dei membri. Dapprima sconcertata, a poco a poco Lea si rende conto che questi uomini e queste donne – che mangiano quello che vogliono, vanno a concerti clandestini, praticano sport estremi – hanno accumulato più esperienze in un anno di quante non ne abbia provate lei in una vita intera. D’un tratto, la prospettiva di vivere un’eternità di rinunce non è più così allettante. Ma ben presto si renderà conto che tutto ha un prezzo, e quello per la libertà potrebbe essere troppo alto.

Semplicemente perfetto, scritto da Jostein Gaarder, pubblicato da Longanesi, genere narrativa, data uscita 28/03/19.
È il suo primo giorno all’università di Oslo quando il diciannovenne Albert nota una ragazza dalla quale non riesce a distogliere lo sguardo. Il suo nome è Eirin. Non si sono mai visti prima e non si lasceranno mai.
Dopo trentasette anni di vita passati insieme, Eirin è in Australia a un congresso di biologia marina quando Albert riceve dal proprio medico una notizia devastante.
Come può andare avanti dopo aver saputo?
Per trovare una risposta, si rifugia nella Casa delle fiabe, il cottage immerso nel verde sulla riva del lago dove è solito ritirarsi con la famiglia nel tempo libero. Completamente isolato, si concede ventiquattro ore per scrivere il suo addio al mondo e alle persone che ama. Vuole raccontare tutto, anche quello che fino a oggi ha tenuto gelosamente segreto, ma vuole anche interrogare se stesso su quale sia il senso ultimo del nostro esistere. E proprio quando è sicuro che ogni speranza è spenta, quando ha davanti solo la tenebra più fitta, come le notti in cui remava fino al centro del lago per scrutarne l’abisso, Albert capisce che c’è ancora una risposta, c’è uno spiraglio che si apre sul buio
In poco più di cento densissime pagine, un Jostein Gaarder in stato di grazia ci sorprende con un romanzo totale nel senso più pieno del termine.

Elenco novità libri in ordine alfabetico usciti a Marzo 2019:

Aeneas. La nascita di un eroe, scritto da Simone Sarasso, pubblicato da Rizzoli, genere romanzo storico, data uscita 05/03/19.
Breve storia amorosa dei vasi comunicanti, scritto da Davide Mosca, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 26/03/19.
Case di vetro, scritto da Louise Penny, pubblicato da Einaudi, genere giallo e mistery, data uscita 05/03/19.
Cosa resta di Male, scritto da Gianmarco Soldi, pubblicato da Rizzoli, genere narrativa, data uscita 05/03/19.
È passato tanto tempo, scritto da Andre Dubus III, pubblicato da Feltrinelli, genere narrativa, data uscita 07/03/19.
Gli adulteranti, scritto da Joe Dunthorne, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 12/03/19.
Guardando il sole, scritto da Julian Barnes, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 19/03/19.
I tempi nuovi, scritto da Alessandro Robecchi, pubblicato da Sellerio, genere giallo, data uscita 14/03/19.
I vagabondi, scritto da Olga Tokarczuk, pubblicato da Bompiani, genere narrativa, data uscita 06/03/19.
Il cadavere nella palude, scritto da Joy Ellis, pubblicato da Newton Compton, genere thriller, data uscita 21/03/19.
Il cuore e la tenebra, scritto da Giuseppe Culicchia, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 12/03/19.
Il libro di Joan, scritto da Lidia Yuknavitch, pubblicato da Einaudi, genere fantascienza, data uscita 05/03/19.
Il nome del figlio, scritto da Marjolijn van Heemstra, pubblicato da Rizzoli, genere narrativa, data uscita 05/03/19.
Il party, scritto da Robyn Harding, pubblicato da Casa Editrice Nord, genere giallo, data uscita 14/03/19.
Il primo istante con te, scritto da Jamie McGuire, pubblicato da Garzanti, genere narrativa rosa per ragazzi, data uscita 14/03/19.
Il gioco degli dei, scritto da Paolo Maurensig, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 26/03/19.
Il mio meraviglioso imprevisto, scritto da Nicole Teso, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa rosa, data uscita 19/03/19.
Il mio viso davanti a voi, scritto da Alfred Hayes, pubblicato da Rizzoli, data uscita narrativa, data uscita 12/03/19.
Il mistero della casa sul lago, scritto da Rachel Caine, pubblicato da Newton Compton, genere thriller, data uscita 14/03/19.
L’imperatore dannato, scritto da S.J.A. Turney, pubblicato da Newton Compton, genere romanzo storico, data uscita 21/03/19.
La ex moglie, scritto da Jess Ryder, pubblicato da Newton Compton, genere thriller, data uscita 08/03/19.
La figlia perduta, scritto da Paul Gill, pubblicato da Newton Compton, genere romanzo storico, data uscita 20/03/19.
La lunga discesa, scritto da Jason Reynolds, pubblicato da Rizzoli, genere narrativa per ragazzi, data uscita 12/03/19.
La gabbia dorata, scritto da Camilla Lackberg, pubblicato da Marsilio, genere giallo, data uscita 11/03/19.
La terra promessa, scritto da Matteo Righetto, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 05/03/19.
Ladra di cuori, scritto da J.R. Ward, pubblicato da Rizzoli, genere horror e gotico, data uscita 12/03/19.
Le parole di Sara, scritto da Maurizio De Giovanni, pubblicato da Rizzoli, genere giallo, data uscita 12/03/19.
Maria, scritto da Nadia Fusini, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 12/03/19.
Nel giardino delle scrittrici nude, scritto da Piersandro Pallavicini, pubblicato da Feltrinelli, genere narrativa, data uscita 07/03/19.
Nell’oblio, scritto da Federico Axat, pubblicato da Longanesi, genere thriller, data uscita 21/03/19.
Only you, scritto da Noelle Adams e Samantha Chase, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa rosa, data uscita 13/03/19.
Private, scrtto da Kate Brian, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa per ragazzi, data uscita 07/03/19.
Quando l’amore fa volare, scritto da Patrisha Mar, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa rosa, data uscita 18/03/19.
Ragazzi dell’estate, scritto da Cristina Brambilla, pubblicato da Rizzoli, genere narrativa per ragazzi, data uscita 19/03/19.
Ricordati di me, scritto da Karina Halle e Scott MacKenzie, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa rosa, data uscita 07/03/19.
Riunione di famiglia, scritto da Roisin Meaney, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa, data uscita 07/03/19.
Sangue e limonata. Hap & Leonard, scritto da Joe R. Lansdale, pubblicato da Einaudi, genere giallo,mistery e racconti, data uscita 26/03/19.
Semplicemente perfetto, scritto da Jostein Gaarder, pubblicato da Longanesi, genere narrativa, data uscita 28/03/19.
Siamo amici solo il mercoledì, scritto da Tania Paxia, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa rosa, data uscita 11/03/19.
Spiacente, non sei il mio tipo, scritto da Anna Zarlenga, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa rosa, data uscita 08/03/19.
Suicide Club, scritto da Rachel Heng, pubblicato da Casa Editrice Nord, genere fantascienza, data uscita 28/03/19.
Terminal list, scritto da Jack Carr, pubblicato da Longanesi, genere thriller, data uscita 07/03/19.
Transiti, scritto da Rachel Cusk, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 19/03/19.
Tutto chiuso tranne il cielo, scritto da Eleonora C. Caruso, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 05/03/19.
Uccidi i tuoi amici, scritto da John Niven, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 12/03/19.
Un regalo per miss Violet, scritto da Susan Gloss, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa rosa, data uscita 07/03/19.

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Chiara Gamberale – L’isola dell’abbandono http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/02/chiara-gamberale-lisola-dellabbandono.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/02/chiara-gamberale-lisola-dellabbandono.html#respond Thu, 28 Feb 2019 15:18:29 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=46768 L’isola dell’abbandono è un romanzo scritto da Chiara Gamberale, pubblicato a febbraio 2019. Una Storia sull’abbandono, un dolore profondo con cui tutti, prima o poi, dobbiamo fare i conti. Ma che può rivelarsi una grande occasione per ritrovarci e capire finalmente chi siamo. “No. Non aveva mai creduto che potesse venire qualcosa di buono da persone [...]

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Chiara Gamberale – L’isola dell’abbandono

L’isola dell’abbandono è un romanzo scritto da Chiara Gamberale, pubblicato a febbraio 2019. Una Storia sull’abbandono, un dolore profondo con cui tutti, prima o poi, dobbiamo fare i conti. Ma che può rivelarsi una grande occasione per ritrovarci e capire finalmente chi siamo.

“No. Non aveva mai creduto che potesse venire qualcosa di buono da persone afflitte dallo stesso problema che stabiliscono programmaticamente di aiutarsi. Credeva semmai che la salvezza, come la sventura, ci sorprende, e arriva da dove meno ce lo aspetteremmo.”

Pare che l’espressione “piantare in asso” si debba a Teseo che, una volta uscito dal labirinto grazie all’aiuto di Arianna, anziché riportarla con sé da Creta ad Atene, la lascia sull’isola di Naxos. In Naxos: in asso, appunto. Proprio sull’isola di Naxos, l’inquieta e misteriosa protagonista di questo romanzo sente all’improvviso l’urgenza di tornare. È lì che, dieci anni prima, in quella che doveva essere una vacanza, è stata brutalmente abbandonata da Stefano, il suo primo, disperato amore e sempre lì ha conosciuto Di, un uomo capace di metterla a contatto con parti di sé che non conosceva e con la sfida più estrema per una persona come lei, quella di rinunciare alla fuga. E restare. Ma come fa una straordinaria possibilità a rivelarsi un pericolo? E come fa un trauma a trasformarsi in un alibi? Che cosa è davvero finito, che cosa è cominciato su quell’isola? Solo adesso lei riesce a chiederselo, perché è appena diventata madre, tutto dentro di sé si è allo stesso tempo saldato e infragilito, e deve fare i conti con il padre di suo figlio e con la loro difficoltà a considerarsi una famiglia. Anche se non lo vorrebbe, così, è finalmente pronta per incontrare di nuovo tutto quello che si era abituata a dimenticare, a cominciare dal suo nome, dalla sua identità più profonda…

“Eppure si ritrovava lì, perché Damiano aveva insistito e, nonostante tutto, aveva ancora il potere di condizionarla se si trattava di stare bene, stare male, provare a stare meglio.”

Dialogando in modo esplicito e implicito con il mito sull’abbandono più famoso della storia dell’umanità e con i fumetti per bambini con cui la protagonista interpreta la realtà, Chiara Gamberale ci mette a tu per tu con il miracolo e con la violenza della vita, quando ci strappa dalle mani l’illusione di poterla controllare, perché qualcosa finisce, qualcuno muore o perché qualcosa comincia, qualcuno nasce. E ci consegna così un romanzo appassionato sulla responsabilità delle nostre scelte e sull’inesorabilità del destino, sui figli che avremmo potuto avere, su quelli che abbiamo avuto, che non avremo mai. Sulle occasioni perse e quelle che, magari senza accorgercene, abbiamo colto.

A cominciare era stato l’unico uomo presente in sala, che teneva lo sguardo incollato alla punta delle scarpe da ginnastica e masticava ossessivamente una radice di liquirizia: “Ciao, mi chiamo Franco e, come molti di voi ormai sanno, sono gengle da un anno e tre mesi”.
“Ciao, Franco,” lo avevano salutato gli altri, in coro. Il responsabile dell’Associazione Genisoli le aveva fatto cenno di non essere timida e lei aveva obbedito. Ciao, Franco.
“Difficile da credere, ma negli ultimi giorni le cose sono perfino peggiorate. Ho pregato la stronza di farmi sapere quali settimane di agosto potrò passare con la bambina, ma se la chiamavo non mi rispondeva, allora ho insistito su WhatsApp, e lei: dipende dalla tua Samy, o meglio, da quando la tua Samy ci fa la grazia di sparire, mi ha scritto. Capito? Se ne va, si mette con un altro, evidentemente con quell’altro già ci stava da non voglio nemmeno sapere quanto, io muoio, ma non per dire, nessuno lo sa meglio di voi: muoio, e quando finalmente incontro Samy, che meritava molto, ma molto di più del cadavere che ero, che fa, la stronza? Dice o passi le vacanze con Samy o le passi con la bambina. Cioè, o la mia donna o mia figlia… Perché naturalmente quell’altro nel frattempo si è reso conto di quant’è stronza la stronza e l’ha lasciata. Ma io che colpa ne ho? E Samy? E mia figlia, soprattutto. Che colpa ne ha lei? Per un anno è stata con me quattro giorni a settimana, quando la stronza doveva correre dietro al suo pilota…”
Intercetta lo sguardo di lei, incuriosito, e spiega: “Tu sei nuova, ma gli altri lo sanno bene: la stronza si era messa con un pilota della Air Dolomiti: hai mai preso questa compagnia aerea? No? Ecco: nemmeno io. Nemmeno la stronza, ma da quel momento, non avendo niente da fare, perché come sapete per lavoro gioca a occuparsi degli appartamenti che i suoi affittano, ha cominciato a seguire tutti i voli Air Dolomiti. Su e giù fra Verona e Monaco di Baviera, Verona e Francoforte, Verona e sto cazzo… E con chi rimaneva Benedetta? Con me, sempre con me. Poi però, all’improvviso, il pilota la molla, e allora basta: si ricorda di avere una figlia, e decide che quella figlia può essere anche mia solo se io non mi rifaccio una vita. È giusto? Vi pare giusto?”.
“Grazie, Franco,” avevano risposto gli altri, sempre in coro. No che non è giusto, aveva pensato lei, invece. E non riusciva a capire perché nessuno dicesse la sua, se avessi una minima confidenza con te, Franco, prenderei la parola io, ti direi coraggio, non soccombere, la stronza ha evidentemente più personalità di te, ma tu hai la consapevolezza dalla tua, oltre a Benedetta che sicuramente ti adora, chissà quanti bastoncini di liquirizia succhiate quando state insieme, e insomma, dai, l’importante adesso è proteggere la piccola da tutto questo e sicuramente Samy saprà starti vicino… Ma era arrivato il momento di una signora con i riccioli a lumache, stretta in un tailleur di panno rosa salmone: “Ciao, sono Michela e sono gengle da sette anni”.
Ciao, Michela.

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Michael Connelly – Doppia verità http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/02/michael-connelly-doppia-verita.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/02/michael-connelly-doppia-verita.html#respond Wed, 27 Feb 2019 14:49:22 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=46861 Doppia verità è un thriller dello scrittore statunitense Michael Connelly, pubblicato a febbraio 2019, con protagonista il detective Harry Bosch e l’avvocato con Mickey Haller. La verità può essere di due tipi. Quella che libera, e quella che uccide. “Sapeva che al mondo ci sono due tipi di verità: quella inalterabile, su cui si fondavano la vita [...]

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Michael Connelly – Doppia verità

Doppia verità è un thriller dello scrittore statunitense Michael Connelly, pubblicato a febbraio 2019, con protagonista il detective Harry Bosch e l’avvocato con Mickey Haller. La verità può essere di due tipi. Quella che libera, e quella che uccide.

“Sapeva che al mondo ci sono due tipi di verità: quella inalterabile, su cui si fondavano la vita e la missione di una persona, e quella flessibile, la verità dei politici, dei ciarlatani, degli avvocati corrotti e dei loro clienti, che veniva piegata e modellata secondo scopi precisi.”

Harry Bosch non ha lasciato il LAPD, il dipartimento di polizia di Los Angeles dove ha lavorato per una vita, nel più felice dei modi. Ma è da un po’ che ha voltato pagina: si occupa di “casi freddi” per la polizia di San Fernando, piccola municipalità dell’area di Los Angeles, e gli va bene così. Scavare nel passato, alla ricerca di nuovi indizi in vecchi casi rimasti irrisolti, gli sembra la cosa più adatta a lui, in questo momento della sua vita.
Ma quando due farmacisti della cittadina vengono ammazzati nel loro negozio, il suo nuovo capo gli chiede una mano: e così, insieme alla detective Bella Lourdes, Bosch si ritrova coinvolto in un caso che di “freddo” ha ben poco.
Nel frattempo, però, il fantasma del LAPD torna a fargli visita: Preston Borders, omicida e stupratore che trent’anni fa Bosch assicurò al braccio della morte, ha presentato un ricorso. A quanto pare, ci sono nuove prove a favore della sua innocenza, e Bosch è nel mirino: non solo avrà bisogno del suo avvocato, Mickey Haller, per difendersi da accuse di incompetenza e inquinamento di prove, ma soprattutto, agli occhi del mondo, rischia di essere nient’altro che il poliziotto che ha mandato in prigione l’uomo sbagliato. A meno che, nei nove giorni di tempo prima che Borders venga scarcerato, Bosch non riesca a smontare il nuovo caso, e trovare altre prove della colpevolezza del detenuto. Al detective, lasciato solo anche dai suoi ex colleghi, non resta così che lottare per far valere l’unica verità che conta. Sapendo che in ballo stavolta c’è il suo stesso onore.

1
Bosch era nella cella numero tre del vecchio carcere di San Fernando, e frugava tra i fascicoli del caso Esme Tavares, quando ricevette un sms da parte di Bella Lourdes, che si trovava in sala detective.
«Il LAPD e il procuratore distrettuale stanno venendo da te. Trevino gli ha detto dov’eri.»
All’inizio della settimana, Bosch era quasi sempre nello stesso posto: seduto alla sua scrivania improvvisata, una porta di legno presa in prestito dai Lavori Pubblici, posata in orizzontale su due pile di scatoloni. Rispose al messaggio di Lourdes, ringraziandola, aprì il menu applicazioni dello smartphone e accese il registratore. Quindi posò il telefono con lo schermo in giù sulla scrivania, coprendolo in parte con un fascicolo del caso Tavares. Era una mossa preventiva: non sapeva perché gente del dipartimento di polizia di Los Angeles e dell’ufficio del procuratore stesse venendo a cercarlo di lunedì mattina presto. Non aveva nemmeno ricevuto una telefonata di preavviso, anche se era vero che la connessione, dietro le sbarre d’acciaio della cella, era piuttosto difficoltosa. Ma sapeva che le visite a sorpresa spesso erano una mossa tattica.
I suoi rapporti con il LAPD, dopo il pensionamento forzato che era stato obbligato ad accettare tre anni prima, erano sempre tesi, e il suo avvocato gli aveva consigliato di tutelarsi documentando ogni interazione.
Mentre aspettava la visita, si rimise al lavoro. Stava esaminando le dichiarazioni rilasciate nelle settimane successive alla scomparsa di Tavares. Le aveva già lette, ma a suo parere spesso il segreto per risolvere i casi freddi si nascondeva nei vecchi fascicoli. Era tutto lì, se sapevi cosa cercare. Una discrepanza logica, una traccia poco visibile, un’affermazione contraddittoria, una nota scritta a mano a margine di un rapporto… Tutte quelle cose lo avevano aiutato molte volte, in quarant’anni di carriera.

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La classifica dei libri più venduti – 25 Febbraio 2019 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/02/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-25-febbraio-2019.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/02/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-25-febbraio-2019.html#respond Sun, 24 Feb 2019 23:11:04 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=46555 Buona settimana a tutti! “Leggere è come pensare, come pregare, come parlare con un amico, come esporre le tue idee, come ascoltare le idee degli altri, come ascoltare musica sì, sì come contemplare un paesaggio, come uscire a fare una passeggiata sulla spiaggia.” (Roberto Bolaño)   La classifica dei libri più venduti di questa settimana ci regala [...]

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Buona settimana a tutti!

“Leggere è come pensare, come pregare, come parlare con un amico, come esporre le tue idee, come ascoltare le idee degli altri, come ascoltare musica sì, sì come contemplare un paesaggio, come uscire a fare una passeggiata sulla spiaggia.”
(Roberto Bolaño)

 

La classifica dei libri più venduti di questa settimana ci regala tante novità. Scopriamola:

1.
Entra direttamente in prima posizione Fedeltà di Marco Missiroli.
“Il malinteso”, così Carlo e Margherita chiamano il dubbio che ha incrinato la superficie smagliante del loro matrimonio. Carlo è stato visto nel bagno dell’università con una sua studentessa, Sofia. “Ha avuto un malore, l’ho soccorsa”, racconta alla moglie. Sofia ha la giovinezza, la libertà, e forse anche il talento che Carlo vorrebbe per sé. Il suo primo romanzo è fermo da anni al primo capitolo, e il posto da professore l’ha ottenuto grazie all’influenza del padre. La porta dell’ambizione, invece, Margherita l’ha chiusa scambiando la carriera di architetto con la stabilità di un’agenzia immobiliare. Margherita e Carlo non sono una coppia in crisi, la loro intesa è tenace, la confidenza il gioco pericoloso tra le lenzuola. Le parole fra loro ardono ancora, così come i gesti. Si definirebbero felici. Ma quel tradimento mai davvero consumato per Carlo si trasforma in un’ossessione, e per Margherita può diventare un alibi potente per le sue fantasie sul fisioterapista Andrea. In una Milano vivissima, tra le vecchie vie raccontate da Buzzati e i nuovi grattacieli che tagliano l’orizzonte, la casa di corso Concordia, ridente di luce e veramente troppo cara, rappresenta una possibilità e una colpa che non finiranno di scontare. A tirarli fuori ci penserà l’amore con la sua incredibile forza quieta, e l’allegro ricucire di Anna, la madre di Margherita, il faro illuminante del romanzo, uno di quei personaggi capaci di saltare fuori dalle pagine dei libri. Lo sguardo di Marco Missiroli, che i lettori ben conoscono, si fa qui talmente intimo da diventare spietato.

2.
 Scende in seconda posizione #valespo di Valerio Mazzei e Sespo, ancora un libro firmato da youtuber.
«Non siamo mai stati quelle persone che pianificano tutto, anzi. Apprezziamo i sorrisi spontanei, i gesti inaspettati, le sorprese. E #Valespo è proprio questo. Non l’abbiamo inventato noi. È stata una bellissima sorpresa». #Valespo è la storia di Valerio Mazzei e Sespo, il duo in ascesa di YouTube Italia. In queste pagine i due ragazzi raccontano come si sono conosciuti, i loro primi passi sul web, la decisione di trasferirsi a Milano nella Vlog-House e di trasformare la loro passione in una professione. E poi ci parlano del loro privato, del rapporto con gli amici, la famiglia e i fan.

3.
Perde un gradino e va in terza posizione Rien ne va plus di Antonio Manzini, un nuovo capitolo del grande Romanzo di Rocco Schiavone, un uomo duro con se stesso prima che con gli altri, ruvido, intransigente, svogliato e vigile; dietro il suo cinismo una umanità insospettabile e un senso della giustizia tutto suo.
Rien ne va plus prende il via poche ore dopo gli eventi che concludono il precedente romanzo, Fate il vostro gioco; le indagini sull’omicidio di Romano Favre, il pensionato del casinò di Saint-Vincent dove lavorava da «ispettore di gioco», ucciso con due coltellate, si sono concluse con l’arresto del colpevole, ma il movente è rimasto oscuro. Schiavone non può accontentarsi di una verità a metà. Mentre si mobilita insieme alla sua squadra di poliziotti, ben altra coltellata lo pugnala: Enzo Baiocchi, l’assassino di Adele, la vecchia amica di Rocco uccisa mentre dormiva in casa sua, ha chiesto di parlare col giudice Baldi rivelando un segreto che riguarda proprio Schiavone, una pagina inconfessabile del suo recente passato che potrebbe sconvolgergli per sempre la vita. Turbato, incerto su come muoversi, Rocco si ritrova a indagare su una rapina: è scomparso un furgone portavalori che doveva consegnare alla banca di Aosta l’incasso del casinò. Ma ad Aosta non è mai arrivato, se ne sono perse le tracce dopo una curva e sembrerebbe svanito nel nulla, se non fosse che l’autista viene ritrovato semiassiderato in Valsavarenche.

4.
Entra in quarta posizione Un’altra strada. Idee per l’Italia di domani di Matteo Renzi.
Come può ripartire un percorso riformista per l’Italia? Come fare tesoro degli errori commessi e delle mosse vincenti in un racconto che rinnovi il senso di una sfida? Come disegnare il futuro opponendosi alle paure dilaganti? Matteo Renzi ha scelto di imboccare una nuova strada, a livello personale e politico, mantenendo lo stesso slancio che, dieci anni fa, lo ha portato a intraprendere un’avventura straordinaria. Da sindaco di Firenze a protagonista della politica nazionale, è stato, con il suo governo, interprete di una svolta importante nella storia del nostro paese. Questo libro nasce come tentativo di individuare alcune scelte di campo necessarie e urgenti, parole chiave che siano opzioni culturali, prima ancora che politiche, cantieri su cui rifondare una proposta per l’Italia dotata di un respiro e una visione più ampi di un tweet o di una diretta Facebook. Il progetto è all’insegna di un riformismo che sia radicale nei valori, parli del passato ma per offrire un orizzonte futuro, rilanci competenza e serietà affidandosi allo stesso tempo alle parole dei poeti. Si tratta di costruire luoghi in comune contro il prevalere dei luoghi comuni che hanno alimentato il mostro insaziabile del populismo. Con grande chiarezza e senza sconti, l’autore dà forma a una nuova narrazione dell’avvenire, fermamente convinto che «se l’Italia fa l’Italia, non ce n’è per nessuno. E noi conserviamo una fede laica in questo paese del quale siamo, comunque, perdutamente innamorati. C’è un’altra strada. Mettiamoci in cammino».

5.
Novità in quinta posizione, Conversazione su Tiresia di Andrea Camilleri.
«Chiamatemi Tiresia. Per dirla alla maniera dello scrittore Melville, quello di ‘Moby Dick’. Oppure Tiresia sono, per dirla alla maniera di qualcun altro. Zeus mi diede la possibilità di vivere sette esistenze e questa è una delle sette. Non posso dirvi quale. Qualcuno di voi di certo avrà visto il mio personaggio su questo stesso palco negli anni passati, ma si trattava di attori che mi interpretavano. Oggi sono venuto di persona perché voglio raccontarvi tutto quello che mi è accaduto nel corso dei secoli e per cercare di mettere un punto fermo nella mia trasposizione da persona a personaggio. Ho trascorso questa mia vita ad inventarmi storie e personaggi, sono stato regista teatrale, televisivo, radiofonico, ho scritto più di cento libri, tradotti in tante lingue e di discreto successo. L’invenzione più felice è stata quella di un commissario. Da quando Zeus, o chi ne fa le veci, ha deciso di togliermi di nuovo la vista, questa volta a novant’anni, ho sentito l’urgenza di riuscire a capire cosa sia l’eternità e solo venendo qui posso intuirla. Solo su queste pietre eterne». La “Conversazione su Tiresia” scritta e interpretata da Andrea Camilleri è stata messa in scena per la prima volta al Teatro Greco di Siracusa i giugno 2018 nell’ambito delle rappresentazioni classiche realizzate dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico.

6.
Altra nuova entrata in sesta posizione, Il sospettato di Georges Simenon.
Quando, in una notte di pioggia scrosciante, Pierre Chave attraversa illegalmente la frontiera tra il Belgio e la Francia (dov’è ricercato per diserzione), non ignora che la sua sarà una corsa contro il tempo: per evitare che una bomba scoppi in una fabbrica di aerei nella periferia di Parigi, facendo decine di vittime innocenti, deve a ogni costo riuscire a trovare Robert, il «ragazzino» fragile, infelice e bisognoso di affetto – Robert che, dopo averlo venerato come un maestro, si è sottratto alla sua influenza lasciandosi indurre a compiere un attentato. Lo scopo di Chave non è soltanto salvare gli operai della fabbrica, ma impedire che Robert si macchi di una colpa orrenda. Perché, pur credendo fervidamente nell’ideale anarchico, aborre la violenza, ed è persuaso che il terrorismo come metodo di lotta politica sia una strada senza uscita. L’uomo è consapevole che la sua è una missione quasi disperata: su di lui pesano infatti i sospetti della polizia, e insieme quelli dei suoi stessi compagni, convinti di essere stati traditi. Un romanzo “à bout de souffle”, uno dei pochi di Simenon, ha scritto André Gide, in cui il protagonista agisce dall’inizio alla fine «spinto da una volontà ferrea».

7.
L’amica genialeStabile in settima posizione L’amica geniale di Elena Ferrante.
Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava intanto nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati…

8.
Scende in ottava posizione, L’assassinio del Commendatore. Libro secondo. Metafore che si trasformano di Haruki Murakami.
Nella casa in mezzo al bosco che fu l’abitazione e l’atelier di Amada Tomohiko, il grande artista autore del misterioso quadro «L’assassinio del Commendatore», vive ormai da qualche mese il giovane pittore protagonista di questa storia. La dimora è sperduta, ma non del tutto isolata: nel primo volume, «Idee che affiorano», avevamo conosciuto Menshiki, un vicino ricchissimo e sfuggente mosso da motivazioni solo a lui note. O la piccola Akikawa Marie, studentessa del corso di disegno tenuto dal protagonista, che per una volta sembra abbassare le difese e stringere un legame profondo col suo professore. Per non parlare del Commendatore stesso… Con «Metafore che si trasformano» si conclude l’«Assassinio del Commendatore». Come un mago al culmine del suo potere incantatorio, Murakami Haruki dà vita a un intero universo (a più di uno, a dire il vero…) popolato di personaggi, storie e enigmi che hanno la potenza indimenticabile dei sogni più vividi. Ma non è solo il gusto per il racconto a muoverlo: una volta giunto al termine di questo viaggio visionario, il lettore si scopre trasformato come i personaggi di cui ha letto le avventure, esposto, quasi senza averne avuto consapevolezza, al cuore pulsante della grande letteratura. «L’assassinio del Commendatore», a quel punto, inizia a svelare i suoi mille volti: una riflessione, molto realistica (e attuale), sulle ferite della storia, sulla colpa e la responsabilità. Una terapia per sopravvivere ai traumi. Una guida pratica per orientarsi nel mondo delle metafore. Ma anche un racconto fantastico sui mostri che ci divorano dall’interno, sulle paure che ci sbranano nella notte dell’anima; e su come, quei mostri, possiamo vincerli: prendendoci cura di chi arriverà dopo di noi.

9.
Storia del nuovo cognomeIn nona posizione Storia del nuovo cognome di Elena Ferrante, secondo romanzo del ciclo di “L’amica geniale”. Ha avuto la meglio la curiosità di sapere come continua la stagione televisiva, basata sul primo romanzo.
L’amica geniale racconta l’infanzia e l’adolescenza di due ragazze napoletane, Lila e Lenù, seguite nelle intense peripezie della loro amicizia, in un quartiere povero e feroce negli anni del passaggio a un benessere conquistato con ogni mezzo. Al cuore del romanzo c’è il rapporto tra le due amiche, un rapporto di affetto, di gelosia, di competizione, di emulazione, di rifiuto e di attrazione vertiginosa. Ritroviamo le due protagoniste e la loro straordinaria amicizia nelle nuove prove che la vita mette loro davanti. Lila si sposa a soli diciassette anni con un giovane del quartiere arricchitosi con commerci e traffici non sempre limpidi, e diventa la signora Carracci in una nuova esistenza dove agio e violenza, frustrazione e potere si mischiano. Lenù continua invece a studiare, suscitando l’ammirazione e l’invidia dell’amica. È una gara a chi delle due riuscirà a uscire dal quartiere che le imprigiona, a liberarsi da un ambiente che entrambe odiano. Ameranno anche lo stesso uomo.

10.
Novità in decima posizione, Il censimento dei radical chic di Giacomo Papi.
In un’Italia ribaltata – eppure estremamente familiare -, le complicazioni del pensiero e della parola sono diventate segno di corruzione e malafede, un trucco delle élite per ingannare il popolo, il quale, in mancanza di qualcosa in cui sperare, si dà a scoppi di rabbia e applausi liberatori, insulti via web e bastonate, in un’ininterrotta caccia alle streghe: i clandestini per cominciare, poi i rom, quindi i raccomandati e gli omosessuali. Adesso tocca agli intellettuali. Il primo a cadere, linciato sul pianerottolo di casa, è il professor Prospero, colpevole di aver citato Spinoza in un talk show, peraltro subito rimbrottato dal conduttore: “Questo è uno show per famiglie, e chi di giorno si spacca la schiena ha il diritto di rilassarsi e di non sentirsi inferiore”. Cogliendo l’occasione dell’omicidio dell’accademico, il ministro degli Interni istituisce il Registro Nazionale degli Intellettuali e dei Radical Chic per censire coloro che “si ostinano a credersi più intelligenti degli altri”. La scusa è proteggerli, ma molti non ci cascano e, per non essere schedati, si affrettano a svuotare le librerie e far sparire dagli armadi i prediletti maglioni di cachemire… Intanto Olivia, la figlia del professore, che da anni vive a Londra, rientrando per il funerale, trova un paese incomprensibile. In un crescendo paradossale e grottesco, Olivia indaga le cause che hanno portato all’assassinio del padre. Attraverso i suoi occhi, facendo scattare come una tagliola il meccanismo del più affilato straniamento letterario, Giacomo Papi ci costringe a vedere, più che il futuro prossimo, il nostro sobbollente presente.

I NatiOggi letterari della settimana:

Carlo Goldoni (25 febbraio 1707 – 6 febbraio 1793), drammaturgo, scrittore e avvocato italiano, cittadino della Repubblica di Venezia, considerato uno dei padri della commedia moderna.
Anthony Burgess (25 febbraio 1917 – 22 novembre 1993), scrittore, critico letterario, poeta, sceneggiatore, giornalista, saggista, traduttore ed educatore. Autore di “Arancia Meccanica”.
Victor Hugo (26 febbraio 1802 – 22 maggio 1885), scrittore, poeta, drammaturgo e politico francese, considerato il padre del Romanticismo in Francia. Fu anche attivista per i diritti umani.
John Steinbeck (27 febbraio 1902 – 20 dicembre 1968), scrittore statunitense, giornalista e cronista di guerra nella seconda guerra mondiale. Premio Nobel per la letteratura nel 1962.
Giuseppe Fenoglio (1 marzo 1922 – 18 febbraio 1963), partigiano e scrittore italiano. Figura di spicco della letteratura italiana del dopoguerra.

Fonte IBUK
(Questa classifica si riferisce alla settimana dall’ 11 al 17 febbraio 2019)

Leggi l'articolo La classifica dei libri più venduti – 25 Febbraio 2019 in versione completa su Pausa Caffè.

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La classifica dei libri più venduti – 18 Febbraio 2019 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/02/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-18-febbraio-2019.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/02/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-18-febbraio-2019.html#respond Sun, 17 Feb 2019 23:09:36 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=46385 Buona settimana a tutti! “L’esistenza è una serie di note a piè di pagina in un ampio, oscuro capolavoro incompiuto.” (Vladimir Nabokov)     La classifica dei libri più venduti di questa settimana è ancora invasa dalla saga di “L’amica geniale”, ci regala un nuovo giallo. Scopriamola: 1.  Ancora in prima posizione #valespo di Valerio Mazzei e Sespo, ancora un [...]

Leggi l'articolo La classifica dei libri più venduti – 18 Febbraio 2019 in versione completa su Pausa Caffè.

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Buona settimana a tutti!

“L’esistenza è una serie di note a piè di pagina in un ampio, oscuro capolavoro incompiuto.”
(Vladimir Nabokov)

 

 

La classifica dei libri più venduti di questa settimana è ancora invasa dalla saga di “L’amica geniale”, ci regala un nuovo giallo. Scopriamola:

1.
 Ancora in prima posizione #valespo di Valerio Mazzei e Sespo, ancora un libro firmato da youtuber.
«Non siamo mai stati quelle persone che pianificano tutto, anzi. Apprezziamo i sorrisi spontanei, i gesti inaspettati, le sorprese. E #Valespo è proprio questo. Non l’abbiamo inventato noi. È stata una bellissima sorpresa». #Valespo è la storia di Valerio Mazzei e Sespo, il duo in ascesa di YouTube Italia. In queste pagine i due ragazzi raccontano come si sono conosciuti, i loro primi passi sul web, la decisione di trasferirsi a Milano nella Vlog-House e di trasformare la loro passione in una professione. E poi ci parlano del loro privato, del rapporto con gli amici, la famiglia e i fan.

2.
Risale un gradino e ritorna in seconda posizione Rien ne va plus di Antonio Manzini, un nuovo capitolo del grande Romanzo di Rocco Schiavone, un uomo duro con se stesso prima che con gli altri, ruvido, intransigente, svogliato e vigile; dietro il suo cinismo una umanità insospettabile e un senso della giustizia tutto suo.
Rien ne va plus prende il via poche ore dopo gli eventi che concludono il precedente romanzo, Fate il vostro gioco; le indagini sull’omicidio di Romano Favre, il pensionato del casinò di Saint-Vincent dove lavorava da «ispettore di gioco», ucciso con due coltellate, si sono concluse con l’arresto del colpevole, ma il movente è rimasto oscuro. Schiavone non può accontentarsi di una verità a metà. Mentre si mobilita insieme alla sua squadra di poliziotti, ben altra coltellata lo pugnala: Enzo Baiocchi, l’assassino di Adele, la vecchia amica di Rocco uccisa mentre dormiva in casa sua, ha chiesto di parlare col giudice Baldi rivelando un segreto che riguarda proprio Schiavone, una pagina inconfessabile del suo recente passato che potrebbe sconvolgergli per sempre la vita. Turbato, incerto su come muoversi, Rocco si ritrova a indagare su una rapina: è scomparso un furgone portavalori che doveva consegnare alla banca di Aosta l’incasso del casinò. Ma ad Aosta non è mai arrivato, se ne sono perse le tracce dopo una curva e sembrerebbe svanito nel nulla, se non fosse che l’autista viene ritrovato semiassiderato in Valsavarenche.

3.
Entra in classifica in terza posizione Bianco letale. Un’indagine di Cormoran Strike, scritto da Robert Galbraith.
Quando il giovane Billy, in preda a una grande agitazione, irrompe nella sua agenzia investigativa per denunciare un crimine a cui crede di aver assistito da piccolo, Cormoran Strike rimane profondamente turbato. Anche se Billy ha problemi mentali e fatica a ricordare i particolari concreti, in lui e nel suo racconto c’è qualcosa di sincero. Ma prima che Strike possa interrogarlo più a fondo, Billy si spaventa e fugge via. Cercando di scoprire la verità sulla storia di Billy, Strike e Robin Ellacott – una volta sua assistente, ora sua socia – seguono una pista tortuosa, che si dipana dai sobborghi di Londra alle stanze più recondite e segrete del Parlamento, fino a una suggestiva ma inquietante tenuta di campagna. E se l’indagine si fa sempre più labirintica, la vita di Strike è tutt’altro che semplice: la sua rinnovata fama di investigatore privato gli impedisce di agire nell’ombra come un tempo e il suo rapporto con Robin è più teso che mai. Lei è senza dubbio indispensabile nel lavoro dell’agenzia, ma la loro relazione personale è piena di sottintesi e non detti…

4.
Scende in quarta posizione, L’assassinio del Commendatore. Libro secondo. Metafore che si trasformano di Haruki Murakami.
Nella casa in mezzo al bosco che fu l’abitazione e l’atelier di Amada Tomohiko, il grande artista autore del misterioso quadro «L’assassinio del Commendatore», vive ormai da qualche mese il giovane pittore protagonista di questa storia. La dimora è sperduta, ma non del tutto isolata: nel primo volume, «Idee che affiorano», avevamo conosciuto Menshiki, un vicino ricchissimo e sfuggente mosso da motivazioni solo a lui note. O la piccola Akikawa Marie, studentessa del corso di disegno tenuto dal protagonista, che per una volta sembra abbassare le difese e stringere un legame profondo col suo professore. Per non parlare del Commendatore stesso… Con «Metafore che si trasformano» si conclude l’«Assassinio del Commendatore». Come un mago al culmine del suo potere incantatorio, Murakami Haruki dà vita a un intero universo (a più di uno, a dire il vero…) popolato di personaggi, storie e enigmi che hanno la potenza indimenticabile dei sogni più vividi. Ma non è solo il gusto per il racconto a muoverlo: una volta giunto al termine di questo viaggio visionario, il lettore si scopre trasformato come i personaggi di cui ha letto le avventure, esposto, quasi senza averne avuto consapevolezza, al cuore pulsante della grande letteratura. «L’assassinio del Commendatore», a quel punto, inizia a svelare i suoi mille volti: una riflessione, molto realistica (e attuale), sulle ferite della storia, sulla colpa e la responsabilità. Una terapia per sopravvivere ai traumi. Una guida pratica per orientarsi nel mondo delle metafore. Ma anche un racconto fantastico sui mostri che ci divorano dall’interno, sulle paure che ci sbranano nella notte dell’anima; e su come, quei mostri, possiamo vincerli: prendendoci cura di chi arriverà dopo di noi.

5.
In quinta posizione Storia di chi fugge e di chi resta, il terzo libro della serie, Elena e Lila, le due amiche la cui storia i lettori hanno imparato a conoscere attraverso  “L’amica geniale” e “Storia del nuovo cognome”, sono diventate donne. Lo sono diventate molto presto: Lila si è sposata a sedici anni, ha un figlio piccolo, ha lasciato il marito e l’agiatezza, lavora come operaia in condizioni durissime; Elena è andata via dal rione, ha studiato alla Normale di Pisa e ha pubblicato un romanzo di successo che le ha aperto le porte di un mondo benestante e colto. Ambedue hanno provato a forzare le barriere che le volevano chiuse in un destino di miseria, ignoranza e sottomissione. Ora navigano, con i ritmi travolgenti a cui Elena Ferrante ci ha abituati, nel grande mare aperto degli anni Settanta, uno scenario di speranze e incertezze, di tensioni e sfide fino ad allora impensabili, sempre unite da un legame fortissimo, ambivalente, a volte sotterraneo a volte riemergente in esplosioni violente o in incontri che aprono prospettive inattese.

6.
Storia del nuovo cognomeIn sesta posizione Storia del nuovo cognome di Elena Ferrante, secondo romanzo del ciclo di “L’amica geniale”. Ha avuto la meglio la curiosità di sapere come continua la stagione televisiva, basata sul primo romanzo.
L’amica geniale racconta l’infanzia e l’adolescenza di due ragazze napoletane, Lila e Lenù, seguite nelle intense peripezie della loro amicizia, in un quartiere povero e feroce negli anni del passaggio a un benessere conquistato con ogni mezzo. Al cuore del romanzo c’è il rapporto tra le due amiche, un rapporto di affetto, di gelosia, di competizione, di emulazione, di rifiuto e di attrazione vertiginosa. Ritroviamo le due protagoniste e la loro straordinaria amicizia nelle nuove prove che la vita mette loro davanti. Lila si sposa a soli diciassette anni con un giovane del quartiere arricchitosi con commerci e traffici non sempre limpidi, e diventa la signora Carracci in una nuova esistenza dove agio e violenza, frustrazione e potere si mischiano. Lenù continua invece a studiare, suscitando l’ammirazione e l’invidia dell’amica. È una gara a chi delle due riuscirà a uscire dal quartiere che le imprigiona, a liberarsi da un ambiente che entrambe odiano. Ameranno anche lo stesso uomo.

7.
L’amica genialeIn settima posizione L’amica geniale di Elena Ferrante, anche grazie alla fiction che va in onda sulla Rai TV.
Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava intanto nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati…

8.
In ottava posizione L’Italia non è più italiana. Così i nuovi predoni ci stanno rubando il nostro Paese
di Mario Giordano.
Ogni 48 ore un’azienda italiana cade in mani straniere. Alcuni casi finiscono sui giornali e fanno discutere, ma la maggior parte scivola via nel silenzio. Così, nel silenzio, non abbiamo soltanto perso tutto il made in Italy, i grandi marchi della moda, le aziende alimentari, i settori strategici (dalla chimica alla siderurgia), i servizi e le banche: abbiamo perso il meglio delle nostre piccole aziende, quei gioielli di creatività spesso nati nei sottoscala di provincia e diventati leader mondiali nel loro settore. Erano i nostri veri tesori. Ora non sono più nostri. I nuovi proprietari stranieri non sono quasi mai dei padroni, piuttosto dei predoni. Il risultato? L’Italia non è più italiana.

9.
In nona posizione Storia della bambina perduta di Elena Ferrante, il quarto e ultimo volume di “L’amica geniale”.
Le due protagoniste Lina (o Lila) ed Elena (o Lenù) sono ormai adulte, con alle spalle delle vite piene di avvenimenti, scoperte, cadute e “rinascite”. Ambedue hanno lottato per uscire dal rione natale, una prigione di conformismo, violenze e legami difficili da spezzare. Elena è diventata una scrittrice affermata, ha lasciato Napoli, si è sposata e poi separata, ha avuto due figlie e ora torna a Napoli per inseguire un amore giovanile che si è di nuovo materializzato nella sua nuova vita. Lila è rimasta a Napoli, più invischiata nei rapporti familiari e camorristici, ma si è inventata una sorprendente carriera di imprenditrice informatica ed esercita più che mai il suo affascinante e carismatico ruolo di leader nascosta ma reale del rione (cosa che la porterà tra l’altro allo scontro con i potenti fratelli Solara). Ma il romanzo è soprattutto la storia di un rapporto di amicizia, dove le due donne, veri e propri poli opposti di una stessa forza, si scontrano e s’incontrano, s’influenzano a vicenda, si allontanano e poi si ritrovano, si invidiano e si ammirano. Attraverso nuove prove che la vita pone loro davanti, scoprono in se stesse e nell’altra sempre nuovi aspetti delle loro personalità e del loro legame d’amicizia. Intanto la storia d’Italia e del mondo si srotola sullo sfondo e anche con questa le due donne e la loro amicizia si dovranno confrontare…

10.
Stabile in decima posizione, Serotonina di Michel Houellebecq.
Florent-Claude Labrouste è un quarantaseienne funzionario del ministero dell’Agricoltura, vive una relazione oramai al tramonto con una torbida donna giapponese, più giovane di lui, con la quale condivide un appartamento in un anonimo grattacielo alla periferia di Parigi. L’incalzante depressione induce Florent-Claude all’assunzione in dosi sempre più intense di Captorix, grazie al quale affronta la vita, un amore perduto che vorrebbe ritrovare, la crisi della industria agricola francese che non resiste alla globalizzazione, la deriva della classe media. Una vitalità rinnovata ogni volta grazie al Captorix, che chiede tuttavia un sacrificio, uno solo, che pochi uomini sarebbero disposti ad accettare.

I NatiOggi letterari della settimana:

Helen Fielding (19 febbraio 1958), scrittrice inglese, autrice del Il diario di Bridget Jones.
Jeffrey Kinney (19 febbraio 1971), scrittore e game designer statunitense, autore di libri per ragazzi come la serie Diario di una schiappa.
Bernard Cornwell (23 febbraio 1944), scrittore britannico, noto per i romanzi storici e d’avventura.
Wilhelm Karl Grimm (24 febbraio 1786 – 16 dicembre 1859), filologo, linguista e scrittore tedesco, più popolarmente conosciuto come uno dei due fratelli Grimm.

Fonte IBUK
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal 4 al 10 febbraio 2019)

Leggi l'articolo La classifica dei libri più venduti – 18 Febbraio 2019 in versione completa su Pausa Caffè.

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Arturo Arango – Lista d’attesa (Recensione) http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/02/arturo-arango-lista-dattesa.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/02/arturo-arango-lista-dattesa.html#respond Sun, 17 Feb 2019 15:45:15 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=44090 Lista d’attesa è scritto da Arturo Arango nel 1995, è composto di tre racconti: “Lista d’attesa”, “L’Avana elegante” e “Palla, bandiera e gagliardetto”. Un libro che unisce il grottesco, denuncia e comicità su uno sfondo realistico-politico. “Saranno state le tre e trentacinque del pomeriggio quando quello della maglietta nera entrò nella grande sala d’attesa, sempre uguale a [...]

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Lista d’attesa è scritto da Arturo Arango nel 1995, è composto di tre racconti: “Lista d’attesa”, “L’Avana elegante” e “Palla, bandiera e gagliardetto”. Un libro che unisce il grottesco, denuncia e comicità su uno sfondo realistico-politico.

“Saranno state le tre e trentacinque del pomeriggio quando quello della maglietta nera entrò nella grande sala d’attesa, sempre uguale a come se la ricordava: la stessa scala a spirale con il corrimano di bronzo ormai del tutto consumato, lo stesso odore di vestiti umidi e di fuliggine, lo stesso miscuglio di voci e motori lontani.”

Il primo racconto che dà il titolo alla raccolta è appunto “Lista d’attesa“, da cui è stato tratto anche il film omonimo.
Il racconto è ambientato a Cuba, nei primi anni ottanta. In una sperduta stazione di autobus di una piccola cittadina dell’Avana viene a crearsi il caos, poichè ci sono troppe persone per pochissimi biglietti a disposizione. Nel momento in cui l’unico autobus in partenza si rompe, alcuni, ormai rassegnati, decidono di andarsene e proseguire il viaggio in altra maniera, altri invece, convinti che prima o poi il pullman riesca a partire, decidono di accamparsi nel cortile della stazione. Così iniza un’attesa di ore, giorni, mesi per ottenere un posto nella corriera per Manzanillo. Tutte le persone rimaste finiscono per legare tra loro, dando vita ad una vera e propria comunità, in un clima che diventa in poco tempo familiare, gioioso ed amichevole. Con il passare dei giorni, tutti sembrano aver dimenticato il motivo della loro attesa e nessuno nella stazione se ne vuole andare via dalla quella che è ormai diventata la loro casa. Ma una volta riparato l’autobus ed il contemporaneo arrivo di altri mezzi, che cosa succederà?

“C’era molta gente nella sala, forse più di quella che gli capitava di trovare vent’anni prima, ma non tanta come aveva temuto, e calcolò che se erano meno di trenta in coda probalbilmente sarebbero riusciti a partire nelle ventiquattr’ore successive”

Ho amato il film tratto da questo racconto e quando l’ho trovato in una libreria l’ho acquistato ad occhi chiusi, ma purtroppo è stata una delusione. Questo è uno dei pochi casi in cui il film è meglio del libro. La scrittura è asciutta e confusionaria, non lascia proprio nulla. L’unico pregio è l’idea.

Il secondo racconto è  “L’Avana elegante“, narra l’ultimo giorno di vita di Juliàn del Casal, famoso poeta cubano della fine del secolo scorso, che, per consegnare una cronaca a una prestigiosa rivista, percorre le vie dell’Avana di oggi e, in un continuo alternarsi di pani temporali diversi, incontra personaggi di allora e scrittori contemporanei.
Questo racconto mi ha lasciato qualcosa in più rispetto al primo, anche se la scrittura si conferma ostica.

“L’anima del paese profumerà di caffellatte? Lo stesso vapore che si alza tutte le mattine in tutte le case, simili rituali dall’una all’altra: versare il latte, macchiarlo a piacere, zuccherarlo, inzuppare la punta del pane che si disfa a poco a poco, integrandosi all’alimento sacro. Caffellatte e pane e burro nelle caffetterie davanti cui passava quando suo padre lo accompagnava a scuola, caffellatte nei termos come merenda per la ricreazione dei più piccoli, caffellatte di notte, per placare la fame prima di andare a dormire. Povertà, umiltà, rassegnazione, disgusto.”

“Al termine dell’Avenida, il mare propagava il suo sfacciato azzurro. E poi, l’impudicizia del mare. L’avana vecchia si apre, si offre, si spoglia di fronte all’azzurro. Una città dominata dal mare e ancora nessuno ha mai capito questo colore, la sua intensità di gemma, la sue velleità. Amo il mare: vasto e piatto, uguale e freddo, come gli occhi della Marchesa. Un’isola, un piccolo punto impegnato a resistere all’infinità azzurra che lo circonda, In questo la tragicità del nostro destino.”

“Che dolce espressione, com’era perfetta nella sua bellezza. Gli occhi verdi risplendevano e le labbra si schiusero cercando il sorriso. Per la prima volta nella vita sentì che poteva sopportare senza paura la felicità, guardarsi a viso scoperto. Gli occhi verdi si rimpicciolirono, i denti bianchi brillavano nello specchio, il viso si trasformava nella smorfia di una risata. Bellezza divina.”

Il terzo racconto, “Palla, bandiera e gagliardetto“, è ambientato in un’Avana trasformata in città fantasma, e l’anziana Estela, decide di non seguire la famiglia, che con gli altri abitanti della città, si trasferisce in un paese all’interno. Nel trascorrere monotono dei giorni, scanditi dalle necessità materiali della sopravvivenza, il ricordo della sua infanzia a Manzanillo durante la guerra diventa così vivo da sovrapporsi alla realtà.

“A poco a poco erano sfumatinel ricordo i rumori delle ultime auto che avevano attraversato la città, l’impertineza dei campanelli che annunciavano i carretti, e perfino le voci che, una volta terminata l’avacuazione del quartiere, le arrivavano distorte per la nasalità degli altoparlanti. E ora il tintinnio del  cucchiaio le aveva data una consapevolezza diversa del suo silenzio, della solitudune del suo silenzio.”
Un racconto surreale e malinconico, che finisce per confermale uno stile che non mi ha per niente catturata.

Come avevo già accenato dal libro è stato tratto un film che ho amato, nel 2000 è stato il vincitore del premio per la sceneggiatura all’Havana Film Festival. E’ stato diretto da Juan Carlos Tabío, con Vladimir Cruz e Jorge Perugorría.

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Giordano Bruno http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/02/giordano-bruno.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2019/02/giordano-bruno.html#respond Sun, 17 Feb 2019 10:17:27 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=46423 Giordano Bruno, nato a Nola nel 1548, fu un filosofo, scrittore e monaco cristiano. Simbolo della libertà di pensiero e della persecuzione religiosa. “Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell’ascoltarla” Fu assassinato dalla Chiesa cattolica, accusato dal tribunale dell’Inquisizionee condannato al rogo il 17 febbraio 1600 nella piazza di Campo de’ [...]

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Giordano Bruno, nato a Nola nel 1548, fu un filosofo, scrittore e monaco cristiano. Simbolo della libertà di pensiero e della persecuzione religiosa.

“Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell’ascoltarla”

Fu assassinato dalla Chiesa cattolica, accusato dal tribunale dell’Inquisizionee condannato al rogo il 17 febbraio 1600 nella piazza di Campo de’ Fiori a Roma. Il suo carnefice, cardinale Roberto Bellarmino, gesuita, fu canonizzato da Pio XI il 29 giugno 1930.

“Un’unica forza, l’Amore, unisce infiniti mondi e li rende vivi. Un cuore sacro si slancia verso l’universo intero. L’Infinito, che supera lo spazio e il tempo, che abbatte ogni parete, che trascura ogni dimensione, domina ed apprende il vuoto.”

Un rogo che arde da oltre 400 anni, quello di Campo dei Fiori in Roma dove nella fredda mattinata del 17 Febbraio 1600 fu arso vivo Giordano Bruno. Una fiamma che da allora continua a commuovere ma anche a riscaldare i cuori e le menti di generazioni di uomini che, sull’esempio di Giordano Bruno, si battono perché le ceneri dell’oscurantismo dogmatico non soffochino la libertà di pensiero e di ricerca.

“Dio è in ogni luogo e in nessuno, fondamento di tutto, di tutto governatore, non incluso nel tutto, dal tutto non escluso, di eccellenza e comprensione egli il tutto, di defilato nulla, principio generatore del tutto, fine terminante il tutto. Mezzo di congiunzione e di distinzione a tutto, centro ogni dove, fondo delle intime cose. Estremo assoluto, che misura e conchiude il tutto, egli non misurabile né pareggiabile, in cui è il tutto, e che non è in nessuno neanche in se stesso, perché individuo e la semplicità medesima, ma è sé.”

Il suo monumento, sorto nel luogo dove fu eretto il rogo, fu oggetto di molti tentativi di rimozione, fortunatamente falliti. Con i tempi che corrono non mi stupirei se a qualcuno venisse in mente di rimuoverla.

In Lode Dell’Asino

O sant’asinità, sant’ignoranza,
santa stoltezza e pia devozione,
qual sola puoi far l’anime si buone
che umano ingegno e studio non l’avanza.
Non giunge faticosa vigilanza
d’arte qualunque sia o invenzione,
né dei sapienti contemplazione,
al ciel dove ti edifichi la stanza.
Che vi val (curiosi) lo studiare,
voler sapere quel che fa la natura,
se gli astri son pur terra, fuoco e mare?
La santa asinità di ciò non cura,
ma con man giunte e in ginocchio vuol stare
aspettando da Dio la sua ventura.
Nessuna cosa dura
eccetto il frutto dell’eterna requie,
la qual ci dona Dio dopo le esequie.

La verità entro di noi

Lascia l’ombre ed abbraccia il vero.
Non cangiare il presente col futuro.
Tu sei il veltro che nel rio trabocca,
mentre l’ombra desia di quel c’ha in bocca.
Aviso non fu mai di saggio o scaltro
perdere un bene per acquistarne un altro.
A che cerchi si lungi diviso
se in te stesso trovi il paradiso?
Anzi, chi perde l’un mentre e’ nel mondo,
non speri dopo morto l’altro bene.
Perché si sdegna il ciel dare il secondo
a chi il primiero non caro non tenne;
così, credendo alzarti, vai a fondo;
ed ai piacer togliendoti, a le pene
ti condanni; e con inganno eterno,
bramando il ciel, stai ne l’inferno.

Se la farfalla

Se la farfalla al suo splendor ameno vola,
non sa ch’è fiamma al fin discara;
se, quand’il cervio per sete vien meno,
al rio va, non sa della freccia amara;

s’il lioncorno corre al casto seno,
non vede il laccio che se gli prepara.
I’ al lume, al fonte, al grembo del mio bene,
veggio le fiamme, i strali e le catene.

S’è dolce il mio languire,
perché quell’alta face sì m’appaga,
perché l’arco divin sì dolce impiaga,

perché in quel nodo è avvolto il mio desire,
mi fien eterni impacci
fiamme al cor, strali al petto, a l’alma lacci.

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