Pausa Caffè http://www.pausacaffeblog.it/wp Il Blog per chi ama la cucina, i libri, il cinema, le serie tv, la poesia, e tutto ciò che rappresenta la quotidiana pausa caffè. Mon, 14 Sep 2020 09:49:39 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.2 La classifica dei libri più venduti – 14 Settembre 2020 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/09/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-14-settembre-2020.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/09/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-14-settembre-2020.html#respond Mon, 14 Sep 2020 09:44:18 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52240 Buona settimana a tutti! “La differenza tra letteratura e giornalismo consiste nel fatto che il giornalismo è illeggibile e che la letteratura non viene letta.” (Oscar Wilde)     La classifica dei libri più venduti della settimana è caratterizzata da tre nuove entrata, con piacevole sorpresa il nuovo libro di Rovelli. Scopriamola: 1. In prima posizione Cambiare [...]

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Buona settimana a tutti!

“La differenza tra letteratura e giornalismo consiste nel fatto che il giornalismo è illeggibile e che la letteratura non viene letta.” (Oscar Wilde)

 

 

La classifica dei libri più venduti della settimana è caratterizzata da tre nuove entrata, con piacevole sorpresa il nuovo libro di Rovelli. Scopriamola:

1.
In prima posizione Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin.
Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una storia piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose.

2.
Entra in classifica in seconda posizione Helgoland, il nuovo libro di Carlo Rovelli.
A Helgoland, spoglia isola nel Mare del Nord, luogo adatto alle idee estreme, nel giugno 1925 il ventitreenne Werner Heisenberg ha avviato quella che, secondo non pochi, è stata la più radicale rivoluzione scientifica di ogni tempo: la fisica quantistica. A distanza di quasi un secolo da quei giorni, la teoria dei quanti si è rivelata sempre più gremita di idee sconcertanti e inquietanti (fantasmatiche onde di probabilità, oggetti lontani che sembrano magicamente connessi fra loro, ecc.), ma al tempo stesso capace di innumerevoli conferme sperimentali, che hanno portato a ogni sorta di applicazioni tecnologiche. Si può dire che oggi la nostra comprensione del mondo si regga su tale teoria, tuttora profondamente misteriosa. In questo libro non solo si ricostruisce l’avventurosa e controversa crescita della teoria dei quanti, rendendo evidenti, anche per chi la ignora, i suoi passaggi cruciali, ma la si inserisce in una nuova visione, dove a un mondo fatto di sostanze si sostituisce un mondo fatto di relazioni, che si rispondono fra loro in un inesauribile gioco di specchi. Visione che induce a esplorare, in una prospettiva stupefacente, questioni fondamentali ancora irrisolte, dalla costituzione della natura a quella di noi stessi, che della natura siamo parte.

3.
Un’altra nuova entrata in terza posizione, Fratelli per caso. La storia dei Q4 di Diego Lazzari, Tancredi Galli, Gianmarco Rottaro e Emanuele Giaccari.
“È come se una mano sconosciuta, enorme, ci avesse preso sparsi, dove eravamo, e ci avesse stretto nel pugno. Uno per tutti, tutti per uno. Non potevamo più scappare. L’amicizia è imprevedibile come l’amore, quando scatta scatta. Il caso ci ha riuniti e non c’è niente che possa separarci.” Quattro ragazzi divertenti sono meglio di uno. Anche di due. Quei 4 lo sanno bene, appena le loro strade si sono incrociate hanno capito che sta – va succedendo qualcosa di speciale. Sono diventati inseparabili, e hanno cominciato a sognare in grande: da Roma a Milano, dalla loro cameretta alla conquista del mondo intero. Adesso Diego, Gianmarco, Tancredi e Lele condividono un appartamento, i progetti e i sogni dei vent’anni. E in questo libro aprono la porta di casa per svelare alle fan tutti i loro segreti.

4.
Ancora un nuovo arrivo in quarta posizione, Della gentilezza e del coraggio. Breviario di politica e altre cose di Gianrico Carofiglio.
La qualità della vita democratica scaturisce innanzitutto dalla capacità di porre e di porsi buone domande, dalla capacità di dubitare. E questo vale tanto per chi il potere ce l’ha quanto, forse soprattutto, per chi apparentemente non ce l’ha. Cioè noi. Perché i cittadini hanno un potere nascosto, che li distingue dai sudditi e che deriva proprio dall’esercizio della critica e dunque della sorveglianza.
In queste pagine Gianrico Carofiglio, con la sua scrittura affilata e la sua arte di narratore, ci accompagna in un viaggio nel tempo e nello spazio e costruisce un sommario di regole – o meglio suggerimenti – per una nuova pratica della convivenza civile. Una pratica che nasce dall’accettazione attiva dell’incertezza e della complessità del mondo ed elabora gli strumenti di un agire collettivo laico, tollerante ed efficace.
Partendo dagli insegnamenti dei maestri del lontano Oriente e passando per i moderni pensatori della politica, scopriamo un nuovo senso per parole antiche e fondamentali, prima fra tutte la parola gentilezza. Non c’entra nulla con le buone maniere, né con l’essere miti, ma disegna un nuovo modello di uomo civile, che accetta il conflitto e lo pratica secondo regole, in una dimensione audace e non distruttiva. Per questo la gentilezza, insieme al coraggio, diventa una dote dell’intelligenza, una virtù necessaria a trasformare il mondo. E contrastare tutte le forme di esercizio opaco del potere diventa un’attività sovversiva, che dovrà definire l’oggetto della nostra azione, della nostra ribellione.
“Gentilezza insieme a coraggio significa prendersi la responsabilità delle proprie azioni e del proprio essere nel mondo, accettare la responsabilità di essere umani.”

5.
Scende in quinta posizione L’enigma della camera 622 di Joël Dicker.
Un fine settimana di dicembre, il Palace de Verbier, lussuoso hotel sulle Alpi svizzere, ospita l’annuale festa di una importante banca d’affari di Ginevra, che si appresta a nominare il nuovo presidente. La notte della elezione, tuttavia, un omicidio nella stanza 622 scuote il Palace de Verbier, la banca e l’intero mondo finanziario svizzero.
L’inchiesta della polizia non riesce a individuare il colpevole, molti avrebbero avuto interesse a commettere l’omicidio ma ognuno sembra avere un alibi; e al Palace de Verbier ci si affretta a cancellare la memoria del delitto per riprendere il prima possibile la comoda normalità. Quindici anni dopo, un ignaro scrittore sceglie lo stesso hotel per trascorrere qualche giorno di pace, ma non può fare a meno di farsi catturare dal fascino di quel caso irrisolto, e da una donna avvenente e curiosa, anche lei sola nello stesso hotel, che lo spinge a indagare su cosa sia veramente successo, e perché, nella stanza 622 del Palace de Verbier.

6.
Scende di un grazino e va in sesta posizione Come un respiro di Ferzan Ozpetek.
È una domenica mattina di fine giugno e Sergio e Giovanna, come d’abitudine, hanno invitato a pranzo nel loro appartamento al Testaccio due coppie di cari amici. Stanno facendo gli ultimi preparativi in attesa degli ospiti quando una sconosciuta si presenta alla loro porta. Molti anni prima ha vissuto in quella casa e vorrebbe rivederla un’ultima volta, si giustifica. Il suo sguardo sembra smarrito, come se cercasse qualcuno. O qualcosa. Si chiama Elsa Corti, viene da lontano e nella borsa che ha con sé conserva un fascio di vecchie lettere che nessuno ha mai letto. E che, fra aneddoti di una vita avventurosa e confidenze piene di nostalgia, custodiscono un terribile segreto. Riaffiora così un passato inconfessabile, capace di incrinare anche l’esistenza apparentemente tranquilla e quasi monotona di Sergio e Giovanna e dei loro amici, segnandoli per sempre. Ferzan Ozpetek, al suo terzo libro, dà vita a un thriller dei sentimenti, che intreccia antiche e nuove verità trasportando il lettore dall’oggi alla fine degli anni Sessanta, da Roma a Istanbul, in un susseguirsi di colpi di scena, avanti e indietro nel tempo. Chi è davvero Elsa Corti? Come mai tanti anni prima ha lasciato l’Italia quasi fuggendo, allontanandosi per sempre dalla sorella Adele, cui era così legata?

7.
Va giù in settima posizione Riccardino di Andrea Camilleri, l’ultimo, atteso romanzo con protagonista il commissario Montalbano, che Andrea Camilleri ha voluto uscisse postumo.
«Il telefono sonò che era appena appena arrinisciuto a pigliari sonno, o almeno accussì gli parse”. “Riccardino sono”, disse una voce “squillante e festevole”, per dargli appuntamento al bar Aurora. Ma Montalbano non conosceva nessuno con quel nome… Un’ora dopo, la telefonata di Catarella: avevano sparato a un uomo, Fazio lo stava cercando. Inutilmente il commissario cercò di affidare l’indagine a Mimì Augello, perché “gli anni principiavano a pesargli” aveva perso “il piacere indescrivibile della caccia solitaria”, insomma “da qualichi tempo gli fagliava la gana”, “si era stuffato di aviri a chiffari coi cretini”. Si precipitò sul posto, e scoprì che il morto era proprio Riccardino.» L’incipit di Riccardino.

8.
Perde quota e va in ottava posizione Il colibrì di Sandro Veronesi, dopo la vittoria del Premio Strega.
Marco Carrera è il colibrì. La sua è una vita di continue sospensioni ma anche di coincidenze fatali, di perdite atroci e amori assoluti. Non precipita mai fino in fondo: il suo è un movimento incessante per rimanere fermo, saldo, e quando questo non è possibile, per trovare il punto d’arresto della caduta – perché sopravvivere non significhi vivere di meno. Intorno a lui, Veronesi costruisce un mondo intero, in un tempo liquido che si estende dai primi anni settanta fino a un cupo futuro prossimo, quando all’improvviso splenderà il frutto della resilienza di Marco Carrera: è una bambina, si chiama Miraijin, e sarà l’uomo nuovo.

9.
In discesa in nona posizione La casa sull’argine. La saga della famiglia Casadio di Daniela Raimondi.
La famiglia Casadio vive da sempre nel borgo di Stellata, all’incrocio tra Lombardia, Emilia e Veneto. Gente semplice, schietta, lavoratrice. Poi, all’inizio dell’Ottocento, qualcosa cambia: Giacomo Casadio s’innamora di Viollca Toska, una zingara, e la sposa. Da quel momento, i discendenti della famiglia si dividono in due ceppi: i sognatori dagli occhi azzurri e dai capelli biondi, che raccolgono l’eredità di Giacomo, e i sensitivi, che hanno gli occhi e i capelli neri di Viollca, la veggente. Da Achille, deciso a scoprire quanto pesa un respiro, a Edvige, che gioca a briscola con lo zio morto due secoli prima; da Adele, che si spinge fino in Brasile, a Neve, che emana un dolce profumo quando è felice, i Casadio vivono sospesi tra l’irrefrenabile desiderio di sfidare il destino e la pericolosa abitudine di inseguire i loro sogni. E portano ogni scelta sino in fondo, non importa se dettata dall’amore o dalla ribellione, dalla sete di giustizia o dalla volontà di cambiare il mondo. Ma soprattutto a onta della terribile profezia che Viollca ha letto nei tarocchi in una notte di tempesta… La saga di una famiglia che si dipana attraverso due secoli di Storia, percorrendo gli eventi che hanno segnato l’Italia: dai moti rivoluzionari che portarono all’Unità fino agli Anni di Piombo.

10.
Resiste ancora in classifica, oggi in decima posizione I leoni di Sicilia. La saga dei Florio di Stefania Auci.
Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo in tutta Europa… In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile.

Podio della narrativa italiana:
1. Come un respiro di Ferzan Ozpetek
2. Riccardino di Andrea Camilleri
3. Il colibrì di Sandro Veronesi
Podio della Narrativa straniera:
1. Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin
2. L’enigma della camera 622 di Joël Dicker
3. Il quaderno dell’amore perduto di Valérie Perrin

 

Podio della saggistica:
1. Helgoland di Carlo Rovelli
2. Della gentilezza e del coraggio. Breviario di politica e altre cose di Gianrico Carofiglio
3. «Infonda Dio sapienza nel cuore». Si può evitare di essere stolti. Proposta pastorale per l’anno 2020-2021 di LibriMario Delpini
Podio della Narrativa per ragazzi:
1. Le storie del mistero di Lyon Gamer
2. Harry Potter e la pietra filosofale. Vol. 1 di J. K. Rowling
3. Anna dai capelli rossi. Vol. 1 di Lucy Maud Montgomery

 

I NatiOggi letterari della settimana:

Tiziano Terzani (14 settembre 1938 – 28 luglio 2004), giornalista e scrittore italiano.
Agatha Christie (15 settembre 1890 – 12 gennaio 1976), scrittrice britannica, giallista di fama mondiale.
James Fenimore Cooper (15 settembre 1789 – 14 settembre 1851), scrittore statunitense, tra le sue opere più famose vi è il romanzo L’ultimo dei Mohicani.
George R. R. Martin (20 settembre 1948), scrittore, sceneggiatore e produttore di fantascienza, horror e fantasy statunitense. Famoso soprattutto per il ciclo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, come le abbiamo conosciute noi “Il trono di spade”.
Javier Marías (20 settembre 1951), scrittore, traduttore, giornalista e saggista spagnolo.

Fonte IBUK
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal 31 agosto al 6 settembre)

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Premio Campiello 2020: Il vincitore http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/09/premio-campiello-2020-il-vincitore.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/09/premio-campiello-2020-il-vincitore.html#respond Thu, 10 Sep 2020 13:07:42 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52227 Sabato 5 settembre a Venezia, quest’anno per garantire la sicurezza a piazza San Marco invece che sul palco della Fenice, una giuria composta da 300 lettori anonimi ha decretato il vincitore della 58esima edizione del Premio Campiello, premio letterario, istituito nel 1962 per volontà degli Industriali del Veneto, che viene assegnato a opere di narrativa italiana. [...]

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Sabato 5 settembre a Venezia, quest’anno per garantire la sicurezza a piazza San Marco invece che sul palco della Fenice, una giuria composta da 300 lettori anonimi ha decretato il vincitore della 58esima edizione del Premio Campiello, premio letterario, istituito nel 1962 per volontà degli Industriali del Veneto, che viene assegnato a opere di narrativa italiana.

Il vincitore è Vita morte e miracoli di Bonfiglio Liborio di Remo Rapino (Minimum fax, 92 voti), al secondo posto Sommersione di Sandro Frizziero (Fazi, 58 voti), al terzo L’incanto del pesce luna di Ade Zeno (Bollati Boringhieri, 44 voti), al quarto posto Tralummescuro di Francesco Guccini (Giunti, 39 voti), chiudere la cinquina Con passi Giapponesi di Patrizia Cavalli (Einaudi, 31 voti).

Il Premio Campiello Opera Prima 2020 è stato vinto da Le isole di Norman di Veronica Galletta (Italo Svevo).
Il Premio Campiello Giovani 2020 è stato vinto da Michela Panichi con il suo racconto “Meduse“.
Il Premio Fondazione Campiello 2020 (il Campiello alla carriera) è stato assegnato a Alessandro Baricco.

La serata la finale del Campiello è stata trasmessa in diretta televisiva su Rai Culturacondotta da Cristina Parodi.

Conosciamo i protagonisti di questa edizione del Premio Campiello 2020:

Vita morte e miracoli di Bonfiglio Liborio di Remo Rapino (Minimum fax)
Liborio Bonfiglio è una cocciamatte, il pazzo che tutti scherniscono e che si aggira strambo e irregolare sui lastroni di basalto di un paese che non viene mai nominato. Eppure nella sua voce sgarbugliata il Novecento torna a sfilare davanti ai nostri occhi con il ritmo travolgente e festoso di una processione con banda musicale al seguito.Perché tutto in Liborio si fa racconto, parola, capriola e ricordo: la scuola, l’apprendistato in una barberia, le case chiuse, la guerra e la Resistenza, il lavoro in fabbrica, il sindacato, il manicomio, la solitudine della vecchiaia. A popolare la sua memoria, una galleria di personaggi indimenticabili: il maestro Romeo Cianfarra, donn’Assunta la maitressa, l’amore di gioventù Teresa Giordani, gli amici operai della Ducati, il dottore Alvise Mattolini, Teté e la Sordicchia… Dal 1926, anno in cui viene al mondo, al 2010, anno in cui si appresta a uscire di scena, Liborio celebrerà, in una cronaca esilarante e malinconica di fallimenti e rivincite, il carnevale di questo secolo, i suoi segni neri, ma anche tutta la sua follia e il suo coraggio.Attraverso il miracolo di una lingua imprevedibile, storta e circolare, a metà tra tradizione e funambolismo, Remo Rapino ha scritto un romanzo che diverte e commuove, e pulsa in ogni rigo di una fragile ma ostinata umanità, quella che soltanto un matto come Liborio, vissuto ai margini, tra tanti sogni andati al macero e parole perdute, poteva conservare.

Remo Rapino è nato il 22 agosto 1951, a Casalanguida, in provincia di Chieti. Risiede a Lanciano (CH) dove è stato docente di filosofia e storia nel locale liceo. All’attività da docente, accompagna sin dal 1993 l’attività di scrittore e poeta.

 

Sommersione di Sandro Frizziero (Fazi)
«In fondo all’Adriatico, a nord, esistono isole filiformi che separano il mare dalla laguna veneta. In una di queste esili terre Sandro Frizziero ha trovato il suo tesoro. Non un forziere di zecchini d’oro, ma qualcosa di infinitamente più prezioso per un romanziere (e dunque anche per noi lettori): uno scrigno di passioni brutali e primarie, di ipocrisia, maldicenza, invidia, avidità; vale a dire, tutti i sinonimi dell’amore malinteso.
Conosco l’Isola a cui si è ispirato l’autore, perciò posso apprezzare quanto l’abbia trasfigurata in una sua potente iperbole poetica, facendola diventare uno stemma di malumori e malamori universali. Un posto da cui si riescono a vedere le stelle del cielo, sì, ma solo perché «sono i lumini di un cimitero lontano».
Sommersione racconta la giornata decisiva di uno dei suoi abitanti – un vecchio pescatore – forse il più odioso; certamente quello che sa come odiare più e meglio di tutti gli altri: la vicina con il suo cane; la moglie morta; la figlia a cui interessa solo la casa da ereditare; i vecchi preti dementi ricoverati in un ospizio; qualche assassino e qualche prostituta; i devoti di un antico miracolo fasullo, inventato per coprire una scappatella; i bestemmiatori che spesso coincidono con i devoti; i frequentatori della Taverna, unico locale dell’Isola oltre all’American Bar, ma di gran lunga preferibile perché «all’American Bar non c’è ancora un sufficiente livello di disperazione».
Su tutto ciò il vecchio pescatore ha rancori da spargere, fatti e fattacci da ricordare; e però gli resta da fare ancora qualcosa che sorprenderà gli abitanti dell’Isola, lettori compresi. Questo romanzo gli dà del tu, perché Frizziero ha il dono dell’intimità con i suoi personaggi, ne è il ritrattista inesorabile. Sotto le sue frasi – o dovrei dire meglio: sotto i suoi precisi e ben dosati colpi di martello – l’umanità resta inchiodata al livello più inerziale dell’esistenza: l’altro nome di quest’Isola, infatti, potrebbe essere Entropia. Una formicolante, disperata, indimenticabile Entropia» Tiziano Scarpa

Sandro Frizziero è nato a Chioggia nel 1987 e insegna Lettere negli istituti superiori della sua città. Per Fazi Editore, nel 2018, ha pubblicato Confessioni di un NEET, finalista al Premio John Fante 2019.

 

 

L’incanto del pesce luna di Ade Zeno (Bollati Boringhieri).
Gonzalo fa un mestiere insolito. Impiegato come cerimoniere presso la Società per la Cremazione di una grande città, si occupa di organizzare e presiedere funerali laici nella Sala del Commiato dell’antico Cimitero Monumentale. Nel corso dei dodici anni passati al Tempio Crematorio gestisce con passione e professionalità migliaia di riti funebri.
È sposato con Gloria, conosciuta fra i banchi universitari, e ha una figlia, l’adoratissima Inés, che all’età di otto anni cade in uno stato di coma profondo a causa di una misteriosa malattia. Confinato fra le mura di una stanza d’ospedale, il destino di Inés è appeso a un filo. Tra padre e figlia si instaura un dialogo silenzioso, fatto di presenza e di musiche ascoltate insieme. Tra queste, le canzoni e il tip tap di Gene Kelly, l’unico in grado di indurre sulle palpebre di Inés quello che sembra un accenno di vitalità. La speranza, sempre più labile, di trovare una cura in grado di svegliarla, un giorno viene inaspettatamente riaccesa da Malaguti, uomo equivoco e affascinante che propone a Gonzalo di lavorare per lui, o meglio per la sua anziana padrona. In cambio della promessa di ricoverare Inés in una clinica esclusiva, Gonzalo abbandona la vecchia occupazione per passare alle dipendenze della Signorina Marisòl. Capostipite di una potente famiglia, la donna vive in una grande villa in collina, senza mai uscire dalla sua camera da letto. Il suo aspetto è quello di una nonnina decrepita, ma una volta alla settimana la sua natura mostruosa le impone di divorare carne umana. Ormai troppo debole per procacciarsi cibo da sola, ha bisogno di un assistente in grado di cercare e condurre da lei le vittime sacrificali. L’impresa non è semplice, gli ostacoli sono molti, e Gonzalo dovrà fare i conti non soltanto con il desiderio di salvare la figlia, ma anche con il bisogno di redimersi. E sarà proprio l’anziana Marisòl ad aprirgli gli occhi, insinuando il dubbio che anche lui sia un mostro come lei, come tanti, e come tutti illuso che i semi della mostruosità dimorino sempre altrove. E’ un romanzo di una forza visionaria fuori dal comune. Ha il cinismo più feroce, ed è al contempo gravido di delicatezza e commozione. Ade Zeno, tra i migliori narratori italiani della sua generazione, ha scritto un libro spericolato e malinconico sul confine tra ciò che conosciamo e ciò che ci spaventa. Tra quelli che sono i morti ancora vivi, e i vivi che hanno smesso di esserlo da un po’. Tra i mostri che escono allo scoperto, e quelli che dicono di essere normali.

Ade Zeno è nato a Torino nel 1979. Lavora come cerimoniere presso il Tempio Crematorio di Torino, ma è anche scrittore, drammaturgo e fondatore della rivista letteraria “Atti impuri”. Ha esordito nel 2009 con il romanzo Argomenti per l’inferno, finalista al premio Tondelli.

 

Tralummescuro di Francesco Guccini (Giunti)
Francesco Guccini non canta più, ma la sua voce si leva di nuovo per noi, alta, forte, piena di poesia, per consegnarci un’opera che è testamento e testimone da raccogliere, in attesa di una nuova aurora del giorno.
Radici è il titolo di uno dei primi album di Francesco Guccini, e radici è la parola che forse più di tutte rappresenta il cuore della sua ispirazione artistica. Radici sono quelle che lo legano a Pàvana – piccolo paese tra Emilia e Toscana dove sorge il mulino di famiglia, vera Macondo appenninica ormai viva nel cuore dei lettori – e radici sono quelle che sa rintracciare dentro le parole, giocando con le etimologie fra l’italiano e il dialetto, come da sempre ama fare. Oggi Pàvana è ormai quasi disabitata, i tetti delle case non fumano più. È in questo silenzio che il narratore evoca per noi i suoni di un tempo lontano, in cui la montagna era luogo laborioso e vivo, terra dura ma accogliente per chi la sapeva rispettare. Rinascono così personaggi, mestieri, suoni, speranze: gli artigiani all’opera in paese o lungo il fiume, i primi sguardi scambiati con le ragazze in vacanza, i giochi, gli animali e i frutti della terra, un orizzonte piccolo ma proprio per questo aperto all’infinito della fantasia. Tra elegia e ballata, queste pagine sono percorse da una continua ricerca delle parole giuste per nominare ricordi, cose e persone del tempo perduto; la malinconia è sempre temperata dalla capacità di sorridere delle umane cose e dalla precisione con cui vengono rievocati gesti, atmosfere, vite non illustri eppure piene di significato.

Francesco Guccini, nato a Modena, 14 giugno 1940, è un cantautore, scrittore e attore italiano. Fra i più rappresentativi e popolari cantautori italiani. Cronista per due anni alla Gazzetta dell’Emilia di Modena e cantante chitarrista in orchestre da balera, è stato sporadicamente anche attore, autore di colonne sonore e di fumetti. Per vent’anni, fino alla metà degli anni ottanta, ha insegnato lingua italiana al Dickinson College di Bologna, scuola off-campus dell’Università della Pennsylvania. Ha esordito nella narrativa nel 1989 con Cròniche Epafániche per poi pubblicare molti racconti e romanzi, da solo e in coppia con Loriano Macchiavelli.

Con passi Giapponesi di Patrizia Cavalli (Einaudi)
In queste pagine, troppo a lungo rimaste inedite per distrazione editoriale dell’autrice, è scritta la storia morale parallela, a rovescio, che ha accompagnato per decenni l’opera di uno dei maggiori poeti contemporanei. Non propriamente narrativa né saggistica, o le due cose insieme, la genialità analitica e visionaria, percettiva e sintattica che qui sorprende il lettore non ha precedenti nella letteratura italiana del Novecento, se non forse nella prosa di Roberto Longhi, Elsa Morante, Goffredo Parise. Si tratta comunque piú di parziali affinità che di derivazione: perché in ogni suo capitolo, ognuno a modo suo e con stile diverso, in frammenti autobiografici, parabole aneddotiche, ritratti e microfilosofie dell’amore, dell’invidia o dell’estasi sensoriale, Con passi giapponesi ubbidisce a un solo comandamento: «Devo capire». Se la poesia, come ha detto qualcuno, è la sola scienza possibile di quanto nella vita non si dà altra scienza, queste prose di poeta rivelano capacità figurative, speculative e satiriche che nei libri di versi erano comparse solo occasionalmente e soprattutto in poemetti memorabili come La Guardiana, Aria pubblica, La patria, La maestà barbarica. Fin dal primo testo che dà il titolo al volume, chi legge si trova a contemplare un mondo comico-tragico, labirintico fino alla vertigine, in cui entrano in scena passioni senza esito e disperati, coattivi manierismi sociali in cui la vita si dissangua fingendo se stessa.
Alfonso Berardinelli

Il Premio Campiello Opera Prima è stato assegnato a:

Le isole di Norman di Veronica Galletta (Italo Svevo).
Elena, giovane studentessa, abita sull’isola di Ortigia insieme al padre, ex militante del Partito comunista, e alla ma-dre, che vive chiusa in camera da diversi anni, circondata da libri che impila secondo un ordine chiaro solo nella sua testa. Quando all’improvviso la donna va via di casa, Elena cerca di elaborare la sua assenza dando inizio a un viaggio ri-tuale attraverso i luoghi dell’Isola, quasi fosse una dispersione delle ceneri. Parallelamente, nel tentativo di fare luce su un evento traumatico della sua infanzia, di cui porta addosso i segni indelebili, la ragazza capirà che i ricordi molto spesso non sono altro che l’invenzione del passato.

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Buona settimana a tutti!

“Leggi non per contraddire o confutare, né per credere o prendere per oro colato… ma per soppesare e riflettere.”
(Francis Bacon)

 

 

La classifica dei libri più venduti della settimana torna dopo un mese, vediamo come le vacanze hanno influenzato le vendite. Si presenta senza grandi cambiamenti e con molti ritorni. Scopriamola:

1.
In prima posizione Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin.
Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una storia piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose.

2.
In seconda posizione L’enigma della camera 622 di Joël Dicker.
Un fine settimana di dicembre, il Palace de Verbier, lussuoso hotel sulle Alpi svizzere, ospita l’annuale festa di una importante banca d’affari di Ginevra, che si appresta a nominare il nuovo presidente. La notte della elezione, tuttavia, un omicidio nella stanza 622 scuote il Palace de Verbier, la banca e l’intero mondo finanziario svizzero.
L’inchiesta della polizia non riesce a individuare il colpevole, molti avrebbero avuto interesse a commettere l’omicidio ma ognuno sembra avere un alibi; e al Palace de Verbier ci si affretta a cancellare la memoria del delitto per riprendere il prima possibile la comoda normalità. Quindici anni dopo, un ignaro scrittore sceglie lo stesso hotel per trascorrere qualche giorno di pace, ma non può fare a meno di farsi catturare dal fascino di quel caso irrisolto, e da una donna avvenente e curiosa, anche lei sola nello stesso hotel, che lo spinge a indagare su cosa sia veramente successo, e perché, nella stanza 622 del Palace de Verbier.

3.
In terza posizione Riccardino di Andrea Camilleri, l’ultimo, atteso romanzo con protagonista il commissario Montalbano, che Andrea Camilleri ha voluto uscisse postumo.
«Il telefono sonò che era appena appena arrinisciuto a pigliari sonno, o almeno accussì gli parse”. “Riccardino sono”, disse una voce “squillante e festevole”, per dargli appuntamento al bar Aurora. Ma Montalbano non conosceva nessuno con quel nome… Un’ora dopo, la telefonata di Catarella: avevano sparato a un uomo, Fazio lo stava cercando. Inutilmente il commissario cercò di affidare l’indagine a Mimì Augello, perché “gli anni principiavano a pesargli” aveva perso “il piacere indescrivibile della caccia solitaria”, insomma “da qualichi tempo gli fagliava la gana”, “si era stuffato di aviri a chiffari coi cretini”. Si precipitò sul posto, e scoprì che il morto era proprio Riccardino.» L’incipit di Riccardino.

4.
In quarta posizione Il colibrì di Sandro Veronesi, dopo la vittoria del Premio Strega.
Marco Carrera è il colibrì. La sua è una vita di continue sospensioni ma anche di coincidenze fatali, di perdite atroci e amori assoluti. Non precipita mai fino in fondo: il suo è un movimento incessante per rimanere fermo, saldo, e quando questo non è possibile, per trovare il punto d’arresto della caduta – perché sopravvivere non significhi vivere di meno. Intorno a lui, Veronesi costruisce un mondo intero, in un tempo liquido che si estende dai primi anni settanta fino a un cupo futuro prossimo, quando all’improvviso splenderà il frutto della resilienza di Marco Carrera: è una bambina, si chiama Miraijin, e sarà l’uomo nuovo.

5.
In quinta posizione Come un respiro di Ferzan Ozpetek.
È una domenica mattina di fine giugno e Sergio e Giovanna, come d’abitudine, hanno invitato a pranzo nel loro appartamento al Testaccio due coppie di cari amici. Stanno facendo gli ultimi preparativi in attesa degli ospiti quando una sconosciuta si presenta alla loro porta. Molti anni prima ha vissuto in quella casa e vorrebbe rivederla un’ultima volta, si giustifica. Il suo sguardo sembra smarrito, come se cercasse qualcuno. O qualcosa. Si chiama Elsa Corti, viene da lontano e nella borsa che ha con sé conserva un fascio di vecchie lettere che nessuno ha mai letto. E che, fra aneddoti di una vita avventurosa e confidenze piene di nostalgia, custodiscono un terribile segreto. Riaffiora così un passato inconfessabile, capace di incrinare anche l’esistenza apparentemente tranquilla e quasi monotona di Sergio e Giovanna e dei loro amici, segnandoli per sempre. Ferzan Ozpetek, al suo terzo libro, dà vita a un thriller dei sentimenti, che intreccia antiche e nuove verità trasportando il lettore dall’oggi alla fine degli anni Sessanta, da Roma a Istanbul, in un susseguirsi di colpi di scena, avanti e indietro nel tempo. Chi è davvero Elsa Corti? Come mai tanti anni prima ha lasciato l’Italia quasi fuggendo, allontanandosi per sempre dalla sorella Adele, cui era così legata?

6.
In sesta posizione I leoni di Sicilia. La saga dei Florio di Stefania Auci.
Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo in tutta Europa… In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile.

7.
Entra in classifica in settima posizione La casa sull’argine. La saga della famiglia Casadio di Daniela Raimondi.
La famiglia Casadio vive da sempre nel borgo di Stellata, all’incrocio tra Lombardia, Emilia e Veneto. Gente semplice, schietta, lavoratrice. Poi, all’inizio dell’Ottocento, qualcosa cambia: Giacomo Casadio s’innamora di Viollca Toska, una zingara, e la sposa. Da quel momento, i discendenti della famiglia si dividono in due ceppi: i sognatori dagli occhi azzurri e dai capelli biondi, che raccolgono l’eredità di Giacomo, e i sensitivi, che hanno gli occhi e i capelli neri di Viollca, la veggente. Da Achille, deciso a scoprire quanto pesa un respiro, a Edvige, che gioca a briscola con lo zio morto due secoli prima; da Adele, che si spinge fino in Brasile, a Neve, che emana un dolce profumo quando è felice, i Casadio vivono sospesi tra l’irrefrenabile desiderio di sfidare il destino e la pericolosa abitudine di inseguire i loro sogni. E portano ogni scelta sino in fondo, non importa se dettata dall’amore o dalla ribellione, dalla sete di giustizia o dalla volontà di cambiare il mondo. Ma soprattutto a onta della terribile profezia che Viollca ha letto nei tarocchi in una notte di tempesta… La saga di una famiglia che si dipana attraverso due secoli di Storia, percorrendo gli eventi che hanno segnato l’Italia: dai moti rivoluzionari che portarono all’Unità fino agli Anni di Piombo.

8.
Un’alta nuova entrata in ottava posizione, Il quaderno dell’amore perduto di Valérie Perrin.
La vita di Justine è un libro le cui pagine sono l’una uguale all’altra. Segnata dalla morte dei genitori, ha scelto di vivere a Milly – un paesino di cinquecento anime nel cuore della Francia – e di rifugiarsi in un lavoro sicuro come assistente in una casa di riposo. Ed è proprio lì, alle Ortensie, che Justine conosce Hélène. Arrivata al capitolo conclusivo di un’esistenza affrontata con passione e coraggio, Hélène racconta a Justine la storia del suo grande amore, un amore spezzato dalla furia della guerra e nutrito dalla forza della speranza. Per Justine, salvare quei ricordi – quell’amore – dalle nebbie del tempo diventa quasi una missione. Così compra un quaderno azzurro in cui riporta ogni parola di Hélène e, mentre le pagine si riempiono del passato, Justine inizia a guardare al presente con occhi diversi. Forse il tempo di ascoltare i racconti degli altri è finito, ed è ora di sperimentare l’amore sulla propria pelle. Ma troverà il coraggio d’impugnare la penna per scrivere il proprio destino?

9.
In nona posizione La misura del tempo di Gianrico Carofiglio.
Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt’altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia così, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali. Una scrittura inesorabile e piena di compassione, in equilibrio fra il racconto giudiziario – distillato purissimo della vicenda umana – e le note dolenti del tempo che trascorre e si consuma.

10.
In decima posizione Le storie del mistero di Gamer Lyon.
Benvenuti tra le pagine delle storie del mistero! Una oscura organizzazione sta architettando qualcosa all’interno dei suoi laboratori. Toccherà a Lyon, alla cara Anna e a Cico scoprire cosa. Quali sono i risultati di alcuni tra i più temibili esperimenti della storia dell’umanità? Chi è prigioniero nelle celle dei sotterranei? Quali maledizioni pendono sulle loro e sulle nostre teste? Ma soprattutto: cosa bolle ancora in pentola? Chi è il vero nemico? Le risposte sono in queste pagine… Forse! Dopo aver narrato e intrattenuto milioni di ragazzi attraverso i suoi gameplay, Lyon ci accompagna in un universo di stanze segrete e luoghi pericolosi, abitati da creature incredibili, scienziati e mostri maligni, alla scoperta dei segreti più spaventosi. Un libro per ragazzi 10-13 anni.

Podio della narrativa italiana:
1. Riccardino di Andrea Camilleri
2. Il colibrì di Sandro Veronesi
3. Come un respiro di Ferzan Ozpetek
Podio della Narrativa straniera:
1. Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin
2. L’enigma della camera 622 di Joël Dicker
3. Il quaderno dell’amore perduto di Valérie Perrin

 

Podio della saggistica:
1. La matematica è politica di Chiara Valerio
2. I mostri e come sconfiggerli di Carlo Calenda
3. Il coraggio e la paura di Vito Mancuso
Podio della Narrativa per ragazzi:
1. Le storie del mistero di Lyon Gamer
2. Harry Potter e la pietra filosofale. Vol. 1 di J. K. Rowling
3. Anna dai capelli rossi. Vol. 1 di Lucy Maud Montgomery

 

I NatiOggi letterari della settimana:

John Polidori (7 settembre 1795 – 24 agosto 1821), scrittore e medico britannico, segretario e medico personale del poeta George Byron. È famoso per aver scritto Il vampiro, il primo racconto della letteratura moderna su questa creatura leggendaria.
Lev Tolstòj (09 settembre 1828 – 20 novembre 1910), scrittore, filosofo, educatore e attivista sociale russo, autore di Guerra e pace e Anna Karenina.
Cesare Pavese (09 settembre 1908 – 27 agosto 1950), scrittore, poeta, saggista e traduttore italiano.
Roald Dahl (13 settembre 1916 – 23 novembre 1990), scrittore e aviatore britannico, conosciuto soprattutto per i suoi romanzi per l’infanzia.

Fonte IBUK
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal 24 al 30 agosto)

Leggi l'articolo La classifica dei libri più venduti – 07 Settembre 2020 in versione completa su Pausa Caffè.

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Francesco Musolino – L’attimo prima (Recensione) http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/09/francesco-musolino-lattimo-prima.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/09/francesco-musolino-lattimo-prima.html#respond Wed, 02 Sep 2020 17:18:48 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=51715 L’attimo prima è il primo romanzo di Francesco Musolino, pubblicato da Rizzoli nel settembre 2019, che attraverso i colori e i sapori della Sicilia, indaga, con una prosa intima, l’educazione all’età adulta. Quando restiamo immobili, indecisi se combattere, solo grazie a un autentico atto d’amore possiamo trovare il coraggio di crescere. “Evidentemente anche in una [...]

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Francesco Musolino – L’attimo prima

L’attimo prima è il primo romanzo di Francesco Musolino, pubblicato da Rizzoli nel settembre 2019, che attraverso i colori e i sapori della Sicilia, indaga, con una prosa intima, l’educazione all’età adulta. Quando restiamo immobili, indecisi se combattere, solo grazie a un autentico atto d’amore possiamo trovare il coraggio di crescere.

“Evidentemente anche in una città piccola come Messina ci si può perdere di vista. La verità è che i siciliani non viaggiano, sognano di emigrare e basta, portandosi un pezzo d’isola nel cuore. Un amore dilaniante, un dolore pazzo che ti spinge ad andare via senza riuscire davvero a dimenticare questa terra che mescola il fuoco del vulcano e il mare degli dèi. E perché mai dovremmo dimenticarla poi? Come potremmo riuscirci pur volendo? Ben più arduo semmai è sopravvivergli, riuscire a guardarla con amore e un pizzico di malinconia.”

Sinossi
Cosa succede quando la vita che hai sempre sognato svanisce l’attimo prima di diventare realtà?
Lorenzo è cresciuto a Messina, sotto il tavolo di legno del ristorante dei genitori. Desiderava una carriera da chef ma, all’improvviso, tutto è cambiato.
Impantanato, sospeso e ancora immaturo, Lorenzo inizia a lavorare in un’agenzia di viaggi. Nel frattempo, mentre la neve scende sull’Etna, lui si rifugia in un cibo insipido e immagina le vite degli altri.
Toccherà a sua sorella Elena stanarlo e praticare un kintsugi degli affetti, rimettendo insieme i cocci della sua esistenza. Il timore di dimenticare chi abbiamo amato non dev’essere una scusa per rinunciare a guardare l’orizzonte. Sperando che al momento giusto, al bivio cruciale, i leoni nel cuore ricomincino a ruggire.

“si è stretta accanto a me, fianco a fianco. Era calato un buio pesto. Il drappo nero della notte su ogni cosa. Lo stesso in cui avrei voluto seppellirmi per sfuggire a tutto. Ma quel buio era diverso, era intimo e complice, colmo dei nostri respiri, di tutte le nostre attese. Parlava una lingua comune quel buio, condivideva la medesima grammatica del dolore.”

Ho letto questo libro con grande curiosità per la città di nascita che mi lega all’autore e nella quale è ambientato il romanzo, mi incuriosiva soprattutto il suo sguardo su di essa. Lorenzo sarebbe potuto essere tranquillamente  un mio amico, un vicino di casa, ho riconosciuto i tratti della sua messinità, perlomeno quella a me affine. Ho conosciuto direttamente ed indirettamente il travaglio per l’affermazione, ma soprattutto mi sono riconosciuta nel dolore della perdita e gli strani meccanismi che si vengono a creare. Ha fatto riaffiorare momenti vissuti, situazioni complesse di chi non vuole affrontare qualcosa di doloroso, di quando si resta nel limbo.

“L’odore. Come si definisce a parole “l’odore”? Di cos’è fatto, come fa a scatenare in un momento vividi ricordi, emozioni, gioie, sensazioni e dolori sepolti nel tempo? E quel preciso aroma, solo suo e inconfondibile, di cosa era fatto? Era preciso, familiare eppure impossibile da tradurre semplicemente a parole. Fra gli oltre diecimila odori che siamo in grado di percepire come specie umana, il suo era inconfondibile, l’unione di più elementi che costituivano la sua essenza.”

Il libro è di 272 pagine, però la sua lettura è stata lenta, non perché annoia o lo stile non sia scorrevole, anzi la scrittura è semplice, diretta e piacevole, ma, come ho accennato precedentemente, ha toccato delle corde che tengo solitamente ben nascoste, anche a me stessa, e tra un capitolo e l’altro ho dovuto metabolizzare le mie emozioni.
La narrazione avviene in prima persona, Lorenzo ci racconta il momento in cui un sogno sta per realizzarsi, ma la vita ha altri progetti. Ci trasporta piano piano dentro il lato buio fino alla risalita, alla speranza, un viaggio nel quale molti di noi si riconosceranno. Mi ha fatto anche riflette su quanto la gente con cui interagiamo ogni giorno spesso nasconde turbamenti e dolori e che noi potremmo alleggerire con solo un pizzico di gentilezza. Concludo consigliando decisamente questa lettura.

“La ninfa Cynara era una fanciulla orgogliosa con capelli del colore della cenere e bellissimi occhi verdi con sfumature viola. La sua colpa fu quella di rifiutare i ripetuti tentativi di seduzione di Zeus. E così, per punizione, lui la trasformò proprio in un carciofo, in un vegetale dal sapore terroso, un frutto della terra che nasconde e protegge con le proprie spine un cuore tenerissimo, dal colore viola.”

1
Chiudete gli occhi. Lasciate andare la fantasia. Concentratevi sul silenzio e rilassate le spalle. Dimenticate le tensioni, ignorate le scadenze. Chiudete tutto fuori. Ecco. Adesso immaginate un posto. Un resort nella campagna toscana, una spa sulle Alpi, una spiaggia solitaria in Sardegna, una villa privata a Ibiza o magari, uno chalet a Courchevel. Ci siete?
Io sono l’uomo che può portarvi lì, lontano dalla ressa e dal casino, con l’agio di svegliarsi in una camera d’albergo a 6 stelle, fra soffici lenzuola pregiate e il soffuso richiamo della natura. Aprirete gli occhi, per un attimo sarete solo voi stessi. Vi piace l’idea? No, non sono un illusionista né un lobbista. Il mio profilo è molto meno ricercato. Mi chiamo Lorenzo, ho venticinque anni e lavoro in una agenzia di viaggi di Messina. Tutto qui. Eppure, anche se posso spedirvi ovunque desideriate, io non ho mai messo il naso fuori dalla mia terra, da quest’isola, la Sicilia. Curioso, non è vero?
Nonostante il web sia zeppo di siti e app che ci informano in tempo reale sulle offerte last minute, c’è ancora qualcuno che viene qui, richiede il posto corridoio o finestrino, immaginando itinerari, sindacando sul numero di stelle e sulla distanza dal centro dell’albergo prescelto. Evidentemente esiste ancora un lato umano. Cercate una persona seduta dall’altra parte della scrivania a cui confessare i vostri bisogni, mentre costruite la vostra vacanza tanto agognata. Lo facciamo insieme, con cura, selezioniamo le singole opzioni, valutiamo i pacchetti, benefit e sconti, dopo vi auguro buon viaggio e avanti il prossimo. Lo ammetto, anch’io sono sorpreso ogni singola volta che qualcuno si fa avanti, mi porge la mano, magari sorride e attacca con le richieste e un sogno da concretizzare. Sì, un minimo di contatto umano serve ancora.
Ogni giorno di questi ultimi mesi, l’ho trascorso su una poltrona ergonomica, davanti a un monitor da diciassette pollici piazzato sopra una scrivania bianca. Nel tavolo gemello di fronte, c’è Carla, una giovane donna, anche lei impiegata in questa agenzia viaggi, che offre un pacchetto molto particolare e discreto. Alle mie spalle, solo un muro immacolato su cui spicca un quadrato di vetro bordato di rosso. Sopra c’è scritto: IN CASO DI INCENDIO. Imponente, al centro della stanza, svetta un acquario da cinquecento litri con un arcobaleno di grossi pesci che non avevo mai visto prima, vispi e luminescenti Discus che sfilano via silenziosi, disegnando traiettorie sconosciute con sicurezza. Ai quattro angoli dell’ambiente, dei rigogliosi ficus e tutto il locale, compreso l’ufficio a vetri del proprietario in fondo, è illuminato da nudi tubi di neon che corrono lungo il perimetro, spandendo una luce neutra. Brutale.
Inalo aria condizionata e filtrata, espiro anidride carbonica. Come tutti. E proprio come tutti, anche io avevo in mente una vita diversa. L’ho sognata e tirata su un particolare alla volta, immaginandola e rifinendola sul soffitto della mia stanza, steso sul letto, rigorosamente a una piazza.

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Alfonso Gatto – Arietta Settembrina http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/09/alfonso-gatto-arietta-settembrina.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/09/alfonso-gatto-arietta-settembrina.html#respond Tue, 01 Sep 2020 10:25:36 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52173 Arietta Settembrina Ritornerà sul mare  la dolcezza dei venti  a schiuder le acque chiare  nel verde delle correnti. AI porto, sul veliero  di carrubbe l’estate  imbruna, resta nero  il cane delle sassate. S’addorme la campagna  di limoni e d’arena  nel canto che si lagna  monotono di pena. Così prossima al mondo  dei gracili segni,  tu [...]

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Arietta Settembrina

Ritornerà sul mare 
la dolcezza dei venti 
a schiuder le acque chiare 
nel verde delle correnti.

AI porto, sul veliero 
di carrubbe l’estate 
imbruna, resta nero 
il cane delle sassate.

S’addorme la campagna 
di limoni e d’arena 
nel canto che si lagna 
monotono di pena.

Così prossima al mondo 
dei gracili segni, 
tu riposi nel fondo 
della dolcezza che spegni.

Alfonso Gatto

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Esercizio di scrittura: Scovare il potenziale narrativo http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/08/esercizio-di-scrittura-scovare-il-potenziale-narrativo.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/08/esercizio-di-scrittura-scovare-il-potenziale-narrativo.html#respond Sat, 22 Aug 2020 15:36:27 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52154 Sembrava una domenica come le altre. L’estate era arrivata puntuale e la montagna risplendeva di sfumature di verde, le calde giornate allontanavano il ricordo del letargo invernale, per noi mamme però è una stagione molto faticosa e i momenti di riposo sono pii desideri. Quella domenica, che non dimenticherò mai, abbiamo pranzato tutti insieme ed [...]

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Sembrava una domenica come le altre.
L’estate era arrivata puntuale e la montagna risplendeva di sfumature di verde, le calde giornate allontanavano il ricordo del letargo invernale, per noi mamme però è una stagione molto faticosa e i momenti di riposo sono pii desideri.
Quella domenica, che non dimenticherò mai, abbiamo pranzato tutti insieme ed ho giocato con i piccoli che hanno fatto i monelli più del solito, ho dovuto rimproverare seriamente soprattutto la piccola, è sempre stata una peste. Loro crescono e la voglia di sperimentare, di scoprire, cresce con loro, appena mi distraggo cercano di allontanarsi. Non voglio che gironzolino da soli, l’estate porta anche molto turismo e tanti animali pericolosi, ho sentito dire che ci sono anche uomini cacciatori tra loro.
Il pomeriggio stava volgendo al termine e così decisi che era tempo di rientrare al nostro rifugio, mentre percorrevamo il sentiero ho annusato un odore strano e mi sono allertata. Intimai ai piccoli di aspettare in silenzio dietro un cespuglio e andai a vedere di cosa si trattava.
Nascosta dietro un tronco ho visto due animali uomo, uno giovane che proseguiva spedito e uno più vecchio dietro, poco lontano, camminavano lungo il sentiero che porta dritto alla nostra tana.
La preoccupazione aumentava insieme ai tanti pensieri si accavallarono in mente: “se fossero i famosi cacciatori di cui tutti parlano? Se trovassero i miei piccoli?”.
Mi hanno raccontato che alcuni di loro fanno cose orribili, ci uccidono, ci scuoiano e infine ci mangiano o fanno trofei da appendere alle pareti con le nostre teste. Avevo sempre più paura, dovevo fare qualcosa, dovevo impedire che si avvicinassero alla tana e ai piccoli. Escogitai un piano per spaventarli e farli andare via, gli sarei comparsa all’ improvviso, mi sarei alzata in piedi ed avrei gridato con un vocione forte e spaventoso, funziona sempre in questi casi.
Così ho fatto, ma qualcosa è andato storto.
Sono sbucata all’improvviso da dietro un tronco, mi sono piazzata davanti al giovane uomo e issandomi in piedi ho rugliato più forte che ho potuto. Il ragazzo si è talmente spaventato che è caduto a terra, mi sono avvicinata, ma il vecchio uomo mi ha aggredito per proteggere quello che penso fosse suo figlio, so bene quanta forza e coraggio un genitore tira fuori quando i propri figli sono in pericolo, sempre più spaventata ho reagito mordendo il braccio del vecchio uomo, nella colluttazione credo che si sia rotto anche una gamba, poi sono scappata.
Ho corso più forte che ho potuto per raggiungere i piccoli e portarli al sicuro.
Gli animali uomo possono essere molto vendicativi e i miei quattordici anni di esperienza mi fanno presupporre che mi cacceranno, è successo in passato a Junka, mia madre, in quel caso è stata fortunata, fu solo trasferita in un altro ambiente, questa volta non so se a me risparmieranno la vita, se mi uccidessero cosa ne sarà dei miei adorati figli, quando hanno portato via mia madre io ero già grande da badare a me stessa, i miei figli invece sono ancora troppo piccoli.
Quando li ho raggiunti erano ancora dove li avevo lasciati, mi avevano ubbidito questa volta, erano rannicchiati, stretti uno all’altro con gli occhi spaventati. Senza avere il tempo di dare spiegazioni ho ordinato loro di seguirmi in silenzio e siamo fuggiti il più lontano possibile dal luogo dell’accaduto. Abbiamo camminato parecchio, eravamo esausti, però credo di aver trovato un buon nascondiglio per i miei piccoli.
Come avevo previsto gli uomini mi stanno cercando, la chiamano “caccia all’orso”.
Devo cercare di sopravvivere, di trovare il coraggio di allontanarmi per procurare da mangiare, sono brava in questo, per anni mi sono mossa come un fantasma tra queste montagne, ho cercato di restare isolata e lontana da altri animali, ma l’uomo è un animale strano e molto pericoloso perché non si accontenta, vuole tutto per se, invade ogni spazio possibile, spesso per depredarlo, disboscarlo e poi brucia, sporca e cementifica, la razza umana ha anche la licenza di uccidere.

Esercizio di scrittura: Scovare il potenziale narrativo. Provateci anche voi.
Scrivere una storia partendo da un fatto di cronaca, anche da un fatto comune e noioso.

Ho scelto l’aggressione di due cacciatori da parte di un orso sul Monte Peller e la conseguente ordinanza di abbattimento da parte del presidente della giunta Provinciale di Trento.

#mipiacescriveremanonsonounascrittrice e si vede
#provediordinariafollia

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Marc Levy – La promessa di un’estate http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/marc-levy-la-promessa-di-unestate.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/marc-levy-la-promessa-di-unestate.html#respond Thu, 30 Jul 2020 17:31:02 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52145 La promessa di un’estate è un romanzo scritto da Marc Levy,  pubblicato in Italia nel 2020. Una favola moderna dove un pianista e il fantasma di suo padre si imbarcano in una rocambolesca avventura oltreoceano, intenzionati a ricucire gli strappi del tempo e cercare un lieto fine. Una commedia romantica e surreale che ricorda il suo [...]

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Marc Levy – La promessa di un’estate

La promessa di un’estate è un romanzo scritto da Marc Levy,  pubblicato in Italia nel 2020. Una favola moderna dove un pianista e il fantasma di suo padre si imbarcano in una rocambolesca avventura oltreoceano, intenzionati a ricucire gli strappi del tempo e cercare un lieto fine. Una commedia romantica e surreale che ricorda il suo primo successo “Se solo fosse vero“.

“Se sapessi quello che ho vissuto questa sera, saresti il primo a riderne. Mi hai messo una gran paura, ma è stato bello rivederti, papà, anche in un sogno strano.”

Il Concerto n. 2 di Rachmaninov mette a dura prova anche i grandi maestri del pianoforte. Lo sa bene Thomas, giovane virtuoso tra i migliori talenti di Francia, che da mesi si prepara per andare in scena alla prestigiosa Salle Pleyel di Parigi. Ma non è per la complessità dello spartito, se la sera del debutto sbaglia le note: è perché lì, tra il pubblico, accomodato sulle ginocchia di una donna ignara, c’è il fantasma di suo padre Raymond. Sovvertendo le leggi del possibile, l’uomo è tornato dall’aldilà per chiedere al figlio di aiutarlo a esaudire un desiderio: ricongiungersi a Camille, con cui in vita ha condiviso un duraturo sentimento platonico, nato molti anni prima su una spiaggia d’estate. C’è solo un modo affinché il sogno si realizzi, un rito inaudito che dovrebbe riunire i due amanti in maniera definitiva.

“Avevi otto anni, ti preparavo la colazione mentre finivi di sistemare la cartella. Sei entrato in cucina, ho sentito i tuoi passi alle mie spalle e mi sono voltato. Mi hai fissato con quei tuoi occhi grandi e mi hai fatto una domanda: «Senti, papà, com’è essere padre?».
Sono rimasto zitto, poi ti ho chiesto: «Vuoi delle uova?».
Non riuscivo proprio a trovare le parole semplici che ti aspettavi. La mia risposta era altrove, nel sorriso che ti ho rivolto e nel mio sguardo, nel bisogno di sapere che cosa ti sarebbe piaciuto mangiare, non solo a colazione, ma per tutto il giorno e per quelli a venire. Era forse questo essere padre, ma non sapevo come dirlo. Ci separavano un tavolo da cucina e quarant’anni. Guardandoti, ho rimpianto di non aver rinunciato prima all’egoismo della giovinezza, di non aver incontrato prima tua madre, di non averti avuto prima… Saremmo stati più vicini se io fossi stato più giovane?
Probabilmente non avrei saputo lo stesso rispondere alla tua domanda, ma non ho mai smesso di pormela. Sono dovuto sparire perché tu cominciassi a cercare da solo, a frugare tra i tesori dei nostri momenti insieme, dei nostri discorsi, a raccogliere quei ricordi lontani come riordinavi i quaderni nella cartella, a volermi conoscere. È questo strano gioco della vita a farmi rinascere oggi, per avvicinarci di nuovo? Ora che sei molto più di un figlio, perché sei diventato un uomo.”

1
La Salle Pleyel era deserta. Se fuori un sole primaverile scaldava la città dopo un timido inverno, lì un solo fascio di luce squarciava l’oscurità per illuminare il palco, immergendo il pianoforte in una penombra nella quale fluttuavano minuscoli granelli di polvere.
Il Concerto n. 2 di Rachmaninov era un brano da esperti. Ma il virtuosismo non bastava. Ogni volta che Thomas lo interpretava, doveva rimettere in discussione tutto ciò che dava per acquisito. Suonarlo era per lui cercare l’invisibile, esaltare le emozioni provate, attingere alla memoria per raccontare la strada che portava dall’infanzia all’indomani, quando in quella sala un migliaio di spettatori lo avrebbe ascoltato, e qualche attento orecchio critico l’avrebbe valutato. Appena ebbe suonato con forza l’ultimo accordo, il fascio di luce lampeggiò tre volte. Il tecnico delle luci era impaziente.
«Va bene, ho quasi finito, un’ultima volta e me ne vado» gridò Thomas.
«La sua esecuzione è perfetta, mi creda» replicò una voce dalla postazione di regia.
Poteva sembrare ridicolo il fatto che fosse un tecnico delle luci a giudicarlo, ma Thomas si fidava dell’orecchio di Marcel. In fondo quell’uomo aveva assistito a più concerti di lui, aveva illuminato orchestre di tutto il mondo, allora perché dargli meno credito che al direttore, che non si era nemmeno degnato di guidarlo durante l’ultima prova?
«Devo andare, signor Thomas, e non posso lasciarla qui dentro, anche se sono certo che non le dispiacerebbe. Vada a distrarsi. Ha sicuramente di meglio da fare che passare la notte in questa sala.»
Marcel, bonario quanto panciuto, salì sul palco.
«Glielo ripeto: è perfetto. Sono sicuro che Rachmaninov va in visibilio, guardandola dal cielo.»
«Preferirei che mi ascoltasse» replicò Thomas, abbassando il coperchio sulla tastiera. «E poi chi le dice che si è meritato di andare in cielo, quel mostro che ha composto musiche così difficili?»
«Appunto» insistette il tecnico delle luci accompagnando Thomas dietro le quinte. «Forse lui la ascolta, ma io la vedo suonare dalla mia cabina e, mi creda, si sente che la musica le va fin dentro gli occhi, anche quando li chiude. Se suona così domani sarà un trionfo.»
«Troppo gentile, Marcel.»
«Gentile un corno! Non dica assurdità. E adesso se ne vada» esclamò il tecnico sospingendo Thomas verso l’uscita degli artisti. «Mia moglie mi aspetta e se tardo ancora un po’, non sarà certo tanto gentile quando mi accoglierà in casa. Vada dalla sua fidanzata o faccia quel che vuole, ma la smetta di farsi tormentare dalla paura, non serve. Ci vediamo domani, verrò un’ora prima, se vuole provare ancora.»
La solitudine del pianista si fa sentire appena varcata l’uscita degli artisti. Thomas invidiava flautisti, violinisti e contrabbassisti che se ne andavano in compagnia del loro strumento.

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La classifica dei libri più venduti – 27 Luglio 2020 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-27-luglio-2020.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-27-luglio-2020.html#respond Mon, 27 Jul 2020 13:06:31 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52134 Buona settimana a tutti! “Non può esserci eleganza di parole, senza aver prima concepito e sviluppato un pensiero, e non ci può essere chiarezza di pensiero senza chiarezza di parole.” (Cicerone)   La classifica dei libri più venduti in questa settimana è stabile, la sola nuova entrata la regala Andrea Camilleri. Scopriamola: 1. Entra in prima [...]

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Buona settimana a tutti!

“Non può esserci eleganza di parole, senza aver prima concepito e sviluppato un pensiero, e non ci può essere chiarezza di pensiero senza chiarezza di parole.”
(Cicerone)

 

La classifica dei libri più venduti in questa settimana è stabile, la sola nuova entrata la regala Andrea Camilleri. Scopriamola:

1.
Entra in prima posizione Riccardino di Andrea Camilleri, l’ultimo, atteso romanzo con protagonista il commissario Montalbano, che Andrea Camilleri ha voluto uscisse postumo.
«Il telefono sonò che era appena appena arrinisciuto a pigliari sonno, o almeno accussì gli parse”. “Riccardino sono”, disse una voce “squillante e festevole”, per dargli appuntamento al bar Aurora. Ma Montalbano non conosceva nessuno con quel nome… Un’ora dopo, la telefonata di Catarella: avevano sparato a un uomo, Fazio lo stava cercando. Inutilmente il commissario cercò di affidare l’indagine a Mimì Augello, perché “gli anni principiavano a pesargli” aveva perso “il piacere indescrivibile della caccia solitaria”, insomma “da qualichi tempo gli fagliava la gana”, “si era stuffato di aviri a chiffari coi cretini”. Si precipitò sul posto, e scoprì che il morto era proprio Riccardino.» L’incipit di Riccardino.

2.
Scende in seconada posizione Il colibrì di Sandro Veronesi, dopo la vittoria del Premio Strega.
Marco Carrera è il colibrì. La sua è una vita di continue sospensioni ma anche di coincidenze fatali, di perdite atroci e amori assoluti. Non precipita mai fino in fondo: il suo è un movimento incessante per rimanere fermo, saldo, e quando questo non è possibile, per trovare il punto d’arresto della caduta – perché sopravvivere non significhi vivere di meno. Intorno a lui, Veronesi costruisce un mondo intero, in un tempo liquido che si estende dai primi anni settanta fino a un cupo futuro prossimo, quando all’improvviso splenderà il frutto della resilienza di Marco Carrera: è una bambina, si chiama Miraijin, e sarà l’uomo nuovo.

3.
Scende in terza posizione L’enigma della camera 622 di Joël Dicker.
Un fine settimana di dicembre, il Palace de Verbier, lussuoso hotel sulle Alpi svizzere, ospita l’annuale festa di una importante banca d’affari di Ginevra, che si appresta a nominare il nuovo presidente. La notte della elezione, tuttavia, un omicidio nella stanza 622 scuote il Palace de Verbier, la banca e l’intero mondo finanziario svizzero.
L’inchiesta della polizia non riesce a individuare il colpevole, molti avrebbero avuto interesse a commettere l’omicidio ma ognuno sembra avere un alibi; e al Palace de Verbier ci si affretta a cancellare la memoria del delitto per riprendere il prima possibile la comoda normalità. Quindici anni dopo, un ignaro scrittore sceglie lo stesso hotel per trascorrere qualche giorno di pace, ma non può fare a meno di farsi catturare dal fascino di quel caso irrisolto, e da una donna avvenente e curiosa, anche lei sola nello stesso hotel, che lo spinge a indagare su cosa sia veramente successo, e perché, nella stanza 622 del Palace de Verbier.

4.
Stabile in quarta posizione Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin.
Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una storia piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose.

5.
Va giù in quinta posizione Come un respiro di Ferzan Ozpetek.
È una domenica mattina di fine giugno e Sergio e Giovanna, come d’abitudine, hanno invitato a pranzo nel loro appartamento al Testaccio due coppie di cari amici. Stanno facendo gli ultimi preparativi in attesa degli ospiti quando una sconosciuta si presenta alla loro porta. Molti anni prima ha vissuto in quella casa e vorrebbe rivederla un’ultima volta, si giustifica. Il suo sguardo sembra smarrito, come se cercasse qualcuno. O qualcosa. Si chiama Elsa Corti, viene da lontano e nella borsa che ha con sé conserva un fascio di vecchie lettere che nessuno ha mai letto. E che, fra aneddoti di una vita avventurosa e confidenze piene di nostalgia, custodiscono un terribile segreto. Riaffiora così un passato inconfessabile, capace di incrinare anche l’esistenza apparentemente tranquilla e quasi monotona di Sergio e Giovanna e dei loro amici, segnandoli per sempre. Ferzan Ozpetek, al suo terzo libro, dà vita a un thriller dei sentimenti, che intreccia antiche e nuove verità trasportando il lettore dall’oggi alla fine degli anni Sessanta, da Roma a Istanbul, in un susseguirsi di colpi di scena, avanti e indietro nel tempo. Chi è davvero Elsa Corti? Come mai tanti anni prima ha lasciato l’Italia quasi fuggendo, allontanandosi per sempre dalla sorella Adele, cui era così legata?

6.
Stabile in sesta posizione La misura del tempo di Gianrico Carofiglio.
Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt’altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia così, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali. Una scrittura inesorabile e piena di compassione, in equilibrio fra il racconto giudiziario – distillato purissimo della vicenda umana – e le note dolenti del tempo che trascorre e si consuma.

7.
Stabile in settima posizione Il borghese Pellegrino di Marco Malvaldi.
Anno 1900. Serata a casa di Pellegrino Artusi, tra gli invitati Paolo Mantegazza, suo caro amico, professore di Fisiologia (e anche antropologo e scrittore) e Arturo Gazzolo, proprietario di una industria conserviera nel Casentino. Nel corso della cena si parla delle nuove tecniche di conservazione dei cibi, dal ghiaccio secco per i gelati al sottovuoto per le carni; Gazzolo vorrebbe avere il parere di Artusi su una nuova linea innovativa di manzo in gelatina che ha sviluppato proprio con le nuove metodologie e che è intenzionato a lanciare soprattutto nei mercati esteri, grazie alle nuove frontiere del commercio con l’Impero Ottomano. La carne, che prontamente il Gazzolo ha fatto recapitare all’Artusi per la prova d’assaggio, non risponde però alle aspettative: è troppo speziata, il sapore è ferroso e l’Artusi conta di riferirne al Gazzolo che l’ha invitato da lì a poco nella sua casa alle porte di Firenze insieme ad altri ospiti, fra cui politici, banchieri e l’immancabile Mantegazza. La cena scorre tranquilla e piacevole tra cibo e conversazioni, poi tutti si ritirano nelle loro stanze. Al mattino a colazione ci si accorge che qualcuno manca all’appello; uno degli ospiti viene rinvenuto morto nella propria stanza dove si era chiuso a chiave, un attacco cardiaco forse, ma il professor Mantegazza è dubbioso e si rifiuta di redigere il certificato… Marco Malvaldi ha costruito un perfetto «enigma della camera chiusa» con un protagonista d’eccezione, Pellegrino Artusi, prima in veste di sospettato, poi determinante per la soluzione dell’affaire. Gli anni della belle époque, gli intrecci tra politica e finanza che legavano l’Italia all’Impero Ottomano, il borghese Pellegrino, con la sua passione rivoluzionaria per la cucina, la familiarità con la chimica, il sentimento di unità nazionale che lo animava: gli ingredienti per un giallo colto, divertente e istruttivo.

8.
Sale in ottava posizione I leoni di Sicilia. La saga dei Florio di Stefania Auci.
Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo in tutta Europa… In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile.

9.
Fermo in nona posizione Le storie del mistero di Gamer Lyon.
Benvenuti tra le pagine delle storie del mistero! Una oscura organizzazione sta architettando qualcosa all’interno dei suoi laboratori. Toccherà a Lyon, alla cara Anna e a Cico scoprire cosa. Quali sono i risultati di alcuni tra i più temibili esperimenti della storia dell’umanità? Chi è prigioniero nelle celle dei sotterranei? Quali maledizioni pendono sulle loro e sulle nostre teste? Ma soprattutto: cosa bolle ancora in pentola? Chi è il vero nemico? Le risposte sono in queste pagine… Forse! Dopo aver narrato e intrattenuto milioni di ragazzi attraverso i suoi gameplay, Lyon ci accompagna in un universo di stanze segrete e luoghi pericolosi, abitati da creature incredibili, scienziati e mostri maligni, alla scoperta dei segreti più spaventosi. Un libro per ragazzi 10-13 anni.

10.
Precipita in decima posizione La magia del ritorno di Nicholas Sparks.
Per Trevor Benson, i più bei ricordi d’infanzia sono legati alle estati trascorse a New Bern, nel North Carolina, dove il nonno gli ha insegnato a pescare, a prendersi cura delle api, e ha provato a spiegargli cosa vuol dire innamorarsi. È a lui che il nonno, recentemente scomparso, ha lasciato in eredità la vecchia casa di legno accanto al fiume, ed è proprio lì che Trevor decide di trasferirsi temporaneamente prima di iniziare una nuova vita. Rimasto gravemente ferito in Afghanistan, ha infatti dovuto abbandonare la professione di chirurgo e trovare una nuova strada. Se i segni sul corpo sono quasi spariti grazie a una lunga serie di interventi, nulla può cancellare però le ferite dell’anima. In quell’estate sospesa tra un capitolo e l’altro della sua esistenza, due incontri inattesi giungono a sorprenderlo: quello con Callie, una ragazzina inquieta e sfuggente che sa qualcosa sulle circostanze misteriose della morte di suo nonno, ma è restia a dirgli la verità; e quello con Natalie, una giovane ed enigmatica poliziotta per la quale Trevor sente nascere un sentimento profondo, ma che sembra avere paura d’amare. Avvolto da una rete di segreti che non riesce a districare, Trevor decide di fidarsi dell’istinto, come gli consigliava sempre il nonno, e intraprende così una ricerca che lo porterà a cogliere il significato più profondo dell’amore e del perdono e lo ricondurrà al centro esatto del suo cuore. Perché a volte, per andare avanti, è necessario ritornare al punto in cui tutto è cominciato.

Podio della narrativa italiana:
1. Riccardino di Andrea Camilleri
2. Il colibrì di Sandro Veronesi
3. Come un respiro di Ferzan Ozpetek
Podio della Narrativa straniera:
1. L’enigma della camera 622 di Joël Dicker
2. Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin
3. La magia del ritorno di Nicholas Sparks

 

Podio della saggistica:
1. I mostri e come sconfiggerli di Carlo Calenda
2. «Infonda Dio sapienza nel cuore» di Mario Delpini
3. I cazzari del virus di Andrea Scanzi
Podio della Narrativa per ragazzi:
1. Le storie del mistero di Lyon Gamer
2. Sfida il Signor S con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te di Me contro Te
3. Una Stormoavventura! La scomparsa di Dolcetta di Sbriser

 

I NatiOggi letterari della settimana:

Alexandre Dumas figlio (27 luglio 1824 – 27 novembre 1895), scrittore e drammaturgo francese, figlio di Alexandre Dumas.
Giosuè Carducci (27 luglio 1835 – 16 febbraio 1907), poeta, scrittore, critico letterario e accademico italiano. Ha vinto il Premio Nobel per la letteratura, nel 1906.
Emily Brontë (30 luglio 1818 – 19 dicembre 1848), scrittrice britannica dell’età vittoriana, la più celebre delle tre sorelle Brontë, famosa per il suo unico romanzo Cime tempestose.
Primo Levi (31 luglio 1919 – 11 aprile 1987), scrittore italiano, autore di racconti, memorie, poesie, saggi e romanzi.
J. K. Rowling (31 luglio 1965), scrittrice, sceneggiatrice e produttrice cinematografica britannica. La sua fama è legata alla serie di romanzi di Harry Potter.
Herman Melville (1 agosto 1819 – 28 settembre 1891), scrittore, poeta e critico letterario statunitense, autore del romanzo Moby Dick.
Isabel Allende (2 agosto 1942), scrittrice cilena naturalizzata statunitense.

Evento “libroso”della settimana:

Dal 27 al 30 agosto, a Firenze, si svolge la terza edizione del festival La città dei lettori, leggere è una passione che può aiutarci a comprendere la realtà. Leggere ci fa pensare, approfondire, diventare consapevoli.

Dal 28 al 30 Agosto si svolge Rovigoracconta, il festival culturale che ti porta a viaggiare nel mondo delle idee e delle storie attraverso i libri e la musica, con scrittori, giornalisti e artisti di fama nazionale, nuove grandi scoperte ed esperienze inedite che coinvolgono gli spettatori in prima persona.

Fonte IBUK
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal  13 al 19 luglio 2020)

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Nicholas Sparks – La magia del ritorno http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/nicholas-sparks-la-magia-del-ritorno.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/nicholas-sparks-la-magia-del-ritorno.html#respond Sun, 26 Jul 2020 12:36:02 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52091 La magia del ritorno  è un romanzo di Nicholas Sparks, pubblicato in Italia a giugno 2020. Si parla di resilienza e rinascita, verità che cambiano il corso del destino e sentimenti capaci di riportarci a casa: quel luogo magico dove il cuore trova pace. “Il cielo d’aprile era limpido, la temperatura intorno ai ventuno gradi e [...]

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Nicholas Sparks – La magia del ritorno

La magia del ritorno  è un romanzo di Nicholas Sparks, pubblicato in Italia a giugno 2020. Si parla di resilienza e rinascita, verità che cambiano il corso del destino e sentimenti capaci di riportarci a casa: quel luogo magico dove il cuore trova pace.

“Il cielo d’aprile era limpido, la temperatura intorno ai ventuno gradi e una lieve brezza portava il profumo dei fiori. Le sanguinelle e le azalee in giardino erano fiorite da un giorno all’altro e fiancheggiavano il vialetto di ghiaia che si snodava davanti alla casa di mio nonno alla periferia di New Bern, nel North Carolina, una casa che avevo appena ereditato.
E io, Trevor Benson, medico convalescente e veterano invalido di professione, stavo spargendo palline di naftalina ai piedi della veranda anteriore, contrariato dal fatto che non fosse quello il modo in cui avevo immaginato di passare la mattinata. Il problema di occuparsi delle faccende di casa era che non sapevi mai quando avresti finito, dal momento che c’era sempre qualcosa in più che andava fatto… e chissà se poi valeva la pena sistemare la vecchia abitazione.”

Per Trevor Benson, i più bei ricordi d’infanzia sono legati alle estati trascorse a New Bern, nel North Carolina, dove il nonno gli ha insegnato a pescare, a prendersi cura delle api, e ha provato a spiegargli cosa vuol dire innamorarsi. È a lui che il nonno, recentemente scomparso, ha lasciato in eredità la vecchia casa di legno accanto al fiume, ed è proprio lì che Trevor decide di trasferirsi temporaneamente prima di iniziare una nuova vita. Rimasto gravemente ferito in Afghanistan, ha infatti dovuto abbandonare la professione di chirurgo e trovare una nuova strada. Se i segni sul corpo sono quasi spariti grazie a una lunga serie di interventi, nulla può cancellare però le ferite dell’anima.
In quell’estate sospesa tra un capitolo e l’altro della sua esistenza, due incontri inattesi giungono a sorprenderlo: quello con Callie, una ragazzina inquieta e sfuggente che sa qualcosa sulle circostanze misteriose della morte di suo nonno, ma è restia a dirgli la verità; e quello con Natalie, una giovane ed enigmatica poliziotta per la quale Trevor sente nascere un sentimento profondo, ma che sembra avere paura d’amare.
Avvolto da una rete di segreti che non riesce a districare, Trevor decide di fidarsi dell’istinto, come gli consigliava sempre il nonno, e intraprende così una ricerca che lo porterà a cogliere il significato più profondo dell’amore e del perdono e lo ricondurrà al centro esatto del suo cuore. Perché a volte, per andare avanti, è necessario ritornare al punto in cui tutto è cominciato.

“SO che vi state chiedendo come fosse possibile che un tizio che negli ultimi due anni e mezzo si era sentito un relitto mentale ed emotivo potesse pensare di diventare psichiatra. Come potevo aiutare qualcuno se non sapevo neppure che direzione avrebbe preso la mia vita?
Ottime domande. Per quanto riguarda le risposte… cavolo, non le ho. Forse non sarei mai riuscito ad aiutare nessuno. Ma sapevo che le mie opzioni erano piuttosto limitate.”

Prologo
2019
LA chiesa assomiglia a una cappella alpina, di quelle che si possono trovare sulle montagne intorno a Salisburgo, e la frescura all’interno è invitante. Siamo in agosto, qui al Sud le temperature sono soffocanti e, come se non bastasse, porto giacca e cravatta. Di solito non è il mio stile, perché mi sento scomodo e poi, come medico, ho imparato che i miei pazienti mi danno più retta se sono vestito sportivo, come loro.
Sono qui per un matrimonio. Conosco la sposa da più di cinque anni, anche se dubito che lei mi considererebbe suo amico. Pur essendo rimasti in contatto per più di un anno dopo la sua partenza da New Bern, il nostro rapporto da allora si è limitato a qualche messaggio di tanto in tanto, a volte su iniziativa sua, a volte mia. Tra noi però esiste un legame innegabile, nato da eventi accaduti anni fa. A volte ho difficoltà a ricordare l’uomo che ero quando le nostre strade si sono incrociate per la prima volta, ma penso che sia normale, no? La vita ci offre infinite possibilità di cambiare direzione e, lungo il cammino, di crescere e mutare; quando guardiamo nello specchietto retrovisore, cogliamo istantanee di noi in alcuni momenti della nostra vita che stentiamo a riconoscere.
Alcune cose non sono cambiate – per esempio, il mio nome – ma ho trentasette anni e ho appena iniziato una nuova carriera, che non avevo mai preso in considerazione nei primi trent’anni della mia esistenza. Un tempo mi piaceva suonare il pianoforte, però ora non lo suono più; pur essendo cresciuto in una famiglia amorevole, è tanto tempo che non vedo nessuno dei miei. C’è un motivo per questo, ma ne parlerò più avanti.
Oggi sono semplicemente felice di essere qui e di essere arrivato in tempo. Il mio volo da Baltimora era in ritardo e la fila per ritirare l’auto a noleggio era lunghissima. Non sono entrato per ultimo, ma la chiesa è già piena per più di metà, così trovo un posto nella terza fila dal fondo, dove mi siedo facendo del mio meglio per passare inosservato.
I banchi davanti a me sono occupati da donne con acconciature che uno si aspetterebbe di trovare al Kentucky Derby, stravaganti composizioni di nastri e fiori di cui le capre andrebbero ghiotte. L’idea mi fa sorridere e mi ricorda che al Sud capita spesso di scivolare in un mondo che sembra esistere soltanto qui.
Guardandomi intorno, la vista dei fiori mi fa pensare alle api. Le api hanno fatto parte della mia vita dacché ne ho ricordo. Sono creature notevoli e meravigliose, che mi interessano da sempre. Ultimamente mi occupo di più di dieci arnie – molto meno impegnative di quanto potreste immaginare – e sono giunto alla conclusione che le api si prendono cura di me così come di chiunque altro. Senza di loro la vita umana sarebbe praticamente impossibile, dato che ci garantiscono gran parte delle nostre scorte di cibo.
C’è qualcosa di incredibilmente meraviglioso nell’idea che la vita che conosciamo possa ridursi a qualcosa di tanto semplice come un’ape che vola di fiore in fiore. Credo dunque che il mio hobby part-time sia importante nel grande schema delle cose, ma mi rendo anche conto che è stato il fatto di occuparmi delle arnie che mi ha portato qui, in questa chiesetta di paese, lontano dagli orizzonti di casa mia. Ovviamente la mia storia – come ogni bella storia – è fatta anche di eventi e circostanze e altre persone, compresi due vecchi ai quali piaceva passare il tempo seduti sulle sedie a dondolo davanti a una bottega nel North Carolina. Soprattutto, è la storia di due donne diverse, anche se una all’epoca era appena una ragazzina.
Sono il primo a sostenere che, quando qualcuno racconta la sua storia, lo fa in modo da apparire una grande star. Probabilmente commetterò lo stesso errore, ma vorrei precisare che gran parte degli avvenimenti continuano a sembrarmi accidentali, e nel corso del mio racconto vi prego di non dimenticare che non mi considero affatto un eroe.
Per quanto riguarda la fine della storia, presumo che questo matrimonio ne sia una sorta di coronamento. Cinque anni fa non avrei saputo dire se la conclusione di questo intreccio di eventi sarebbe stata felice, tragica o dolceamara. E adesso? Francamente ho ancora più dubbi, dal momento che sono venuto qui chiedendomi se la storia possa in qualche modo riprendere esattamente da dove si era interrotta.
Per capire ciò che intendo, dovrete viaggiare indietro nel tempo insieme a me, e rivisitare un mondo che, nonostante tutto quello che è accaduto negli anni successivi, continua a sembrare a portata di mano.

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Esercizio di scrittura: Com’è fatta la tua cucina http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/esercizio-di-scrittura-come-fatta-la-tua-cucina.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/esercizio-di-scrittura-come-fatta-la-tua-cucina.html#respond Sun, 26 Jul 2020 10:58:27 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52118   Nello specchio appeso nel corridoio di casa si riflette l’interno della cucina. In questo momento è particolarmente luminosa e le dà un fascino d’altri tempi, purtroppo in inverno riesce a ricevere la luce dorata del sole per un’ora al giorno solamente. La stanza è stretta e lunga, i mobili sono di legno scuro, non [...]

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Nello specchio appeso nel corridoio di casa si riflette l’interno della cucina. In questo momento è particolarmente luminosa e le dà un fascino d’altri tempi, purtroppo in inverno riesce a ricevere la luce dorata del sole per un’ora al giorno solamente. La stanza è stretta e lunga, i mobili sono di legno scuro, non so che tipo di legno, sicuramente uno dei più economici e adatto allo stile in arte povera, anzi poverissima, era proprio questa l’idea quando ho deciso di realizzarla insieme ad un mio amico che si era da poco appassionato di falegnameria.
I colori che predominano, a parte il marrone del legno, sono il bianco e il blu, mi ricordano le maioliche delle antiche cucine siciliane.
I pomelli degli sportelli sono in porcellana bianca, mentre il piano di lavoro, il forno ed il lavandino sono in finto granito color crema, il rubinetto è in ottone,  in stile classico, credo che sia la cosa più costosa che ci sia nella stanza, tranne il frigorifero, anch’esso color crema che ricoperto di calamite e foto regala alla stanza un po’ di colore, mentre al suo interno predomina il grigio essendo quasi vuoto, riflette la mia vita sociale. E’ una cucina piena di difetti, ma io ne sono innamorata, è una delle poche cose che non desidero cambiare, non manca niente, nel tempo l’ho resa ricca di attrezzature per creare pietanze saporite, dovrei solo riempire il frigorifero e la mia vita.

Esercizio di scrittura: Com’è fatta la tua cucina. Provateci anche voi.

#mipiacescriveremanonsonounascrittrice e si vede
#provediordinariafollia

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La classifica dei libri più venduti – 20 Luglio 2020 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-20-luglio-2020.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-20-luglio-2020.html#respond Sun, 19 Jul 2020 22:05:37 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52025 Buona settimana a tutti! “Non ci sono libri morali o immorali. Ci sono libri scritti bene o scritti male.” (Oscar Wilde)       La classifica dei libri più venduti in questa settimana è caratterizzata da cambi di posizione, qualche ritorno, ma nessuna nuova entrata. Scopriamola: 1. Raggiunge la prima posizione Il colibrì di Sandro Veronesi, dopo la [...]

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Buona settimana a tutti!

“Non ci sono libri morali o immorali. Ci sono libri scritti bene o scritti male.”
(Oscar Wilde)

 

 

 

La classifica dei libri più venduti in questa settimana è caratterizzata da cambi di posizione, qualche ritorno, ma nessuna nuova entrata. Scopriamola:

1.
Raggiunge la prima posizione Il colibrì di Sandro Veronesi, dopo la vittoria del Premio Strega.
Marco Carrera è il colibrì. La sua è una vita di continue sospensioni ma anche di coincidenze fatali, di perdite atroci e amori assoluti. Non precipita mai fino in fondo: il suo è un movimento incessante per rimanere fermo, saldo, e quando questo non è possibile, per trovare il punto d’arresto della caduta – perché sopravvivere non significhi vivere di meno. Intorno a lui, Veronesi costruisce un mondo intero, in un tempo liquido che si estende dai primi anni settanta fino a un cupo futuro prossimo, quando all’improvviso splenderà il frutto della resilienza di Marco Carrera: è una bambina, si chiama Miraijin, e sarà l’uomo nuovo.

2.
Sale in seconda posizione L’enigma della camera 622 di Joël Dicker.
Un fine settimana di dicembre, il Palace de Verbier, lussuoso hotel sulle Alpi svizzere, ospita l’annuale festa di una importante banca d’affari di Ginevra, che si appresta a nominare il nuovo presidente. La notte della elezione, tuttavia, un omicidio nella stanza 622 scuote il Palace de Verbier, la banca e l’intero mondo finanziario svizzero.
L’inchiesta della polizia non riesce a individuare il colpevole, molti avrebbero avuto interesse a commettere l’omicidio ma ognuno sembra avere un alibi; e al Palace de Verbier ci si affretta a cancellare la memoria del delitto per riprendere il prima possibile la comoda normalità. Quindici anni dopo, un ignaro scrittore sceglie lo stesso hotel per trascorrere qualche giorno di pace, ma non può fare a meno di farsi catturare dal fascino di quel caso irrisolto, e da una donna avvenente e curiosa, anche lei sola nello stesso hotel, che lo spinge a indagare su cosa sia veramente successo, e perché, nella stanza 622 del Palace de Verbier.

3.
Va u in terza posizione Come un respiro di Ferzan Ozpetek.
È una domenica mattina di fine giugno e Sergio e Giovanna, come d’abitudine, hanno invitato a pranzo nel loro appartamento al Testaccio due coppie di cari amici. Stanno facendo gli ultimi preparativi in attesa degli ospiti quando una sconosciuta si presenta alla loro porta. Molti anni prima ha vissuto in quella casa e vorrebbe rivederla un’ultima volta, si giustifica. Il suo sguardo sembra smarrito, come se cercasse qualcuno. O qualcosa. Si chiama Elsa Corti, viene da lontano e nella borsa che ha con sé conserva un fascio di vecchie lettere che nessuno ha mai letto. E che, fra aneddoti di una vita avventurosa e confidenze piene di nostalgia, custodiscono un terribile segreto. Riaffiora così un passato inconfessabile, capace di incrinare anche l’esistenza apparentemente tranquilla e quasi monotona di Sergio e Giovanna e dei loro amici, segnandoli per sempre. Ferzan Ozpetek, al suo terzo libro, dà vita a un thriller dei sentimenti, che intreccia antiche e nuove verità trasportando il lettore dall’oggi alla fine degli anni Sessanta, da Roma a Istanbul, in un susseguirsi di colpi di scena, avanti e indietro nel tempo. Chi è davvero Elsa Corti? Come mai tanti anni prima ha lasciato l’Italia quasi fuggendo, allontanandosi per sempre dalla sorella Adele, cui era così legata?

4.
Risale in quarta posizione Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin.
Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una storia piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose.

5.
Precipita in quinta posizione, Echi in tempesta. L’Attraversaspecchi. Vol. 4 di Christelle Dabos.
L’ultimo capitolo della saga ci trasporta in un grande gioco di fantasia avvinto alle vicende fin troppo umane dei suoi protagonisti. Ofelia e Thorn affrontano un universo colmo di allegorie e di realtà interiori profonde, di orizzonti antichi e di sentimenti nuovi, fino a scovare la verità che da sempre è nascosta dietro lo specchio.
Crollati gli ultimi muri della diffidenza, Ofelia e Thorn si amano ormai appassionatamente. Tuttavia non possono farlo alla luce del sole: la loro unione deve infatti rimanere nascosta perché possano continuare a indagare di concerto sull’indecifrabile codice di Dio e sulla misteriosa figura dell’Altro, l’essere di cui non si conosce l’aspetto, ma il cui potere devastante continua a far crollare interi pezzi di arche precipitando nel vuoto migliaia di innocenti. Come trovare l’Altro, senza sapere nemmeno com’è fatto? Più uniti che mai, ma impegnati su piste diverse, Ofelia e Thorn approderanno all’osservatorio delle Deviazioni, un istituto avvolto dal segreto più assoluto e gestito da una setta di scienziati mistici in cui, dietro la facciata di una filantropica clinica psichiatrica, si cela un laboratorio dove vengono condotti esperimenti disumani e terrificanti. È lì che si recheranno i due, lì scopriranno le verità che cercano e da lì proveranno a fermare i crolli e a riportare il mondo in equilibrio.

6.
Sale in sesta posizione La misura del tempo di Gianrico Carofiglio.
Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt’altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia così, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali. Una scrittura inesorabile e piena di compassione, in equilibrio fra il racconto giudiziario – distillato purissimo della vicenda umana – e le note dolenti del tempo che trascorre e si consuma.

7.
Scende in settima posizione Il borghese Pellegrino di Marco Malvaldi.
Anno 1900. Serata a casa di Pellegrino Artusi, tra gli invitati Paolo Mantegazza, suo caro amico, professore di Fisiologia (e anche antropologo e scrittore) e Arturo Gazzolo, proprietario di una industria conserviera nel Casentino. Nel corso della cena si parla delle nuove tecniche di conservazione dei cibi, dal ghiaccio secco per i gelati al sottovuoto per le carni; Gazzolo vorrebbe avere il parere di Artusi su una nuova linea innovativa di manzo in gelatina che ha sviluppato proprio con le nuove metodologie e che è intenzionato a lanciare soprattutto nei mercati esteri, grazie alle nuove frontiere del commercio con l’Impero Ottomano. La carne, che prontamente il Gazzolo ha fatto recapitare all’Artusi per la prova d’assaggio, non risponde però alle aspettative: è troppo speziata, il sapore è ferroso e l’Artusi conta di riferirne al Gazzolo che l’ha invitato da lì a poco nella sua casa alle porte di Firenze insieme ad altri ospiti, fra cui politici, banchieri e l’immancabile Mantegazza. La cena scorre tranquilla e piacevole tra cibo e conversazioni, poi tutti si ritirano nelle loro stanze. Al mattino a colazione ci si accorge che qualcuno manca all’appello; uno degli ospiti viene rinvenuto morto nella propria stanza dove si era chiuso a chiave, un attacco cardiaco forse, ma il professor Mantegazza è dubbioso e si rifiuta di redigere il certificato… Marco Malvaldi ha costruito un perfetto «enigma della camera chiusa» con un protagonista d’eccezione, Pellegrino Artusi, prima in veste di sospettato, poi determinante per la soluzione dell’affaire. Gli anni della belle époque, gli intrecci tra politica e finanza che legavano l’Italia all’Impero Ottomano, il borghese Pellegrino, con la sua passione rivoluzionaria per la cucina, la familiarità con la chimica, il sentimento di unità nazionale che lo animava: gli ingredienti per un giallo colto, divertente e istruttivo.

8.
Stabile in ottava posizione La magia del ritorno di Nicholas Sparks.
Per Trevor Benson, i più bei ricordi d’infanzia sono legati alle estati trascorse a New Bern, nel North Carolina, dove il nonno gli ha insegnato a pescare, a prendersi cura delle api, e ha provato a spiegargli cosa vuol dire innamorarsi. È a lui che il nonno, recentemente scomparso, ha lasciato in eredità la vecchia casa di legno accanto al fiume, ed è proprio lì che Trevor decide di trasferirsi temporaneamente prima di iniziare una nuova vita. Rimasto gravemente ferito in Afghanistan, ha infatti dovuto abbandonare la professione di chirurgo e trovare una nuova strada. Se i segni sul corpo sono quasi spariti grazie a una lunga serie di interventi, nulla può cancellare però le ferite dell’anima. In quell’estate sospesa tra un capitolo e l’altro della sua esistenza, due incontri inattesi giungono a sorprenderlo: quello con Callie, una ragazzina inquieta e sfuggente che sa qualcosa sulle circostanze misteriose della morte di suo nonno, ma è restia a dirgli la verità; e quello con Natalie, una giovane ed enigmatica poliziotta per la quale Trevor sente nascere un sentimento profondo, ma che sembra avere paura d’amare. Avvolto da una rete di segreti che non riesce a districare, Trevor decide di fidarsi dell’istinto, come gli consigliava sempre il nonno, e intraprende così una ricerca che lo porterà a cogliere il significato più profondo dell’amore e del perdono e lo ricondurrà al centro esatto del suo cuore. Perché a volte, per andare avanti, è necessario ritornare al punto in cui tutto è cominciato.

9.
Fermo in nona posizione Le storie del mistero di Gamer Lyon.
Benvenuti tra le pagine delle storie del mistero! Una oscura organizzazione sta architettando qualcosa all’interno dei suoi laboratori. Toccherà a Lyon, alla cara Anna e a Cico scoprire cosa. Quali sono i risultati di alcuni tra i più temibili esperimenti della storia dell’umanità? Chi è prigioniero nelle celle dei sotterranei? Quali maledizioni pendono sulle loro e sulle nostre teste? Ma soprattutto: cosa bolle ancora in pentola? Chi è il vero nemico? Le risposte sono in queste pagine… Forse! Dopo aver narrato e intrattenuto milioni di ragazzi attraverso i suoi gameplay, Lyon ci accompagna in un universo di stanze segrete e luoghi pericolosi, abitati da creature incredibili, scienziati e mostri maligni, alla scoperta dei segreti più spaventosi. Un libro per ragazzi 10-13 anni.

10.
Rientra in decima posizione I leoni di Sicilia. La saga dei Florio di Stefania Auci.
Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo in tutta Europa… In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile.

Podio della narrativa italiana:
1. Il colibrì di Sandro Veronesi
2. Come un respiro di Ferzan Ozpetek
3. La misura del tempo di Gianrico Carofiglio
Podio della Narrativa straniera:
1. L’enigma della camera 622 di Joël Dicker
2. Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin
3. Echi in tempesta. L’Attraversaspecchi. Vol. 4 di Christelle Dabos

 

Podio della saggistica:
1. I mostri e come sconfiggerli di Carlo Calenda
2. I cazzari del virus di Andrea Scanzi
3. Il coraggio e la paura di Vito Mancuso
Podio della Narrativa per ragazzi:
1. Le storie del mistero di Lyon Gamer
2. Rinascita. Timeport di Stef & Phere
3. Sfida il Signor S con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te di Me contro Te

 

I NatiOggi letterari della settimana:

Michael Connelly (21 luglio 1956), scrittore statunitense di thriller.
Ernest Hemingway (21 luglio 1899 – 2 luglio 1961), scrittore e giornalista statunitense, simbolo del novecento letterario.
Banana Yoshimoto (24 luglio 1964), scrittrice giapponese.
Alexandre Dumas padre (24 luglio 1802 – 5 dicembre 1870), scrittore e drammaturgo francese.
George Bernard Shaw (26 luglio 1856 – 2 novembre 1950), scrittore, linguista e critico musicale irlandese.

Evento “libroso”della settimana:
Dal 21 al 24 luglio, a Rio nell’Elba (LI), si svolge il Elba Book Festival 2020, nato nel 2015, si rivolge a un turismo consapevole e sostenibile, cercando di dar voce all’Editoria Indipendente, alla piccola realtà locale, cercando di essere una piattaforma di incontri e confronti.

Dal 26 al 30 agosto ritorna l’ottava edizione di Passaggi Festival della Saggistica, una manifestazione culturale italiana dedicata ai libri di questo genere letterario votato all’analisi e allo studio, al confronto e all’approfondimento.

Fonte IBUK
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal  6 al 12 luglio 2020)

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Il mago cortese http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/il-mago-cortese.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/il-mago-cortese.html#respond Sun, 19 Jul 2020 09:37:13 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52103 Il mago cortese Con un elegante cappello e profumo di tabacco e colonia arrivi. Passi lenti e sicuri gesti attenti e sguardo curioso che giovane ti fa. Una voce profonda che racconta di ieri e grandi orecchie che ascoltano l’oggi. Mentre un onesto sorriso riempie gli spazi giochi divertito con pazienza e rigore. Mi tieni [...]

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Il mago cortese

Con un elegante cappello
e profumo di tabacco e colonia
arrivi.

Passi lenti e sicuri
gesti attenti
e sguardo curioso
che giovane ti fa.

Una voce profonda
che racconta di ieri
e grandi orecchie
che ascoltano l’oggi.

Mentre un onesto sorriso
riempie gli spazi
giochi divertito
con pazienza e rigore.

Mi tieni per mano
mi copri e osservi
a distanza rispettosa.

Mi insegni a guardare
mi presti il silenzio
mi doni i perché.

Mi hai lasciato.
Mi hai lasciato te
per viaggiare con me.

Galatea K.V.

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Jeffery Deaver – Gli Eletti http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/jeffery-deaver-gli-eletti.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/jeffery-deaver-gli-eletti.html#respond Fri, 17 Jul 2020 10:21:47 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52096 Gli Eletti è un romanzo thriller scritto da Jeffery Deaver, pubblicato a luglio 2020 da Rizzoli, secondo della serie che ha come protagonista Colter Shaw, un cercatore di persone scomparse,  dopo “Il gioco del mai“, ritorna con una nuova missione nelle desolate foreste dell’ovest, attraverso gli antichi e oscuri misteri del culto egizio di Osiride, contro [...]

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Jeffery Deaver – Gli Eletti

Gli Eletti è un romanzo thriller scritto da Jeffery Deaver, pubblicato a luglio 2020 da Rizzoli, secondo della serie che ha come protagonista Colter Shaw, un cercatore di persone scomparse,  dopo “Il gioco del mai“, ritorna con una nuova missione nelle desolate foreste dell’ovest, attraverso gli antichi e oscuri misteri del culto egizio di Osiride, contro l’omonima Fondazione. La bussola che guida Colter è lo stile di vita che si è scelto: non fermarsi mai, dare la caccia a criminali e persone scomparse, scalare pareti di roccia, sentire il vento sulla faccia. Spingersi al limite.

“Mai sottostimare il potere della religione, nel bene e nel male.
Non era una delle regole di suo padre: a insegnargli quella verità era stato un decennio di caccia alle ricompense.”

Persone da ritrovare, vite da salvare. Su questo è incentrata la carriera – o meglio, l’intera esistenza – del cacciatore di ricompense Colter Shaw. Per chi lo ingaggia rappresenta un’ottima alternativa alla polizia, ma ti devi fidare dell’uomo, uno allergico alle burocrazie e capace di sovvertire le regole del buon senso. Come accade in una giornata estiva di giugno. C’è stata una vittima, un ragazzo che Colter doveva riportare a casa e che aveva inseguito fino alla zona selvaggia nel nord dello Stato di Washington. Qui, al riparo tra le valli delle Montagne Rocciose, ha sede la Fondazione Osiride, che promette felicità a chi ha sofferto. Farsi accettare al suo interno riesce facile a Colter perché, in fondo, è vero: anche lui ha un segreto che non lo fa dormire, un ricordo che brucia. Ma ben presto scopre che, una volta entrati nella schiera degli eletti di Osiride, è quasi impossibile uscirne. O almeno, uscirne vivi.

“Un tempo Colter Shaw aveva pensato di fare l’avvocato. Quando la famiglia aveva abbandonato la Baia di San Francisco per ragioni di sicurezza e si era trasferita nella California orientale, suo padre si era portato dietro centinaia di libri, tra cui parecchi tomi giuridici. Da ragazzino, Colter li divorava. Gli piacevano in particolare i casi concreti. Gli esempi pratici. Tutti i verdetti emanati dai tribunali. Li leggeva come se fossero romanzi.
Grazie alla sue conoscenze in materia di diritto, Shaw sapeva …”

I
LA DONNA SUL PRECIPIZIO

11 giugno, ore 14:00
Pochi secondi per decidere.
Doveva sterzare a sinistra? A destra?
O lanciare la macchina dritto nella boscaglia? Nella stretta scarpata che finiva contro la parete rocciosa?
A sinistra.
L’istinto.
Colter Shaw sterzò bruscamente e frenò, senza inchiodare: non poteva permettersi di sbandare o perdere aderenza. La Kia a noleggio, che aveva toccato i sessantacinque all’ora su quella tortuosa stradina che serpeggiava tra le montagne, si lanciò in mezzo al fogliame, evitando all’ultimo istante un impatto frontale con il masso che era rotolato giù dal ripido versante per poi fermarsi proprio in mezzo alla strada. Un enorme sasso di novanta chili dovrebbe fare un frastuono terribile precipitando in mezzo agli arbusti e ruzzolando tra la ghiaia e il terriccio, giusto? E invece no, era scivolato dolcemente. In silenzio, o quasi.
A sinistra. La decisione giusta.
Se avesse girato dall’altra parte, la macchina si sarebbe schiantata contro una sporgenza rocciosa nascosta in mezzo alla distesa marroncina dell’erba alta.
Quando doveva prendere una decisione di natura professionale, Shaw dedicava molto tempo a valutare i possibili rischi, assegnando a ogni evenienza una percentuale di plausibilità. Eppure sapeva che a volte non puoi far altro che tirare i dadi e restare a guardare.
Gli airbag non erano scoppiati. Nessuna ferita, nessun danno. Però era intrappolato dentro la Kia. Alla sua sinistra, un mare di maonia, anche conosciuta come «uva dell’Oregon». Due nomi innocui e piacevoli. E fuorvianti: la pianta aveva spine acuminate come aghi, in grado di superare senza problemi i vestiti e perforare la pelle. Da lì non sarebbe uscito di certo. Il lato del passeggero era messo meglio: c’era solo un’inoffensiva cinquefoglia, allegra e rigogliosa nello splendore di giugno, e una macchia di forsizia.
Shaw aprì a forza la portiera destra, continuò a spingere fino a che non riuscì a scacciare rami e foglie. Si accorse che il suo avversario aveva scelto bene i tempi per lanciare l’attacco. Se avesse fatto cadere il masso troppo presto, Shaw non avrebbe avuto problemi a frenare. Se avesse agito anche con un solo secondo di ritardo, invece, la Kia sarebbe passata incolume.
Era certo che fosse stata un’aggressione premeditata.
Lo Stato di Washington era colpito da terremoti e attività sismiche di ogni tipo ma nei dintorni non s’era mosso nulla, e i massi di quelle dimensioni di solito se ne stanno buoni dove si trovano, a meno che qualcuno non li sposti intenzionalmente, facendoli rotolare davanti (o sopra) a una macchina lanciata all’inseguimento di un criminale armato in fuga.
Dopo essersi levato la polvere dalla giacca sportiva a quadri marrone, Shaw si strizzò nello stretto spazio tra la portiera e il telaio. Era in ottime condizioni fisiche, come ci si poteva aspettare da un uomo che per hobby scala montagne, ma il varco che era riuscito a ritagliarsi non superava i trentacinque centimetri e ben presto rimase incastrato. Decise di allargarlo con uno spintone. Poi si tirò indietro, e giù un altro spintone. Aveva guadagnato qualche centimetro.
Sentì un fruscio nella boscaglia dall’altra parte della strada. Il tizio che aveva gettato il masso di fronte alla sua macchina stava scendendo il versante della collina, fendendo la densa vegetazione. Shaw si dimenò per liberarsi. Quell’uomo aveva qualcosa in mano. Qualcosa che scintillava. Una pistola.
Suo padre era un survivalista, e in un certo senso lo era anche Shaw. Conosceva miriadi di modi diversi per ingannare la morte. E poi era uno scalatore, un fanatico del motocross, senza contare che la sua professione lo metteva di fronte ad assassini e criminali che non si sarebbero fermati di fronte a nulla pur di non finire in galera. Il fumo della morte si innalzava attorno a lui, sempre, lo seguiva e lo avvolgeva ovunque andasse. Ma a preoccuparlo non era la prospettiva della fine di tutto. Nella morte non c’era consapevolezza. No, un infortunio catastrofico sarebbe stato molto, molto peggio. Un danno irreparabile alla spina dorsale, agli occhi, alle orecchie. Un corpo mutilato. Un mondo eternamente oscuro o muto.
Era sempre stato «quello inquieto» tra i suoi fratelli. E adesso che era cresciuto e di quell’inquietudine aveva fatto uno stile di vita, sapeva che un handicap del genere sarebbe stato intollerabile per lui. L’inferno in terra.
Continuò a spingere. A strizzarsi nel varco.
Era quasi fuori.
Forza, forza…
Sì!
No.
Proprio quando stava per evadere dalla sua prigione, il portafogli, nella tasca posteriore sinistra dei jeans neri, rimase impigliato.
Il suo aggressore si bloccò, sporgendosi in mezzo alla vegetazione, e sollevò la pistola. Shaw sentì lo scatto del cane. Un revolver.
Un revolver grosso, per la precisione. Quando sparò, la forza della detonazione fece volare le foglie verdi dai rami.
Mancato. Il proiettile atterrò poco lontano da Shaw, sollevando una nuvola di polvere.
Un altro click.
L’uomo sparò di nuovo.
E questa volta centrò il bersaglio.

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Chiara Gamberale – Come il mare in un bicchiere http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/chiara-gamberale-come-il-mare-in-un-bicchiere.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/chiara-gamberale-come-il-mare-in-un-bicchiere.html#respond Thu, 16 Jul 2020 09:59:28 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52080 Come il mare in un bicchiere è un libro scritto da Chiara Gamberale, pubblicato a giugno 2020. Una testimonianza che è un urlo e una carezza. Pagine in cui quel disagio diventa, alla luce particolare della pandemia, la chiave per schiudere le fragilità e le risorse di ognuno di noi. Perché quel metro di distanza dagli [...]

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Chiara Gamberale – Come il mare in un bicchiere

Come il mare in un bicchiere è un libro scritto da Chiara Gamberale, pubblicato a giugno 2020. Una testimonianza che è un urlo e una carezza. Pagine in cui quel disagio diventa, alla luce particolare della pandemia, la chiave per schiudere le fragilità e le risorse di ognuno di noi. Perché quel metro di distanza dagli altri, sia quando si infrange sia quando si rispetta, è comunque “un potere nelle nostre mani”.

“L’intenzione di questo mio breve libro, che preferirei chiamare quaderno, non è tediarvi con il diario della mia quarantena, ognuno ha il suo ed è quello il più prezioso. La mia intenzione è arrivare a riflettere insieme su un protocollo di autodifesa psicologica ed emotiva che questa incredibile tragedia ci potrebbe suggerire. Non voglio parlare del coronavirus alla luce di un certo tipo di disagio: ma voglio parlare di un certo tipo di disagio alla luce del coronavirus. E per farlo devo passare inevitabilmente per i fatti e per le storie delle persone che mi hanno ispirata.”

Ci sono persone con un desiderio così forte di assoluto, che si sentono nel corpo come l’immensità del mare dentro a un bicchiere. Ma sanno che quel bicchiere, piccolo fino al ridicolo per il suo compito impossibile, è l’unica occasione per incontrare gli altri, perché qualcuno possa avvicinare le labbra e bere. Persone che di quel limite però continuano a essere insofferenti, a stare male al punto di diventare prigioniere della propria testa. Persone Dentro di Testa, come scrive Chiara Gamberale – “non ho mai sopportato che delle persone con un certo tipo di problemi si dica: fuori di testa”. Persone fondamentalmente smarrite, come sente di essere lei e quegli amici che soprannomina ‘Gli Animali dell’Arca Senza Noè’. Che quando il mondo si è chiuso in casa, contrariamente a chi di solito è capace di vivere, si sono dimostrate fin troppo capaci, senza il peso del Là Fuori, di sopportare questa quarantena. “A che cosa ci riferiamo, quando diciamo: io? A tutto quello che prescinde dal Là Fuori o a tutto quello che lo prevede?”

“Senza più abbracci, in questi mesi ci sono rimaste solo le parole.
Parole, parole parole.
Quante parole.
Le parole in corsivo che scandiscono questa mia riflessione sono state pescate dagli oceani di quelle da cui tutti noi, nel nostro isolamento, ci siamo sentiti confortati, irritati, presi in giro, baciati, riempiti, svuotati.
Slogan che si sono rivelati grotteschi, discorsi che si sono rivelati profetici.”

Non è un’ifluenza.
Sono le diciotto, ed eccomi davanti al portone del dottor R., ancora una volta.
Era da sette anni che non mi capitava, è da quando ne ho dodici che può capitarmi.
Di perdere il filo del senso e i contorni che separano me dal resto del mondo – la sensazione che “dovunque mi fossi trovata, sul ponte di una nave o in un caffè di Parigi o a Bangkok, sarei stata sotto la stessa campana di vetro, a respirare la mia aria mefitica”, confidava Sylvia Plath ai suoi diari. “E mi domandi perché mai si tace / l’anima mia, senza versarsi in grembo / alla notte che sogna? / Colma di me traboccherebbe tutta / a spegnere le stelle”, scriveva Rilke. La smarginatura, la chiama Lila nell’Amica geniale di Elena Ferrante. Qualcosa insomma che, se arriva lei, non ci sei più tu.
E di colpo non c’è più nemmeno il tempo, sono sempre le due di notte.
Nei miei romanzi ho scritto spesso d’amore, ben consapevole che l’amore è una semplificazione. Ma le relazioni fra le persone mi sono sempre sembrate la metafora migliore di quella lotta tutta interiore a cui, se rischi di smarginare, dedicherai la tua intera esistenza perché a fine giornata la voglia di vivere vinca almeno per un punto sulla sensazione di non saperlo fare.
Scrivere, sicuramente, mi ha aiutata molto nell’addomesticare i mostri. Anche l’amore mi ha aiutata. E crescere, nonostante l’abbia fatto mio malgrado, mi ha permesso di realizzare che, certo, posso cadere sempre e da un momento all’altro, ma non devo confondermi tutta con il rischio di quel precipizio. Tentazione che si può tenere a bada quando una giornata va più o meno bene, ma a cui è immediato cedere appena una giornata si sveglia prima di te e tu apri gli occhi e avverti solo minacce, là dove fino a ieri c’era il lavandino del bagno, la tazza per la colazione, una finestra.
Un mito vuole che il dolore ispiri chi scrive: nel mio caso non è così, non è mai stato così. Almeno per quanto riguarda questo dolore – che poi dolore esattamente non è. Gli effetti collaterali delle medicine che ho dovuto prendere e gli odori dei posti dove, nei momenti più duri, sono stata costretta a rifugiarmi, sono anzi gli attentati più pericolosi che la mia ispirazione ha ricevuto. Perché è impossibile scrivere, quando si finisce tutti dentro. Dentro, per l’appunto: non ho mai sopportato che delle persone con un certo tipo di problemi si dica, fuori di testa. Semmai è il contrario. Stare male significa essere prigionieri della propria testa, barricati in un bunker dove forse speravamo di difenderci da una qualche guerra e invece ci ritroviamo nel focolaio più pericoloso di un’altra guerra, senza possibilità di tregua.
Persone semmai dentro di testa, quindi, quelle che smarginano.

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La classifica dei libri più venduti – 13 Luglio 2020 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-13-luglio-2020.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-13-luglio-2020.html#respond Sun, 12 Jul 2020 22:14:53 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52021 Buona settimana a tutti! “Non c’è atto di libertà individuale più splendido che sedermi a inventare il mondo davanti ad una macchina da scrivere.” (Gabriel Garcia Marquez)     La classifica dei libri più venduti in questa settimana è caratterizzata da tre interessanti nuove entrate. Scopriamola: 1. Da poco pubblicato e già in prima posizione, Echi [...]

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Buona settimana a tutti!

“Non c’è atto di libertà individuale più splendido che sedermi a inventare il mondo davanti ad una macchina da scrivere.”
(Gabriel Garcia Marquez)

 

 

La classifica dei libri più venduti in questa settimana è caratterizzata da tre interessanti nuove entrate. Scopriamola:

1.
Da poco pubblicato e già in prima posizione, Echi in tempesta. L’Attraversaspecchi. Vol. 4 di Christelle Dabos.
L’ultimo capitolo della saga ci trasporta in un grande gioco di fantasia avvinto alle vicende fin troppo umane dei suoi protagonisti. Ofelia e Thorn affrontano un universo colmo di allegorie e di realtà interiori profonde, di orizzonti antichi e di sentimenti nuovi, fino a scovare la verità che da sempre è nascosta dietro lo specchio.
Crollati gli ultimi muri della diffidenza, Ofelia e Thorn si amano ormai appassionatamente. Tuttavia non possono farlo alla luce del sole: la loro unione deve infatti rimanere nascosta perché possano continuare a indagare di concerto sull’indecifrabile codice di Dio e sulla misteriosa figura dell’Altro, l’essere di cui non si conosce l’aspetto, ma il cui potere devastante continua a far crollare interi pezzi di arche precipitando nel vuoto migliaia di innocenti. Come trovare l’Altro, senza sapere nemmeno com’è fatto? Più uniti che mai, ma impegnati su piste diverse, Ofelia e Thorn approderanno all’osservatorio delle Deviazioni, un istituto avvolto dal segreto più assoluto e gestito da una setta di scienziati mistici in cui, dietro la facciata di una filantropica clinica psichiatrica, si cela un laboratorio dove vengono condotti esperimenti disumani e terrificanti. È lì che si recheranno i due, lì scopriranno le verità che cercano e da lì proveranno a fermare i crolli e a riportare il mondo in equilibrio.

2.
Dopo la vittoria del Premio Strega entra in classifica in seconda posizione Il colibrì di Sandro Veronesi.
Marco Carrera è il colibrì. La sua è una vita di continue sospensioni ma anche di coincidenze fatali, di perdite atroci e amori assoluti. Non precipita mai fino in fondo: il suo è un movimento incessante per rimanere fermo, saldo, e quando questo non è possibile, per trovare il punto d’arresto della caduta – perché sopravvivere non significhi vivere di meno. Intorno a lui, Veronesi costruisce un mondo intero, in un tempo liquido che si estende dai primi anni settanta fino a un cupo futuro prossimo, quando all’improvviso splenderà il frutto della resilienza di Marco Carrera: è una bambina, si chiama Miraijin, e sarà l’uomo nuovo.

3.
Scende in terza posizione L’enigma della camera 622 di Joël Dicker.
Un fine settimana di dicembre, il Palace de Verbier, lussuoso hotel sulle Alpi svizzere, ospita l’annuale festa di una importante banca d’affari di Ginevra, che si appresta a nominare il nuovo presidente. La notte della elezione, tuttavia, un omicidio nella stanza 622 scuote il Palace de Verbier, la banca e l’intero mondo finanziario svizzero.
L’inchiesta della polizia non riesce a individuare il colpevole, molti avrebbero avuto interesse a commettere l’omicidio ma ognuno sembra avere un alibi; e al Palace de Verbier ci si affretta a cancellare la memoria del delitto per riprendere il prima possibile la comoda normalità. Quindici anni dopo, un ignaro scrittore sceglie lo stesso hotel per trascorrere qualche giorno di pace, ma non può fare a meno di farsi catturare dal fascino di quel caso irrisolto, e da una donna avvenente e curiosa, anche lei sola nello stesso hotel, che lo spinge a indagare su cosa sia veramente successo, e perché, nella stanza 622 del Palace de Verbier.

4.
Perde un gradino e va in quarta posizione Come un respiro di Ferzan Ozpetek.
È una domenica mattina di fine giugno e Sergio e Giovanna, come d’abitudine, hanno invitato a pranzo nel loro appartamento al Testaccio due coppie di cari amici. Stanno facendo gli ultimi preparativi in attesa degli ospiti quando una sconosciuta si presenta alla loro porta. Molti anni prima ha vissuto in quella casa e vorrebbe rivederla un’ultima volta, si giustifica. Il suo sguardo sembra smarrito, come se cercasse qualcuno. O qualcosa. Si chiama Elsa Corti, viene da lontano e nella borsa che ha con sé conserva un fascio di vecchie lettere che nessuno ha mai letto. E che, fra aneddoti di una vita avventurosa e confidenze piene di nostalgia, custodiscono un terribile segreto. Riaffiora così un passato inconfessabile, capace di incrinare anche l’esistenza apparentemente tranquilla e quasi monotona di Sergio e Giovanna e dei loro amici, segnandoli per sempre. Ferzan Ozpetek, al suo terzo libro, dà vita a un thriller dei sentimenti, che intreccia antiche e nuove verità trasportando il lettore dall’oggi alla fine degli anni Sessanta, da Roma a Istanbul, in un susseguirsi di colpi di scena, avanti e indietro nel tempo. Chi è davvero Elsa Corti? Come mai tanti anni prima ha lasciato l’Italia quasi fuggendo, allontanandosi per sempre dalla sorella Adele, cui era così legata?

5.
Scende in quinta posizione Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin.
Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una storia piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose.

6.
Precipita in sesta posizione Il borghese Pellegrino di Marco Malvaldi.
Anno 1900. Serata a casa di Pellegrino Artusi, tra gli invitati Paolo Mantegazza, suo caro amico, professore di Fisiologia (e anche antropologo e scrittore) e Arturo Gazzolo, proprietario di una industria conserviera nel Casentino. Nel corso della cena si parla delle nuove tecniche di conservazione dei cibi, dal ghiaccio secco per i gelati al sottovuoto per le carni; Gazzolo vorrebbe avere il parere di Artusi su una nuova linea innovativa di manzo in gelatina che ha sviluppato proprio con le nuove metodologie e che è intenzionato a lanciare soprattutto nei mercati esteri, grazie alle nuove frontiere del commercio con l’Impero Ottomano. La carne, che prontamente il Gazzolo ha fatto recapitare all’Artusi per la prova d’assaggio, non risponde però alle aspettative: è troppo speziata, il sapore è ferroso e l’Artusi conta di riferirne al Gazzolo che l’ha invitato da lì a poco nella sua casa alle porte di Firenze insieme ad altri ospiti, fra cui politici, banchieri e l’immancabile Mantegazza. La cena scorre tranquilla e piacevole tra cibo e conversazioni, poi tutti si ritirano nelle loro stanze. Al mattino a colazione ci si accorge che qualcuno manca all’appello; uno degli ospiti viene rinvenuto morto nella propria stanza dove si era chiuso a chiave, un attacco cardiaco forse, ma il professor Mantegazza è dubbioso e si rifiuta di redigere il certificato… Marco Malvaldi ha costruito un perfetto «enigma della camera chiusa» con un protagonista d’eccezione, Pellegrino Artusi, prima in veste di sospettato, poi determinante per la soluzione dell’affaire. Gli anni della belle époque, gli intrecci tra politica e finanza che legavano l’Italia all’Impero Ottomano, il borghese Pellegrino, con la sua passione rivoluzionaria per la cucina, la familiarità con la chimica, il sentimento di unità nazionale che lo animava: gli ingredienti per un giallo colto, divertente e istruttivo.

7.
Sale in settima posizione La misura del tempo di Gianrico Carofiglio.
Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt’altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia così, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali. Una scrittura inesorabile e piena di compassione, in equilibrio fra il racconto giudiziario – distillato purissimo della vicenda umana – e le note dolenti del tempo che trascorre e si consuma.

8.
Entra in classifica in ottava posizione La magia del ritorno di Nicholas Sparks.
Per Trevor Benson, i più bei ricordi d’infanzia sono legati alle estati trascorse a New Bern, nel North Carolina, dove il nonno gli ha insegnato a pescare, a prendersi cura delle api, e ha provato a spiegargli cosa vuol dire innamorarsi. È a lui che il nonno, recentemente scomparso, ha lasciato in eredità la vecchia casa di legno accanto al fiume, ed è proprio lì che Trevor decide di trasferirsi temporaneamente prima di iniziare una nuova vita. Rimasto gravemente ferito in Afghanistan, ha infatti dovuto abbandonare la professione di chirurgo e trovare una nuova strada. Se i segni sul corpo sono quasi spariti grazie a una lunga serie di interventi, nulla può cancellare però le ferite dell’anima. In quell’estate sospesa tra un capitolo e l’altro della sua esistenza, due incontri inattesi giungono a sorprenderlo: quello con Callie, una ragazzina inquieta e sfuggente che sa qualcosa sulle circostanze misteriose della morte di suo nonno, ma è restia a dirgli la verità; e quello con Natalie, una giovane ed enigmatica poliziotta per la quale Trevor sente nascere un sentimento profondo, ma che sembra avere paura d’amare. Avvolto da una rete di segreti che non riesce a districare, Trevor decide di fidarsi dell’istinto, come gli consigliava sempre il nonno, e intraprende così una ricerca che lo porterà a cogliere il significato più profondo dell’amore e del perdono e lo ricondurrà al centro esatto del suo cuore. Perché a volte, per andare avanti, è necessario ritornare al punto in cui tutto è cominciato.

9.
In discesa in nona posizione Le storie del mistero di Gamer Lyon.
Benvenuti tra le pagine delle storie del mistero! Una oscura organizzazione sta architettando qualcosa all’interno dei suoi laboratori. Toccherà a Lyon, alla cara Anna e a Cico scoprire cosa. Quali sono i risultati di alcuni tra i più temibili esperimenti della storia dell’umanità? Chi è prigioniero nelle celle dei sotterranei? Quali maledizioni pendono sulle loro e sulle nostre teste? Ma soprattutto: cosa bolle ancora in pentola? Chi è il vero nemico? Le risposte sono in queste pagine… Forse! Dopo aver narrato e intrattenuto milioni di ragazzi attraverso i suoi gameplay, Lyon ci accompagna in un universo di stanze segrete e luoghi pericolosi, abitati da creature incredibili, scienziati e mostri maligni, alla scoperta dei segreti più spaventosi. Un libro per ragazzi 10-13 anni.

10.
Precipita in decima posizione scende La Salita dei Saponari di Cristina Cassar Scalia.
Solo un caso molto complesso può distogliere, anche se per poco, il vicequestore Vanina Guarrasi dalla caccia ai propri fantasmi e riportarla in azione. Anzi, qualcosa di più di un caso: un intrigo internazionale all’ombra dell’Etna. Esteban Torres, cubano-americano con cittadinanza italiana e residenza in Svizzera, viene trovato morto nel parcheggio dell’aeroporto di Catania; qualcuno gli ha sparato al cuore. L’uomo ha un passato oscuro, e girano voci che avesse amicizie pericolose, interessi in attività poco pulite. Eppure le indagini sono completamente arenate: nessun indizio che riesca a sbloccarle. Questo finché a Taormina, dentro un pozzo nel giardino di un albergo, si scopre il cadavere di Roberta Geraci, detta «Bubi». Torres e Bubi si conoscevano. Molto bene. Con l’aiuto della sua squadra e dell’immancabile Biagio Patanè, commissario in pensione che non ha perso il fiuto, Vanina riporterà alla luce segreti che hanno origine in luoghi lontani. Ma non potrà dimenticare gli incubi che la seguono fin da quando viveva a Palermo. Questioni irrisolte che, ancora una volta, minacciano di metterla in pericolo.

Podio della narrativa italiana:
1. Il colibrì di Sandro Veronesi
2. Come un respiro di Ferzan Ozpetek
3. Il borghese Pellegrino di Marco Malvaldi
Podio della Narrativa straniera:
1. Echi in tempesta. L’Attraversaspecchi. Vol. 4 di Christelle Dabos
2. L’enigma della camera 622 di Joël Dicker
3. Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin

 

Podio della saggistica:
1. I mostri e come sconfiggerli di Carlo Calenda
2. Il coraggio e la paura di Vito Mancuso
3. I cazzari del virus di Andrea Scanzi
Podio della Narrativa per ragazzi:
1. Le storie del mistero di Lyon Gamer
2. Rinascita. Timeport di Stef & Phere
3. Sfida il Signor S con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te di Me contro Te

 

I NatiOggi letterari della settimana:

Sveva Casati Modignani, pseudonimo di Bice Cairati (13 luglio 1938), scrittrice italiana.
Jeff Lindsay (14 luglio 1952), scrittore statunitense di crime story, creatore di Dexter Morgan, protagonista di La mano sinistra di Dio, dal quale stata tratta la serie televisiva, Dexter.
Clive Cussler (15 luglio 1931), scrittore statunitense di romanzi d’avventura.
Jean-Christophe Grangé (15 luglio 1961), giornalista, scrittore e sceneggiatore francese, famoso per I fiumi di porpora.
Nelson Mandela (18 luglio 1918 – 5 dicembre 2013), politico e attivista sudafricano, presidente del Sudafrica dal 1994 al 1999.
Fernanda Pivano, detta Nanda (18 luglio 1917), traduttrice, scrittrice, giornalista e critica musicale italiana.

Evento “libroso”della settimana:
Dal 18 al 25 luglio si svolge il festival Salerno Letteratura si tiene ogni anno, che intende valorizzandone gli angoli più belli e caratteristici della città, per regalare un valore aggiunto alle sue grandi risorse storiche, artistiche, paesistiche, enogastronomiche.

Invece domenica 19 Luglio sarà proclamato il vincitore del Premio Bancarella 2020.

Fonte IBUK
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal 29 giugno al 5 luglio 2020)

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Stefano Benni – Giura http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/stefano-benni-giura.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/stefano-benni-giura.html#respond Thu, 09 Jul 2020 10:04:44 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52063 Giura è un’altra favola dolce amara di Stefano Benni, pubblicato nel mese di giugno 2020. Amori felici e impossibili, alberi fatati e delfini, un libro che parla di noi, di chi eravamo e di come siamo diventati. “Giura che non mi dimenticherai. Giura su ogni scrigno di noce, e su ogni chicco di uva e [...]

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Stefano Benni – Giura

Giura è un’altra favola dolce amara di Stefano Benni, pubblicato nel mese di giugno 2020. Amori felici e impossibili, alberi fatati e delfini, un libro che parla di noi, di chi eravamo e di come siamo diventati.

“Giura che non mi dimenticherai.
Giura su ogni scrigno di noce, e su ogni chicco di uva e grillo nascosto e stella del firmamento.”

Febo ha tredici anni e vive insieme ai nonni in un piccolo borgo sull’Appennino all’ombra dei Castagni Gemelli, popolato da leggende paurose e da un’umanità bizzarra e variopinta: ci sono Bue e suo padre Chicco, Slim e i sette fratelli Carta, Pietrino detto Zanza che di Febo è il più caro amico, Celso l’indio silenzioso con il suo cavallo Strappafiori. E poi c’è Ca’ Strega, dove vive Luna, muta e selvaggia, con la sua stravagante famiglia capeggiata da una nonna dotata di poteri magici.
Il destino di Febo e Luna è segnato da un pomeriggio al luna park, e dalla profezia su una misteriosa mano di ferro. Le loro strade si dividono – lei finisce in un istituto di suore dove il dottor Mangiafuoco le farà recuperare la voce, mentre lui va a studiare in città dove ritrova un padre megalomane, sempre sul punto di concludere “un grande affare” e una madre amareggiata. Pur se lontani non smettono mai di pensarsi e di volersi bene. Lui tutto grandi teorie e proclami, lei concreta e battagliera. Il destino della loro vita è lasciarsi e ritrovarsi, e ogni volta il loro distacco è preceduto dalla separazione, premonitrice e crudele, di un’altra coppia di amanti. Anche quando, sullo sfondo di un’Isola cristallina, si illudono brevemente di poter restare sempre insieme, si perderanno.
Gli anni passano, Febo adesso ha un figlio amato e indipendente, e della passione per la natura e l’ecologia ha fatto un mestiere; Luna aiuta i deboli e insegna la lingua dei segni a chi non ha la voce. Su di loro incombe l’ultima separazione, lei nel gelo del Nord, lui nel cuore di una foresta tropicale.

“Si sta vicino poi si sta lontano
si parte e si torna, tutto qui il cammino.
E speriamo che al di là delle stelle
ci riunisca per sempre il destino.
Canzone di nonna Strega”

Recensioni molto positive per questo libro, la parola più usata è “magico”. Non vedo l’ora di leggerlo.

1.
Febo lo scoiattolo

C’è chi nasce e chi muore e spesso la stessa persona fa tutte e due le cose.
C’è chi racconta e chi ascolta.
C’è chi scopre la penicillina e chi trova i funghi.
C’è chi attraversa l’oceano e chi attraversa un prato.
C’è chi sa sparare col cannone e chi sa guidare la mietitrebbia.
C’è chi scala l’Himalaya e chi un albero di noci.

Io quel giorno di estate mi ero arrampicato sul noce che stava vicino a casa mia. Un albero che regalava frutti, ombreggiava il prato e faceva anche da albergo ai passeri. Era davvero un fantastico operaio della natura.
Avevo scelto di non scalare la parete sud, fatta di rami piccoli da gramplare per salire prudentemente. Presi la strada più sicura a nord, con due rami grossi che salivano quasi fino alla cima, e poi si percorreva a cavalcioni un ramo storto orizzontale, e eccomi arrivato a quota venti metri.
Sono un grande scalatore di tutto, infatti mi chiamo Febo ma di soprannome Codino, perché ho una vertebrina sporgente che sembra una piccola coda, prova della mia scoiattolitudine.

Il vento faceva cantare le foglie. Io guardavo il panorama, le nuvole ballerine, il fiume lontano, i boschi ridenti, come si dice, anche se non li ho mai sentiti ridere, tutt’al più sorridere nella penombra. E vedevo il maledetto nastro dell’autostrada in costruzione e soprattutto il paese in basso con il campanile, e intorno a me le case dei vicini.
Stavo per mangiarmi la prima noce. L’avevo aperta e ricordavo cosa mi aveva detto il nonno. Che le noci non si mangiano una dopo l’altra, come fossero caramelle cittadine o noccioline da cinema.
Ogni scrigno di legno va aperto, poi va ringraziato l’albero, e soprattutto per ogni noce bisogna raccontare una storia.

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La classifica dei libri più venduti – 06 Luglio 2020 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-06-luglio-2020.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-06-luglio-2020.html#respond Sun, 05 Jul 2020 22:11:39 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52015 Buona settimana a tutti! “Gli autori più originali non lo sono perché promuovono ciò che è nuovo, bensì perché espongono ciò che hanno da dire in un modo tale che sembri che non sia mai stato detto prima.” (Wolfgang Goethe)   La classifica dei libri più venduti in questa settimana è priva di novità, solo cambi [...]

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Buona settimana a tutti!

“Gli autori più originali non lo sono perché promuovono ciò che è nuovo, bensì perché espongono ciò che hanno da dire in un modo tale che sembri che non sia mai stato detto prima.”
(Wolfgang Goethe)

 

La classifica dei libri più venduti in questa settimana è priva di novità, solo cambi di posizioni e un gradito rientro. Scopriamola:

1.
Un’altra settimana in prima posizione L’enigma della camera 622 di Joël Dicker.
Un fine settimana di dicembre, il Palace de Verbier, lussuoso hotel sulle Alpi svizzere, ospita l’annuale festa di una importante banca d’affari di Ginevra, che si appresta a nominare il nuovo presidente. La notte della elezione, tuttavia, un omicidio nella stanza 622 scuote il Palace de Verbier, la banca e l’intero mondo finanziario svizzero.
L’inchiesta della polizia non riesce a individuare il colpevole, molti avrebbero avuto interesse a commettere l’omicidio ma ognuno sembra avere un alibi; e al Palace de Verbier ci si affretta a cancellare la memoria del delitto per riprendere il prima possibile la comoda normalità. Quindici anni dopo, un ignaro scrittore sceglie lo stesso hotel per trascorrere qualche giorno di pace, ma non può fare a meno di farsi catturare dal fascino di quel caso irrisolto, e da una donna avvenente e curiosa, anche lei sola nello stesso hotel, che lo spinge a indagare su cosa sia veramente successo, e perché, nella stanza 622 del Palace de Verbier.

2.
Resta anche la seconda posizione Come un respiro di Ferzan Ozpetek.
È una domenica mattina di fine giugno e Sergio e Giovanna, come d’abitudine, hanno invitato a pranzo nel loro appartamento al Testaccio due coppie di cari amici. Stanno facendo gli ultimi preparativi in attesa degli ospiti quando una sconosciuta si presenta alla loro porta. Molti anni prima ha vissuto in quella casa e vorrebbe rivederla un’ultima volta, si giustifica. Il suo sguardo sembra smarrito, come se cercasse qualcuno. O qualcosa. Si chiama Elsa Corti, viene da lontano e nella borsa che ha con sé conserva un fascio di vecchie lettere che nessuno ha mai letto. E che, fra aneddoti di una vita avventurosa e confidenze piene di nostalgia, custodiscono un terribile segreto. Riaffiora così un passato inconfessabile, capace di incrinare anche l’esistenza apparentemente tranquilla e quasi monotona di Sergio e Giovanna e dei loro amici, segnandoli per sempre. Ferzan Ozpetek, al suo terzo libro, dà vita a un thriller dei sentimenti, che intreccia antiche e nuove verità trasportando il lettore dall’oggi alla fine degli anni Sessanta, da Roma a Istanbul, in un susseguirsi di colpi di scena, avanti e indietro nel tempo. Chi è davvero Elsa Corti? Come mai tanti anni prima ha lasciato l’Italia quasi fuggendo, allontanandosi per sempre dalla sorella Adele, cui era così legata?

3.
Sale in terza posizione Il borghese Pellegrino di Marco Malvaldi.
Anno 1900. Serata a casa di Pellegrino Artusi, tra gli invitati Paolo Mantegazza, suo caro amico, professore di Fisiologia (e anche antropologo e scrittore) e Arturo Gazzolo, proprietario di una industria conserviera nel Casentino. Nel corso della cena si parla delle nuove tecniche di conservazione dei cibi, dal ghiaccio secco per i gelati al sottovuoto per le carni; Gazzolo vorrebbe avere il parere di Artusi su una nuova linea innovativa di manzo in gelatina che ha sviluppato proprio con le nuove metodologie e che è intenzionato a lanciare soprattutto nei mercati esteri, grazie alle nuove frontiere del commercio con l’Impero Ottomano. La carne, che prontamente il Gazzolo ha fatto recapitare all’Artusi per la prova d’assaggio, non risponde però alle aspettative: è troppo speziata, il sapore è ferroso e l’Artusi conta di riferirne al Gazzolo che l’ha invitato da lì a poco nella sua casa alle porte di Firenze insieme ad altri ospiti, fra cui politici, banchieri e l’immancabile Mantegazza. La cena scorre tranquilla e piacevole tra cibo e conversazioni, poi tutti si ritirano nelle loro stanze. Al mattino a colazione ci si accorge che qualcuno manca all’appello; uno degli ospiti viene rinvenuto morto nella propria stanza dove si era chiuso a chiave, un attacco cardiaco forse, ma il professor Mantegazza è dubbioso e si rifiuta di redigere il certificato… Marco Malvaldi ha costruito un perfetto «enigma della camera chiusa» con un protagonista d’eccezione, Pellegrino Artusi, prima in veste di sospettato, poi determinante per la soluzione dell’affaire. Gli anni della belle époque, gli intrecci tra politica e finanza che legavano l’Italia all’Impero Ottomano, il borghese Pellegrino, con la sua passione rivoluzionaria per la cucina, la familiarità con la chimica, il sentimento di unità nazionale che lo animava: gli ingredienti per un giallo colto, divertente e istruttivo.

4.
Scende in quarta posizione Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin.
Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una storia piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose.

5.
Sale in quinta posizione La strada di casa di Kent Haruf.
Finalmente Holt, con i lampioni blu in lontananza, poi sempre più vicini, e le strade deserte e silenziose una volta entrati in città. Jack Burdette è sempre stato troppo grande per Holt. È fuggito dalla città lasciando una ferita difficile da rimarginare, e quando riappare dopo otto anni di assenza, con una vistosa Cadillac rossa targata California, la comunità vuole giustizia. È Pat Arbuckle, direttore dell’Holt Mercury e suo vecchio amico, a raccontare la storia di Jack: dall’adolescenza turbolenta all’accusa di furto, dal suo lungo amore per Wanda Jo Evans al matrimonio lampo con Jessie, donna forte e determinata. Uno dopo l’altro, i ricordi di Pat corrono fino al presente, rivelando le drammatiche circostanze che hanno portato Jack ad abbandonare la città e la famiglia. Il suo ritorno farà saltare ogni certezza, minando la serenità di tutti, specialmente quella di Pat.

6.
Va giù in sesta posizione Le storie del mistero di Gamer Lyon.
Benvenuti tra le pagine delle storie del mistero! Una oscura organizzazione sta architettando qualcosa all’interno dei suoi laboratori. Toccherà a Lyon, alla cara Anna e a Cico scoprire cosa. Quali sono i risultati di alcuni tra i più temibili esperimenti della storia dell’umanità? Chi è prigioniero nelle celle dei sotterranei? Quali maledizioni pendono sulle loro e sulle nostre teste? Ma soprattutto: cosa bolle ancora in pentola? Chi è il vero nemico? Le risposte sono in queste pagine… Forse! Dopo aver narrato e intrattenuto milioni di ragazzi attraverso i suoi gameplay, Lyon ci accompagna in un universo di stanze segrete e luoghi pericolosi, abitati da creature incredibili, scienziati e mostri maligni, alla scoperta dei segreti più spaventosi. Un libro per ragazzi 10-13 anni.

7.
In settima posizione scende La Salita dei Saponari di Cristina Cassar Scalia.
Solo un caso molto complesso può distogliere, anche se per poco, il vicequestore Vanina Guarrasi dalla caccia ai propri fantasmi e riportarla in azione. Anzi, qualcosa di più di un caso: un intrigo internazionale all’ombra dell’Etna. Esteban Torres, cubano-americano con cittadinanza italiana e residenza in Svizzera, viene trovato morto nel parcheggio dell’aeroporto di Catania; qualcuno gli ha sparato al cuore. L’uomo ha un passato oscuro, e girano voci che avesse amicizie pericolose, interessi in attività poco pulite. Eppure le indagini sono completamente arenate: nessun indizio che riesca a sbloccarle. Questo finché a Taormina, dentro un pozzo nel giardino di un albergo, si scopre il cadavere di Roberta Geraci, detta «Bubi». Torres e Bubi si conoscevano. Molto bene. Con l’aiuto della sua squadra e dell’immancabile Biagio Patanè, commissario in pensione che non ha perso il fiuto, Vanina riporterà alla luce segreti che hanno origine in luoghi lontani. Ma non potrà dimenticare gli incubi che la seguono fin da quando viveva a Palermo. Questioni irrisolte che, ancora una volta, minacciano di metterla in pericolo.

8.
Sale in ottava posizione, Rinascita. Timeport di Stef & Phere.
Viaggiare nel tempo non è un gioco da ragazzi. Dopo essere precipitati in una dimensione parallela, in cui i dinosauri non si sono estinti e convivono con gli umani, Camilla e Thomas provano a tornare a casa. In questo disperato tentativo qualcosa non funziona e i due vengono catapultati nell’epoca dei Pirati, padroni incontrastati dei mari. Ancora una volta, però, la Storia è diversa da come l’hanno studiata nei libri. In questo nuovo mondo, tra galeoni e casse di rum, imperversa la costante minaccia dei Rinati, creature non-morte con un solo obiettivo: nutrirsi dei sopravvissuti. Ma i ragazzi non sono soli. Hanno molti amici ad aiutarli, in questo mondo e in quello reale, dove sembra che qualcosa – che credevano distrutto – continui a tramare nell’ombra.

9.
Rientra in classifica in nona posizione La misura del tempo di Gianrico Carofiglio.
Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt’altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia così, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali. Una scrittura inesorabile e piena di compassione, in equilibrio fra il racconto giudiziario – distillato purissimo della vicenda umana – e le note dolenti del tempo che trascorre e si consuma.

10.
Precipita in decima posizione Ali d’argento di Camilla Läckberg.
Dopo il successo internazionale della Gabbia dorata, arriva il secondo e ultimo episodio della storia di Faye: tradimento, riscatto e solidarietà femminile in un nuovo dramma della vendetta.
Grazie a un piano raffinato e crudele, Faye si è lasciata alle spalle il tradimento e le umiliazioni subite dall’ormai ex marito Jack e sembra aver ripreso in mano le redini della propria esistenza: è una donna indipendente, si è rifatta una vita all’estero, Jack è in prigione, e la società che Faye ha fondato, Revenge (“Vendetta”), va a gonfie vele. Ma nuove sfide rischiano di incrinare la serenità faticosamente conquistata. Sul lancio negli Stati Uniti del marchio Revenge pesa, infatti, una grave minaccia e Faye è costretta a tornare a Stoccolma. Con l’aiuto di un gruppo sceltissimo di donne, combatterà ancora una volta per difendere quello che è suo, e per proteggere se stessa e i propri cari.

Podio della narrativa italiana:
1. Come un respiro di Ferzan Ozpetek
2. l borghese Pellegrino di Marco Malvaldi
3. La Salita dei Saponari di Cristina Cassar Scalia
Podio della Narrativa straniera:
1. L’enigma della camera 622 di Joël Dicker
2. Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin
3. La strada di casa di Kent Haruf

 

Podio della saggistica:
1. I cazzari del virus di Andrea Scanzi
2. Il coraggio e la paura di Vito Mancuso
3. A conti fatti di Franco Bernab èe G. Oddo (cur.)
Podio della Narrativa per ragazzi:
1. Le storie del mistero di Lyon Gamer
2. Rinascita. Timeport di Stef & Phere
3. Sfida il Signor S con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te di Me contro Te

 

I NatiOggi letterari della settimana:

Kathy Reichs (7 luglio 1948), docente, antropologa forense statunitense ed autrice di romanzi di genere thriller medico. La protagonista dei suoi romanzi, Temperance Brennan, ha ispirato la serie televisiva Bones.
Alice Munro (10 luglio 1931), scrittrice canadese, vincitrice del premio Nobel per la letteratura nel 2013.
Marcel Proust (10 luglio 1871), scrittore, saggista e critico letterario francese, la cui opera più nota è il monumentale romanzo Alla ricerca del tempo perduto.
Pablo Neruda (12 luglio 1904), poeta, diplomatico e politico cileno, considerato una delle più importanti figure della letteratura latino-americana contemporanea, Premio Nobel per la letteratura nel 1971.
Sveva Casati Modignani, pseudonimo di Bice Cairati (13 luglio 1938), scrittrice italiana.

Evento “libroso”della settimana:
Un importante appuntamento culturale del Sud si svolgerà dal 8 all’11 luglio a Polignano a Mare (BA) e si tratta del Il libro possibile, un Festival che rappresenta un evento di straordinario valore che, attraverso la promozione della cultura del libro e il recupero delle identità enogastronomiche, si pone come una nuova strategia di rilancio dell’economia della Regione Puglia.

Fonte IBUK
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal 22 al 28 giugno 2020)

Leggi l'articolo La classifica dei libri più venduti – 06 Luglio 2020 in versione completa su Pausa Caffè.

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Esercizio di scrittura: dai un paio di scarpe al tuo personaggio http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/esercizio-di-scrittura-dai-un-paio-di-scarpe-al-tuo-personaggio.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/esercizio-di-scrittura-dai-un-paio-di-scarpe-al-tuo-personaggio.html#respond Sat, 04 Jul 2020 09:26:51 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52010 Mentre guardavo le immagini che scorrevano veloci dal finestrino del treno mi sentii osservato. La signora dai capelli bianchi, seduta sul sedile di fronte al mio, aveva lo sguardo fisso sulle mie scarpe. Chissà che idea si era fatta di me vedendo queste scarpe consumate e sporche. Non poteva sapere che erano state un regalo [...]

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Mentre guardavo le immagini che scorrevano veloci dal finestrino del treno mi sentii osservato. La signora dai capelli bianchi, seduta sul sedile di fronte al mio, aveva lo sguardo fisso sulle mie scarpe. Chissà che idea si era fatta di me vedendo queste scarpe consumate e sporche.
Non poteva sapere che erano state un regalo che mi fecero poco prima che tutto cambiasse. Erano state acquistate nel miglior calzaturificio della mia città e fatte su misura dei miei piedi, pochi potevano permettersi scarpe simili. Avevo scelto una pelle molto morbida, di colore marrone bruciato e un modello che andava molto di moda a Parigi, mentre qui in Italia era una novità, prometteva di unire eleganza e robustezza. Ricordo ancora quando mi furono consegnate, le provai subito, una sensazione di piacevole comodità confermò il buon lavoro fatto, poi le riposi e non ci pensai più, all’epoca davo tutto per scontato.
Oggi ringrazio di avere avuto queste scarpe ai piedi il giorno in cui fui costretto a fuggire, altre scarpe di qualità inferiori non avrebbero sopportato tutta la strada impervia che sono stato costretto a percorrere, sotto la pioggia e nel fango ed oggi i miei piedi sarebbero nudi, feriti e freddi come la mia anima.

Esercizio di scrittura: dai un paio di scarpe al tuo personaggio. Provateci anche voi.

#mipiacescriveremanonsonounascrittrice e si vede
#provediordinariafollia

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Premio Strega 2020: il vincitore http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/premio-strega-2020-il-vincitore.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/premio-strega-2020-il-vincitore.html#respond Fri, 03 Jul 2020 12:21:14 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=52002 Giovedì 2 luglio durante la serata finale dell’edizione 2020 del Premio Strega che si è svolta al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, la giuria (composta dai 400 Amici della domenica, di 200 votanti all’estero selezionati da 20 Istituti italiani di cultura, di 40 lettori forti selezionati da 20 librerie associate all’ALI, e di 20 voti collettivi di biblioteche, università e [...]

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Giovedì 2 luglio durante la serata finale dell’edizione 2020 del Premio Strega che si è svolta al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, la giuria (composta dai 400 Amici della domenica, di 200 votanti all’estero selezionati da 20 Istituti italiani di cultura, di 40 lettori forti selezionati da 20 librerie associate all’ALI, e di 20 voti collettivi di biblioteche, università e circoli di lettura, per un totale di 660 aventi diritto) ha decretato il vincitore:

Il colibrì di Sandro Veronesi (La Nave di Teseo), con 200 voti. Proposto da Accademia degli Scrausi.
Marco Carrera è il colibrì. La sua è una vita di continue sospensioni ma anche di coincidenze fatali, di perdite atroci e amori assoluti. Non precipita mai fino in fondo: il suo è un movimento incessante per rimanere fermo, saldo, e quando questo non è possibile, per trovare il punto d’arresto della caduta – perché sopravvivere non significhi vivere di meno. Intorno a lui, Veronesi costruisce un mondo intero, in un tempo liquido che si estende dai primi anni settanta fino a un cupo futuro prossimo, quando all’improvviso splenderà il frutto della resilienza di Marco Carrera: è una bambina, si chiama Miraijin, e sarà l’uomo nuovo.

Sandro Veronesi, già vincitore del Premio Strega con Caos calmo nel 2006, è nato a Firenze nel 1959. È laureato in architettura. Il suo primo libro risale al 1988 Per dove parte questo treno allegro. Ha collaborato con numerosi quotidiani e quasi tutte le riviste letterarie, attualmente collabora con il “Corriere della Sera”.

Gli altri finalisti del Premio Strega 2020 erano:

La misura del tempo di Gianrico Carofiglio (Einaudi), con 132 voti.
Almarina di Valeria Parrella (Einaudi), con 86 voti.
Ragazzo italiano di Gian Arturo Ferrari (Feltrinelli), con 70 voti.
Tutto chiede salvezza di Daniele Mencarelli (Mondadori), con 67 voti.
Febbre di Jonathan Bazzi (Fandango Libri), con 50 voti.

Potete trovare in dettaglio i libri nel post Premio Strega 2020: i 5 finalisti

Ricordiamo il vincitore della settima edizione del Premio Strega Giovani 2020., da una giuria, composta da ragazze e ragazzi di età compresa tra i 16 e i 18 anni.
Ha vinto Tutto chiede salvezza di Daniele Mencarelli (Mondadori)

 

Ricordiamo anche i vincitori del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2020:

Nebbia di Marta Palazzesi (Il Castoro) per la categoria +6.
Londra, 1880. Clay ha 13 anni ed è un mudlark: uno dei ragazzi che vivono in baracche sul Tamigi, vendendo gli oggetti che trovano nel fango lungo le rive. Quando un nuovo circo si stabilisce in città, Clay sente di doverci andare. Sorpreso a curiosare da Ollie, la giovane nipote della cartomante, viene portato al cospetto della gabbia del lupo, l’ultimo esemplare rimasto nel Regno Unito. Nebbia – così lo rinomina Clay – è feroce, arrabbiato, assolutamente indomabile. Da quel momento, in Clay scatta qualcosa: vuole, con tutte le sue forze, che l’animale ritorni libero e, con la stessa tenacia, cerca di creare un legame con lui, aiutato da Ollie.

Una per i Murphy di Lynda Mullaly Hunt (Uovonero) per la categoria +11.
Premiato anche Sante Bandirali traduttore del libro.
Carley Connors viene da Las Vegas, e Las Vegas è un posto dove piangere è roba da idioti; ma quando si trova piena di lividi in una stanza d’ospedale mentre sua mamma è in coma nella stanza a fianco, Carley non trova la forza di lottare contro quello che la aspetta: l’affido temporaneo in una famiglia sconosciuta del Connecticut. I Murphy sembrano usciti da uno spot pubblicitario: ordinati, carini, perfetti… di plastica. Ma quella che all’inizio le sembra una prigione, poco alla volta si trasforma in una vera casa. Possibile che esistano davvero le famiglie felici? Forse basterebbe trovare il coraggio di grattare sotto quella fastidiosa patina di normalità, e sotto la propria paura, per riuscire a diventare gli eroi della propria storia.

I vincitori del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2020

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John Grisham – L’ultima storia http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/john-grisham-lultima-storia.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2020/07/john-grisham-lultima-storia.html#respond Fri, 03 Jul 2020 09:48:15 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=51994 L’ultima storia di John Grisham, pubblicato nel mese di giugno 2020, da Mondadori. Grisham ritorna al mistery con il secondo romanzo di una serie iniziata con Il caso Fitzgerald, ambientata a Camino Island e con protagonista Bruce Cable, il libraio e collezionista di libri antichi. La violenza di un uragano che travolge tutto, ma non [...]

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John Grisham – L’ultima storia

L’ultima storia di John Grisham, pubblicato nel mese di giugno 2020, da Mondadori. Grisham ritorna al mistery con il secondo romanzo di una serie iniziata con Il caso Fitzgerald, ambientata a Camino Island e con protagonista Bruce Cable, il libraio e collezionista di libri antichi. La violenza di un uragano che travolge tutto, ma non riesce a nascondere un omicidio.

“La folle concitazione delle ultime ventiquattr’ore gli confondeva le idee e gli impediva di pensare con lucidità. Durante l’uragano, in preda allo spavento, si era concentrato soltanto sulla necessità di sopravvivere. Passata la tempesta era entrato in una fase di panico in cui si era disperatamente preoccupato che la sua casa e il negozio non avessero subito danni. E adesso, dopo aver visto Nelson, era a un passo dallo smarrimento. La teoria che fosse stato vittima di un assassinio gli faceva venire il mal di testa.”

È piena estate e a Camino Island sta per abbattersi un uragano di proporzioni allarmanti. Il governatore della Florida ordina a tutti gli abitanti l’immediata evacuazione dell’isola. La maggior parte fugge sulla terraferma, ma Bruce Cable, noto libraio e collezionista di libri antichi, nonché animatore della vita culturale dell’isola, decide di rimanere sul posto. Come previsto, l’uragano devasta ogni cosa, abbattendo alberi e danneggiando gravemente abitazioni, alberghi e negozi, e purtroppo ci sono delle vittime. Tra queste Nelson Kerr, un noto scrittore di thriller amico di Bruce. Ma la furia della tempesta non sembra essere stata la causa della sua morte. I numerosi colpi alla testa farebbero pensare a ben altro. Chi può aver voluto Nelson morto?
La polizia locale non è solita occuparsi di omicidi, meno che mai in un momento di emergenza come questo, e Bruce inizia la sua personale indagine. E se la morte dell’amico fosse legata in qualche modo ai suoi romanzi, e soprattutto all’ultimo romanzo, ancora inedito e custodito nel suo computer? Quello che Bruce scoprirà è molto più sconvolgente dei colpi di scena delle storie di Nelson Kerr.

“Bruce raggiunse la libreria e la aprì con grande trepidazione. Il giorno prima lui e la sua squadra erano riusciti a spostare diecimila libri al primo piano, al sicuro e all’asciutto, insieme ai tappeti e alla maggior parte degli scaffali. I pavimenti di legno del piano terra erano umidi e infangati, probabilmente compromessi. A giudicare dalle macchie sul muro dietro il registratore di cassa, la piena aveva raggiunto quasi un metro e mezzo di altezza prima di indietreggiare.
Pazienza, Bruce era assicurato su tutto, e pieno di soldi. Avrebbe riparato quello che doveva e riaperto al più presto. Sarebbe potuta andare molto peggio. Salì le scale e uscì sul terrazzino dove aveva bevuto tanti cappuccini e un sacco di vini pregiati insieme agli amici e agli scrittori in visita. Lì, non molti anni prima, aveva conosciuto Nelson.”

Come sempre più spesso capita per molti autori di successo e prolifici come Grisham le recensioni sembrano essere varie, ma nessuna totalmente negativa. Per i fan molti dell’autore questo libro è stato deludente perché non è all’altezza dei precedenti, per altri invece Grisham non delude mai. Mentre le recensioni più positive sono dei lettori che si sono tuffati per la prima volta nella lettura di questo autore. Come sempre aspettiamo di leggerlo per dare una nostra personale opinione.

1
L’approdo

Leo prese vita alla fine di luglio nelle acque agitate dell’Atlantico orientale, circa trecento chilometri a ovest delle isole di Capo Verde. Ben presto fu avvistato dallo spazio, battezzato secondo le convenzioni e classificato come semplice depressione. Poche ore dopo era già stato promosso a tempesta tropicale.
Per un mese i venti forti e secchi del Sahara si erano scontrati con i fronti umidi dell’equatore, creando masse turbinanti che si spostavano verso occidente come in cerca di terraferma. All’inizio del suo viaggio Leo era preceduto da tre tempeste già così potenti da avere ciascuna un nome e chiudeva la fila che incombeva minacciosa sui Caraibi. Le tre tempeste erano destinate a seguire la rotta prevista e a scaricare sulle isole forti piogge, ma niente di più.
Quanto a Leo, fu invece chiaro sin dall’inizio che nessuno poteva prevedere dove sarebbe andato. Era molto più incostante, e letale. Si sarebbe esaurito sopra il Midwest, ma non prima di aver causato danni patrimoniali per cinque miliardi di dollari e ucciso trentacinque persone.
Prima di spegnersi, tuttavia, bruciò le tappe della classificazione, e da tempesta passò rapidamente a uragano in piena regola. Giunto alla categoria 3, con venti che soffiavano a quasi duecento all’ora, investì frontalmente le isole Turks e Caicos, dove spazzò via centinaia di case e fece dieci vittime. Sfiorò la punta meridionale di Crooked Island, deviò leggermente a sinistra, prese di mira Cuba e si arrestò a sud di Andros. Il suo occhio si indebolì, lui perse lo slancio e, regredito a modesta depressione, passò incerto sopra Cuba scatenando piogge abbondanti ma venti mediocri. Virò a sud in tempo per allagare la Giamaica e le Cayman, dopodiché, in uno stupefacente arco di dodici ore, si riformò con un occhio perfetto e si diresse a nord verso le acque calde e invitanti del Golfo del Messico. I suoi inseguitori tracciarono una linea retta fino a Biloxi, il solito bersaglio, ma ormai sapevano che non era il caso di fare previsioni. Leo decideva da sé, e dei loro modelli non se ne faceva nulla.
Ancora una volta crebbe e acquistò velocità molto rapidamente: dopo pochissimi giorni i canali di news gli dedicavano speciali, e a Las Vegas si scommetteva su quale sarebbe stato il suo punto d’approdo. Decine di troupe televisive corsero incontro al pericolo. Comparvero avvisi da Galveston a Pensacola. Le compagnie petrolifere si affrettarono a far rientrare diecimila lavoratori dalle piattaforme del Golfo e, come sempre, gonfiarono i prezzi senza alcun motivo sensato. Cinque Stati attivarono i piani di evacuazione. I loro governatori tennero conferenze stampa. Flotte di navi e aerei andarono a riposizionarsi in ordine sparso su coste più riparate o nell’entroterra. Leo, cresciuto fino alla categoria 4, saliva verso nord oscillando di continuo tra est e ovest, e sembrava destinato a un approdo storico e disastroso.
E poi si fermò di nuovo. Poco meno di cinquecento chilometri a sud di Mobile fece una finta a sinistra, cominciò una lenta deviazione verso est e si indebolì considerevolmente. Per due giorni avanzò placido in direzione di Tampa, e di colpo riprese vita come categoria 1. Tanto per cambiare un po’ mantenne dritta la rotta e il suo occhio passò a St Petersburg scatenando venti a quasi centosettanta all’ora e inondazioni distruttive. Fece saltare la rete elettrica, gli edifici più fragili rimasero travolti, ma non ci furono vittime. Poi seguì l’interstatale 4, scaricò venticinque centimetri di pioggia su Orlando e venti su Daytona Beach e abbandonò la terraferma sotto forma di anonima depressione tropicale.
I meteorologi, sfiniti, lo salutarono mentre arrancava verso l’Atlantico. Secondo i loro modelli si sarebbe dovuto disperdere in mare, causando giusto qualche spavento alle navi da carico.
Leo, tuttavia, aveva altri piani. Percorsi trecento chilometri a est di St Augustine, svoltò a nord e riprese energia: per la terza volta aprì l’occhio, i modelli furono rimaneggiati e vennero diffusi nuovi avvisi. Per quarantott’ore l’uragano non smise di muoversi e crescere, mentre adocchiava la costa come per scegliere un nuovo obiettivo.

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