Pausa Caffè http://www.pausacaffeblog.it/wp Il Blog per chi ama la cucina, i libri, il cinema, le serie tv, la poesia, e tutto ciò che rappresenta la quotidiana pausa caffè. Sun, 21 Oct 2018 22:24:41 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.8 La classifica dei libri più venduti – 22 Ottobre 2018 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-22-ottobre-2018.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-22-ottobre-2018.html#respond Sun, 21 Oct 2018 22:24:41 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=44568 Buona settimana a tutti! “I libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di familiarità attiva e penetrante” (Fernando Pessoa)   Questa settimana dal al 26 al 29 ottobre, a Roma, si svolge il Salone dell’editoria sociale, un luogo di incontro tra le [...]

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Buona settimana a tutti!

“I libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di familiarità attiva e penetrante”
(Fernando Pessoa)

 

Questa settimana dal al 26 al 29 ottobre, a Roma, si svolge il Salone dell’editoria sociale, un luogo di incontro tra le organizzazioni del volontariato e del terzo settore, le case editrici che si occupano di temi sociali, le scuole e i lettori. La nona edizione ha per tema “I volti del potere” dedicato ai nuovi poteri che si sono aggiunti a quelli vecchi, alla dimensione globalizzata sovrapposta a quella nazionale. Il potere si è trasformato, adattandosi alle nuove condizioni politiche, sociali ed economiche e assumendo nuove forme – spesso invisibili, ammaliatrici e ingannatrici – di dominio, di violenza, di persuasione e di asservimento che vanno disvelate, denunciate, ribaltate. Dal potere del denaro (e della ricchezza) a quello del consumo, da quello delle nuove e vecchie mafie a quello dei nuovi signori della globalizzazione siamo chiamati a un solo compito: quello della ribellione a ciò che non si può e non si deve accettare.

La classifica dei libri più venduti della settimana si presenta con una nuova entrata diretta mente sul podio e un’altra in settima posizione. Scopriamola:

1.
Entra in classifica direttamente in prima posizione Fate il vostro gioco, scritto da Antonio Manzini.
Rocco è a terra, tradito da Caterina che ha lasciato la questura di Aosta, abbandonato dagli amici, anima in pena si aggira per la città con la sola voglia di rapporti carnali e privi di senso. Si complica anche il suo legame quasi paterno con l’adolescente suo vicino di casa, Gabriele, perché nella storia irrompe finalmente la madre, Cecilia, un personaggio fragile, buio, contraddittorio. Questa volta il vicequestore Schiavone deve vedersela con una storia di ludopatia, di avidità. Andando su e giù da Aosta al casinò di Saint-Vincent distante una manciata di chilometri si scontra con le incongruenze di uno Stato che lucra sul fallimento di famiglie trascinate nel fondo del barile dal demone del gioco d’azzardo. Nonostante la complessità dell’indagine Rocco non dimentica e cerca di ricucire i rapporti coi suoi amici romani: Sebastiano è ai domiciliari, Furio e Brizio a malapena gli rivolgono la parola. Ma l’impresa è resa più difficile perché l’ombra di Enzo Baiocchi, catturato dalla polizia e diventato ormai un pentito, si allunga ancora sulla vita del vicequestore. Le sorprese che il destino ha in serbo per Schiavone non sono finite e le domande cui dare una risposta sono tante: che fine ha fatto Caterina? Per chi lavorava? E perché la procura riprende a indagare sulla morte di Luigi Baiocchi? Fate il vostro gioco è un romanzo duro, inquietante, un noir ad altissima tensione.

2.
Scende in seconda posizione Un capitano di Francesco Totti e Paolo Condò.
L’infanzia in via Vetulonia, i primi calci al pallone, la timidezza e la paura del buio, la vita di quartiere in una Roma che forse non esiste più. Gli amici che resteranno gli stessi per tutta la vita. Gli allenamenti a cui la mamma lo accompagnava in 126, asciugandogli i capelli con i bocchettoni in inverno. L’esordio in Serie A a 16 anni in un pomeriggio di marzo del 1993 a Brescia, con i pantaloni della tuta che al momento di entrare in campo si impigliano nei tacchetti; il primo derby, il primo gol, il rischio di essere ceduto alla Sampdoria prima ancora che la sua favola in giallorosso possa cominciare. E poi la gloria: caso più unico che raro di profeta in patria, venticinque anni con la stessa maglia, capitano per sempre, un palmares che annovera un epico Scudetto, due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane, oltre ovviamente al Mondiale 2006 conquistato da protagonista con la Nazionale. E ancora il matrimonio da sogno con Ilary Blasi, la vita mondana attraversata sempre con leggerezza, con autoironia, con il sorriso grato di chi ha ricevuto in dono un talento straordinario e la possibilità di divertirsi facendo ciò che più ama: giocare a pallone. Con l’espressione eternamente stupita del ragazzo che una città ha eletto a simbolo e condottiero, oggetto di un amore senza uguali. Fino al giorno del ritiro dal calcio giocato, e di un addio che ha emozionato non solo i tifosi romanisti ma gli sportivi italiani tutti. Perché Totti è la Roma, ma è anche un pezzo della vita di ognuno di noi.

3.
Scende in seconda posizione, Suite 405 di Sveva Casati Modignani.
Un’auto di lusso sfreccia nella notte lungo l’autostrada che collega Roma a Milano. A bordo c’è il conte Lamberto Rissotto, che possiede un’importante industria metallurgica e la dirige con sapienza, nonostante le difficoltà legate alla crisi economica del Paese. L’uomo ha fretta di rincasare per chiudere immediatamente ogni rapporto con la bellissima moglie Armanda, perché ha appena scoperto la sua ultima imbarazzante follia. A mitigare la cupezza del suo stato d’animo c’è il recente ricordo del fuggevole incontro con una sconosciuta «molto giovane, molto bella, di gran classe» che si è stupidamente lasciato sfuggire. Nella notte, un altro uomo viaggia lungo la stessa autostrada da Sud a Nord, solo, sulla sua utilitaria impolverata: è Giovanni Rancati, sindacalista. Ha percorso chilometri per incontrare gli operai che tanto ama, per condividerne le preoccupazioni e difenderne il futuro. A Milano l’attende la sua compagna, Bruna, che fa la parrucchiera e dopo anni di sacrifici è riuscita ad aprire un negozio tutto suo. Insieme vivono in un quartiere popolare, uno di quelli in cui le case di ringhiera mettono in piazza gioie e dolori di ognuno, una realtà in cui si fatica ad arrivare a fine mese e un sogno può costare i risparmi di una vita. Lamberto e Giovanni rappresentano due mondi opposti e lontani, ma le loro strade finiranno per incrociarsi, un po’ per necessità e un po’ per caso. Dal loro incontro nasce un avvincente intreccio di destini in cui si rispecchia l’Italia di oggi, ancora divisa da contraddizioni e lotte sociali, ma unita da un profondo e assoluto bisogno di giustizia e amore.

4.
Scende in quarta posizione The Game, scritto da Alessandro Baricco.
Quella che stiamo vivendo non è solo una rivoluzione tecnologica fatta di nuovi oggetti, ma il risultato di un’insurrezione mentale. Chi l’ha innescata – dai pionieri di Internet all’inventore dell’iPhone – non aveva in mente un progetto preciso se non questo, affascinante e selvaggio: rendere impossibile la ripetizione di una tragedia come quella del Novecento. Niente più confini, niente più élite, niente più caste sacerdotali, politiche, intellettuali. Uno dei concetti più cari all’uomo analogico, la verità, diventa improvvisamente sfocato, mobile, instabile. I problemi sono tradotti in partite da vincere in un gioco per adulti-bambini. Perché questo è The Game.

5.
Sale in quinta posizione Giuro che non avrò più fame. L’Italia della Ricostruzione di Aldo Cazzullo.
Il primo film che le nostre nonne e le nostre madri andarono a vedere dopo la guerra fu “Via col vento”. Molte si identificarono in una scena: Rossella torna nella sua fattoria, la trova distrutta, e siccome non mangia da giorni strappa una piantina, ne rosicchia le radici, la leva al cielo e grida: «Giuro che non soffrirò mai più la fame!». Quel giuramento collettivo fu ripetuto da milioni di italiane e di italiani. Fu così che settant’anni fa venne ricostruito un Paese distrutto. Come scrive Aldo Cazzullo, «avevamo 16 milioni di mine inesplose nei campi. Oggi abbiamo in tasca 65 milioni di telefonini, più di uno a testa, record mondiale. Solo un italiano su 50 possedeva un’automobile. Oggi sono 37 milioni, oltre uno su due. Eppure eravamo più felici di adesso». Ora l’Italia è di nuovo un Paese da ricostruire. La lunga crisi ha fatto i danni di una guerra. Per questo dovremmo ritrovare l’energia e la fiducia in noi stessi di cui siamo stati capaci allora. Cazzullo racconta l’anno-chiave della Ricostruzione, il 1948. Lo scontro del 18 aprile tra democristiani e comunisti. L’attentato a Togliatti e l’insurrezione che seguì. La vittoria al Tour di Bartali e l’era dei campioni poveri: Coppi e il Grande Torino, cui restava un anno di vita. Le figure dei Ricostruttori, da Valletta a Mattei, da Olivetti a Einaudi. Il ruolo fondamentale delle donne, da Lina Merlin, che si batte contro le case chiuse, ad Anna Magnani, che porta al cinema la vita vera. L’epoca della rivista: Wanda Osiris e Totò, Macario e Govi, il giovane Sordi e Nilla Pizzi. Ma i veri protagonisti del libro sono le nostre madri e i nostri padri. La loro straordinaria capacità di lavorare e anche di tornare a ridere. Il racconto di un tempo in cui a Natale si regalavano i mandarini, ci si spostava in bicicletta, la sera si ascoltava tutti insieme la radio; e intanto si faceva dell’Italia un Paese moderno.

6.
Perde un gradino e va in sesta posizione M. Il figlio del secolo di Antonio Scurati.
Lui è come una bestia: sente il tempo che viene. Lo fiuta. E quel che fiuta è un’Italia sfinita, stanca della “casta” politica, dei moderati, del buonsenso. Allora lui si mette a capo degli irregolari, dei cialtroni, dei delinquenti, degli avventurieri, degli incendiari e anche dei “puri”, che sono i più feroci e i più fessi. Da un rapporto di Pubblica Sicurezza del 1919 lui invece è descritto come un uomo «intelligente, di forte costituzione, benché sifilitico, sensuale, emotivo, audace, facile alle pronte simpatie e antipatie, ambiziosissimo, al fondo sentimentale». Lui: Benito Mussolini, ex leader socialista cacciato dal partito, agitatore politico indefesso e direttore di un piccolo giornale di opposizione, è un personaggio da romanzo. Sarebbe un personaggio da romanzo, se non fosse l’uomo che più d’ogni altro ha marchiato a sangue la realtà, il corpo dell’Italia, nella storia e nella cronaca, nella tragedia e nella farsa. E infatti la saggistica ha finora dissezionato ogni aspetto della vita di Mussolini. Nessuno però aveva mai trattato la parabola politica, umana, esistenziale di Mussolini e del fascismo come se si trattasse di un romanzo. Un romanzo in cui d’inventato non c’è assolutamente nulla. Un’opera che ci conduce a rivivere passo per passo il ventennio che ha cambiato per sempre la nostra storia.

7.
Entra al settimo posto Fiorire d’inverno. La mia storia di Nadia Toffa.
«Ho sempre creduto che la vita fosse disporre sul tavolo, nel miglior modo possibile, le carte che ti sei trovato in mano. Invece all’improvviso ne arriva una che spariglia tutte le altre, e la vita è proprio come ti giochi quell’ultima carta. Per ciascuno di noi l’esistenza è costellata di eventi che in prima battuta sono sembrati inaffrontabili, e invece poi hanno portato a una rinascita, a un nuovo equilibrio. Penso che ci sia un ordine più saggio che governa il mondo e di cui spesso ignoriamo il senso, la prospettiva. Per questo ho una grande fiducia, mi alzo sempre col sorriso. Certo che preferisco il sole, ma quando ci sei in mezzo scopri che anche la neve ha la sua bellezza. La malattia, l’avere bisogno di aiuto, mi hanno costretto a riprendere contatto con la mia parte più tenera e indifesa, quella più umana. Era come se mi fossi dimenticata che la fragilità non è una debolezza, ma è la condizione dell’essere umano ed è proprio lei che ci protegge, perché ci fa ascoltare quello che proviamo, quello che siamo, nel corpo e nel cuore.» (Nadia)

8.
L’amica genialeIn ottava posizione L’amica geniale di Elena Ferrante, forse anche grazia alla fiction che tra poco andrà in onda sulla Rai TV.
Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava intanto nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati…

9.
In nona posizione So che un giorno tornerai, scritto da Luca Bianchini, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 02/10/18.
Angela non ha ancora vent’anni quando diventa madre, una mattina a Trieste alla fine degli anni Sessanta. Pasquale, il suo grande amore, è un “jeansinaro” calabrese, un mercante di jeans, affascinante e già sposato. Lui le ha fatto una promessa: “Se sarà maschio, lo riconoscerò”. Angela fa tutti gli scongiuri del caso ma nasce una femmina: Emma. Pasquale fugge immediatamente dalle sue responsabilità, lasciando Angela crescere la bambina da sola insieme alla sua famiglia numerosa e sgangherata. I Pipan sono capitanati da un nonno che rimpiange il dominio austriaco, una nonna che prepara le zuppe e quattro zii: uno serio, un playboy e due gemelli diversi che si alternano a fare da babysitter a Emma. Lei sarà la figlia di tutti e di nessuno e crescerà così, libera e anticonformista, come la Trieste in cui vive, in quella terra di confine tra cielo e mare, Italia e Jugoslavia. Fino al giorno in cui deciderà di mettersi sulle tracce di suo padre, e per lui questa sarà l’occasione per rivedere Angela, che non ha mai dimenticato.

10.
Precipita in decima posizione Le assaggiatrici di Rosella Postorino, la vinvitrice del Premio Campiello 2018, che ispirandosi alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf) racconta la vicenda eccezionale di una donna in trappola, fragile di fronte alla violenza della storia, forte dei desideri della giovinezza.
La prima volta in cui Rosa Sauer entra nella stanza in cui dovrà consumare i suoi prossimi pasti è affamata. «Da anni avevamo fame e paura», dice. Siamo nell’autunno del 1943, a Gross-Partsch, un villaggio molto vicino alla Tana del Lupo, il nascondiglio di Hitler. Ha ventisei anni, Rosa, ed è arrivata da Berlino una settimana prima, ospite dei genitori di suo marito Gregor, che combatte sul fronte russo. Le SS posano sotto ai suoi occhi un piatto squisito: «mangiate» dicono, e la fame ha la meglio sulla paura, la paura stessa diventa fame. Dopo aver terminato il pasto, però, lei e le altre assaggiatrici devono restare per un’ora sotto osservazione in caserma, cavie di cui le SS studiano le reazioni per accertarsi che il cibo da servire a Hitler non sia avvelenato.

I NatiOggi letterari della settimana:

Michael Crichton (23 ottobre 1942 – 2018), un grande sceneggiatore, regista ed autore di bestseller, tra le sue opere più celebri spicca il romanzo di fantascienza Jurassic Park.
Gianni Rodari (23 ottobre 1920 – 1980), scrittore, pedagogista, giornalista e poeta italiano, specializzato in testi per bambini e ragazzi, vincitore del prestigioso Premio Hans Christian Andersen nel 1970.
Carlo Lucarelli (26 ottobre 1960), scrittore, giornalista, regista, scenegiatore e conduttore televisivo italiano.
Trilussa (26 ottobre 1871 – 1950), poeta, scrittore e giornalista italiano, noto per le sue composizioni in dialetto romanesco.
Margaret Mazzantini (27 ottobre 1961), scrittrice italiana.
Dylan Thomas (27 ottobre 1914 – 1953), poeta, scrittore gallese.

Fonte IBUK
(Questa classifica si riferisce alla settimana dall’ 8 al 14 ottobre 2018)

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Alessia Gazzola – Il ladro gentiluomo http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/alessia-gazzola-il-ladro-gentiluomo.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/alessia-gazzola-il-ladro-gentiluomo.html#respond Sun, 21 Oct 2018 16:46:58 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=44585 Il ladro gentiluomo è un romanzo di Alessia Gazzola, pubblicato il 15 ottobre 2018. Ottavo capitolo, in ordine di pubblicazione, della serie con protagonista Alice Allevi, pasticciona aspirante anatomopatologo all’Istituto di Medicina Legale di Roma. Si tratta di una miscela tra un medical thriller, un giallo classico ed una commedia dai toni rosa con un [...]

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Il ladro gentiluomo è un romanzo di Alessia Gazzola, pubblicato il 15 ottobre 2018.
Ottavo capitolo, in ordine di pubblicazione, della serie con protagonista Alice Allevi, pasticciona aspirante anatomopatologo all’Istituto di Medicina Legale di Roma.
Si tratta di una miscela tra un medical thriller, un giallo classico ed una commedia dai toni rosa con un pizzico di chick lit.

Alice Allevi, finalmente Specialista in Medicina Legale, ha dovuto affrontare scelte difficili sia sul piano professionale che su quello sentimentale. Dopo un lungo e burrascoso corteggiamento, sembrava che tra lei e Claudio Conforti, l’affascinante e imprevedibile medico legale con il quale ha condiviso ogni disavventura dai tempi della specializzazione, fosse nato qualcosa. Per un attimo, Alice ha creduto finalmente di aver raggiunto un periodo di serenità, almeno al di fuori dell’Istituto di Medicina Legale. Ma in un momento di smarrimento sentimentale chiede un trasferimento. E lo ottiene: a Domodossola.
Per sua fortuna, o suo malgrado, Alice non avrà molto tempo per indugiare sul proprio destino, perché subito un nuovo caso la travolge. Durante quella che credeva essere un’autopsia di routine, Alice ritrova un diamante nello stomaco del cadavere. Una pietra di notevole caratura e valore, ma anche una prova materiale importante per il caso. Per questo, Alice si premura di convocare un ufficiale giudiziario a cui consegnarlo in custodia. L’ufficiale che si presenta da lei è un uomo distinto ed elegante, dai modi cortesi ed impeccabili, e Alice non esita ad affidargli il diamante. Ed è a quel punto che il fantomatico ufficiale sparisce nel nulla e i guai per Alice iniziano a farsi enormi…

Non ho ancora letto questo romanzo, ma è già nella mia libreria, perchè non posso perdermi un’altra avventura con Alice. Vi farò sapere.

La valigia sul letto è quella di un lungo viaggio
Julio Iglesias

Se riesci a portare sulla strada della convivenza qualcuno il cui tabù assoluto è la stabilità affettiva, interrompere sul più bello il processo in divenire è pura cattiveria.
Una sola persona al mondo poteva esserne capace. La mia crux desperationis, la professoressa Valeria Boschi, che da sempre vede in me l’onta infamante della medicina legale e non aspettava altro che un mio momento di debolezza per ritorcermelo contro.
«Ma come, Allevi, non me l’aveva chiesto lei?» ha detto di fronte al mio sconcerto, quando ho appreso la notizia del mio trasferimento a decorrenza immediata senza data di ritorno. Il tutto con un’espressione innocente che ha discoperto in me istinti omicidi.
«Sì, ma poi…» ho obiettato, incapace di formulare una risposta convincente.
«Poi cosa?» ha incalzato allora lei, intercettando il punto di vulnerabilità. «Cos’è cambiato? Mi sembrava così convinta, così motivata, all’idea di trascorrere un periodo di studio e ricerca in un’altra università…»
E lo ero. Ma all’epoca, in verità, ero motivata più che altro a scappare da colui che amo alla follia perché avevamo litigato furiosamente, come del resto accade da sempre a fasi alterne. E quando ci siamo riappacificati, era tardi. Non dovremmo mai, mai, agire spronati da un impulso, in un momento in cui non capiamo più niente avendo appena preso una mazzata. «Lucidità» dev’essere la parola d’ordine. Altrimenti ti ritrovi a preparare le valigie per un viaggio senza aver scelto la destinazione.
Colui che amo alla follia ha incassato imperturbabile la notizia che la Wally mi sta spedendo via come un pacco di cui è ben contenta di disfarsi. Va detto, per precisione, che proprio adesso le cose tra me e lui stavano iniziando a ingranare.

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Speciale Halloween: Wurstel Mummia http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/speciale-halloween-wurstel-mummia.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/speciale-halloween-wurstel-mummia.html#respond Sat, 20 Oct 2018 11:31:37 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=44577 I Wurstel Mummia sono degli antipastini simpatici e soprattutto facili da realizzare, perfetti per una festa a tema Halloween. Si tratta di wurstel avvolti in una striscia di pasta sfoglia o pasta brisée che ricordano le bende della mummie egiziane.   Per realizzare i Wurstel Mummia: per 10 wurstel 1 tuorlo 1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare (circa 230 [...]

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Wurstel Mummia sono degli antipastini simpatici e soprattutto facili da realizzare, perfetti per una festa a tema Halloween. Si tratta di wurstel avvolti in una striscia di pasta sfoglia o pasta brisée che ricordano le bende della mummie egiziane.

 

Per realizzare i Wurstel Mummia:

per 10 wurstel
1 tuorlo
1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare (circa 230 g) oppure di pasta brisée
q.b. di Semi di papavero oppure olive nere olive nere denocciolate.
q.b. di formaggio tipo sottiletta o provoletta sottile.
q.b. maionese

Preparare tutti gli ingredienti necessari.
Stendete la pasta foglia o brisée e tagliate delle striscioline sottili (circa 5mm).
Avvolgete i wurstel con le strisce simulando l’effetto delle bende della mummia distanziandole e senza esagerare con la quantità, ricordate che la pasta si gonfia durante la cottura.
Spennelare leggermente col tuorlo e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per massimo per 10 minuti.
Una volta cotti applicare con l’aiuto della maionede delle rondelline di formaggio ed incastrare i semi di papavero per creare gli occhi.

Gli occhi si possono realizzare anche con le olive nere: prima di infornare aggiungete, sopra un pezzettino di sottiletta, le rondelle di olive nere.

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Bram Stoker – Dracula http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/bram-stoker-dracula.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/bram-stoker-dracula.html#respond Tue, 16 Oct 2018 14:20:56 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=44543 Dracula è un romanzo scritto dall’irlandese Bram Stoker, pubblicato  nel 1897. La storia del vampiro più famoso, archetipo alle numerose storie di vampiri che si sono succedute nella letteratura e nel cinema. La storia fu ispirata da due figure storiche: il principe romeno Vlad II detto Dracul (il diavolo) e suo figlio Vlad III, l’Impalatore, [...]

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Dracula è un romanzo scritto dall’irlandese Bram Stoker, pubblicato  nel 1897. La storia del vampiro più famoso, archetipo alle numerose storie di vampiri che si sono succedute nella letteratura e nel cinema.
La storia fu ispirata da due figure storiche: il principe romeno Vlad II detto Dracul (il diavolo) e suo figlio Vlad III, l’Impalatore, Dracula-Nosferatu (colui che non muore, il morto vivente), un personaggio più che mai inquietante. Stoker unisce queste figure storiche, le leggende e il mito del vampiro, lanciato nella letteratura da John William Polidori per creare con maestria uno dei più grandi romanzi gotici.

“lo vedevo da sopra la spalla, ma nello specchio egli non si rifletteva! Scorgevo l’intera stanza dietro di me, ma in essa non vi era traccia di creatura umana, a parte me. Era sorprendente e, aggiungendosi a tante altre stranezze, non faceva che accrescere quella vaga sensazione di disagio che avevo sempre provato in presenza del Conte.”

La storia inizia con l’arrivo di Jonathan Harker, procuratore legale, al castello del Conte Dracula in Transilvania, il suo scopo è di consegnare dei documenti al Conte che ha intenzione di acquistare una casa a Londra e trasferirsi al più presto. Immediatamente si trova avvolto in un clima di mistero, fin dall’inizio del suo viaggio, tra lontani lupi che ululano e cavalli dalle narici infuocate e un signore vestito di nero, dagli occhi troppo rossi e dai denti troppo bianchi.
Con il passare dei giorni alcuni particolari diventano terrificanti, fino alla scoperta del terribile segreto del Conte: egli non è affato un uomo, in realtà è un terribile mostro che si nutre del sangue dei viventi. In una parola è un vampiro, che si accinge ad azzannare la vecchia Inghilterra per prolungare ancora la sua insana esistenza.
In inghilterra troviamo Mina Murray, fidanzata di Jonathan,  che si trova ad accudire la sua amica Lucy Westenra, improvvisamente colpita da una malattia che nessuno riesce a comprendere. A Londra giunge anche il Dottor Van Helsing per soccorrere la giovane donna e scoprire la verità. Si comprende che il Conte Dracula ha iniziato a mietere vittime anche in Inghilterra, così comincia la caccia al vampiro fino ai gelidi paesaggi della Transilvania.

“Il vero Dio presta attenzione a un passero che cade; ma il Dio creato dalla vanità umana non fa distinzione tra un’aquila e un passero”

Il romanzo è in forma epistolare, come era di moda in quel periodo, in realtà è molto di più. Attraverso diari, lettere, biglietti, ritagli di giornali e telegrammi, Stoker riesce a creare un romanzo moderno, elegante, scorrevole e ricco di bellissime descrizioni, sprigiona una magia che ci accompagna fino alle soglie dell’incubo. Tra le nebbie di Londra e la lugubre Transilvania si affrontano il bene e il male, il professor Van Helsing e il leggendario Conte, ma non solo loro. Il romanzo mette a confronto i nostri più antichi e profondi misteri incarnado anche altri valori contrapposti, come l’amore e la morte, la scienza e la superstizione, il futuro e il passato.
Dracula è invisibile allo specchio, ma noi sappiamo che è lì, lo riconosciamo, il nostro viso lo cela, è il male che è dentro di noi, che spesso ci affascina e col quale combattiomo tutti i giorni.

“Ma fallire qui, non è semplice vita o morte. È che noi diveniamo come lui, che di conseguenza noi siamo creature abiette di notte come lui, esseri senza cuore né coscienza, che fanno preda di corpi e di anime di quelli che più noi amiamo.”

Anche se già consciamo la storia, perchè è stata raccontata nei più svariati modi, ritengo che sia quasi un dovere leggere questo libro, la sua scrittura lo rende unico nel suo genere. Per me è un capolavoro gotico che consiglio di leggere.

Le trasposizioni cinematografiche più famose sono: Dracula il vampiro, del 1958, diretto dal regista Terence Fisher con lo strepitoso Christopher Lee e Dracula di Bram Stoker, del 1992, prodotto e diretto da Francis Ford Coppola, con Gary Oldman (Dracula), Anthony Hopkins (Van Helsing), Wynona Ryder (Mina Murray) e Keanu Reeves (Jonathan Harker). Un capolavoro molto fedele al libro.

DIARIO DI JONATHAN HARKER
(stenografato)
3 maggio, Bistrita. Lasciata Monaco alle 20.35 del 1º maggio, giunto a Vienna il mattino dopo presto; saremmo dovuti arrivare alle 6.46, ma il treno aveva un’ora di ritardo. Stando al poco che ho potuto vederne dal treno e percorrendone brevemente le strade, Budapest mi sembra una bellissima città. Non ho osato allontanarmi troppo dalla stazione, poiché, giunti in ritardo, saremmo però ripartiti quanto più possibile in orario. Ne ho ricavato l’impressione che, abbandonato l’Occidente, stessimo entrando nell’Oriente, e infatti anche il più occidentale degli splendidi ponti sul Danubio, che qui è maestosamente ampio e profondo, ci richiamava alle tradizioni della dominazione turca.
Siamo partiti quasi in perfetto orario, e siamo giunti a buio fatto a Klausenburg, dove ho pernottato all’albergo Royale. A pranzo, o meglio a cena, mi è stato servito pollo cucinato con pepe rosso, buonissimo, ma che mi ha messo una gran sete. (Ric.: farsi dare la ricetta per Mina.) Ne ho parlato con il cameriere, il quale mi ha spiegato che si chiama paprika hendl, e che, essendo un piatto nazionale, avrei potuto gustarlo ovunque nei Carpazi. Ho trovato assai utile la mia infarinatura di tedesco; in verità, non so come potrei cavarmela senza.
Poiché a Londra avevo avuto un po’ di tempo a disposizione, mi ero recato al British Museum, nella cui biblioteca avevo consultato libri e mappe sulla Transilvania: mi era balenata l’idea che avrebbe potuto essermi utile qualche informazione sul paese, visto che dovevo entrare in rapporti con un nobile del luogo. Ho scoperto che il distretto da questi indicato si trova ai limiti orientali del paese, proprio alla convergenza di tre stati, Transilvania, Moldavia e Bucovina, al centro della regione carpatica, una delle più selvagge e meno conosciute di Europa. Non sono riuscito a scovare su nessuna mappa o testo l’esatta localizzazione di Castel Dracula poiché non esistono carte di questo paese paragonabili alle nostre, edite dall’Ufficio Topografico Militare; comunque ho constatato che Bistrita, la città di guarnigione indicata dal Conte Dracula, è piuttosto nota. Riporto qui alcuni appunti da me presi in quell’occasione e che mi serviranno da promemoria quando racconterò del mio viaggio a Mina. […]
Non ho avuto un buon sonno, benché il letto fosse abbastanza comodo, a causa di ogni sorta di strani sogni. Un cane ha ululato tutta notte sotto la mia finestra, e forse anche questo ha avuto effetto; o può darsi sia stata colpa della paprika, tanto che ho bevuto tutta l’acqua della caraffa senza riuscire a estinguere la sete. Mi sono addormentato verso mattino, e mi sono svegliato a un insistente bussare all’uscio, sicché penso di aver dormito sodo. […]
Proprio prima che lasciassi l’albergo, la donna è venuta in camera mia e ha preso a blaterare concitatamente:
«Dovete voi andare? Oh, giovane Herr, dovete voi proprio andare?» Era in uno stato di agitazione tale che sembrava aver dimenticato quel po’ di tedesco che sapeva, al punto che lo mischiava a un’altra lingua che ignoravo completamente: sono riuscito a seguirla solo chiedendole più e più volte di ripetere.
Quando ho detto che dovevo partire subito, che avevo importanti affari da sbrigare, ha insistito:
«Ma voi sapete quale giorno è oggi?» Le ho risposto che era il quattro di maggio. Lei ha scosso la testa, e poi:
«Oh, sì! Io so, io so bene! Ma sapete voi che giorno è questo?» Ho replicato che non capivo a che cosa si riferisse, e lei:
«È vigilia di giorno di San Giorgio. E non sapete voi che a mezzanotte in punto forze malefiche di mondo hanno pieno potere? Voi non sapete dove andate, e verso che cosa?» Appariva in così palesi angustie che ho cercato di confortarla, ma invano, e alla fine si è gettata in ginocchio, implorandomi di non partire, di aspettare almeno un giorno o due. Era una situazione ridicola, e tuttavia non mi sentivo affatto a mio agio. Comunque, avevo impegni precisi e non potevo tollerare intralci. Ho cercato quindi di sollevarla, dicendole, con tutta la serietà possibile, che la ringraziavo ma che non potevo rinviare il mio appuntamento, e che dovevo andare. Lei allora si è rimessa in piedi, asciugandosi gli occhi, e si è tolta una crocetta che portava al collo, porgendomela. Non sapevo che fare perché, essendo anglicano, mi era stato insegnato a considerare oggetti simili poco meno che idolatrici, e d’altra parte mi sembrava assai poco gentile opporre un rifiuto a una donna anziana animata da così buone intenzioni e nello stato d’animo in cui si trovava. […]
E via e via si andava per la nostra lunghissima strada tutta curve, e il sole sempre più scendeva alle nostre spalle, mentre le ombre della sera cominciavano ad addensarsi all’intorno, rese tanto più cupe dal fatto che la cima innevata, ancora colpita dall’astro al tramonto, pareva ardere d’un rosa delicato. Ogni tanto sorpassavamo cechi e slovacchi nei loro pittoreschi costumi ma, ho notato, perlopiù affetti da gozzo. Ai bordi della strada, si vedevano numerose croci e, transitando, i miei compagni non mancavano mai di segnarsi. […]
Quando si è fatto buio, i passeggeri sono parsi in preda a notevole agitazione, e continuavano a parlare con il conducente, uno dopo l’altro, quasi a sollecitarlo ad andare più in fretta. Ed egli frustava spietatamente i cavalli con la sua lunga sferza, e con aspre grida li incitava a ulteriori sforzi. Poi, nel buio ho scorto qualcosa come una chiazza di luce grigia davanti a noi, quasi nel colle si aprisse un varco. Maggiore si è fatta l’agitazione dei passeggeri; la sgangherata carrozza ondeggiava sui molloni di cuoio, rollando come una imbarcazione sballottata da un mare in tempesta. Dovevo tenermi. La strada si è fatta più piana, e pareva che adesso volassimo. Poi, i monti sono parsi avvicinarcisi da ogni lato, guardandoci arcigni; stavamo per entrare al Passo Borgo. Uno a uno, parecchi passeggeri mi hanno offerto doni, insistendo perché li accettassi con una partecipazione alla quale non si davano dinieghi; ed erano oggetti di specie varia e singolare, ciascuno però dato con semplice buona fede, accompagnato da una parola gentile, da una benedizione, e con quello strano miscuglio di gesti esprimenti paura, che già avevo notato davanti alla locanda di Bistrita: il segno di croce, lo scongiuro contro il malocchio. […]
Sul nostro capo, nubi nere, trascorrenti, e, nell’aria, la sensazione greve, opprimente, che precede il tuono. Si sarebbe detto che la catena montana separasse due diverse atmosfere, e che ora noi fossimo entrati in quella tempestosa. Anch’io adesso scrutavo fuori dalla carrozza, alla ricerca della vettura che doveva portarmi dal Conte. Di momento in momento, m’aspettavo di scorgere nel buio il barlume dei fanali; ma tutto era tenebra. Unica luce, il riflesso tremolante dei lumi della diligenza, e nel suo alone il vapore dei nostri cavalli spronati senza requie si levava in nuvola bianca. […]
«Nessuna carrozza qui. L’Herr si vede che non è aspettato. Lui viene con noi avanti in Bucovina, e ritorna domani o il giorno dopo domani; meglio il giorno dopo domani.» Mentre così diceva, i cavalli si sono dati a nitrire, sbuffare e scalpitare nervosi, sì che il cocchiere ha dovuto tirare fortemente sulle redini. Poi, tra un coro di grida da parte dei contadini, tutti intenti a farsi gran segni di croce, un calesse tirato da quattro cavalli ci ha raggiunto, vi si è affiancato, si è arrestato accanto alla diligenza. Ho potuto vedere, al lume dei nostri fanali, come i raggi sono caduti su di essi, che i cavalli erano neri come carbone, ed erano splendidi animali. A guidarli era un uomo d’alta statura, con una lunga barba scura e un gran cappello nero, che sembrava volerne celare il volto. Ho scorto appena il luccichio d’un paio di occhi assai brillanti, che sono parsi rossi alla luce delle lampade, come si rivolgeva a noi dicendo al cocchiere:
«Siete in anticipo, questa sera, amico mio.» L’altro ha balbettato in risposta:
«L’Herr inglese aveva fretta» al che lo sconosciuto:
«Ed è per questo, suppongo, che volevate condurlo in Bucovina. Non potete ingannarmi, caro amico; so troppe cose, io, e i miei cavalli sono veloci.» Parlando ha sorriso, e i fanali hanno rivelato una bocca dal taglio duro, con labbra assai rosse e denti aguzzi, bianchi come avorio. […]
A un certo punto, tuttavia, curioso com’ero di sapere quanto tempo fosse passato, ho acceso un fiammifero, e alla sua fiammella ho dato un’occhiata all’orologio; mancavano pochi minuti a mezzanotte, e alla constatazione ho avuto un sobbalzo: suppongo che la diffusa superstizione circa la mezzanotte avesse trovato alimento nelle mie recenti esperienze. E ho atteso con un trepidante senso di malessere.
Poi un cane ha cominciato a ululare chissà dove, in una fattoria lontana, un lungo, angosciato lamento, come di paura. E il suono è stato ripreso da un altro cane, e poi da un altro e da un altro ancora, finché, portato dal vento che ora spirava tenue attraverso il passo, ha preso il via un selvaggio coro di latrati, che sembrava provenire da ogni parte della regione, quale almeno la mia immaginazione la concepiva nella tenebra notturna. Al primo ululato, i cavalli hanno cominciato a impennarsi e arretrare, ma il conducente ha rivolto loro parole tranquillizzanti, e le bestie si sono acquetate, pur tremando e sudando come dopo una fuga causata da un’improvvisa paura. Poi, remoto, dai monti ai nostri fianchi ha preso il via un ululato più sonoro e più aspro – quello di lupi – che ha colpito allo stesso modo i cavalli e me, perché ho provato l’impulso di balzare dal calesse e mettermi a correre, mentre le bestie tornavano a rinculare, impennandosi pazzamente, sì che il conducente ha dovuto far ricorso a tutta la sua grande forza per impedir loro di scattar via imbizzarriti. […]
All’improvviso, i lupi hanno ripreso a ululare, quasi che la luna avesse avuto chissà che effetto su di essi. I cavalli si sono imbizzarriti rinculando, guardandosi attorno alla disperata, con occhi roteanti in modo pietoso a vedersi; ma il vivente anello di terrore li circuiva da ogni parte, e non restava loro che rimanervi assediati. Ho dato una voce al conducente perché tornasse, sembrandomi unica nostra risorsa tentare di rompere il cerchio, in modo da permettergli di riavvicinarsi alla carrozza. Gridavo, battevo il fianco del calesse, sperando col rumore di spaventare i lupi e allontanarli da quella parte, sì da dargli modo di saltare sul predellino. Come sia giunto, lo ignoro, ma so di averne udito la voce levarsi in tono di imperioso comando e, volgendo lo sguardo a quella volta, l’ho visto ritto sulla carreggiata. Come ha agitato le lunghe braccia, quasi a rimuovere qualche invisibile ostacolo, ecco i lupi arretrare, arretrare sempre più. E in quel preciso istante, un nuvolone ha nascosto il volto della luna, ripiombandoci nell’oscurità.
Quando sono tornato a vederci, il cocchiere stava rimettendosi a cassetta, e i lupi erano scomparsi. Era, tutto questo, talmente bizzarro e sinistro, che mi sono sentito invadere da una paura tale, che non osavo parlare né muovermi. Correvamo per la strada e il tempo sembrava interminabile, e ora eravamo nell’oscurità quasi completa, poiché le nuvole trascorrenti celavano la luna. Si continuava ad ascendere, con brusche discese di tanto in tanto, ma nel complesso sempre in salita. D’un tratto, mi sono reso conto che il cocchiere stava portando il calesse nel cortile di un gran castello in rovina, dalle cui alte, nere finestre non traspariva raggio di luce, e i cui merli diroccati si disegnavano frastagliati contro il cielo rischiarato dalla luna.

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Zucca Hokkaido al forno con erbe aromatiche http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/zucca-hokkaido-al-forno.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/zucca-hokkaido-al-forno.html#respond Tue, 16 Oct 2018 09:41:18 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=44530 L’autunno è il momento della zucca, questo alimento buonissimo che riempie i supermercati e le nostre tavole in questa stagione meravigliosa. Tra le tante varietà la zucca Hokkaido è tra le preferite, anche se qui in italia è ancora poco conosciuta, uno dei suoi pregi è quello che non necessita di essere sbucciata, quando cotta la [...]

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L’autunno è il momento della zucca, questo alimento buonissimo che riempie i supermercati e le nostre tavole in questa stagione meravigliosa. Tra le tante varietà la zucca Hokkaido è tra le preferite, anche se qui in italia è ancora poco conosciuta, uno dei suoi pregi è quello che non necessita di essere sbucciata, quando cotta la buccia diventa così morbida da poterla mangiare.

La zucca Hokkaido cuoce al forno molto velocemente e si può consumare aromatizzandola con aglio ed erbe per un ottimo contorno che si abbina con pesce e carne. Con la zucca cucinata in forno si può preparare anche un ottimo purea da servire come si farebbe con purè di patate o si può usare per preparare piatti di pasta o risotti. Le possibilità sono infinite!

Ricetta per la zucca Hokkaido al forno:

1 zucca hokkaido piccola
1 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di pepe
1 cucchiaino di rosmarino
1/2 cucchiaino di timo
3 spicchi d’aglio
q.b. olio d’oliva

Preriscaldare il forno a 180 °C.
Aprire la zucca e rimuovere tutti i semi.
Tagliare la zucca a fette larghe circa 2 cm, stenderle su una teglia foderata di carta da forno.
Cospargere generosamente con olio d’oliva, aggiungere sale, pepe ed erbe e mescolare bene.
Cucinare in forno per 30 minuti o fino a quando diventa morbisda. Accendere il grill per gli ultimi 10 minuti di cottura in modo da fare rosolare un po’ di più i bordi.

Potete variare le erbe aromatiche a vostro piacimento con salvia, dragoncello, erba cipollina fresca, semi di sesamo neri, semi di girasole e anacardi.

La zucca Hokkaido è stata coltivata per secoli nell’Estremo Oriente, da dove si è diffusa in America, ma le sue origini si possono trovare anche nel New England. La popolarità della zucca Hokkaido è in aumento in tutto il mondo a causa del crescente interesse per uno stile di vita sano, infatti questa varietà è molto ricca di vitamine e minerali come: calcio, magnesio, fosforo, potassio, beta-carotene e vitamine A, B, C.
Insomma è una vera bomba vitaminica. La zucca Hokkaido è adatta per i diabetici, nelle diete ipocaloriche per il suo basso contenuto energetico, l’alto contenuto di fibre e l’effetto disintossicante.

Questa zucca si coltiva con facilità, prima di piantare immergere i semi in acqua per una notte, perchè accelera la germinazione. Se si piantano i semi direttamente nel terreno, si devono seminare a una profondità di 3-5 cm a una distanza di almeno 1 metro l’uno dall’altro. Richiede terreno nutriente con sufficiente umidità e regolare diserbo. Il ricco raccolto può essere gustato in autunno. Il posto migliore per la conservazione della zucca Hokkaido è in luogo asciutto. Se è conservato bene, può durare circa sei mesi e il suo contenuto di vitamine e zucchero durante l’immagazzinamento aumenta.

Quando si acquista la zucca Hokkaido si deve presentare con la biccia compatta, colorata, dura e liscia.

La Zucca Hokkaido in cucina può essere trasformata in zuppe, salse, marmellate, torte, ripieni, nei risotti o in piatti da forno, come piatto grigliato o contorno in diverse varianti.

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Giornata mondiale dell’alimentazione 2018 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/giornata-mondiale-dellalimentazione-2018.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/giornata-mondiale-dellalimentazione-2018.html#respond Mon, 15 Oct 2018 22:54:04 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=44522 La Giornata mondiale dell’alimentazione (World Food Day) ha avuto luogo per la prima volta il 16 ottobre del 1981, la FAO compie il suo 72 esimo anno della sua fondazione avvenuta il 16 ottobre 1945. Il tema della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2018, 37 esima edizione, sarà: “Le azioni sono il nostro futuro. Un mondo #FameZero entro il 2030 è possibile”. [...]

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La Giornata mondiale dell’alimentazione (World Food Day) ha avuto luogo per la prima volta il 16 ottobre del 1981, la FAO compie il suo 72 esimo anno della sua fondazione avvenuta il 16 ottobre 1945.

Il tema della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2018, 37 esima edizione, sarà:
“Le azioni sono il nostro futuro. Un mondo #FameZero entro il 2030 è possibile”.
Un messaggio di speranza ed incoraggia tutti, grandi e piccoli, a passare all’azione, ognuno con le proprie forze e secondo le proprie possibilità.
Le regole sono elementari e di buon senso: evitare gli sprechi, produrre di più con meno, seguire una dieta più sana e sostenibile. L’invito è rivolto in primis ai governanti ma anche alle società private, agli agricoltori, alle ONG, ai mass media fino ai semplici cittadini ma soprattutto alle generazioni che saranno adulte in un prossimo futuro.

Gli obiettivi della Giornata mondiale dell’alimentazione sono i seguenti:
1) sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della fame nel mondo;
2) stimolare l’attenzione per la produzione alimentare agricola e gli sforzi nazionali, bilaterali, multilaterali e non governativi diretti a tale scopo;
3) promuovere il trasferimento di conoscenze tecniche ai paesi in via di sviluppo;
4) rafforzare la solidarietà internazionale e nazionale nella lotta contro la fame, la malnutrizione e la povertà, ed attirare l’attenzione sui risultati ottenuti nello sviluppo alimentare ed agricolo;
5) incoraggiare la partecipazione delle popolazioni rurali, in particolare le donne e le categorie meno favorite, ai processi decisionali ed alle attività che influenzano le loro condizioni di vita;
6) incoraggiare la cooperazione economica e tecnica tra i paesi in via di sviluppo.

Noi nel nostro piccolo cosa possiamo fare?

1) Viviamo di più la natura. Curatela e proteggetela, anche l’aiuola sotto casa nostra, perché tutto è nostro. Aggiungete un po’ di verde con la creazione e il mantenimento di orti scolastici, orti comunitari su terreni abbandonati, o piante in vaso su tetti e balconi. Il verde crea ombra, pulisce l’aria, raffredda il paesaggio urbano. Proteggete le foreste e non sprecate la carta e preferite la carta riciclata.

2) Una spesa più consapevole. Comprate i prodotti del vostro territorio e preferite quelli biologici, perché il biologico aiuta il terreno a rimanere in buona salute. Acquistate solo quello che serve. Non lasciatevi ingannare dalle etichette, a volte il cibo è ancora consumabile dopo il “preferibilmente entro”, mentre è la dicitura “da consumarsi entro”, che ti dice quando non è più sicuro da mangiare, controllate prima di buttare.

3) Non sprecare cibo e acqua. Una grande quantità di gas serra vengono rilasciati per produrre il cibo che mangiamo ogni giorno. Sprecare cibo significa sprecare soldi, lavoro e risorse come l’energia, la terra e l’acqua che servono a produrre il cibo. Il cibo sprecato finisce in discarica, dove marcisce e rilascia gas metano, uno dei più potenti gas serra.

4) Diversificate la dieta, più verdure e meno carne, come dicevo gli antichi la carne due volte la settimana e venerdì pesce, ma preferite quello che si trova di più in abbondanza, come sgombri e aringhe, piuttosto che quelli a rischio di sfruttamento eccessivo, come il merluzzo o il tonno e rispettando sempre la stagionalità. Riscoprite ricette a base di legumi.
Per trasformare la terra in pascoli per il bestiame vengono tagliati e bruciati milioni di acri di foresta.

5) Risparmiare energia. Acquistare elettrodomestici ad alta efficienza energetica, che consumano meno energia elettrica, spegnete le luci quando lasciate una stanza, utilizzate lampadine a basso consumo energetico. In inverno poi si potrebbe mettere un pullover in più e abbassare il riscaldamento, e in estate schermate le finestre dal sole.
Se potete scegliete energie alternative come i pannelli solari.

6) Un’attenzione in più ai rifiuti che produciamo. Fate la differenziata, riducendo i rifiuti e utilizzando prodotti eco-compatibili è possibile limitare la contaminazione dell’acqua e il degrado del suolo. Limitate l’impiego della plastica, acquistare prodotti poco confezionati, portatevi una vostra borsa della spesa, usate bottiglie d’acqua e tazze di caffè riutilizzabili.

Per sapere di più : www.fao.org

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La classifica dei libri più venduti – 15 Ottobre 2018 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-15-ottobre-2018.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-15-ottobre-2018.html#respond Sun, 14 Oct 2018 22:56:28 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=44452 Buona settimana a tutti! “Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?”. (Harper Lee)     Questa settimana il 15 ottbre si svolge la sesta edizione del  #SocialBookDay, la giornata dedicata ai libri sui social network. Partecipate postando frasi, foto e [...]

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Buona settimana a tutti!

“Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?”.
(Harper Lee)

 

 

Questa settimana il 15 ottbre si svolge la sesta edizione del  #SocialBookDay, la giornata dedicata ai libri sui social network. Partecipate postando frasi, foto e video dedicati al mondo dei libri, utilizzando l’hashtag sopracitato.

Dal 19 al 21 ottobre a Pietrasanta (LU) si svolge Libropolis, festival dedicato alla promozione e al supporto dei piccoli editori che, sebbene con poche risorse e senza alcun contributo pubblico, hanno trovato nuovi autori o hanno riscoperto classici dimenticati.

La classifica dei libri più venduti della settimana si presenta con le prime due posizioni inalterate e tre nuove entrate. Scopriamola:

1.
Resta in prima posizione Un capitano di Francesco Totti e Paolo Condò.
L’infanzia in via Vetulonia, i primi calci al pallone, la timidezza e la paura del buio, la vita di quartiere in una Roma che forse non esiste più. Gli amici che resteranno gli stessi per tutta la vita. Gli allenamenti a cui la mamma lo accompagnava in 126, asciugandogli i capelli con i bocchettoni in inverno. L’esordio in Serie A a 16 anni in un pomeriggio di marzo del 1993 a Brescia, con i pantaloni della tuta che al momento di entrare in campo si impigliano nei tacchetti; il primo derby, il primo gol, il rischio di essere ceduto alla Sampdoria prima ancora che la sua favola in giallorosso possa cominciare. E poi la gloria: caso più unico che raro di profeta in patria, venticinque anni con la stessa maglia, capitano per sempre, un palmares che annovera un epico Scudetto, due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane, oltre ovviamente al Mondiale 2006 conquistato da protagonista con la Nazionale. E ancora il matrimonio da sogno con Ilary Blasi, la vita mondana attraversata sempre con leggerezza, con autoironia, con il sorriso grato di chi ha ricevuto in dono un talento straordinario e la possibilità di divertirsi facendo ciò che più ama: giocare a pallone. Con l’espressione eternamente stupita del ragazzo che una città ha eletto a simbolo e condottiero, oggetto di un amore senza uguali. Fino al giorno del ritiro dal calcio giocato, e di un addio che ha emozionato non solo i tifosi romanisti ma gli sportivi italiani tutti. Perché Totti è la Roma, ma è anche un pezzo della vita di ognuno di noi.

2.
Stabile anche la seconda posizione, Suite 405 di Sveva Casati Modignani.
Un’auto di lusso sfreccia nella notte lungo l’autostrada che collega Roma a Milano. A bordo c’è il conte Lamberto Rissotto, che possiede un’importante industria metallurgica e la dirige con sapienza, nonostante le difficoltà legate alla crisi economica del Paese. L’uomo ha fretta di rincasare per chiudere immediatamente ogni rapporto con la bellissima moglie Armanda, perché ha appena scoperto la sua ultima imbarazzante follia. A mitigare la cupezza del suo stato d’animo c’è il recente ricordo del fuggevole incontro con una sconosciuta «molto giovane, molto bella, di gran classe» che si è stupidamente lasciato sfuggire. Nella notte, un altro uomo viaggia lungo la stessa autostrada da Sud a Nord, solo, sulla sua utilitaria impolverata: è Giovanni Rancati, sindacalista. Ha percorso chilometri per incontrare gli operai che tanto ama, per condividerne le preoccupazioni e difenderne il futuro. A Milano l’attende la sua compagna, Bruna, che fa la parrucchiera e dopo anni di sacrifici è riuscita ad aprire un negozio tutto suo. Insieme vivono in un quartiere popolare, uno di quelli in cui le case di ringhiera mettono in piazza gioie e dolori di ognuno, una realtà in cui si fatica ad arrivare a fine mese e un sogno può costare i risparmi di una vita. Lamberto e Giovanni rappresentano due mondi opposti e lontani, ma le loro strade finiranno per incrociarsi, un po’ per necessità e un po’ per caso. Dal loro incontro nasce un avvincente intreccio di destini in cui si rispecchia l’Italia di oggi, ancora divisa da contraddizioni e lotte sociali, ma unita da un profondo e assoluto bisogno di giustizia e amore.

3.
Entra in classifica in terza posizione The Game, scritto da Alessandro Baricco.
Quella che stiamo vivendo non è solo una rivoluzione tecnologica fatta di nuovi oggetti, ma il risultato di un’insurrezione mentale. Chi l’ha innescata – dai pionieri di Internet all’inventore dell’iPhone – non aveva in mente un progetto preciso se non questo, affascinante e selvaggio: rendere impossibile la ripetizione di una tragedia come quella del Novecento. Niente più confini, niente più élite, niente più caste sacerdotali, politiche, intellettuali. Uno dei concetti più cari all’uomo analogico, la verità, diventa improvvisamente sfocato, mobile, instabile. I problemi sono tradotti in partite da vincere in un gioco per adulti-bambini. Perché questo è The Game.

4.
Fermo in quarta posizione Le assaggiatrici di Rosella Postorino, la vinvitrice del Premio Campiello 2018, che ispirandosi alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf) racconta la vicenda eccezionale di una donna in trappola, fragile di fronte alla violenza della storia, forte dei desideri della giovinezza.
La prima volta in cui Rosa Sauer entra nella stanza in cui dovrà consumare i suoi prossimi pasti è affamata. «Da anni avevamo fame e paura», dice. Siamo nell’autunno del 1943, a Gross-Partsch, un villaggio molto vicino alla Tana del Lupo, il nascondiglio di Hitler. Ha ventisei anni, Rosa, ed è arrivata da Berlino una settimana prima, ospite dei genitori di suo marito Gregor, che combatte sul fronte russo. Le SS posano sotto ai suoi occhi un piatto squisito: «mangiate» dicono, e la fame ha la meglio sulla paura, la paura stessa diventa fame. Dopo aver terminato il pasto, però, lei e le altre assaggiatrici devono restare per un’ora sotto osservazione in caserma, cavie di cui le SS studiano le reazioni per accertarsi che il cibo da servire a Hitler non sia avvelenato.

5.
Scende in quinta posizione M. Il figlio del secolo di Antonio Scurati.
Lui è come una bestia: sente il tempo che viene. Lo fiuta. E quel che fiuta è un’Italia sfinita, stanca della “casta” politica, dei moderati, del buonsenso. Allora lui si mette a capo degli irregolari, dei cialtroni, dei delinquenti, degli avventurieri, degli incendiari e anche dei “puri”, che sono i più feroci e i più fessi. Da un rapporto di Pubblica Sicurezza del 1919 lui invece è descritto come un uomo «intelligente, di forte costituzione, benché sifilitico, sensuale, emotivo, audace, facile alle pronte simpatie e antipatie, ambiziosissimo, al fondo sentimentale». Lui: Benito Mussolini, ex leader socialista cacciato dal partito, agitatore politico indefesso e direttore di un piccolo giornale di opposizione, è un personaggio da romanzo. Sarebbe un personaggio da romanzo, se non fosse l’uomo che più d’ogni altro ha marchiato a sangue la realtà, il corpo dell’Italia, nella storia e nella cronaca, nella tragedia e nella farsa. E infatti la saggistica ha finora dissezionato ogni aspetto della vita di Mussolini. Nessuno però aveva mai trattato la parabola politica, umana, esistenziale di Mussolini e del fascismo come se si trattasse di un romanzo. Un romanzo in cui d’inventato non c’è assolutamente nulla. Un’opera che ci conduce a rivivere passo per passo il ventennio che ha cambiato per sempre la nostra storia.

6.
L’amica genialeAl sesto posto L’amica geniale di Elena Ferrante, forse anche grazia alla fiction che tra poco andrà in onda sulla Rai TV.
Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava intanto nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati…

7.
Entra in classifca al settimo posto So che un giorno tornerai, scritto da Luca Bianchini, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 02/10/18.
Angela non ha ancora vent’anni quando diventa madre, una mattina a Trieste alla fine degli anni Sessanta. Pasquale, il suo grande amore, è un “jeansinaro” calabrese, un mercante di jeans, affascinante e già sposato. Lui le ha fatto una promessa: “Se sarà maschio, lo riconoscerò”. Angela fa tutti gli scongiuri del caso ma nasce una femmina: Emma. Pasquale fugge immediatamente dalle sue responsabilità, lasciando Angela crescere la bambina da sola insieme alla sua famiglia numerosa e sgangherata. I Pipan sono capitanati da un nonno che rimpiange il dominio austriaco, una nonna che prepara le zuppe e quattro zii: uno serio, un playboy e due gemelli diversi che si alternano a fare da babysitter a Emma. Lei sarà la figlia di tutti e di nessuno e crescerà così, libera e anticonformista, come la Trieste in cui vive, in quella terra di confine tra cielo e mare, Italia e Jugoslavia. Fino al giorno in cui deciderà di mettersi sulle tracce di suo padre, e per lui questa sarà l’occasione per rivedere Angela, che non ha mai dimenticato.

8.
Sale in ottava posizione Giuro che non avrò più fame. L’Italia della Ricostruzione di Aldo Cazzullo.
Il primo film che le nostre nonne e le nostre madri andarono a vedere dopo la guerra fu “Via col vento”. Molte si identificarono in una scena: Rossella torna nella sua fattoria, la trova distrutta, e siccome non mangia da giorni strappa una piantina, ne rosicchia le radici, la leva al cielo e grida: «Giuro che non soffrirò mai più la fame!». Quel giuramento collettivo fu ripetuto da milioni di italiane e di italiani. Fu così che settant’anni fa venne ricostruito un Paese distrutto. Come scrive Aldo Cazzullo, «avevamo 16 milioni di mine inesplose nei campi. Oggi abbiamo in tasca 65 milioni di telefonini, più di uno a testa, record mondiale. Solo un italiano su 50 possedeva un’automobile. Oggi sono 37 milioni, oltre uno su due. Eppure eravamo più felici di adesso». Ora l’Italia è di nuovo un Paese da ricostruire. La lunga crisi ha fatto i danni di una guerra. Per questo dovremmo ritrovare l’energia e la fiducia in noi stessi di cui siamo stati capaci allora. Cazzullo racconta l’anno-chiave della Ricostruzione, il 1948. Lo scontro del 18 aprile tra democristiani e comunisti. L’attentato a Togliatti e l’insurrezione che seguì. La vittoria al Tour di Bartali e l’era dei campioni poveri: Coppi e il Grande Torino, cui restava un anno di vita. Le figure dei Ricostruttori, da Valletta a Mattei, da Olivetti a Einaudi. Il ruolo fondamentale delle donne, da Lina Merlin, che si batte contro le case chiuse, ad Anna Magnani, che porta al cinema la vita vera. L’epoca della rivista: Wanda Osiris e Totò, Macario e Govi, il giovane Sordi e Nilla Pizzi. Ma i veri protagonisti del libro sono le nostre madri e i nostri padri. La loro straordinaria capacità di lavorare e anche di tornare a ridere. Il racconto di un tempo in cui a Natale si regalavano i mandarini, ci si spostava in bicicletta, la sera si ascoltava tutti insieme la radio; e intanto si faceva dell’Italia un Paese moderno.

9.
Precipita in nona posizione  Ora dimmi di te. Lettera a Matilda di Andrea Camilleri.
Che cosa rimarrà di noi nella memoria di chi ci ha voluto bene? Come verrà raccontata la nostra vita ai nipoti che verranno? Andrea Camilleri sta scrivendo quando la pronipote Matilda si intrufola a giocare sotto il tavolo, e lui pensa che non vuole che siano altri – quando lei sarà grande – a raccontarle di lui. Così nasce questa lettera, che ripercorre una vita intera con l’intelligenza del cuore: illuminando i momenti in base al peso che hanno avuto nel rendere Camilleri l’uomo che tutti amiamo. Uno spettacolo teatrale alla presenza del gerarca Pavolini e una strage di mafia a Porto Empedocle, una straordinaria lezione di regia all’Accademia Silvio D’Amico e le parole di un vecchio attore dopo le prove, l’incontro con la moglie Rosetta e quello con Elvira Sellerio… Ogni episodio è un modo per parlare di ciò che rende la vita degna di essere vissuta: le radici, l’amore, gli amici, la politica, la letteratura. Con il coraggio di raccontare gli errori e le disillusioni, con la commozione di un bisnonno che può solo immaginare il futuro e consegnare alla nipote la lanterna preziosa del dubbio.

10.
Entra in classifica in decima posizione il saggio Con i piedi nel fango. Conversazioni su politica e verità
di Gianrico Carofiglio e Jacopo Rosatelli.
La politica è fare i conti con le cose come sono davvero: cioè spesso non belle e non pulite. Bisogna entrare nel fango, a volte, per aiutare gli altri a uscirne. Ma tenendo sempre lo sguardo verso l’orizzonte delle regole, dei valori, delle buone ragioni. Un dialogo appassionato e appassionante. Un prontuario per l’esercizio del pensiero critico, per sottrarsi alle manipolazioni, per riaffermare – contro ogni fanatismo – il valore laico ed emozionante della verità e dell’impegno politico. Perché l’avvenire appartiene ai non disillusi.

I NatiOggi letterari della settimana:

Italo Calvino (15 ottobre 1923 – 19 settembre 1985), scrittore e partigiano italiano. Intellettuale di grande impegno politico, civile e culturale, uno dei narratori italiani più importanti del secondo Novecento.
S. S. Van Dine, pseudonimo di Willard Huntington Wright (15 ottobre 1887 – 11 aprile 1939), scrittore e critico d’arte statunitense, noto autore di gialli.
Friedrich Nietzsche (15 ottobre 1844 – 25 agosto 1900), filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco.
Oscar Wilde (16 ottobre 1854 – 30 novembre 1900), scrittore, aforista, poeta, drammaturgo, giornalista e saggista irlandese.
Dino Buzzati (16 ottobre 1906 – 28 gennaio 1972), scrittore, giornalista, pittore, drammaturgo, librettista, scenografo, costumista e poeta italiano.
Marc Levy (16 ottobre 1961), scrittore e architetto francese. Autore di Se solo fosse vero.
Tracy Chevalier (19 ottobre 1962), scrittrice statunitense di romanzi storici, come il famoso La ragazza con l’orecchino di perla.
Edmondo De Amicis (1846), scrittore e insegnante italiano. Famoso per il romanzo Cuore, uno dei testi più popolari della letteratura italiana per ragazzi.

Fonte IBUK
(Questa classifica si riferisce alla settimana dall’ 1 al 7 ottobre 2018)

Leggi l'articolo La classifica dei libri più venduti – 15 Ottobre 2018 in versione completa su Pausa Caffè.

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Halloween, libri da paura per bambini e ragazzi: “Libretto o scherzetto?” http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/halloween-libri-da-paura-per-bambini-e-ragazzi.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/halloween-libri-da-paura-per-bambini-e-ragazzi.html#respond Sun, 14 Oct 2018 19:56:20 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=44398 E’ arrivato Halloween e come ogni anno arriva anche la polemica tra quelli che “è una festa satanica” e quelli che invece lo apprezzano, quando poi si parla di bambini il problema diventa ancora più complesso. Secondo psicologi e pediatri Halloween fa bene ai bambini perchè li aiuta ad esorcizzare le paure.   In questo periodo si può andare [...]

Leggi l'articolo Halloween, libri da paura per bambini e ragazzi: “Libretto o scherzetto?” in versione completa su Pausa Caffè.

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E’ arrivato Halloween e come ogni anno arriva anche la polemica tra quelli che “è una festa satanica” e quelli che invece lo apprezzano, quando poi si parla di bambini il problema diventa ancora più complesso. Secondo psicologi e pediatri Halloween fa bene ai bambini perchè li aiuta ad esorcizzare le paure.

 

In questo periodo si può andare in contro a genitori che temono il riferimento a un mondo considerato “macabro”, popolato di zombie, fantasmi, mostri, streghe, vampiri e altre creature “terribili” perchè temono che questi possano insinuarsi nella coscienza dei nostri figli e di poterla in qualche modo attirare verso il mondo dell’occulto. Il mondo della psicologia è unanime nell’affermare che il travestirsi da mostro o quant’altro e il giocare con pipistrelli, teschi e ragni, sortisca l’effetto contrario a quello prospettato da questi genitori spaventati. Il travestimento in generale è un potente mezzo per esorcizzare le proprie paure. Il bambino saprà sicuramente di quale creatura terribile vorrà vestire i panni e riuscirà a farsi beffa di questo sapendo di essere “al sicuro”.  Diventare strega, folletto, fantasma o mostro per gioco può anche essere un modo per dare forma a quelle emozioni o parti di noi che tendiamo a reprimere perché socialmente sconvenienti, come aggressività e voglia di trasgredire, e che finalmente trovano possibilità di espressione in modo innocuo e divertente.
Per quanti di noi adulti non hanno avuto la possibilità di scherzare con le proprie umane paure durante l’infanzia, forse potrebbe non essere troppo tardi approfittarne adesso, assieme ai vostri bambini.

I libri gotici per adulti  li trovate nel seguente link: Libri da paura per un Halloween da brivido

Per tuffarsi in storie di zucche, fantasmi, streghe e misteri insieme ai vostri figli ed avvicinarli alla lettura con divertimento ho preparato un calderone pieno di libri da paura:

La Zucca Rotolante di Junia Wonders, Storie illustrate per bambini da 3 anni in su.
In una ventosa giornata d’autunno, Marla Piccola arriva di corsa giù per la collina urlando: «Aiuto! La mia zucca gigante sta rotolando via! Va avanti, rotolando e girando, e non vuole fermarsi! Fammi pensare, che cosa devo fare?»
Una bambina insegue la sua zucca gigante per tutta la città con un po’ di aiuto lungo il percorso. È la favola della buonanotte perfetta da leggere con da leggere insieme ai tuoi piccoli.

Pronti, attenti, buh! di Elizabeth Baguley e Marion Lindsay, Storie illustrate per bambini da 3 anni in su.
Mezzanotte, è l’ora dei fantasmi! Anche Berto dovrebbe unirsi ai fantasmi più grandi per andare a infestare le foreste buie e i maestosi castelli. Ma ha paura del buio, dei lupi, dei serpenti, dei draghi e invece di un castello vorrebbe una casetta adatta a un fantasma piccolo come lui.

 

Attenti alla Casa Stregata di M. Doria, storie illustrate per bambini da 3 anni in su.
Questo libro cattura l’atmosfera di Halloween, ma non fa paura. È una divertente storia in rima su buffi fantasmi, fattucchiere e scheletri, accompagnata dai suoni e dalle luci di una casa stregata.
Il bambino viene invitato a curiosare in una casa “stregata” dove buffi fantasmini, fattucchiere e scheletri festeggiano Halloween! I testi sono in rima, con caratteri molto grandi e illustrazioni a colori all’interno di un cartonato sagomato e robusto, con fori nelle pagine. In aggiunta un congegno sonoro e una luce che si attiva premendo l’apposito tasto.

La casa dei fantasmi di Nicola Baxter, Libro pop-up per bambini da 3 anni in su.
Un divertente racconto dell’orrore tutto da leggere e una grande casa stregata 3D tutta da esplorare: il bambino potrà infatti aprire le porte e spiare attraverso le finestrelle scoprendo tanti piccoli particolari della casa.

 

Le più belle storie di Halloween, Disney, per bambini da 7 a 10 anni.
In questo volume le storie dedicate agli scherzetti e ai dolcetti della notte di Halloween, interpretate dai personaggi Disney.

 

 

 

Halloween… che fifa felina! di Geronimo Stilton, per bambini da 6 a 9 anni.
Conoscerete Tenebrosa Tenebrax, un’affascinante topolina che abita in un cimitero e gira su carro funebre e sarete costretti a partecipare a una festa di Halloween con un menù… da brivido! Nel libro troverete anche tutti i segreti per organizzare una festa di Halloween!

 

La notte delle zucche mannare di Geronimo Stilton, per bambini da 6 a 9 anni.
Nell’orto di Castelteschio cresce una varietà rarissima di zucche dai dentini molto affilati: le Zucche Mannare! Ma un Gatto Fantasma minaccia di rubarle… brrr. che fifa felina! Mi aspetta una notte da incubo!

 

 

Halloween… Arrivano i mostri! Scooby-Doo!, per bambini da 6 a 9 anni.
Scooby e i suoi amici non possono mai stare tranquilli… Prima si imbattono in uno scheletro che vaga per un cimitero abbandonato, poi si fermano a riposare all’ombra di un salice ma quello prende vita cercando di fagocitarli, infine, mentre stanno per concedersi una scorpacciata al buffet del museo, un feroce samurai irrompe nella sala! Gambe in spalla, ragazzi!

 

Halloween con Valentina di Angelo Petrosino, per bambini da 6 a 9 anni.
Ottilia ha avuto un’idea fantastica: faremo una festa di Halloween! Verranno tutti i nostri amici e ci divertiremo un sacco. Manca poco al 31 ottobre e ci sono tantissime cose da fare! Prima di tutto, non so ancora come travestirmi: meglio da strega o da fata? Poi vorrei fare un grande falò per illuminare quella notte magica. Luca, invece, sta preparando una zucca enorme. Ma è importante organizzare tutto in segreto, perché qualcuno potrebbe rovinare la festa…

 

1, 2, 3… Halloween vien da te!, per bambini da 6 a 9 anni.
Questa è un’opera dedicata a grandi e piccini, che vuole rendere la festività di Halloween un momento allegro da condividere in famiglia, in compagnia di simpatiche e terrificanti storie, leggende e filastrocche degne della notte più “brividosa” dell’anno!

 

 

Il libro delle storie di fantasmi di Roald Dahl, per bambini da 6 a 10 anni.
“È un fatto singolare” osserva Roald Dahl, “ma nelle grandi storie di fantasmi il fantasma non c’è. O, se non altro, non si vede. Si vede però il risultato delle sue azioni. Ogni tanto potete avvertire un fruscio alle vostre spalle, o intravedere tracce fugaci della sua presenza…”. E infatti elusivi e imprevedibili sono i fantasmi tratteggiati dagli autori dei quattordici racconti scelti e qui riuniti da Dahl con mano maestra.
Elusivi e imprevedibili appaiono i fantasmi tratteggiati in questi racconti. Per Mary sono uno squillo al telefono, per Rosemary un bagliore di capelli rossi in un cespuglio di rose bianche. Ma forse la verità è rivelata da Hartley: siamo noi stessi a creare i fantasmi che ci perseguitano.

La casa delle vacanze di Clive Barker, per bambini da 6 a 10 anni.
Harvey Swick sta per essere divorato dalla Grande Noia di Febbraio. A salvarlo arriva Rictus, un tipo ossuto e ridente che sostiene di conoscere un posto dove splende sempre il sole. E’ vero: è la Casa delle Vacanze. Ma anche dove splende sempre il sole possono allungarsi le ombre lunghe della paura. Soprattutto quando Harvey si trova davanti ai racconti interrotti delle vite di altri ragazzini scomparsi in circostanze misteriose.

 

Brivido ad Halloween. Me, mum & mistery Vol. 7 di Lucia Vaccarino, per bambini da 8 a 10 anni.
Halloween si avvicina e come ogni anno il sindaco di Blossom Creek ha invitato tutto il paese a una grande festa nella sua villa. Emily non vede l’ora di indossare il suo nuovo costume da Sherlock Holmes! Durante la festa, però, qualcosa va storto. Uno sparo echeggia nel buio, e l’atmosfera scherzosa cede il posto a un’indagine per omicidio, che metterà la giovane detective alla prova più che mai. Fra segreti del passato, una lugubre casa stregata e relazioni complicate, Emily imparerà ad ascoltare non solo il suo formidabile intuito ma anche il suo cuore.

Un infausto inizio. Una serie di sfortunati eventi. Vol. 1 di Lemony Snicket, per bambini da 9 anni in su.
Un vergognoso successo, un’epidemia disastrosa.
Cari lettori, gli orfani Baudelaire sono graziosi e intelligenti, ma la loro vita, mi spiace dirlo, è piena dio sfortuna, se non sopportate storie contenenti uragani, vestiti che pungono, zuppe di cetriolo fredde, individui repellenti, allora questi libri vi getteranno nel più totale sconforto, è mio triste dovere stare sveglio di notte a indagare su questi tre sventurati giovani, ma se voi preferite dormire tranquilli, vi conviene scegliere un altro genere di libro. Con il dovuto rispetto Lemony Snicket.
In questo primo tremendo episodio i tre fratelli diventano subito tre orfani, incontrano l’individuo più viscido e malvagio del mondo, rischiano di perdere tutta l’eredità e sono guardati a vista da un uomo con due uncini al posto delle mani. Siete sicuri di volerlo leggere?

Il cimitero senza lapidi e altre storie nere di Neil Gaiman, per bambini da 10 a 13 anni.
Nobody Owens cade dal melo ai confini del cimitero, nel terreno sconsacrato dove sono sepolti i malvagi, e decide di donare una lapide alla strega che lo soccorre. Jack incontra un troll sotto il ponte della ferrovia e da quel momento la sua vita sarà legata a un terribile patto di morte. Un nobile cavaliere trova il Santo Graal nel salotto di una vecchina che non ha alcuna intenzione di spostarlo dal suo grazioso caminetto. Tra l’horror, il fantasy e il giallo hard boiled, undici racconti per rabbrividire e sorridere. Racconti che, come scrive lo stesso Gaiman, sono “viaggi fino all’estremo opposto dell’universo che puoi fare con la certezza di essere di ritorno per l’ora di cena”.

Le zucche della vendetta di R. L. Stine, per bambini da 10 a 13 anni.
Non arrivammo molto lontano.
Sibilando e crepitando spaventosamente, i due esseri mostruosi ci raggiunsero. Poi cominciarono a turbinare intorno a noi, intrappolandoci in un cerchio di fiamme ruggenti. Non avevamo vie di fuga. Non c’era modo di scappare.

 

 

Halloween. La festa del terrore di R. L. Stine, per bambini da 10 a 13 anni.
E’ arrivata la notte di Halloween, la più attesa dell’anno. Nella piccola cittadina di Shadyside i ragazzi vogliono una festa indimenticabile e forse l’hanno trovata. Justine Cameron ha aperto la propria casa agli amici, ma solo nove persone sono state invitate, e sembrano avere ben poco in comune. Musica , giochi, cibo, danze, tutto sembra procedere per il meglio, l’atmosfera si fa sempre più calda. Poi le luci si spengono improvvisamente: urla e paura, un corpo giace disteso a terra con un coltello nella schena. Sarà il solito scherzo di Halloween? La festa del terrore è appena iniziata…

L’ultimo Halloween di R. L. Stine, per bambini da 10 a 13 anni.
Il passatempo preferito di Brandon è spaventare la gente, e le sue vittime abituali sono la sorellina Maya e il cugino Vinnie. Scherzi di cattivo gusto, maschere raccapriccianti, storie dell’orrore: la fantasia di Brandon sembra non avere limiti. Per Halloween decide di tirare un brutto scherzo al professor Benson, l’insegnante piú severo e antipatico della scuola. Ma quando entra con il suo amico Cal nella casa del professore, nei pressi del Crepaccio del Corvo, capisce che qualcosa di molto strano si nasconde in quell’edificio e nel pericoloso strapiombo.

Storie da leggere con la luce accesa di Chris Priestley, per ragazzi oltre 12 anni.
È la prima volta che Robert prende il treno da solo, è felice e molto emozionato. Finalmente ha l’occasione di allontanarsi dalla sua matrigna, che proprio non sopporta: ora la sua vita può ricominciare, in una nuova scuola. Alla stazione però, la matrigna ha una visione: vede un bacio, un tunnel, e un tremendo pericolo in agguato. Robert non se ne preoccupa affatto, sa che è una donna impressionabile e sciocca. Decide lo stesso di salire sul treno, come programmato, ma poco dopo l’inizio del viaggio, all’entrata di una galleria, il treno ha un guasto e si ferma. Tutto si fa buio, gli altri passeggeri sembrano come addormentati. Eccetto una misteriosa donna vestita di bianco, che per ingannare l’attesa comincia a raccontare a Robert una storia, poi un’altra, poi un’altra ancora. Storie macabre e terrificanti. Storie che lo lasciano senza fiato. Intanto il treno non riparte, e il tempo sembra essersi quasi fermato. Finché un dubbio si fa strada nella mente di Robert: chi è davvero quella donna? Ed è allora che comincia ad avere davvero paura…

Le terrificanti storie del Vascello Nero di Chris Priestley, per ragazzi oltre i 12 anni.
Ethan e Cathy vivono con il padre all’Old Inn, una vecchia locanda arroccata su un’alta scogliera a picco sul mare. Una sera una misteriosa malattia colpisce i due bambini, che cominciano a urlare per il dolore. Il padre allora esce di casa per andare a cercare un medico. Fuori imperversa una violenta bufera, il mare è in tempesta e la furia del vento scuote le finestre e fa scricchiolare le pareti della locanda. All’improvviso bussano alla porta. È il giovane marinaio Jonah Thackeray che chiede ospitalità. In cambio si offre di raccontare ai bambini storie paurose ed emozionanti, apprese nei suoi lunghi anni di navigazione. Ma c’è qualcosa di molto strano in questo visitatore, e il piccolo Ethan comincia a essere un po’ inquieto, sia perché le storie sono davvero ferriti canti, sia perché malgrado siano passate diver se ore il padre non fa ancora ritorno…

Antiche voci da Salem di Adriana Mather, per ragazzi oltre i 13 anni.
Salem, ai giorni nostri: quando Samantha Mather si trasferisce nell’antica casa avita per stare vicina al padre, ricoverato perché misteriosamente in coma, trova in città un’accoglienza piuttosto fredda. Sono passati ormai tre secoli da quando il suo antenato Cotton Mather è stato protagonista del processo alle streghe, firmando il trattato usato a fondamento delle condanne, ma i rancori che allora avevano spaccato la comunità sono ancora terribilmente vivi. Isolata e avvolta dall’ostilità gelida degli Eredi delle presunte streghe, Samantha si trova intrappolata in un complicato groviglio in cui passato e presente si intrecciano pericolosamente. Soltanto Jaxon, figlio della migliore amica del padre e segretamente attratto dalla ragazza, sembra immune a quell’odio, almeno finché Samantha non entra in contatto con l’affascinante Elijah, uno spirito tragicamente coinvolto nelle antiche vicende storiche, e le cose si complicano. Samantha scopre un modello ricorrente nei secoli, in base al quale le famiglie dei perseguitati e dei persecutori pagano un terribile tributo di morti. C’è solo una speranza per evitare che la storia si ripeta: svelare i segreti del passato fra odi antichi e passioni, e rinunciare a qualcosa di sé per aprirsi a un sentimento nuovo.

L’estate dei fantasmi di Saundra Mitchell, per ragazzi oltre i 14 anni.
A Ondine, in Louisiana, non succede mai niente. L’unico fatto degno di nota risale a molti anni prima, quando scomparve misteriosamente Elijah Landry, un ragazzo del posto. C’è chi dice che sia affogato nel lago, chi sostiene che sia scappato. Iris e Collette, due amiche inseparabili, si preparano a passare l’estate dei loro quattordici anni fra noia e sogni di fuga dal monotono paese. Iris, trascinata al cimitero da Collette, cerca di rompere la noiosa routine improvvisandosi medium, e richiama l’attenzione di un fantasma. Da quel momento l’estate delle due amiche diventerà un vero incubo horror e il segreto di Elijah Landry, il ragazzo scomparso, verrà tragicamente svelato.

Infine consiglio dei libri per conoscere le vere origini di Halloween affinché sia possibile eliminare pregiudizi insensati e luoghi comuni.

Le vere origini di Halloween di M. Casalini, L. Menegatti, C. Rancati e S. Bernini.
Questo libro, nato all’interno del progetto web “Le vere origini di Halloween” è un dono a tutti i lettori affinché sia possibile eliminare pregiudizi insensati e luoghi comuni e cominciare finalmente a comprendere le vere origini di Halloween. Il lettore si ricrederà su cosa sia davvero l’antica commemorazione celtica dei defunti, sulla sua disappartenenza alla cultura americana e su quanto le tradizioni italiane provengano proprio dagli antichi insegnamenti nord-europei. E comprenderà “perché le mascherate di Halloween, lungi dall’essere manifestazioni sacrileghe, sono di fatto cerimonie sacre le cui radici affondano nella notte dei tempi” (J. Markale) e nelle profondità del nostro inconscio collettivo. Chi legge questo libro compie realmente un viaggio iniziatico nel mondo di Halloween da cui non tornerà senza essere cambiato. Un testo multiprospettico, scritto da autori e storici italiani. Insomma: Halloween senza maschere!
www.levereoriginidihalloween.it

Halloween. Storia e Tradizioni di Jean Markale.
Ottimo libro che descrive e approfondisce alla perfezione le origini di questa festa: le motivazioni storiche, le tradizioni popolari e tutto il folclore che ben conosciamo.
Già da diversi anni, in Italia come nel resto d’Europa, zucche, maschere di vampiri e fantasmi occupano le vetrine dei negozi durante l’intero mese di ottobre; e la sera del 31 adulti e bambini, in un’atmosfera carnevalesca, festeggiano Halloween. Ma di quale ricorrenza esattamente si tratta? Halloween – una parola inglese che significa “notte sacra” – riprende gli antichi rituali druidici di Samain, le cui origini risalgono all’antica Irlanda. Durante la notte di Samain il mondo dei morti si ricongiunge con quello dei vivi e viceversa, poiché secondo un detto celtico “la morte non è che il mezzo di una lunga vita”. In seguito, questa festa pagana fu trasformata dalla Chiesa in quella di Ognissanti.

Halloween. Nei giorni che i morti ritornano di E. Baldini e G. Bellosi.
Un testo interessante e ben redatto. La visione storica ed antropologica aiutano il lettore anche meno esperto a capire quali trasformazioni abbia subito la festa di Samhain prima di diventare Halloween.
Bambini mascherati ovunque, feste a tema, film per adolescenti: Halloween è diventato negli ultimi anni un appuntamento irrinunciabile, di crescente successo. E molti parlano di “colonizzazione culturale”. Ma com’era la festa di Halloween prima che diventasse Halloween? Si tratta di moda importata, o di una tradizione millenaria? Gli autori raccontano la più importante delle nuove festività, attraverso un’immersione nello sterminato repertorio della cultura popolare, scoprendo che Halloween va molto al di là dei confini della cultura celtica, cui era di solito attribuita.

La notte delle zucche di P. Gulisano e B. O’Neil
Un bel bel saggio che descrive proprio il simbolismo della festa di Halloween in tutte le sue sfumature più eccentriche. Redatto da un esperto di mitologia celtica e da una studiosa irlandese di miti e folclore, risulta semplice da leggere, chiaro e scorrevole.
Questo libro, scritto da due esperti della materia, un italiano e un’irlandese trapiantata in America, vuole offrire una ricostruzione della storia e dei significati di Halloween, dagli antichi miti celtici alle odierne zucche che spesso inquietano genitori ed educatori e affascinano i ragazzi. Qual è l’etimologia della parola? L’origine è americana o irlandese? Perché il suo simbolo è la zucca? Chi è Jack O’Lantern? Che cos’è Samhain? Cosa significa chiedere «dolcetto o scherzetto». Halloween: un business neopagano dalle radici cristiane.

Per chi fosse interessato a libri gotici per adulti questo è il link  http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/libri-per-un-halloween-da-brivido.html

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Libri da paura per un Halloween da brivido: “Libretto o scherzetto?” http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/libri-per-un-halloween-da-brivido.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/libri-per-un-halloween-da-brivido.html#respond Sat, 13 Oct 2018 10:42:21 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=44350 Halloween è alle porte e come ogni anno parte la diatriba tra quelli che “non è una festa della nostra tradizione” e quelli che invece lo apprezzano, per noi amanti dei libri può essere un’altra occasione per leggere qualcosa che metta il brividi, quindi a tema gotico, mistero, horror e thriller. Oggi il mercato è pieno [...]

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Halloween è alle porte e come ogni anno parte la diatriba tra quelli che “non è una festa della nostra tradizione” e quelli che invece lo apprezzano, per noi amanti dei libri può essere un’altra occasione per leggere qualcosa che metta il brividi, quindi a tema gotico, mistero, horror e thriller. Oggi il mercato è pieno di libri di questo genere e farne un elenco è veramente arduo, ci si deve affidare ai gusti personali e al nostro livello di paura.

Ho scelto di consigliare prima i libri più classici che fanno parte della storia di questo genere, poi libri dove Halloween sia protagonista ed infine qualche libro da brivido che ho trovato interessante, insomma un calderone pieno di romanzi e racconti con mostri, ragnatele, scheletri e lune piene da brivido per attendere la notte del 31 ottobre acciambellati sul divano sorseggiando qualcosa di caldo o leggendo e raccontando storie in gruppo, ma ricordate la prima regola, chi si allontana dal gruppo è perduto!

I libri per bambini e ragazzi li trovate nel seguente link: Halloween, libri da paura per bambini e ragazzi

Vi auguro di trascorrere un serata diventente, che la luce delle lanterne possa illuminare la strada di chi non c’è più, allontanare le anime malvage e soprattutto di esorcizzare le nostre paure più profonde.

Voi cosa scegliete Dolcetto o scherzetto? Per noi sarebbe più giusto chiedere Libretto o scherzetto?

Il vampiro di John William Polidori, pubblicato nel 1819.
È stato proprio questo racconto di John Polidori a rendere celebre letterariamente il personaggio del vampiro, strappandolo al mondo del folklore e della leggenda. Aubrey è un giovane gentiluomo inglese che incontra Lord Ruthven, un uomo dalle origini misteriose, appena entrato nella buona società londinese. Aubrey ne rimane affascinato e decide di accompagnarlo a Roma, ma i due si perdono di vista quando Ruthven seduce una giovane italiana e scompare. Si ritrovano in Grecia, dove Aubrey sta corteggiando Ianthe, la figlia di un oste greco, la quale una sera gli racconta la leggenda di un vampiro, una creatura mostruosa che si nutre di sangue umano. Da quel momento iniziano ad accadere fatti inquietanti intorno ad Aubrey, e tutto sembra essere collegato al suo amico Ruthven, il quale porta la sofferenza nella vita delle persone che incontra.

Dracula di Bram Stoker, pubblicato nel 1897.
“Mi stava vicino, lo vedevo da sopra la spalla, ma nello specchio non si rifletteva!”
In Transilvania per concludere la vendita di una casa londinese al Conte Dracula, discendente di un’antichissima casata locale, il giovane agente immobiliare Jonathan Harker scopre che il suo cliente è una creatura di mistero e orrore… Dracula, archetipo delle infinite storie di vampiri narrate dalla letteratura e dal cinema, mette in scena l’eterna lotta tra il Bene e il Male, ma anche tra la ragione e l’istinto, tra le pulsioni più inconfessabili e il perbenismo non solo vittoriano. Una storia scaturita dall’inconscio ed entrata in tutti i nostri incubi.

Frankenstein, o il moderno Prometeo di Mary Shelley, pubblicato nel 1818.
Nell’estate del 1816 un gruppo di poeti e letterati, guidati dal già celebre Lord Byron, si trovò isolato per il maltempo in una villa sul lago di Ginevra. Spinto dalla noia e suggestionato dalla lettura di una storia di fantasmi, Byron propose a tutti i suoi amici di comporre ciascuno un racconto che fosse il più terrificante possibile. Nacque così “Frankenstein, o il moderno Prometeo”, scritto dalla diciannovenne Mary Wollstonecraft Godwin, che poco più tardi avrebbe sposato Percy Bysshe Shelley. Colpita dall’ipotesi, ventilata dalla scienza di quegli anni, che grazie al galvanismo si potesse ridare la vita ai cadaveri, la giovane creò la storia dello scienziato Victor Frankenstein, che riesce ad animare una mostruosa creatura ma paga il risultato scientifico con la perdita di tutti gli affetti. Una storia angosciante, una favola potente e terribile che fin dal suo primo apparire, nel 1818, si è imposta nella cultura occidentale con la sua forza di mito antico e contemporaneo. Con uno scritto di Muriel Spark. Trovate la recensione qui.

Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson, pubblicato nel 1886.
Uno dei pilastri della letteratura fantastica, il romanzo che ha terrorizzato generazioni di lettori. Un viaggio attraverso le più oscure e deformi profondità dell’inconscio.
Da sempre tormentato dalla duplice natura umana, benigna e maligna insieme, il dottor Jekyll mette a punto una pozione in grado di scindere i due elementi e la assume. La sua parte malvagia, che chiama signor Hyde, ha così modo di esprimersi e di agire, dando libero sfogo agli istinti più bassi. Hyde è la corporeità, il desiderio, la trasgressione che Jekyll occulta sotto una vita dedicata al lavoro, alla ragione e alla virtù. Ma l’illusione di poter provocare a piacimento la dissolvenza del suo doppio si scontra con la volontà di Hyde di affermare il proprio diritto all’esistenza, in una lotta tra le componenti di una stessa persona dagli esiti tragici.
Ambientata in una Londra allucinata e circospetta (nel 1886, quando il romanzo fu pubblicato, in città era attivo Jack lo Squartatore), questa fantasia nera di Stevenson ha dato corpo all’idea della doppia personalità. E nel condurre il lettore in una trama che ha il ritmo del romanzo giallo e la tensione dell’horror, porta a galla verità che non appartengono solo allo sventurato, ambizioso Jekyll, ma che parlano ai lati oscuri di ognuno di noi.

Tutti i racconti del mistero, dell’incubo e del terrore di Edgar Allan Poe, l’iniziatore del racconto poliziesco, maestro della letteratura dell’orrore e del giallo psicologico.
Tutte le opere di Poe presenti in questa raccolta possiedono una simile caratteristica. Il lettore che, anche solo per caso, si lasci attirare dalla prima parola, non può più tirarsi indietro ed è costretto a proseguire. In questo volume è raccolta la migliore produzione di Poe, da “Ligeia” a “La mascherata della morte rossa”, da “I delitti della via morgue” a “Lo scarabeo d’oro”. Nei suoi racconti l’analisi e il ragionamento si fondono con l’immaginazione visionaria, creando capolavori indimenticabili nei quali il macabro s’allea col delitto, l’incubo con la follia, l’amore con la morte.

Il fantasma dell’Opera di Gaston Leroux, pubblicato nel 1910.
Un edificio alto venticinque piani, impreziosito da marmi e stucchi che nasconde un labirinto sotterraneo fatto di passaggi segreti, botole, grotte, stanze di tortura e un lago dai riflessi spettrali. E’ l’Opéra di Parigi, in superficie luminoso tempio dell’arte e del successo, nel sottosuolo “mondo oscuro e primitivo, spaventevole come una voragine”. Il romanzo di Leroux è tutto in questo contrasto, e nel disperato tentativo di Erik, deforme sovrano del regno di tenebra, di attraversare il baratro che lo separa dalla ‘normalità’ conquistando, con la seduzione della sua voce e l’orrore del suo potere, la giovane cantante Christine, emblema di una inarrivabile bellezza e di una impossibile felicità. Ma per un fantasma è difficile sfuggire all’oscurità.

Il dottor Faust di Christopher Marlowe, pubblicato nel 1594.
Una spirale vorticosa di eventi tragici capace di schiudersi in pause di uno straordinario lirismo che segna uno degli esiti più elevati del teatro rinascimentale. Costituisce la prima incarnazione del mito faustiano, che avrebbe affascinato nei secoli molti artisti. Nel suo potente affresco Marlowe ci consegna il ritratto di un personaggio pervaso da passioni estreme, assetato di scienza e di bellezza. Erede ribelle della Riforma e dell’Umanesimo, Faust riassume in sé i laceranti scontri ideologici e morali dell’epoca elisabettiana: è un ateo che sogna di farsi Dio e si vende al diavolo. Orgoglio e disperazione costituiscono dunque i motivi fondamentali di questa vicenda che si consuma tra dramma e farsa.
Racconta la drammatica vicenda di un giovane uomo con brame di onnipotenza, che desidera a tutti i costi, al punto di stipulare un patto di sangue con il demonio, al quale vende la sua anima in cambio di 24 anni di potere illimitato. In questo famosissimo dramma di Christopher Marlowe si alternano autentici momenti di terrore, ad altri goliardici, fino a punto di essere comici.

L’albergo stregato di Wilkie Collins, pubblicato nel 1878.
Inafferrabili misteri e inganni criminali, nobiltà di natali e viltà d’animo, simulazioni e dissimulazioni, suspense e colpi di scena: pubblicato a puntate dal giugno al novembre del 1878, questo breve romanzo di fantasmi, che allo stesso tempo prefigura molti caratteri del giallo moderno, è l’ennesima prova dell’abilità compositiva di Wilkie Collins. Anche qui, come nel capolavoro “La donna in bianco”, è una dama in difficoltà a dare l’avvio alla vicenda. “Vorrei sapere, se non vi dispiace, se corro il pericolo di impazzire”. Con queste parole perturbanti una misteriosa Contessa si presenta alla porta dello stimato dottor Wybrow, londinese. Quale evento mette a rischio la sua salute? “Il primo fatto, signore, è che sono vedova”, dice la sconosciuta. “Il secondo fatto è che presto mi sposerò di nuovo”. L’intricata storia di questa signora dal fascino ambiguo si svolge per la maggior parte a Venezia, dove sorge l’albergo del titolo: un antico palazzo ristrutturato, le cui stanze (e in particolare la n. 14) sono state testimoni di azioni nefande. Ancora una volta, la minaccia del presente giungerà da un oscuro passato, perché il sangue chiama il sangue…

La casa stregata di Howard P. Lovecraft, pubblicato nel 1924.
Il racconto “La casa stregata” venne ispirato a Lovecraft da una casa realmente esistente a Providence, da lui definita “maledetta o nutrita di cadaveri”. Il tema di antichi orrori che si risvegliano, di misteriose auree demoniache, la suspense e il senso di oppressione soprannaturale trasmessi da queste pagine si incontrano anche nel celebre “L’orrore a Red Hook”, molto citato dagli appassionati di Lovecraft che sostengono l’ipotesi che lo scrittore fosse un affiliato di una setta occulta, vista la precisione con cui riporta alcune formule usate durante rituali esoterici. Con “L’orrore di Dunwich” entriamo in un altro mondo, in quell’universo alieno inaugurato dalla figura di Cthulhu che lo scrittore svilupperà in una serie di famose raccolte. Ne “I sogni nella casa stregata” Lovecraft introduce un’intuizione che influenzerà molti scrittori di fantasy suoi contemporanei: l’orrore non proviene solo dallo spazio infinito, ma anche dall’infinità di universi paralleli al nostro. Creatore e caposcuola incontestato del filone dell’orrore soprannaturale, Lovecraft fa risalire le radici della sua narrativa alle angosce e agli incubi più oscuri dell’animo umano.

Nero Dickens. Racconti del mistero di Charles Dickens.
Seppur non manchino spettri e stregate visioni, non è il soprannaturale di per sé il segno forte di questi racconti di Dickens, ma piuttosto il mistero: mistero di passioni devastanti e maniacali ossessioni, oscuri ed enigmatici presagi di un destino incombente o torturanti memorie di un passato lontano. E ancora, mistero di parole che tornano implacabili a scandire i tempi della vita e i percorsi del racconto, mistero di sguardi e gesti indecifrabili – coprirsi gli occhi con un braccio, seguire compulsivamente con la mano le fibre di una stuoia -, di strani anomali personaggi e di ambigue storie in cui si sfuma il confine tra realtà e allucinazione, ragione e follia, vita e morte. Storie tanto più inquietanti quanto più calate in quel contesto, e linguaggio, “realistico”, di cui Dickens è maestro insuperabile, che puntualmente viene smantellato nelle sue labili, illusorie certezze. Alla forza immaginativa di questo contrasto contribuisce il particolare genere di molti dei testi qui presentati, che sono brevi narrazioni in sé compiute inserite nei romanzi (Il Circolo Pickivick, La piccola Dorrit, Un racconto dì due città), con la funzione di spezzare il flusso del reale e, quasi inavvertitamente, passare il testimone da personaggi realistici, comici o convenzionali, a cupe, spettrali figure della trasgressione: pazzi, assassini, padri maledetti e crudeli, spose dementi e disperate. Unico racconto autonomo a tutti gli effetti è lo splendido “Linea secondaria nr. I”, “Il casellante”, da molti considerato il più bello di Dickens: il tetro buco nero della galleria ferroviaria sul quale balugina a tratti una tetra luce rossa a segnalare un pericolo sconosciuto e palpabile, fantasmatico e reale, può ben essere assunto a immagine-simbolo dello spazio in cui si muovono questi racconti, e in cui vertiginosamente si confondono le nostre luci e le nostre ombre.

Il giro di vite di Henry James, pubblicato nel 1898.
Un classico della letteratura gotica che ha ispirato decine di film e miniserie tv, opere liriche e teatrali, persino fumetti.
Il libro venne pubblicato nel 1898, dapprima a puntate e solo in seguito in volume. Una giovane istitutrice viene chiamata per seguire due bimbi rimasti orfani e affidati alle cure di uno zio che, per diverse ragioni, non può occuparsi di loro. Questi assume la giovane donna a una sola condizione: di non contattarlo mai, qualsiasi cosa succeda ai ragazzi. Pertanto dovrà risolvere da sé ogni tipo di problema. Sempre! L’istitutrice fa quindi la conoscenza dei due ragazzi di ritorno dal college. Sono veramente intelligenti e adorabili. Lei si appassiona al lavoro e tutto sembra procedere per il meglio… sennonché cominciano ad apparire per la casa, sempre più sinistramente, due figure: un uomo con i baffi e una donna vestita a lutto…

L’incubo di Hill House di Shirley Jackson, pubblicato nel 1959.
Un’opera di horror elegante e raffinato, costruita con uno stile allusivo e mai esplicito.
In questo autentico classico del genere gotico, Eleanor Vance, giovane e tormentata donna che non ricorda di essere mai stata felice in tutta la sua vita, viene assoldata dal sinistro professor Montague, aspirante cacciatore di fantasmi, per un soggiorno sperimentale a Hill House … Giunta a destinazione, Eleanor si trova davanti una casa “che sembrava aver preso forma da sola, assemblandosi in quel suo possente schema indipendentemente dai muratori”; un edificio che “drizzava la testa imponente contro il cielo senza concessioni all’umanità”; una costruzione immune da ogni esorcismo: “un luogo non adatto agli uomini, né all’amore, né alla speranza”; una casa che si rifiuta di essere una dimora accogliente così come Eleanor vorrebbe sfuggire a un sistema di vita che le ha portato soltanto infelicità.

Abbiamo sempre vissuto nel castello di Shirley Jackson, pubblicato nel 1962.
«A Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce»: con questa dedica si apre “L’incendiaria” di Stephen King. È infatti con toni sommessi e deliziosamente sardonici che la diciottenne Mary Katherine ci racconta della grande casa avita dove vive reclusa, in uno stato di idilliaca felicità, con la bellissima sorella Constance e uno zio invalido. Non ci sarebbe nulla di strano nella loro passione per i minuti riti quotidiani, la buona cucina e il giardinaggio, se non fosse che tutti gli altri membri della famiglia Blackwood sono morti avvelenati sei anni prima, seduti a tavola, proprio lì in sala da pranzo. E quando in tanta armonia irrompe l’Estraneo (nella persona del cugino Charles), si snoda sotto i nostri occhi, con piccoli tocchi stregoneschi, una storia sottilmente perturbante che ha le ingannevoli caratteristiche formali di una commedia. Ma il malessere che ci invade via via, disorientandoci, ricorda molto da vicino i «brividi silenziosi e cumulativi» che – per usare le parole di un’ammiratrice, Dorothy Parker – abbiamo provato leggendo “La lotteria”. Perché anche in queste pagine Shirley Jackson si dimostra somma maestra del Male – un Male tanto più allarmante in quanto non circoscritto ai ‘cattivi’, ma come sotteso alla vita stessa, e riscattato solo da piccoli miracoli di follia.

Poirot e la strage degli innocenti (Halloween party) di Agatha Christie, pubblicato nel 1969.
A Woodleigh Common i ragazzi stanno festeggiando Halloween quando viene fatta una scoperta agghiacciante: la tredicenne Joyce è stata assassinata. La giallista Ariadne Oliver, presente al party, si precipita dall’amico Poirot e lo convince a interessarsi del caso: Joyce, infatti, poco prima della morte, si era vantata di aver assistito a un omicidio, ma nessuno le aveva creduto. Possibile che invece la ragazza, conosciuta per essere un gran bugiarda, avesse detto la verità? E che il colpevole abbia deciso di chiuderle la bocca per sempre?

L’albero di Halloween di Ray Bradbury, pubblicato nel 1972.
Nella serata che precede Ognissanti qualcosa di stupefacente è accaduto: un enorme albero è apparso, e dai suoi rami pendono centinaia di zucche. Zucche in cui sono intagliati sorrisi inquietanti che fissano otto ragazzini. È la notte di Halloween e ognuno di essi indossa una maschera ma… dov’è finito Pipkin? Scortati da Sudario, una guida davvero particolare, i ragazzini partono alla ricerca dell’amico.

 

Il cimitero dei folli di Ray Bradbury, pubblicato nel 1990.
Notte di Halloween, anno 1954. Un giovane sceneggiatore, da poco entrato a far parte di una delle maggiori case di produzione hollywoodiane, riceve un invito anonimo e si reca negli studios; e qui tra una corsa di bighe, la sabbia del deserto e le cascate del Niagara, scopre nascosto dietro un tramezzo un cimitero, un luogo fitto di segreti che lo trascina in un vortice di intrigo e mistero. Ray Bradbury offre in questo libro una combinazione di poliziesco e letteratura noir.

 

It di Stephen King, pubblicato nel 1986.
A Derry, una piccola cittadina del Maine, l’autunno si è annunciato con una pioggia torrenziale che sembra non finire mai. Per un bambino come George Denbrough, ben coperto dal suo impermeabile giallo, il più grande divertimento è seguire la barchetta di carta che gli ha costruito il fratello maggiore Bill. Ma le strade sono sdrucciolevoli e George rischia di perdere il suo giocattolo, che infatti si infila in un canale di scolo lungo il marciapiede e sparisce nelle viscere della terra. Cercare di recuperarlo è l’ultimo gesto di George: una creatura spaventosa travestita da clown gli strappa un braccio uccidendolo. A combattere It, il mostro misterioso che prende la forma delle nostre peggiori paure, rimangono Bill e il gruppo di amici con i quali ha fondato il Club dei Perdenti, sette ragazzini capaci di immaginare un mondo senza mostri. Ma It è un nemico implacabile e per sconfiggerlo i ragazzi devono affrontare prove durissime e rischiare la loro stessa vita. E se l’estate successiva, che li ritrova giovani adulti, sembra quella della sconfitta di It, i Perdenti sanno di dover fare una promessa: qualunque cosa succeda, torneranno a Derry per combattere ancora.

Shining di Stephen King, pubblicato nel 1977.
L’Overlook, uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado, è stato teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito forze maligne che vanno al di là di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d’inverno, quando l’albergo chiude e resta isolato per la neve. Uno scrittore fallito, Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni, accetta di fare il guardiano invernale all’Overlook, ed è allora che le forze del male si scatenano con rinnovato impeto: la famiglia si trova avvolta ben presto in un’atmosfera sinistra. Dinanzi a Danny – che è dotato di un potere extrasensoriale, lo “shine” – si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze dell’albergo, ma se il bambino si oppone con forza a insidie e presenze, il padre ne rimane vittima.

Le notti di Salem di Stephen King, pubblicato nel 1975.
Una casa abbandonata, un paesino sperduto, vampiri assetati di sangue. Quando il giovane Stephen King decise di trapiantare Bram Stoker nel New England sapeva che la sua idea, nonostante le apparenze, era buona, ma forse neanche la sua fervida immaginazione avrebbe saputo dire quanto. Era il 1975 e, da allora, il racconto dell’avvento del Male a Jerusalem’s Lot, meglio conosciuta come ‘salem’s Lot, non ha mai cessato di terrorizzare milioni di lettori, consacrando il suo autore come maestro dell’horror. Questo piccolo classico contemporaneo viene ora riproposto in un’edizione illustrata arricchita da una nuova introduzione, due racconti e un sostanzioso apparato che raccoglie le pagine eliminate nella stesura finale.

Intervista col vampiro. Le cronache dei vampiri di Anne Rice, pubblicato nel 1976.
Una stanza buia. Un registratore acceso. Un giornalista. E un vampiro. Da quasi due secoli, ormai, Louis de Pointe du Lac non è più un uomo: è una creatura della notte, e ha tutta la notte a disposizione per convincere Daniel, il giornalista, che la storia che gli sta raccontando è vera. Così come è vero il suo volto, tanto pallido ed esangue da sembrare trasparente, di una bellezza soprannaturale e per sempre cristallizzata. Louis racconta di come abbia ricevuto il dono (o forse la maledizione?) della vita eterna proprio quando non desiderava altro che la morte. È il 1791, è un’altra New Orleans, e Louis, in seguito al suicidio dell’amatissimo fratello, vorrebbe soltanto seguirne il destino. Ma la seduzione del dono oscuro è potente, specialmente se ha i modi, la voce e l’aspetto di Lestat. Sensuale e affascinante, crudele e allo stesso tempo capace di profonda commozione, Lestat ha bisogno di Louis tanto quanto Louis ha bisogno di lui. Quando infine, dopo anni di scorribande notturne, Louis sta per decidersi ad abbandonare Lestat, questi gli fa il regalo più grande: Claudia. Una bambina di appena cinque anni, in fin di vita, che solo il dono oscuro può salvare. L’unico peccato che il sacrilego e irriverente Lestat non si può permettere: creare una vampira di soli cinque anni. Una vampira bambina, che non crescerà mai. E sarà l’inizio della fine. Trovate la recensione qui.

Horror. Storie di sangue, spiriti e segreti di Dario Argento, pubblicato nel 2018.
Dario Argento torna con questa raccolta di racconti alla scrittura, per aprire nuovi sipari nei quali animare fiabe maledette, creando così immagini che diventano pitture dove demoni, streghe e il sovrannaturale si mescolano col reale. Il suo orrore fantastico giace sempre pronto a sorprendere sotto una verosimiglianza che sappiamo può, a sua volta, venire sconvolta. E verosimili sono infatti le storie che escono dalla sua penna: bambini e giovani donne, studiosi e personaggi storici, guerriglieri, demoni e creature chimeriche, che vivono vicende inquietanti e spaventose. La sua scrittura crea scene definite e nitide, ma anche emotivamente coinvolgenti, capaci di coniugare suspense, dilemmi etici e tormenti umani. Innumerevoli tracce del suo talento cinematografico si possono riconoscere in questi racconti dall’ambientazione più varia: il set delle storie sono infatti luoghi angoscianti e fantastici ma al tempo stesso reali, come la Villa dei Mostri di Palagonia, gli Uffizi di Firenze, un’isola indonesiana, la Biblioteca Angelica di Roma… Al lettore, mentre segue le vicende di personaggi che si muovono tra straordinari musei e diroccati palazzi barocchi, tra castelli del passato e grattacieli del futuro, viene unicamente lasciata la facoltà di tenere sotto controllo l’accelerazione del proprio battito cardiaco. Ci ritroviamo a vivere storie senza censura e situazioni che sono destinate a turbarci e sorprenderci. L’azione e il ritmo si fanno musica e ci trascinano in una dimensione onirica e fantastica e, come avviene nei suoi film, riconosciamo in questi racconti dalle trame inattese quel dialogo con la paura, con l’inquietudine, con le ombre dei paesaggi e dell’animo umano, con i bagliori irreali e con la tensione che formano la cifra più profonda del suo sentire artistico. E infatti del maestro del cinema italiano ritroviamo nello scrittore Argento tutti i dualismi della nostra folle natura, le contraddizioni che nutrono le nostre fantasie, i sotterranei movimenti dell’inconscio, l’eterno balletto tra pericolo e salvezza, tra sogno e realtà.

Giallo di zucca di Gaia Conventi, pubblicato nel 2011.
In una Ferrara tirata a lustro per il Palio, un losco individuo ha deciso di far drasticamente calare il numero dei residenti. Quando il professor Broccoletti viene ritrovato a penzoloni in una libreria del centro storico, in questura cominciano a tenere d’occhio i Girondi, librai concorrenti. Sono gli zii di Luchino e sembrano avere dei conti in sospeso con tutte le vittime. Possibile sia soltanto un caso? Il fotografo della Scientifica è costretto a tornare in città per tentare di tenere il parentado fuori dai guai. Lo accompagna Poirot, il fido pastore belga per la prima volta in visita agli zii ferraresi e a Niglio, il coniglio di casa Girondi. Saranno giochi di bandiere, indagini al bar, delitti efferati, ragazzine seminude, conigli mannari e training autogeno. Il maggio estense non è sornione come sembra!

The quick. Misteri, vampiri e sale da tè di Lauren Owen, pubblicato nel 2016.
Inghilterra, fine Ottocento. James e Charlotte sono due fratelli orfani che vivono in una dimora signorile sperduta nella campagna inglese. Una volta cresciuti le loro strade si dividono: James, timido aspirante scrittore, terminati gli studi a Oxford divide l’appartamento in affitto a Londra con un affascinante giovane aristocratico. Grazie alle conoscenze del ragazzo, viene introdotto nei salotti dell’alta società e trova l’amore dove non se lo sarebbe mai aspettato. Poi, improvvisamente, scompare senza lasciare traccia. Preoccupata e determinata a trovarlo, la sorella Charlotte parte per Londra e s’immerge nelle tetre atmosfere della città industriale, dove scopre l’esistenza di un mondo segreto, popolato da personaggi incredibili e loschi che vivono ai margini della città. Un mondo in cui i confini della realtà hanno assunto forme tutte nuove. Per lei si apriranno le imponenti porte di una delle istituzioni più autorevoli e impenetrabili del paese: l’AEgolius club, luogo di ritrovo degli uomini più ambiziosi e pericolosi d’Inghilterra, cupo circolo d’élite che cela mille segreti, uno più terrificante dell’altro.

Racconti di Halloween. Letture per non dormire questa notte, una raccolta di autori vari.
Mostri, streghe, fantasmi, vampiri: nella notte di Halloween, quando il Male esce per strada, l’unica salvezza è chiudersi in casa e restare svegli e all’erta, raccontandosi storie di orrori che si spera di non dover mai affrontare. Perché se sono solo storie, come mai ci inquietano a tal punto? Se sono pura invenzione, perché ci suonano profondamente vere? Da Poe a Bradbury, da Lovecraft a Matheson, passando per Benni, Cortázar, Buzzati e Moody, una raccolta dei racconti più spaventosi mai scritti, in cui l’unica costante è quel brivido, magnifico e insopportabile, che colpisce all’ultima riga, all’ultima parola.

Le stanze dei fantasmi, una raccolta di vari autori.
In una vecchia casa di campagna Joe e Patty decidono di invitare un gruppo di amici per vivacizzare le loro giornate. Una coppia affiatata, un giovanotto brillante, una femminista convinta, un ex marinaio col suo compagno di avventure e un avvocato di successo rispondono all’invito, e finiscono per partecipare a un singolare “ritiro” in una classica location alla Poe: una villa isolata e popolata di presenze dall’oltretomba. Vivranno per tre mesi insieme, lontani dal mondo, avendo la possibilità di scoprire quale fantasma abita la loro stanza (e la loro vita), senza mai farne parola. Soltanto alla fine si riuniranno per raccontarsi ciò che hanno visto e udito, come in un inquietante Decameron. Regista dell’esperimento è Joe, alter-ego dello stesso Dickens. “Le stanze dei fantasmi” è un modernissimo romanzo a cornice, che inanella una serie di storie pubblicate su “All the Year Round” nel 1859, a cura di Charles Dickens. Con la sua consueta ironia ai limiti della satira e con il pretesto degli spettri, il più famoso scrittore vittoriano compone un nutrito campionario delle fobie e delle nevrosi dei suoi contemporanei.

Infine consiglio dei libri per conoscere le vere origini di Halloween affinché sia possibile eliminare pregiudizi insensati e luoghi comuni.

Le vere origini di Halloween di M. Casalini, L. Menegatti, C. Rancati e S. Bernini.
Questo libro, nato all’interno del progetto web “Le vere origini di Halloween” è un dono a tutti i lettori affinché sia possibile eliminare pregiudizi insensati e luoghi comuni e cominciare finalmente a comprendere le vere origini di Halloween. Il lettore si ricrederà su cosa sia davvero l’antica commemorazione celtica dei defunti, sulla sua disappartenenza alla cultura americana e su quanto le tradizioni italiane provengano proprio dagli antichi insegnamenti nord-europei. E comprenderà “perché le mascherate di Halloween, lungi dall’essere manifestazioni sacrileghe, sono di fatto cerimonie sacre le cui radici affondano nella notte dei tempi” (J. Markale) e nelle profondità del nostro inconscio collettivo. Chi legge questo libro compie realmente un viaggio iniziatico nel mondo di Halloween da cui non tornerà senza essere cambiato. Un testo multiprospettico, scritto da autori e storici italiani. Insomma: Halloween senza maschere!
www.levereoriginidihalloween.it

Halloween. Storia e Tradizioni di Jean Markale.
Ottimo libro che descrive e approfondisce alla perfezione le origini di questa festa: le motivazioni storiche, le tradizioni popolari e tutto il folclore che ben conosciamo.
Già da diversi anni, in Italia come nel resto d’Europa, zucche, maschere di vampiri e fantasmi occupano le vetrine dei negozi durante l’intero mese di ottobre; e la sera del 31 adulti e bambini, in un’atmosfera carnevalesca, festeggiano Halloween. Ma di quale ricorrenza esattamente si tratta? Halloween – una parola inglese che significa “notte sacra” – riprende gli antichi rituali druidici di Samain, le cui origini risalgono all’antica Irlanda. Durante la notte di Samain il mondo dei morti si ricongiunge con quello dei vivi e viceversa, poiché secondo un detto celtico “la morte non è che il mezzo di una lunga vita”. In seguito, questa festa pagana fu trasformata dalla Chiesa in quella di Ognissanti.

Halloween. Nei giorni che i morti ritornano di E. Baldini e G. Bellosi.
Un testo interessante e ben redatto. La visione storica ed antropologica aiutano il lettore anche meno esperto a capire quali trasformazioni abbia subito la festa di Samhain prima di diventare Halloween.
Bambini mascherati ovunque, feste a tema, film per adolescenti: Halloween è diventato negli ultimi anni un appuntamento irrinunciabile, di crescente successo. E molti parlano di “colonizzazione culturale”. Ma com’era la festa di Halloween prima che diventasse Halloween? Si tratta di moda importata, o di una tradizione millenaria? Gli autori raccontano la più importante delle nuove festività, attraverso un’immersione nello sterminato repertorio della cultura popolare, scoprendo che Halloween va molto al di là dei confini della cultura celtica, cui era di solito attribuita.

La notte delle zucche di P. Gulisano e B. O’Neil
Un bel bel saggio che descrive proprio il simbolismo della festa di Halloween in tutte le sue sfumature più eccentriche. Redatto da un esperto di mitologia celtica e da una studiosa irlandese di miti e folclore, risulta semplice da leggere, chiaro e scorrevole.
Questo libro, scritto da due esperti della materia, un italiano e un’irlandese trapiantata in America, vuole offrire una ricostruzione della storia e dei significati di Halloween, dagli antichi miti celtici alle odierne zucche che spesso inquietano genitori ed educatori e affascinano i ragazzi. Qual è l’etimologia della parola? L’origine è americana o irlandese? Perché il suo simbolo è la zucca? Chi è Jack O’Lantern? Che cos’è Samhain? Cosa significa chiedere «dolcetto o scherzetto». Halloween: un business neopagano dalle radici cristiane.

Leggi l'articolo Libri da paura per un Halloween da brivido: “Libretto o scherzetto?” in versione completa su Pausa Caffè.

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Giornata mondiale per la salute mentale http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/giornata-mondiale-per-la-salute-mentale-2.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/giornata-mondiale-per-la-salute-mentale-2.html#respond Wed, 10 Oct 2018 08:06:11 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=44348 Oggi è la Giornata mondiale per la salute mentale (World Mental Health Day), attraverso la quale l’Organizzazione mondiale della sanità cerca di sensibilizzare sui diritti, le cure, l’integrazione delle persone con disagi psichici. “un mondo più giusto sarebbe un mondo più sano” (WHO) La salute mentale e il benessere psicologico ci riguardano da vicino, coinvolgono le nostre famiglie, [...]

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Oggi è la Giornata mondiale per la salute mentale (World Mental Health Day), attraverso la quale l’Organizzazione mondiale della sanità cerca di sensibilizzare sui diritti, le cure, l’integrazione delle persone con disagi psichici.

“un mondo più giusto sarebbe un mondo più sano” (WHO)

La salute mentale e il benessere psicologico ci riguardano da vicino, coinvolgono le nostre famiglie, le scuole, i luoghi di lavoro. Come la salute fisica, anche quella mentale è determinata da un insieme di fattori sociali, psicologici e biologici ed è importante salvaguardarla in ogni fase dell’esistenza. Tutti dovrebbero prestare maggiore attenzione a questo tema, ogni cittadino, ogni politico, ogni istituzione.

Tema portante dell’edizione 2018 della giornata è “Copertura sanitaria universale: per tutti e dovunque”.

Nel Mondo attualmente migliaia di persone con problemi legati alla propria salute mentale vivono in condizioni di privazione, di stigmatizzazione e sono soggette ad abusi fisici ed emotivi. Bisogna ridare dignità, inclusione, lotta all’emarginazione, alla discriminazione. Si stima che, in Italia, le persone condisturbi mentali sono circa un terzo della popolazione, circa 17 milioni di persone. Depressione, ansia, abuso di alcol, Alzheimer sono in costante crescita, mentre i servizi pubblici deputati alla cura e all’assistenza di queste e molte altre patologie sono sono sempre più carenti di risorse e personale. Solo in Italia ogni anno ci sono 4000 suicidi, una macro-questione che ha i numeri di una vera e propria emergenza e possa essere considerato un problema di sanità pubblica.

Verranno promosse iniziative in tutta Italia in collaborazione con il Ministero della Salute e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con dibattiti e testimonianze, rappresentazioni, mostre, attività sportive e ricreative volte a diffondere le informazioni necessarie per affrontare al meglio questo problema per combattere la discriminazione, la violenza e gli abusi, per favorire un integrazione nella vita comunitaria.

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Classifica mensile dei libri – Settembre 2018 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/classifica-mensile-dei-libri-settembre-2018.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/classifica-mensile-dei-libri-settembre-2018.html#respond Tue, 09 Oct 2018 12:50:58 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=44342 Settembre 2018 è finito e possiamo stilare la classifica dei libri più venduti del mese che viene pubblicata una settimana dopo la fine del mese di riferimento. Vediamo come le vacanze estive hanno influenzato gli acquisti librosi. Anche se le classifiche sono, a ragione, spesso criticate, possono però dare degli spunti a chi magari non è un buon [...]

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Settembre 2018 è finito e possiamo stilare la classifica dei libri più venduti del mese che viene pubblicata una settimana dopo la fine del mese di riferimento. Vediamo come le vacanze estive hanno influenzato gli acquisti librosi.
Anche se le classifiche sono, a ragione, spesso criticate, possono però dare degli spunti a chi magari non è un buon conoscitore del mondo dell’editoria, ma che ha tutta la voglia di leggere. Buona Lettura!

1.
In prima posizione Un capitano di Francesco Totti e Paolo Condò.
L’infanzia in via Vetulonia, i primi calci al pallone, la timidezza e la paura del buio, la vita di quartiere in una Roma che forse non esiste più. Gli amici che resteranno gli stessi per tutta la vita. Gli allenamenti a cui la mamma lo accompagnava in 126, asciugandogli i capelli con i bocchettoni in inverno. L’esordio in Serie A a 16 anni in un pomeriggio di marzo del 1993 a Brescia, con i pantaloni della tuta che al momento di entrare in campo si impigliano nei tacchetti; il primo derby, il primo gol, il rischio di essere ceduto alla Sampdoria prima ancora che la sua favola in giallorosso possa cominciare. E poi la gloria: caso più unico che raro di profeta in patria, venticinque anni con la stessa maglia, capitano per sempre, un palmares che annovera un epico Scudetto, due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane, oltre ovviamente al Mondiale 2006 conquistato da protagonista con la Nazionale. E ancora il matrimonio da sogno con Ilary Blasi, la vita mondana attraversata sempre con leggerezza, con autoironia, con il sorriso grato di chi ha ricevuto in dono un talento straordinario e la possibilità di divertirsi facendo ciò che più ama: giocare a pallone. Con l’espressione eternamente stupita del ragazzo che una città ha eletto a simbolo e condottiero, oggetto di un amore senza uguali. Fino al giorno del ritiro dal calcio giocato, e di un addio che ha emozionato non solo i tifosi romanisti ma gli sportivi italiani tutti. Perché Totti è la Roma, ma è anche un pezzo della vita di ognuno di noi.

2.
In seconda posizione  Ora dimmi di te. Lettera a Matilda di Andrea Camilleri.
Che cosa rimarrà di noi nella memoria di chi ci ha voluto bene? Come verrà raccontata la nostra vita ai nipoti che verranno? Andrea Camilleri sta scrivendo quando la pronipote Matilda si intrufola a giocare sotto il tavolo, e lui pensa che non vuole che siano altri – quando lei sarà grande – a raccontarle di lui. Così nasce questa lettera, che ripercorre una vita intera con l’intelligenza del cuore: illuminando i momenti in base al peso che hanno avuto nel rendere Camilleri l’uomo che tutti amiamo. Uno spettacolo teatrale alla presenza del gerarca Pavolini e una strage di mafia a Porto Empedocle, una straordinaria lezione di regia all’Accademia Silvio D’Amico e le parole di un vecchio attore dopo le prove, l’incontro con la moglie Rosetta e quello con Elvira Sellerio… Ogni episodio è un modo per parlare di ciò che rende la vita degna di essere vissuta: le radici, l’amore, gli amici, la politica, la letteratura. Con il coraggio di raccontare gli errori e le disillusioni, con la commozione di un bisnonno che può solo immaginare il futuro e consegnare alla nipote la lanterna preziosa del dubbio.

3.
In terza posizione M. Il figlio del secolo di Antonio Scurati.
Lui è come una bestia: sente il tempo che viene. Lo fiuta. E quel che fiuta è un’Italia sfinita, stanca della “casta” politica, dei moderati, del buonsenso. Allora lui si mette a capo degli irregolari, dei cialtroni, dei delinquenti, degli avventurieri, degli incendiari e anche dei “puri”, che sono i più feroci e i più fessi. Da un rapporto di Pubblica Sicurezza del 1919 lui invece è descritto come un uomo «intelligente, di forte costituzione, benché sifilitico, sensuale, emotivo, audace, facile alle pronte simpatie e antipatie, ambiziosissimo, al fondo sentimentale». Lui: Benito Mussolini, ex leader socialista cacciato dal partito, agitatore politico indefesso e direttore di un piccolo giornale di opposizione, è un personaggio da romanzo. Sarebbe un personaggio da romanzo, se non fosse l’uomo che più d’ogni altro ha marchiato a sangue la realtà, il corpo dell’Italia, nella storia e nella cronaca, nella tragedia e nella farsa. E infatti la saggistica ha finora dissezionato ogni aspetto della vita di Mussolini. Nessuno però aveva mai trattato la parabola politica, umana, esistenziale di Mussolini e del fascismo come se si trattasse di un romanzo. Un romanzo in cui d’inventato non c’è assolutamente nulla. Un’opera che ci conduce a rivivere passo per passo il ventennio che ha cambiato per sempre la nostra storia.

4.
L’amica genialeIn quarta posizione L’amica geniale di Elena Ferrante, forse anche grazia alla fiction che tra poco andrà in onda sulla Rai TV.
Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava intanto nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati…

5.
Il vincitore del Premio Strega 2018  si trova in quinta posizione, La ragazza con la Leica di Helena Janeczek.
1° agosto 1937, una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa morta su un campo di battaglia che proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto. È stato lui a insegnarle l’uso della Leica e poi sono partiti assieme per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa. Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto nei tempi più duri a Parigi, dopo che entrambe erano fuggite dalla Germania. Willy Chardack, che s’accontenta del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli aveva preferito Georg Kuritzkes, che ora combatte nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda Taro rimarrà una presenza più forte e viva dell’eroina antifascista celebrata dai discorsi funebri. Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà, erano scintille capaci di riaccendersi a distanza di decenni. Basta che Willy e Georg si risentano per tutt’altro motivo. La telefonata intercontinentale avvia un romanzo caleidoscopico, incardinato sulle fonti originali, di cui Gerda Taro è il cuore attivo.

6.
In sesta posizione Grido di guerra, una nuova avventura di Wilbur Smith e David Churchill.
Autunno 1938. Dopo un breve periodo di pace incostante, il mondo intero è nuovamente di fronte all’abisso di un sanguinoso conflitto. Ma il cuore di Saffron Courteney è in tumulto per la guerra non meno devastante esplosa dentro di sé. Cresciuta nel Kenya coloniale degli anni ’20 sotto l’occhio attento del padre, Leon, imprenditore di successo oltre che famoso veterano della Grande guerra, Saffron Cour¬teney ha avuto un’infanzia idillica, finché un evento drammatico l’ha costretta a maturare molto, forse troppo in fretta. È ormai una giovane donna testarda e indipendente quando il destino dà una nuova svolta inaspettata alla sua vita… L’uomo che ama disperatamente, per il quale ha rischiato uno scandalo e perso gli amici più cari, porta il nome di Gerhard von Meerbach, il cui fratello è un magnate della nascente industria automobilistica tedesca nonché membro attivo del partito nazista. Nella sua lotta per rimanere fedele a se stesso e ai propri ideali di giustizia e libertà, Gerhard sarà presto costretto a opporsi alle forze del male che hanno preso il sopravvento sulla sua nazione e la sua stessa famiglia, legata da uno scomodo segreto a quella dei Courteney. Scaraventata nell’occhio del ciclone della Seconda guerra mondiale, anche Saffron si trova di fronte a scelte crudeli sul suo futuro, quello dei suoi cari e del suo Paese. Sullo sfondo dell’Europa dilaniata dal conflitto e della sublime bellezza dei paesaggi africani, Saffron e Gerhard assistono, entrambi in prima linea ma su fronti opposti, allo scontro tra i rispettivi mondi.

7.
In settima posizione Le assaggiatrici di Rosella Postorino, la vinvitrice del Premio Campiello 2018, che ispirandosi alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf) racconta la vicenda eccezionale di una donna in trappola, fragile di fronte alla violenza della storia, forte dei desideri della giovinezza.
La prima volta in cui Rosa Sauer entra nella stanza in cui dovrà consumare i suoi prossimi pasti è affamata. «Da anni avevamo fame e paura», dice. Siamo nell’autunno del 1943, a Gross-Partsch, un villaggio molto vicino alla Tana del Lupo, il nascondiglio di Hitler. Ha ventisei anni, Rosa, ed è arrivata da Berlino una settimana prima, ospite dei genitori di suo marito Gregor, che combatte sul fronte russo. Le SS posano sotto ai suoi occhi un piatto squisito: «mangiate» dicono, e la fame ha la meglio sulla paura, la paura stessa diventa fame. Dopo aver terminato il pasto, però, lei e le altre assaggiatrici devono restare per un’ora sotto osservazione in caserma, cavie di cui le SS studiano le reazioni per accertarsi che il cibo da servire a Hitler non sia avvelenato.

8.
In ottava posizione Inganno. Tre ragazzi, il Sudtirolo in fiamme, i segreti della Guerra fredda di Lilli Gruber.
Prima saltano in aria i monumenti. Poi i tralicci. Poi le caserme. È il crescendo di violenza che dalla fine degli anni Cinquanta investe il Sudtirolo, dove i “combattenti per la libertà” vogliono la riannessione all’Austria. Lo Stato italiano si trova per la prima volta di fronte al terrorismo. Nella piccola provincia sulle Alpi affluiscono migliaia di soldati e forze dell’ordine: ma la militarizzazione è davvero la risposta all’emergenza creata dagli attentati? Oppure obbedisce a una logica di “strategia della tensione”? La storia degli anni delle bombe sudtirolesi racconta lo scontro tra le superpotenze USA e URSS; il gioco pericoloso di gruppi neonazisti e neofascisti; le spregiudicate interferenze dei servizi segreti di diversi Paesi; una minaccia nucleare sempre più vicina e una guerra senza quartiere contro il comunismo destinata a sfuggire di mano. “Inganno” è un’opera intensa e corale, che tra realtà e finzione illumina trame, tragedie e mortali illusioni di una frontiera cruciale della Guerra fredda. Lilli Gruber torna a esplorare il passato della sua terra con due potenti strumenti narrativi: le voci dei testimoni con la ricostruzione dei grandi scenari, e in parallelo un’appassionante fiction. I protagonisti sono quattro antieroi moderni: Max e Peter, due ragazzi sudtirolesi tentati dalla radicalizzazione, Klara, una giovane austriaca innamorata del potere, e Umberto, un agente italiano incaricato di evitare un’escalation incontrollabile. Quattro anime perdute che con la loro parabola di passione e disinganno mettono in scena le colpe dei padri, le debolezze dei figli, le ambiguità della Storia.

9.
In nona posizione, Suite 405 di Sveva Casati Modignani.
Un’auto di lusso sfreccia nella notte lungo l’autostrada che collega Roma a Milano. A bordo c’è il conte Lamberto Rissotto, che possiede un’importante industria metallurgica e la dirige con sapienza, nonostante le difficoltà legate alla crisi economica del Paese. L’uomo ha fretta di rincasare per chiudere immediatamente ogni rapporto con la bellissima moglie Armanda, perché ha appena scoperto la sua ultima imbarazzante follia. A mitigare la cupezza del suo stato d’animo c’è il recente ricordo del fuggevole incontro con una sconosciuta «molto giovane, molto bella, di gran classe» che si è stupidamente lasciato sfuggire. Nella notte, un altro uomo viaggia lungo la stessa autostrada da Sud a Nord, solo, sulla sua utilitaria impolverata: è Giovanni Rancati, sindacalista. Ha percorso chilometri per incontrare gli operai che tanto ama, per condividerne le preoccupazioni e difenderne il futuro. A Milano l’attende la sua compagna, Bruna, che fa la parrucchiera e dopo anni di sacrifici è riuscita ad aprire un negozio tutto suo. Insieme vivono in un quartiere popolare, uno di quelli in cui le case di ringhiera mettono in piazza gioie e dolori di ognuno, una realtà in cui si fatica ad arrivare a fine mese e un sogno può costare i risparmi di una vita. Lamberto e Giovanni rappresentano due mondi opposti e lontani, ma le loro strade finiranno per incrociarsi, un po’ per necessità e un po’ per caso. Dal loro incontro nasce un avvincente intreccio di destini in cui si rispecchia l’Italia di oggi, ancora divisa da contraddizioni e lotte sociali, ma unita da un profondo e assoluto bisogno di giustizia e amore.

10.
In decima posizione il nuovo thriller, Il taglio di Dio, di Jeffery Deaver.
Diamond District, Manhattan. Jatin Patel, maestro tagliatore di diamanti, giace esanime sul pavimento del suo laboratorio. Pochi metri più in là, una giovane coppia di fidanzati. Hanno caviglie e polsi legati, la gola tagliata. La scena che la squadra di Lincoln Rhyme si trova di fronte, un sabato mattina qualunque nelle stanze della Patel Designs, ha tutti i numeri della classica rapina finita male. Ma per Amelia Sachs qualcosa non torna. I diamanti lavorati non sono stati portati via, e l’assassino si è accanito sulle vittime con una brutalità che suggerisce un movente diverso. Per sposare definitivamente la tesi che dietro all’omicidio si nasconda altro, basta leggere il messaggio sgrammaticato e delirante che il killer ha inviato alla stampa. Non è la prima volta che Rhyme deve entrare nella mente allucinata di un assassino. Se non fosse che la follia del Promittente, così si è firmato, è eguagliata da un’abilità e una lucidità fuori dal comune. Per quanto un errore l’abbia già commesso, un errore che lo potrebbe incastrare. Jeffery Deaver lancia la sua sfida, una duplice caccia all’uomo nello spietato mondo del commercio dei diamanti, e si diverte a mettere alla prova il formidabile intuito di Lincoln e Amelia con svolte improvvise e deviazioni di percorso. Nelle pagine dell’ultimo Rhyme, il suo autore ci offre qualcosa di nuovo e inaspettato, l’ingrediente segreto per un thriller perfetto.

11.
In undicesima posizione Peccato mortale. Un’indagine del commissario De Luca di Carlo Lucarelli.
C’è una macchia nel passato del commissario De Luca, qualcosa che lo ha reso ricattabile e lo ha costretto, da li in poi, a rincorrere sé stesso. È il suo peccato mortale. Quello tra il 25 luglio e l’8 settembre del 1943 è un periodo strano, allucinato. L’Italia si sveglia una mattina senza più il fascismo e praticamente la mattina dopo con i tedeschi in casa. Proprio nel caos di quei giorni De Luca, in forza alla polizia criminale di Bologna, si trova a indagare su un corpo senza testa. Semplice, perché in fondo si tratta di un omicidio, un lavoro da cane da caccia: chilometri a vuoto, piste da seguire e qualche cazzotto da mettere in conto se ficchi il naso dove non dovresti. Complicato, perché la vicenda assume presto risvolti politici che, date le circostanze, diventano molto pericolosi. Comunque sia il caso, è nella natura di De Luca, va risolto. Sempre. Anche a costo di accettare un compromesso.

12.
In dodicesima posizione Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman.
Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno a casa e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene. Anzi: benissimo.

13.
In tredicesima posizione Quinto comandamento di Valerio Massimo Manfredi.
In una mattina di febbraio del 2004 un uomo fa irruzione in un ospedale di Imola. Il suo nome è Jean Lautrec. Incurante di sorveglianti e infermieri si precipita nella stanza in cui è sdraiato un uomo sedato e intubato. È un sacerdote, padre Marco Giraldi, che è riuscito a sfuggire ai sicari assoldati dalle multinazionali contro cui si è messo per fermare la distruzione della foresta amazzonica e dei suoi popoli. Ma la sua fuga ha avuto un prezzo. Ora giace nel letto, avvelenato e tenuto in vita dalle macchine. Ha continuato a combattere la causa dei deboli, a dare speranza a chi non ne ha. Jean Lautrec a denti stretti ringhia: “Cosa ti hanno fatto, comandante?”. Padre Marco e Jean si erano conosciuti tanti anni prima, in un altro continente, in un altro tempo. In Congo, proprio mentre il Paese stava per ottenere l’indipendenza dal Belgio. Ma gli eventi erano precipitati. Il discorso di un giovane rivoluzionario, Patrice Lumumba, aveva incendiato gli animi e il Congo aveva preso fuoco. Era scoppiata la guerra civile, gli scontri tra le etnie, la caccia ai colonizzatori. Padre Marco però decide di non scappare. Resterà in Congo a difendere i confratelli innocenti in quel Paese in preda al caos, le vittime di un odio e di una violenza feroce che non risparmia né vecchi, né donne, né bambini. Ma non può riuscirci da solo. Ha bisogno di una squadra, composta da quello che in quel momento può trovare. E sotto le parvenze di professionisti in disarmo, di giovani ansiosi di avventura, di relitti umani, troverà degli eroi. Nasce così il Quinto Commando: guerrieri, mercenari, tra cui Kazianoff, un medico russo alcolizzato ex Spetsnaz, Louis, un prete vallone rinnegato per amore, Rugenge, il leopardo nero, giovane cacciatore congolese dalla mira micidiale, lo stesso Jean Lautrec imbattibile con il mitra, tutti agli ordini di padre Marco, il Templare di fine millennio…

14.
In quartordicesima Il metodo Catalanotti di Andrea Camilleri.
Questa volta Mimì Augello se la vede brutta: nella casa dell’amata di turno rientra inaspettatamente il marito; così Mimì è costretto a calarsi dalla finestra per salvare pelle e reputazione. Da un pericolo all’altro: nell’appartamento del piano di sotto dove ha cercato riparo, nel buio intravede un corpo steso sul letto, completamente vestito e irrigidito dal gelo della morte. Di un morto ammazzato ritrovato sul letto viene informata la polizia, solo che non si tratta di quel morto, perché è in tutt’altra casa, anche lui con l’abito buono. Come può essere accaduto? E che ne è stato dell’altro cadavere? Perché tutta la scena del crimine ha qualcosa di strano che sa di teatro? Parte da questo groviglio la nuova indagine di Salvo Montalbano, ed è proprio il teatro il protagonista del romanzo; la vittima, Carmelo Catalanotti, aveva una vera passione per le scene e dedicava tutto il proprio tempo alla regia di drammi borghesi. Si era anche inventato un metodo personalissimo per mettere gli attori in condizione di recitare: affrancarli dai loro complessi, aiutarli a liberare le emozioni, una vera e propria operazione di scavo nelle coscienze. Catalanotti conservava scrupolosamente annotazioni e commenti su tutti i potenziali attori con cui veniva in contatto, oltre che appunti di regia e strani quaderni pieni di cifre e di date e di nomi… Il commissario Montalbano spulcia tutti i dossier di Catalanotti, i testi teatrali ai quali lavorava, le note sui personaggi e soprattutto il dramma che stava per mettere in scena, Svolta pericolosa. Poco a poco si lascia coinvolgere dall’indagine e dalla nuova responsabile della scientifica, Antonia, che sul commissario ha l’effetto di una calamita. Sarà proprio il teatro a fargli trovare la soluzione del doppio cadavere. Mai come in questo libro Camilleri inventa storie e personaggi e li fa recitare fra le quinte di un teatro di cui è lui il regista. E noi assistiamo alla messinscena che è dramma e commedia insieme.

15.
In quindicesima posizione il thriller Una morte perfetta di Angela Marsons.
Il laboratorio di Westerley non è un posto per i deboli di cuore. Si tratta di una struttura che studia i cadaveri in decomposizione. Ma quando la detective Kim Stone e la sua squadra scoprono proprio lì il corpo ancora fresco di una giovane donna, diventa chiaro che un assassino ha scoperto il posto perfetto per coprire i suoi delitti. Quanti dei corpi arrivati al laboratorio sono sue vittime? Mentre i sospetti di Kim si fanno inquietanti, una seconda ragazza viene aggredita e il suo corpo è ritrovato con la bocca riempita di terra. Non c’è più alcun dubbio: c’è un serial killer che va fermato prima possibile, o altre persone saranno uccise. Ma chi sarà la prossima vittima? Appena Tracy Frost, giornalista della zona, scompare improvvisamente, le ricerche si fanno frenetiche. Kim sa bene che la vita della donna è in grave pericolo e intende setacciarne il passato per trovare la chiave che la condurrà all’assassino. Riuscirà a decifrare i segreti di una mente contorta e spietata, pronta a uccidere ancora?

16.
In sedicesima posizione si piazza Preghiera del mare di Khaled Hosseini.
“Mio caro Marwan…” È l’inizio della lettera che un padre scrive al suo bambino, di notte, su una spiaggia buia, con persone che parlano “lingue che non conosciamo”. I ricordi di un passato fatto di semplici sicurezze, la fattoria dei nonni, i campi costellati di papaveri, le passeggiate nelle strade di Homs si mescolano a un futuro incerto, alla ricerca di una nuova casa, dove “nessuno ci ha invitato”, dove chi la abita ci ha detto di “portare altrove le nostre disgrazie”. Un futuro di attesa e di terrore, che comincerà al sorgere del sole, quando dovranno affrontare quel mare, vasto e indifferente. Questa lettera è un grande atto d’amore e nelle parole che la compongono c’è la vita. Speranza e paura, felicità e dolore. Impossibile non riconoscersi, non pensare che al posto di quel padre e quel bambino potremmo esserci noi. Impossibile non sapere che tutto questo, comunque, ci riguarda.

17.
In diciassetesima posizione L’ultimo giro della notte di Michael Connelly.
«La scarica di adrenalina adesso era una locomotiva in corsa nelle sue vene. Nel profondo di sé, Renée Ballard sapeva che era per via di momenti come questo che non avrebbe mai mollato, qualsiasi cosa dicessero di lei, in qualsiasi turno la obbligassero a lavorare.» La polizia di Los Angeles non è stata gentile con Renée Ballard: ex reporter di nera, è entrata in polizia stufa di scrivere di crimini, e impaziente di risolverne qualcuno, e in poco tempo è diventata detective alla Omicidi. Ma poi qualcosa è andato storto. E adesso la detective Ballard è relegata al turno di notte, insieme al collega Jenkins, a godersi dagli scomodissimi posti in prima fila quello che in polizia chiamano “l’ultimo spettacolo”. Ciò che di peggio la notte losangelina ha da offrire. Qualunque cosa accada, però, alle sette del mattino il turno finisce: l’ultimo giro di ruota della notte non consente mai ai detective dell’”ultimo spettacolo” di vedere un crimine risolto, di seguire un caso fino alla fine. E così anche questa notte. Un travestito picchiato selvaggiamente, trovato sul lungomare in punto di morte; una cameriera aspirante attrice freddata sul pavimento del Dancers, un locale di Hollywood. Ballard e Jenkins sono subito sulle scene del crimine. Ma stavolta Renée, che non è famosa per l’amore delle regole, decide di fregarsene delle procedure: perché dietro i due crimini ha intravisto più che un casuale scoppio di violenza. In una Los Angeles nera come non mai, Michael Connelly ambienta una nuova storia, intrecciando più casi e soprattutto presentandoci un nuovo personaggio.

18.
In diciottesima posizione La scomparsa di Stephanie Mailer di Joël Dicker.
Il 30 luglio 1994 a Orphea, nello stato di New York, sta per inaugurare la prima edizione del locale festival teatrale. Ma la cittadina viene sconvolta da un terribile omicidio: il sindaco della città viene ucciso in casa insieme a sua moglie e suo figlio. Nei pressi viene ritrovato anche il cadavere di una ragazza, Meghan, uscita di casa per fare jogging. Il caso viene risolto, l’omicida incriminato da due poliziotti, Jesse Rosenberg e Derek Scott. Lunedì 23 giugno 2014. Jesse Rosenberg, a una settimana dalla pensione, viene avvicinato da una giornalista, Stephanie Mailer, la quale gli annuncia che il caso del 1994 non è stato risolto: la persona a suo tempo incriminata è innocente. Ma non ha il tempo per fornire prove. Pochi giorni dopo viene denunciata la sua scomparsa.

19.
In diciannovesima posizione Storia del nuovo cognome. L’amica geniale. Vol. 2 di Elena Ferrante.
Ecco Storia del nuovo cognome, secondo romanzo del ciclo dell’Amica geniale. Cominciate a leggere e la scrittura vi catturerà. Ritroverete subito Lila ed Elena, il loro rapporto di amore e odio, l’intreccio inestricabile di dipendenza e volontà di autoaffermazione.
Lila ed Elena hanno sedici anni e si sentono entrambe in un vicolo cieco. Lila si è appena sposata ma, nell’assumere il cognome del marito, ha l’impressione di aver perso se stessa. Elena è ormai una studentessa modello ma, proprio durante il matrimonio dell’amica, ha scoperto che non sta bene né nel rione né fuori.
Le vicende dell’Amica geniale riprendono a partire da questo punto e ci trascinano nella vitalissima giovinezza delle due ragazze, dentro il ritmo travolgente con cui si tallonano, si perdono, si ritrovano. Il tutto sullo sfondo di una Napoli, di un’Italia che preparano i connotati allarmanti di oggi.
Della trama non anticiperemo niente. Storia e forza della scrittura fanno tutt’uno al punto che ci pare sconveniente guastare al lettore il piacere di leggere sorprendendosi
a ogni pagina. Meglio dunque abbandonarsi a Lila ed Elena: conoscerle a fondo, riconoscersi sia nella tendenza alla conformità acquiescente sia nella caparbia determinazione a prendere in mano il proprio destino.

20.
In ottava posizione La famiglia Aubrey, scritto da Rebecca West.
Gli Aubrey sono una famiglia fuori dal comune, nella Londra di fine Ottocento. Nelle stanze della loro casa coloniale, fra un dialogo impegnato e una discussione accanita su un pentagramma, in sottofondo riecheggiano continuamente le note di un pianoforte; prima dell’ora del tè accanto al fuoco si fanno le scale e gli arpeggi, e a tavola non si legge, a meno che non sia un pezzo di papà appena pubblicato. Le preoccupazioni finanziarie sono all’ordine del giorno e a scuola i bambini sono sempre i più trasandati; d’altronde, anche la madre Clare, talentuosa pianista, non è mai ordinata e ben vestita come le altre mamme, e il padre Piers, quando non sta scrivendo in maniera febbrile nel suo studio, è impegnato a giocarsi il mobilio all’insaputa di tutti. Eppure, in quelle stanze aleggia un grande spirito, una strana allegria, l’umorismo costante di una famiglia unita, di persone capaci di trasformare il lavaggio dei capelli in un rito festoso e di trascorrere «un Natale particolarmente splendido, anche se noi eravamo particolarmente poveri». E una casa quasi tutta di donne, quella degli Aubrey: la figlia maggiore, Cordelia, tragicamente priva di talento quanto colma di velleità, le due gemelle Mary e Rose, due piccoli prodigi del piano, dotate di uno sguardo sagace più maturo della loro età, e il più giovane, Richard Quin, unico maschio coccolatissimo, che ancora non si sa «quale strumento sarà». E poi c’è l’amatissima cugina Rosamund, che in casa Aubrey trova rifugio. Tra musica, politica, sogni realizzati e sogni infranti, in questo primo volume della trilogia degli Aubrey, nell’arco di un decennio ognuno dei figli inizierà a intraprendere la propria strada, e così faranno, a modo loro, anche i genitori.

Fonte: IBUK

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Novità in libreria – Ottobre 2018 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/novita-in-libreria-ottobre-2018.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/novita-in-libreria-ottobre-2018.html#respond Mon, 08 Oct 2018 17:58:33 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=44173 L’autunno è la stagione che più di ogni altra regala colori e sfumature inaspettate, chissà quali emozioni ci regaleranno le pagine dei nuovi libri sugli scaffali delle librerie in questo ottobre 2018, scopriamo insieme anche gli eventi che coloreranno le giornate degli amanti dei libri. Auguro a tutti un ottobre pieno di cose belle.   Con [...]

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L’autunno è la stagione che più di ogni altra regala colori e sfumature inaspettate, chissà quali emozioni ci regaleranno le pagine dei nuovi libri sugli scaffali delle librerie in questo ottobre 2018, scopriamo insieme anche gli eventi che coloreranno le giornate degli amanti dei libri.
Auguro a tutti un ottobre pieno di cose belle.

 

Con l’autunno arriva anche il Premio Nobel per la letteratura,ma quest’anno non verrà assegnato a causa dello scandalo per le molestie sessuali che ha coinvolto la stessa Accademia svedese che assegna il premio. Il riconoscimento sarà conferito insieme a quello per il 2019.

A Cagliari, dall’ 04 al 12 ottobre si svolgerà il Festival Internazionale Tuttestorie di Letteratura per Ragazzi giunto nel 2018 alla tredicesima edizione, il tema di quest’anno è “desideri”.

Dal 5 al 7 ottobre a Perugia si svolge Umbrialibri, rassegna editoriale organizzata dalla Regione Umbria. La sua peculiarità è di mantenere un forte legame tra la produzione culturale nazionale e regionale, coinvolgendo gli editori umbri, nella duplice veste di espositori  e di promotori culturali.

IL’7 ottobre si conclude l’edizione 2018 della Fiera delle parole iniziata il 15 settembre a Padova, un’occasione di incontro con la letteratura, il giornalismo, la poesia, l’arte, la musica e con il pensiero filosofico contemporaneo.

Dal 12 al 14 ottobre 2018 a Montecatini Terme, in Toscana, si terrà la sesta edizione del festival “Food&Book, la cultura del cibo, il cibo nella cultura”, con protagonisti noti scrittori che nei loro romanzi raccontano il cibo e chef che lo esaltano nelle loro ricette e spesso in libri di successo.

Dal 19 al 21 ottobre a Pietrasanta (LU) si svolge Libropolis, festival dedicato alla promozione e al supporto dei piccoli editori che, sebbene con poche risorse e senza alcun contributo pubblico, hanno trovato nuovi autori o hanno riscoperto classici dimenticati.

Dal al 26 al 29 ottobre, a Roma, ci il Salone dell’editoria sociale, un luogo di incontro tra le organizzazioni del volontariato e del terzo settore, le case editrici che si occupano di temi sociali, le scuole e i lettori. La nona edizione ha per tema “I volti del potere” dedicato ai nuovi poteri che si sono aggiunti a quelli vecchi, alla dimensione globalizzata sovrapposta a quella nazionale. Il potere si è trasformato, adattandosi alle nuove condizioni politiche, sociali ed economiche e assumendo nuove forme – spesso invisibili, ammaliatrici e ingannatrici – di dominio, di violenza, di persuasione e di asservimento che vanno disvelate, denunciate, ribaltate. Dal potere del denaro (e della ricchezza) a quello del consumo, da quello delle nuove e vecchie mafie a quello dei nuovi signori della globalizzazione siamo chiamati a un solo compito: quello della ribellione a ciò che non si può e non si deve accettare.

Ricordo che questo post non è statico, ma dinamico, cioè verrà aggiornato in base alle informazioni acquisite giorno per giorno ed i libri saranno inseriti in ordine cronologico d’uscita, ho aggiunto a fine pagina l’elenco dei libri usciti in ordine alfabetico. Si accettano sempre consigli e suggerimenti per migliorare questa rubrica.

Scopriamo insieme le ultime novità in libreria per il mese di Ottobre 2018:

Il rumore del mondo, scritto da Benedetta Cibrario, pubblicato da Mondadori, genere romanzo storico, data uscita 02/10/18.
L’ufficiale piemontese Prospero Carlo Carando di Vignon, di stanza a Londra, sposa Anne Bacon, figlia di un ricco mercante di seta. Quando, dopo essere stata vittima del vaiolo, arriva a Torino, Anne è molto diversa. La vita coniugale si annuncia come un piccolo inferno domestico, ma il suocero Casimiro la invita a occuparsi della proprietà del Mandrone, il cui futuro soltanto a lui – conservatore di ferro – sembra stare a cuore. Tra i due si stabilisce un’imprevedibile complicità e Anne matura amore e dedizione per la vita appartata e operosa che vi conduce. La storia della famiglia Vignon si intreccia ai fili dello spirito del tempo, e non di meno a quelli della seta. Anne Bacon scopre come conquistarsi un posto nella storia di un paese non ancora nato, di un orizzonte ideale che infiamma il mondo. Progressisti e conservatori, al di là degli schieramenti politici, si trovano davanti alla necessità di rispondere al cambiamento e lo fanno agendo – nell’economia, nel costume, nella morale, nella cultura. E l’Italia appare, vista da lontano (complici anime migranti come Anne, e il suo entourage femminile), vista come utopia e come sfida.

The Game, scritto da Alessandro Baricco, pubblicato da Einaudi, genere saggistica, data uscita 02/10/18.
Quella che stiamo vivendo non è solo una rivoluzione tecnologica fatta di nuovi oggetti, ma il risultato di un’insurrezione mentale. Chi l’ha innescata – dai pionieri di Internet all’inventore dell’iPhone – non aveva in mente un progetto preciso se non questo, affascinante e selvaggio: rendere impossibile la ripetizione di una tragedia come quella del Novecento. Niente più confini, niente più élite, niente più caste sacerdotali, politiche, intellettuali. Uno dei concetti più cari all’uomo analogico, la verità, diventa improvvisamente sfocato, mobile, instabile. I problemi sono tradotti in partite da vincere in un gioco per adulti-bambini. Perché questo è The Game.

Dipende cosa intendi per cattivo, scritto da Gaia Rayneri, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 02/10/18.
Costanza vuole diventare fisica teorica, ha una scimmia che le parla in testa e si sente piena di spifferi. Non ha ancora fatto nulla di illegale quando sua madre, ansiosa di buone azioni, la porta a vivere alle case popolari per un progetto di volontariato. Nel suo nuovo palazzo, il mondo degli adulti produce un frastuono ininterrotto, tra chi vive di espedienti e chi dichiara guerra alle buone intenzioni altrui scagliando oggetti dal balcone. Non avrebbe mai immaginato di incontrare una madre peggiore della sua, e di affezionarsi al suo dolore. Né di condurre una squinternata indagine sulla morte di un vicino insieme a Maria Jennifer, un’adolescente come lei ma completamente diversa dagli esseri umani conosciuti prima. La ribattezza Hubble: come un telescopio spaziale, la sua nuova amica – cresciuta a suon di incantesimi e disamore – le mostra modi di pensare opposti a quelli che insegnano a scuola. Forse folli, ma in grado di distillare la salvezza dalla sofferenza, come un arcobaleno trovato in mezzo alla spazzatura.

So che un giorno tornerai, scritto da Luca Bianchini, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 02/10/18.
Angela non ha ancora vent’anni quando diventa madre, una mattina a Trieste alla fine degli anni Sessanta. Pasquale, il suo grande amore, è un “jeansinaro” calabrese, un mercante di jeans, affascinante e già sposato. Lui le ha fatto una promessa: “Se sarà maschio, lo riconoscerò”. Angela fa tutti gli scongiuri del caso ma nasce una femmina: Emma. Pasquale fugge immediatamente dalle sue responsabilità, lasciando Angela crescere la bambina da sola insieme alla sua famiglia numerosa e sgangherata. I Pipan sono capitanati da un nonno che rimpiange il dominio austriaco, una nonna che prepara le zuppe e quattro zii: uno serio, un playboy e due gemelli diversi che si alternano a fare da babysitter a Emma. Lei sarà la figlia di tutti e di nessuno e crescerà così, libera e anticonformista, come la Trieste in cui vive, in quella terra di confine tra cielo e mare, Italia e Jugoslavia. Fino al giorno in cui deciderà di mettersi sulle tracce di suo padre, e per lui questa sarà l’occasione per rivedere Angela, che non ha mai dimenticato.

Le invisibili furie del cuore, scritto da John Boyne, pubblicato da Rizzoli, genere narrativa, data uscita 02/10/18.
Questa è la storia di Cyril Avery, anima bella venuta al mondo nella profonda Irlanda cattolica del 1945 e fin da subito alla ricerca di un posto nel quale potersi sentire a casa. Dopo la nascita, la madre sedicenne lo aveva consegnato a una monaca redentorista perché si occupasse della sua adozione, e Cyril era finito a vivere in una casa ricca, sotto la tutela di due genitori eccentrici, non esattamente affettuosi: cresceva così un bambino alla deriva, ancorato al mondo solo grazie all’amicizia con Julian Woodbead, passione infantile, primo e decisivo innesco che gli avrebbe fatto intuire l’uomo che era destinato a essere. Diventato adulto, in una ricerca ininterrotta della propria identità, Cyril viaggerà tra l’America e l’Europa incrociando le grandi paure collettive che hanno contrassegnato il Novecento, la cupa violenza dell’Ira, il dolore inaffrontabile dell’Aids.

Amiche sorelle, scritto da Lesley Lokko, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 02/10/18.
L’avvocato scozzese Robert McFadden, figlio di un missionario in Rhodesia e di una ricca proprietaria terriera, entra in contatto fin da piccolo con il “diverso da sé” quando i suoi genitori, alla fine della prima guerra mondiale, accolgono nella loro casa di Edimburgo una bambina nera che lui scoprirà essere la figlia illegittima del padre. Passano gli anni e la storia si ripete: la figlia di Robert, Jen, dovrà a sua volta convivere con una coetanea di colore, Kemi, figlia di due attivisti per i diritti civili. Jen e Kemi crescono insieme come sorelle, ma sono molto diverse tra loro: la prima è più ribelle nei confronti dei genitori, Kemi invece cerca di compiacerli anche nelle scelte di vita. Jen non si realizzerà mai a livello professionale, mentre Kemi diventerà un chirurgo di successo. Quando, durante un soggiorno in Sudafrica, conoscono Solam Rhoyi, un giovane economista e ambizioso politico sudafricano, e se ne innamorano entrambe, il loro rapporto inizia a incrinarsi e nulla sarà più come prima. “Amiche sorelle” è una saga familiare che attraversa tre generazioni, dalla fine dell’Ottocento ai primi anni Duemila, ambientata tra la Rhodesia – oggi Zimbabwe – il Sudafrica, Londra e la Scozia in un momento storico di transizione politica, in cui si collocano i drammi dei personaggi, amicizie e amori traditi, segreti indicibili, ambizioni senza scrupoli.

L’acquaiola, scritto da Carla Maria Russo, pubblicato da Piemme, genere narrativa, data uscita 02/10/18.
Maria ha quindici anni, vive in un paesino dell’Appennino centro meridionale d’Italia e mantiene se stessa e l’anziano padre malato facendo la bracciante nei campi dei signori, un lavoro incerto e molto gravoso, fino a quando non viene assunta come acquaiola nella casa di don Francesco, il signorotto del paese, con il compito di recarsi più volte al giorno e con qualunque tempo alla fonte, che dista tre chilometri dal paese, per rifornire la famiglia di acqua. A don Francesco, infatti, è nato il quinto figlio, Luigi, il quale rivela fin dall’infanzia una natura ribelle, precoce e assetata di libertà. I destini di Maria e Luigi, così diversi fra loro, si intrecceranno in una serie di vicende dolorose ma, nello stesso tempo, intense e salvifiche per entrambi. Intorno a loro, una umanità umile, legata alla terra e alle antiche tradizioni, assuefatta a una vita di miseria, sacrifici e secolari soperchierie sopportate con fatalistica rassegnazione e per questo spesso dura e inflessibile, ma anche capace di pietà e umana solidarietà.

Il nostro giorno migliore, scritto da Gayle Forman, pubblicato da Mondadori, genere narrativa per ragazzi, data uscita 02/10/18.
A volte gli incontri che ti stravolgono la vita avvengono quando meno te l’aspetti. Un po’ come l’amore. Prendete Freya, Harun e Nathaniel per esempio. Non si conoscono e le loro vite non potrebbero essere più diverse. Freya è una stella emergente della musica che ora si trova in un punto indefinito fra “l’essere sulla bocca di chiunque” e “l’essere famosa”; Harun sta progettando di scappare da tutto e da tutti e, proprio per questo, a ogni minuto che passa, si sente sempre più un codardo, un bugiardo e un pessimo figlio. Infine Nathaniel, il cui mondo sembra essere collassato in un profondo buco nero che inghiotte tutto lo spazio in cui possono esistere la luce, l’amore, i possibili dopo. Tre estranei. Tre solitudini. E un destino bizzarro che gioca con loro facendoli incontrare per caso. E che poi li spinge a trascorrere un’intera giornata insieme, incapaci come sono di spezzare la cordicella invisibile che collega i loro cuori dal preciso istante in cui si sono conosciuti. Per la prima volta nella vita hanno trovato qualcuno che capisce chi sono davvero, che percepisce la loro tristezza come fosse la propria, anche se non ne comprende l’origine. E un fatto del genere, soprattutto nel momento in cui più si sentono soli e disperati, è una fortuna, anzi un miracolo. Qualcosa che capita una volta sola nella vita. Talmente speciale da dargli coraggio e convincerli che forse è possibile rimuovere la rete di sicurezza e buttarsi, per provare a essere finalmente, e completamente, loro stessi.

Giorni senza fine, scritto da Sebastian Barry, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 02/10/18.
L’America di metà Ottocento è un posto senza pace. A ovest gli indiani si oppongono all’aggressiva avanzata dei bianchi tentando di difendere il territorio in cui hanno sempre vissuto, mentre a est si riversano gli europei in fuga dalla carestia, illusi di aver trovato la salvezza. Thomas McNulty ha solo quindici anni quando, rimasto orfano, decide di tentare la sua fortuna lontano dall’Irlanda e approda sulle coste americane. Qui Thomas incontra per caso John Cole che ha all’incirca la sua stessa età e i suoi stessi problemi. E simpatia immediata. Con un colpo di fortuna, i due trovano lavoro in un saloon: ripuliti ed elegantemente vestiti da donna, dovranno ballare con i minatori regalando loro un po’ di femminilità in un postaccio di frontiera in cui il gentil sesso è merce rara. Ma la vita è impietosa e, quando i loro visi e corpi cominciano a tradire la realtà, Thomas e John devono inventarsi qualcos’altro. Stavolta, per guadagnarsi la pagnotta, si arruolano nell’esercito. Finiscono cosi in mezzo alle praterie, carnefici riluttanti nella guerra massacrante contro gli indiani. Anche Winona è una vittima innocente di questa guerra sanguinosa: rimasta sola al mondo, ritrova in John e Thomas quello che piu assomiglia a un paio di genitori. A legare lo strano trio un amore fuori dal comune, che ha il sapore di una promessa di libertà. Ma allo scoppio di una nuova guerra, quella civile, anche se ormai sono passati a un’occupazione totalmente diversa, Thomas e John non vogliono abbandonare i vecchi amici e si riuniscono a loro indossando l’uniforme blu dell’Unione. Assistono ancora a violenze, ingiustizie e orrori indicibili: la strada da percorrere sembra lunga e tortuosa, i nemici innumerevoli, l’elenco di avventure tutto da scrivere. Thomas racconta quello che vive e vede in prima persona, colorando di amore e umanità l’orizzonte di quei giorni che sembrano senza fine.

Destino, scritto da Raffaella Romagnolo, pubblicato da Rizzoli, genere narrativa, data uscita 02/10/18.
Marzo 1946. Su una lussuosa Aprilia con autista, Mrs. Giulia Masca fa ritorno a Borgo di Dentro: quarantasei anni prima, sola, incinta e senza soldi, aveva detto addio alle campagne piemontesi imbarcandosi su un piroscafo alla volta di New York. Nella filanda che l’ha vista operaia bambina il tempo dei geloni alle mani e delle guerre con i padroni si era compiuto e in mezzo alla folla di Manhattan, tra i grattacieli e il profumo di hot dog, per Giulia era iniziata una nuova vita: un marito titolare di un alimentari nel cuore di Little Italy, un figlio, un piccolo impero commerciale. L’America le aveva regalato il riscatto che aveva sempre sognato. Ma il passato la tormenta. Che ne è stato di sua madre Assunta? Dell’amica Anita Leone e della sua vivace famiglia di mezzadri? Che fine ha fatto Pietro Ferro, il fidanzato che Giulia ha abbandonato senza una parola di spiegazione quasi mezzo secolo prima? Mentre lei era lontana, le colline intorno al Borgo di Dentro e i suoi abitanti sono stati protagonisti di due guerre mondiali, dell’avvento del fascismo e della lotta per la liberazione. Di battaglie, di amori e di speranze. Quando Giulia torna in Italia, non può che guardare quei luoghi e quei volti con altri occhi se vuole chiudere i conti con il passato.

Sei ancora qui, scritto da Daniel Waters, pubblicato da Sperling & Kupfer, genere thriller, data uscita 02/10/18.
Veronica Calder, sedici anni, non ha sempre paura dei fantasmi. A volte quasi non le importa di vederli ovunque attorno a sé. Fanno parte della sua vita ormai, non può evitarli. Eppure, ci sono giorni in cui farebbe volentieri a meno di incontrare l’inquietante signora all’angolo di Case Street, o di dividere lo specchio con lo sconosciuto ragazzo biondo apparso come se niente fosse alle sue spalle. Ma è così dall’Evento, ovvero dal cataclisma che ha messo fine alla vita di milioni di persone. Da allora gli spiriti delle vittime sono dappertutto, abitano le città in un’insolita e quotidiana convivenza con i sopravvissuti. Per alcuni, la loro presenza è a tratti persino confortante, un modo come un altro per avere i propri cari ancora accanto a sé. Veronica preferirebbe che quelle anime potessero riposare, ma in fondo, anche per lei, vedere suo padre ogni mattina, seduto al solito posto in cucina, a leggere il giornale, è meglio di non vederlo affatto. C’è qualcuno, però, che ancora non si è arreso a questa nuova realtà. Qualcuno che, distrutto dal dolore, ha deciso di mettere in atto un piano tanto ambizioso quanto terribile. Un piano che soltanto Veronica può fermare.

Mac il gatto rubacuori, scritto da Melinda Metz, pubblicato da Sperling & Kupfer, genere narrativa rosa, data uscita 02/10/18.
Jamie ha deciso di ricominciare da zero. Trentaquattro anni, single, si è lasciata alle spalle una serie di annate disastrose – tra cui «l’Anno dell’Uomo Egocentrico» e «l’Anno dell’Uomo che non Ricordava di Essere Sposato» – e ora sta per inaugurare «l’Anno di Jamie», in cui si dedicherà soltanto a se stessa. Nella sua nuova casa, in un pittoresco quartiere di Los Angeles dall’aria fiabesca, non ci sarà spazio per gli uomini. L’unico essere di sesso maschile ammesso è MacGyver, detto Mac: il suo gatto. Nessuno la conosce bene quanto lui. Del resto, Mac ha un fiuto infallibile. Lo stesso che gli permette di avvertire intorno a Jamie un insopportabile odore di solitudine. Mac sa che non le fa bene: gli umani, come i cani, sono fatti per stare in compagnia – anche se non vogliono ammetterlo, essendo creature limitate. Decide allora di trovarle un compagno di vita, e il suo olfatto lo guida da uno dei nuovi vicini di casa: David, un affascinante pasticciere esasperato dagli amici che si ostinano a organizzargli appuntamenti al buio. E lui quello giusto. Per portare a compimento la sua missione, Mac si improvvisa cleptomane: ruba oggetti da casa di David e li porta a Jamie; ne sgraffigna altri a Jamie e li deposita sull’uscio di David. E così via finché, tra boxer e calzini spaiati, i due sono costretti a fare conoscenza. Mentre si interrogano sul misterioso ladro del quartiere, cercheranno di resistere all’amore. Ma la ragione degli umani non può nulla contro l’astuzia di un felino, specie se è un gatto disposto a tutto pur di tornare a fiutare il profumo della felicità.

La doppia madre, scritto da Michel Bussi, pubblicato da EO, genere thriller, data uscita 03/10/18.
Può un bambino avere due madri, anzi tre? Che succede se lo stesso bambino è il testimone chiave di una rapina finita in tragedia? L’azione dell’inconsueto thriller si svolge a Le Havre, importante porto commerciale francese sulla costa della Manica: moli immensi, piramidi di container, dighe, bacini di compensazione, piroscafi, gru, e in mezzo a tutto questo le difficili condizioni di vita dei portuali, sempre più sostituiti da macchine, la disoccupazione, lo spettro della fame. E in questo contesto che, spinti dalla speranza di una vita migliore, quattro amici d’infanzia si mettono nelle mani di un balordo di professione per compiere la rapina del secolo. A occuparsi del caso è Marianne Augresse, quarantenne funzionarla di polizia con una passione sfegatata per i bambini, coadiuvata dallo psicologo per l’infanzia Vasil Dragonman. La sua inchiesta è una lotta contro il tempo per acciuffare il cervello della banda, che nella sua fuga si lascia dietro una scia di cadaveri, e recuperare la refurtiva. Ma chi è lo spietato killer? E dov’è finito il malloppo? L’unico a saperlo è il piccolo Malone, un bambino di tre anni che dialoga col suo peluche.

Il giro dell’oca, scritto da Erri De Luca, pubblicato da Feltrinelli, genere narrativa, data uscita 04/10/18.
Una sera, mentre rilegge «Pinocchio», un uomo sente la presenza del figlio che non ha avuto, il figlio che la madre – la donna con cui in gioventù lo concepì – decise di abortire. Alla fiamma del camino, il figlio gli appare già adulto, e quella presenza basta “qui e stasera” a fare la sua paternità. Per tutta la notte, al figlio “estratto da una cena d’inverno” lui racconta “un poco di vita scivolata”. E così ecco l’infanzia napoletana, la nostalgia della madre e del padre, il bisogno di andare via, di seguire la propria libertà, le guerre trascorse ma anche i baci che ha dato… Fino a che il figlio, da muto che era, prende la parola e il monologo diventa un dialogo, che indaga su una vita, sugli affetti, sulle scelte fatte, sui libri letti e su quelli scritti, sull’importanza delle parole e delle storie. Un’indagine che, più che tracciare un bilancio, vuol essere scandaglio, ricerca interiore – quasi una rivelazione. Con «Il giro dell’oca» Erri De Luca scrive la sua storia più intima.

C’è sempre un lieto fine, scritto da Charlotte Lucas, pubblicato da Garzanti, genere narrativa, data uscita 04/10/18.
Se c’è una cosa di cui Ella è fermamente convinta è che tutte le storie abbiano un lieto fine. E non potrebbe essere altrimenti per lei che da sempre crede nelle favole e tiene un blog in cui si diverte a riscrivere i finali di film e romanzi famosi, riscuotendo grandissimo successo. Fino al giorno in cui scopre che il fidanzato la tradisce. E all’improvviso è costretta ad aprire gli occhi: forse, nella realtà, il finale da favola non esiste? Così, in preda all’agitazione, inforca la bicicletta e si scontra con uno sconosciuto. Si chiama Oscar, ma Ella non fa nemmeno in tempo ad aiutarlo che è già sparito nel nulla. Per fortuna lascia dietro di sé il portafogli, l’unica cosa che può aiutarla a rintracciarlo per chiedergli scusa. E il minimo dopo quello che è successo. Appena lo apre, ne fuoriesce una pioggia di bigliettini scarabocchiati con enigmatiche annotazioni e strani indirizzi. Sembrano indizi messi lì proprio perché lei li trovi. Un invito a capire cosa si nasconda dietro quegli appunti in apparenza incomprensibili. Bigliettino dopo bigliettino, Ella capisce che quell’uomo ha avuto un passato difficile e che ora ha bisogno del suo aiuto. Piano piano entra nella vita di Oscar e lo incoraggia a rimettere insieme i pezzi della sua esistenza. Ma il suo compito non è ancora finito: ha in serbo una grande sorpresa per Oscar, un gesto semplice e naturale che racchiude in sé tutta la forza della gentilezza e dell’amore. Solo se riuscirà a portare a termine il suo proposito, potrà dire di aver regalato a quello sconosciuto il lieto fine che gli ha cambiato la vita. Un lieto fine che forse ci sarà anche per lei.

In fuga da te. Wicked. 3, scritto da Jennifer L. Armentrout, pubblicato da Nord, genere narrativa rosa, data uscita 04/10/18.
E stata rapita, è stata torturata, è stata costretta a tradire le persone che ama. Adesso, Ivy Morgan vuole solo dimenticare. Eppure più passano i giorni, più lei ha l’impressione che quella terribile esperienza non le abbia lasciato solo incubi e cicatrici. C’è come una forza oscura che si muove dentro di lei, un Male che diventa sempre più forte e che Ivy teme possa prendere il sopravvento… Ren Owens ha fatto di tutto per Ivy: ha mentito all’Ordine, disertato la sua missione, ucciso chiunque avesse scoperto il loro segreto. E per poco non l’ha persa. Adesso lui e Ivy devono affrontare la prova più grande: trovare il modo per chiudere i portali che collegano il nostro mondo con quello dei fae e sconfiggere il Principe una volta per tutte. Tuttavia ben presto si renderanno conto che ciò che pensavano di sapere sul Principe, sull’Ordine e persino su loro stessi non è altro che una copertura. Soli, senza più nessuno di cui potersi fidare, Ivy e Ren saranno costretti a scendere a patti col loro peggiore nemico pur di salvare l’umanità intera…

Il potere. Titan series. 2, scritto da by Jennifer L. Armentrout, pubblicato da HarperCollins, genere gotico per ragazzi, data uscita 04/10/18.
Ogni grande cambiamento porta con sé dei conflitti, e il Covenant del South Dakota è diventato terreno di scontro tra i Puri che vogliono ripristinare le Leggi Interraziali, e i mezzosangue che rivendicano il diritto di scegliere il proprio destino. Anche se Iperione è stato sconfitto, Josie e Seth sanno che la tregua durerà poco e che il tempo rimasto per rintracciare gli altri semidei e convincerli a unirsi a loro nella guerra contro i Titani è ormai agli sgoccioli. Ma c’è un problema ancor più urgente da risolvere: la natura semi divina di Josie esercita su Seth un’attrazione irresistibile, e quando il desiderio si mescola all’amore amplificando la sua energia di Apollyon, lui si rende conto che starle vicino è pericoloso, per lei e per tutti i loro amici. Lasciarla andare, d’altra parte, richiederebbe un altruismo che semplicemente non è nel suo stile. Ma quando la furia dei Titani si scatena, con conseguenze devastanti, l’oscuro richiamo del potere torna a farsi vivo, più forte che mai, e questa volta Josie potrebbe non essere in grado di proteggere Seth da se stesso…

Il castello tra le nuvole, scritto da Kerstin Gier, pubblicato da Corbaccio, genere fantasy per ragazzi, data uscita 04/10/18.
Che diciassette anni sia un’età meravigliosa lo dice solo chi li ha passati da un pezzo. Lo sa bene Fanny Funke che nella sua vita improvvisamente non ha trovato più niente che andasse per il verso giusto: amici, genitori, scuola… Al punto da decidere di mollare tutto e di andare a fare uno stage in un albergo. Di sicuro però non sapeva dove sarebbe finita nel luogo più sperduto delle Alpi svizzere in un Grand Hotel indubbiamente suggestivo ma chiaramente in rovina e con una clientela a dir poco variegata, fra oligarchi russi, industriali americani, scrittori di gialli, attrici, ex atlete olimpioniche e, per fortuna, almeno un paio di bei ragazzi. E dove, in qualità ultima arrivata, le tocca subire le angherie di alcune colleghe, le pretese tiranniche del proprietario e l’irritante comportamento dei bambini ai quali deve fare da babysitter. Ma quella che minaccia di diventare una faticosissima routine, si tramuta ben presto in una straordinaria avventura, quando l’atmosfera festosa dell’hotel viene stravolta da un tentato rapimento, che farà capire a Fanny di chi può veramente fidarsi e che cosa cerca veramente nella vita…

Miliardario a cinque stelle, scritto da Tash Aw, pubblicato da Fazi, genere narrativa, data uscita 04/10/18.
Benvenuti a Shanghai: un luogo dove può succedere di tutto e dove tutti possono diventare qualcuno. Cinque nuovi arrivati sono in cerca di riscatto: Phoebe, che si costruisce una nuova identità fatta di false borse griffate, manuali di self-help e pose studiate con l’obiettivo di trovare un uomo ricco; Gary, giovanissima popstar con un’infanzia difficile alle spalle, catapultato dai miseri villaggi della Malesia rurale alle sterminate platee asiatiche; Justin CK Lim, figlio adottivo di una ricca famiglia di immobiliaristi malesi, incaricato di gestirne gli affari a Shanghai; Leong Yinghui, imprenditrice in ascesa la cui totale dedizione al lavoro nasconde la solitudine della vita privata; e infine Walter Chao, misterioso e accattivante uomo d’affari che è anche autore, sotto pseudonimo, del manualetto per diventare «miliardari a cinque stelle». Mentre le vite dei protagonisti s’intrecciano l’una con l’altra, sullo sfondo lussi sfrenati e architetture ardite convivono con miserie insostenibili, slum claustrofobici e nostalgiche vestigia di un passato in estinzione. Ne emerge il ritratto di una società inarrestabile, dove le vite e le carriere possono conoscere formidabili ascese e catastrofiche cadute nell’arco di pochi mesi, così come interi quartieri possono sparire dal giorno alla notte per lasciar spazio a futuristici grattacieli. Un romanzo dalle mille luci ambientato nel cuore pulsante dell’Asia contemporanea.

La lupa, scritto da Piernicola Silvis, pubblicato da SEM, genere thriller, data uscita 04/10/18.
La luce della telecamera si accende. La mano di Sonia Di Gennaro è ferma mentre filma due suoi affiliati che strangolano un giovane testimone involontario con una corda di pianoforte, per poi farlo a pezzi e disporlo tra la carne di seconda scelta in una macelleria fidata. Si sa, se per caso assisti a un’esecuzione rischi grosso. Se riconosci il killer ancora di più. Se decidi di fare il suo nome alla polizia, sei finito. Matteo, studente universitario, è un testimone troppo scomodo. E la moglie del boss della Società Foggiana, detta “la Lupa”, ha molta fretta, e non può correre rischi. Né lasciare tracce. Qualche giorno dopo, nel silenzio di un reparto di terapia intensiva dell’ospedale di San Giovanni Rotondo, Diego Pastore, in coma da giorni, apre gli occhi. “Zio Teddy”, così viene soprannominato il serial killer di bambini, chiede di parlare con Renzo Bruni, il poliziotto che lo ha arrestato. Poco dopo il loro colloquio, in piena notte, Pastore, con una clamorosa azione paramilitare, viene prelevato dagli uomini del clan della “Lupa”. Renzo Bruni, incaricato delle indagini, e la sua squadra, iniziano un’implacabile caccia all’evaso, senza immaginare, però, che nel frattempo Diego Pastore si è affiliato al clan che ne ha organizzato l’evasione, diventandone prima il sanguinario sicario e poi l’aspirante capo. Fra gli efferati omicidi di una guerra fra clan e le sporche intromissioni di una politica deviata, Bruni ingaggia una drammatica battaglia all’ultimo sangue con zio Teddy, un serial killer messosi al servizio della quarta mafia, la più feroce e spietata.

Pactum salis, scritto da Olivier Bourdeaut, pubblicato da Neri Pozza, genere narrativa, data uscita 04/10/18.
Sul terrazzino della suite dell’Hermitage di La Baule, Michel sorseggia il suo meritato Bollinger. Sono le prime vacanze che si concede dall’inizio della sua vita professionale, cominciata, quand’era appena diciottenne, presso un’agenzia immobiliare di Rezé affiliata al potente marchio globale Century 21, e prolungatasi per dodici, lunghi anni di intenso, accanito lavoro. Anni che hanno fortunatamente dato i loro frutti. Dopo aver svuotato la bottiglia, a tarda notte Michel decide di sfrecciare per le strade della costa con la sua Porsche nuova di zecca. E l’alba del giorno dopo quando Jean prende la macchina e raggiunge la sua salina a Batz-sur-Mer. Insofferente al ritmo convulso della città, Jean, senza proclami né proselitismo, ha avviato una piccola rivoluzione personale per ritrovare se stesso: ha lasciato Parigi, si è sbarazzato del televisore gettandolo tra i rifiuti, si è liberato della rete rivendendo il computer. Da allora le sue giornate sono segnate da un’unica attività: l’apprendimento del mestiere di salinaio, una professione a metà strada tra l’agricoltura e le arti marinare. Imboccando la strada delle saline, Jean scorge una Porsche rossa posteggiata di fianco al suo cumulo di sale, la portiera spalancata e l’autoradio che trasmette una musica elettronica che in quel luogo, per lui ammantato di fascino ancora medievale, risulta tanto incongrua quanto anacronistica. Lì accanto, steso sul telone che ricopre il sale, un uomo russa senza freno. Puzza di alcol, di sbronza pesante. Ma quel che è peggio è che, prima di crollare, ha urinato sul sale, frutto di settimane di lavoro da parte di Jean, il cui primo impulso è quello di afferrare un badile e regolare i conti con l’insolente… Una settimana dopo, in una fresca giornata d’agosto a Batz-sur-Mer, dopo diciassette giorni di sole infuocato e vento secco, salinai e stagionali si avvicendano alla raccolta con rinnovato buonumore, spingendo con passo rapido e temerario la carriola lungo le strette corsie di fango secco e screpolato. Nei dintorni delle vasche li attende, però, una macabra scoperta: da uno specchio d’acqua spuntano due piedi, nudi e sudici e con le dita spalancate come occhi che hanno visto la morte.

Stella di mare, scritto da Giulio Macaione, pubblicato da Bao, genere Graphic Novel, data uscita 04/10/18.
In una Cefalù sospesa tra la antico e moderno, Stefano vive in una perenne atarassia, disinteressato alla vita, in attesa del ritorno, come ogni anno di un amore inespresso, un’amica che torna in Sicilia ogni estate. Lei è la sirena che lo ha irretito, con il suo canto, lasciandolo privo di volontà, ma di sirene, a Cefalù, è meglio non parlare. Un anziano pescatore, una donna che vive alla finestra in attesa del marito disperso in mare anni prima, un gatto apparentemente senza padroni sono tra le vittime delle sirene, o dell’idea delle sirene: hanno perso qualcosa, qualcuno, che è partito per non fare più ritorno, lasciando un vuoto impossibile da spiegare a parole nelle loro esistenze. Sarà proprio Stefano, incompiuto e goffo, a diventare il fulcro delle loro storie e a impararle, scoprendone i segreti, per consentire alla vita, rimarginato il dolore, di ricominciare.

Il mio nome e il suo, scritto da Rhiannon Navin, pubblicato da Ponte alle Grazie, genere narrativa, data uscita 04/10/18.
Rinchiuso in un armadio con i compagni di classe e l’insegnante, il bambino di prima elementare Zach Taylor sente i colpi di fucile che risuonano nelle aule. Un uomo armato è entrato nella scuola e ha portato via diciannove vite, creando una voragine nel tessuto di una comunità compatta. Al termine della sparatoria Zach esce indenne dal suo nascondiglio, ma lo aspetta una brutta sorpresa: suo fratello Andy non è stato fortunato come lui. Da quel momento nella sua famiglia tutto inizia ad andare per il verso sbagliato: la madre rivolge tutta la sua rabbia verso il padre dell’assassino, perseguitandolo legalmente; il padre preferisce vivere un altro dolore per non provare il suo; Zach deve fare i conti con i sensi di colpa che il sollievo iniziale per la scomparsa di un fratello ‘difficile’ come Andy ha generato in lui. Il dolore è troppo grande e la famiglia si spezza. Solo l’ottimismo e la testardaggine di Zach, narratore di grande fascino, pieno di empatia e di coraggio, riescono ad aiutare gli adulti a riscoprire l’amore e la speranza necessari a superare le ore più buie e a intraprendere il doloroso ma necessario percorso verso il perdono e la guarigione.

La notte non vuole venire, scritto da Alessio Arena, pubblicato da Fandango, genere narrativa, data uscita 04/10/18.
E’ l’8 giugno del 1953 e il transatlantico Homeland ha appena attraversato lo stretto di Gibilterra, raggiungendo il punto del Mediterraneo che corrisponde alle coordinate latitudine 37′ 21′ Nord, longitudine 4′ 30′ Est, le stesse che saranno riportate sul certificato di morte della più celebre passeggera a bordo, Griselda Andreatini, per tutti coloro che ne hanno amata la voce oltreoceano semplicemente donna Gilda, la Mignonette. Quasi settantenne, consumata dall’alcol e dalla gelosia, donna Gilda compie il suo ultimo viaggio verso Napoli, città che ha cantato per mezzo secolo e che l’ha resa la “regina degli emigranti”. A vegliarla Esterina Malacarne, per tutti semplicemente la guagliona, l’assistente dai capelli bianchi e il corpo di bambina che Gilda si è portata dall’Italia, una ragazza dei quartieri popolari ma istruita che le ha sempre fatto da interprete per via di un padre portiere al consolato americano. Mentre Gilda dorme nel suo ultimo letto, la guagliona riannoda i fili del passato vissuto insieme, l’arrivo a Ellis Island, la vita di lussi e teatri a New York, l’incontro con Federico Garcia Lorca, il suo rocambolesco tentato suicidio e il carteggio tra il poeta e la cantante, ma soprattutto l’amore e il tradimento di Esterina con l’unico uomo che non avrebbe mai dovuto desiderare. Sullo sfondo della luccicante New York dai roaring twenties alla Seconda Guerra Mondiale e di una generazione sprecata a cercare fortuna, Alessio Arena canta con struggente nostalgia il proibizionismo, i gangster italo-americani, la fama di Gilda e il suo palcoscenico, le passioni e le delusioni della più grande cantante italiana d’America.

Il matrimonio delle bugie, scritto da Kimberly Belle, pubblicato da Newton Compton, genere thriller, data uscita 04/10/18.
Dopo sette anni di matrimonio, Iris e Will sono il ritratto della coppia felice: vivono in una bella casa, hanno un lavoro appagante e stanno cercando di avere un bambino. Quando Will parte per un viaggio di lavoro in Florida, Iris non sa che il suo mondo perfetto sta per crollare. Quella mattina, infatti, un aereo diretto a Seattle precipita e tra i nomi delle vittime c’è inspiegabilmente quello di Will. Iris è sconvolta, ma è certa che si tratti di un errore. Perché Will avrebbe dovuto mentirle? Che cosa doveva fare a Seattle? E su cosa altro ancora potrebbe averle raccontato bugie? Se vuole davvero arrivare alla verità, Iris dovrà affrontare un’indagine disperata per scoprire che cosa si nascondeva sotto la superficie calma del suo matrimonio. Ma non ha idea delle conseguenze che tutto ciò potrebbe avere…

La custode dei profumi perduti, scritto da Fiona Valpy, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa, data uscita 04/10/18.
Sperando che un nuovo inizio possa essere la cura per il suo cuore spezzato, Abi Howes decide di accettare un lavoro estivo nella campagna francese. Non appena raggiunge il meraviglioso castello di Bellevue, è subito rapita dal fascino antico di quella dimora e dai segreti che custodisce. E ben presto, complici gli echi del passato, Abi scopre una storia straordinaria, che avrà il potere di sconvolgere i piani della sua estate e, forse, della sua stessa vita. Era il 1938 quando Eliane Martin si prendeva cura degli alveari nel giardino del castello di Bellevue. Incontrò Mathieu Dubosq mentre vendeva il miele al mercato e se ne innamorò perdutamente. Sembrava che niente potesse scalfire la loro felicità, invece le ombre della guerra si allungarono fino ai confini francesi. Nel caos generato dall’occupazione tedesca, Eliane e Mathieu vennero divisi e lei prese una decisione che sarebbe potuta costarle la vita: si unì alla Resistenza e combatté per la libertà della Francia. Ma la strada verso la liberazione fu lunga e, nei momenti più bui, il suo amore per Mathieu venne messo a dura prova. Può una storia che arriva dal passato coinvolgere a tal punto chi la rivive? La vicenda di Eliane riuscirà a risvegliare il coraggio e la determinazione di cui Abi ha bisogno?

Il ponte d’argilla, scritto da Markus Zusak, pubblicato da Frassinelli, genere narrativa, data uscita 09/10/18.
Una storia di famiglia indimenticabile e commovente è al centro del nuovo romanzo di Markus Zusak, l’autore del bestseller mondiale Storia di una ladra di libri, definito dal New York Times come “uno di quei libri rari che possono cambiarvi la vita”. Il ponte d’argilla è la storia appassionante di cinque fratelli costretti a vivere soli, e a definire da soli le regole della propria esistenza. E mentre i fratelli Dunbar amano, soffrono e lottano per imparare a fare i conti con il mondo degli adulti, scopriranno il segreto, tenero e straziante a un tempo, che si cela dietro la scomparsa del loro padre. Al centro della famiglia Dunbar, c’è Clay, l’unico dei fratelli che accetterà di riavvicinarsi al padre, per costruire con lui un ponte, concreto e metaforico nello stesso tempo: lo farà per la sua famiglia, per il loro passato, per il loro futuro, per espiare le colpe e dimenticare il dolore. Lo farà perché crede nel miracolo dell’animo umano. Ma fino a che punto Clay riuscirà a spingersi in questo percorso interiore? QuantI degli ostacoli che la vita gli ha posto davanti riuscirà a superare? Come Storia di una ladra di libri, anche Il ponte d’argilla è un romanzo scritto con un linguaggio inventivo e appassionante, ricco di vita e di sentimenti, e raccontato – nello stile caratteristico di Markus Zusak – con una voce ironica e leggera, ma sempre calda e suggestiva.

Bontà, scritto da Walter Siti, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 09/10/18.
“Ugo odia il proprio nome. Ricco di famiglia, ha fatto una buona carriera nell’editoria, tra scrittrici rampanti, marchettari e intellettuali rassegnati che usano la modestia come una clava. Sul lavoro è efficiente, appassionato, antipatico. Ma in un’altra sfera della vita, quella erotica, lascia che comandi l’ossessione. Predominio e cinismo sono compagni inseparabili del suo piacere. Vedere la letteratura dal backstage ha fatto emergere il suo lato peggiore, lo ha illuso di una superiorità inesistente e ha favorito la sua propensione ad assentarsi dal mondo. Quando la vecchiaia si annuncia con segni inequivocabili, Ugo crede di confermare la propria indipendenza con una parodistica unione civile, seguita da un progetto di suicidio per procura; ma il destino ha in mente un altro esito e lo condurrà dove lui non avrebbe mai pensato di poter arrivare.”

L’arte di perdere, scritto da Alice Zeniter, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 09/10/18.
Naima è una ragazza di origini algerine che lavora in una galleria d’arte parigina. Si sente francese e non si è mai interrogata sul passato della sua famiglia. Eppure, malgrado sia nata e cresciuta in Francia, e conduca la vita di una qualunque giovane della classe media – fatta di relazioni sentimentali fragili, serate alcoliche e risvegli con il mal di testa –, per molti resta “un’algerina”. Trovandosi, a causa della mostra di un artista, a dovere visitare per la prima volta la patria del nonno e del padre, Naima decide di conoscere meglio la propria storia familiare. Scopriamo così la travagliata vicenda di Alì, che combatte per la Francia durante la Seconda guerra mondiale, rientra in Algeria, diventa un importante produttore di olio, si sposa tre volte e ha otto figli. Sceglie però di lasciare il paese durante la guerra civile. In fondo anche lui come Naima si sente francese, ma come e più di lei in Francia capirà di essere considerato un algerino. E poi scopriamo la storia di suo figlio Hamid, il padre di Naima, un ragazzo ribelle, politicamente impegnato, che rifiuta di adeguarsi ai costumi tradizionalisti imposti da Alì e decide di sposare una donna francese. Anche lui però dovrà scontrarsi con il razzismo di una società che, malgrado tutto, continua a considerarlo sempre uno straniero. Un grande affresco storico e sentimentale, che racconta lo sforzo di ogni essere umano per liberarsi dalle oppressioni familiari e sociali e conquistare il proprio posto nel mondo.

No exit, scritto da Taylor Adams, pubblicato da DeA Planeta, genere Thriller, data uscita 09/10/18.
E la sera del 23 dicembre, la bufera di neve del secolo infuria da ore, e la giovane Darby corre contro il tempo per raggiungere il capezzale della madre, in fin di vita a molte miglia di distanza. Ma nel parcheggio della stazione di servizio in cui è costretta a fermarsi, nel retro di un camioncino dai vetri parzialmente oscurati, Darby vede qualcosa che non avrebbe dovuto vedere. Qualcosa di tanto incongruo da farle sospettare di esserselo immaginato: una rosea manina infantile affacciata tra le sbarre di una gabbia per cani. Inizia così, con un dettaglio fuori posto nel mezzo di una notte che più bianca non si può, l’escalation destinata a trasformare una situazione ordinaria in un serrato susseguirsi di colpi di scena.

Cash. Storia di un campione, scritto da Kekko Silvestre, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 09/10/18.
Cash è un vero buono, di quelli che esistono solo nei film. Viene da Cerignola, ama la sua famiglia, ama Samantha e non ha un lavoro stabile, perché, a suo modo, è un ribelle. Qualcuno lo prende anche per un violento, perché un senso profondo e quasi irrazionale della giustizia gli arma spesso pugni tanto maldestri quanto potenti. Samantha lo lascia, il padre è severamente malato, soldi non ce ne sono: tutto sembra precipitare. E allora Cash va incontro al suo destino: per una strana concatenazione di eventi si ritrova in Colorado, Usa, dove ha luogo un mega reality sulla boxe. Centinaia di atleti sconosciuti si battono per affrontare, infine, il campione del mondo in carica a Las Vegas. E Cash è là, a combattere, in un delirio di ring, tribune, maxi-schermi, telecamere, roulotte e tende, sotto gli occhi del mondo. Quanta rabbia, quanto cuore, quanti sogni, quanto dolore, quanto azzurro c’è in fondo alla strada?

Fate il vostro gioco, scritto da Antonio Manzini, pubblicato da Sellerio, genere giallo e mistery, data uscita 11/10/18.
Rocco è a terra, tradito da Caterina che ha lasciato la questura di Aosta, abbandonato dagli amici, anima in pena si aggira per la città con la sola voglia di rapporti carnali e privi di senso. Si complica anche il suo legame quasi paterno con l’adolescente suo vicino di casa, Gabriele, perché nella storia irrompe finalmente la madre, Cecilia, un personaggio fragile, buio, contraddittorio. Questa volta il vicequestore Schiavone deve vedersela con una storia di ludopatia, di avidità. Andando su e giù da Aosta al casinò di Saint-Vincent distante una manciata di chilometri si scontra con le incongruenze di uno Stato che lucra sul fallimento di famiglie trascinate nel fondo del barile dal demone del gioco d’azzardo. Nonostante la complessità dell’indagine Rocco non dimentica e cerca di ricucire i rapporti coi suoi amici romani: Sebastiano è ai domiciliari, Furio e Brizio a malapena gli rivolgono la parola. Ma l’impresa è resa più difficile perché l’ombra di Enzo Baiocchi, catturato dalla polizia e diventato ormai un pentito, si allunga ancora sulla vita del vicequestore. Le sorprese che il destino ha in serbo per Schiavone non sono finite e le domande cui dare una risposta sono tante: che fine ha fatto Caterina? Per chi lavorava? E perché la procura riprende a indagare sulla morte di Luigi Baiocchi? Fate il vostro gioco è un romanzo duro, inquietante, un noir ad altissima tensione.

Matrigna, scritto da Teresa Ciabatti, pubblicato da Solferino, genere narrativa, data uscita 11/10/18.
Andrea è un bambino speciale: capelli biondi, occhi azzurri, tutta la dolcezza del mondo. Noemi è una bambina ordinaria: capelli castani, occhi marroni, un fisico sgraziato. Ma cosa succede quando il bambino speciale sparisce, durante la festa di Carnevale? Uno sconosciuto, una ladra di figli altrui, un trafficante, un parente, stretto, strettissimo? E la sorella, non avrebbe dovuto tenerlo per mano? Domande che a nove anni puoi solo rimuovere, ma che ti restano dentro nonostante la fuga in città, l’università, gli amici, il fidanzato, il lavoro. Nonostante una vita normale. E quel passato troppo prossimo può tornare tutto insieme, all’improvviso, basta una telefonata. Noemi da Roma è richiamata al paese, là dove tutto è cominciato e dove tutto è finito. Ma al posto della madre sconfitta e ingrigita che si aspetta, trova una donna frivola e bionda che insieme a un giovane amico esce la sera, frequenta locali, pianifica viaggi e cambi di casa. Chi è Luca e cosa lo lega a un’indagine archiviata, a un bambino mai ritrovato? Teresa Ciabatti ci immerge nel racconto di un mistero, con un romanzo sui ruoli che non si finisce mai di attribuire: padre, madre, fratello, sorella. Dove la famiglia dispiega tutte le sue ossessioni, manifestandosi prima come rifugio, poi come condanna.

Il ladro gentiluomo, scritto da Alessia Gazzola, pubblicato da Longanesi, genere giallo e mistery, data uscita 15/10/18.
Ottavo capitolo della serie con protagonista Alice Allevi.
Alice Allevi, finalmente Specialista in Medicina Legale, ha dovuto affrontare scelte difficili sia sul piano professionale che su quello sentimentale. Dopo un lungo e burrascoso corteggiamento, sembrava che tra lei e Claudio Conforti, l’affascinante e imprevedibile medico legale con il quale ha condiviso ogni disavventura dai tempi della specializzazione, fosse nato qualcosa. Per un attimo, Alice ha creduto finalmente di aver raggiunto un periodo di serenità, almeno al di fuori dell’Istituto di Medicina Legale. Ma in un momento di smarrimento sentimentale chiede un trasferimento. E lo ottiene: a Domodossola.
Per sua fortuna, o suo malgrado, Alice non avrà molto tempo per indugiare sul proprio destino, perché subito un nuovo caso la travolge. Durante quella che credeva essere un’autopsia di routine, Alice ritrova un diamante nello stomaco del cadavere. Una pietra di notevole caratura e valore, ma anche una prova materiale importante per il caso. Per questo, Alice si premura di convocare un ufficiale giudiziario a cui consegnarlo in custodia. L’ufficiale che si presenta da lei è un uomo distinto ed elegante, dai modi cortesi ed impeccabili, e Alice non esita ad affidargli il diamante. Ed è a quel punto che il fantomatico ufficiale sparisce nel nulla e i guai per Alice iniziano a farsi enormi…

L’assassinio del Commendatore. Libro primo, scritto da Haruki Murakami, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 16/10/18.
Una borsa con qualche vestito e le matite per disegnare. Quando la moglie gli dice che lo lascia, il protagonista di questa storia non prende altro: carica tutto in macchina e se ne va di casa. Del resto che altro può fare? Ha trentasei anni, una donna che l’ha tradito, un lavoro come pittore di ritratti su commissione che porta avanti senza troppa convinzione dopo aver messo da parte ben altre aspirazioni artistiche, e la sensazione generale di essere un fallito. Così inizia a vagabondare nell’Hokkaid?, tra paesini di pescatori sulla costa e ry?kan (le tipiche pensioni a conduzione famigliare giapponesi) sulle montagne. Finché un vecchio amico gli offre una sistemazione: potrebbe andare a vivere nella casa del padre, lasciata vuota da quando questi è entrato in ospizio in preda alla demenza senile. Il giovane ritrattista accetta, anche perché il padre dell’amico è Amada Tomohiko, uno dei pittori più famosi e importanti del Giappone: abitare qualche tempo nella casa che fu sua, per quanto isolata in mezzo ai boschi, è una tentazione troppo forte. Quando si trasferisce lì, il nostro protagonista capisce che la sua decisione ha dato il via a una serie di eventi che cambieranno per sempre la sua vita… anzi, la sua realtà. Prima lo intuisce quando scopre un quadro che Amada Tomohiko aveva nascosto nel sottotetto subito dopo averlo dipinto, molti decenni prima: è una scena misteriosa e apparentemente indecifrabile, che però trasuda una violenza maligna e indicibile. Poi ne avrà la certezza quando, una notte, sente il suono flebile eppure inconfondibile di una campanella provenire dal folto del bosco. Facendosi coraggio decide di seguire quel suono che sembra aver attraversato dimensioni sconosciute: dietro un piccolo tempio abbandonato, in mezzo agli alberi, c’è un tumulo di pietre. C’è davvero qualcuno – o qualcosa – che agita una campanella lì sotto? «L’assassinio del Commendatore» (di cui questo «Idee che affiorano» è il primo volume) è il grandioso ritorno di Murakami Haruki alle atmosfere fantastiche e sospese di «1Q84»: un’indagine sulla forza riparatrice dell’arte e quella distruttrice della violenza; su come sopravvivere ai traumi individuali (ad esempio la fine di un amore) e a quelli collettivi (una guerra, un disastro); sul fare tesoro della propria fragilità e diventare ciò che si è.

Le rughe del sorriso, scritto da Carmine Abate, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 16/10/18.
Sahra si muove nel mondo con eleganza e fierezza ed è accesa, sotto il velo, da un sorriso enigmatico, luminoso. È una giovane somala che vive con la cognata Faaduma e la nipotina Maryan nel centro di seconda accoglienza di un paese in Calabria. Finché un giorno sparisce, lasciando tutti sgomenti e increduli. A mettersi sulle sue tracce, “come un investigatore innamorato”, è il suo insegnante di italiano, Antonio Cerasa, che mentre la cerca ne ricostruisce la storia segreta e avvincente, drammatica e attualissima: da un villaggio di orfani alla violenza di Mogadiscio, dall’inferno del deserto e delle carceri libiche fino all’accoglienza in Calabria.
Anche quando tutti, amici compresi, sembrano voltargli le spalle, Antonio continua con una determinazione incrollabile la sua ricerca di Sahra e di Hassan, il fratello di lei, geologo misteriosamente scomparso.
Dopo aver raccontato l’emigrazione italiana in Europa e nel mondo, Carmine Abate affronta di petto la drammatica migrazione dall’Africa verso l’Italia e lo fa con un romanzo corale e potente.
Sahra, la giovane somala che anima il romanzo con la sua presenza (non meno che con la sua assenza), è un personaggio memorabile, destinato a rimanere definitivamente nella galleria dei grandi personaggi letterari femminili.
Con naturalezza e autorevolezza, come accade solo con i grandi scrittori, Carmine Abate sa portarci nel cuore della Storia dei nostri giorni, là dove si decide il destino di tutti. E sa coinvolgerci senza artifici ideologici, moralismi o compiacimenti letterari, restituendoci un sentimento del mondo che – malgrado tutto – si apre alla meraviglia di esistere.

Buonanotte a te, scritto da Roberto Emanuelli, pubblicato da Rizzoli, data uscita 16/10/18.
Capita a tutti, sai? Capita a tutti di guardare le stelle, prima di addormentarsi, e desiderare che ci regalino qualcosa di buono. Capita a tutti, alla fine di una giornata storta, di sperare che quella dopo sia migliore. Capita a tutti di credere nel destino. Ma il destino, a volte, è solo una scusa. Il destino esiste se noi ne siamo padroni: lui ti passa accanto, sta a te decidere se coglierlo al volo o lasciarlo andare. È quello che succede ai protagonisti di questa storia. Due coppie, due mondi apparentemente lontanissimi che si sfiorano come universi paralleli, con un unico vero punto di contatto: l’amore. Sally è giovanissima, esplosiva e passionale, cerca la sua strada e vive sempre alla massima intensità. Quando canta, la sua voce è pura magia; quando ama, dà tutta se stessa, anche se sa che chi mette il cuore nelle mani di qualcun altro spesso rischia di farsi male. Simone, invece, ha trentacinque anni e si è già perso. Dell’amore sembra essersi dimenticato, perché ha fatto altre scelte: lavoro, soldi, successo, un futuro già scritto in cui adesso fa fatica a riconoscere i suoi sogni. Eppure basta così poco per essere felici: sono i piccoli gesti quelli che ti cambiano la vita. Ed è grazie a un piccolo, grande gesto che i destini di Sally e Simone si incroceranno in un modo magico e inaspettato. Perché l’amore non è quello che poteva essere e non è stato, ma quello che sarà, se lo vorrai…

Palm desert, scritto da Don Winslow, pubblicato da Einaudi, genere giallo e mistery, data uscita 16/10/18.
Neal ha troppi conti in sospeso per potersi permettere di rifiutare l’ennesimo incarico degli Amici di Famiglia, la misteriosa organizzazione a cui deve tutto, nel bene e nel male. Così, quando gli viene affidato il compito di scortare l’ottantenne Natty Silver da Las Vegas a Palm Springs, Neal accetta. Del resto, cosa può andare storto? Il vecchio calcava le scene della Vegas dei tempi d’oro, ha un repertorio infinito di barzellette sporche e un debole per le cameriere attempate. E’ un po’ bizzarro, forse, ma innocuo. Se non fosse per la sua tendenza a sparire. Ben presto, Neal capisce perché Natty non vuole tornare a casa: ha visto qualcosa che non doveva vedere, e adesso in tanti – tra cui uno spietato piromane e un famigerato strozzino – gli dànno la caccia. Da un momento all’altro quello che sembrava un noioso viaggio in mezzo al deserto, con gli aneddoti di Natty come unico passatempo, si trasforma in una fuga a rotta di collo.

Leone, scritto da Paola Mastrocola, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 16/10/18.
Un quartiere che si chiama il Bussolo e può essere ovunque, in qualsiasi città. Oggi, ai giorni nostri. Una madre e un figlio. Lei, Katia, una donna sola di 36 anni, presa dal lavoro, separata dal marito, pochi soldi, poco tempo, sempre di corsa, appesa a sogni nebulosi che non osa sognare fino in fondo. Lui, Leone, un bambino di sei anni solitario e timido, sottile come un giunco. Un giorno, in mezzo a tutta la gente che passa, alle auto, sotto le luci intermittenti degli alberi di Natale, si mette a pregare. E la madre scopre, con stupore e vergogna, che lo fa spesso, un po’ ovunque. Si apparta, s’inginocchia, e prega. Per strada, al cinema, in bagno. Prega quand’è preoccupato, quando gli manca la nonna e il gioco del comò. O quando vorrebbe un bacio dalla sua compagna di banco. La voce circola in fretta. Leone diventa “il bambino che prega”, lo scandalo della scuola, del quartiere intero. Molti lo deridono, ma molti, anche, iniziano a confessargli i loro desideri. Come fa la vita, Leone può esaudire le richieste o deluderle, avverare i sogni o lasciarli inesauditi. Paola Mastrocola ha scritto un romanzo di grande forza letteraria, una storia magica e realistica in cui tutti cambiano, senza sapere perché…

Mio fratello, scritto da Daniel Pennac, pubblicato da Feltrinelli, genere saggistica, data uscita 18/10/18.
“Non so niente di mio fratello morto, se non che gli ho voluto bene. Sento moltissimo la sua mancanza, e tuttavia non so chi ho perso. Ho perso il piacere della sua compagnia, la gratuità del suo affetto, la serenità dei suoi giudizi, la complicità del suo senso dell’umorismo, ho perso la quiete. Ho perso quel po’ di tenerezza che c’era ancora al mondo. Ma chi ho perso?” Daniel Pennac sorprende ancora una volta il lettore con un oggetto letterario estremamente originale e toccante che intreccia il celebre racconto di Melville, Bartleby lo scrivano, alle vicende di vita del fratello Bernard. Poco tempo dopo la morte del fratello Bernard, Daniel Pennac allestisce una lettura scenica di un celebre racconto di Melville, Bartleby lo scrivano. Per il personaggio di Bartleby, lui e Bernard avevano la medesima predilezione. Alternando qui gli estratti del suo adattamento tea­trale di Bartleby e gli aneddoti su Bernard, ricordi affettuosi, divertenti o spietati, battute piene di humour e di lucidità, Daniel Pennac tratteggia il ricordo del fratello scomparso, vero e proprio complice, insostituibile compagno di vita. E al contempo mette in luce una singolare affinità tra i due personaggi. Come Bartleby, Bernard era sempre più incline a ritrarsi deliberatamente dalla vita sociale, a un rifiuto categorico di aggravare l’entropia. A questa testimonianza di affetto fraterno, Pennac affianca riflessioni appassionate sul teatro, la recitazione e le maschere sociali. Il tutto costituisce un singolare libro d’amo­re, insieme profondo, lucido e toccante.

Il diario segreto del cuore, scritto da Francesco Recami, pubblicato da Sellerio, genere narrativa, data uscita 18/10/18.
Uno strano silenzio avvolge la casa di ringhiera, vuoto l’appartamento di Amedeo Consonni, vittima di uno scontro fatale nel cortile; lontana Angela Mattioli, legata all’ex tappezziere, che di stare in quella casa non ha voluto saperne più; alle terme la signorina Mattei-Ferri, che dalla sua finestra sul cortile registra entrate e uscite dal condominio; assente anche il De Angelis che si è allontanato non si sa bene per dove. Solo l’appartamento n. 15 è abitato regolarmente dalla famiglia Giorgi, anzi da Donatella con i precoci e inquietanti figli Gianmarco e Margherita, mentre il marito Claudio, ormai disintossicato dall’alcol, non è comunque ritornato in famiglia. Donatella ha scovato nella camera di Margherita il suo diario segreto. Trovarlo e leggerlo per la madre è un tutt’uno, scopre così un mondo che mai avrebbe potuto immaginare: dov’è la sua bambina in quelle pagine smaliziate ed esperte? Chi sono quelle compagne che sul sesso la sanno così lunga, e quegli accenni a panetti di droga cosa vorranno dire? Margherita si destreggia molto bene con la scrittura, ci sono i riassunti di libri che ha letto, osservazioni acute sulle prof, lettere al padre disinvolte e le risposte di Claudio. E poi c’è un segreto che aleggia, un segreto che Margherita non può affidare neanche al suo diario, qualcosa che ha a che fare con la casa di ringhiera e Amedeo Consonni… Donatella sente di dovere intervenire, di doversi vendicare di quelle compagne che stanno traviando la sua piccola innocente, e lo fa nel modo più incredibile, aiutandosi con la rete e il web ai quali proprio i suoi figli l’hanno iniziata. Costruito sul modello del Cuore di De Amicis – il diario, i racconti mensili, le lettere – con questo settimo romanzo della serie Recami gioca con i generi letterari, combina ancora una volta thriller e commedia, ironizza su scuola, prof e genitori in una messa in scena riuscitissima.

Un marito fedele, scritto da Anna Ekberg, pubbicato da Nord, genere thriller, data uscita 18/10/18.
Tradire è un po’ morire… Oggi. La aspetta nel buio, coi fari spenti e il motore acceso. Non appena la vede correre oltre la curva, Christian accelera, la investe, si ferma. Poi ingrana la retromarcia e passa di nuovo sopra il corpo della moglie. Deve essere sicuro di averla uccisa, altrimenti non sarà mai libero. Christian torna a casa, ma si rende conto che l’incubo non è finito. È appena cominciato… Due mesi prima. Christian dovrebbe essere felice. Dopo aver lottato a lungo contro la malattia, suo figlio Johan è stato dichiarato fuori pericolo. Sua moglie Leonora – che ha lasciato il lavoro per prendersi cura del ragazzo – può finalmente rifarsi una vita e il suo studio di architettura ha appena vinto un ricco e prestigioso appalto. Eppure, in quegli anni di preoccupazioni e sacrifici, la fiamma del loro matrimonio si è consumata e ora restano solo le ceneri dell’abitudine. Così, quando Leonora lo sorprende a letto con l’amante, Christian è quasi sollevato. Almeno non dovrà più mentire; anzi, ora che Johan è guarito, non c’è più nulla che gli impedisca di chiedere il divorzio. Nel momento in cui Christian affronta il discorso con la moglie, però, lei reagisce in modo molto diverso da come lui si era aspettato. Lo ricatta. Leonora conosce tutti i suoi torbidi segreti e, se lui la lascerà per quell’altra donna – più giovane, più bella, più sensuale di lei –, lo porterà alla rovina. Christian è sconcertato: è vero, in passato ha preso decisioni discutibili, ma soltanto per garantire a Johan le cure migliori. Leonora non può rinfacciargli di aver salvato il loro unico figlio. Ciò che Christian non ha ancora capito è che Leonora è una moglie troppo orgogliosa e determinata per non fargli pagare il prezzo dell’umiliazione…

Ultima, scritto da Lisa Hilton, pubblicato da Longaresi, genere narrativa, data uscita 18/10/18.
L’affascinante gallerista Elisabeth Teerlinc sa riconoscere un falso. Ne è lei stessa un esempio, dopotutto. Il suo vero nome, Judith Rashleigh, è sepolto sotto uno spesso velo di menzogne accanto ai corpi degli uomini che sono stati tanto sciocchi da opporsi a lei. Ma ora, coinvolta in uno scontro letale tra un boss della mafia russa e un detective italiano corrotto, Judith sarà costretta a imbarcarsi nell’impresa più ardita della sua carriera: portare il falso di un grande capolavoro alla prestigiosa casa d’aste per la quale lavorava come assistente anni prima, e venderlo per una cifra da capogiro. L’idea di ingannare i suoi ex datori di lavoro e tutto il mondo dell’arte per Judith è quasi eccitante quanto il sesso estremo, ancor più con la consapevolezza che il prezzo da pagare, in caso di insuccesso, sarà la sua stessa vita. Ma portare a termine quel compito mantenendo la nuova identità potrebbe esporla a un rischio ben più alto. Come in un meraviglioso dipinto privato degli strati di vernice, emergerà qualcosa di completamente inaspettato. Una verità sul suo passato che nemmeno Judith osa ricordare…

La danza dell’orologio, scritto da Anne Tyler, edizione Guanda, genere narrativa, data uscita 18/10/18.
Willa Drake ha speso la vita nel tentativo di essere una donna affidabile, ragionevole, accomodante. L’esatto contrario di quella madre volubile, dal carattere impetuoso, che con i suoi umori violenti ha turbato la serenità della sua infanzia. Per questo ha acconsentito a un matrimonio forse precipitoso, finendo per rinunciare alle sue aspirazioni accademiche; per questo ha cercato di essere sempre comprensiva con i figli e di perdonare al marito la colpa più imperdonabile, quella di averla lasciata vedova. Troppo spesso, insomma, Willa ha permesso a qualcun altro di scegliere al suo posto. Fino a un pomeriggio di metà luglio come tanti, in cui una telefonata la sorprende mentre sta riordinando le sue fasce per capelli. Una telefonata da Baltimora, dove vive il suo figlio maggiore. Non è lui a cercarla: è una donna sconosciuta, che però è convinta di sapere molto di lei e, soprattutto, di avere urgente bisogno del suo aiuto. Senza dissipare l’equivoco, Willa decide impulsivamente di partire, nonostante la perplessità del secondo marito, che vorrebbe trattenerla. Willa si troverà a badare a una bambina di nove anni che non è sua nipote, ma un po’ lo diventerà; a portare a spasso un cane che da subito le obbedisce; a inserirsi nelle dinamiche di una comunità che non è la sua, ma forse potrebbe esserlo. Perché forse per Willa è arrivato il momento di aprirsi a nuovi legami, di scegliere stavolta la propria famiglia, per ricominciare.

La stanza della tessitrice, scritto da Cristina Caboni, pubblicato da Garzanti, genere narrativa, data uscita 18/10/18.
Bellagio è il luogo dove Camilla si è rifugiata per iniziare una nuova vita. Solo qui è libera di realizzare i suoi abiti capaci di infondere coraggio, creazioni che sono ben più di qualcosa da indossare e mostrare. Ma ora è costretta ad abbandonare tutto perché Marianne, la donna che l’ha cresciuta come una madre, ha bisogno del suo sostegno. È lei a mostrarle il contenuto di un antico baule, un abito che nasconde un segreto: vicino alle cuciture interne c’è un piccolo sacchetto che custodisce una frase di augurio per una vita felice. È l’unico indizio che Marianne possiede per ritrovare la sorella. Camilla non ha mai visto nulla di simile, ma conosce la leggenda di Maribelle, una stilista che, all’epoca della seconda guerra mondiale, era famosa come «Tessitrice di sogni». Nei suoi capi erano nascosti i desideri e le speranze delle donne che li portavano. Maribelle è una figura che la affascina da sempre: si dice che sia morta nell’incendio del suo atelier parigino, circondata dalle sue creazioni. Camilla non sa quale sia il legame tra Maribelle e la sorella che Marianne vuole ritrovare. Ma sa che è disposta a fare di tutto per scoprirlo. Sente che la sua intuizione è giusta: Parigi è il luogo da dove iniziare le ricerche; stoffe, tessuti e bozzetti la strada da seguire. Una strada tortuosa, come complesso è ogni filo di una trama che viene da lontano. Perché i misteri da svelare sono a ogni angolo. Perché Maribelle ha lottato per affermare le proprie idee. Perché seguirne le orme significa per Camilla scavare dentro sé stessa, dove batte un cuore che anche l’ago più acuminato non può scalfire.

La collezionista di meraviglie, scritto da Valentina Cebeni, pubblicato da Garzanti, genere narrativa, data uscita 20/10/18.
Dafne è solo una bambina quando, in un vecchio baule di casa, trova una spazzola d’argento. E così brillante che non riesce a distogliere lo sguardo. Quando la prende in mano le appare una donna che, seduta davanti a uno specchio, si spazzola la lunga chioma bruna. E così che scopre di avere un dono straordinario: le basta sfiorare oggetti antichi per vedere la storia dei loro proprietari. Da allora sono passati anni, in cui ha cercato di ignorare questa capacità, che le parla di un passato che ha fatto di tutto per dimenticare. Ma ora che la sua vita non la soddisfa più, non può fare finta di niente: deve tornare a Torralta, dove tutto è cominciato. Solo lì potrà sperare in un nuovo inizio. Ad aspettarla c’è la bottega antiquaria di nonno Levante. Appena vi mette piede, si rivede bambina mentre corre tra gli scatoloni ingombri di chincaglierie di ogni genere. E soprattutto ritrova il familiare odore di polvere e vernice. Troppo familiare per non farle venir voglia di riaprire il negozio e riportarlo all’antico splendore. Con l’aiuto dell’amorevole nonna Clelia e di Milan, un insolito collaboratore che ha trovato rifugio proprio nel negozio vuoto, Dafne trasforma la bottega in un ospedale per oggetti dimenticati, dando loro nuova vita. Ma un giorno, tra gli scaffali polverosi, si imbatte in un vecchio orologio da taschino che le parla di una coppia e del loro amore contrastato. Dafne non sa a chi sia appartenuto, né per quale motivo sua nonna ne conservi uno identico. Sente però che, in qualche modo, quell’orologio ha a che fare con la sua famiglia e con il dono che è tornato a farle visita. Per questo, è pronta a scoprire la verità sul mistero che lo avvolge. Perché solo così, ascoltando ciò che il passato ha da dirle, potrà ritrovare se stessa.

Il fantasma di Eymerich, scritto da Valerio Evangelisti, pubblicato da Mondadori, genere fantasy, data uscita 23/10/18.
1378. Evaso dalla prigione in cui il re d’Aragona lo aveva fatto rinchiudere, Eymerich raggiunge Roma, dove papa Gregorio XI ha trasferito la sede pontificia. Gregorio sta morendo, e attorno a lui inizia la contesa che condurrà al Grande Scisma d’Occidente. L’inquisitore si accorge che le risse tra cardinali nascondono dell’altro: un culto pagano bizzarro e dimenticato è risorto dall’oblio e ha contagiato l’alto clero. Solo la proverbiale spietatezza di Eymerich, alle prese con un fantasma che gli è identico, saprà averne ragione. In un’epoca più prossima alla nostra, ma futura, la repubblica di Catalogna è l’unico Stato europeo che si è mantenuto neutrale in un conflitto mondiale devastante. Vi trova rifugio lo scienziato Marcus Frullifer, portatore di teorie capaci di sconvolgere la fisica e la nozione di tempo. Solo che la Catalogna non è lo Stato perfetto che lui crede. Ciò non gli impedisce di costruire l’astronave Malpertuis , mossa da forze psichiche, che appare in Nicolas Eymerich, inquisitore , il primo romanzo del ciclo. In un futuro lontanissimo, l’umanità si sta evolvendo in qualcosa d’altro. Si muove oltre i limiti fisici conosciuti nel passato, e si trova a ridosso del Punto Omega, l’estremo dell’universo teorizzato dal gesuita Teilhard de Chardin e da alcuni scienziati moderni. Un misterioso Magister, di leggendaria memoria, regola l’ultimo sospiro del genere umano. Ma sarà davvero l’ultimo, in un cosmo spiraliforme? Con questo nuovo capitolo della saga, ripresa nel 2017 con Eymerich risorge , Valerio Evangelisti regala un’altra straordinaria avventura all’inquisitore amato dai lettori di tutto il mondo, e si conferma un autentico fuoriclasse del romanzo fantastico.

La vita è un cicles, scritto da Margherita Oggero, pubblicato da Mondadori, genere giallo e mistery, data uscita 23/10/18.
In una gelida mattina d’inverno, nel retro dell’Acapulco’s, uno dei peggiori bar di Torino, viene ritrovato un morto ammazzato. Chi è? Ma soprattutto, chi l’ha fatto fuori, e perché? Massimo, giovane laureato in Lettere che per sbarcare il lunario prepara panini e scongela brioches precotte, non sa nulla di quel cadavere con la faccia spappolata, così come sembra non saperne niente neppure Gervaso detto Gerry, il figlio del padrone del bar, un ragazzotto non proprio sveglio, più interessato a conquistare la bella Sabrina che a fare fatica dietro al bancone…
A dirigere le indagini con la sua squadra c’è il commissario Gianmarco Martinetto, un poliziotto dal carattere ruvido e apparentemente scostante come la sua città, che deve rimboccarsi le maniche per risolvere questo intricato caso in cui le piste investigative si confondono e si sovrappongono. Dietro l’omicidio c’è forse la mano di una misteriosa mafia veneta che ha il controllo della periferia torinese? Oppure è uno spietato regolamento di conti per una faccenda di droga, o prostituzione? E chi è veramente Gilda, femme fatale che fa perdere la testa a Massimo, bravo ragazzo più a suo agio con le versioni di latino che con i sentimenti?
In una girandola di irresistibili colpi di scena e con la sua scrittura densa di humour nero, la straordinaria Margherita Oggero ci regala un giallo dal ritmo serrato in cui come sempre Torino, e non solo i suoi abitanti, ha un ruolo da assoluta protagonista: la Torino delle periferie, della clandestinità, del degrado, della convivenza difficile, dimenticata dalla politica ma teatro di grandissima e mai sopita vitalità.

Rione serra venerdì, scritto da Mariolina Venezia, pubblicato da Einaudi, genere giallo, data uscita 23/10/18.
Il quartiere Serra Venerdì fu progettato per ricollocarvi gli abitanti dei Sassi dopo l’esodo forzato degli anni ’50. Ma le utopie degli urbanisti si sono scontrate con la realtà, e Serra Venerdì è diventata Rione Apache. L’omicidio di una compagna di scuola di Imma, seguito da altri sconcertanti avvenimenti, punta il dito sulle fratture mai sanate di una Storia che sembra passare sempre sulla testa dei più deboli, e di una modernità indossata come un vestito troppo stretto. Ma certe cose, la Tataranni non le sopporta! Con l’immancabile tacco dodici percorre la Basilicata in lungo e in largo per ricostruire un episodio di cui si è perso il ricordo, lasciandosi stregare dai paesaggi e ritrovandosi a fare i conti con i propri lati oscuri. Ma questa volta la dottoressa rischia di perdere quanto ha di più caro. E forse c’è lo zampino del bel maresciallo Calogiuri…

The outsider, scritto da Stephen King, pubblicato da Sperling & Kupfer, genere thriller, data uscita 23/10/18.
«Fatevi un favore, leggete The Outsider.» Associated Press « L’It dell’era Trump notevole e veramente bello. » The AV Club La sera del 10 luglio, davanti al poliziotto che lo interroga, il signor Ritz è visibilmente scosso. Poche ore prima, nel piccolo parco della sua città, Flint City, mentre portava a spasso il cane, si è imbattuto nel cadavere martoriato di un bambino. Un bambino di undici anni. A Flint City ci si conosce tutti e certe cose sono semplicemente impensabili. Così la testimonianza del signor Ritz è solo la prima di molte, che la polizia raccoglie in pochissimo tempo, perché non si può lasciare libero il mostro che ha commesso un delitto tanto orribile. E le indagini scivolano rapidamente verso un uomo e uno solo: Terry Maitland. Testimoni oculari, impronte digitali, gruppo sanguigno, persino il DNA puntano su Terry, il più insospettabile dei cittadini, il gentile professore di inglese, allenatore di baseball dei pulcini, marito e padre esemplare. Ma proprio per questo il detective Ralph Anderson decide di sottoporlo alla gogna pubblica. Il suo arresto spettacolare, allo stadio durante la partita e davanti a tutti, fa notizia e il caso sembra risolto. Solo che Terry Maitland, il 10 luglio, non era in città. E il suo alibi è inoppugnabile: testimoni oculari, impronte, tutto dimostra che il brav’uomo non può essere l’assassino. Per stabilire quale versione della storia sia quella vera non può bastare la ragione. Perché il male ha molte facce. E King le conosce tutte.

Proletkult, scritto da Wu Ming, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 23/10/18.
Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, 1927. Una giovane dall’aspetto androgino si presenta al celebre scienziato e romanziere di fantascienza Alexandr Malinovskij, detto Bogdanov, ex amico di Lenin poi caduto in disgrazia, sostenendo di arrivare da un lontano pianeta, Nacun, dove il socialismo si è pienamente realizzato. Lì sarebbe stata concepita da un’aliena e da un vecchio compagno di Bogdanov, Leonid, di cui si sono perse le tracce. La ragazza dice di essere sulla Terra in missione per conto del suo popolo, e di voler cogliere l’occasione per ritrovare il padre, che i nacuniani hanno prima rapito poi riportato a casa. Lo scienziato la classifica come schizofrenica, ma decide lo stesso di aiutarla a cercare Leonid. Tra mille peripezie, nel classico stile di Wu Ming, la storia condurrà a un finale sorprendente, raccontando nel frattempo quegli anni di scontri e di trasformazione radicale del mondo.

L’angelo di vetro, scritto da Corina Bomann, pubblicato da Giunti, genere narrativa rosa, data uscita 24/10/18.
Una storia incantevole, piena di magia e romanticismo.
È un freddo dicembre del 1895 nel piccolo villaggio di Spiegelberg, ai margini della Foresta sveva, e la giovane Anna spera che l’arrivo del Natale le permetta di vendere le sue meravigliose creazioni di vetro soffiato: angioletti, fiori, animali e cristalli di ghiaccio in ogni sfumatura di colore. Dopo la morte del padre, mastro vetraio, che le ha insegnato tutti i trucchi della sua arte, Anna e costretta a farsi carico della madre malata e della sorella minore, lavorando per un misero salario nel laboratorio del vecchio Philipps e di suo figlio Wenzel. Quando un giorno il ragazzo le chiede di sposarlo, Anna si sente di fronte a un bivio: potrebbe essere la via di uscita da una vita di stenti, eppure, nonostante l’amicizia che la lega a Wenzel, qualcosa dentro di lei si ribella. Il suo sogno e sempre stato viaggiare in paesi lontani e solo l’idea di un’esistenza tranquilla e ritirata le toglie il fiato. Finche una notte uno sconosciuto dagli occhi grigi come le nubi cariche di neve bussa alla sua porta consegnandole una busta chiusa da un sigillo di ceralacca. Una lettera che arriva dall’altra parte del mare e che sta per dischiuderle un mondo da fiaba: al fianco del giovane messaggero, Anna intraprendera un lungo viaggio che la portera fino a Londra, alla corte della regina Vittoria, per decorare con le sue raffinate figure di vetro l’abete della famiglia reale. Ma sara davvero piu vicina alla realizzazione di tutti i suoi sogni?

Dodici rose a Settembre, scritto da Maurizio de Giovanni, pubblicato da Sellerio, genere giallo e mistery, data uscita 25/10/18.
Mina Settembre, il nuovo personaggio di Maurizio de Giovanni, è già apparsa in due raccolte di racconti a tema di questa casa editrice e si è fatto già notare, per la sua simpatia e credibilità, per come affronta il suo lavoro a Napoli, in un territorio in cui gli assistenti sociali sono visti come il fumo negli occhi e sono sempre troppo pochi. In uno strano mese di settembre in una Napoli luminosa e disperata Mina è alle prese con una penosa situazione di degrado sociale, mentre l’ex marito magistrato porta avanti con assoluta riservatezza un’indagine sull’Assassino delle Rose, un pazzo che ammazza gente senza un criterio dopo avergli fatto trovare in casa o sul posto di lavoro una rosa. Quello che Claudio non sa è che anche Mina riceve ogni giorno una rosa. Rossa, come il sangue.

Vite bruciate, scritto da Dominique Manotti, pubblicato da Sellerio, genere giallo e mistery, data uscita 25/10/18.
Noir, reportage, denuncia sociale, così possiamo definire i coraggiosi romanzi di Dominique Manotti, analizzano la società, svelano malaffare e corruzione, spiegano i meccanismi della finanza e del ruolo delle istituzioni europee; ma ‘Vite bruciate’ è soprattutto un magnifico thriller, secco, incalzante, pieno di tensione.

 

 

La tirannia della farfalla, scrtitto da Frank Schatzing, pubblicato da Nord, genere thriller, data uscita 25/10/18.
Sudan del Sud. È la stagione delle piogge: strade impraticabili, fiumi di fango, vento che spezza gli alberi. Ed è la stagione della guerra: ogni giorno i miliziani conquistano nuovi territori, massacrando uomini, donne e bambini. Ma non oggi. Oggi non piove, l’aria è immobile e la nebbia copre la foresta come un sudario. E, oggi, l’unità guidata dal maggiore Agok è pronta ad attaccare. Poi una vibrazione rompe il silenzio. È come la somma di migliaia di presenze, un muro di suono in movimento. Agok non vede nulla, finché qualcosa non si conficca nel tronco del baobab accanto al suo viso. Qualcosa che lo guarda. Ed è la fine.
Sierra County, California. Non è stato un incidente. Di questo lo sceriffo Luther Opoku è certo. L’auto abbandonata contro un albero, le impronte di un uomo sul terreno, il cadavere della donna nel crepaccio: tutto indica che si è trattato di un omicidio. La vittima lavorava lì vicino, nell’inquietante, inaccessibile centro di ricerca di proprietà della Nordvisk, un gigante dell’innovazione tecnologica. Incastrata tra i sedili della macchina, poi, Luther scova una chiavetta USB, da cui riesce a recuperare alcuni video. In uno si vede un hangar enorme, attraversato da quello che sembra un ponte sospeso nel nulla. L’intuito suggerisce a Luther che lì si devono concentrare le indagini. Ma attraversare quel ponte significherà inoltrarsi in un autentico labirinto e accettare una sfida all’esistenza dell’umanità come noi la conosciamo…
Dopo averci portato nelle profondità degli oceani col Quinto giorno e oltre i confini della Terra con Limit, Frank Schätzing ci conduce là dove le nostre migliori intenzioni precipitano nell’inferno dell’ambizione più sfrenata, mostrandoci le conseguenze più devastanti e imprevedibili del nostro ingegno.

Finché morte non sopraggiunga, scritto da Amos Oz, pubblicato da Feltrinelli, data uscita 25/10/18.
Fino alla morte è composto da due romanzi brevi uniti da un filo tematico e dall’estro di un autore che ha una straor­dinaria confidenza con questo genere letterario e sa dargli una grandezza tutta particolare. Benché situati in due momenti storici molto diversi – “Fino alla morte” è ambientato nel 1096, mentre “Amore tardivo” si svolge nella Tel Aviv degli anni settanta –, questi due romanzi sono entrambi ispirati da un senso di tragedia che incombe sulla terra d’Israele, di ieri così come di oggi. Corale è la prima novella, che racconta l’avvicinarsi della Prima Crociata; profondamente individuale la seconda, che ha per protagonista un anziano e solitario professore di Tel Aviv.

Ricordi dormienti, scritto da Patrick Modiano, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 30/10/18.
Il passato di un uomo prende la forma di sei donne incontrate e poi perdute nei primi anni Sessanta. Sei spettri della giovinezza evocati a tormentare una vita adulta. La prima e la seconda erano amiche di famiglia, hanno ormai contorni incerti e sfumati; sono state la sua ribellione al conformismo delle proprie origini. La terza è la più affascinante di tutte, Geneviève Dalame, “la sonnambula”. Lo introduce a un circolo esoterico e con il suo incedere che pare indifferente a tutto sconvolge il suo mondo. E infine l’ultima, di cui non vuole nemmeno dire il nome. L’ha vista sparare a un uomo a una festa ed è diventato suo complice, coprendone la fuga; e vent’anni dopo, vissuti con la paura di essere scoperto, l’ha incrociata di nuovo, per caso, come accade sempre nelle nostre esistenze…

L’istante perfetto, scritto da Jay Asher, pubblicato da Mondadori, genere narrativa per ragazzi, data uscita 30/10/18.
Da quasi trent’anni la famiglia di Sierra coltiva “alberi di Natale” in un grande vivaio dell’Oregon. E ogni inverno si trasferisce per un mese in California per venderli. Sierra vive perciò due vite: una in Oregon e l’altra in California, ma solo per il periodo natalizio. Finché si trova lì si è ripromessa di non legarsi a nessun ragazzo, perché sarebbe doloroso poi, dopo solo un mese, doverlo lasciare. Ma quando incontra Caleb, tutto cambia. Certo, da quel che si dice in giro, non è proprio il fidanzato ideale. Pare infatti che, anni prima, abbia commesso un errore enorme, del quale sta continuando a pagare le conseguenze, fatte di ostilità, pregiudizi e isolamento. Ma a Sierra tutto questo non interessa. Anche se migliaia di pensieri le ronzano in testa minacciando di distoglierla dal momento magico che sta vivendo, forse vale la pena di chiudere gli occhi, lasciarsi andare e mandare al diavolo la logica. Dopo tutto, la logica non sa quello che desideri e che quello che conta, alla fine, è l’amore. Vero, puro, necessario. Come il loro.

Una vita sottile, scritto da Chiara Gamberale, pubblicato da Feltrinelli, genere narrativa, data uscita 31/10/18.
C’è un’adolescenza “spensierata e forse banale e forse scontata”, e poi c’è la malattia che all’improvviso divora tutto. Alla fine di quello smarrimento, Chiara – la protagonista di questo romanzo, il primo di Chiara Gamberale, che dell’autrice porta il nome e il cognome – sente che per riemergere, per ritrovare il filo dell’identità, non deve insistere a guardare in faccia il buio, ma deve rivolgere lo sguardo alle persone che la circondano. Perché non ci esauriamo nel nostro dolore, anzi: forse la nostra vera essenza continua ad agitarsi ai bordi del dolore, che nel caso di Chiara è quello di una terribile forma di anoressia e bulimia, “un dolore lungo e magro, in bianco e nero”. Così, è un teatro dell’assurdo quello in cui subito il lettore entra all’urlo di “bisogna essere intensi”, una girandola di sogni, amicizie, paure, buio che fa capolino da una sensibilità spiccatissima. Chiara appare attraverso i legami con gli altri, che sia la scrittura dei diciotto diarietti riempiti insieme a Cinzia sui banchi di scuola o l’amicizia quasi d’amore con Emiliano, che sia la professoressa Ricca del liceo Socrate, che giocava con le parole e ha insegnato a Chiara a farlo, oppure il cane Jonathan, a cui “importa solo che io sia e ci sia”. Gli anni dell’adolescenza scorrono attraverso una scrittura che, com’è stato immediatamente notato dai recensori, “è ariosa, delicata, penetrante, toccata dalla grazia della leggerezza”, ma nello stesso tempo rivela in controluce tutta la sofferenza, la fatica di vivere che riempie ogni storia di senso e di gratitudine. Chiara Gamberale esordisce a vent’anni con un romanzo accolto con entusiasmo da pubblico e critica, dove i lettori possono scoprire già molto dei libri che l’autrice darà successivamente alla luce: il continuo rimando all’autobiografismo – “attingo a piene mani dal circostante” –, la scrittura viva, duttile nel mescolare alto e basso, la capacità di creare un dialogo espressivo e duraturo con i lettori.

L’assemblea dei morti, scritto da Tomás Bárbulo, edito da Marsilio, genere giallo, data uscita.
El Guapo e i suoi compari sono quattro infami canaglie, un gruppo di derelitti schiacciati dalla crisi economica, con lavori sottopagati e una montagna di debiti. Non c’è da stupirsi che gli brillino gli occhi quando un losco commerciante di gioielli francese, ben introdotto nel jet-set internazionale, offre loro l’occasione della vita: una rapina in una banca di Marrakech nei giorni della fiera dell’oreficeria. La posta in gioco è di due milioni di euro. E per averli basta arrivare in Marocco, strisciare un pochino nelle fogne, e magari sudare per un paio d’ore. Poi sarà fatta. Per mimetizzarsi tra i turisti, meglio portare con sé – a bordo del pulmino bianco con cui viaggiano da Madrid a Gibilterra e poi oltre lo Stretto – anche mogli e fidanzate. Il committente ha organizzato una spalla, un misterioso arabo sahariano che non apre mai bocca e che rimarrà con loro fino a destinazione. Presto però cominciano i guai: una serie di imprevisti mette a rischio quello che doveva essere un lavoro rapido e pulito, e che in realtà sembra nascondere ben altri scopi.

Elenco novità libri in ordine alfabetico usciti a Ottobre 2018:

Amiche sorelle, scritto da Lesley Lokko, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 02/10/18.
Buonanotte a te, scritto da Roberto Emanuelli, pubblicato da Rizzoli, data uscita 16/10/18.
Bontà, scritto da Walter Siti, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 09/10/18.
C’è sempre un lieto fine, scritto da Charlotte Lucas, pubblicato da Garzanti, genere narrativa, data uscita 04/10/18.
Cash. Storia di un campione, scritto da Kekko Silvestre, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 09/10/18.
Destino, scritto da Raffaella Romagnolo, pubblicato da Rizzoli, genere narrativa, data uscita 02/10/18.
Dipende cosa intendi per cattivo, scritto da Gaia Rayneri, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 02/10/18.
Dodici rose a Settembre, scritto da Maurizio de Giovanni, pubblicato da Sellerio, genere giallo e mistery, data uscita 25/10/18.
Fate il vostro gioco, scritto da Antonio Manzini, pubblicato da Sellerio, genere giallo e mistery, data uscita 11/10/18.
Giorni senza fine, scritto da Sebastian Barry, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 02/10/18.
Finché morte non sopraggiunga, scritto da Amos Oz, pubblicato da Feltrinelli, data uscita 25/10/18.
Il castello tra le nuvole, scritto da Kerstin Gier, pubblicato da Corbaccio, genere fantasy per ragazzi, data uscita 04/10/18.
Il diario segreto del cuore, scritto da Francesco Recami, pubblicato da Sellerio, genere narrativa, data uscita 18/10/18.
Il fantasma di Eymerich, scritto da Valerio Evangelisti, pubblicato da Mondadori, genere fantasy, data uscita 23/10/18.
Il giro dell’oca, scritto da Erri De Luca, pubblicato da Feltrinelli, genere narrativa, data uscita 04/10/18.
Il ladro gentiluomo, scritto da Alessia Gazzola, pubblicato da Longanesi, genere giallo e mistery, data uscita 15/10/18.
Il matrimonio delle bugie, scritto da Kimberly Belle, pubblicato da Newton Compton, genere thriller, data uscita 04/10/18.
Il mio nome e il suo, scritto da Rhiannon Navin, pubblicato da Ponte alle Grazie, genere narrativa, data uscita 04/10/18.
Il nostro giorno migliore, scritto da Gayle Forman, pubblicato da Mondadori, genere narrativa per ragazzi, data uscita 02/10/18.
Il ponte d’argilla, scritto da Markus Zusak, pubblicato da Frassinelli, genere narrativa, data uscita 09/10/18.
Il potere. Titan series. 2, scritto da by Jennifer L. Armentrout, pubblicato da HarperCollins, genere gotico per ragazzi, data uscita 04/10/18.
Il rumore del mondo, scritto da Benedetta Cibrario, pubblicato da Mondadori, genere romanzo storico, data uscita 02/10/18.
In fuga da te. Wicked. 3, scritto da Jennifer L. Armentrout, pubblicato da Nord, genere narrativa rosa, data uscita 04/10/18.
L’acquaiola, scritto da Carla Maria Russo, pubblicato da Piemme, genere narrativa, data uscita 02/10/18.
L’angelo di vetro, scritto da Corina Bomann, pubblicato da Giunti, genere narrativa rosa, data uscita 24/10/18.
L’arte di perdere, scritto da Alice Zeniter, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 09/10/18.
L’assassinio del Commendatore. Libro primo, scritto da Haruki Murakami, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 16/10/18.
L’assemblea dei morti, scritto da Tomás Bárbulo, edito da Marsilio, genere giallo, data uscita.
L’istante perfetto, scritto da Jay Asher, pubblicato da Mondadori, genere narrativa per ragazzi, data uscita 30/10/18.
La collezionista di meraviglie, scritto da Valentina Cebeni, pubblicato da Garzanti, genere narrativa, data uscita 20/10/18.
La custode dei profumi perduti, scritto da Fiona Valpy, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa, data uscita 04/10/18.
La danza dell’orologio, scritto da Anne Tyler, edizione Guanda, genere narrativa, data uscita 18/10/18.
La doppia madre, scritto da Michel Bussi, pubblicato da EO, genere thriller, data uscita 03/10/18.
La lupa, scritto da Piernicola Silvis, pubblicato da SEM, genere thriller, data uscita 04/10/18.
La notte non vuole venire, scritto da Alessio Arena, pubblicato da Fandango, genere narrativa, data uscita 04/10/18.
La stanza della tessitrice, scritto da Cristina Caboni, pubblicato da Garzanti, genere narrativa, data uscita 18/10/18.
La tirannia della farfalla, scrtitto da Frank Schatzing, pubblicato da Nord, genere thriller, data uscita 25/10/18.
La vita è un cicles, scritto da Margherita Oggero, pubblicato da Mondadori, genere giallo e mistery, data uscita 23/10/18.
Le invisibili furie del cuore, scritto da John Boyne, pubblicato da Rizzoli, genere narrativa, data uscita 02/10/18.
Le rughe del sorriso, scritto da Carmine Abate, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 16/10/18.
Leone, scritto da Paola Mastrocola, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 16/10/18.
Mac il gatto rubacuori, scritto da Melinda Metz, pubblicato da Sperling & Kupfer, genere narrativa rosa, data uscita 02/10/18.
Matrigna, scritto da Teresa Ciabatti, pubblicato da Solferino, genere narrativa, data uscita 11/10/18.
Miliardario a cinque stelle, scritto da Tash Aw, pubblicato da Fazi, genere narrativa, data uscita 04/10/18.
Mio fratello, scritto da Daniel Pennac, pubblicato da Feltrinelli, genere saggistica, data uscita 18/10/18.
No exit, scritto da Taylor Adams, pubblicato da DeA Planeta, genere Thriller, data uscita 09/10/18.
Pactum salis, scritto da Olivier Bourdeaut, pubblicato da Neri Pozza, genere narrativa, data uscita 04/10/18.
Palm desert, scritto da Don Winslow, pubblicato da Einaudi, genere giallo e mistery, data uscita 16/10/18.
Proletkult, scritto da Wu Ming, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 23/10/18.
Ricordi dormienti, scritto da Patrick Modiano, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 30/10/18.
Rione serra venerdì, scritto da Mariolina Venezia, pubblicato da Einaudi, genere giallo, data uscita 23/10/18.
Sei ancora qui, scritto da Daniel Waters, pubblicato da Sperling & Kupfer, genere thriller, data uscita 02/10/18.
So che un giorno tornerai, scritto da Luca Bianchini, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 02/10/18.
Stella di mare, scritto da Giulio Macaione, pubblicato da Bao, genere Graphic Novel, data uscita 04/10/18.
The Game, scritto da Alessandro Baricco, pubblicato da Einaudi, genere saggistica, data uscita 02/10/18.
The outsider, scritto da Stephen King, pubblicato da Sperling & Kupfer, genere thriller, data uscita 23/10/18.
Ultima, scritto da Lisa Hilton, pubblicato da Longaresi, genere narrativa, data uscita 18/10/18.
Un marito fedele, scritto da Anna Ekberg, pubbicato da Nord, genere thriller, data uscita 18/10/18.
Una vita sottile, scritto da Chiara Gamberale, pubblicato da Feltrinelli, genere narrativa, data uscita 31/10/18.
Vite bruciate, scritto da Dominique Manotti, pubblicato da Sellerio, genere giallo e mistery, data uscita 25/10/18.

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La classifica dei libri più venduti – 08 Ottobre 2018 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-08-ottobre-2018.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-08-ottobre-2018.html#respond Sun, 07 Oct 2018 22:10:57 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=44293 Buona settimana a tutti! “Questa è la parte più bella di tutta la letteratura: scoprire che i tuoi desideri sono desideri universali, che non sei solo o isolato da nessuno. Tu appartieni”. (Francis Scott Fitzgerald)     La classifica dei libri più venduti della settimana si presenta con tre nuove entrate. Scopriamola: 1. Entra in classifica direttamente [...]

Leggi l'articolo La classifica dei libri più venduti – 08 Ottobre 2018 in versione completa su Pausa Caffè.

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Buona settimana a tutti!

“Questa è la parte più bella di tutta la letteratura: scoprire che i tuoi desideri sono desideri universali, che non sei solo o isolato da nessuno. Tu appartieni”.
(Francis Scott Fitzgerald)

 

 

La classifica dei libri più venduti della settimana si presenta con tre nuove entrate. Scopriamola:

1.
Entra in classifica direttamente in prima posizione Un capitano di Francesco Totti e Paolo Condò.
L’infanzia in via Vetulonia, i primi calci al pallone, la timidezza e la paura del buio, la vita di quartiere in una Roma che forse non esiste più. Gli amici che resteranno gli stessi per tutta la vita. Gli allenamenti a cui la mamma lo accompagnava in 126, asciugandogli i capelli con i bocchettoni in inverno. L’esordio in Serie A a 16 anni in un pomeriggio di marzo del 1993 a Brescia, con i pantaloni della tuta che al momento di entrare in campo si impigliano nei tacchetti; il primo derby, il primo gol, il rischio di essere ceduto alla Sampdoria prima ancora che la sua favola in giallorosso possa cominciare. E poi la gloria: caso più unico che raro di profeta in patria, venticinque anni con la stessa maglia, capitano per sempre, un palmares che annovera un epico Scudetto, due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane, oltre ovviamente al Mondiale 2006 conquistato da protagonista con la Nazionale. E ancora il matrimonio da sogno con Ilary Blasi, la vita mondana attraversata sempre con leggerezza, con autoironia, con il sorriso grato di chi ha ricevuto in dono un talento straordinario e la possibilità di divertirsi facendo ciò che più ama: giocare a pallone. Con l’espressione eternamente stupita del ragazzo che una città ha eletto a simbolo e condottiero, oggetto di un amore senza uguali. Fino al giorno del ritiro dal calcio giocato, e di un addio che ha emozionato non solo i tifosi romanisti ma gli sportivi italiani tutti. Perché Totti è la Roma, ma è anche un pezzo della vita di ognuno di noi.

2.
Anche la seconda nuova entrata si piazza sul podio in seconda posizione, Suite 405 di Sveva Casati Modignani.
Un’auto di lusso sfreccia nella notte lungo l’autostrada che collega Roma a Milano. A bordo c’è il conte Lamberto Rissotto, che possiede un’importante industria metallurgica e la dirige con sapienza, nonostante le difficoltà legate alla crisi economica del Paese. L’uomo ha fretta di rincasare per chiudere immediatamente ogni rapporto con la bellissima moglie Armanda, perché ha appena scoperto la sua ultima imbarazzante follia. A mitigare la cupezza del suo stato d’animo c’è il recente ricordo del fuggevole incontro con una sconosciuta «molto giovane, molto bella, di gran classe» che si è stupidamente lasciato sfuggire. Nella notte, un altro uomo viaggia lungo la stessa autostrada da Sud a Nord, solo, sulla sua utilitaria impolverata: è Giovanni Rancati, sindacalista. Ha percorso chilometri per incontrare gli operai che tanto ama, per condividerne le preoccupazioni e difenderne il futuro. A Milano l’attende la sua compagna, Bruna, che fa la parrucchiera e dopo anni di sacrifici è riuscita ad aprire un negozio tutto suo. Insieme vivono in un quartiere popolare, uno di quelli in cui le case di ringhiera mettono in piazza gioie e dolori di ognuno, una realtà in cui si fatica ad arrivare a fine mese e un sogno può costare i risparmi di una vita. Lamberto e Giovanni rappresentano due mondi opposti e lontani, ma le loro strade finiranno per incrociarsi, un po’ per necessità e un po’ per caso. Dal loro incontro nasce un avvincente intreccio di destini in cui si rispecchia l’Italia di oggi, ancora divisa da contraddizioni e lotte sociali, ma unita da un profondo e assoluto bisogno di giustizia e amore.

3.
Resta sul podio, ma scende in terza posizione M. Il figlio del secolo di Antonio Scurati.
Lui è come una bestia: sente il tempo che viene. Lo fiuta. E quel che fiuta è un’Italia sfinita, stanca della “casta” politica, dei moderati, del buonsenso. Allora lui si mette a capo degli irregolari, dei cialtroni, dei delinquenti, degli avventurieri, degli incendiari e anche dei “puri”, che sono i più feroci e i più fessi. Da un rapporto di Pubblica Sicurezza del 1919 lui invece è descritto come un uomo «intelligente, di forte costituzione, benché sifilitico, sensuale, emotivo, audace, facile alle pronte simpatie e antipatie, ambiziosissimo, al fondo sentimentale». Lui: Benito Mussolini, ex leader socialista cacciato dal partito, agitatore politico indefesso e direttore di un piccolo giornale di opposizione, è un personaggio da romanzo. Sarebbe un personaggio da romanzo, se non fosse l’uomo che più d’ogni altro ha marchiato a sangue la realtà, il corpo dell’Italia, nella storia e nella cronaca, nella tragedia e nella farsa. E infatti la saggistica ha finora dissezionato ogni aspetto della vita di Mussolini. Nessuno però aveva mai trattato la parabola politica, umana, esistenziale di Mussolini e del fascismo come se si trattasse di un romanzo. Un romanzo in cui d’inventato non c’è assolutamente nulla. Un’opera che ci conduce a rivivere passo per passo il ventennio che ha cambiato per sempre la nostra storia.

4.
Scende in quarta posizione Le assaggiatrici di Rosella Postorino, la vinvitrice del Premio Campiello 2018, che ispirandosi alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf) racconta la vicenda eccezionale di una donna in trappola, fragile di fronte alla violenza della storia, forte dei desideri della giovinezza.
La prima volta in cui Rosa Sauer entra nella stanza in cui dovrà consumare i suoi prossimi pasti è affamata. «Da anni avevamo fame e paura», dice. Siamo nell’autunno del 1943, a Gross-Partsch, un villaggio molto vicino alla Tana del Lupo, il nascondiglio di Hitler. Ha ventisei anni, Rosa, ed è arrivata da Berlino una settimana prima, ospite dei genitori di suo marito Gregor, che combatte sul fronte russo. Le SS posano sotto ai suoi occhi un piatto squisito: «mangiate» dicono, e la fame ha la meglio sulla paura, la paura stessa diventa fame. Dopo aver terminato il pasto, però, lei e le altre assaggiatrici devono restare per un’ora sotto osservazione in caserma, cavie di cui le SS studiano le reazioni per accertarsi che il cibo da servire a Hitler non sia avvelenato.

5.
L’amica genialeAl quinto posto L’amica geniale di Elena Ferrante, forse anche grazia alla fiction che tra poco andrà in onda sulla Rai TV.
Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava intanto nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati…

6.
Va giù in sesta posizione  Ora dimmi di te. Lettera a Matilda di Andrea Camilleri.
Che cosa rimarrà di noi nella memoria di chi ci ha voluto bene? Come verrà raccontata la nostra vita ai nipoti che verranno? Andrea Camilleri sta scrivendo quando la pronipote Matilda si intrufola a giocare sotto il tavolo, e lui pensa che non vuole che siano altri – quando lei sarà grande – a raccontarle di lui. Così nasce questa lettera, che ripercorre una vita intera con l’intelligenza del cuore: illuminando i momenti in base al peso che hanno avuto nel rendere Camilleri l’uomo che tutti amiamo. Uno spettacolo teatrale alla presenza del gerarca Pavolini e una strage di mafia a Porto Empedocle, una straordinaria lezione di regia all’Accademia Silvio D’Amico e le parole di un vecchio attore dopo le prove, l’incontro con la moglie Rosetta e quello con Elvira Sellerio… Ogni episodio è un modo per parlare di ciò che rende la vita degna di essere vissuta: le radici, l’amore, gli amici, la politica, la letteratura. Con il coraggio di raccontare gli errori e le disillusioni, con la commozione di un bisnonno che può solo immaginare il futuro e consegnare alla nipote la lanterna preziosa del dubbio.

7.
Il vincitore del Premio Strega 2018  scende al settimo posto, La ragazza con la Leica di Helena Janeczek.
1° agosto 1937, una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa morta su un campo di battaglia che proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto. È stato lui a insegnarle l’uso della Leica e poi sono partiti assieme per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa. Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto nei tempi più duri a Parigi, dopo che entrambe erano fuggite dalla Germania. Willy Chardack, che s’accontenta del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli aveva preferito Georg Kuritzkes, che ora combatte nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda Taro rimarrà una presenza più forte e viva dell’eroina antifascista celebrata dai discorsi funebri. Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà, erano scintille capaci di riaccendersi a distanza di decenni. Basta che Willy e Georg si risentano per tutt’altro motivo. La telefonata intercontinentale avvia un romanzo caleidoscopico, incardinato sulle fonti originali, di cui Gerda Taro è il cuore attivo.

8.
Un’altra nuova entrata in ottava posizione, Ciao, mi chiamo Luis di Luis Sal.
«Ho scritto un libro perché era impossibile stampare un video.» Arriva in libreria uno dei volti più popolari e creativi del web. “Ciao mi chiamo Luis” è un libro molto serio. Ma non permaloso. “Ciao mi chiamo Luis” è un libro divertente. Autoironico. “Ciao, mi chiamo Luis” è dedicato a chi vuole trovare nuove idee e l’entusiasmo per realizzarle. “Ciao, mi chiamo Luis” ti mostra come allenarti in palestra e come preparare il vero ragù alla bolognese. “Ciao, mi chiamo Luis” parla di sesso. “Ciao, mi chiamo Luis” ti spiega cos’è il Luismo e come convertirti subito a questa nuova filosofia. “Ciao, mi chiamo Luis” ti insegna a disegnarti e a realizzare un perfetto autoritratto. “Ciao, mi chiamo Luis” ti dice che è bello perdersi, finire nell’ignoto, uscire dalla zona di comfort. E che non devi raccontarti troppe storie e troppi alibi: “C’è sempre il tempo per fare tutto, piccolo trovatore di scuse”. “Ciao, mi chiamo Luis” è un libro per cuori intraprendenti. “Ciao, mi chiamo Luis” è un libro per tipi molto timidi. “Ciao, mi chiamo Luis” è il primo – e fin qui unico – libro di Luis Sal.

9.
Sale di un gradino e va al nono posto, Peccato mortale. Un’indagine del commissario De Luca di Carlo Lucarelli.
C’è una macchia nel passato del commissario De Luca, qualcosa che lo ha reso ricattabile e lo ha costretto, da li in poi, a rincorrere sé stesso. È il suo peccato mortale. Quello tra il 25 luglio e l’8 settembre del 1943 è un periodo strano, allucinato. L’Italia si sveglia una mattina senza più il fascismo e praticamente la mattina dopo con i tedeschi in casa. Proprio nel caos di quei giorni De Luca, in forza alla polizia criminale di Bologna, si trova a indagare su un corpo senza testa. Semplice, perché in fondo si tratta di un omicidio, un lavoro da cane da caccia: chilometri a vuoto, piste da seguire e qualche cazzotto da mettere in conto se ficchi il naso dove non dovresti. Complicato, perché la vicenda assume presto risvolti politici che, date le circostanze, diventano molto pericolosi. Comunque sia il caso, è nella natura di De Luca, va risolto. Sempre. Anche a costo di accettare un compromesso.

10.
Precipita al decimo posto Giuro che non avrò più fame. L’Italia della Ricostruzione di Aldo Cazzullo.
Il primo film che le nostre nonne e le nostre madri andarono a vedere dopo la guerra fu “Via col vento”. Molte si identificarono in una scena: Rossella torna nella sua fattoria, la trova distrutta, e siccome non mangia da giorni strappa una piantina, ne rosicchia le radici, la leva al cielo e grida: «Giuro che non soffrirò mai più la fame!». Quel giuramento collettivo fu ripetuto da milioni di italiane e di italiani. Fu così che settant’anni fa venne ricostruito un Paese distrutto. Come scrive Aldo Cazzullo, «avevamo 16 milioni di mine inesplose nei campi. Oggi abbiamo in tasca 65 milioni di telefonini, più di uno a testa, record mondiale. Solo un italiano su 50 possedeva un’automobile. Oggi sono 37 milioni, oltre uno su due. Eppure eravamo più felici di adesso». Ora l’Italia è di nuovo un Paese da ricostruire. La lunga crisi ha fatto i danni di una guerra. Per questo dovremmo ritrovare l’energia e la fiducia in noi stessi di cui siamo stati capaci allora. Cazzullo racconta l’anno-chiave della Ricostruzione, il 1948. Lo scontro del 18 aprile tra democristiani e comunisti. L’attentato a Togliatti e l’insurrezione che seguì. La vittoria al Tour di Bartali e l’era dei campioni poveri: Coppi e il Grande Torino, cui restava un anno di vita. Le figure dei Ricostruttori, da Valletta a Mattei, da Olivetti a Einaudi. Il ruolo fondamentale delle donne, da Lina Merlin, che si batte contro le case chiuse, ad Anna Magnani, che porta al cinema la vita vera. L’epoca della rivista: Wanda Osiris e Totò, Macario e Govi, il giovane Sordi e Nilla Pizzi. Ma i veri protagonisti del libro sono le nostre madri e i nostri padri. La loro straordinaria capacità di lavorare e anche di tornare a ridere. Il racconto di un tempo in cui a Natale si regalavano i mandarini, ci si spostava in bicicletta, la sera si ascoltava tutti insieme la radio; e intanto si faceva dell’Italia un Paese moderno.

I NatiOggi letterari della settimana:

Eugenio Montale (12 ottobre 1896 – 12 settembre 1981), un grande personaggio delle letteratura, poeta, giornalista, traduttore, critico musicale e scrittore italiano, premio Nobel per la letteratura nel 1975

Fonte IBUK
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal 24 al 30 settembre 2018)

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Giornata mondiale degli insegnanti 2018 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/giornata-mondiale-degli-insegnanti-2018.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/giornata-mondiale-degli-insegnanti-2018.html#respond Fri, 05 Oct 2018 13:02:42 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=44250 Ogni 5 ottobre, si celebra la Giornata Mondiale degli Insegnanti istituita dall’ Unesco nel 1994 per segnalare a governi e opinione pubblica la necessità di valorizzare il ruolo dell’insegnante nel percorso di formazione, educazione e guida delle nuove generazioni. L’istruzione è un diritto umano e gli insegnanti, tutti i giorni, portano in aula la grande responsabilità di [...]

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Ogni 5 ottobre, si celebra la Giornata Mondiale degli Insegnanti istituita dall’ Unesco nel 1994 per segnalare a governi e opinione pubblica la necessità di valorizzare il ruolo dell’insegnante nel percorso di formazione, educazione e guida delle nuove generazioni.
L’istruzione è un diritto umano e gli insegnanti, tutti i giorni, portano in aula la grande responsabilità di educare le generazioni future alla costruzione di una società basata sullo sviluppo sostenibile, la pace, la democrazia, i diritti umani e l’uguaglianza.

Il tema che l’Unesco ha proposto alla riflessione per il 2018 è “Il diritto all’educazione significa il diritto ad un insegnante qualificato”, gli insegnanti vengono riconosciuti come soggetti chiave per l’attuazione dell’Agenda 2030 sull’educazione. Il loro impegno infatti è fondamentale per fornire  un’educazione di qualità, equa ed inclusiva e opportunità di apprendimento per tutti, con l’obiettivo di incrementare il livello di alfabetizzazione globale e ridurre l’abbandono scolastico precoce,  contribuendo a migliorare la vita delle persone e a raggiungere lo sviluppo sostenibile.

Un ruolo bistrattato, nonostante le intenzioni del governo che, nel presentare la riforma della scuola, assicurava che avrebbe rimesso l’insegnante al centro del mondo dell’educazione.
Per realizzare un modello di società migliore e garantire un futuro alle nuove generazioni, è fondamentale il contributo apportato dagli insegnanti, la cui figura deve dunque recuperare quella centralità e quella dignità professionale purtroppo offuscate da politiche miopi che hanno considerato la scuola solo come voce di spesa e non come investimento.

Ricordare anche i precari che con speranza, attesa, sacrificio, frustrazione rincorrono un futuro più stabile e decoroso, in cui poter finalmente vivere il proprio diritto alla famiglia e un pensiero anche a tutti gli insegnati di ruolo, da più 25 anni lontani da casa che non posso più chiedere il trasferimento per riavvicinarsi a casa, per i quali, con le nuove leggi, si è spenta anche la speranza di poter un giorno vivere vicini alla famiglia, persone di una certa età rimasti spesso soli in città che non gli appartengono.

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La classifica dei libri più venduti – 01 Ottobre 2018 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-01-ottobre-2018.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-01-ottobre-2018.html#comments Mon, 01 Oct 2018 13:49:22 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=44164 Buona settimana e buon Ottobre a tutti! “Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.” (Virginia Woolf)         La classifica dei libri più venduti della settimana ci regala due nuove entrate. Scopriamola: 1. Resta in prima posizione M. Il figlio del secolo di Antonio Scurati. Lui è come una bestia: sente il tempo che viene. [...]

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Buona settimana e buon Ottobre a tutti!

“Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.”
(Virginia Woolf)

 

 

 

 

La classifica dei libri più venduti della settimana ci regala due nuove entrate. Scopriamola:

1.
Resta in prima posizione M. Il figlio del secolo di Antonio Scurati.
Lui è come una bestia: sente il tempo che viene. Lo fiuta. E quel che fiuta è un’Italia sfinita, stanca della “casta” politica, dei moderati, del buonsenso. Allora lui si mette a capo degli irregolari, dei cialtroni, dei delinquenti, degli avventurieri, degli incendiari e anche dei “puri”, che sono i più feroci e i più fessi. Da un rapporto di Pubblica Sicurezza del 1919 lui invece è descritto come un uomo «intelligente, di forte costituzione, benché sifilitico, sensuale, emotivo, audace, facile alle pronte simpatie e antipatie, ambiziosissimo, al fondo sentimentale». Lui: Benito Mussolini, ex leader socialista cacciato dal partito, agitatore politico indefesso e direttore di un piccolo giornale di opposizione, è un personaggio da romanzo. Sarebbe un personaggio da romanzo, se non fosse l’uomo che più d’ogni altro ha marchiato a sangue la realtà, il corpo dell’Italia, nella storia e nella cronaca, nella tragedia e nella farsa. E infatti la saggistica ha finora dissezionato ogni aspetto della vita di Mussolini. Nessuno però aveva mai trattato la parabola politica, umana, esistenziale di Mussolini e del fascismo come se si trattasse di un romanzo. Un romanzo in cui d’inventato non c’è assolutamente nulla. Un’opera che ci conduce a rivivere passo per passo il ventennio che ha cambiato per sempre la nostra storia.

2.
Entra in classifica in seconda posizione Le assaggiatrici di Rosella Postorino, la vinvitrice del Premio Campiello 2018, che ispirandosi alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf) racconta la vicenda eccezionale di una donna in trappola, fragile di fronte alla violenza della storia, forte dei desideri della giovinezza.
La prima volta in cui Rosa Sauer entra nella stanza in cui dovrà consumare i suoi prossimi pasti è affamata. «Da anni avevamo fame e paura», dice. Siamo nell’autunno del 1943, a Gross-Partsch, un villaggio molto vicino alla Tana del Lupo, il nascondiglio di Hitler. Ha ventisei anni, Rosa, ed è arrivata da Berlino una settimana prima, ospite dei genitori di suo marito Gregor, che combatte sul fronte russo. Le SS posano sotto ai suoi occhi un piatto squisito: «mangiate» dicono, e la fame ha la meglio sulla paura, la paura stessa diventa fame. Dopo aver terminato il pasto, però, lei e le altre assaggiatrici devono restare per un’ora sotto osservazione in caserma, cavie di cui le SS studiano le reazioni per accertarsi che il cibo da servire a Hitler non sia avvelenato.

3.
Scende in terza posizione  Ora dimmi di te. Lettera a Matilda di Andrea Camilleri.
Che cosa rimarrà di noi nella memoria di chi ci ha voluto bene? Come verrà raccontata la nostra vita ai nipoti che verranno? Andrea Camilleri sta scrivendo quando la pronipote Matilda si intrufola a giocare sotto il tavolo, e lui pensa che non vuole che siano altri – quando lei sarà grande – a raccontarle di lui. Così nasce questa lettera, che ripercorre una vita intera con l’intelligenza del cuore: illuminando i momenti in base al peso che hanno avuto nel rendere Camilleri l’uomo che tutti amiamo. Uno spettacolo teatrale alla presenza del gerarca Pavolini e una strage di mafia a Porto Empedocle, una straordinaria lezione di regia all’Accademia Silvio D’Amico e le parole di un vecchio attore dopo le prove, l’incontro con la moglie Rosetta e quello con Elvira Sellerio… Ogni episodio è un modo per parlare di ciò che rende la vita degna di essere vissuta: le radici, l’amore, gli amici, la politica, la letteratura. Con il coraggio di raccontare gli errori e le disillusioni, con la commozione di un bisnonno che può solo immaginare il futuro e consegnare alla nipote la lanterna preziosa del dubbio.

4.
L’amica genialeAl quarto posto L’amica geniale di Elena Ferrante, forse anche grazia alla fiction che tra poco andrà in onda sulla Rai TV.
Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava intanto nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati…

5.
Il vincitore del Premio Strega 2018  scende di una posizione al quinto posto, La ragazza con la Leica di Helena Janeczek.
1° agosto 1937, una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa morta su un campo di battaglia che proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto. È stato lui a insegnarle l’uso della Leica e poi sono partiti assieme per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa. Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto nei tempi più duri a Parigi, dopo che entrambe erano fuggite dalla Germania. Willy Chardack, che s’accontenta del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli aveva preferito Georg Kuritzkes, che ora combatte nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda Taro rimarrà una presenza più forte e viva dell’eroina antifascista celebrata dai discorsi funebri. Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà, erano scintille capaci di riaccendersi a distanza di decenni. Basta che Willy e Georg si risentano per tutt’altro motivo. La telefonata intercontinentale avvia un romanzo caleidoscopico, incardinato sulle fonti originali, di cui Gerda Taro è il cuore attivo.

6.
Perde un gradino al sesto posto, L’ultimo giro della notte di Michael Connelly.
«La scarica di adrenalina adesso era una locomotiva in corsa nelle sue vene. Nel profondo di sé, Renée Ballard sapeva che era per via di momenti come questo che non avrebbe mai mollato, qualsiasi cosa dicessero di lei, in qualsiasi turno la obbligassero a lavorare.» La polizia di Los Angeles non è stata gentile con Renée Ballard: ex reporter di nera, è entrata in polizia stufa di scrivere di crimini, e impaziente di risolverne qualcuno, e in poco tempo è diventata detective alla Omicidi. Ma poi qualcosa è andato storto. E adesso la detective Ballard è relegata al turno di notte, insieme al collega Jenkins, a godersi dagli scomodissimi posti in prima fila quello che in polizia chiamano “l’ultimo spettacolo”. Ciò che di peggio la notte losangelina ha da offrire. Qualunque cosa accada, però, alle sette del mattino il turno finisce: l’ultimo giro di ruota della notte non consente mai ai detective dell’”ultimo spettacolo” di vedere un crimine risolto, di seguire un caso fino alla fine. E così anche questa notte. Un travestito picchiato selvaggiamente, trovato sul lungomare in punto di morte; una cameriera aspirante attrice freddata sul pavimento del Dancers, un locale di Hollywood. Ballard e Jenkins sono subito sulle scene del crimine. Ma stavolta Renée, che non è famosa per l’amore delle regole, decide di fregarsene delle procedure: perché dietro i due crimini ha intravisto più che un casuale scoppio di violenza. In una Los Angeles nera come non mai, Michael Connelly ambienta una nuova storia, intrecciando più casi e soprattutto presentandoci un nuovo personaggio.

7.
Entra in classifica Giuro che non avrò più fame. L’Italia della Ricostruzione di Aldo Cazzullo.
Il primo film che le nostre nonne e le nostre madri andarono a vedere dopo la guerra fu “Via col vento”. Molte si identificarono in una scena: Rossella torna nella sua fattoria, la trova distrutta, e siccome non mangia da giorni strappa una piantina, ne rosicchia le radici, la leva al cielo e grida: «Giuro che non soffrirò mai più la fame!». Quel giuramento collettivo fu ripetuto da milioni di italiane e di italiani. Fu così che settant’anni fa venne ricostruito un Paese distrutto. Come scrive Aldo Cazzullo, «avevamo 16 milioni di mine inesplose nei campi. Oggi abbiamo in tasca 65 milioni di telefonini, più di uno a testa, record mondiale. Solo un italiano su 50 possedeva un’automobile. Oggi sono 37 milioni, oltre uno su due. Eppure eravamo più felici di adesso». Ora l’Italia è di nuovo un Paese da ricostruire. La lunga crisi ha fatto i danni di una guerra. Per questo dovremmo ritrovare l’energia e la fiducia in noi stessi di cui siamo stati capaci allora. Cazzullo racconta l’anno-chiave della Ricostruzione, il 1948. Lo scontro del 18 aprile tra democristiani e comunisti. L’attentato a Togliatti e l’insurrezione che seguì. La vittoria al Tour di Bartali e l’era dei campioni poveri: Coppi e il Grande Torino, cui restava un anno di vita. Le figure dei Ricostruttori, da Valletta a Mattei, da Olivetti a Einaudi. Il ruolo fondamentale delle donne, da Lina Merlin, che si batte contro le case chiuse, ad Anna Magnani, che porta al cinema la vita vera. L’epoca della rivista: Wanda Osiris e Totò, Macario e Govi, il giovane Sordi e Nilla Pizzi. Ma i veri protagonisti del libro sono le nostre madri e i nostri padri. La loro straordinaria capacità di lavorare e anche di tornare a ridere. Il racconto di un tempo in cui a Natale si regalavano i mandarini, ci si spostava in bicicletta, la sera si ascoltava tutti insieme la radio; e intanto si faceva dell’Italia un Paese moderno.

8.
Scende in ottava posizione Inganno. Tre ragazzi, il Sudtirolo in fiamme, i segreti della Guerra fredda di Lilli Gruber.
Prima saltano in aria i monumenti. Poi i tralicci. Poi le caserme. È il crescendo di violenza che dalla fine degli anni Cinquanta investe il Sudtirolo, dove i “combattenti per la libertà” vogliono la riannessione all’Austria. Lo Stato italiano si trova per la prima volta di fronte al terrorismo. Nella piccola provincia sulle Alpi affluiscono migliaia di soldati e forze dell’ordine: ma la militarizzazione è davvero la risposta all’emergenza creata dagli attentati? Oppure obbedisce a una logica di “strategia della tensione”? La storia degli anni delle bombe sudtirolesi racconta lo scontro tra le superpotenze USA e URSS; il gioco pericoloso di gruppi neonazisti e neofascisti; le spregiudicate interferenze dei servizi segreti di diversi Paesi; una minaccia nucleare sempre più vicina e una guerra senza quartiere contro il comunismo destinata a sfuggire di mano. “Inganno” è un’opera intensa e corale, che tra realtà e finzione illumina trame, tragedie e mortali illusioni di una frontiera cruciale della Guerra fredda. Lilli Gruber torna a esplorare il passato della sua terra con due potenti strumenti narrativi: le voci dei testimoni con la ricostruzione dei grandi scenari, e in parallelo un’appassionante fiction. I protagonisti sono quattro antieroi moderni: Max e Peter, due ragazzi sudtirolesi tentati dalla radicalizzazione, Klara, una giovane austriaca innamorata del potere, e Umberto, un agente italiano incaricato di evitare un’escalation incontrollabile. Quattro anime perdute che con la loro parabola di passione e disinganno mettono in scena le colpe dei padri, le debolezze dei figli, le ambiguità della Storia.

9.
Va giù al nono posto Grido di guerra, una nuova avventura di Wilbur Smith e David Churchill.
Autunno 1938. Dopo un breve periodo di pace incostante, il mondo intero è nuovamente di fronte all’abisso di un sanguinoso conflitto. Ma il cuore di Saffron Courteney è in tumulto per la guerra non meno devastante esplosa dentro di sé. Cresciuta nel Kenya coloniale degli anni ’20 sotto l’occhio attento del padre, Leon, imprenditore di successo oltre che famoso veterano della Grande guerra, Saffron Cour¬teney ha avuto un’infanzia idillica, finché un evento drammatico l’ha costretta a maturare molto, forse troppo in fretta. È ormai una giovane donna testarda e indipendente quando il destino dà una nuova svolta inaspettata alla sua vita… L’uomo che ama disperatamente, per il quale ha rischiato uno scandalo e perso gli amici più cari, porta il nome di Gerhard von Meerbach, il cui fratello è un magnate della nascente industria automobilistica tedesca nonché membro attivo del partito nazista. Nella sua lotta per rimanere fedele a se stesso e ai propri ideali di giustizia e libertà, Gerhard sarà presto costretto a opporsi alle forze del male che hanno preso il sopravvento sulla sua nazione e la sua stessa famiglia, legata da uno scomodo segreto a quella dei Courteney. Scaraventata nell’occhio del ciclone della Seconda guerra mondiale, anche Saffron si trova di fronte a scelte crudeli sul suo futuro, quello dei suoi cari e del suo Paese. Sullo sfondo dell’Europa dilaniata dal conflitto e della sublime bellezza dei paesaggi africani, Saffron e Gerhard assistono, entrambi in prima linea ma su fronti opposti, allo scontro tra i rispettivi mondi.

10.
Stabile al decimo posto, Peccato mortale. Un’indagine del commissario De Luca di Carlo Lucarelli.
C’è una macchia nel passato del commissario De Luca, qualcosa che lo ha reso ricattabile e lo ha costretto, da li in poi, a rincorrere sé stesso. È il suo peccato mortale. Quello tra il 25 luglio e l’8 settembre del 1943 è un periodo strano, allucinato. L’Italia si sveglia una mattina senza più il fascismo e praticamente la mattina dopo con i tedeschi in casa. Proprio nel caos di quei giorni De Luca, in forza alla polizia criminale di Bologna, si trova a indagare su un corpo senza testa. Semplice, perché in fondo si tratta di un omicidio, un lavoro da cane da caccia: chilometri a vuoto, piste da seguire e qualche cazzotto da mettere in conto se ficchi il naso dove non dovresti. Complicato, perché la vicenda assume presto risvolti politici che, date le circostanze, diventano molto pericolosi. Comunque sia il caso, è nella natura di De Luca, va risolto. Sempre. Anche a costo di accettare un compromesso.

I NatiOggi letterari della settimana:

Massimo Gramellini (2 ottobre 1960), giornalista e scrittore italiano.
Luis Sepúlveda (4 ottobre 1949), scrittore, giornalista e attivista cileno naturalizzato francese.
Anne Rice (4 ottobre 1941), scrittrice statunitense, autrice di romanzi gotici, horror e fantasy i cui protagonisti sono vampiri e streghe, il più famoso è certamente Intervista col vampiro.
Charlotte Link (5 ottobre 1963), scrittrice tedesca di romanzi a sfondo storico e di gialli psicologici.

Fonte IBUK
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal 17 al 23 settembre 2018)

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Vincenzo Cardarelli – Ottobre http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/vincenzo-cardarelli-ottobre.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/10/vincenzo-cardarelli-ottobre.html#respond Mon, 01 Oct 2018 07:32:43 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=44152 Ottobre Un tempo, era d’estate, era a quel fuoco, a quegli ardori, che si destava la mia fantasia. Inclino adesso all’autunno dal colore che inebria, amo la stanca stagione che ha già vendemmiato. Niente più mi somiglia, nulla più mi consola, di quest’aria che odora di mosto e di vino, di questo vecchio sole ottobrino [...]

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Ottobre

Un tempo, era d’estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all’autunno
dal colore che inebria,
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.

Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest’aria che odora
di mosto e di vino,
di questo vecchio sole ottobrino
che splende sulla vigne saccheggiate.

Sole d’autunno inatteso,
che splendi come in un di là,
con tenera perdizione
e vagabonda felicità,
tu ci trovi fiaccati,
vòlti al peggio e la morte nell’anima.

Ecco perché ci piaci,
vago sole superstite
che non sai dirci addio,
tornando ogni mattina
come un nuovo miracolo,
tanto più bello quanto più t’inoltri
e sei lì per spirare.

E di queste incredibili giornate
vai componendo la tua stagione
ch’è tutta una dolcissima agonia.

Vincenzo Cardarelli

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La classifica dei libri più venduti – 24 Settembre 2018 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/09/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-24-settembre-2018.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/09/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-24-settembre-2018.html#respond Sun, 23 Sep 2018 09:07:24 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=44093 Buona settimana e buon Autunno a tutti! “Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso.” (Francesco Petrarca)   La classifica dei libri più venduti della settimana ci regala quattro nuove entrate. Scopriamola: 1. Entra [...]

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Buona settimana e buon Autunno a tutti!

“Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso.”
(Francesco Petrarca)

 

La classifica dei libri più venduti della settimana ci regala quattro nuove entrate. Scopriamola:

1.
Entra in classifica direttamente in prima posizione M. Il figlio del secolo di Antonio Scurati.
Lui è come una bestia: sente il tempo che viene. Lo fiuta. E quel che fiuta è un’Italia sfinita, stanca della “casta” politica, dei moderati, del buonsenso. Allora lui si mette a capo degli irregolari, dei cialtroni, dei delinquenti, degli avventurieri, degli incendiari e anche dei “puri”, che sono i più feroci e i più fessi. Da un rapporto di Pubblica Sicurezza del 1919 lui invece è descritto come un uomo «intelligente, di forte costituzione, benché sifilitico, sensuale, emotivo, audace, facile alle pronte simpatie e antipatie, ambiziosissimo, al fondo sentimentale». Lui: Benito Mussolini, ex leader socialista cacciato dal partito, agitatore politico indefesso e direttore di un piccolo giornale di opposizione, è un personaggio da romanzo. Sarebbe un personaggio da romanzo, se non fosse l’uomo che più d’ogni altro ha marchiato a sangue la realtà, il corpo dell’Italia, nella storia e nella cronaca, nella tragedia e nella farsa. E infatti la saggistica ha finora dissezionato ogni aspetto della vita di Mussolini. Nessuno però aveva mai trattato la parabola politica, umana, esistenziale di Mussolini e del fascismo come se si trattasse di un romanzo. Un romanzo in cui d’inventato non c’è assolutamente nulla. Un’opera che ci conduce a rivivere passo per passo il ventennio che ha cambiato per sempre la nostra storia.

2.
Scende in seconda posizione  Ora dimmi di te. Lettera a Matilda di Andrea Camilleri.
Che cosa rimarrà di noi nella memoria di chi ci ha voluto bene? Come verrà raccontata la nostra vita ai nipoti che verranno? Andrea Camilleri sta scrivendo quando la pronipote Matilda si intrufola a giocare sotto il tavolo, e lui pensa che non vuole che siano altri – quando lei sarà grande – a raccontarle di lui. Così nasce questa lettera, che ripercorre una vita intera con l’intelligenza del cuore: illuminando i momenti in base al peso che hanno avuto nel rendere Camilleri l’uomo che tutti amiamo. Uno spettacolo teatrale alla presenza del gerarca Pavolini e una strage di mafia a Porto Empedocle, una straordinaria lezione di regia all’Accademia Silvio D’Amico e le parole di un vecchio attore dopo le prove, l’incontro con la moglie Rosetta e quello con Elvira Sellerio… Ogni episodio è un modo per parlare di ciò che rende la vita degna di essere vissuta: le radici, l’amore, gli amici, la politica, la letteratura. Con il coraggio di raccontare gli errori e le disillusioni, con la commozione di un bisnonno che può solo immaginare il futuro e consegnare alla nipote la lanterna preziosa del dubbio.

3.
L’amica genialeAl terzo posto L’amica geniale di Elena Ferrante, forse anche grazia alla fiction che tra poco andrà in onda sulla Rai TV.
Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava intanto nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati…

4.
Il vincitore del Premio Strega 2018  è stabile al quarto posto, La ragazza con la Leica di Helena Janeczek.
1° agosto 1937, una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa morta su un campo di battaglia che proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto. È stato lui a insegnarle l’uso della Leica e poi sono partiti assieme per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa. Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto nei tempi più duri a Parigi, dopo che entrambe erano fuggite dalla Germania. Willy Chardack, che s’accontenta del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli aveva preferito Georg Kuritzkes, che ora combatte nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda Taro rimarrà una presenza più forte e viva dell’eroina antifascista celebrata dai discorsi funebri. Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà, erano scintille capaci di riaccendersi a distanza di decenni. Basta che Willy e Georg si risentano per tutt’altro motivo. La telefonata intercontinentale avvia un romanzo caleidoscopico, incardinato sulle fonti originali, di cui Gerda Taro è il cuore attivo.

5.
Altra nuova entrata al quinto posto, L’ultimo giro della notte di Michael Connelly.
«La scarica di adrenalina adesso era una locomotiva in corsa nelle sue vene. Nel profondo di sé, Renée Ballard sapeva che era per via di momenti come questo che non avrebbe mai mollato, qualsiasi cosa dicessero di lei, in qualsiasi turno la obbligassero a lavorare.» La polizia di Los Angeles non è stata gentile con Renée Ballard: ex reporter di nera, è entrata in polizia stufa di scrivere di crimini, e impaziente di risolverne qualcuno, e in poco tempo è diventata detective alla Omicidi. Ma poi qualcosa è andato storto. E adesso la detective Ballard è relegata al turno di notte, insieme al collega Jenkins, a godersi dagli scomodissimi posti in prima fila quello che in polizia chiamano “l’ultimo spettacolo”. Ciò che di peggio la notte losangelina ha da offrire. Qualunque cosa accada, però, alle sette del mattino il turno finisce: l’ultimo giro di ruota della notte non consente mai ai detective dell'”ultimo spettacolo” di vedere un crimine risolto, di seguire un caso fino alla fine. E così anche questa notte. Un travestito picchiato selvaggiamente, trovato sul lungomare in punto di morte; una cameriera aspirante attrice freddata sul pavimento del Dancers, un locale di Hollywood. Ballard e Jenkins sono subito sulle scene del crimine. Ma stavolta Renée, che non è famosa per l’amore delle regole, decide di fregarsene delle procedure: perché dietro i due crimini ha intravisto più che un casuale scoppio di violenza. In una Los Angeles nera come non mai, Michael Connelly ambienta una nuova storia, intrecciando più casi e soprattutto presentandoci un nuovo personaggio.

6.
Va giù in sesta posizione Grido di guerra, una nuova avventura di Wilbur Smith e David Churchill.
Autunno 1938. Dopo un breve periodo di pace incostante, il mondo intero è nuovamente di fronte all’abisso di un sanguinoso conflitto. Ma il cuore di Saffron Courteney è in tumulto per la guerra non meno devastante esplosa dentro di sé. Cresciuta nel Kenya coloniale degli anni ’20 sotto l’occhio attento del padre, Leon, imprenditore di successo oltre che famoso veterano della Grande guerra, Saffron Cour¬teney ha avuto un’infanzia idillica, finché un evento drammatico l’ha costretta a maturare molto, forse troppo in fretta. È ormai una giovane donna testarda e indipendente quando il destino dà una nuova svolta inaspettata alla sua vita… L’uomo che ama disperatamente, per il quale ha rischiato uno scandalo e perso gli amici più cari, porta il nome di Gerhard von Meerbach, il cui fratello è un magnate della nascente industria automobilistica tedesca nonché membro attivo del partito nazista. Nella sua lotta per rimanere fedele a se stesso e ai propri ideali di giustizia e libertà, Gerhard sarà presto costretto a opporsi alle forze del male che hanno preso il sopravvento sulla sua nazione e la sua stessa famiglia, legata da uno scomodo segreto a quella dei Courteney. Scaraventata nell’occhio del ciclone della Seconda guerra mondiale, anche Saffron si trova di fronte a scelte crudeli sul suo futuro, quello dei suoi cari e del suo Paese. Sullo sfondo dell’Europa dilaniata dal conflitto e della sublime bellezza dei paesaggi africani, Saffron e Gerhard assistono, entrambi in prima linea ma su fronti opposti, allo scontro tra i rispettivi mondi.

7.
Sale al settimo posto Inganno. Tre ragazzi, il Sudtirolo in fiamme, i segreti della Guerra fredda di Lilli Gruber.
Prima saltano in aria i monumenti. Poi i tralicci. Poi le caserme. È il crescendo di violenza che dalla fine degli anni Cinquanta investe il Sudtirolo, dove i “combattenti per la libertà” vogliono la riannessione all’Austria. Lo Stato italiano si trova per la prima volta di fronte al terrorismo. Nella piccola provincia sulle Alpi affluiscono migliaia di soldati e forze dell’ordine: ma la militarizzazione è davvero la risposta all’emergenza creata dagli attentati? Oppure obbedisce a una logica di “strategia della tensione”? La storia degli anni delle bombe sudtirolesi racconta lo scontro tra le superpotenze USA e URSS; il gioco pericoloso di gruppi neonazisti e neofascisti; le spregiudicate interferenze dei servizi segreti di diversi Paesi; una minaccia nucleare sempre più vicina e una guerra senza quartiere contro il comunismo destinata a sfuggire di mano. “Inganno” è un’opera intensa e corale, che tra realtà e finzione illumina trame, tragedie e mortali illusioni di una frontiera cruciale della Guerra fredda. Lilli Gruber torna a esplorare il passato della sua terra con due potenti strumenti narrativi: le voci dei testimoni con la ricostruzione dei grandi scenari, e in parallelo un’appassionante fiction. I protagonisti sono quattro antieroi moderni: Max e Peter, due ragazzi sudtirolesi tentati dalla radicalizzazione, Klara, una giovane austriaca innamorata del potere, e Umberto, un agente italiano incaricato di evitare un’escalation incontrollabile. Quattro anime perdute che con la loro parabola di passione e disinganno mettono in scena le colpe dei padri, le debolezze dei figli, le ambiguità della Storia.

8.
In discesa in ottava posizione il nuovo thriller, Il taglio di Dio, di Jeffery Deaver.
Diamond District, Manhattan. Jatin Patel, maestro tagliatore di diamanti, giace esanime sul pavimento del suo laboratorio. Pochi metri più in là, una giovane coppia di fidanzati. Hanno caviglie e polsi legati, la gola tagliata. La scena che la squadra di Lincoln Rhyme si trova di fronte, un sabato mattina qualunque nelle stanze della Patel Designs, ha tutti i numeri della classica rapina finita male. Ma per Amelia Sachs qualcosa non torna. I diamanti lavorati non sono stati portati via, e l’assassino si è accanito sulle vittime con una brutalità che suggerisce un movente diverso. Per sposare definitivamente la tesi che dietro all’omicidio si nasconda altro, basta leggere il messaggio sgrammaticato e delirante che il killer ha inviato alla stampa. Non è la prima volta che Rhyme deve entrare nella mente allucinata di un assassino. Se non fosse che la follia del Promittente, così si è firmato, è eguagliata da un’abilità e una lucidità fuori dal comune. Per quanto un errore l’abbia già commesso, un errore che lo potrebbe incastrare. Jeffery Deaver lancia la sua sfida, una duplice caccia all’uomo nello spietato mondo del commercio dei diamanti, e si diverte a mettere alla prova il formidabile intuito di Lincoln e Amelia con svolte improvvise e deviazioni di percorso. Nelle pagine dell’ultimo Rhyme, il suo autore ci offre qualcosa di nuovo e inaspettato, l’ingrediente segreto per un thriller perfetto.

9.
Al nono posto entra in classifica Quinto comandamento di Valerio Massimo Manfredi.
In una mattina di febbraio del 2004 un uomo fa irruzione in un ospedale di Imola. Il suo nome è Jean Lautrec. Incurante di sorveglianti e infermieri si precipita nella stanza in cui è sdraiato un uomo sedato e intubato. È un sacerdote, padre Marco Giraldi, che è riuscito a sfuggire ai sicari assoldati dalle multinazionali contro cui si è messo per fermare la distruzione della foresta amazzonica e dei suoi popoli. Ma la sua fuga ha avuto un prezzo. Ora giace nel letto, avvelenato e tenuto in vita dalle macchine. Ha continuato a combattere la causa dei deboli, a dare speranza a chi non ne ha. Jean Lautrec a denti stretti ringhia: “Cosa ti hanno fatto, comandante?”. Padre Marco e Jean si erano conosciuti tanti anni prima, in un altro continente, in un altro tempo. In Congo, proprio mentre il Paese stava per ottenere l’indipendenza dal Belgio. Ma gli eventi erano precipitati. Il discorso di un giovane rivoluzionario, Patrice Lumumba, aveva incendiato gli animi e il Congo aveva preso fuoco. Era scoppiata la guerra civile, gli scontri tra le etnie, la caccia ai colonizzatori. Padre Marco però decide di non scappare. Resterà in Congo a difendere i confratelli innocenti in quel Paese in preda al caos, le vittime di un odio e di una violenza feroce che non risparmia né vecchi, né donne, né bambini. Ma non può riuscirci da solo. Ha bisogno di una squadra, composta da quello che in quel momento può trovare. E sotto le parvenze di professionisti in disarmo, di giovani ansiosi di avventura, di relitti umani, troverà degli eroi. Nasce così il Quinto Commando: guerrieri, mercenari, tra cui Kazianoff, un medico russo alcolizzato ex Spetsnaz, Louis, un prete vallone rinnegato per amore, Rugenge, il leopardo nero, giovane cacciatore congolese dalla mira micidiale, lo stesso Jean Lautrec imbattibile con il mitra, tutti agli ordini di padre Marco, il Templare di fine millennio…

10.
Altra nuova entrata al decimo posto, Peccato mortale. Un’indagine del commissario De Luca di Carlo Lucarelli.
C’è una macchia nel passato del commissario De Luca, qualcosa che lo ha reso ricattabile e lo ha costretto, da li in poi, a rincorrere sé stesso. È il suo peccato mortale. Quello tra il 25 luglio e l’8 settembre del 1943 è un periodo strano, allucinato. L’Italia si sveglia una mattina senza più il fascismo e praticamente la mattina dopo con i tedeschi in casa. Proprio nel caos di quei giorni De Luca, in forza alla polizia criminale di Bologna, si trova a indagare su un corpo senza testa. Semplice, perché in fondo si tratta di un omicidio, un lavoro da cane da caccia: chilometri a vuoto, piste da seguire e qualche cazzotto da mettere in conto se ficchi il naso dove non dovresti. Complicato, perché la vicenda assume presto risvolti politici che, date le circostanze, diventano molto pericolosi. Comunque sia il caso, è nella natura di De Luca, va risolto. Sempre. Anche a costo di accettare un compromesso.

I NatiOggi letterari della settimana:

Francis Scott Fitzgerald (24 settembre 1896 – 21 dicembre 1940), scrittore statunitense, autore del Il grande Gatsby.
Niccolò Ammaniti (25 settembre 1966), scrittore italiano, vincitore del premio Strega nel 2007.
Federica Bosco (25 settembre 1971), scrittrice e sceneggiatrice italiana.
Carlos Ruiz Zafón (25 settembre 1964), scrittore spagnolo.
Elizabeth Gaskell (29 settembre 1810), scrittrice britannica. Nota soprattutto per il romanzo Nord e Sud.
Miguel de Cervantes Saavedra 29 settembre 1547, scrittore, romanziere, poeta, drammaturgo e militare spagnolo. Noto per essere l’autore del romanzo Don Chisciotte della Mancia.
Cecelia Ahern (30 settembre 1981), scrittrice irlandese.

Fonte IBUK
(Questa classifica si riferisce alla settimana dal 10 al 16 settembre 2018)

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Giulia Ciarapica – Book blogger. Scrivere di libri in Rete: come, dove, perché! http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/09/giulia-ciarapica-book-blogger-scrivere-libri-rete-perche.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/09/giulia-ciarapica-book-blogger-scrivere-libri-rete-perche.html#respond Wed, 19 Sep 2018 14:01:43 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=44059 Book blogger è un saggio scritto da Giulia Ciarapica, pubblicato da Franco Cesati Editore, che propone un percorso attraverso i diversi modi di raccontare i libri in Rete: dal blog ai social e YouTube, tutti gli strumenti sono utili per parlare di letteratura e per farlo in modo originale, fresco, ironico e creativo. “Leggere riempie i buchi, colma [...]

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Book blogger è un saggio scritto da Giulia Ciarapica, pubblicato da Franco Cesati Editore, che propone un percorso attraverso i diversi modi di raccontare i libri in Rete: dal blog ai social e YouTube, tutti gli strumenti sono utili per parlare di letteratura e per farlo in modo originale, fresco, ironico e creativo.

“Leggere riempie i buchi, colma le mancanze, quando non fornisce risposte alle nostre domande ci offre lo spunto per nuove riflessioni – vero è che il dubbio è scomodo, ma come diceva Voltaire “la certezza è ridicola”: leggere ci permette di affacciarci alle vite altrui, di osservarle con curiosità e trasporto, ci apre le porte della storia, ci consente di sbirciare tra le pieghe della felicità, nondimeno dell’infelicità delle persone, indagandone caratteri, vissuti, sentimenti. Con la letteratura ci ricociamo e diventiamo universali.”

Chi è il book blogger e cosa fa? Cosa significa oggi fare critica letteraria 2.0?
Dalle classiche recensioni ed interviste a Bookstagram e Anobii, fino ai Book Haul, può cambiare il contenitore ma il contenuto resta primario: dietro ogni blogger c’è sempre un lettore, ma anche e soprattutto uno studioso della materia letteraria, che ogni giorno legge, si informa, confronta testi e cerca di trasmettere la propria passione al pubblico (piccolo o grande che sia) con un linguaggio chiaro e semplice.
Partendo dai ferri del mestiere e dalla scelta dei testi, passando per le fasi della recensione e i relativi stili, senza lesinare consigli pratici e di lettura, Book blogger ci conduce alla scoperta di un mondo articolatissimo e in grande fermento, provando anche a tracciare una mappa per orientarcisi: dai primissimi portali e lit-blog italiani, nati già all’inizio degli anni Duemila, alle ultime tendenze sui social network, per arrivare ai siti contemporanei più attivi e seguiti e al fenomeno degli youtuber.
Una ricognizione “dietro le quinte” della nuova informazione culturale che, pur senza l’ansia dell’esaustività o del riconoscimento ufficiale, non rinuncia a cogliere gli aspetti più autentici e dinamici di una scena molto più viva di quella che i sempre catastrofici dati sui lettori darebbero ad intendere.

Perché il book blogger, o blogger culturale, è prima di tutto un lettore e, ancora prima, un osservatore, un “esploratore”.

Ho conosciuto Giulia qualche anno fa durante un BlogTour organizzato insieme, quando ancora il boom dei book blogger era all’inizio. L’ho apprezzata subito per la gentilezza e l’umiltà con la quale interagiva, ma soprattutto per il suo modo di scrivere. Nel tempo queste caratteristiche aggiunte ad un’ottima preparazione ed a una straripante simpatia hanno fatto di Giulia la regina dei Book Blogger. Il suo meritato successo l’ha portata a scrivere per riviste nazionali, a presentare libri di autori molto noti ed a sviluppare progetti interessanti per la divulgazione della cultura, come il “Surfing on books“, che la porta in giro per l’Italia realizzando una serie di incontri con le classi superiori di primo e di secondo grado di numerose scuole italiane.

Ho seguito con molta curiosità il blogtour dedicato al libro e più leggevo di questo libro più la curiosità aumentava, così dopo mesi finalmente l’ho acquistato. Quando è arrivato a casa l’ho sfogliato, come faccio sempre con un libro nuovo: la prima sfogliata veloce, un’annusata, poi la lettura delle prime righe e delle ultime, dopo una sfogliata più lenta … ed ecco che vedo il nome di questo blog stampato nero su bianco all’interno del libro. Una bellissima sorpresa scoprire di essere stata citata.

Mi sono presa molto tempo prima di parlare di questo libro, perché l’ho letto e riletto, le informazioni che contiene sono tante ed interessanti da farlo restare sulla mia scrivania fino ad un tempo indefinito, non riesco a non leggerne ancora un pezzo ogni tanto.
In questo libro Giulia ci parla del suo mondo, della sua passione, ci racconta della sua libreria, dei testi che l’hanno formata, del suo modo di leggere, e come cambia il modo di leggere per fare critica, della differenza tra recensione e critica letteraria. Ci regala consigli su come preparare una recensione ed infine analizza il mondo dei social, dalle video recensioni ai più moderni metodi di divulgazione culturale. Tutto questo è realizzato attraverso uno stile di scrittura semplice, scorrevole e diretto, sembra si sentirla parlare in uno dei suoi video.

Book Blogger non è solo un libro per blogger o aspiranti tali, è un manuale per gli amanti della lettura, per lettori curiosi che vogliono andare oltre. La mia lista di libri da leggere è aumentata notevolmente dopo la sua lettura ed anche i book blogger da seguire. Consiglio vivamente la lettura di questo piccolo libro rosa dal contenuto multicolor.

“… e infine condurre con noi lettori “analogici” e “digitali” all’interno di quella macchina del teletrasporto che esiste da secoli, millenni, e si accende ogni volta che giriamo la prima pagina di un libro e iniziamo a leggere.”

Il mio è un piccolo blog per condividere le mie passioni, tre le quali la lettura, non ho case editrici che mi rincorrono, difficilmente recensisco per fare pubblicità, non ci sarebbe niente di male, però mi fa sentire più libera. Spesso quello che scrivo passa inosservato, a volte mi viene in testa di chiudere tutto, ma poi leggo blogger come Giulia Ciarapica e individuo altri libri da scoprire, da condividere e torna l’euforia.

In libreria: come scegliere un libro da leggere (e recensire?)
Abbiamo tirato fuori dalla libreria alcuni dei titoli che potrebbero esserci utili nel corso del nostro viaggio nella recensione; siamo stati attenti a lasciare spazio sufficiente per accogliere altri volumi: i romanzi, i racconti, i saggi che leggeremo per passione o per lavoro. Adesso però bisogna partire. E lo facciamo ponendoci una domanda, prima di riempire compulsivamente quel “vuoto” di nuovi titoli, senza fermarci a riflettere: come si sceglie un libro da recensire? Un quesito, questo, che puo lasciare interdetti, almeno sul momento; perché una risposta unica e univoca non c’è: scegliere un libro da leggere e su cui daremo la nostra opinione ha molto a che vedere con l’istinto e con la sensibilità individuale verso certe tematiche, certi stili, autori, generi. Prima di entrare nel dettaglio, occorre distinguere due situazioni di partenza: ci sono occasioni in cui si ha libertà di scelta rispetto al libro da recensire, e altre in cui questo ci viene suggerito. Quando si scrive per un giornale o in collaborazione con un blog o una rivista, confrontarsi in anticipo sulle recensioni che verranno pubblicate è la norma; dunque può capitare di trovarsi in disaccordo, oppure che ci venga affidata la lettura di testi che sentiamo lontani; altre volte, semplicemente, potremmo avere per le mani un’opera che sta destando scalpore o interesse a livello nazionale, pensiamo a romanzi come Bruciare tutto del Premio Strega 2013 Walter Siti, edito da Rizzoli. Teniamo presente che ogni blog segue una propria linea editoriale; nel caso di quelli che fanno capo a un unico utente, questa rispecchia necessariamente gusti e formazione personali di chi li gestisce: in qualche misura, dunque, anche la recensione diventa un mezzo per parlare indirettamente di noi, proprio attraverso i libri a cui scegliamo di dare spazio. Ciò premesso, cercheremo se non di rispondere esaustivamente alla domanda iniziale, quantomeno di prendere in considerazione alcuni elementi che possono guidare il nostro occhio di lettori (e aspiranti blogger culturali), catturare la nostra attenzione e curiosità, riuscire a “convincerci” che quello che abbiamo appena visto e un libro adatto a noi. Per farlo, potremmo partire dalla libreria, che sia online o offline, fisica: appena varcata la porta e arrivati davanti agli scaffali, che cosa ci colpisce?

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Premio NebbiaGialla 2018: il vincitore http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/09/premio-nebbiagialla-2018-vincitore.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/09/premio-nebbiagialla-2018-vincitore.html#respond Tue, 18 Sep 2018 09:28:06 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=44050 Il Premio NebbiaGialla per la letteratura noir e poliziesca è il concorso letterario che si svolge ogni anno nell’ambito del Suzzara Noir Festival, ideato dallo scrittore Paolo Roversi, nasce dalla passione per questo genere letterario, ma anche per la letteratura in generale. Il vincitore di questa nona edizione, decretato il 15 settembre, da una giuria popolare composta da 50 lettori, [...]

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Il Premio NebbiaGialla per la letteratura noir e poliziesca è il concorso letterario che si svolge ogni anno nell’ambito del Suzzara Noir Festival, ideato dallo scrittore Paolo Roversi, nasce dalla passione per questo genere letterario, ma anche per la letteratura in generale.
Il vincitore di questa nona edizione, decretato il 15 settembre, da una giuria popolare composta da 50 lettori, è Barbara Baraldi con Aurora nel buio. a lei è stata assegnata  un’opera realizzata dall’artista Massimo Bassi.

Aurora nel buio di Barbara Baraldi (Giunti, 19 voti).
Aurora Scalviati era la migliore, fino al giorno di quel conflitto a fuoco, quando quel proiettile ha raggiunto la sua testa. Da allora, la più brava profiler della polizia italiana soffre di un disturbo bipolare che cerca di dominare attraverso i farmaci e le sedute clandestine di una terapia da molti considerata barbara: l’elettroshock. Quando per motivi disciplinari Aurora viene trasferita in una tranquilla cittadina dell’Emilia, si trova di fronte a uno scenario diverso da come lo immaginava. Una donna viene uccisa proprio la notte del suo arrivo, il marito è scomparso e l’assassino ha rapito la loro bambina, Aprile, di nove anni. Su una parete della casa, una scritta tracciata col sangue della vittima: “Tu non farai alcun male”. Aurora è certa che si tratti dell’opera di un killer che ha già ucciso in passato e che quella scritta sia un indizio che può condurre alla bimba, una specie di ultimatum. Ma nessuno la ascolta. Presto Aurora capirà di essere costretta ad agire al di fuori delle regole, perché solo fidandosi del proprio intuito potrà dissipare la coltre di nebbia che avvolge ogni cosa. Solo affrontando i demoni della propria mente potrà salvare la piccola Aprile ed evitare nuove morti…

Barbara Baraldi, nata a Mirandola, il 17 febbraio 1975, è una scrittrice e fumettista italiana, autrice di thriller, romanzi per ragazzi e sceneggiature di fumetti, tra cui la serie «Dylan Dog». Il suo esordio nella letteratura poliziesca avviene sulle pagine de «Il Giallo Mondadori» con La bambola di cristallo. In contemporanea con l’uscita del romanzo in Inghilterra e negli Stati Uniti, viene scelta dalla BBC tra i protagonisti del documentario Italian noir sul giallo italiano. www.barbarabaraldi.it

Non ti faccio niente di Paola Barbato (Piemme, 14 voti).
1983. L’uomo seduto nella macchina blu è nuovo di quelle parti, ma Remo non ha paura, non sa che cosa sia un estraneo. L’uomo ha tra le mani un passerotto caduto dal nido, almeno così dice, e chiede a Remo di aiutarlo a prendersene cura. Il bambino, sette anni passati quasi tutti per strada, che i genitori hanno altri pensieri, non esita neppure per un attimo. E sale. Tre giorni dopo viene restituito alla famiglia, illeso nel corpo e nell’anima; racconta di un uomo biondo, bellissimo, che lo ha riempito di regali e che ha giocato con lui, come nessun adulto aveva mai fatto. Non è la prima volta che succede e non sarà l’ultima. Trentadue bambini in sedici anni. Tutti tenuti per tre giorni da un uomo che cerca di realizzare i loro desideri e li restituisce alla famiglia, felici. Quando la polizia comincia a collegare i rapimenti lampo, l’uomo scompare. 2015. Il padre di Greta non è mai arrivato una sola volta in ritardo a prenderla. Ma lo sgomento negli occhi della maestra gli fa capire che qualcosa non va, perché Greta a scuola non è mai entrata. Scompare così, la figlia di Remo Polimanti, come lui era scomparso trent’anni prima. Anche lei viene subito restituita alla famiglia, ma priva di vita. Greta non è che la tappa iniziale di una scia di sangue che collega i figli dei bambini rapiti anni prima. Ma perché il rapitore “buono” si è trasformato in un assassino? O forse c’è qualcuno che intende emularlo. O sfidarlo. O punirlo.

Paola Barbato, nata a Milano, il 18 giugno 1971) è una fumettista e scrittrice italiana. Fa parte dello staff di sceneggiatori del fumetto italiano Dylan Dog edito dalla Sergio Bonelli Editore.Vive a Verona con il compagno, tre figlie e tre cani. Ha pubblicato Bilico, Mani nude (vincitore del Premio Scerbanenco), Il filo rosso, Non ti faccio niente e Io so chi sei (il primo titolo di una trilogia). Ha scritto e co-sceneggiato per la Filmmaster la fiction Nel nome del male, con Fabrizio Bentivoglio. www.paolabarbato.it

Nessuna notizia dello scrittore scomparso di Daniele Bresciani (Garzanti, 8 voti).
Quando in redazione arriva la notizia della scomparsa di Pietro Severi, celebre autore del bestseller “I sette cerchi”, Emma finge indifferenza e spera di non dover essere lei a scrivere un articolo sul caso. La sua storia d’amore con lo scrittore, finita molto tempo prima, deve rimanere un segreto com’è sempre stata, nonostante la preoccupazione per Pietro che tutti ormai considerano morto. Ma non restare coinvolta in quel mistero sarà molto, molto difficile: prima qualcuno le mette a soqquadro l’appartamento, poi riceve per posta uno scritto di Pietro, un racconto che sembra indicare nel padre l’ispirazione reale per il thriller che l’ha reso famoso. Ora solo Emma è in grado di seguire gli indizi e di capire – anche a rischio della vita – chi sta cercando a tutti i costi di coprire un passato sanguinoso e inconfessabile.

Daniele Bresciani, nato a Milano, nel 1962, è giornalista. Dopo otto anni alla “Gazzetta dello Sport”, è stato vicedirettore di “Vanity Fair”e “Grazia”. Con questo suo primo romanzo l’autore ha vinto il Premio Rhegium Julii 2013 – Sezione opera prima, il Premio letterario città di Rieti 2014 e il Premio per la Cultura Mediterranea – Fondazione Carical 2014.

Malanottata di Giuseppe Di Piazza (Harper Collins, 7 voti).
È una primavera ancora fredda, quella del marzo siciliano 1984. In un angolo di un quartiere residenziale di Palermo viene trovata, buttata vicino a un mucchio disordinato di foglie di magnolia, una donna in fin di vita. È stata orribilmente sfigurata con l’acido e picchiata selvaggiamente, ma ancora respira. Non è una donna qualsiasi, è la escort più famosa della città, Veruska, una cecoslovacca arrivata in Italia per far fortuna, con il mito di Raffaella Carrà. Bella come il mare tiepido sul corpo nudo. Libera come un vento che non sopporta confini. Forse troppo. Leo Salinas, detto Occhi di sonno, giovane giornalista alle prime armi, è l’unico presente nella redazione del quotidiano più importante della città quando arriva la notizia. Poco più che ventenne, acuto osservatore, molto sensibile al fascino femminile, il volto costantemente segnato dalle poche ore di sonno, Leo sa che deve correre per accaparrarsi l’esclusiva per il giornale. Schizza in Vespa fino all’ospedale, giusto in tempo per vedere Veruska morire portandosi il nome dell’assassino nella tomba. Ma chi può avere avuto il coraggio di massacrare la ragazza più amata della città? Amante di boss, nobiluomini, rampolli borghesi. Tutti inconsolabili come vedovi. Tutti convinti di essere ricambiati nel loro amore. Ma è un delitto passionale oppure di mafia? Occhi di sonno comincia a indagare, ma non è semplice, perché le ultime ore di Veruska sono avvolte nel mistero e tutti gli indizi portano a dei vicoli ciechi. O forse a una verità che nessuno vuole vedere.

Giuseppe Di Piazza, nato a Palermo, il 16 agosto 1958, è un giornalista, fotografo e scrittore italiano.
Dal marzo 2012 è al Corriere della Sera come responsabile del sistema Corriere Innovazione. Su Corriere.it conduce “Controluce”, rubrica video di interviste. Dal 2012 al 2015 ha tenuto la rubrica video “La Confessione” su Corriere.it. Insegna al Master in giornalismo presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM. Nel 2011 ha esordito come fotografo con la mostra “Io non sono padano”. Nel gennaio 2012 ha pubblicato il primo romanzo “I quattro canti di Palermo” (Bompiani). Il 17 aprile 2013 è uscito il nuovo romanzo “Un uomo molto cattivo” (Bompiani). www.dipiazza.eu

Sono stati assegnati i premi per le sezioni riservate agli inediti:

Premio Nebbiagialla RACCONTO INEDITO, in collaborazione col Giallo Mondadori, a
Giulio Roffi  per Come un miraggio nel deserto.

Premio Nebbiagialla ROMANZO INEDITO, in collaborazione con Laurana – Calibro 9, a
Franco Foschi e Maurizio Matrone con il romanzo a quattro mani Lassù all’infinito.

Fonte: www.milanonera.com

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Premio Campiello 2018: Il vincitore http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/09/premio-campiello-2018-vincitore.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/09/premio-campiello-2018-vincitore.html#respond Mon, 17 Sep 2018 13:07:22 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=44038 Sabato 15 settembre, a Venezia sul palco della Fenice, da una giuria composta da 300 lettori anonimi, è stato decretato il vincitore della 56esima edizione del Premio Campiello, premio letterario, istituito nel 1962 per volontà degli Industriali del Veneto, che viene assegnato a opere di narrativa italiana. Il vincitore è Le assaggiatrici di Rosella Postorino (Feltrinelli, 137 voti), al secondo posto Le [...]

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Sabato 15 settembre, a Venezia sul palco della Fenice, da una giuria composta da 300 lettori anonimi, è stato decretato il vincitore della 56esima edizione del Premio Campiello, premio letterario, istituito nel 1962 per volontà degli Industriali del Veneto, che viene assegnato a opere di narrativa italiana.

Il vincitore è Le assaggiatrici di Rosella Postorino (Feltrinelli, 137 voti), al secondo posto Le vite potenziali di Francesco Targhetta (Mondadori, 42 voti), al terzo a ragazza con la Leica di Helena Janeczek (Guanda, 29 voti), il quarto posto La galassia dei dementi di Ermanno Cavazzoni (La nave di Teseo, 25 voti), chiudere la cinquina Mio padre la rivoluzione di Davide Orecchio (Minimum Fax, 15 voti).

Il Premio Campiello Opera Prima 2018 è stato vinto da  Gli 80 di Camporammaglia del 27enne Valerio Valentini (Laterza).
Il Premio Campiello Giovani 2018 è stato vinto dalla veronese Elettra Solignani con il suo racconto “Con i mattoni“.
Il Premio Fondazione Campiello (il Campiello alla carriera) è stato assegnato a Marta Morazzoni, scrittrice milanese.

La serata la finale del Campiello è stata condotta da da Enrico Bertolino e Mia Ceran, hanno presenziato due alte istituzioni come il presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati e il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli.

Conosciamo i protagonisti di questa edizione del Premio Campiello 2018:

Le assaggiatrici di Rosella Postorino (Feltrinelli).
Fino a dove è lecito spingersi per sopravvivere? A cosa affidarsi, a chi, se il boccone che ti nutre potrebbe ucciderti, se colui che ha deciso di sacrificarti ti sta nello stesso tempo salvando?
La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. “Da anni avevamo fame e paura,” dice. Con lei ci sono altre nove donne di Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta. È l’autunno del ’43, Rosa è appena arrivata da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ed è ospite dei suoceri mentre Gregor, suo marito, combatte sul fronte russo. Quando le SS ordinano: “Mangiate”, davanti al piatto traboccante è la fame ad avere la meglio; subito dopo, però, prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un’ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato.
Nell’ambiente chiuso della mensa forzata, fra le giovani donne s’intrecciano alleanze, amicizie e rivalità sotterranee. Per le altre Rosa è la straniera: le è difficile ottenere benevolenza, eppure si sorprende a cercarla. Specialmente con Elfriede, la ragazza che si mostra più ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva il tenente Ziegler e instaura un clima di terrore. Mentre su tutti – come una sorta di divinità che non compare mai – incombe il Führer, fra Ziegler e Rosa si crea un legame inaudito.
Rosella Postorino non teme di addentrarsi nell’ambiguità delle pulsioni e delle relazioni umane, per chiedersi che cosa significhi essere, e rimanere, umani. Ispirandosi alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf), racconta la vicenda eccezionale di una donna in trappola, fragile di fronte alla violenza della Storia, forte dei desideri della giovinezza. Come lei, i lettori si trovano in bilico sul crinale della collusione con il Male, della colpa accidentale, protratta per l’istinto – spesso antieroico – di sopravvivere. Di sentirsi, nonostante tutto, ancora vivi.

Rosella Postorino, nata a Reggio Calabria nel 1978, è cresciuta in Liguri, nel 2002 si è trasferita a Roma dove vive.Ha esordito nella narrativa nel 2004 con il racconto In una capsula all’interno dell’antologia Ragazze che dovresti conoscere. Nel 2007 è uscito il suo primo romanzo La stanza di sopra vincitore del Premio Rapallo nella sezione Opera Prima, del Premio Città di Santa Marinella e tra i 13 finalisti del Premio Strega. In seguito ha pubblicato altri 3 romanzi: Il corpo docile, vincitore del Premio Penne-Mosca 2013; Le assaggiatrici vincitore del Premio Pozzale Luigi Russo e del Premio Rapallo; un saggio, la pièce teatrale Tu (non) sei il tuo lavoro all’interno di Working for paradise e ha curato alcune opere della scrittrice Marguerite Duras.

Le vite potenziali di Francesco Targhetta (Mondadori).
Al centro di questo romanzo ci sono tre vite, tre visioni del mondo, tre modi diversi e complementari di sopravvivere alla contemporaneità. Il loro spazio è la Albecom, azienda informatica che sorge alla periferia di Marghera; l’ha fondata, ancora giovanissimo, Alberto, “trentaquattro anni, apprezzata abilità nell’assemblare mobili Ikea, una passione per la buona tavola e il culto della chiarezza”. Tra i programmatori che lavorano per lui c’è Luciano, con cui Alberto condivide l’amore per internet fin dai tempi del liceo. Ma, a differenza dell’amico, Luciano si trova a suo agio dietro le quinte: schivo e paralizzato dalla propria scarsa avvenenza, si rifugia nel lavoro e nel rifocillamento dei gatti randagi di Marghera, tormentato solo, di tanto in tanto, dal desiderio di avere qualcuno da rendere felice. A completare il triangolo c’è Giorgio, il pre-sales dell’azienda, procacciatore di nuovi clienti: “percorso da un brivido di elettricità sempre”, tiene nel cruscotto della macchina L’arte della guerra di Sun Tzu, che consulta come un oracolo.
E così, mentre Luciano allaccia con Matilde, barista della tavola calda di fronte alla Albecom, un’amicizia presto caricata di nuove speranze e Giorgio riceve una proposta sottobanco da un vecchio collega, le giornate dei tre amici si intrecciano in un groviglio di segreti e tradimenti che si dipana tra la provincia veneta e le città di mezza Europa e che li costringerà, infine, a compiere scelte sofferte e decisive.
Francesco Targhetta, già protagonista di un piccolo caso letterario con il romanzo in versi Perciò veniamo bene nelle fotografie, si cimenta ora nell’impresa ambiziosissima di ritrarre il nostro presente in continuo divenire, attraverso lo sguardo di un gruppo di trentacinquenni che – con un piede intrappolato nel mondo del web e uno ben piantato nei sobborghi in cemento di quello reale – cercano timidamente di costruirsi un futuro. Per mezzo di una prosa esatta e al tempo stesso intima, crepuscolare, questo romanzo si interroga su cosa stiano diventando le nostre vite, deviate e attratte ogni giorno da mille potenzialità, e su cosa potremmo diventare noi, chiamati insieme al dovere di essere felici e a quello di accelerare sempre di più la velocità del mondo.

Francesco Targhetta, , nato a Treviso nel 1980, insegna lettere alle scuole superiori. Ha pubblicato un libro di poesie (Fiaschi, ExCogita, 2009) e un romanzo in versi (Perciò veniamo bene nelle fotografie, Isbn, 2012). Nel 2014 ha vinto il premio Delfini e il premio Ciampi (da cui la plaquette Le cose sono due, Valigie Rosse, 2014). Questo è il suo esordio in prosa.

 

 

La ragazza con la Leika di Helena Janeczeck (Guanda).
Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa: Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto i tempi più duri a Parigi dopo la fuga dalla Germania; Willy Chardack, che si è accontentato del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli ha preferito Georg ­Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda ­rimarrà una presenza più forte e viva della celebrata eroina antifascista: Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di ­vivere, la sua sete di libertà sono scintille capaci di riaccendersi anche a distanza di decenni. Basta una telefonata intercontinentale tra Willy e Georg, che si sentono per tutt’altro motivo, a dare l’avvio a un romanzo caleidoscopico, costruito sulle fonti originali, del quale Gerda è il cuore pulsante. È il suo battito a tenere insieme un flusso che allaccia epoche e luoghi lontani, restituendo vita alle istantanee di questi ragazzi degli anni Trenta alle prese con la crisi economica, l’ascesa del nazismo, l’ostilità verso i rifugiati che in Francia colpiva soprattutto chi era ebreo e di sinistra, come loro. Ma per chi l’ha amata, quella giovinezza resta il tempo in cui, finché Gerda è vissuta, tutto sembrava ancora possibile.

Helena Janeczek, nata a Monaco di Baviera da una famiglia ebreo-polacca, vive in Italia da oltre trent’anni. Poetessa e scrittrice, ha esordito con la raccolta di poesie in lingua tedesca Ins Freie (Suhrkamp, 1989), mentre ha scritto in italiano il suo primo romanzo, Lezioni di tenebra (Guanda 2011), col quale ha vinto il Premio Bagutta Opera Prima. Ha scritto anche i romanzi Cibo (Mondadori, 2002), Le rondini di Montecassino (Guanda, 2010), finalista al Premio Comisso e vincitore del Premio Napoli, del Premio Sandro Onofri e del Premio Pisa. Nel 2017 esce per Guanda La ragazza con la Leica, romanzo incentrato sulla fotografa Gerda Taro.
È redattrice di «Nuovi Argomenti» e di «Nazione Indiana».

La galassia dei dementi di Ermanno Cavazzoni (La nave di Teseo).
In un futuro dai confini incerti, in un paesaggio che assomiglia al Far West ma che è invece la pianura a volte nebbiosa, altre assolata, fra l’Emilia e la Romagna, tutto è cambiato. Siamo attorno all’anno 6.000 quando avviene la Grande Devastazione: un’invasione aliena ha distrutto le città lasciando dietro solo rovine, un’incredibile onda d’urto ha raso al suolo ogni sporgenza, ha fatto ribollire gli oceani, la popolazione umana è decimata ed è rintanata in case cubiche simili a termitai. Sono sopravvissuti però i sistemi industriali costruiti nel sottosuolo che continuano a produrre droidi, robot intelligenti che provvedono a ogni cosa e vivono assieme agli esseri umani. La tecnologia è al potere: governa, gestisce, organizza. Gli uomini sono liberi da ogni occupazione e lasciati al lassismo, all’obesità, alle strane manie che li afferrano, vivendo in aree urbane desolate e deserte. I coniugi Vitosi, fra i superstiti, passano il tempo collezionando grucce, oggetti vecchi e intrattenendosi con due robot da compagnia quasi erotica, una Dafne e un Piteco. Ma quando, a poco a poco, si sparge la voce che i robot immortali che avevano creato e amministrato questo nuovo mondo si sono ritirati, offesi dal carico delle incombenze e dalla mancanza di gratitudine a loro dovuta, il caos si propaga e inizia la vera catastrofe. Nuovi, improvvisi incendi sconvolgono le città, i robot domestici cominciano a delinquere, a darsi al brigantaggio e anche la Dafne e il Piteco decidono di scappare, preoccupati dai pericoli crescenti. Da giorni i notiziari riportano inoltre l’allarmante annuncio della fuga di un robot ritenuto molto pericoloso, uno Xenofon, che la Dafne e il Piteco saranno destinati a incontrare sul loro cammino. Su quello dei coniugi Vitosi e degli altri pochi umani sopravvissuti incombe invece un’altra minaccia, sotto forma di insetti giganti. Riusciranno a sopravvivere a questa nuova invasione aliena? Tra funamboliche citazioni mitologiche e vicissitudini spassose, e deliranti, Ermanno Cavazzoni ci risucchia nella sua fantascienza ironica, sfrenata e surreale, dove il futuro ci appare sospetto e un po’ inquietante, un posto stranamente famigliare.

Ermanno Cavazzoni, nato a Reggio nell’Emilia nel 1947, è uno scrittore e sceneggiatore italiano. Ha collaborato con Federico Fellini al soggetto e alla sceneggiatura del suo ultimo film La voce della luna, ispirato dal romanzo Il poema dei lunatici, di Cavazzoni stesso. Insegna poetica e retorica all’Università di Bologna, dove è ricercatore confermato. È membro dell’OpLePo ed è stato co-direttore della rivista Il semplice (Feltrinelli, 1995-96) e de Il Caffè illustrato (dal 2001). Nel 2007, insieme con alcuni amici (Gianni Celati, Ugo Cornia, Jean Talon) ha dato vita alla collana di narrativa “Compagnia Extra” per la casa editrice Quodlibet.

Mio padre la rivoluzione di Davide Orecchio (Minimum fax).
Mio padre la rivoluzione è una raccolta di racconti, ritratti, biografie impossibili e reportage di viaggio attorno alla storia e al mito della Rivoluzione russa, dai protagonisti dell’ottobre 1917 (Lenin, Stalin e Trockij) a personaggi minori ma non per questo meno affascinanti. Davide Orecchio lavora sulla storia con gli strumenti della letteratura, ne racconta versioni altre e ne esplora possibilità non accadute: in questo libro Trockij è ancora vivo nel 1956 e medita sull’invasione sovietica dell’Ungheria e su Chrušc¡ëv che rinnega Stalin. Qualche anno dopo, il giovane Robert Zimmerman entra in una libreria di Hibbing, Minnesota, e scopre i testi di Trockij, non diventa Bob Dylan ma compone altre bellissime canzoni rivoluzionarie come «The End of Dreams». Qui, proprio come nella realtà e oltre essa, il poeta Gianni Rodari che «ha il problema della fantasia» scrive un reportage dalla Russia per il centenario della nascita di Lenin. In Mio padre la rivoluzione la «controstoria» è una chiave offerta al presente per scardinare il passato, per fare i conti coi mostri politici e le speranze tradite del Novecento, ed è anche una guida per immaginare i futuri possibili. Con uno stile originalissimo, Davide Orecchio racconta il sogno e l’incubo della storia, le peripezie e le passioni, i destini aperti degli uomini.

Davide Orecchio, nato nel 1969 a Roma, dove vive e lavora, è storico di formazione. Ha esordito nella narrativa nel 2011 con le biografie reali ed immaginarie di Città distrutte grazie alle quali ha vinto il Premio Supermondello ed è arrivato finalista al Premio Volponi e al Premio Napoli. In seguito ha pubblicato il romanzo Stati di grazia nel 2014, finalista al Premio Bergamo e l’opera miscellanea attorno alla Rivoluzione russa Mio padre la rivoluzione del 2017. Scrive sul blog letterario Nazione Indiana e suoi racconti sono apparsi sulla rivista Nuovi Argomenti.

 

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