Pausa Caffè http://www.pausacaffeblog.it/wp Il Blog per chi ama la cucina, i libri, il cinema, le serie tv, la poesia, e tutto ciò che rappresenta la quotidiana pausa caffè. Sat, 26 May 2018 16:14:34 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.6 Premio Campiello 2018: la cinquina finalista http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/premio-campiello-2018-la-cinquina-finalista.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/premio-campiello-2018-la-cinquina-finalista.html#respond Sat, 26 May 2018 16:14:34 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=42671 Il 25 maggio è stata selezionata la cinquina finalista della 56esima edizione del Premio Campiello, premio letterario, istituito nel 1962 per volontà degli Industriali del Veneto, che viene assegnato a opere di narrativa italiana. Il vincitore verrà proclamato sabato 15 settembre al Gran Teatro la Fenice di Venezia. Durante la selezione la Giuria ha inoltre annunciato il vincitore [...]

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Il 25 maggio è stata selezionata la cinquina finalista della 56esima edizione del Premio Campiello, premio letterario, istituito nel 1962 per volontà degli Industriali del Veneto, che viene assegnato a opere di narrativa italiana. Il vincitore verrà proclamato sabato 15 settembre al Gran Teatro la Fenice di Venezia.

Durante la selezione la Giuria ha inoltre annunciato il vincitore del Premio Campiello Opera Prima, un riconoscimento attribuito dal 2004 ad un autore al suo esordio letterario.

Il Premio Campiello Opera Prima è stato assegnato a Gli 80 di Camporammaglia del 27enne Valerio Valentini (Laterza), un romanzo corale, un intrico di storie dense di coraggio e afflizione, un racconto che con impeto realista testimonia di un modo di stare al mondo che sembra già appartenere a un’epoca superata.
Camporammaglia è un paese come ce ne sono tanti nell’entroterra abruzzese, fagocitato dagli Appennini a 800 metri d’altezza, a mezz’ora di macchina dal primo supermercato. Ci vivono, in una orgogliosa e disperata indifferenza rispetto al resto dell’universo, più o meno ottanta persone, tutte con gli stessi due o tre cognomi, tutte aggrappate a un’apatia che le protegge e le condanna. Ma l’idillio è solo apparente, l’inviolabilità delle leggi dei padri è inevitabile che crolli quando la Storia finalmente irrompe, anche a Camporammaglia. Il terremoto, nella primavera del 2009, arriva a sconvolgere quell’intricato garbuglio di relazioni che da sempre tiene uniti gli abitanti del posto. E così, com’è già avvenuto in passato di fronte a eventi più o meno epocali – poco importa che si trattasse del prolungamento della statale, della costruzione della piazza o della comparsa della prima televisione – Camporammaglia muta nella sua eterna fissità: continua ad arrendersi, e a resistere, come rimanendo sull’orlo di una capitolazione che però non avviene mai del tutto.

La Giuria dei Letterati ha votato tra i 250 libri ed ha selezionato la cinquina finalista composta da:

La ragazza con la Leika di Helena Janeczeck (Guanda).
Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa: Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto i tempi più duri a Parigi dopo la fuga dalla Germania; Willy Chardack, che si è accontentato del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli ha preferito Georg ­Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda ­rimarrà una presenza più forte e viva della celebrata eroina antifascista: Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di ­vivere, la sua sete di libertà sono scintille capaci di riaccendersi anche a distanza di decenni. Basta una telefonata intercontinentale tra Willy e Georg, che si sentono per tutt’altro motivo, a dare l’avvio a un romanzo caleidoscopico, costruito sulle fonti originali, del quale Gerda è il cuore pulsante. È il suo battito a tenere insieme un flusso che allaccia epoche e luoghi lontani, restituendo vita alle istantanee di questi ragazzi degli anni Trenta alle prese con la crisi economica, l’ascesa del nazismo, l’ostilità verso i rifugiati che in Francia colpiva soprattutto chi era ebreo e di sinistra, come loro. Ma per chi l’ha amata, quella giovinezza resta il tempo in cui, finché Gerda è vissuta, tutto sembrava ancora possibile.

La galassia dei dementi di Ermanno Cavazzoni (La nave di Teseo).
In un futuro dai confini incerti, in un paesaggio che assomiglia al Far West ma che è invece la pianura a volte nebbiosa, altre assolata, fra l’Emilia e la Romagna, tutto è cambiato. Siamo attorno all’anno 6.000 quando avviene la Grande Devastazione: un’invasione aliena ha distrutto le città lasciando dietro solo rovine, un’incredibile onda d’urto ha raso al suolo ogni sporgenza, ha fatto ribollire gli oceani, la popolazione umana è decimata ed è rintanata in case cubiche simili a termitai. Sono sopravvissuti però i sistemi industriali costruiti nel sottosuolo che continuano a produrre droidi, robot intelligenti che provvedono a ogni cosa e vivono assieme agli esseri umani. La tecnologia è al potere: governa, gestisce, organizza. Gli uomini sono liberi da ogni occupazione e lasciati al lassismo, all’obesità, alle strane manie che li afferrano, vivendo in aree urbane desolate e deserte. I coniugi Vitosi, fra i superstiti, passano il tempo collezionando grucce, oggetti vecchi e intrattenendosi con due robot da compagnia quasi erotica, una Dafne e un Piteco. Ma quando, a poco a poco, si sparge la voce che i robot immortali che avevano creato e amministrato questo nuovo mondo si sono ritirati, offesi dal carico delle incombenze e dalla mancanza di gratitudine a loro dovuta, il caos si propaga e inizia la vera catastrofe. Nuovi, improvvisi incendi sconvolgono le città, i robot domestici cominciano a delinquere, a darsi al brigantaggio e anche la Dafne e il Piteco decidono di scappare, preoccupati dai pericoli crescenti. Da giorni i notiziari riportano inoltre l’allarmante annuncio della fuga di un robot ritenuto molto pericoloso, uno Xenofon, che la Dafne e il Piteco saranno destinati a incontrare sul loro cammino. Su quello dei coniugi Vitosi e degli altri pochi umani sopravvissuti incombe invece un’altra minaccia, sotto forma di insetti giganti. Riusciranno a sopravvivere a questa nuova invasione aliena? Tra funamboliche citazioni mitologiche e vicissitudini spassose, e deliranti, Ermanno Cavazzoni ci risucchia nella sua fantascienza ironica, sfrenata e surreale, dove il futuro ci appare sospetto e un po’ inquietante, un posto stranamente famigliare.

Mio padre la rivoluzione di Davide Orecchio (Minimum fax).
Mio padre la rivoluzione è una raccolta di racconti, ritratti, biografie impossibili e reportage di viaggio attorno alla storia e al mito della Rivoluzione russa, dai protagonisti dell’ottobre 1917 (Lenin, Stalin e Trockij) a personaggi minori ma non per questo meno affascinanti. Davide Orecchio lavora sulla storia con gli strumenti della letteratura, ne racconta versioni altre e ne esplora possibilità non accadute: in questo libro Trockij è ancora vivo nel 1956 e medita sull’invasione sovietica dell’Ungheria e su Chrušc¡ëv che rinnega Stalin. Qualche anno dopo, il giovane Robert Zimmerman entra in una libreria di Hibbing, Minnesota, e scopre i testi di Trockij, non diventa Bob Dylan ma compone altre bellissime canzoni rivoluzionarie come «The End of Dreams». Qui, proprio come nella realtà e oltre essa, il poeta Gianni Rodari che «ha il problema della fantasia» scrive un reportage dalla Russia per il centenario della nascita di Lenin. In Mio padre la rivoluzione la «controstoria» è una chiave offerta al presente per scardinare il passato, per fare i conti coi mostri politici e le speranze tradite del Novecento, ed è anche una guida per immaginare i futuri possibili. Con uno stile originalissimo, Davide Orecchio racconta il sogno e l’incubo della storia, le peripezie e le passioni, i destini aperti degli uomini.

Le vite potenziali di Francesco Targhetta (Mondadori).
Al centro di questo romanzo ci sono tre vite, tre visioni del mondo, tre modi diversi e complementari di sopravvivere alla contemporaneità. Il loro spazio è la Albecom, azienda informatica che sorge alla periferia di Marghera; l’ha fondata, ancora giovanissimo, Alberto, “trentaquattro anni, apprezzata abilità nell’assemblare mobili Ikea, una passione per la buona tavola e il culto della chiarezza”. Tra i programmatori che lavorano per lui c’è Luciano, con cui Alberto condivide l’amore per internet fin dai tempi del liceo. Ma, a differenza dell’amico, Luciano si trova a suo agio dietro le quinte: schivo e paralizzato dalla propria scarsa avvenenza, si rifugia nel lavoro e nel rifocillamento dei gatti randagi di Marghera, tormentato solo, di tanto in tanto, dal desiderio di avere qualcuno da rendere felice. A completare il triangolo c’è Giorgio, il pre-sales dell’azienda, procacciatore di nuovi clienti: “percorso da un brivido di elettricità sempre”, tiene nel cruscotto della macchina L’arte della guerra di Sun Tzu, che consulta come un oracolo.
E così, mentre Luciano allaccia con Matilde, barista della tavola calda di fronte alla Albecom, un’amicizia presto caricata di nuove speranze e Giorgio riceve una proposta sottobanco da un vecchio collega, le giornate dei tre amici si intrecciano in un groviglio di segreti e tradimenti che si dipana tra la provincia veneta e le città di mezza Europa e che li costringerà, infine, a compiere scelte sofferte e decisive.
Francesco Targhetta, già protagonista di un piccolo caso letterario con il romanzo in versi Perciò veniamo bene nelle fotografie, si cimenta ora nell’impresa ambiziosissima di ritrarre il nostro presente in continuo divenire, attraverso lo sguardo di un gruppo di trentacinquenni che – con un piede intrappolato nel mondo del web e uno ben piantato nei sobborghi in cemento di quello reale – cercano timidamente di costruirsi un futuro. Per mezzo di una prosa esatta e al tempo stesso intima, crepuscolare, questo romanzo si interroga su cosa stiano diventando le nostre vite, deviate e attratte ogni giorno da mille potenzialità, e su cosa potremmo diventare noi, chiamati insieme al dovere di essere felici e a quello di accelerare sempre di più la velocità del mondo.

Le assaggiatrici di Rossella Postorino (Feltrinelli).
Fino a dove è lecito spingersi per sopravvivere? A cosa affidarsi, a chi, se il boccone che ti nutre potrebbe ucciderti, se colui che ha deciso di sacrificarti ti sta nello stesso tempo salvando?
La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. “Da anni avevamo fame e paura,” dice. Con lei ci sono altre nove donne di Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta. È l’autunno del ’43, Rosa è appena arrivata da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ed è ospite dei suoceri mentre Gregor, suo marito, combatte sul fronte russo. Quando le SS ordinano: “Mangiate”, davanti al piatto traboccante è la fame ad avere la meglio; subito dopo, però, prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un’ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato.
Nell’ambiente chiuso della mensa forzata, fra le giovani donne s’intrecciano alleanze, amicizie e rivalità sotterranee. Per le altre Rosa è la straniera: le è difficile ottenere benevolenza, eppure si sorprende a cercarla. Specialmente con Elfriede, la ragazza che si mostra più ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva il tenente Ziegler e instaura un clima di terrore. Mentre su tutti – come una sorta di divinità che non compare mai – incombe il Führer, fra Ziegler e Rosa si crea un legame inaudito.
Rosella Postorino non teme di addentrarsi nell’ambiguità delle pulsioni e delle relazioni umane, per chiedersi che cosa significhi essere, e rimanere, umani. Ispirandosi alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf), racconta la vicenda eccezionale di una donna in trappola, fragile di fronte alla violenza della Storia, forte dei desideri della giovinezza. Come lei, i lettori si trovano in bilico sul crinale della collusione con il Male, della colpa accidentale, protratta per l’istinto – spesso antieroico – di sopravvivere. Di sentirsi, nonostante tutto, ancora vivi.

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Premio Italo Calvino 2018: Il Vincitore http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/premio-italo-calvino-2018-vincitore.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/premio-italo-calvino-2018-vincitore.html#respond Wed, 23 May 2018 08:07:01 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=42661 Il 22 maggio, al Circolo dei lettori di Torino, è stato decretato il vincitore della 31esima edizione del Premio Italo Calvino, il principale premio di narrativa per aspiranti scrittori in Italia. La giuria, composta da Teresa Ciabatti, Luca Doninelli, Maria Teresa Giaveri, Vanni Santoni e Mariapia Veladiano, ha assegnato il premio a: L’inverno di Giona del veronese Filippo [...]

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Il 22 maggio, al Circolo dei lettori di Torino, è stato decretato il vincitore della 31esima edizione del Premio Italo Calvino, il principale premio di narrativa per aspiranti scrittori in Italia. La giuria, composta da Teresa Ciabatti, Luca Doninelli, Maria Teresa Giaveri, Vanni Santoni e Mariapia Veladiano, ha assegnato il premio a:

L’inverno di Giona del veronese Filippo Tapparelli, nato nel 1974, ha studiato letteratura inglese e russa all’Università di Verona. È impiegato in un’azienda metalmeccanica veneta. Ha letto molto, appassionato di noir psicologici.
“per la sua grande forza visionaria: nel testo, con stile rarefatto, un allucinato mondo mentale si trasforma in un mondo fisico insieme minuziosamente reale e sottilmente simbolico. Un potente e struggente giallo analitico in cui la verità si sfrangia in tanti rivoli, toccando i temi della colpa, del castigo, del bisogno umano di riconoscimento”.

Congratulazioni anche a tutti gli altri finalisti, scelti tra 720 opere pervenute:

Il Grande Vuoto di Adil Bellafqih, menzione speciale della Giuria.,
“per l’originale capacità di mescolare tra loro generi diversi come il noir e la distopia, con un suggestivo uso di cliché e di citazioni provenienti da un immaginario visivo squisitamente contemporaneo. E, in modo obliquo, il romanzo e il suo giovane autore gettano sull’oggi un perturbante e pungente sguardo radicale.”

Il Faraone di Riccardo Luraschi, seconda menzione della giuria.
“un’estesa e impeccabile costruzione narrativa chiaramente ispirata alle vicende italiane degli ultimi venticinque anni e al loro ancora non tramontato protagonista. La non facile materia è affrontata in un’inedita prospettiva, con un’eccellente scrittura dall’amplissima e perfettamente dominata tastiera di registri e di lessici.”

Sinfonia delle nuvole di Giulio Nardo, speciale menzione Treccani.
“per la capacità di trovare nella linearità e nella precisione una personale cifra di libertà, attraverso l’adozione di una lingua che piegandosi allo svolgersi del racconto, lontana dalla tentazione di virtuosismi ma allo stesso tempo mai placida, rimane creativa e imprevedibile, capace, attraverso un’accorta differenziazione dei registri lessicali, di portare il lettore dentro il romanzo accompagnandone la lettura in un equilibrio dinamico fra trama e parola”.

Elena di Sparta di Loreta Minutilli
Omeocrazia di Maurizio Bonino e Valentina Drago
La sartoria di via Chiatamone di Marinella Savino
Talib, ovvero la curiosità di Bruno Tosatti
Trovami un modo semplice per uscirne di Nicola Nucci

Il Premio Italo Calvino fu fondato a Torino nel 1985, poco dopo la morte di Italo Calvino, come omaggio allo scrittore italiano che nella sua vita fu impegnato nella scoperta di nuovi talenti letterari, infatti il premio svolge un ruolo importante tra di ponte tra gli scrittori inediti e il mondo dell’editoria.
Oggi il premio è conosciuto anche con la sigla “PIC”, nata e diffusa sul web.

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La classifica dei libri più venduti – 21 Maggio 2018 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-21-maggio-2018.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-21-maggio-2018.html#respond Sun, 20 May 2018 22:05:08 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=42642 L’evento della settimana che segnaliamo è l’assegnazione del Premio Italo Calvino, il riconoscimento letterario di risonanza nazionale destinato agli scrittori esordienti, arrivato alla 31esima edizione, che avverrà il 22 maggio. Il premio è stato fondato a Torino nel 1985, poco dopo la morte di Italo Calvino, per iniziativa di un gruppo di estimatori e di amici dello [...]

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L’evento della settimana che segnaliamo è l’assegnazione del Premio Italo Calvino, il riconoscimento letterario di risonanza nazionale destinato agli scrittori esordienti, arrivato alla 31esima edizione, che avverrà il 22 maggio. Il premio è stato fondato a Torino nel 1985, poco dopo la morte di Italo Calvino, per iniziativa di un gruppo di estimatori e di amici dello scrittore.

La classifica dei libri più venduti di questa terza settimana di Maggio ci regala ben quattro nuove entrate, tutte molto interessanti. Scopriamola:

1.
Entra in classifica direttamente in prima posizione Macerie prime. Sei mesi dopo di Zerocalcare.
Nasce il figlio di Cinghiale. Gli amici si riavvicinano. Niente è più come prima. Sei mesi dopo l’uscita di «Macerie prime», Zerocalcare torna con il capitolo conclusivo della sua storia più emblematica e contemporanea. Il senso di precarietà sociale del suo cast sembra assoluto, i rapporti amicali si lacerano, le tenebre avanzano. Piccoli pezzi di ciascuno vengono perduti, rubati, cambiano gli equilibri. E l’armadillo è sempre latitante. Se una soluzione esiste, in cosa consisterà?

2.
Al secondo posto un’ altra nuova entrata La scomparsa di Stephanie Mailer di Joël Dicker.
Il 30 luglio 1994 a Orphea, nello stato di New York, sta per inaugurare la prima edizione del locale festival teatrale. Ma la cittadina viene sconvolta da un terribile omicidio: il sindaco della città viene ucciso in casa insieme a sua moglie e suo figlio. Nei pressi viene ritrovato anche il cadavere di una ragazza, Meghan, uscita di casa per fare jogging. Il caso viene risolto, l’omicida incriminato da due poliziotti, Jesse Rosenberg e Derek Scott. Lunedì 23 giugno 2014. Jesse Rosenberg, a una settimana dalla pensione, viene avvicinato da una giornalista, Stephanie Mailer, la quale gli annuncia che il caso del 1994 non è stato risolto: la persona a suo tempo incriminata è innocente. Ma non ha il tempo per fornire prove. Pochi giorni dopo viene denunciata la sua scomparsa.

3.
Scende al terzo posto, L’ anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone di Antonio Manzini, una raccolta di vecchi racconti.
Ha scritto Antonio D’Orrico che Rocco Schiavone appartiene alla parte migliore degli italiani; anche se indurito dalla vita e incavolato con il mondo, possiede una umanità e una intelligenza delle cose che lo rende un eroe positivo. È vero, fuma spinelli, ha un concetto della giustizia tutto suo, conosce però il cuore degli uomini e sa sempre da che parte stare. Manesco, ruvido, corrotto, scontroso, umorale, individualista, trasgressivo, tormentato, infedele; gli aggettivi si sprecano per definire il lato oscuro di Rocco Schiavone che non fa venir meno quello che di lui attrae e convince: l’insofferenza per la corruzione il perbenismo le diseguaglianze, il profondo senso di equità, la tenerezza, unite al grande talento per il suo mestiere. Sin dal primo romanzo Pista nera ci siamo abituati a vederlo alle prese con il freddo e il ghiaccio sbattuto ad Aosta per punizione – e ormai i lettori più affezionati sanno perché -, con licenza di uccidere, di farsi le canne, di rubare, di sedurre. Lui romano dalla cima della testa alla punta dei piedi calzati nelle improbabili Clarks, si è ritrovato affondato nella neve, in un mondo chiuso, una zona di confine dalle molte identità dove solo il fantasma di Marina gli fa compagnia. Ma ora c’è Lupa accanto a lui e in commissariato hanno imparato a conoscerlo tutti, dal questore Costa, a Pierron, Deruta e D’Intino.

4.
Ancora una nuova entrata che si piazza al quarto posto Il catalogo delle donne valorose di Serena Dandini.
L’autrice decide di raccontare le vite di trentaquattro donne, intraprendenti, controcorrente, spesso perseguitate, a volte incomprese ma forti e generose, sempre pronte a lottare per raggiungere traguardi che sembravano inarrivabili, se non addirittura impensabili. Così, una accanto all’altra, introdotte dai collages di Andrea Pistacchi, scorrono le vite di Ilaria Alpi, la giornalista uccisa mentre indagava su scomode verità, Kathrine Switzer, la prima donna a correre la maratona di Boston, Ipazia, che nel IV secolo, contro i divieti ecclesiastici, osò scrutare il cielo per rivelare il movimento dei pianeti, Olympe de Gouges, autrice nel 1791 della rivoluzionaria «Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina», fino a Betty Boop che, pur essendo solo una donnina di carta, ha dovuto comunque subire una censura per via della propria esuberanza. In attesa di un riconoscimento ufficiale con tanto di busti marmorei e lapidi a eterna memoria, l’autrice ha affiancato alle protagoniste del suo libro altrettante rose che lungimiranti vivaisti hanno creato per queste donne valorose.

5.
Scende al quinto posto Il tatuatore di Alison Belsham.
Mami Mullins, una tatuatrice di Brighton, trova un corpo orribilmente scuoiato. Suo malgrado si trova costretta a collaborare con il detective Francis Sullivan, appena promosso, a cui è stato assegnato il caso. Da tutti gli elementi emerge quasi immediatamente un fatto: non si tratta di un omicidio isolato ma dell’opera di un serial killer. E il modus operandi dello svitato da catturare è agghiacciante: mentre la vittima è ancora viva, rimuove intere porzioni di pelle, presumibilmente tatuate. Questa pista porta Sullivan a credere che una come Mami, che conosce il mondo dei tatuaggi come le sue tasche, sia l’unica persona in grado di aiutarlo. Ma lei ha le sue ragioni per non fidarsi della polizia. Quando Mami riuscirà a identificare il prossimo bersaglio del killer, lo dirà a Sullivan o si metterà alla ricerca del “ladro di tatuaggi” da sola?

6.
Abbandona il podio e scende al sesto posto Sara al tramonto di Maurizio De Giovanni, il nuovo noir tutto al femminile.
Sara non vuole esistere. Il suo dono è l’invisibilità, il talento di rubare i segreti delle persone. Capelli grigi, di una bellezza trattenuta solo dall’anonimato in cui si è chiusa, per amore ha lasciato tutto seguendo l’unico uomo capace di farla sentire viva. Ma non si è mai pentita di nulla e rivendica ogni scelta. Poliziotta in pensione, ha lavorato in un’unità legata ai Servizi, impegnata in intercettazioni non autorizzate. Il tempo le è scivolato tra le dita mentre ascoltava le storie degli altri. E adesso che Viola, la compagna del figlio morto, la sta per rendere nonna, il destino le presenta un nuovo caso. Anche se è fuori dal giro, una vecchia collega che ben conosce la sua abilità nel leggere le labbra – fin quasi i pensieri – della gente, la spinge a indagare su un omicidio già risolto. Così Sara, che non si fida mai delle verità più ovvie, torna in azione, in compagnia di Davide Pardo, uno sbirro stropicciato che si ritrova accanto per caso, e con il contributo inatteso di Viola e del suo occhio da fotografa a cui non sfugge nulla. Maurizio de Giovanni ha dato vita a un personaggio che rimarrà tra i più memorabili del noir italiano. Sara, la donna invisibile che, dal suo archivio nascosto in una Napoli periferica e lunare, ci trascina nel luogo in cui tutti vorremmo essere: in fondo al nostro cuore, anche quando è nero.

7.
L’ultima nuova entrata di questa settimana la troviamo al settimo posto, Divorare il cielo di Paolo Giordano.
La prima volta che Teresa li vede stanno facendo il bagno in piscina, nudi, di nascosto. Lei li spia dalla finestra. Le sembrano liberi e selvaggi. Sono tre intrusi, dice suo padre. O tre ragazzi e basta, proprio come lei. Bern. Tommaso. Nicola. E Teresa che li segue, li studia, li aspetta. Teresa che si innamora di Bern. In lui c’è un’inquietudine che lei non conosce, la nostalgia per un’idea assoluta in cui credere: la religione, la natura, un figlio. Sono uno strano gruppo di randagi, fratelli non di sangue, ciascuno con un padre manchevole, carichi di nostalgia per quello che non hanno mai avuto. Il corpo li guida e li stravolge: la passione, la fatica, le strade tortuose e semplici del desiderio. Il corpo è il veicolo fragile e forte della loro violenta aspirazione al cielo. E la campagna pugliese è il teatro di questa storia che attraversa vent’anni, quattro vite, un amore. Coltivare quella terra rossa, curare gli ulivi, sgusciare montagne di mandorle, un anno dopo l’altro, fino a quando Teresa rimarrà la sola a farlo. Perché il giro delle stagioni è un potente ciclo esistenziale, e la masseria il centro esatto del mondo.

8.
In ottava posizione Storie della buonanotte per bambine ribelli. Vol. 2 di Francesca Cavallo e Elena Favilli.
C’erano una volta cento ragazze che hanno cambiato il mondo. Ora ce ne sono molte, molte di più! “Storie della buonanotte per bambine ribelli” è diventato un movimento globale e un simbolo di libertà. Le autrici Francesca Cavallo ed Elena Favilli tornano con cento nuove storie per ispirare le bambine – e i bambini – a sognare senza confini: Audrey Hepburn, che mangiava tulipani per sopravvivere alla fame ed è poi diventata un’inarrivabile icona di stile e una straordinaria filantropa; Bebe Vio, grintosissima campionessa di scherma malgrado una grave malattia; J.K. Rowling, che ha trasformato il fallimento in un punto di forza e ha cambiato per sempre la storia della letteratura. Poetesse, chirurghe, astronaute, giudici, acrobate, imprenditrici, vulcanologhe: cento nuove avventure, cento nuovi ritratti per ispirarci ancora e dirci che a ogni età, epoca e latitudine, vale sempre la pena di lottare per l’uguaglianza e di procedere a passo svelto verso un futuro più giusto.

9.
Presente anche in questa settimana in nona posizione Storie della buonanotte per bambine ribelli di Francesca Cavallo e Elena Favilli.
Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi.
C’era una volta… una principessa? Macché! C’era una volta una bambina che voleva andare su Marte. Ce n’era un’altra che diventò la più forte tennista al mondo e un’altra ancora che scoprì la metamorfosi delle farfalle. Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kahlo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e ritratte da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo. Scienziate, pittrici, astronaute, sollevatrici di pesi, musiciste, giudici, chef… esempi di coraggio, determinazione e generosità per chiunque voglia realizzare i propri sogni.

10.
Va giù al decimo posto il nuovo thriller, Macbeth, di Jo Nesbø.
Lei avrebbe potuto amarlo. In tempo di pace. Non più ora, perché la guerra era iniziata. Anni ’70, una città industriale sull’orlo del collasso fatta di fabbriche chiuse, disperazione, piazze di spaccio. Sotto l’eterna pioggia nera che la flagella, il poliziotto migliore che si muove per le sue strade è Macbeth. Un ex tossico, un uomo fragile dal passato turbolento, abbandonato da bambino, uno sbirro incline alla violenza. Ma è lui, con la sua squadra, a gestire con intelligenza una retata nell’area del porto, un’azione in grande stile che, finalmente, gli fa intravedere la possibilità di ottenere una promozione. E quindi guadagnarsi il rispetto degli altri, avere una vita migliore, e molto più potere, che è ciò che conta. Tutto questo è lì, a portata di mano: ma, pensa Macbeth, davvero mi lasceranno arrivare tanto in alto? Tormentato dalle allucinazioni, vittima di paranoie sempre più acute, Macbeth comincia, lentamente, a soccombere a se stesso e al tarlo dell’ambizione.

NatiOggi letterari della settimana:

Arthur Conan Doyle (Edimburgo, 22 maggio 1859 – 7 luglio 1930), scrittore scozzese, creatore del famoso dal personaggio dell’investigatore Sherlock Holmes.
Mitch Albom (Trenton, 23 maggio 1958), scrittore statunitense.
Eduardo De Filippo (Napoli, 24 maggio 1900 – 31 ottobre 1984), attore, regista, sceneggiatore, scrittore e poeta italiano.

Fonte: IBUK

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Premio Strega Europeo 2018: il vincitore http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/premio-strega-europeo-2018-vincitore.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/premio-strega-europeo-2018-vincitore.html#respond Mon, 14 May 2018 11:04:22 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=42597 Il 13 maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino è stato annunciato il vincitore della quinta edizionedel Premio Strega Europeo 2018, il riconoscimento ha una valore 3000 euro, più un altro riconoscimento di 1.500 euro, offerto dalla FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori), consegnato al traduttore del libro Bruno Arpaia. Il premio è stato vinto da: Patria di [...]

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Il 13 maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino è stato annunciato il vincitore della quinta edizionedel Premio Strega Europeo 2018, il riconoscimento ha una valore 3000 euro, più un altro riconoscimento di 1.500 euro, offerto dalla FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori), consegnato al traduttore del libro Bruno Arpaia. Il premio è stato vinto da:

Patria di Fernando Aramburu (Guanda), trad. Bruno Arpaia.
Due famiglie legate a doppio filo, quelle di Joxian e del Txato, cresciuti entrambi nello stesso paesino alle porte di San Sebastián, vicini di casa, inseparabili nelle serate all’osteria e nelle domeniche in bicicletta. E anche le loro mogli, Miren e Bittori, erano legate da una solida amicizia, così come i loro figli, compagni di giochi e di studi tra gli anni Settanta e Ottanta. Ma poi un evento tragico ha scavato un cratere nelle loro vite, spezzate per sempre in un prima e un dopo: il Txato, con la sua impresa di trasporti, è stato preso di mira dall’ETA, e dopo una serie di messaggi intimidatori a cui ha testardamente rifiutato di piegarsi, è caduto vittima di un attentato… Bittori se n’è andata, non riuscendo più a vivere nel posto in cui le hanno ammazzato il marito, il posto in cui la sua presenza non è più gradita, perché le vittime danno fastidio. Anche a quelli che un tempo si proclamavano amici. Anche a quei vicini di casa che sono forse i genitori, il fratello, la sorella di un assassino. Passano gli anni, ma Bittori non rinuncia a pretendere la verità e a farsi chiedere perdono, a cercare la via verso una riconciliazione necessaria non solo per lei, ma per tutte le persone coinvolte.

Con la forza della letteratura, Fernando Aramburu ha saputo raccontare una comunità lacerata, e allo stesso tempo scrivere una storia di gente comune, di affetti, di amicizie, di sentimenti feriti: un romanzo da accostare ai grandi modelli narrativi che hanno fatto dell’universo famiglia il fulcro morale, il centro vitale della loro trama.

Fernando Aramburu, nato a San Sebastián nel 1959, ha studiato Filologia ispanica all’Università di Saragozza e negli anni Novanta si è trasferito in Germania per insegnare spagnolo. Dal 2009 ha abbandonato la docenza per dedicarsi alla scrittura e alle collaborazioni giornalistiche. Ha pubblicato romanzi e raccolte di racconti, che sono stati tradotti in diverse lingue e hanno ottenuto numerosi riconoscimenti. Patria, uscito in Spagna nel settembre 2016, ha avuto un successo eccezionale e un vastissimo consenso, conquistando, fra gli altri, il Premio de la Crítica 2017.

Gli altri finalisti del Premio Strega Europeo 2018 erano:

La scomparsa di Josef Mengele di Olivier Guez (Francia, Neri Pozza), trad. Margherita Botto.
Peccati gloriosi di Lisa McInerney (Irlanda, Bompiani), trad. Marco Drago.
Hotel Silence di Auður Ava Ólafsdóttir (Irlanda, Einaudi), trad. Stefano Rosatti.
Si scioglie di Lize Spit (Belgio, E/O), trad. David Santoro.

I vincitori delle scorse edizioni:

2017 – Voci del verbo andare di Jenny Erpenbeck (Sellerio), tradotto da Ada Vigliani.
2016 – Gli anni di Annie Ernaux (L’orma), tradotto da Lorenzo Flabbi.
2015 – Forse Esther di Katja Petrovskaja (Adelphi), tradotto da Ada Vigliani.
2014 – Il tempo della vita di Marcos Giralt Torrente (Elliot), tradotto da Pierpaolo Marchetti.

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La classifica dei libri più venduti – 14 Maggio 2018 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-14-maggio-2018.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-14-maggio-2018.html#respond Sun, 13 May 2018 22:31:07 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=42564 In questa settimana dal 18 al 20 maggio 2018 si svolgerà la V edizione di Urbino e le Città del Libro, un festival letterario nato nel 2014 da un’idea dello scrittore Alessio Torino per il Parco Letterario Paolo Volponi con il fine di coinvolgere in un’unica manifestazione le tante eccellenze del libro della città di Urbino e [...]

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In questa settimana dal 18 al 20 maggio 2018 si svolgerà la V edizione di Urbino e le Città del Libro, un festival letterario nato nel 2014 da un’idea dello scrittore Alessio Torino per il Parco Letterario Paolo Volponi con il fine di coinvolgere in un’unica manifestazione le tante eccellenze del libro della città di Urbino e del suo territorio.
Il festival ha l’obiettivo di promuovere la lettura e la cultura editoriale attraverso presentazioni, reading, incontri con autori e editori, tavole rotonde, laboratori per bambini, workshop di editoria e musica.

La classifica dei libri più venduti di questa seconda settimana di Maggio ci regala tre nuove entrate, un thriller, un libro di preghiere cristiane e un libro di filosofia. Scopriamola:

1.
Sale al primo posto, L’ anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone di Antonio Manzini, una raccolta di vecchi racconti.
Ha scritto Antonio D’Orrico che Rocco Schiavone appartiene alla parte migliore degli italiani; anche se indurito dalla vita e incavolato con il mondo, possiede una umanità e una intelligenza delle cose che lo rende un eroe positivo. È vero, fuma spinelli, ha un concetto della giustizia tutto suo, conosce però il cuore degli uomini e sa sempre da che parte stare. Manesco, ruvido, corrotto, scontroso, umorale, individualista, trasgressivo, tormentato, infedele; gli aggettivi si sprecano per definire il lato oscuro di Rocco Schiavone che non fa venir meno quello che di lui attrae e convince: l’insofferenza per la corruzione il perbenismo le diseguaglianze, il profondo senso di equità, la tenerezza, unite al grande talento per il suo mestiere. Sin dal primo romanzo Pista nera ci siamo abituati a vederlo alle prese con il freddo e il ghiaccio sbattuto ad Aosta per punizione – e ormai i lettori più affezionati sanno perché -, con licenza di uccidere, di farsi le canne, di rubare, di sedurre. Lui romano dalla cima della testa alla punta dei piedi calzati nelle improbabili Clarks, si è ritrovato affondato nella neve, in un mondo chiuso, una zona di confine dalle molte identità dove solo il fantasma di Marina gli fa compagnia. Ma ora c’è Lupa accanto a lui e in commissariato hanno imparato a conoscerlo tutti, dal questore Costa, a Pierron, Deruta e D’Intino.

2.
Scende al secondo posto Sara al tramonto di Maurizio De Giovanni, il nuovo noir tutto al femminile.
Sara non vuole esistere. Il suo dono è l’invisibilità, il talento di rubare i segreti delle persone. Capelli grigi, di una bellezza trattenuta solo dall’anonimato in cui si è chiusa, per amore ha lasciato tutto seguendo l’unico uomo capace di farla sentire viva. Ma non si è mai pentita di nulla e rivendica ogni scelta. Poliziotta in pensione, ha lavorato in un’unità legata ai Servizi, impegnata in intercettazioni non autorizzate. Il tempo le è scivolato tra le dita mentre ascoltava le storie degli altri. E adesso che Viola, la compagna del figlio morto, la sta per rendere nonna, il destino le presenta un nuovo caso. Anche se è fuori dal giro, una vecchia collega che ben conosce la sua abilità nel leggere le labbra – fin quasi i pensieri – della gente, la spinge a indagare su un omicidio già risolto. Così Sara, che non si fida mai delle verità più ovvie, torna in azione, in compagnia di Davide Pardo, uno sbirro stropicciato che si ritrova accanto per caso, e con il contributo inatteso di Viola e del suo occhio da fotografa a cui non sfugge nulla. Maurizio de Giovanni ha dato vita a un personaggio che rimarrà tra i più memorabili del noir italiano. Sara, la donna invisibile che, dal suo archivio nascosto in una Napoli periferica e lunare, ci trascina nel luogo in cui tutti vorremmo essere: in fondo al nostro cuore, anche quando è nero.

3.
Entra al terzo posto Il tatuatore di Alison Belsham.
Mami Mullins, una tatuatrice di Brighton, trova un corpo orribilmente scuoiato. Suo malgrado si trova costretta a collaborare con il detective Francis Sullivan, appena promosso, a cui è stato assegnato il caso. Da tutti gli elementi emerge quasi immediatamente un fatto: non si tratta di un omicidio isolato ma dell’opera di un serial killer. E il modus operandi dello svitato da catturare è agghiacciante: mentre la vittima è ancora viva, rimuove intere porzioni di pelle, presumibilmente tatuate. Questa pista porta Sullivan a credere che una come Mami, che conosce il mondo dei tatuaggi come le sue tasche, sia l’unica persona in grado di aiutarlo. Ma lei ha le sue ragioni per non fidarsi della polizia. Quando Mami riuscirà a identificare il prossimo bersaglio del killer, lo dirà a Sullivan o si metterà alla ricerca del “ladro di tatuaggi” da sola?

4.
Sale al quarto posto, il nuovo thriller, Macbeth, di Jo Nesbø.
Lei avrebbe potuto amarlo. In tempo di pace. Non più ora, perché la guerra era iniziata. Anni ’70, una città industriale sull’orlo del collasso fatta di fabbriche chiuse, disperazione, piazze di spaccio. Sotto l’eterna pioggia nera che la flagella, il poliziotto migliore che si muove per le sue strade è Macbeth. Un ex tossico, un uomo fragile dal passato turbolento, abbandonato da bambino, uno sbirro incline alla violenza. Ma è lui, con la sua squadra, a gestire con intelligenza una retata nell’area del porto, un’azione in grande stile che, finalmente, gli fa intravedere la possibilità di ottenere una promozione. E quindi guadagnarsi il rispetto degli altri, avere una vita migliore, e molto più potere, che è ciò che conta. Tutto questo è lì, a portata di mano: ma, pensa Macbeth, davvero mi lasceranno arrivare tanto in alto? Tormentato dalle allucinazioni, vittima di paranoie sempre più acute, Macbeth comincia, lentamente, a soccombere a se stesso e al tarlo dell’ambizione.

5.
Sale al quinto posto Storie della buonanotte per bambine ribelli. Vol. 2 di Francesca Cavallo e Elena Favilli.
C’erano una volta cento ragazze che hanno cambiato il mondo. Ora ce ne sono molte, molte di più! “Storie della buonanotte per bambine ribelli” è diventato un movimento globale e un simbolo di libertà. Le autrici Francesca Cavallo ed Elena Favilli tornano con cento nuove storie per ispirare le bambine – e i bambini – a sognare senza confini: Audrey Hepburn, che mangiava tulipani per sopravvivere alla fame ed è poi diventata un’inarrivabile icona di stile e una straordinaria filantropa; Bebe Vio, grintosissima campionessa di scherma malgrado una grave malattia; J.K. Rowling, che ha trasformato il fallimento in un punto di forza e ha cambiato per sempre la storia della letteratura. Poetesse, chirurghe, astronaute, giudici, acrobate, imprenditrici, vulcanologhe: cento nuove avventure, cento nuovi ritratti per ispirarci ancora e dirci che a ogni età, epoca e latitudine, vale sempre la pena di lottare per l’uguaglianza e di procedere a passo svelto verso un futuro più giusto.

6.
Entra al sesto posto Sulla tua parola. Messalino maggio-giugno 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio.
Un libricino per leggere ogni giorno le letture e il Vangelo della santa Messa. Con introduzioni, commenti, propositi, vite dei santi, preghiere per il bimestre e tante immagini a colori. Tascabile, pratico, completo, chiaro, adatto sia per la liturgia comunitaria che per la preghiera personale.
«Vi faccio una domanda: Ogni giorno ascoltiamo Gesù nel Vangelo, leggiamo un brano del Vangelo? La Parola di Gesù è il pasto più forte per l’anima, ci nutre la fede. Io vi suggerisco ogni giorno di prendere alcuni minuti e leggere un brano del Vangelo e sentire cosa succede». (Papa Francesco)

7.
Sale in settima posizione Storie della buonanotte per bambine ribelli di Francesca Cavallo e Elena Favilli.
Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi.
C’era una volta… una principessa? Macché! C’era una volta una bambina che voleva andare su Marte. Ce n’era un’altra che diventò la più forte tennista al mondo e un’altra ancora che scoprì la metamorfosi delle farfalle. Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kahlo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e ritratte da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo. Scienziate, pittrici, astronaute, sollevatrici di pesi, musiciste, giudici, chef… esempi di coraggio, determinazione e generosità per chiunque voglia realizzare i propri sogni.

8.
Precipita in attava posizione Mio caro serial killer di Alicia Giménez Bartlett.
Una donna di cinquant’anni viene assassinata in modo brutale nella casa in cui vive da sola; il volto è sfigurato e sul cadavere è poggiata una lettera d’amore: «Cara Pauline, sai che ti ho amato moltissimo e che ti amo ancora. Tu invece non mi ami più e io non ho avuto altra scelta se non quella di ucciderti» e sotto la firma: Demostene. Quando Aurora, una ragazza ecuadoriana che lavora come badante, viene uccisa con le stesse modalità, si comincia a sospettare che si tratti di un serial killer. Le indagini presto conducono a scoprire che entrambe le donne si erano rivolte negli ultimi tempi a un’agenzia matrimoniale di cui però pare si siano perse le tracce, una specie di agenzia fantasma dall’improbabile nome. «Vita futura». Petra Delicado vorrebbe investigare a modo suo, naturalmente al fianco di Fermín Garzón con cui l’intesa è perfetta, ma stavolta non è lei a dare gli ordini perché il caso viene affidato a un ispettore della polizia regionale catalana, Roberto Fraile dei Mossos d’Esquadra, nonostante sia più giovane di lei e abbia meno esperienza.Relegata a un ruolo subalterno l’irritazione di Petra sale presto alle stelle e la spinge a dedicarsi alle indagini con meno impegno del solito, rischiando di provocare equivoci ed errori, in un caso che si fa sempre più inquietante e delicato.

9.
Entra al nono posto La vita e i giorni. Sulla vecchiaia di Enzo Bianchi.
Terra sconosciuta in cui ci inoltriamo lentamente, paese aspro da attraversare e da conquistare, la vecchiaia ha le sue grandi ombre, le sue insidie e le sue fragilità, ma non va separata dalla vita: fa parte del cammino dell’esistenza e ha le sue chances. È il tempo di piantare alberi per chi verrà. Vecchiaia è arte del vivere, che possiamo in larga parte costruire, a partire dalla nostra consapevolezza, dalle nostre scelte, dalla qualità della convivenza che coltiviamo insieme agli altri, mai senza gli altri, giorno dopo giorno. È un prepararsi a lasciare la presa, ad accettare l’incompiuto, ad allentare il controllo sul mondo e sulle cose. Nell’inesorabile faccia a faccia con il corpo che progressivamente ci tradisce, Enzo Bianchi invita tutti noi ad accogliere questo tempo della vita pieno, senza nulla concedere a una malinconica nostalgia del futuro, ma anzi trovando qui l’occasione preziosa di un generoso atto di fiducia verso le nuove generazioni.

10.
Rientra in classifica in decima posizione Una di voi di Iris Ferrari, un libro biografico della youtuber 15enne che con i suoi video ha conquistato il web.
Quella che troverete qui sono proprio io, nella mia semplicità, nei miei momenti sì e in quelli no, una ragazza come voi, con tanti sogni e tanta passione che mette in tutto ciò che fa… una di voi!

 

I NatiOggi letterari della settimana:

L. Frank Baum (Chittenango, 15 maggio 1856 – 6 maggio 1919), scrittore e produttore cinematografico statunitense. (Il meraviglioso mago di Oz)
Michail Bulgakov (Kiev, 15 maggio 1891 – 10 marzo 1940), scrittore russo. (Il Maestro e Margherita)
Honoré de Balzac (Tours, 20 maggio 1799 – 18 agosto 1850), scrittore, critico letterario, saggista, giornalista francese.
Erri De Luca (Napoli, 20 maggio 1950), giornalista, scrittore e poeta italiano.

Fonte: IBUK

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Aldo Moro, l’ultima lettera http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/aldo-moro-lultima-lettera.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/aldo-moro-lultima-lettera.html#respond Wed, 09 May 2018 09:47:56 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=42556 È difficile trovare le parole giuste per commentare quella che è stata una delle pagine più buie della storia italiana: il sequestro del senatore Aldo Moro, cinque volte Presidente del Consiglio e presidente della Democrazia Cristiana. Fu rapito il 16 marzo 1978 e ucciso il 9 maggio da un gruppo terrorista denominato Brigate Rosse. Il [...]

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È difficile trovare le parole giuste per commentare quella che è stata una delle pagine più buie della storia italiana: il sequestro del senatore Aldo Moro, cinque volte Presidente del Consiglio e presidente della Democrazia Cristiana.
Fu rapito il 16 marzo 1978 e ucciso il 9 maggio da un gruppo terrorista denominato Brigate Rosse.
Il caso Moro rimane ancora una delle vicende più intricate ed oscure della storia repubblicana, con tanti punti insoluti.
Aldo Moro, durante i 55 giorni della prigionia, scrisse molte lettere: al governo, alla sua famiglia. Perfino al Papa. Supplicava lo stato di aprirsi al dialogo con i brigatisti, anche a costo di accettarne le rivendicazioni (chiedevano il rilascio di alcuni terroristi detenuti).
Al governo e nella Dc, in effetti, passa la linea dura. Il partito, Andreotti e il ministro dell’Interno Francesco Cossiga in testa, rifiutano ogni compromesso con le Br.
Il caso Moro segnò profondamente la storia italiana, con il suo assassinio si chiuse definitivamente la stagione del compromesso storico e, con esso, la formula dei governi di solidarietà nazionale.
Il progetto di alleanza con il PCI non era ben visto dai partner internazionali dell’Italia.
Moro venne rapito mentre si stava recando in Parlamento dove avrebbe votato la fiducia al primo governo con il sostegno dei comunisti.

Questa è l’ultima lettera scritta da Aldo Moro alla moglie Eleonora Chiavarelli, pochi giorni prima della sua morte.

“Mia dolcissima Noretta,
dopo un momento di esilissimo ottimismo, dovuto forse ad un mio equivoco circa quel che mi si veniva dicendo, siamo ormai, credo, al momento conclusivo. Non mi pare il caso di discutere della cosa in se’ e dell’incredibilita’ di una sanzione che cade sulla mia mitezza e la mia moderazione. Certo ho sbagliato, a fin di bene, nel definire l’indirizzo della mia vita. Ma ormai non si puo’ cambiare. Resta solo di riconoscere che tu avevi ragione. Si puo’ solo dire che forse saremmo stati in altro modo puniti, noi e i nostri piccoli. Vorrei restasse ben chiara la piena responsabilita’ della D.C. con il suo assurdo ed incredibile comportamento. Essa va detto con fermezza cosi’ come si deve rifiutare eventuale medaglia che si suole dare in questo caso. E’ poi vero che moltissimi amici (ma non ne so i nomi) o ingannati dall’idea che il parlare mi danneggiasse o preoccupati delle loro personali posizioni, non si sono mossi come avrebbero dovuto. Cento sole firme raccolte avrebbero costretto a trattare. E questo e’ tutto per il passato. Per il futuro c’e’ in questo momento una tenerezza infinita per voi, il ricordo di tutti e di ciascuno, un amore grande grande carico di ricordi apparentemente insignificanti e in realta’ preziosi. Uniti nel mio ricordo vivete insieme. Mi parra’ di essere tra voi. Per carita’, vivete in una unica casa, anche Emma se e’ possibile e fate ricorso ai buoni e cari amici, che ringrazierai tanto, per le vostre esigenze. Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli. A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani. Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore. Ricordami a tutti i parenti ed amici con immenso affetto ed a te e tutti un caldissimo abbraccio pegno di un amore eterno. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedra’ dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo. Amore mio, sentimi sempre con te e tienmi stretto. Bacia e carezza Fida, Demi, Luca (tanto tanto Luca) Anna Mario il piccolo non nato Agnese Giovanni. Sono tanto grato per quello che hanno fatto. Tutto e’ inutile, quando non si vuole aprire la porta. Il Papa ha fatto pochino: forse ne avra’ scrupolo”.

La lettera di Moro si interrompe cosi’, senza firma. Forse il suo seguito e la sua conclusione è in questo breve frammento, recapitato lo stesso giorno a casa Moro:
“Ora, improvvisamente, quando si profilava qualche esile speranza, giunge incomprensibilmente l’ordine di esecuzione. Noretta dolcissima, sono nelle mani di Dio e tue. Prega per me, ricordami soavemente. Carezza i piccoli dolcissimi, tutti. Che Iddio vi aiuti tutti. Un bacio di amore a tutti. Aldo”

Marzo ’78, recapitata il 5 maggio ’78

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Peppino Impastato: “La mafia uccide, il silenzio pure” http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/peppino-impastato-la-mafia-uccide-silenzio-pure.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/peppino-impastato-la-mafia-uccide-silenzio-pure.html#respond Wed, 09 May 2018 08:58:54 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=42538 Il 9 maggio del 1978 nel piccolo paese di Cinisi, a 30 km da Palermo, viene ucciso Giuseppe Impastato. Il suo corpo viene dilaniato da una carica esplosiva posta sui binari della tratta Palermo-Trapani. Peppino era un militante della sinistra extraparlamentare. Sin da ragazzo si era battuto contro la mafia che lui stesso definiva “una [...]

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Il 9 maggio del 1978 nel piccolo paese di Cinisi, a 30 km da Palermo, viene ucciso Giuseppe Impastato. Il suo corpo viene dilaniato da una carica esplosiva posta sui binari della tratta Palermo-Trapani.
Peppino era un militante della sinistra extraparlamentare. Sin da ragazzo si era battuto contro la mafia che lui stesso definiva “una montagna di merda”, denunciandone i traffici illeciti e le collusioni con la politica. A far uccidere Peppino fu Gaetano Badalamenti, il capo di Cosa Nostra negli anni Settanta.

“…Bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”

 

 

 

Poesie di Peppino Impastato

Un mare di gente
a flutti disordinati
s’è riversato nelle piazze,
nelle strade e nei sobborghi.
E’ tutto un gran vociare
che gela il sangue,
come uno scricchiolo di ossa rotte.
Non si può volere e pensare
nel frastuono assordante;
nell’odore di calca
c’è aria di festa.
E venne da noi un adolescente
dagli occhi trasparenti
e dalle labbra carnose,
alla nostra giovinezza
consunta nel paese e nei bordelli.
Non disse una sola parola
nè fece gesto alcuno:
questo suo silenzio
e questa sua immobilità
hanno aperto una ferita mortale
nella nostra consunta giovinezza.
Nessuno ci vendicherà:
la nostra pena non ha testimoni.
Appartiene al tuo sorriso
l’ansia dell’uomo che muore,
al suo sguardo confuso
chiede un pò d’attenzione,
alle sue labbra di rosso corallo
un ingenuo abbandono,
vuol sentire sul petto
il suo respiro affannoso:
è un uomo che muore.
Fiore di campo nasce
dal grembo della terra nera,
fiore di campo cresce
odoroso di fresca rugiada,
fiore di campo muore
sciogliendo sulla terra
gli umori segreti.
E’ triste non avere fame
di sera all’osteria
e vedere nel fumo
dei fagioli caldi
il suo volto smarrito.
Lunga è la notte
e senza tempo.
Il cielo gonfio di pioggia
non consente agli occhi
di vedere le stelle.
Non sarà il gelido vento
a riportare la luce,
nè il canto del gallo,
nè il pianto di un bimbo.
Troppo lunga è la notte,
senza tempo,
infinita.
I miei occhi giacciono
in fondo al mare
nel cuore delle alghe
e dei coralli.
Seduto se ne stava
e silenzioso
stretto a tenaglia
tra il cielo e la terra
e gli occhi
fissi nell’abisso.

 

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Honoré De Balzac – Fisiologia del matrimonio http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/honore-de-balzac-fisiologia-del-matrimonio.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/honore-de-balzac-fisiologia-del-matrimonio.html#respond Mon, 07 May 2018 14:31:09 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=42521 Fisiologia del matrimonio è un opera di Honoré de Balzac, pubblicato nel 1829, con la misteriosa firma di “un giovane single”. Nel 1842 è stata censurata perché ritenuta immorale e scandalosa, fu una delle prime opere che portò Balzac, quando ne fu rivelata la paternità, a farsi apprezzare dal grande pubblico. “Perché è così raro che un matrimonio [...]

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Honoré De Balzac – Fisiologia del matrimonio

Fisiologia del matrimonio è un opera di Honoré de Balzac, pubblicato nel 1829, con la misteriosa firma di “un giovane single”. Nel 1842 è stata censurata perché ritenuta immorale e scandalosa, fu una delle prime opere che portò Balzac, quando ne fu rivelata la paternità, a farsi apprezzare dal grande pubblico.

“Perché è così raro che un matrimonio sia felice? Perché questo fenomeno del mondo morale ha bisogno, per concretizzarsi, di persone geniali e le persone geniali s’incontrano di rado.”

Considerata dallo stesso autore come una delle pietre fondanti della “Commedia umana”, la “Fisiologia” è una meditazione, ricca di sarcasmo, che, oscillando tra lo studio dei costumi dell’epoca e un trattato analitico, viviseziona una delle più importanti istituzioni culturali e sociali dell’umanità: il matrimonio. Nel testo ritroviamo così temi quali la luna di miele, la teoria del letto, i sintomi dell’adulterio, le nevrosi, le emicranie e le temibili suocere: tutto passa attraverso la penna di uno dei massimi scrittori, che ha fatto della costruzione letteraria intorno all’umanità il suo tratto distintivo.

Lo scrittore, partendo dalla citazione di Napoleone Bonaparte, indaga e divide il matrimonio in tre fasi: considerazioni generali, i mezzi di difesa all’interno e all’esterno e la guerra civile.

“Il matrimonio non deriva affatto dalla natura. La famiglia orientale è totalmente diversa da quella occidentale. L’uomo è il ministro della natura e la società s’innesta su di essa. Le leggi sanciscono i costumi e i costumi mutano. Il matrimonio può dunque subire il perfezionamento graduale al quale sembra che tutti gli eventi umani siano soggetti.” (Napoleone Bonaparte)

Riesce a toccare nervi scoperti di questa antica istituzione, dalla luna di miele alle suocere, dal sesso all’adulterio, dal mal di testa alle nevrosi, dall’influenza delle amiche alla teoria del letto: due letti gemelli, due camere separate o un solo letto. E tanto altro ancora.

“Il matrimonio è una scienza”

Il trattato è scritto in modo chiaro e sarcastico, l’ho trovato davvero molto divertente e acuto. Se pensiamo in che periodo fu scritto è davvero un’opera geniale che compete con testi moderni. Consiglio la lettura a tutti quelli che voglio riflettere in modo ironico sul matrimonio, ancora oggi modello della nostra società.

Destinati a restare per sempre bambini, escono dalla vita a mani vuote, dopo aver vegetato, parlato d’amore e di piaceri, di libertinaggio e di virtù come gli schiavi parlano di libertà. Quasi tutti si sono sposati ignorando nel modo più assoluto che cosa fossero una donna e l’amore. Hanno cominciato con lo sfondare la porta di una casa estranea, pretendendo di essere ricevuti in salotto. Eppure anche l’artista più mediocre sa che esiste fra lui e il suo strumento (strumento che puo essere di legno o d’avorio) una specie d’amicizia indefinibile. Sa per esperienza che gli ci sono voluti anni per riuscire a stabilire questo rapporto misterioso fra la materia inerte e se stesso. Non ha potuto indovinarne al primo approccio le doti e i capricci, idifetti e le virtù. Il suo strumento diventa per lui un’anima e una sorgente di melodia soltanto dopo che l’ha studiato lungamente. Essi giungono a considerarsi amici solo in seguito a profondi sondaggi.
“Forse restando segregato nella vita come un seminarista nella sua cella un uomo potrà arrivare a capire che cosa sia una donna e a decifrare quel meraviglioso solfeggio? O forse esercitando il mestiere di pensare per gli altri, di giudicare gli altri, di dominare gli altri, di rubare il denaro degli altri, di nutrire, di guarire, di ferire gli altri? Non potrebbero, infine, i nostri predestinati impiegare il loro tempo a studiare una donna? Loro vendono il proprio tempo: non lo donerebbero alla felicità? Il denaro è il loro Dio, ma non si possono servire due padroni alla volta. Così il mondo è pieno di giovani mogli che tirano avanti pallide e deboli, malate e sofferenti. Alcune sono tormentate da infiammazioni più o meno gravi, altre cadono vittime di attacchi nervosi più o meno violenti. Tutti i mariti di queste donne sono ignoranti e predestinati. Hanno lavorato alla loro infelicità con la sollecitudine di un marito artista avrebbe usato per far sbocciare i lenti e deliziosi fiori del piacere. Il tempo che un ignorante trascorre a preparare la sua rovina è precisamente quello che un uomo abile adopera a predisporre la sua felicità.

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Quando un insegnante è Pigmalione http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/un-insegnante-pigmalione.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/un-insegnante-pigmalione.html#respond Mon, 07 May 2018 10:57:40 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=42511 Pigmalione era uno scultore, visse a lungo celibe fin quando si  innamorò di una sua  creazione,  “la guarda e si consuma d’amore per il corpo finto”… “la bacia e crede di essere a sua volta baciato, le parla, la tocca e crede che le sue dita s’imprimano sulle membra, teme che restino lividi”. Folle d’amore [...]

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Pigmalione era uno scultore, visse a lungo celibe fin quando si  innamorò di una sua  creazione,  “la guarda e si consuma d’amore per il corpo finto”“la bacia e crede di essere a sua volta baciato, le parla, la tocca e crede che le sue dita s’imprimano sulle membra, teme che restino lividi”.
Folle d’amore chiese ed ottenne dalla dea Afrodite di poter rendere viva la sua creazione. La dea lo accontentò e Galatea, la statua inanimata, divenne umana tanto da dargli anche una figlia.

L’aspetto da considerare in questo mito è quello psicologico. Nel linguaggio corrente, Pigmalione è colui che plasma a proprio piacimento la personalità di un altro. Ma cosa c’entrano gli insegnanti ?

Per capire il nesso tra Pigmalione e un insegnante è doveroso raccontare l’esperimento di Rosenthal: dopo aver  fatto fare un test di intelligenza a degli alunni, ne prese un campione e fece credere ai docenti che i ragazzi, dall’ intelligenza normale, fossero invece al di sopra della media.

Un monitoraggio fatto un anno dopo appurò come l’ insegnante, credendo l’alunno di intelligenza superiore, avesse avuto un atteggiamento più positivo tanto da stimolare l’alunno a fare di più e meglio. “La profezia che si autoavvera” è l’effetto Pigmalione. Si tratta di una forma di suggestione psicologica per cui le persone tendono a modellarsi all’immagine che gli altri hanno di loro, sia essa un’immagine positiva che negativa.

L’effetto Pigmalione può realizzarsi anche tra dipendente e datore di lavoro o in famiglia o in tutti i casi in cui ci siano rapporti sociali. Ogni persona riesce ad essere giudicata nel modo in cui si aspetta di essere considerata. Tutto ciò dovrebbe far riflettere noi insegnanti che abbiamo il compito di “plasmare” menti e pensieri e pongo ai miei colleghi una domanda: i docenti si lasciano suggestionare a tal punto da preferire un alunno  piuttosto che un altro?

Un atteggiamento positivo e libero da condizionamenti è utile al fine di stabilire quel rapporto alunno-insegnante che il più delle volte è inquinato dalla superbia legata ai ruoli che si assumono.

Monia Cannistraci

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C’era una volta un contadino cinese … http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/cera-una-volta-un-contadino-cinese.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/cera-una-volta-un-contadino-cinese.html#respond Mon, 07 May 2018 10:25:54 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=41167 “L’intero processo della natura è un processo integrato di immensa complessità, ed è davvero impossibile dire se tutto ciò che accade in esso è buono o cattivo” Questa idea fu inizialmente formulata dal filosofo e scrittore britannico Alan Watts, che iniziò a divulgare la filosofia orientale in occidente negli anni ’50 e ’60, unendo l’antica [...]

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“L’intero processo della natura è un processo integrato di immensa complessità, ed è davvero impossibile dire se tutto ciò che accade in esso è buono o cattivo”

Questa idea fu inizialmente formulata dal filosofo e scrittore britannico Alan Watts, che iniziò a divulgare la filosofia orientale in occidente negli anni ’50 e ’60, unendo l’antica saggezza alle intuizioni in evoluzione della psicologia moderna. In uno dei suoi libri troviamo questo racconto taonista.

C’era una volta un contadino cinese molto povero, ma saggio, che lavorava duramente la terra con suo figlio.
Un giorno il figlio gli disse:
“Padre, che disgrazia, il cavallo se n’è andato”.
“Perchè la chiami disgrazia?” Rispose il padre,  “Vediamo quello che ci porta il domani”.
Dopo pochi giorni il cavallo ritornò accompagnato da una bellissima giumenta selvaggia.
“Padre, che fortuna!” Esclamò il ragazzo. “Il nostro cavallo ne ha portato un altro”.
“Perchè la chiami fortuna?” Rispose il padre, “Vediamo cosa ci porta il domani”.
Qualche giorno dopo il ragazzo volle montare il nuovo cavallo e questo, non abituato ad un fantino, si impennò e lo scaraventò al suolo e il ragazzo si ruppe una gamba.
“Padre, che disgrazia! Mi sono rotto una gamba!”.
Il padre ricorrendo alla sua esperienza e saggezza sentenziò:
“Perchè dici dsgrazia? Vediamo cosa ci porta il domani!”.
Il ragazzo non era convinto della filosofia del padre e piagnucolava nel suo letto.
In quel periodo il Giappone dichiarò guerra alla Cina e il governo inviò i propri emissari in tutto il paese alla ricerca di giovani in buona salute da inviare al fronte in battaglia. Arrivarono al villaggio e reclutarono tutti i giovani, eccetto il figlio del contadino che aveva la gamba rotta. Nessuno dei ragazzi ritornò vivo.
I vicini dissero al vecchio che era stata un fortuna, ma anche in questo caso il contadino rispose:
“Vediamo cosa ci porta il domani!”
Il giovane comprese allora che non si devono dare come assolute né la disgrazia né la fortuna, ma bisogna sempre dare tempo al tempo, per vedere se una cosa è buona o cattiva.

Una storia semplice che ci mostra come le apparenze possono ingannare e di come il bene e il male possono essere solo una temporanea apparenza, nella vita non ci sono situazioni completamente buone o completamente cattive, tutto ha dei pro e contro.

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La classifica dei libri più venduti – 07 Maggio 2018 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-07-maggio-2018.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-07-maggio-2018.html#respond Sun, 06 May 2018 22:50:03 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=42490 In questa settimana inizia la 31esima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, che si terrà al Lingotto dal 10 al 14 maggio, il tema conduttore di questa edizione è “Un giorno, tutto questo”, per riflettere insieme sull’idea di futuro: come sarà il mondo che ci aspetta? Il Salone si apre verso nuove dimensioni, caratterizzando dalla consueta passerella di [...]

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In questa settimana inizia la 31esima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, che si terrà al Lingotto dal 10 al 14 maggio, il tema conduttore di questa edizione è “Un giorno, tutto questo”, per riflettere insieme sull’idea di futuro: come sarà il mondo che ci aspetta? Il Salone si apre verso nuove dimensioni, caratterizzando dalla consueta passerella di grandi autori e protagonisti della scena culturale italiana e internazionale. Paese Ospite del 2018 è la Francia.

La classifica dei libri più venduti di questa prima settimana di Maggio ci regala solo due nuove entrate tutte gialle, scopriamola:

1.
Risale al primo posto Sara al tramonto di Maurizio De Giovanni, il nuovo noir tutto al femminile.
Sara non vuole esistere. Il suo dono è l’invisibilità, il talento di rubare i segreti delle persone. Capelli grigi, di una bellezza trattenuta solo dall’anonimato in cui si è chiusa, per amore ha lasciato tutto seguendo l’unico uomo capace di farla sentire viva. Ma non si è mai pentita di nulla e rivendica ogni scelta. Poliziotta in pensione, ha lavorato in un’unità legata ai Servizi, impegnata in intercettazioni non autorizzate. Il tempo le è scivolato tra le dita mentre ascoltava le storie degli altri. E adesso che Viola, la compagna del figlio morto, la sta per rendere nonna, il destino le presenta un nuovo caso. Anche se è fuori dal giro, una vecchia collega che ben conosce la sua abilità nel leggere le labbra – fin quasi i pensieri – della gente, la spinge a indagare su un omicidio già risolto. Così Sara, che non si fida mai delle verità più ovvie, torna in azione, in compagnia di Davide Pardo, uno sbirro stropicciato che si ritrova accanto per caso, e con il contributo inatteso di Viola e del suo occhio da fotografa a cui non sfugge nulla. Maurizio de Giovanni ha dato vita a un personaggio che rimarrà tra i più memorabili del noir italiano. Sara, la donna invisibile che, dal suo archivio nascosto in una Napoli periferica e lunare, ci trascina nel luogo in cui tutti vorremmo essere: in fondo al nostro cuore, anche quando è nero.

2.
Scende al secondo posto Gaudete et exsultate di Papa Francesco (Libreria Editrice Vaticana).
«Rallegratevi ed esultate» (Mt 5,12), dice Gesù a coloro che sono perseguitati o umiliati per causa sua. Il Signore chiede tutto, e quello che offre è la vera vita, la felicità per la quale siamo stati creati. Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente. In realtà, fin dalle prime pagine della Bibbia è presente, in diversi modi, la chiamata alla santità. Così il Signore la proponeva ad Abramo: «Cammina davanti a me e sii integro» (Gen 17,1). 2. Non ci si deve aspettare qui un trattato sulla santità, con tante definizioni e distinzioni che potrebbero arricchire questo importante tema, o con analisi che si potrebbero fare circa i mezzi di santificazione. Il mio umile obiettivo è far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità, cercando di incarnarla nel contesto attuale, con i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità. Perché il Signore ha scelto ciascuno di noi «per essere santi e immacolati di fronte a Lui nella carità» (Ef 1,4).

3.
Entra in classifica, al terzo posto, L’ anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone di Antonio Manzini, una raccolta di vecchi racconti.
Ha scritto Antonio D’Orrico che Rocco Schiavone appartiene alla parte migliore degli italiani; anche se indurito dalla vita e incavolato con il mondo, possiede una umanità e una intelligenza delle cose che lo rende un eroe positivo. È vero, fuma spinelli, ha un concetto della giustizia tutto suo, conosce però il cuore degli uomini e sa sempre da che parte stare. Manesco, ruvido, corrotto, scontroso, umorale, individualista, trasgressivo, tormentato, infedele; gli aggettivi si sprecano per definire il lato oscuro di Rocco Schiavone che non fa venir meno quello che di lui attrae e convince: l’insofferenza per la corruzione il perbenismo le diseguaglianze, il profondo senso di equità, la tenerezza, unite al grande talento per il suo mestiere. Sin dal primo romanzo Pista nera ci siamo abituati a vederlo alle prese con il freddo e il ghiaccio sbattuto ad Aosta per punizione – e ormai i lettori più affezionati sanno perché -, con licenza di uccidere, di farsi le canne, di rubare, di sedurre. Lui romano dalla cima della testa alla punta dei piedi calzati nelle improbabili Clarks, si è ritrovato affondato nella neve, in un mondo chiuso, una zona di confine dalle molte identità dove solo il fantasma di Marina gli fa compagnia. Ma ora c’è Lupa accanto a lui e in commissariato hanno imparato a conoscerlo tutti, dal questore Costa, a Pierron, Deruta e D’Intino.

4.
Stabile al quarto posto Mio caro serial killer di Alicia Giménez Bartlett.
Una donna di cinquant’anni viene assassinata in modo brutale nella casa in cui vive da sola; il volto è sfigurato e sul cadavere è poggiata una lettera d’amore: «Cara Pauline, sai che ti ho amato moltissimo e che ti amo ancora. Tu invece non mi ami più e io non ho avuto altra scelta se non quella di ucciderti» e sotto la firma: Demostene. Quando Aurora, una ragazza ecuadoriana che lavora come badante, viene uccisa con le stesse modalità, si comincia a sospettare che si tratti di un serial killer. Le indagini presto conducono a scoprire che entrambe le donne si erano rivolte negli ultimi tempi a un’agenzia matrimoniale di cui però pare si siano perse le tracce, una specie di agenzia fantasma dall’improbabile nome. «Vita futura». Petra Delicado vorrebbe investigare a modo suo, naturalmente al fianco di Fermín Garzón con cui l’intesa è perfetta, ma stavolta non è lei a dare gli ordini perché il caso viene affidato a un ispettore della polizia regionale catalana, Roberto Fraile dei Mossos d’Esquadra, nonostante sia più giovane di lei e abbia meno esperienza.Relegata a un ruolo subalterno l’irritazione di Petra sale presto alle stelle e la spinge a dedicarsi alle indagini con meno impegno del solito, rischiando di provocare equivoci ed errori, in un caso che si fa sempre più inquietante e delicato.

5.
Scende al quinto posto Gaudete et exsultate di Papa Francesco (San Paolo).
“Mi piace vedere la santità nel popolo di Dio paziente: nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere. Questa è tante volte la santità della porta accanto.” Indici a cura di Giuliano Vigini. Introduzione di Maurizio Gronchi.

 

6.
Stabile al sesto posto, il nuovo thriller, Macbeth, di Jo Nesbø.
Lei avrebbe potuto amarlo. In tempo di pace. Non più ora, perché la guerra era iniziata. Anni ’70, una città industriale sull’orlo del collasso fatta di fabbriche chiuse, disperazione, piazze di spaccio. Sotto l’eterna pioggia nera che la flagella, il poliziotto migliore che si muove per le sue strade è Macbeth. Un ex tossico, un uomo fragile dal passato turbolento, abbandonato da bambino, uno sbirro incline alla violenza. Ma è lui, con la sua squadra, a gestire con intelligenza una retata nell’area del porto, un’azione in grande stile che, finalmente, gli fa intravedere la possibilità di ottenere una promozione. E quindi guadagnarsi il rispetto degli altri, avere una vita migliore, e molto più potere, che è ciò che conta. Tutto questo è lì, a portata di mano: ma, pensa Macbeth, davvero mi lasceranno arrivare tanto in alto? Tormentato dalle allucinazioni, vittima di paranoie sempre più acute, Macbeth comincia, lentamente, a soccombere a se stesso e al tarlo dell’ambizione.

7.
Scende al settimo posto Storie della buonanotte per bambine ribelli. Vol. 2 di Francesca Cavallo e Elena Favilli.
C’erano una volta cento ragazze che hanno cambiato il mondo. Ora ce ne sono molte, molte di più! “Storie della buonanotte per bambine ribelli” è diventato un movimento globale e un simbolo di libertà. Le autrici Francesca Cavallo ed Elena Favilli tornano con cento nuove storie per ispirare le bambine – e i bambini – a sognare senza confini: Audrey Hepburn, che mangiava tulipani per sopravvivere alla fame ed è poi diventata un’inarrivabile icona di stile e una straordinaria filantropa; Bebe Vio, grintosissima campionessa di scherma malgrado una grave malattia; J.K. Rowling, che ha trasformato il fallimento in un punto di forza e ha cambiato per sempre la storia della letteratura. Poetesse, chirurghe, astronaute, giudici, acrobate, imprenditrici, vulcanologhe: cento nuove avventure, cento nuovi ritratti per ispirarci ancora e dirci che a ogni età, epoca e latitudine, vale sempre la pena di lottare per l’uguaglianza e di procedere a passo svelto verso un futuro più giusto.

8.
Sale in ottava posizione Storie della buonanotte per bambine ribelli di Francesca Cavallo e Elena Favilli.
Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi.
C’era una volta… una principessa? Macché! C’era una volta una bambina che voleva andare su Marte. Ce n’era un’altra che diventò la più forte tennista al mondo e un’altra ancora che scoprì la metamorfosi delle farfalle. Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kahlo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e ritratte da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo. Scienziate, pittrici, astronaute, sollevatrici di pesi, musiciste, giudici, chef… esempi di coraggio, determinazione e generosità per chiunque voglia realizzare i propri sogni.

9.
Un’altra nuova entrata si piazza al nono posto, L’università del crimine. La nuova indagine del commissario Kostas Charitos di Petros Markaris.
Il commissario Charitos riceve la notizia che il suo direttore, Ghikas, va in pensione e lascia proprio a lui la direzione della Centrale della Polizia di Atene. Di lì a poco viene ucciso il ministro della Funzione Pubblica: nella rivendicazione si legge che il ministro, già stimato professore universitario, è stato ucciso perché ha tradito la sua missione di docente per fare carriera politica, venendo così meno ai suoi doveri verso gli studenti. In questi giorni difficili per Charitos, le serate sono allietate dalle uscite che lui e Adriana fanno a casa di tre nuove amiche, conosciute durante una vacanza in Epiro, e dalla notizia che presto diventerà nonno. Qualche giorno dopo viene però ucciso un altro ministro, ex docente anch’egli. Stavolta con un’iniezione letale. Quando viene ucciso anche un terzo professore, le cose sembrano andare fuori controllo: il governo chiede un’immediata svolta alle indagini che, tuttavia, continuano a brancolare nel buio. Kostas Charitos torna a indagare in un romanzo in cui è coinvolto in prima persona in un’inchiesta mozzafiato, la cui soluzione è sorprendentemente molto vicina a lui.

10.
Va giù al decimo posto Una ragazza affidabile di Silena Santoni.
Un’eredità inattesa costringe Agnese a tornare a Firenze, la città in cui è nata e cresciuta e da cui è fuggita molti anni prima. Qui l’attende la sorella Micaela, che non vede da anni, così lontana dalle scelte che Agnese ha fatto per sé: una vita tranquilla e sicura nella provinciale Ancona, un bravo marito benestante, due figlie allevate nell’agio, valori che Micaela, sola, senza un’occupazione fissa, precaria per vocazione e per convinzione irride. Attraverso un confronto che assume sempre più il carattere di scontro, Agnese rivive, sullo sfondo dell’Italia degli anni Sessanta e Settanta, i ricordi dell’infanzia e della giovinezza che ha segnato la sua vita. Intanto a Bolzano un ispettore di polizia interroga due sorelle, uniche testimoni di un incidente sciistico costato la vita a un loro compagno di vacanza. Il sospetto che gli sci siano stati manomessi alimenta negli inquirenti la convinzione che le ragazze siano responsabili dell’accaduto…

Fonte: Tuttolibri

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Giornata mondiale della risata http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/giornata-mondiale-della-risata.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/giornata-mondiale-della-risata.html#respond Sun, 06 May 2018 10:51:05 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=42486 Oggi è a giornata mondiale della risata o World Laughter Day si celebra la prima domenica di maggio. È stata istituita nel 1998 da Madan Kataria, fondatore del movimento internazionale dello Yoga della risata. La celebrazione della Giornata mondiale della risata è intesa come una manifestazione per la pace nel mondo, e ha lo scopo di costruire una [...]

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Oggi è a giornata mondiale della risata o World Laughter Day si celebra la prima domenica di maggio. È stata istituita nel 1998 da Madan Kataria, fondatore del movimento internazionale dello Yoga della risata. La celebrazione della Giornata mondiale della risata è intesa come una manifestazione per la pace nel mondo, e ha lo scopo di costruire una coscienza globale di fratellanza e amicizia attraverso la risata.

“Due o più persone in un luogo pubblico o in un’adunanza qualsivoglia, che stieno ridendo tra loro in modo osservabile, né sappiano gli altri di che, generano in tutti i presenti tale apprensione, che ogni discorso tra questi divien serio, molti ammutoliscono, alcuni si partono, i più intrepidi si accostano a quelli che ridono, procurando di essere accettati a ridere in compagnia loro. Come se si udissero scoppi di artiglierie vicine, dove fossero genti al buio: tutti n’andrebbero in scompiglio, non sapendo a chi possano toccare i colpi in caso che l’artiglieria fosse carica a palla. Il ridere concilia stima e rispetto anche dagl’ignoti, tira a se l’attenzione di tutti i circostanti, e dà fra questi una sorte di superiorità. E se, come accade, tu ti ritrovassi in qualche luogo alle volte o non curato o trattato con alterigia o scortesemente, tu non hai a far altro che scegliere tra i presenti uno che ti paia a proposito, e con quello ridere franco e aperto e con perseveranza, mostrando più che puoi che il riso ti venga dal cuore: e se forse vi sono alcuni che ti deridano, ridere con voce più chiara e con più costanza che i derisori. Tu devi essere assai sfortunato se, avvedutisi del tuo ridere, i più orgogliosi e i più petulanti della compagnia, e quelli che più torcevano da te il viso, fatta brevissima resistenza, o non si danno alla fuga, o non vengono spontanei a chieder pace, ricercando la tua favella, e forse profferendotisi per amici. Grande tra gli uomini e di gran terrore è la potenza del riso: contro il quale nessuno nella sua coscienza trova se munito da ogni parte. Chi ha coraggio di ridere, è padrone del mondo, poco altrimenti di chi è preparato a morire.”

(Giacomo Leopardi, Pensieri)

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Jeffery Deaver – Nero a Manhattan http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/jeffery-deaver-nero-manhattan.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/jeffery-deaver-nero-manhattan.html#respond Fri, 04 May 2018 09:21:50 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=42426 Nero a Manhattan è un romanzo thriller scritto da Jeffery Deaver, pubblicato nel 1988, primo volume della della trilogia di Rune, seguito da Requiem per una pornostar e Hard news. Una storia dalle atmosfere di un noir degli anni quaranta dove viene svelanto il volto di una New York insolita e affascinante, con una detective decisamente fuori dagli schemi. [...]

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Jeffery Deaver – Nero a Manhattan

Nero a Manhattan è un romanzo thriller scritto da Jeffery Deaver, pubblicato nel 1988, primo volume della della trilogia di Rune, seguito da Requiem per una pornostar e Hard news. Una storia dalle atmosfere di un noir degli anni quaranta dove viene svelanto il volto di una New York insolita e affascinante, con una detective decisamente fuori dagli schemi.

“Il ritaglio, preso dal «New York Journal American» e datato 1948, aveva come titolo La vera storia del crimine di Gotham in un film. Era sottolineato, e c’erano asterischi sui margini.
Gli spettatori del film Nero a Manhattan, uscito nelle sale della 42a Strada, vi avranno riconosciuto la vera storia di un poliziotto di New York…”

Togliere di mezzo Robert Kelly, un anziano e solitario signore il cui unico passatempo consiste nel guardare e riguardare lo stesso vecchio film giallo, si direbbe un gioco da ragazzi per una coppia di veri professionisti come Haarte e Zane. Peccato che anche i lavoretti più facili a volte possano riservare imprevisti. In questo caso l’imprevisto si chiama Rune, ha vent’anni, è bella ed eccentrica, cambia lavoro con la stessa disinvoltura con cui cambia colore di capelli. E, soprattutto, è troppo curiosa e ostinata per tenersi lontano dai guai.

“Io credo che la vita ti dia solo quanto ci investi.”

È lei che, nella scalcinata videoteca del Greenwich Village in cui lavora, ha dato a noleggio a Kelly il solito film, “Nero a Manhattan”, che il vecchio stava guardando nel momento in cui, nel suo appartamento, è stato freddato con tre colpi di pistola. Ed è sempre lei – che con il vecchio ha stretto un’improbabile quanto sincera amicizia – a nutrire il sospetto che nei fotogrammi in bianco e nero di quella vecchia pellicola possa celarsi la chiave per svelare il mistero della sua morte. Rune si getta così in una pericolosa indagine privata, che, tra equivoci e scambi di persona, porterà alla luce la verità che si cela dietro un omicidio apparentemente inspiegabile.

“Nero a Manhattan. Millenovecentoquarantasette. Oh, questa roba è tutta inventata. Dunque. L’intenso dramma di un giovane poliziotto idealista a New York, diviso tra dovere e avidità.”

Le recensioni non sono molto positive, alcuni sono stati delusi non ritrovandolo alla stessa altezza delle opere successive, accusando una scrittura acerba, la parola più comune è “noioso”. Mentre ad alcuni è piaciuto e confermano il talento dell’autore già da questa prima pubblicazione, trovandolo leggero e piacevole.
Non resta che leggerlo per una nostra personale opinione.

Per la prima volta in sei mesi, si sentiva al sicuro.
Dopo due cambi d’identità e tre nuovi indirizzi, cominciava davvero a credere di averla scampata.
Una nuova sensazione si era impossessata di lui, una tranquillità inconsueta. Era da tanto che non provava nulla di simile, pensò, mettendosi a sedere sul letto della sua camera d’albergo, con vista sullo strano arco argentato che incorniciava il lungofiume di St. Louis. Respirò l’aria primaverile del Midwest.
Alla televisione davano un vecchio film. Lui adorava i vecchi film. Era L’infernale Quinlan, diretto da Orson Welles, con Charlton Heston nella parte di un messicano. Heston non somigliava per niente a un messicano, ma d’altra parte non somigliava nemmeno a Mosè.
Arnold Gittleman rise tra sé di questa piccola facezia, e la riferì all’uomo taciturno che, seduto accanto a lui, era intento a leggere la rivista «Armi & Munizioni». L’uomo gettò uno sguardo allo schermo. «Messicano?» chiese. Guardò il televisore per qualche secondo. «Ah, capito.» E tornò a dedicarsi alla sua rivista.
Gittleman si appoggiò alla testiera del letto, felice di scoprirsi ancora capace di pensieri leggeri come quello su Heston. Pensieri scanzonati. Pensieri frivoli. Voleva dedicarsi al giardinaggio o a ridipingere mobili da esterno, o portare suo nipote a una partita di baseball. Voleva che sua figlia e il marito lo accompagnassero sulla tomba di sua moglie, da cui, negli ultimi sei mesi, aveva preferito tenersi alla larga.
«Allora» disse l’altro uomo, alzando gli occhi dalla rivista. «Che mangiamo stasera? Ordiniamo dall’ebreo?»
Gittleman, che da Natale aveva perso quindici chili, assestandosi sui novantadue, disse: «Per me va bene».
E si rese conto che ne aveva voglia davvero. Erano secoli che non si sentiva così piacevolmente affamato. Un grosso, grasso panino dell’ebreo. Pastrami. Aveva già l’acquolina in bocca. Mostarda. Pane di segale. Fettine di cetriolo.
«No, ragazzi» intervenne un terzo uomo, uscendo dal bagno. «Pizza. Ordiniamo una pizza.»
L’uomo taciturno appassionato di armi e l’uomo della pizza erano due agenti federali. Entrambi giovani, con i volti impassibili e accigliati, indossavano completi da poco che, fra l’altro, gli stavano piuttosto male. Eppure, Gittleman non si sarebbe fatto guardare le spalle da nessun altro. E poi anche lui aveva avuto una vita difficile, e si rendeva conto che, a dispetto delle apparenze, i due agenti sapevano il fatto loro. Conoscevano la legge della strada, e in fondo questa era la sola cosa che contasse davvero.
Nell’ultimo periodo, Gittleman si era affezionato sempre più a quei due. E visto che non gli era permesso avere contatti con la famiglia, li aveva praticamente adottati. Li chiamava Figlio Uno e Figlio Due. Gliel’aveva anche detto. Per loro certo non rappresentava una figura paterna, ma in fin dei conti era piacevole sentirsi chiamare così. Ammettevano che, nella maggior parte dei casi, dovevano proteggere gente che loro stessi consideravano feccia, e Gittleman, anche se non era un santo, di certo non rientrava in quella categoria.

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Novità in Libreria – Maggio 2018 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/novita-libreria-maggio-2018.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/novita-libreria-maggio-2018.html#respond Thu, 03 May 2018 09:00:15 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=42254 Le temperature si alzano, arrivano le belle giornate ideali per affrontare un maggio ricco di eventi e pieno di novità editoriali pronti per essere letti, magari immersi nella natura. Vo(g)liamo leggere, questo il motto del Maggio dei libri 2018, che inizia il 23 aprile, in occasione della Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore promossa [...]

Leggi l'articolo Novità in Libreria – Maggio 2018 in versione completa su Pausa Caffè.

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Le temperature si alzano, arrivano le belle giornate ideali per affrontare un maggio ricco di eventi e pieno di novità editoriali pronti per essere letti, magari immersi nella natura.

Vo(g)liamo leggere, questo il motto del Maggio dei libri 2018, che inizia il 23 aprile, in occasione della Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore promossa dall’UNESCO e si conclude il 31 maggio.
Il tema della campagna di questa settima edizione non potrebbe essere più chiaro: la lettura mette le ali e consente di raggiungere attraverso i libri tutti i mondi possibili, trasportati con leggerezza dalle parole.
Lo spirito di questa campagna nazionale nata, nel 2011, ha l’obiettivo di sottolineare il valore sociale della lettura come elemento chiave della crescita personale, culturale e civile.
Cresce a vista d’occhio la lista degli eventi del maggio dei libri: presentazioni, aperitivi letterari, dibattiti, bookcrossing, iniziative nelle scuole come nei parchi, in piazza o in biblioteca, puoi partecipare anche tu.

Questo mese non possiamo perdere la 31esima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, che si terrà al Lingotto dal 10 al 14 maggio, il tema conduttore di questa edizione è “Un giorno, tutto questo”, per riflettere insieme sull’idea di futuro: come sarà il mondo che ci aspetta? Il Salone si apre verso nuove dimensioni, caratterizzando dalla consueta passerella di grandi autori e protagonisti della scena culturale italiana e internazionale. Paese Ospite del 2018 è la Francia.

Dal 18 al 20 maggio 2018 si svolgerà la V edizione di Urbino e le Città del Libro, un festival letterario nato nel 2014 da un’idea dello scrittore Alessio Torino per il Parco Letterario Paolo Volponi con il fine di coinvolgere in un’unica manifestazione le tante eccellenze del libro della città di Urbino e del suo territorio.
Il festival ha l’obiettivo di promuovere la lettura e la cultura editoriale attraverso presentazioni, reading, incontri con autori e editori, tavole rotonde, laboratori per bambini, workshop di editoria e musica.

Un’altro evento da segnalare si svolgerà il 22 maggio, parliamo dell’assegnazione del Premio Italo Calvino, il riconoscimento letterario di risonanza nazionale destinato agli scrittori esordienti, arrivato alla 31esima edizione. Il premio è stato fondato a Torino nel 1985, poco dopo la morte di Italo Calvino, per iniziativa di un gruppo di estimatori e di amici dello scrittore.

Ricordo che questo post “Novità in Libreria” non è statico, ma dinamico, cioè verrà aggiornato in base alle informazioni acquisite giorno per giorno ed i libri saranno inseriti in ordine cronologico d’uscita, ho aggiunto a fine pagina l’elenco dei libri usciti in ordine alfabetico. Si accettano sempre consigli e suggerimenti per migliorare questa rubrica.

Scopriamo insieme le ultime novità editoriali per il mese di Maggio 2018:

A bocce ferme, scritto da Marco Malvaldi, pubblicato da Sellerio, genere giallo, data uscita 03/05/18.
I vecchietti del BarLume se lo ricordano bene quel delitto della fine degli anni Settanta: Camillo era un vero padrone, autoritario e dispotico; qualcuno arrivò a dire addirittura che se l’era cercata. Tuttavia nessuno era stato incriminato. Ora che il figlio, scomparso di recente, nelle sue ultime volontà ha dichiarato di essere lui il colpevole, il caso dovrebbe essere definitivamente risolto. Per tutti tranne che per l’asilo geriatrico del BarLume…

 

Vorrei che fosse già domani, scritto da Miriam Candurro e Massimo Cacciapuoti, pubblicato da Garzanti, genere narrativa, data uscita 03/05/18.
Al liceo è giorno di manifestazione. Nei corridoi deserti, Paolo cerca agitato tra i suoi post-it quello su cui ha annotato le coordinate per arrivare in classe. Ormai non può più farne a meno. Perché da quando, tre anni prima, un brutto incidente gli ha fatto perdere il senso dell’orientamento, la sua vita è diventata un insieme di istruzioni numeriche, che gli permettono di confondersi tra gli altri, di sembrare uno come tanti. Ma all’improvviso, in un momento di distrazione, il suo sguardo incrocia due profondi occhi verdi. Quelli dell’esuberante Cristina che, dopo settimane di assenza, si è decisa a darla vinta a sua madre e a rientrare a scuola, anche se non ne ha alcuna voglia. Il loro incontro dura un attimo. Ma quell’attimo indimenticabile è sufficiente a cambiare ogni cosa. A poco a poco, tra bigliettini scambiati di nascosto sotto il banco e pomeriggi passati sui libri, Cristina, mossa da una curiosità che non riesce neanche a spiegarsi, rompe il guscio dentro al quale Paolo si è rinchiuso. Gli fa capire che l’invisibilità non è la soluzione a tutti i problemi. E Paolo, finalmente pronto a lasciarsi andare di nuovo, convince Cristina a non rinunciare alla propria unicità. Insieme sentono di poter superare ogni ostacolo ed essere sé stessi di fronte al mondo, che fa sempre un po’ paura. Per questo vorrebbero che il tempo a loro disposizione non finisse mai e che fosse sempre domani, per iniziare ogni giornata mano nella mano. Ma il passato torna a far visita a Paolo e lo costringe a prendere una delle decisioni più difficili. Perché non c’è legame più forte di quello che si conquista ogni giorno. Un legame che niente può spezzare. Nemmeno un tempo che sembra infinito.

La treccia, scritto da Laetitia Colombani, pubblicato da Nord, genere narrativa, data uscita 03/05/18.
India. Smita è un’intoccabile; per sopravvivere, raccoglie escrementi a mani nude. Il suo è un mestiere che si tramanda di generazione in generazione, e che lei ha accettato, sopportando in silenzio. Ma sua figlia non seguirà le sue orme. No, lei andrà a scuola, imparerà a leggere e a scrivere, farà grandi cose. Per offrirle un futuro migliore, Smita sfiderà il mondo. ITALIA. Giulia adora lavorare per suo padre, proprietario dell’ultimo laboratorio di Palermo in cui si confezionano parrucche con capelli veri. Un giorno, lui ha un incidente e Giulia scopre che l’azienda è sull’orlo del fallimento. Ma lei non si scoraggia. Per salvare il laboratorio, Giulia guiderà una rivoluzione. CANADA. Sarah è un avvocato di successo. Sull’altare della carriera, ha sacrificato tutto: due matrimoni, il tempo per i figli e soprattutto per sé. Poi, però, nel bel mezzo di un’arringa, Sarah sviene e niente sarà più come prima. Per vincere la battaglia, Sarah dovrà scegliere per cosa vale la pena lottare. Smita, Giulia e Sarah non si conoscono, eppure condividono la stessa forza, la stessa determinazione nel rifiutare ciò che è toccato loro in sorte. Come fili invisibili, i loro destini s’intrecceranno indissolubilmente, dando loro la possibilità di vivere con orgoglio, fiducia e speranza.

Anni lenti, scritto da Fernando Aramburu, pubblicato da Guanda, genere narrativa, data uscita 03/05/18.
Spagna, fine anni Sessanta. Txiki Mendioroz ha otto anni quando viene mandato dalla famiglia d’origine, per motivi economici, a vivere con gli zii a San Sebastian. Il suo sguardo fotografa, con la lucida e disincantata precisione dei bambini, l’ambiente e le persone: lo zio Vicente, dal carattere debole, divide la sua vita tra la fabbrica e il bar, mentre è la moglie, la zia Maripuy, a governare realmente la famiglia grazie alla forte personalità, pur se sottomessa alle convenzioni sociali e religiose dell’epoca; la cugina Mari Nieves ossessionata dagli uomini, e il burbero e taciturno cugino Julen, istruito dal prete della parrocchia, che finirà per arruolarsi nelle prime formazioni dell’ETA. Il destino di tutti loro – che è lo stesso di tanti personaggi secondari della Storia, schiacciati tra necessità e ignoranza – cambierà bruscamente dopo alcuni anni. Alternando i ricordi vividi e immediati del piccolo protagonista con le acute osservazioni dell’autore, Anni lenti ci regala una brillante riflessione su come la vita possa essere distillata in un romanzo e come il ricordo personale si trasformi in memoria collettiva. Una scrittura nitida che rivela un fondo oscuro di colpa nella storia recente dei Paesi Baschi.

Così crudele è la fine, scritto da Mirko Zilahy, pubblicato da Longanesi, genere thriller, data uscita 03/05/18.
In una Roma attraversata da omicidi silenziosi ed enigmatici, che gettano una luce nera sulla città, il commissario Mancini per la prima volta dopo molto tempo accoglie la sfida con nuova determinazione. Perché ora Enrico Mancini non è più l’ombra di se stesso: supportato dalla psichiatra della polizia che l’ha in cura, e affiancato dalla fedele squadra di sempre, si lancia alla ricerca di indizi che gli permettano di elaborare il profilo del killer. Costretto a rincorrere l’assassino passo dopo passo, vittima dopo vittima, tra i vicoli e le rovine della Roma più antica e segreta, il commissario capisce ben presto che il killer è anomalo, sfuggente come un riflesso. E in un gioco di specchi tra presente e passato, tra realtà e illusione, la posta finale non è solo l’identità del serial killer, ma quella dello stesso Mancini.

La canzone del ritorno, scritto da David Trueba, pubblicato da Feltrinelli, genere nattaiva, data uscita 03/05/18.
Un lungo viaggio nel cuore arcaico della Spagna, a bordo di un singolare veicolo: un carro funebre. Dani Mosca sta portando le spoglie del padre nel paesino dove era nato e cresciuto, e da cui partì per guadagnarsi da vivere. In una situazione che alterna malinconia a ilarità – l’invadente e logorroico autista ecuadoregno, lo squinternato comitato di ricevimento locale -, Dani ripensa a tutta la sua vita: il mestiere di cantautore e i primi tempi con il gruppo rock che non si faceva mancare gli eccessi di droghe e sesso, il vuoto lasciato da un’amicizia perduta tragicamente, il rapporto conflittuale con un padre pragmatico e autoritario, il grande amore della sua vita e il matrimonio ormai finito, con due figli che adora e l’ex moglie divenuta un’amica su cui poter contare. Al termine del viaggio, le radici ritrovate gli confermano che, comunque, la vita è altrove. Un romanzo che si legge come una canzone, narrato da Trueba con ironia sottile e drammaticità calibrata, fornendo profonde riflessioni sul precario equilibrio tra i desideri e la realtà, tra i sogni realizzati e le laceranti delusioni.

Brividi immorali. Racconti e interludi, scritto da Laura Morante, pubblicato da La nave di Teseo, genere narrativa e racconti, data uscita 03/05/18.
Famiglie, coppie in crisi, omicidi e amici: storie di verità taciute che assumono, senza volerlo, le sembianze di una bugia. Tradimenti e paure alimentati da vecchi rancori o da accadimenti fortuiti, fraintendimenti e rimpianti serbati per anni che arrivano improvvisi a scompaginare le carte, a scrivere da capo un inizio o una fine, mandando all’aria ogni morale. Irregolari e spiazzanti, quasi si muovessero al ritmo di un’improvvisazione jazz, diversissimi eppure legati nel profondo, i “Racconti e interludi” di Laura Morante si spalancano come finestre spazzate da venti umorali su un mondo di relazioni e affetti, attraversato da una quotidiana violenza, piccola o grande. Ma sopra ogni cosa, su queste donne inquiete, fragili, contradditorie, su questi uomini razionali e infantili, su bambini sognanti e feroci, su città familiari come case di campagna e case di campagna sterminate come continenti da esplorare, veleggia un’esatta, implacabile ironia che, nel disordine degli elementi, scova una bellezza insensata: la melodia disarmonica, imprevedibile e trascinante su cui il destino ci invita a ballare. Note (musicali) in testa e in coda agli interludi di Nicola Piovani.

Il tuo sguardo nero, scritto da Francesco Maria Colombo, pubblicato da Ponte alle Grazie, genere narrativa, data uscita 03/05/18.
Parigi, fine Ottocento: due ragazzi crescono insieme, frequentano il bel mondo e i salotti letterari, hanno per compagni di gioco Proust, Gide e Valéry. Sono Pierre Louus e Marie de Heredia, il talento li destina a diventare esponenti di spicco della letteratura francese, la bellezza e il desiderio faranno di loro due amanti impareggiabili. Francesco Maria Colombo, al suo esordio narrativo, indaga le tracce di una liaison che fu clandestina, fulminea, temeraria e lacerante: interroga lettere, diari, confessioni, scie dissimulate nei romanzi, una manciata di fotografie erotiche di stupefacente modernità. Ma la sua non è solo una ricostruzione storica. E un labirinto dove la vita di Pierre e Marie si combina con il tempo presente e con il racconto autobiografico: le strade si incrociano e si diramano creando un gioco di specchi deformanti, di false prospettive, di illusioni e di interrogazioni intorno al tema dello sguardo, dell’immagine, dell’identità, della memoria involontaria, di ciò che si perde nel tempo e di ciò che misteriosamente è destinato a permanere oltre la morte. E una sciarada il cui schema coinvolge Pierre de Ronsard e Walter Benjamin, Henri Fantin-Latour e Kawabata Yasunari, la spedizione antartica del capitano Scott e un film dimenticato con Lino Ventura, in una vertigine combinatoria che si legge con il trasporto di un romanzo d’amore ma la cui soluzione è magistralmente rimandata fino all’ultima parola del romanzo, quella che tutto svela.

Te lo giuro sul cielo, scritto da Luigi Maieron, pubblicato da Chiarelettere, genere narrativa, data uscita 03/05/18.
Il primo amore di Cecilia è una fisarmonica dal mantice di cartone. Grinta, passione e irresistibile comicità, lei è un fiume in piena che prende a morsi la vita. “Te lo giuro sul cielo” racconta l’esilarante e incontenibile epopea di un piccolo mondo antico che ha lasciato tracce indimenticabili. Che ha piantato radici profonde. Luigi Maieron compone la sua narrazione e i suoi ricordi come in un romanzo, ci porta indietro nel tempo, tra le montagne di Carnia, in Friuli, in un paese minuscolo il cui nome significa “circondato dai venti”. Istinto e magia, carisma e imprevedibilità hanno trovato casa per molto tempo a Cercivento, con Augusta, Pio, Genesio, la comare Teresine, Nodal, Anna, Nel, una galleria di personaggi singolari e irresistibili che l’autore immortala con immagini precise e toccanti, senza mai tradire il dialetto, lingua che mostra la vita tralasciando fronzoli e mediazioni. Un omaggio a una terra, la Carnia, che sembra un’invenzione letteraria. Una presenza viva in ogni pagina. Una storia che consegna un messaggio senza pretendere di dare lezioni. Semplicemente raccontando un modo di vivere e di stare al mondo che oggi sembra non essere più possibile. Un modo non sempre giusto, ma autentico, semplice e schietto. Vero. Prefazione di Mauro Corona.

I giorni della follia, scritto da Javier Castillo, pubblicato da HarperCollins, genere thriller, data uscita 03/05/18.
Boston, 24 dicembre. Un uomo cammina per le strade del centro. È nudo, coperto di sangue e tiene in mano la testa mozzata di una giovane donna. Arrestato dalla polizia, viene affidato al dottor Jesse Jenkins, direttore dell’ospedale psichiatrico della città, al quale viene presto affiancata Stella Hayden, profiler dell’FBI. Chi è l’uomo che i media hanno soprannominato il decapitatore? E perché ha ucciso quella ragazza? Per scoprirlo, Jesse e Stella si addentrano in un’indagine che metterà in gioco le loro vite e li condurrà a una storia irrisolta di diciassette anni prima. Il ritmo sostenuto, le immagini scioccanti e le citazioni letterarie (da García Márquez a Paul Auster, da George Orwell a Stephen King) danno vita a un thriller sofisticato che unisce passato e presente, esplora i limiti dell’essere umano e infrange i canoni del genere.

Barba intrisa di sangue, scritto da Daniel Galera, pubblicato da Sur, genere giello e mistery, data uscita 03/05/18.
Un ragazzo affetto da un raro disturbo che gli impedisce di ricordare i volti, una cittadina di mare fuori stagione, un mistero da svelare, la sola compagnia dell’oceano e di una cagnetta di nome Beta: questi sono gli elementi intorno ai quali Daniel Galera, con una penna finissima, costruisce una storia sulla ricerca dell’identità, di un posto nel mondo e nella propria famiglia. Poco prima di suicidarsi, il padre rivela al protagonista una scomoda verità sul passato di Gaudério, suo nonno. Il ragazzo decide quindi di trasferirsi a Garopaba, idilliaco villaggio di pescatori, dove il nonno è morto in circostanze poco chiare anni prima, per far luce sulla vicenda. Qui la narrazione prende i ritmi del mare in autunno, mentre l’alone di mistero che avvolge il villaggio si fa più fitto: ben presto, il protagonista scopre il lato nascosto di una comunità felice solo in apparenza, dove viene trattato come un intruso. Tutti sembrano ricordarsi di Gaudério, eppure nessuno vuole parlare di lui. In bilico tra due relazioni e due donne che sembrano guidare le sue scelte, il ragazzo riuscirà poco a poco a stringere il cerchio, fino a portare a galla una verità del tutto inaspettata.

Turbine, scritto da Juli Zeh, pubblicato da Fazi, genere narrativa, data uscita 03/05/18.
Sembra proprio che Gerard e Jule abbiano trovato un angolo di paradiso. E il villaggio di Unterleuten, poco lontano da Berlino. Bomantici cottage, aperta campagna, aria pulita: un luogo dove la vita è autentica. Fin dal principio, però, si percepisce un’atmosfera cupa, qualcosa che minaccia la quiete, qualcosa che ribolle sotto la superficie e sta per esplodere… Quando una ditta decide d’impiantare un gruppo di turbine eoliche nelle immediate vicinanze del paesino, si delinea un conflitto che va ben oltre le vite private degli abitanti: si tratta di uno scontro tra generazioni, tra città e campagna, tra artificio e natura, tra perdenti e vincitori post-muro. Una vera e propria guerra di tutti contro tutti, in cui dietro alle ideologie si nascondono gli istinti più bassi mentre le dinamiche spietate della provincia non fanno che esasperare il bisogno quasi carnale di appropriarsi di un pezzo di terra. Un crescendo di tensione che sfocia nella nevrosi collettiva e in cui la certezza è una sola: non si salva nessuno. “Turbine”, specchio perfetto della società contemporanea, racconta tutta la rabbia e la frustrazione di un mondo che fatica ad affrontare il cambiamento. Un romanzo intelligente come la migliore satira politica, avvincente come un giallo e umano come una confessione.

Divorare il cielo, scritto da Paolo Giordano, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 08/05/18.
L’amicizia fra maschi, la ribellione a Dio e ai padri, il desiderio e la rivalità: Divorare il cielo è un grande romanzo sul nostro bisogno di trasgredire, e tuttavia di appartenere costantemente a qualcosa o a qualcuno. Al centro c’è una generazione colma di vita e assetata di senso, che conosce tutto eppure non si riconosce in niente. Ragazzi con un piede ancora nel vecchio millennio, ma gettati nel futuro, alla disperata ricerca di un fuoco che li tenga accesi.
La prima volta che Teresa li vede stanno facendo il bagno in piscina, nudi, di nascosto. Lei li spia dalla finestra. Le sembrano liberi e selvaggi. Sono tre intrusi, dice suo padre. O tre ragazzi e basta, proprio come lei. Bern. Tommaso. Nicola. E Teresa che li segue, li studia, li aspetta. Teresa che si innamora di Bern. In lui c’è un’inquietudine che lei non conosce, la nostalgia per un’idea assoluta in cui credere: la religione, la natura, un figlio. Sono uno strano gruppo di randagi, fratelli non di sangue, ciascuno con un padre manchevole, carichi di nostalgia per quello che non hanno mai avuto. Il corpo li guida e li stravolge: la passione, la fatica, le strade tortuose e semplici del desiderio. Il corpo è il veicolo fragile e forte della loro violenta aspirazione al cielo. E la campagna pugliese è il teatro di questa storia che attraversa vent’anni, quattro vite, un amore. Coltivare quella terra rossa, curare gli ulivi, sgusciare montagne di mandorle, un anno dopo l’altro, fino a quando Teresa rimarrà la sola a farlo. Perché il giro delle stagioni è un potente ciclo esistenziale, e la masseria il centro esatto del mondo.

Tredici modi di guardare, scritto da Colum McCann, pubblicato da Rizzoli, genere narrativa, data uscita 08/05/18.
«E com’è che il lontano passato è disseminato di personaggi mentre il presente è così addomesticato e piatto?» È un freddo giorno di gennaio quando J. Mendelssohn si sveglia nel suo appartamento dell’Upper East Side di Manhattan. Vecchio, fragile, affidato alle cure della badante caraibica, mentre aspetta che il riscaldamento entri in funzione, tra i clic e i clac delle condutture, la sua mente divaga: torna all’infanzia trascorsa in Lituania e a Dublino, al lavoro di giudice della Corte Suprema, all’amata moglie Eileen. Qualche ora dopo, Mendelssohn esce di casa per un fatale pranzo con il figlio – intanto, la neve scende copiosa sulle strade, a immobilizzare e innervosire la città. Racconto che gioca con ricordi, allusioni, omissioni e indizi disseminati, Tredici modi di guardare è un flusso di coscienza magmatico cui fa da contrappunto il pragmatismo necessario per risolvere un delitto. In Che ore sono adesso, lì da te?, vero e proprio viaggio dentro la mente dello scrittore, una soldatessa di stanza in Afghanistan fa una telefonata a casa la notte di Capodanno. Seguiamo poi la madre sola di Sh’khol, costretta ad affrontare l’indicibile quando suo figlio scompare in mare dopo una nuotata vicino a casa. Infine, in Trattato, il testo che chiude la raccolta, un’anziana suora sudamericana scopre per caso, una sera davanti alla tv, che l’uomo che decenni prima l’ha torturata è ancora vivo e fa il politico. Ecco un libro tanto sottile quanto denso e sorprendente che contiene, distillato, tutto il limpido talento di McCann, qui più che mai abile nell’immaginare immensità anche negli angoli più angusti delle nostre vite.

Le fedeltà invisibili, scritto da Delphine de Vigan, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 08/05/18.
Cosa succede se le fragilità dei genitori ricadono sulla vita dei figli? Come può un bambino non restare fedele all’amore per la madre e il padre, malgrado ogni errore, malgrado ogni mancanza? E quando una situazione famigliare complicata rischia di esplodere e diventare un dramma? Théo ha dodici anni e i suoi genitori sono separati. Nella madre brucia un rancore cieco per l’ex marito e non fa che denigrarlo di fronte al figlio. Il padre è un uomo distrutto; lasciato dalla nuova compagna ha perso il lavoro, si è lasciato andare e vive in uno stato di abbandono. Mathis è l’unico amico di Théo. Insieme iniziano a bere di nascosto superalcolici durante le ore di scuola. Cécile è la madre di Mathis, è preoccupata dell’amicizia di suo figlio con quel bambino pieno di problemi – ma ancora di piú è sconvolta dallo scoprire che suo marito di notte, su internet, dà sfogo ai suoi demoni di rancore e di rabbia. Hélène è l’insegnante di scienze di Théo e Mathis, il suo passato è segnato in modo indelebile dalle violenze paterne, che l’hanno portata a non poter avere figli. È lei la prima ad accorgersi dei problemi di Théo e a cercare di avvisare la scuola e la famiglia, ma nessuno la prende sul serio: agli occhi di tutti sembra solo che abbia maturato una malsana ossessione per quei due ragazzini.

Berta Isla, scritto da Javier Marias, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 08/05/18.
Berta Isla ha sposato Tomás Nevinson nel maggio del 1974, nella chiesa di San Fermín de los Navarros, vicino alla scuola che entrambi hanno frequentato e dove si sono incontrati la prima volta. Lo ha sposato dopo essere stata la sua ragazza per anni senza mai fare l’amore con lui (perché tra buoni borghesi innamorati si usava cosí) e dopo aver perso la verginità con un altro in un giorno che non smetterà mai di ricordare. Lo ha sposato conoscendolo da sempre, convinta di aver trovato il suo destino, ma senza sapere nulla di lui, nulla che fosse davvero importante. Ma Tomás qualcosa di davvero importante lo stava nascondendo e non avrebbe mai potuto dirlo, a lei come a nessun altro. Durante i suoi anni universitari a Oxford infatti, in uno stupido giorno, il caso aveva deciso di condizionare la sua esistenza, e quella della moglie, per sempre. Il nuovo romanzo di Javier Marías è la storia di un amore imperfetto, come lo sono tutti. Di una donna, Berta Isla, che ha scelto di stare accanto a un uomo che può soltanto sperare di conoscere, ma che in fondo non si rivelerà mai per ciò che è realmente. È la storia di una relazione che, finita la passione, si regge in fragile equilibrio sul segreto, sulla lealtà e sul risentimento, su quanto non si vuole o non si può dire. È la storia di due cuori da sempre sconfitti che insieme cercano di resistere nella battaglia.

Il quaderno rosso, scritto da Michel Bussi, pubblicato da EO, genere giallo e mistery, data uscita 09/05/18.
Leyli Maal è una bella donna del Mali, madre di tre figli, che vive in un minuscolo appartamento della periferia di Marsiglia in compagnia di una collezione di civette e di una montagna di segreti. Quella che apparentemente è la vita tranquilla di un’immigrata ben integrata viene però scossa da due delitti sanguinari in cui sembra coinvolta la figlia maggiore Bamby, ventenne bellezza mozzafiato. I due omicidi si rivelano ben presto essere il coperchio del vaso di Pandora del racket dell’immigrazione clandestina, scoperchiato il quale vengono alla luce scheletri nell’armadio di personaggi insospettabili e agghiaccianti organizzazioni che lucrano sulla pelle dei più derelitti. A cercare di dirimere la matassa è Petar Velika, un commissario fin troppo navigato, coadiuvato dal tenente Flores, giovane poliziotto tecnologico, ma senza esperienza sul campo, che si è innamorato degli occhi dell’assassina appena li ha visti sulle registrazioni delle telecamere di sorveglianza. In quattro giorni e tre notti è un susseguirsi pirotecnico di cacce all’uomo, omicidi sventati o eseguiti, dirottamenti di yacht, traversate del Sahara, naufragi. E il misterioso tesoro di Leyli quello che in realtà tutti stanno cercando? O il suo diario segreto, il famoso quaderno rosso che contiene troppi nomi di intoccabili perché ci si possa permettere che venga trovato? E cosa c’entra in quell’intrico di delitti e bugie il pallone Morocco 2015 del piccolo Tidy, il figlio più piccolo di Leyli?

Al mattino stringi forte i desideri, scritto da Natascha Lusenti, pubblicato da Garzanti, genere narrativa, data uscita 10/05/18.
L’esordio letterario di una delle voci radiofoniche più famose d’Italia che da anni incanta il popolo di Radio2 Rai.
Emilia pensa a come sarebbe bello poter trovare dei nuovi amici proprio lì, nel condominio. Davanti alla porta d’ingresso c’è una borsa grande e nera. Emilia ne estrae un foglio di carta e una penna. Pensa che deve volere bene ai suoi pensieri, come le diceva il papà. Soprattutto a quelli del mattino, perché sono una nuova speranza.
Emilia è ferma davanti al grande palazzo. Con lei ha solo poche valigie e i suoi due adorati gatti. Dopo aver smarrito le redini della propria vita, è lì per ricominciare: una nuova casa e nuovi in­quilini da conoscere. Ma l’accoglienza che riceve non è quella che si aspettava.
Emilia è stanca di saluti frettolosi e frasi di circo­stanza, e decide che l’unico modo per cambiare la situazione è suscitare la curiosità di chi passa ogni giorno davanti alla bacheca del condomi­nio. Proprio lì Emilia appende mattina dopo mattina un foglio con poche righe in cui raccon­ta sensazioni, ricordi, speranze. Senza rivelare la propria identità. Forse scrive per far sentire la sua voce in qualche modo. O forse per donare un po’ di gioia a chi rincorre la vita senza più sof­fermarsi sulle cose semplici. Ci deve essere qual­cuno che come lei ama il colore giallo, ricorda la bicicletta su cui da bambino gli sembrava di volare o ha timore di ciò che ha perso e che non trova più. Ma così non è.
Fino al giorno in cui, accanto al suo messaggio, trova una figurina da bambini. Non ha idea di chi possa essere stato, ma tutti gli indizi porta­no a quel bambino con la maglietta di Star Wars e un libro aperto sempre in mano. Emilia sente che sarà lui il suo primo amico nel palazzo e che poi, piano piano, riuscirà ad avvicinarsi a tutti gli altri inquilini. Anche se non è facile insegnare di nuovo al cuore a fidarsi dopo che è stato illuso tante volte. Anche se non è facile esprimere i propri desideri per condividerli con gli altri. Emilia scopre che bisogna tenerli stretti per non farli volare via.

Leopard Rock. L’avventura della mia vita, scritto da Wilbur Smith, pubblicato da HarperCollins, genere autobiografico, data uscita 10/05/18.
“Scrivo libri da oltre cinquant’anni. Sono stato abbastanza fortunato da evitare le grandi guerre e non esserne colpito, ma al tempo stesso sono cresciuto tra gli eroi che vi hanno partecipato e ho imparato dal loro esempio. Nella mia vita ho avuto molto spesso fortuna. Ho fatto cose che al momento sembravano spaventose, ma da queste esperienze è nata una nuova storia e la capacità di scrivere libri che la gente ama leggere. Ho vissuto una vita che non avrei mai potuto immaginare. Ho avuto il privilegio di conoscere persone provenienti da tutti gli angoli del mondo, sono stato ovunque il mio cuore abbia desiderato e nel frattempo i miei libri portavano i lettori in moltissimi luoghi.” Wilbur Smith racconta con onestà e grande maestria gli episodi più intimi della sua vita, che sono stati anche di ispirazione per le sue storie. Leopard Rock, dal nome della sua tenuta in Sudafrica, è la testimonianza di uno scrittore dalla vita ricca, avventurosa e appassionante tanto quanto i suoi romanzi.

La scomparsa di Stephanie Mailer, scritto da Joël Dicker, edito da La nave di Teseo, genere giallo, data uscita 10/05/18.
30 luglio 1994. La cittadina di Orphea, stato di New York, si prepara a inaugurare la prima edizione del locale festival teatrale, quando un terribile omicidio sconvolge l’intera comunità: il sindaco viene ucciso in casa insieme a sua moglie e suo figlio. Nei pressi viene ritrovato anche il cadavere di una ragazza, Meghan, uscita di casa per fare jogging. Il caso viene affidato e risolto da due giovani, promettenti, ambiziosi agenti, giunti per primi sulla scena del crimine: Jesse Rosenberg e Derek Scott. 23 giugno 2014. Jesse Rosenberg, ora capitano di polizia, a una settimana dalla pensione viene avvicinato da una giornalista, Stephanie Mailer, la quale gli annuncia che il caso del 1994 non è stato risolto, che la persona a suo tempo incriminata è innocente. Ma la donna non ha il tempo per fornire le prove, perché pochi giorni dopo viene denunciata la sua scomparsa. Che cosa è successo a Stephanie Mailer? Che cosa aveva scoperto? Se Jesse e Derek si sono sbagliati sul colpevole vent’anni prima, chi è l’autore di quegli omicidi? E cosa è davvero successo la sera del 30 luglio 1994 a Orphea? Derek, Jesse e una nuova collega, la vicecomandante Anna Kanner, dovranno riaprire l’indagine, immergersi nei fantasmi di Orphea. E anche nei propri.

Il movente è sconosciuto, scritto da Marco Santagata, pubblicato da Guanda, genere giallo, data uscita 10/05/18.
Lui e lei, un marito e una moglie, una casa in comune, dei figli in comune, una vita in comune in un’apparente normalità domestica. Ma sotterraneamente si agitano inquietudini profonde, frustrazioni senza rimedio, e una feroce volontà di possedere l’altro. Lui è agito dalla moglie, donna attiva e madre presente, finché una malattia improvvisa non fa irruzione nella loro routine, scatenando la rabbia che covava da anni, fino a un episodio di inesplicabile violenza. La prova di forza dell’uno sull’altro si accentua, senza mostrarsi mai sulla superficie in modo esplicito. Lei capisce di poterlo tenere definitivamente in pugno e lui di poter vincere su di lei, di legarla per sempre al suo terribile segreto, complice, persino schiava. Il fatto è che il lettore sente raccontare da ciascuno dei due, separatamente, la propria porzione di verità: prima la versione dell’uomo, gelida e delirante, nella quale arriva a sentirsi, lui sempre così passivo e succube, addirittura uno strumento del destino; poi quella della donna, che scivola a poco a poco in un buco nero fatto di colpa e di paura.

Showbiz, scritto da Marta Sanz, edito da Feltrinelli, genere narrativa, data uscita 10/05/18.
La vita non è facile se sei un’attrice quarantenne alle prese con la concorrenza delle nuove leve. Valeria Falcón è una figura stimata nell’ambiente teatrale di Madrid, ma non ha mai davvero sfondato. Ora però sta per avere la sua grande occasione: reciterà nell’adattamento di Eva contro Eva, la celebre pellicola degli anni cinquanta con Bette Davis e Anne Baxter. Interpreterà Margo Channing, un’attrice matura che dall’oggi al domani si vede scavalcare nella carriera dalla giovane segretaria Eva Harrington. Nei panni di Eva ci sarà Natalia de Miguel, una studentessa di recitazione che si è trasferita a casa di Valeria e che sembra non fare distinzione tra una pièce teatrale e un reality show. C’è forse il rischio che il film diventi realtà? Cosa vale di più, l’integrità morale o l’ammirazione del pubblico? Con un audace gioco linguistico, Marta Sanz ci trascina in una girandola di personaggi divisi tra cinismo e rimpianto, e in una riflessione attualissima sull’arte e la finzione, sugli ideali e la necessità di scendere a compromessi.

I pazienti del dottor Garcia, scritto da Almudena Grandes, pubblicato da Guanda, genere romanzo storico, data uscita 10/05/18.
Dopo la sconfitta tedesca molti criminali nazisti si affidarono a organizzazioni clandestine per espatriare e sfuggire alla condanna. Almudena Grandes racconta, intrecciando personaggi reali e inventati, una storia che si muove nel tempo (dalla guerra civile spagnola alla caduta di Franco, passando per la Seconda guerra mondiale, il fronte orientale, i campi di concentramento in Estonia, la caduta di Berlino, la Guerra Fredda, la nascita dell’Onu) e nello spazio, perché i suoi personaggi, soldati, diplomatici, agenti segreti, nazisti, agenti della CIA, si rincorrono tra Svizzera e Inghilterra, Germania e Russia, Stati Uniti e Argentina, in una fitta trama di infiltrazioni, operazioni clandestine, missioni in incognito o sotto falsa identità, tra criminali di guerra e grandi tesori trafugati.

La ragazza di Marsiglia, scritto da Maria Attanasio, pubblicato da Sellerio, genere narrativa, data uscita 10/05/18.
Unica donna a partecipare all’impresa dei Mille, protagonista del Risorgimento Rosalia Montmasson è stata cancellata dalla storia, rimossa dai libri e dalle memorie dell’epoca. Maria Attanasio ne ha seguito le tracce, ha ripercorso i luoghi, ha scavato tra cronache e documenti e ce la racconta in un romanzo sulla libertà di pensiero. Chi sfogliasse l’album dei Mille, galleria fotografica degli eroi dell’impresa garibaldina, al n. 338 troverebbe la foto di Rosalia Montmasson Crispi, l’unica donna che si imbarcò alla volta della Sicilia. Di lei poi non si seppe più nulla, svanita nelle carte pubbliche e private, rimossa dalla memoria nazionale. Eppure Rosalia non era una donna qualunque, per vent’anni fu la moglie di Francesco Crispi, di cui aveva condiviso ideali e azioni. Si erano conosciuti a Marsiglia e poi Torino nel 1849, negli anni della cospirazione risorgimentale, Rosalia l’aveva seguito nell’esilio a Malta dove si erano sposati e dove si mantenevano con il lavoro di lei, lavandaia e ricamatrice. E poi a Londra, a Parigi, al servizio della causa mazziniana senza paura e senza riserve si era fatta cospiratrice e patriota, sempre al fianco del suo Fransuà, così chiamava Crispi. Alla vigilia della spedizione di Garibaldi in Sicilia lei si presentò. Il Generale era stato chiaro, né mogli, né madri, né volontarie, sulle navi non voleva donne, ma di fronte alla determinazione della ragazza cedette e non se ne pentì: fu protagonista di quella sollevazione di popolo che fu la spedizione dei Mille, ricevette la medaglia dalle mani dell’eroe dei due mondi, il riconoscimento del ruolo svolto, la pensione. Poi, dopo l’Unità, le divergenze e i contrasti tra Rosalia e Fransuà si accentuarono, politicamente e personalmente: Crispi, ormai uomo di governo, tradì gli ideali mazziniani che li avevano uniti, sopraggiunsero per lui altre passioni. Sposò un’altra donna e accusato di bigamia negò la validità del precedente matrimonio con Rosalia, facendo sparire le carte.

Bellezza selvaggia, scritto da Anna-Marie McLemore, pubblicato da Newton Compton, genere fantasy per ragazzi, data uscita 10/05/18.
Per quasi due secoli le Nomeolvides sono state legate al giardino della Pradera, la splendida tenuta che incanta i visitatori di tutto il mondo, giunti appositamente per ammirare le sue piante rigogliose. La bellezza del giardino, infatti, dipende direttamente dai poteri delle donne che lo custodiscono e che sono in grado di far sbocciare i fiori più belli con un solo tocco. Ma il loro legame con la terra è connesso a una maledizione: se si innamorano, i loro amanti svaniscono nel nulla. Dopo generazioni di inspiegabili scomparse, all’improvviso nel giardino viene ritrovato uno strano ragazzo. È Estrella, una delle ragazze più giovani, a prendersi cura di lui, mentre le Nomeolvides si interrogano sul misterioso nuovo arrivato, che ricorda a malapena il suo nome: Fel. La ricerca della verità nel passato della Pradera e di Fel porterà Estrella a scoprire segreti tanto magici quanto pericolosi, che affondano le radici in eventi accaduti secoli prima.

Innamorarsi è la parte più facile, scritto da Andy Jones, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa rosa, data uscita 10/05/18.
L’amore è ricco di sfumature. Ognuno può dargli un significato diverso… Qualcuno dice che è tutta questione di chimica. E forse è persino vero. È qualcosa che scatta a livello molecolare… Oppure genetico. Non che importi davvero. Ciò che conta invece è quello che succede dopo che ci si è innamorati. Fisher e Ivy stanno insieme da appena diciannove giorni. Sono nella fase di entusiasmo iniziale, una sorta di luna di miele in cui non fanno altro che pensarsi, cercarsi, coccolarsi. Ogni particolare della loro vita è filtrato attraverso le lenti rosa dell’amore e il fatto che abbiano avuto pochissimo tempo per conoscersi è un dettaglio minimo… O almeno ne sono convinti. Nel corso di dodici mesi, durante i quali le loro vite sono destinate a cambiare per sempre, Fisher e Ivy affronteranno le sfide della vita di tutti i giorni, che richiedono impegno e responsabilità. Quando Ivy scoprirà di aspettare un bambino, sarà chiaro a entrambi che innamorarsi è un discorso, ma costruire insieme con convinzione il futuro è tutta un’altra storia.

Delitto nel campo di girasoli, scritto da Marzia Elisabetta Polacco, pubblicato da Newton Compton, genere giallo e mistery, data uscita 10/05/18.
Borghereto, sonnolento paesino dell’Umbria, ha poco da offrire a chi è in cerca di avventura. Così Leyla, una ragazzina con una passione smodata per il mistero e i libri gialli, passa il tempo scorrazzando in bicicletta per le campagne assolate. Finché una mattina, fra i campi di girasoli, trova il corpo senza vita di una bambina. Leyla si sente improvvisamente catapultata in una delle storie dei suoi libri, tanto più che il caso è affidato proprio a sua madre, il vice commissario di polizia Mirella Vergari. I primi sospetti sembrano subito convergere su un anziano del posto, un uomo scontroso e solitario, detto lo “Strambo”, con pesanti precedenti penali. Il superiore della Vergari, il commissario Pantasileo, spinge per chiudere rapidamente il caso incriminando il vecchio, ma Mirella non è convinta della sua colpevolezza e si ostina a indagare, coinvolgendo negli interrogatori anche altre insospettabili figure del paese. Tutti, a quanto pare, hanno qualche segreto da nascondere… E mentre cerca di tenere a bada la voglia della figlia di intrufolarsi nelle indagini, sarà proprio il suo fiuto a fornirle la chiave per arrivare alla verità…

Quella piccola libreria in fondo alla strada, scritto da Camilla D’Amore, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa rosa, data uscita 10/05/18.
Elise vive a Mills, una cittadina inglese non particolarmente eccitante. Sfugge alla noia e alla solitudine curando con passione i fiori del suo giardino e lavorando in una libreria. La sua vita cambia all’improvviso quando incrocia Sefron Wyler, il nuovo vicino, schivo e taciturno. Basta uno sguardo, infatti, perché Elise e Sefron si riconoscano come simili. Avvicinarsi non sarà facile, ma ad aiutarli ci penserà un vecchio diario che Elise ha trovato per caso nella sua stanza: leggendo quelle pagine i due ragazzi rivivranno le vicende di un amore bellissimo, sbocciato cinquant’anni prima all’ombra degli stessi alberi che ora separano le loro case. Un amore non fortunato, segnato da un destino infelice. È possibile che la storia di quei due amanti si ripeta? Nonostante il sentimento che sta nascendo tra Elise e Sefron, su di loro aleggia infatti lo spettro di un segreto. Un segreto che Sefron custodisce e che lo tormenta, che ha interrotto la sua brillante carriera di violinista. L’amore inaspettato che è sbocciato fra loro riuscirà a liberare Elise e Sefron da un passato scomodo e doloroso?

Il Canaro della Magliana, scritto da Massimo Lugli e Del Greco Antonio, pubblicato da Newton Compton, genere thriller, data uscita 10/05/18.
La storia vera del Canaro della Magliana è rivista in forma di romanzo da Antonio Del Greco, il funzionario di Polizia che lo arrestò e lo fece confessare, e Massimo Lugli, il maestro del thriller italiano. Un racconto mozzafiato in cui realtà e finzione si intrecciano di continuo.
Roma, 19 febbraio 1988.
Un cadavere smembrato e carbonizzato viene rinvenuto in una discarica della Magliana, alla periferia della capitale. Il corpo presenta segni di orribili, raccapriccianti torture, e le indagini partono immediatamente, coinvolgendo la squadra mobile e Angela Blasi, una giovane ispettrice al suo primo caso nella sezione omicidi. L’inchiesta, per la polizia, si prospetta tutto fuorché semplice. Una volta identificata la vittima, infatti, le tracce portano a un insospettabile: il proprietario di una toeletta per cani…

Ogni coincidenza ha un’anima, scritto da Fabio Stassi, pubblicato da Sellerio, genere giallo, data uscita 10/05/18.
Il biblioterapeuta Vince Corso è chiamato a svelare l’enigma che si cela dietro un labirinto di volumi. «Un autentico inno alla lettura e alla letteratura».

 

 

 

La vita fino a te, scritto da Matteo Bussola, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 15/05/18.
Matteo Bussola riconosce ciò che di straordinario si annida nelle cose ordinarie perché le guarda come se accadessero per la prima volta, come se sentisse sempre la vita pulsare in ogni cellula. Ed è con quello sguardo che racconta di relazioni sentimentali, l’istante in cui nascono, il tempo che abitano. Lo fa mettendosi a nudo, ricordando gli amori passati, per ripercorrere la strada che lo ha portato fino a qui, alla sua esistenza con Paola e le loro tre figlie. Soprattutto, lo fa specchiandosi nelle storie di ciascuno: quelle che incontra su un treno, o mentre sbircia dal finestrino della macchina, o seduto in un bar la mattina presto. Quelle che incontra stando nel mondo senza mai dare il mondo per scontato, e che la sua voce intima e familiare ci restituisce facendoci sentire che sta parlando esattamente di noi.

Eleanor Oliphant sta benissimo, scritto da Gail Honeyman, pubblicato da Garzanti, genere narrativa, data uscita 17/05/18.
L’unica cosa che conta è rimanere fedeli a ciò che si è veramente
Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: sto benissimo.
Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate. Poi torno a casa e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene.
Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata di mia madre. Mi chiama dalla prigione. Dopo averla sentita, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto.
E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo.
O così credevo, fino a oggi.
Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E all’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie paure, non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.
Anzi: benissimo.

Il cielo sopra l’Everest, scritto da David Lagercrantz, edito da Marsilio, genere narrativa, data uscita 17/05/18.
A capo di una spedizione di alpinisti dilettanti organizzata da un noto stilista italiano, Giuseppe Cagliari, guida di grande esperienza, si appresta a scalare la montagna più alta del mondo. Le tensioni all’interno del gruppo sono alle stelle, e Cagliari è distratto dai fantasmi del passato. Nell’aria rarefatta degli ottomila metri, la sua capacità di giudizio si appanna: nonostante la proverbiale prudenza, finisce per salire in vetta troppo tardi, quando il buio è ormai una minaccia. Mentre la situazione si fa sempre più disperata, tra i membri della spedizione bloccata da una tempesta si riaprono vecchie ferite, e all’angoscia della lotta per la sopravvivenza si unisce l’inquietudine delle relazioni compromesse. Davanti al gelo e alla solitudine, ognuno si trova a fare i conti con le ragioni reali che l’hanno spinto a raccogliere la sfida dell’ascesa. Riscatto, rivalsa, ambizione, la voglia di mettersi in gioco e di confrontarsi con la natura e con gli uomini. Ma in quella terra ricca di contrasti, dove superstizioni e leggende custodite dal popolo degli sherpa convivono con un turismo che ha devastato spazi rimasti inaccessibili per secoli, la montagna esige rispetto. Ispirato a una storia vera, nel suo romanzo David Lagercrantz, sedotto dal mistero della montagna e dai meccanismi della follia umana, guida il lettore in un viaggio affascinante tra le vaste distese selvagge delle vette dell’Himalaya, e nei meandri dell’animo di chi le affronta.

Le donne di casa Blackwood, scritto da Ellen Marie Wiseman, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa, data uscita 17/05/18.
Una sera dell’estate del 1931 Lilly Blackwood intravede le luci abbaglianti del circo dalla finestra spiovente della sua camera da letto. Non ha il permesso di esplorare i dintorni della casa. Non è neanche mai uscita dalla sua stanza all’ultimo piano. Sua madre sostiene che sia per il suo bene e che le persone si spaventerebbero se la vedessero. Ma quella notte calda e stellata è destinata a cambiare ogni cosa: Lilly esce dalla sua prigione e si dirige verso il tendone del circo. Più di vent’anni dopo, la diciannovenne Julia Blackwood ha ereditato dai genitori la tenuta di famiglia e la casa adiacente. Per Julia, quello è un luogo di ricordi infelici, pieno di regole ferree e stanze proibite. Tornare lì dopo tanto tempo potrebbe aiutarla a liberarsi dai fantasmi del passato? Scavare a fondo tra i segreti di casa Blackwood porterà Julia a scoprire verità scabrose e tradimenti di cui si è macchiata la famiglia, perché la sua storia è intrecciata a quella di Lilly, in fuga per trovare la sua strada nel mondo duro, a volte brutale del Circo dei fratelli Barlow.

Il mistero del Gattopardo, scritto da Mario Giordano, pubblicato da Newton Compton, genere giallo, data uscita 17/05/18.
Zia Poldi, improvvisata detective arrivata dalla Baviera in Sicilia per godere di sole e riposo, non riesce proprio a trovare la tranquillità che cercava… Dopo un caso di omicidio risolto anche grazie al suo aiuto, una serie di piccoli eventi, apparentemente scollegati tra loro, la convincono che qualcosa non va. Un guasto alla rete idrica, l’avvelenamento del cane della sua amica: Poldi li considera degli avvertimenti nei suoi confronti. Le prime ricerche la portano a sospettare di un produttore di vino, Avola. Ma l’uomo è così attraente che, dopo una notte insieme, Poldi si dimentica quasi dei sospetti che aveva. Almeno fino a quando la polizia bussa alla porta del viticoltore. Nelle sue vigne è stato ritrovato un cadavere. Il commissario Montana non è affatto contento che Poldi possa fornire un alibi a quell’uomo. Ma soprattutto: chi è stato a uccidere e perché? L’intuito di Poldi sarà anche questa volta un aiuto prezioso per le indagini.

Le tue innocenti bugie, scritto da M. Leighton, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa rosa, data uscita 17/05/18.
Lei. Sloane Locke vive in una campana di vetro. Non è strano, visto quello che ha passato, che il padre e i fratelli vogliano proteggerla. Per venti lunghi anni è stata alle loro regole, ha accettato di essere considerata fragile, ma quei giorni sono finiti. Ha fatto un patto con se stessa: le cose cambieranno non appena compirà ventun anni. Così, il giorno del suo compleanno, allo scoccare della mezzanotte, Sloane spiega finalmente le sue ali e si prepara a volare.
Lui. Oltre a saper creare tatuaggi straordinari, Hemi Spencer ha anche molte altre qualità. Tra queste però non rientra la pazienza. È sempre stato così: ha vissuto da sempre nell’autoindulgenza, fino a… quel tragico incidente. Adesso è tremendamente determinato e ha una sola missione nella vita. Non permetterà a nessuno di ostacolarlo. Loro. Niente nella vita avrebbe potuto preparare Sloane e Hemi a ciò che stanno per scoprire. Nessuno di loro è mai stato davvero onesto con se stesso. Ma quanto in là possono andare due persone che sanno vivere solo nel presente?

L’avvocato, scritto da Victor Methos, pubblicato da Newton Compton, genere giello, data uscita 17/05/18.
Il primo sconvolgente caso di Brigham Theodore.
A corto di soldi e ambizione, il giovane avvocato Brigham Theodore decide di farsi assumere in un piccolo studio legale a Salt Lake City. Dopo la delusione per la sconfitta in tribunale nel suo primo processo è convinto che la sua carriera sia finita. Ma il suo capo, un ambiguo russo-americano, gli affida inaspettatamente un caso delicatissimo. La cliente è Amanda Pierce, accusata di aver sparato all’uomo che ha rapito, torturato e ucciso la sua bambina di sei anni. Una giuria potrebbe anche simpatizzare per lei a causa del suo terribile dolore, ma la legge non è mai stata tollerante con chi si fa giustizia da solo, e la pena che pende sul suo capo è l’esecuzione. L’accusa, come se non bastasse, è in mano a Vince Dale, il procuratore che non ha mai perso una causa. Non c’è dubbio che Amanda abbia premuto il grilletto: l’ha fatto di fronte a cinque testimoni. Se si dichiarasse colpevole eviterebbe la pena di morte, ma dovrebbe ammettere che ciò che ha fatto era sbagliato. D’altra parte, una dichiarazione di non colpevolezza potrebbe mettere a rischio per sempre la carriera di Brigham. E la vita stessa di Amanda.

La vita negoziabile, scritto da Landero Luis, edito da Mondadori, genere narrativa, data uscita 22/05/18.
“Hugo Bayo, talentuoso parrucchiere suo malgrado, o meglio per volere del destino, narra ai clienti nel suo negozio le alterne vicende della propria esistenza: dall’adolescenza in un barrio di Madrid, quando, goffo e solitario ma convinto di possedere straordinarie qualità innate, impara la prodigiosa facilità con cui ci si può trasformare in santi o canaglie, fino alla vigilia dei quarant’anni, quando, affermato e riconosciuto “”artista””, è ancora convinto di dover inseguire i suoi sogni più audaci. Nel suo racconto Hugo rievoca il rapporto morboso e ambiguo con la madre – da piccolo, crede che lei abbia un amante e questa idea avvelenerà il suo senso di giustizia spingendolo a un odioso ricatto – e la relazione con il padre, un uomo perdutamente innamorato della moglie, non limpidissimo nella condotta morale ma sinceramente affezionato al figlio, che cercherà fino alla fine di salvare dai guai in cui si è cacciato. E poi la scoperta dell’amore e dell’erotismo, i successi e i fallimenti, il suo impareggiabile talento nel reinventarsi, nello scendere a patti con la propria coscienza, con il passato, addirittura con il futuro, nel tentativo di trovare un posto nel mondo che gli permetta di riconciliarsi con se stesso e con gli altri. Luis Landero è un grande maestro della scrittura, sempre in bilico fra tragico e grottesco, un autore amatissimo in Spagna che finalmente arriva in Italia con un libro dalla forza dirompente, che parla dell’infinita capacità di cadere e sopravvivere nella miseria e nel ridicolo, che sprona a rialzarsi e lottare per i propri sogni, che sa far ridere e innamorare.”

L’Atlante dell’Invisibile, scritto da Alessandro Barbaglia, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 22/05/18.
Ismaele, Dino e Sofia hanno quarantadue anni in tre quando nel 1989, in una sera di fine estate, rapiscono la luna in segno di protesta.
Vivono a Santa Giustina, un lontanissimo paese fatto di baite di legno ai piedi delle Dolomiti che sta per essere sommerso da un lago artificiale, portandosi dietro tutti i loro ricordi, le gare con le lumache, il prato del castagno, i primi baci.
Il progetto della diga risale al 1946. Ai tempi, gli abitanti di Santa Giustina non accettarono di abbandonare le loro case per trasferirsi al “paese nuovo” e rinunciarono ai benefici promessi nel caso di una resa immediata. Si avvicina però il momento dell’esproprio definitivo.
Proprio negli anni Quaranta si sono conosciuti Elio e Teresa, e precisamente il 19 marzo 1946, in un bar Sport gremito di una folla accalcata per seguire la cronaca radiofonica della prima Milano-Sanremo del dopoguerra.
Senza essersi mai visti né incontrati, Elio e Teresa – ormai anziani e da sempre innamorati l’uno dell’altra e del loro paese vicino a Milano – e i quattordicenni Dino, Ismaele e Sofia sono tormentati dalle stesse domande: “dove vanno a finire le cose infinite?”, “dove si nascondono l’infanzia, l’amore o il dolore quando di colpo svaniscono?”.
E se Elio, per rispondere, costruisce mappamondi dalle geografie tutte inventate e sbagliate – descrivendo così la terra magica dove abita l’invisibile e costringendo Teresa a correggere tutto con puntiglioso realismo -, i bimbi di Santa Giustina via via che crescono si allenano a non smettere di scorgere l’invisibile tra le pieghe del reale e a conservarlo a modo loro, in una sorta di gioco segreto.
In una danza fatta di immaginazione, ricordo ed elaborazione del lutto, Teresa incontrerà i bambini diventati adulti nella notte più incredibile delle loro vite: quella durante la quale, per pochi istanti di eternità, riemergerà il paese sommerso di Santa Giustina. E con lui l’amore, il dolore, l’infanzia e tutta la meraviglia che si nasconde nell’invisibile.

I giorni dell’ombra, scritto da Sara Bilotti, edito da Mondadori, genere thriller, data uscita 22/05/18.
Vittoria si avvia lentamente verso i trent’anni, ma non è mai diventata veramente donna. Ha vissuto da reclusa, con una sorella più piccola che soffre di agorafobia, una madre rassegnata e letargica, un padre violento e possessivo. Tutta la sua esistenza si è da sempre concentrata nel palazzo in cui abita, e nel piccolo mondo che lo popola. Ed è dentro il palazzo che, da qualche tempo, ha trovato nuove ragioni di speranza: in Daniel, il talentuoso scrittore del quale può permettersi di essere innamorata, nella certezza che il suo sentimento non sarà mai ricambiato, e in Lisa, la ragazza vitale e sfrontata che si serve di Vittoria per i propri piccoli sfoghi quotidiani, e le consente di proiettarsi per procura in quel mondo che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Quando Lisa scompare da un giorno all’altro, nessuno nel palazzo sembra preoccuparsene: tutti sono convinti che sia partita per uno dei suoi vagabondaggi amorosi e che presto tornerà. Vittoria però è sicura che l’amica sia in pericolo e che le sia successo qualcosa di brutto. E comincia a violare la semiclausura cui è condannata da anni, nel tentativo di arrivare alla verità. Senza fermarsi davanti a nulla: neppure al sospetto che nella sparizione siano coinvolte le persone che le sono più care e che ritrovare Lisa significherà uscire dalla propria prigione e affrontare una volta per tutte, indifesa, il mondo fuori. Con una scrittura elegante e una capacità rara di esplorare e mettere in scena le ferite più profonde, quelle che ognuno porta nell’anima, Sara Bilotti accompagna i lettori in una vera e propria discesa agli inferi. E costruisce un romanzo nerissimo, carico di suspense, con una protagonista fragile e disturbata, dolce e inquietante, degna delle grandi eroine di Hitchcock.

Mamme coraggiose per figli ribelli, scritto da Giada Sundas, pubblicato da Garzanti, genere narrativa, data uscita 24/05/18.
Giada è mamma di Mya, una vivace bambina di tre anni. Da quando l’ha abbracciata per la prima volta, la sua vita si è trasformata in un’altalena di momenti indimenticabili e crisi impreviste che nemmeno il più illustre manuale del genitore provetto insegna ad arginare. E se superato il primo anno di pappe, strilli indecifrabili e rigurgiti imprevisti si crede che il peggio sia passato, ci si sbaglia di grosso. Nessuno lo sa meglio di Giada. Ora che sua figlia cresce un poco ogni giorno, le sfide quotidiane si moltiplicano. Perché è dai due anni in poi che inizia la vera ribellione dei figli, una tacita dichiarazione di guerra alle madri e alla loro pazienza infinita. Ninna nanne e pannolini sono niente in confronto alle storie della buonanotte che sembrano non finire mai, ai “perché” che entrano in testa come tormentoni estivi o ai “no” che diventano mantra e unica risposta a tutte le domande. Per non parlare poi delle gite in piscina, vere e proprie discese agli inferi, dove bisogna inseguire i figli con la crema solare o improvvisarsi bagnini per impedire loro di bere tutta l’acqua delle vasche. Giada si è presto resta conto che in questi casi non c’è da allarmarsi se non si ha la soluzione giusta a portata di mano. Perché quando si tratta di fare la madre non esistono rigide istruzioni o consigli insindacabili. Ci vuole solo coraggio a volontà. Il coraggio di accettare che ci sono giornate in cui tutto fila liscio come l’olio e giornate in cui non si vede l’ora di spegnere la luce per non sentire più strilli insopportabili. Di affrontare ogni cosa un passo alla volta, seguendo il proprio istinto di madre e anche sbagliando. Perché l’imperfezione è l’unica regola universalmente valida. Proprio quell’imperfezione che scalda il cuore quando un figlio si avvicina e si lascia sfuggire un “ti voglio bene anch’io” e fa sorridere di fronte alle sue ribellioni quotidiane, dalla maglietta indossata volutamente al contrario alla modalità muso lungo per sempre ai capricci dal tempismo perfetto passando per il gelato spalmato sulla maglietta, il mal di pancia da indigestione di caramelle e quella favola preferita ormai raccontata migliaia di volte. È l’insieme di tutti questi istanti imperfetti ed esilaranti a rendere le mamme sempre più coraggiose e i figli meravigliosamente ribelli.
Dopo il successo travolgente di Le mamme ribelli non hanno paura, Giada Sundas, la mamma più amata dal web, torna a parlare del mestiere più difficile del mondo.

Replica di un omicidio, scritto da Christi Daugherty, edito da Corbaccio, genere thriller, data uscita 24/05/18.
Harper McClain ha dodici anni quando, rientrata da scuola, scopre il corpo di sua madre riverso sul pavimento della cucina, nudo e accoltellato a morte. L’omicida non è mai stato scoperto. Anni dopo, ormai adulta, Harper è diventata il miglior cronista di nera della città di Savannah, in Georgia; Smith, il poliziotto che aveva seguito le indagini, l’ha presa sotto la sua ala protettrice ed è una specie di mentore per lei che, però, ha anche sviluppato una pericolosa attrazione per Luke Walker, un investigatore che lavora sotto copertura. Quando Marie Whitney, impiegata al college locale, viene trovata morta in casa sua, Harper è la prima giornalista ad arrivare sulla scena del delitto; e ha un terribile déjà-vu: Marie è stata accoltellata e giace nuda sul pavimento. Non è una coincidenza: è la replica dell’omicidio di sua madre. Harper è convinta che se troverà l’assassino di Mary avrà trovato anche quello di sua madre. Nessuno crede alla sua teoria, il suo capo e la polizia sono certi che si tratti di una coincidenza, ma niente e nessuno riusciranno a distogliere Harper da un’indagine che è diventatala sua ragione di vita. Anche se non sa a che prezzo riuscirà infine a scoprire la verità.

Punizione, scritto da Elizabeth George, pubblicato da Longanesi, genere giallo e mistery, data uscita 24/05/18.
Suicidio. Questo sostiene la polizia. Ma la vittima, Ian Druitt, diacono della cittadina medioevale di Ludlow, è deceduta mentre era sotto custodia cautelare con l’accusa di un crimine vergognoso. Quando anche l’inchiesta degli Affari Interni conferma che non c’è nulla di sospetto in quanto accaduto, il caso sembra chiuso. Ma la famiglia della vittima non accetta questa versione dei fatti. E ha conoscenze tali da riuscire a far riaprire il caso. Quando il sergente Barbara Havers arriva a Ludlow e inizia a indagare sulla catena di eventi che hanno portato alla morte di Ian Druitt, tutto sembra confermare che si sia tolto la vita. Ma una sensazione che non riesce a scrollarsi di dosso le dice che le cose non sono quelle che sembrano. Decide così di osservare più da vicino gli abitanti apparentemente insospettabili, in gran parte pensionati e studenti, e scopre che quasi tutti hanno qualcosa da nascondere… La verità verrà a galla solo con l’arrivo in paese dell’unico investigatore della Metropolitan Police sufficientemente lucido e indipendente da poter mettere in dubbio l’operato dei colleghi, e svelare le corruttele e connivenze che hanno portato alcuni poliziotti a celare la verità. Questo investigatore è Thomas Lynley.

Tu che sei di me la miglior parte, scritto da Enrico Brizzi, edito da Mondadori, genere narrativa, data uscita 29/05/18.
“Bologna, anni Ottanta: Tommy Bandiera, orfano di padre, cresce con la mamma Alice e la famiglia di lei. I racconti dell’avventuroso zio Ianez, i giochi condivisi con gli amici Athos e Selva fra cortile e parrocchia, e le prime, timide, relazioni con le coetanee scandiscono le tappe della sua crescita sino alla sconvolgente apparizione del vero amore. L’impareggiabile Ester, però, fa battere il cuore anche al nuovo arrivato Raul, che di Tommy diventerà la guida e la nemesi, il modello irraggiungibile e il “”peggiore amico”” capace di scortarlo attraverso le prove iniziatiche tutt’altro che innocenti dell’adolescenza. L’asimmetrico triangolo che li lega negli anni delle scuole superiori prenderà via via i colori di una tenera educazione sentimentale e di una conturbante lotta per trovare il proprio posto nel mondo; la meraviglia e la fatica del diventare grandi li metteranno di fronte a scelte non scontate e passi senza ritorno, tradimenti che li sprofonderanno nell’abisso della disperazione e inattese prove di lealtà capaci di riaccendere la fiducia, sino alla grande, incancellabile, avventura che vedrà i tre ragazzi protagonisti nell’estate dei diciott’anni. Tu che sei di me la miglior parte non è solo un’eccezionale panoramica dell’Italia anni Ottanta e Novanta rischiarata dalla prodigiosa memoria mitopoietica dell’autore – ci sono le musicassette TDK e le festicciole delle medie, lo zaino Invicta e la Vespa, i concerti scolastici e le risse sulle gradinate degli stadi – ma s’impone come un maestoso, ironico e commovente romanzo di formazione, delicato come il fortunatissimo Jack Frusciante è uscito dal gruppo e potente quanto lo sperimentale Bastogne; i ragazzi protagonisti sono chiamati a fare i conti con l’amicizia e l’amore, la rabbia e la speranza, la scoperta del sesso e la tentazione delle sostanze proibite, la lontananza degli adulti e l’urgenza d’incamminarsi in prima persona verso un avvenire da conquistare un giorno alla volta.”

La casa delle farfalle, scritto da Silvia Montemurro, editore Rizzoli, genere narrativa, data uscita 29/05/18.
Anita ha trent’anni e insegna biologia all’Università di Colonia. Non ama gli aerei e soffre di vertigini, ma non saprebbe spiegarne il motivo. Quando la sua vita viene sconvolta da un tragico evento, in crisi lascia Hans, il suo compagno, per tornare nei luoghi dov’è cresciuta – in treno naturalmente. Lì, sul lago di Como, è decisa a ritrovare se stessa. Mentre passeggia cullata dallo sciabordio delle onde, incontra una bambina dai tratti giapponesi e dalla voce meravigliosa. Si chiama Yoko e, proprio come lei, è segnata da una ferita difficile da rimarginare. Presto Anita, leggendo il diario della nonna Lucrezia, scoprirà di essere legata a Yoko da una storia rimasta sepolta per anni, che unisce le loro famiglie. Tutto ha origine nel 1943, quando la casa di Lucrezia, la villa delle Farfalle, viene occupata da alcuni ufficiali tedeschi. Tra lei e Will, uno degli ufficiali, nasce un sentimento dirompente, ma la guerra sembra ostacolarli… In questo romanzo ricco di grazia e femminilità si intrecciano due storie mozzafiato, dal passato ai giorni nostri. Perché la forza dell’amore, quello vero, non si dissolve con il trascorrere degli anni ma perdura nel tempo.

La gemella sconosciuta, scritto da Jane Robins, pubblicato da Casa Editrice Nord, genere thriller, data uscita 31/05/18.
Una sorella in pericolo. Una proposta allettante. Una scelta che cambierà tutto.
Callie e Tilda sono gemelle, eppure non si somigliano affatto. Callie è single, goffa e impacciata. Tilda invece ha tutto ciò che manca alla sorella: è più bella, più ambiziosa, più carismatica. È un’attrice di successo e ed è fidanzata con Felix, affascinante uomo d’affari. Insieme sono la classica coppia da rivista, invidiata da tutti. Persino da Callie. Almeno finché Callie non si rende conto che, negli ultimi tempi, Tilda è sempre più magra, rifiuta ogni proposta di lavoro, passa il tempo rintanata in una casa ormai irriconoscibile, dove il suo allegro caos ha lasciato il posto alla precisione maniacale di Felix: tutto è nuovo, ordinato e così asettico da far paura. E poi ci sono i lividi sulle braccia, le reazioni esagerate di Felix per questioni da nulla. Preoccupata, Callie cerca in Internet forum di sostegno alle vittime di uomini dispotici, manipolatori e violenti: le storie di quelle sconosciute le sembrano fin troppo familiari e Callie si convince che la sorella sia in pericolo. Deve proteggerla, a ogni costo. Ma come, se Tilda per prima non vuole farsi aiutare? Proprio quando Callie ha l’impressione che la situazione stia precipitando, riceve una proposta da una delle donne del forum, una proposta che potrebbe risolvere in un sol colpo i problemi di entrambe. E Callie accetta, sebbene sappia di star imboccando una strada da cui non potrà più tornare indietro, nemmeno quando capirà di aver commesso un errore imperdonabile.

Il metodo Catalanotti, scritto da Andrea Camilleri, pubblicato da Sellerio, genere giallo e mistery, data uscita 31/05/18.
Questa volta Mimì Augello se la vede brutta: nella casa dell’amata di turno rientra inaspettatamente il marito; così Mimì è costretto a calarsi dalla finestra per salvare pelle e reputazione. Da un pericolo all’altro: nell’appartamento del piano di sotto dove ha cercato riparo, nel buio intravede un corpo steso sul letto, completamente vestito e irrigidito dal gelo della morte. Di un morto ammazzato ritrovato sul letto viene informata la polizia, solo che non si tratta di quel morto, perché è in tutt’altra casa, anche lui con l’abito buono. Come può essere accaduto? E che ne è stato dell’altro cadavere? Perché tutta la scena del crimine ha qualcosa di strano che sa di teatro? Parte da questo groviglio la nuova indagine di Salvo Montalbano, ed è proprio il teatro il protagonista del romanzo; la vittima, Carmelo Catalanotti, aveva una vera passione per le scene e dedicava tutto il proprio tempo alla regia di drammi borghesi. Si era anche inventato un metodo personalissimo per mettere gli attori in condizione di recitare: affrancarli dai loro complessi, aiutarli a liberare le emozioni, una vera e propria operazione di scavo nelle coscienze. Catalanotti conservava scrupolosamente annotazioni e commenti su tutti i potenziali attori con cui veniva in contatto, oltre che appunti di regia e strani quaderni pieni di cifre e di date e di nomi… Il commissario Montalbano spulcia tutti i dossier di Catalanotti, i testi teatrali ai quali lavorava, le note sui personaggi e soprattutto il dramma che stava per mettere in scena, Svolta pericolosa. Poco a poco si lascia coinvolgere dall’indagine e dalla nuova responsabile della scientifica, Antonia, che sul commissario ha l’effetto di una calamita. Sarà proprio il teatro a fargli trovare la soluzione del doppio cadavere. Mai come in questo libro Camilleri inventa storie e personaggi e li fa recitare fra le quinte di un teatro di cui è lui il regista. E noi assistiamo alla messinscena che è dramma e commedia insieme.

La devota, scritto da Koethi Zan, pubblicato da Longanesi, genere thriller, data uscita 31/05/18.
La vita di Julie Brookman sembra perfetta: un fidanzato attento, genitori affettuosi e ottimi voti a scuola. Davanti a lei un futuro roseo. La vita di Cora, invece, è un inferno: prima un padre violento, poi un marito crudele e psicopatico che l’ha tormentata senza pietà fino a farle credere di essere poco più di una marionetta nelle sue mani, una moglie follemente devota. Per lei non sembra esistere una via d’uscita. Julie e Cora sono due donne agli antipodi. Ma una notte le loro strade si incrociano tragicamente. Rinchiuse nella stessa casa, dovranno imparare ad avvicinarsi e conoscersi per rimettere insieme i pezzi della loro vita e, forse, trovare un modo per liberarsi.

Elenco novità libri in ordine alfabetico usciti a Maggio 2018:

A bocce ferme, scritto da Marco Malvaldi, pubblicato da Sellerio, genere giallo, data uscita 03/05/18.
Al mattino stringi forte i desideri, scritto da Natascha Lusenti, pubblicato da Garzanti, genere narrativa, data uscita 10/05/18.
Anni lenti, scritto da Fernando Aramburu, pubblicato da Guanda, genere narrativa, data uscita 03/05/18.
Barba intrisa di sangue, scritto da Daniel Galera, pubblicato da Sur, genere giello e mistery, data uscita 03/05/18.
Bellezza selvaggia, scritto da Anna-Marie McLemore, pubblicato da Newton Compton, genere fantasy per ragazzi, data uscita 10/05/18.
Berta Isla, scritto da Javier Marias, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 08/05/18.
Brividi immorali. Racconti e interludi, scritto da Laura Morante, pubblicato da La nave di Teseo, genere narrativa e racconti, data uscita 03/05/18.
Così crudele è la fine, scritto da Mirko Zilahy, pubblicato da Longanesi, genere thriller, data uscita 03/05/18.
Delitto nel campo di girasoli, scritto da Marzia Elisabetta Polacco, pubblicato da Newton Compton, genere giallo e mistery, data uscita 10/05/18.
Divorare il cielo, scritto da Paolo Giordano, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 08/05/18.
Eleanor Oliphant sta benissimo, scritto da Gail Honeyman, pubblicato da Garzanti, genere narrativa, data uscita 17/05/18.
I giorni dell’ombra, scritto da Sara Bilotti, edito da Mondadori, genere thriller, data uscita 22/05/18.
I giorni della follia, scritto da Javier Castillo, pubblicato da HarperCollins, genere thriller, data uscita 03/05/18.
I pazienti del dottor Garcia, scritto da Almudena Grandes, pubblicato da Guanda, genere romanzo storico, data uscita 10/05/18.
Il Canaro della Magliana, scritto da Massimo Lugli e Del Greco Antonio, pubblicato da Newton Compton, genere thriller, data uscita 10/05/18.
Il cielo sopra l’Everest, scritto da David Lagercrantz, edito da Marsilio, genere narrativa, data uscita 17/05/18.
Il metodo Catalanotti, scritto da Andrea Camilleri, pubblicato da Sellerio, genere giallo e mistery, data uscita 31/05/18.
Il mistero del Gattopardo, scritto da Mario Giordano, pubblicato da Newton Compton, genere giallo, data uscita 17/05/18.
Il movente è sconosciuto, scritto da Marco Santagata, pubblicato da Guanda, genere giallo, data uscita 10/05/18.
Il quaderno rosso, scritto da Michel Bussi, pubblicato da EO, genere giallo e mistery, data uscita 09/05/18.
Il tuo sguardo nero, scritto da Francesco Maria Colombo, pubblicato da Ponte alle Grazie, genere narrativa, data uscita 03/05/18.
Innamorarsi è la parte più facile, scritto da Andy Jones, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa rosa, data uscita 10/05/18.
L’Atlante dell’Invisibile, scritto da Alessandro Barbaglia, pubblicato da Mondadori, genere narrativa, data uscita 22/05/18.
L’avvocato, scritto da Victor Methos, pubblicato da Newton Compton, genere giello, data uscita 17/05/18.
La canzone del ritorno, scritto da David Trueba, pubblicato da Feltrinelli, genere nattaiva, data uscita 03/05/18.
La casa delle farfalle, scritto da Silvia Montemurro, editore Rizzoli, genere narrativa, data uscita 29/05/18.
La devota, scritto da Koethi Zan, pubblicato da Longanesi, genere thriller, data uscita 31/05/18.
La gemella sconosciuta, scritto da Jane Robins, pubblicato da Casa Editrice Nord, genere thriller, data uscita 31/05/18.
La ragazza di Marsiglia, scritto da Maria Attanasio, pubblicato da Sellerio, genere narrativa, data uscita 10/05/18.
La scomparsa di Stephanie Mailer, scritto da Joël Dicker, edito da La nave di Teseo, genere giallo, data uscita 10/05/18.
La treccia, scritto da Laetitia Colombani, pubblicato da Nord, genere narrativa, data uscita 03/05/18.
La vita fino a te, scritto da Matteo Bussola, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 15/05/18.
La vita negoziabile, scritto da Landero Luis, edito da Mondadori, genere narrativa, data uscita 22/05/18.
Le donne di casa Blackwood, scritto da Ellen Marie Wiseman, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa, data uscita 17/05/18.
Le fedeltà invisibili, scritto da Delphine de Vigan, pubblicato da Einaudi, genere narrativa, data uscita 08/05/18.
Le tue innocenti bugie, scritto da M. Leighton, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa rosa, data uscita 17/05/18.
Leopard Rock. L’avventura della mia vita, scritto da Wilbur Smith, pubblicato da HarperCollins, genere autobiografico, data uscita 10/05/18.
Mamme coraggiose per figli ribelli, scritto da Giada Sundas, pubblicato da Garzanti, genere narrativa, data uscita 24/05/18.
Ogni coincidenza ha un’anima, scritto da Fabio Stassi, pubblicato da Sellerio, genere giallo, data uscita 10/05/18.
Punizione, scritto da Elizabeth George, pubblicato da Longanesi, genere giallo e mistery, data uscita 24/05/18.
Quella piccola libreria in fondo alla strada, scritto da Camilla D’Amore, pubblicato da Newton Compton, genere narrativa rosa, data uscita 10/05/18.
Replica di un omicidio, scritto da Christi Daugherty, edito da Corbaccio, genere thriller, data uscita 24/05/18.
Showbiz, scritto da Marta Sanz, edito da Feltrinelli, genere narrativa, data uscita 10/05/18.
Te lo giuro sul cielo, scritto da Luigi Maieron, pubblicato da Chiarelettere, genere narrativa, data uscita 03/05/18.
Tredici modi di guardare, scritto da Colum McCann, pubblicato da Rizzoli, genere narrativa, data uscita 08/05/18.
Tu che sei di me la miglior parte, scritto da Enrico Brizzi, edito da Mondadori, genere narrativa, data uscita 29/05/18.
Turbine, scritto da Juli Zeh, pubblicato da Fazi, genere narrativa, data uscita 03/05/18.
Vorrei che fosse già domani, scritto da Miriam Candurro e Massimo Cacciapuoti, pubblicato da Garzanti, genere narrativa, data uscita 03/05/18.

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Giornata mondiale della libertà di stampa http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/giornata-mondiale-della-liberta-stampa.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/giornata-mondiale-della-liberta-stampa.html#respond Thu, 03 May 2018 08:33:29 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=42401 La Giornata mondiale della libertà di stampa è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre 1993, si celebrata il 3 maggio e rappresenta da un lato un’occasione per promuovere azioni concrete e iniziative finalizzate a difendere la libertà della stampa, ma dall’altro è anche un’opportunità per valutare la situazione della libertà di stampa nel mondo. [...]

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La Giornata mondiale della libertà di stampa è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre 1993, si celebrata il 3 maggio e rappresenta da un lato un’occasione per promuovere azioni concrete e iniziative finalizzate a difendere la libertà della stampa, ma dall’altro è anche un’opportunità per valutare la situazione della libertà di stampa nel mondo.
L’UNESCO ricorda la giornata della libertà di stampa conferendo il premio UNESCO/Guillermo Cano World Press Freedom Prize a individui, organizzazioni o istituzioni che hanno dato un contributo evidente alla difesa e/o alla promozione della libertà di stampa ovunque nel mondo, creato nel 1997, il premio è in onore di Guillermo Cano Isaza, giornalista colombiano che è stato ucciso davanti agli uffici del suo giornale il 17 dicembre 1986.

“Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la mia vita affinché tu lo possa dire”
(Evelyn Beatrice Hall, erroneamente attribuita a Voltaire)

La libertà di stampa secondo la classifica annuale di Reporters sans Frontieres il nostro Paese guadagna 25 posizioni, passando dal 77esimo del 2016 al 52esimo posto, ma rimangono ancora molti problemi, come le intimidazioni.

Una giornata destinata a richiamare l’attenzione, allertare e sensibilizzare il pubblico, stimolare dibattiti tra i professionisti dei media, oltre a essere una giornata commemorativa, per ricordare i giornalisti, fotoreporter e cineoperatori che hanno legato il loro destino alla libertà di informazione che hanno pagato con la vita, sono più di 200 solo gli Italiani, persone straordinarie come:

Cosimo Cristina (1935-1960), Termini Imerese (Palermo)
Mauro De Mauro (1921-1970), Palermo
Giovanni Spampinato (1946-1972), Ragusa
Giuseppe Impastato (1948-1978), Cinisi
Mario Francese (1925-1979), Palermo
Giuseppe Fava (1925-1984), Catania
Mauro Rostagno (1942-1988), Lenzi di Valderice (Trapani)
Giuseppe Alfano (1945-1993), Barcellona Pozzo di Gotto (Messina)
Giancarlo Siani (1959-1985), Napoli
Carlo Casalegno (1916-1977), Trino
Walter Tobagi (1947-1980), Milano
Italo Toni e Graziella De Palo, scomparsi in Libano il 2 settembre 1980
Almerigo Grilz, (1953-1987) morto in Mozambico
Guido Puletti (1993), Bosnia
Marco Luchetta, (1952-1994), Mostar (Bosnia) insieme agli operatori della Rai di Trieste Alessandro Ota e Dario D’Angelo
Ilaria Alpi (1961-1994), Mogadiscio, Somalia, con l’operatore Milan Hrovatin
Gabriel Gruener (1963-1999), Brazda, Macedonia
Antonio Russo, (1960-2000), Tiblisi, Georgia
Maria Grazia Cutuli (1962-2001), Afghanistan, sulla strada che da Jalalabad porta a Kabul. Insieme a lei uccisi: l’inviato di El Mundo Julio Fuentes e due corrispondenti dell’agenzia Reuters, l’australiano Harry Burton e l’afghano Azizullah Haidari
Raffaele Ciriello (1959-2002), Ramallah, Cisgiordania
Enzo Baldoni (1948–2004), Najaf, Iraq
Vittorio Arrigoni (1975-15 aprile 2011), Gaza
Andrea Rocchelli (1983-24 maggio 2014), Slavianks, Ucraina
Simone Camilli (1979-13 agosto 2014) Gaza
Giulio Regeni (1988-2016) Egitto

Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 21 e dall’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”

“Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”

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Classifica dei libri – Aprile 2018 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/classifica-dei-libri-aprile-2018.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/classifica-dei-libri-aprile-2018.html#respond Wed, 02 May 2018 22:31:23 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=42581 1. Al primo posto Sara al tramonto di Maurizio De Giovanni, il maestro del noir italiano con un noir tutto al femminile. Sara non vuole esistere. Il suo dono è l’invisibilità, il talento di rubare i segreti delle persone. Capelli grigi, di una bellezza trattenuta solo dall’anonimato in cui si è chiusa, per amore ha lasciato tutto seguendo [...]

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1.
Al primo posto Sara al tramonto di Maurizio De Giovanni, il maestro del noir italiano con un noir tutto al femminile.
Sara non vuole esistere. Il suo dono è l’invisibilità, il talento di rubare i segreti delle persone. Capelli grigi, di una bellezza trattenuta solo dall’anonimato in cui si è chiusa, per amore ha lasciato tutto seguendo l’unico uomo capace di farla sentire viva. Ma non si è mai pentita di nulla e rivendica ogni scelta. Poliziotta in pensione, ha lavorato in un’unità legata ai Servizi, impegnata in intercettazioni non autorizzate. Il tempo le è scivolato tra le dita mentre ascoltava le storie degli altri. E adesso che Viola, la compagna del figlio morto, la sta per rendere nonna, il destino le presenta un nuovo caso. Anche se è fuori dal giro, una vecchia collega che ben conosce la sua abilità nel leggere le labbra – fin quasi i pensieri – della gente, la spinge a indagare su un omicidio già risolto. Così Sara, che non si fida mai delle verità più ovvie, torna in azione, in compagnia di Davide Pardo, uno sbirro stropicciato che si ritrova accanto per caso, e con il contributo inatteso di Viola e del suo occhio da fotografa a cui non sfugge nulla. Maurizio de Giovanni ha dato vita a un personaggio che rimarrà tra i più memorabili del noir italiano. Sara, la donna invisibile che, dal suo archivio nascosto in una Napoli periferica e lunare, ci trascina nel luogo in cui tutti vorremmo essere: in fondo al nostro cuore, anche quando è nero.

2.
Al secondo posto Mio caro serial killer di Alicia Giménez Bartlett, dove ritroviamo l’ispettrice Petra Delicado.
Una donna di cinquant’anni viene assassinata in modo brutale nella casa in cui vive da sola; il volto è sfigurato e sul cadavere è poggiata una lettera d’amore: «Cara Pauline, sai che ti ho amato moltissimo e che ti amo ancora. Tu invece non mi ami più e io non ho avuto altra scelta se non quella di ucciderti» e sotto la firma: Demostene. Quando Aurora, una ragazza ecuadoriana che lavora come badante, viene uccisa con le stesse modalità, si comincia a sospettare che si tratti di un serial killer. Le indagini presto conducono a scoprire che entrambe le donne si erano rivolte negli ultimi tempi a un’agenzia matrimoniale di cui però pare si siano perse le tracce, una specie di agenzia fantasma dall’improbabile nome. «Vita futura». Petra Delicado vorrebbe investigare a modo suo, naturalmente al fianco di Fermín Garzón con cui l’intesa è perfetta, ma stavolta non è lei a dare gli ordini perché il caso viene affidato a un ispettore della polizia regionale catalana, Roberto Fraile dei Mossos d’Esquadra, nonostante sia più giovane di lei e abbia meno esperienza.Relegata a un ruolo subalterno l’irritazione di Petra sale presto alle stelle e la spinge a dedicarsi alle indagini con meno impegno del solito, rischiando di provocare equivoci ed errori, in un caso che si fa sempre più inquietante e delicato.

3.
Al terzo posto Gaudete et exsultate di Papa Francesco (Libreria Editrice Vaticana).
«Rallegratevi ed esultate» (Mt 5,12), dice Gesù a coloro che sono perseguitati o umiliati per causa sua. Il Signore chiede tutto, e quello che offre è la vera vita, la felicità per la quale siamo stati creati. Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente. In realtà, fin dalle prime pagine della Bibbia è presente, in diversi modi, la chiamata alla santità. Così il Signore la proponeva ad Abramo: «Cammina davanti a me e sii integro» (Gen 17,1). 2. Non ci si deve aspettare qui un trattato sulla santità, con tante definizioni e distinzioni che potrebbero arricchire questo importante tema, o con analisi che si potrebbero fare circa i mezzi di santificazione. Il mio umile obiettivo è far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità, cercando di incarnarla nel contesto attuale, con i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità. Perché il Signore ha scelto ciascuno di noi «per essere santi e immacolati di fronte a Lui nella carità» (Ef 1,4).

4.
Al quarto posto Storie della buonanotte per bambine ribelli. Vol. 2 di Francesca Cavallo e Elena Favilli.
C’erano una volta cento ragazze che hanno cambiato il mondo. Ora ce ne sono molte, molte di più! “Storie della buonanotte per bambine ribelli” è diventato un movimento globale e un simbolo di libertà. Le autrici Francesca Cavallo ed Elena Favilli tornano con cento nuove storie per ispirare le bambine – e i bambini – a sognare senza confini: Audrey Hepburn, che mangiava tulipani per sopravvivere alla fame ed è poi diventata un’inarrivabile icona di stile e una straordinaria filantropa; Bebe Vio, grintosissima campionessa di scherma malgrado una grave malattia; J.K. Rowling, che ha trasformato il fallimento in un punto di forza e ha cambiato per sempre la storia della letteratura. Poetesse, chirurghe, astronaute, giudici, acrobate, imprenditrici, vulcanologhe: cento nuove avventure, cento nuovi ritratti per ispirarci ancora e dirci che a ogni età, epoca e latitudine, vale sempre la pena di lottare per l’uguaglianza e di procedere a passo svelto verso un futuro più giusto.

5.
Al quinto posto Sulla tua parola. Messalino maggio-giugno 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio.
Un libricino per leggere ogni giorno le letture e il Vangelo della santa Messa. Con introduzioni, commenti, propositi, vite dei santi, preghiere per il bimestre e tante immagini a colori. Tascabile, pratico, completo, chiaro, adatto sia per la liturgia comunitaria che per la preghiera personale.
«Vi faccio una domanda: Ogni giorno ascoltiamo Gesù nel Vangelo, leggiamo un brano del Vangelo? La Parola di Gesù è il pasto più forte per l’anima, ci nutre la fede. Io vi suggerisco ogni giorno di prendere alcuni minuti e leggere un brano del Vangelo e sentire cosa succede». (Papa Francesco)

6.
Al sesto posto Una ragazza affidabile di Silena Santoni.
Un’eredità inattesa costringe Agnese a tornare a Firenze, la città in cui è nata e cresciuta e da cui è fuggita molti anni prima. Qui l’attende la sorella Micaela, che non vede da anni, così lontana dalle scelte che Agnese ha fatto per sé: una vita tranquilla e sicura nella provinciale Ancona, un bravo marito benestante, due figlie allevate nell’agio, valori che Micaela, sola, senza un’occupazione fissa, precaria per vocazione e per convinzione irride. Attraverso un confronto che assume sempre più il carattere di scontro, Agnese rivive, sullo sfondo dell’Italia degli anni Sessanta e Settanta, i ricordi dell’infanzia e della giovinezza che ha segnato la sua vita. Intanto a Bolzano un ispettore di polizia interroga due sorelle, uniche testimoni di un incidente sciistico costato la vita a un loro compagno di vacanza. Il sospetto che gli sci siano stati manomessi alimenta negli inquirenti la convinzione che le ragazze siano responsabili dell’accaduto…

7.
Al settimo posto Ventuno giorni per rinascere scritto a sei mani da Franco Berrino, Daniel Lumera e David Mariani.
Esiste un cammino di tre settimane capace di renderci più giovani, più sani, più longevi, più gioiosi. Lo ha studiato Franco Berrino, noto medico ed esperto di alimentazione, assieme a Daniel Lumera, riferimento internazionale nella pratica della meditazione, e a David Mariani, allenatore specializzato nella riattivazione dei sedentari. È un percorso pratico e quotidiano fatto di ricette, esercizi fisici e spirituali. Ma anche di conoscenza, illuminazione, consapevolezza. Se ne esce rinnovati nel corpo e nello spirito. E tre settimane, secondo studi scientifici e antiche sapienze, sono il tempo necessario per prendere un’abitudine, cambiare stile di vita. E garantirci una longevità in salute. «Arrivare in età avanzata in piena salute non è, per lo più, una fortuna dettata dal caso, ma una possibilità alla portata di tutti, che si costruisce sulle scelte quotidiane e sull’esperienza di vita dettata dalla consapevolezza. Mantenerci in salute è una scelta di giustizia: non abbiamo il diritto di far pesare le nostre malattie sugli altri, di togliere anni di vita e di felicità ai nostri figli costringendoli a occuparsi della nostra invalidità o demenza senile. In questo libro troveremo le indicazioni per consentire al nostro organismo di sviluppare la massima capacità di autocura, e impareremo a ristabilire, quando necessario, il perduto equilibrio. Favoriremo il recupero della vitalità, intraprenderemo un viaggio di riequilibrio e armonia fisiologico e mentale che può apportare cambiamenti grandiosi nella vita di ogni giorno.»

8.
Al sesto posto Storie della buonanotte per bambine ribelli di Francesca Cavallo e Elena Favilli.
Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi.
C’era una volta… una principessa? Macché! C’era una volta una bambina che voleva andare su Marte. Ce n’era un’altra che diventò la più forte tennista al mondo e un’altra ancora che scoprì la metamorfosi delle farfalle. Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kahlo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e ritratte da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo. Scienziate, pittrici, astronaute, sollevatrici di pesi, musiciste, giudici, chef… esempi di coraggio, determinazione e generosità per chiunque voglia realizzare i propri sogni.

9.
Al nono posto Una di voi di Iris Ferrari, un libro biografico della youtuber 15enne che con i suoi video ha conquistato il web.
Quella che troverete qui sono proprio io, nella mia semplicità, nei miei momenti sì e in quelli no, una ragazza come voi, con tanti sogni e tanta passione che mette in tutto ciò che fa… una di voi!

10.
Al decimo posto Con i piedi nel fango. Conversazioni su politica e verità (EGA-Edizioni Gruppo Abele) di Gianrico Carofiglio con Jacopo Rosatelli.
La politica è fare i conti con le cose come sono davvero: cioè spesso non belle e non pulite. Bisogna entrare nel fango, a volte, per aiutare gli altri a uscirne. Ma tenendo sempre lo sguardo verso l’orizzonte delle regole, dei valori, delle buone ragioni. Un dialogo appassionato e appassionante. Un prontuario per l’esercizio del pensiero critico, per sottrarsi alle manipolazioni, per riaffermare – contro ogni fanatismo – il valore laico ed emozionante della verità e dell’impegno politico. Perché l’avvenire appartiene ai non disillusi.

11.
all’undicesimo posto, Sempre d’amore si tratta di Susanna Casciani, per scuotere un cuore che ha sofferto ci vuole il doppio dell’amore che ha perso.
Bisogna prendersi cura dei doni come se fossero piccoli fiori selvatici: sbocciano senza il nostro aiuto, ma dobbiamo fare attenzione a non calpestarli, a non maltrattarli. E la piccola Livia di doni ne ha eccome. Come si fa a non accorgersene? Lei è una che quando si muove assomiglia a una nuvola trascinata dal vento, capace di rendere più colorato tutto quello che tocca. E timidissima, parla poco, però sorride a tutti. E poi ama scrivere, perché farlo la fa sentire diversa, nel senso di speciale, come se nelle sue vene al posto del sangue scorressero le parole. E un cuore puro il suo, e fragile, e per questo avrebbe bisogno di essere accudito e protetto. Però si sa, le stelle, le stesse alle quali Livia bambina si rivolge sommessamente tutte le sere, seduta sul terrazzo di casa, molto spesso si fanno gli affari loro e non sempre hanno voglia di guardare giù, di ascoltarci. Infatti, a un certo punto, nella vita di Livia accade qualcosa che le inceppa il cuore. Coll’aggravarsi della depressione della madre, tutto per lei diventa faticoso, difficile. Ragazzina sognatrice e poi giovane donna, Livia cerca comunque di spiccare il volo ma, quasi fosse una farfalla con un’ala di seta e una di piombo, non fa che sbattere da tutte le parti rovinando puntualmente al suolo. Così, caduta dopo caduta, sfinita da un amore – quello per la mamma malata – che si ciba della parte migliore di lei, inizia a non fare più caso alle piccole magie che accadono ogni giorno e finisce per rassegnarsi a lasciare andare tutti i suoi sogni. Quel che non sa è che l’amore è più potente di qualsiasi delusione e sa farsi largo anche tra le macerie di una vita che odora di terra bruciata come la sua.

12.
Al didicesimo posto, il nuovo thriller, Macbeth, di Jo Nesbø.
Lei avrebbe potuto amarlo. In tempo di pace. Non più ora, perché la guerra era iniziata. Anni ’70, una città industriale sull’orlo del collasso fatta di fabbriche chiuse, disperazione, piazze di spaccio. Sotto l’eterna pioggia nera che la flagella, il poliziotto migliore che si muove per le sue strade è Macbeth. Un ex tossico, un uomo fragile dal passato turbolento, abbandonato da bambino, uno sbirro incline alla violenza. Ma è lui, con la sua squadra, a gestire con intelligenza una retata nell’area del porto, un’azione in grande stile che, finalmente, gli fa intravedere la possibilità di ottenere una promozione. E quindi guadagnarsi il rispetto degli altri, avere una vita migliore, e molto più potere, che è ciò che conta. Tutto questo è lì, a portata di mano: ma, pensa Macbeth, davvero mi lasceranno arrivare tanto in alto? Tormentato dalle allucinazioni, vittima di paranoie sempre più acute, Macbeth comincia, lentamente, a soccombere a se stesso e al tarlo dell’ambizione.

13.
Al trecicesimo posto, Storia della mia ansia di Daria Bignardi.
“Un pomeriggio di tre anni fa, mentre stavo sul divano a leggere, un’idea mi ha trapassata come un raggio dall’astronave dei marziani. Vorrei raccontare così l’ispirazione di questo romanzo, ma penso fosse un’idea che avevo da tutta la vita. “Sappiamo già tutto di noi, fin da bambini, anche se facciamo finta di niente” dice Lea, la protagonista della storia. Ho immaginato una donna che capisce di non doversi più vergognare del suo lato buio, l’ansia. Lea odia l’ansia perché sua madre ne era devastata, ma crescendo si rende conto di non poter sfuggire allo stesso destino: è preda di pensieri ossessivi su tutto quello che non va nella sua vita, che, a dire il vero, funzionerebbe abbastanza. Ha tre figli, un lavoro stimolante e Shlomo, il marito israeliano di cui è innamorata. Ma la loro relazione è conflittuale, infelice. “Shlomo sostiene che innamorarci sia stata una disgrazia. Credo di soffrire più di lui per quest’amore disgraziato, ma Shlomo non parla delle sue sofferenze. Shlomo non parla di sentimenti, sesso, salute. La sua freddezza mi fa male in un punto preciso del corpo.” Perché certe persone si innamorano proprio di chi le fa soffrire? E fino a che punto il corpo può sopportare l’infelicità in amore? Nella vita di Lea improvvisamente irrompono una malattia e nuovi incontri, che lei accoglie con curiosità, quasi con allegria: nessuno è più di buon umore di un ansioso, di un depresso o di uno scrittore, quando gli succede qualcosa di grosso”. (Daria Bignardi)

14.
Al quartodicesimo posto Chiamami col tuo nome di André Aciman, anche grazie al successo della trasposizione cinematograficadel momento.
Vent’anni fa, un’estate in Riviera, una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, il ragazzo aspetta come ogni anno “l’ospite dell’estate, l’ennesima scocciatura”: uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti. Anche Elio ne è irretito. I due condividono, oltre alle origini ebraiche, molte passioni: discutono di film, libri, fanno passeggiate e corse in bici. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all’estasi. “Chiamami col tuo nome” è la storia di un paradiso scoperto e già perduto, una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, una domanda che resta aperta finché Elio e Oliver si ritroveranno un giorno a confessare a se stessi che “questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta”.

15.
Al quindicesimo posto La vita e i giorni. Sulla vecchiaia di Enzo Bianchi.
Terra sconosciuta in cui ci inoltriamo lentamente, paese aspro da attraversare e da conquistare, la vecchiaia ha le sue grandi ombre, le sue insidie e le sue fragilità, ma non va separata dalla vita: fa parte del cammino dell’esistenza e ha le sue chances. È il tempo di piantare alberi per chi verrà. Vecchiaia è arte del vivere, che possiamo in larga parte costruire, a partire dalla nostra consapevolezza, dalle nostre scelte, dalla qualità della convivenza che coltiviamo insieme agli altri, mai senza gli altri, giorno dopo giorno. È un prepararsi a lasciare la presa, ad accettare l’incompiuto, ad allentare il controllo sul mondo e sulle cose. Nell’inesorabile faccia a faccia con il corpo che progressivamente ci tradisce, Enzo Bianchi invita tutti noi ad accogliere questo tempo della vita pieno, senza nulla concedere a una malinconica nostalgia del futuro, ma anzi trovando qui l’occasione preziosa di un generoso atto di fiducia verso le nuove generazioni.

16.
Al sedicesimo posto Dio è giovane di Jorge Mario Bergoglio e Thomas Leoncini.
Una conversazione con Thomas Leoncini. “Dio è giovane, è sempre nuovo”. Testimoniando un Dio non solo Padre – e Madre, come già aveva rilevato Giovanni Paolo I – ma Figlio, e per questo Fratello, il messaggio di liberazione di papa Francesco attraversa il presente e disegna il futuro, per rinnovare davvero le nostre società. Con le sue parole, il pontefice rivendica per le giovani generazioni una centralità, le indica come protagoniste della storia comune, sottraendole dai margini in cui troppo a lungo sono state relegate: i grandi scartati del nostro tempo inquieto sono in realtà “della stessa pasta” di Dio, le loro migliori caratteristiche sono le Sue, e solo costruendo un ponte tra anziani e giovani sarà possibile dar vita a quella rivoluzione della tenerezza di cui abbiamo tutti profondamente bisogno. Nel dialogo con Thomas Leoncini, Francesco si rivolge non solo ai giovani di tutto il mondo, dentro e fuori la Chiesa, ma anche a tutti quegli adulti che a vario titolo hanno un ruolo educativo e di guida nella famiglia, nelle parrocchie e nelle diocesi, nella scuola, nel mondo del lavoro, nell’associazionismo, nelle istituzioni più diverse. Le sue riflessioni affrontano i grandi temi dell’oggi – da quelli più intimi a quelli maggiormente legati alla sfera sociale e pubblica – mescolando ricordi personali, annotazioni teologiche e considerazioni puntuali e profetiche, senza sottrarsi a nessuna sfida della contemporaneità. Queste pagine profumano di avvenire e di speranza e, nelle parole stesse del pontefice, il Sinodo dei giovani 2018 rappresenta la cornice ideale per accoglierle e valorizzarle nel profondo.

17.
Al diciassettesimo posto L’ anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone di Antonio Manzini, una raccolta di vecchi racconti.
Ha scritto Antonio D’Orrico che Rocco Schiavone appartiene alla parte migliore degli italiani; anche se indurito dalla vita e incavolato con il mondo, possiede una umanità e una intelligenza delle cose che lo rende un eroe positivo. È vero, fuma spinelli, ha un concetto della giustizia tutto suo, conosce però il cuore degli uomini e sa sempre da che parte stare. Manesco, ruvido, corrotto, scontroso, umorale, individualista, trasgressivo, tormentato, infedele; gli aggettivi si sprecano per definire il lato oscuro di Rocco Schiavone che non fa venir meno quello che di lui attrae e convince: l’insofferenza per la corruzione il perbenismo le diseguaglianze, il profondo senso di equità, la tenerezza, unite al grande talento per il suo mestiere. Sin dal primo romanzo Pista nera ci siamo abituati a vederlo alle prese con il freddo e il ghiaccio sbattuto ad Aosta per punizione – e ormai i lettori più affezionati sanno perché -, con licenza di uccidere, di farsi le canne, di rubare, di sedurre. Lui romano dalla cima della testa alla punta dei piedi calzati nelle improbabili Clarks, si è ritrovato affondato nella neve, in un mondo chiuso, una zona di confine dalle molte identità dove solo il fantasma di Marina gli fa compagnia. Ma ora c’è Lupa accanto a lui e in commissariato hanno imparato a conoscerlo tutti, dal questore Costa, a Pierron, Deruta e D’Intino.

18.
Al diciottesimo posto La clinica Riposo & pace. Commedia nera n. 2, scritto da Francesco Recami, pubblicato da Sellerio, genere giallo e mistery.
La clinica «Riposo & Pace» sorge in un luogo ameno su ridenti colline, dove è tutto un cinguettar di uccellini su prati tosati a dovere, gli edifici lindi e luminosi, il personale amabile. Proprio in fondo al parco si intravede un padiglione un po’ appartato; è lì che «Riposo & Pace» si trasforma in stress e conflitto, una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Alfio Pallini viene portato con la forza e con l’inganno nella villa dagli affezionati nipoti, ridotto all’impotenza si accorge ben presto dove sia capitato, sedazioni su sedazioni, personale robusto e convincente, legacci e sbarre. Quel che più inquieta l’arzillo vecchietto è che il suo vicino di letto cambi di continuo, i nuovi arrivati non fanno in tempo ad ambientarsi che vengono portati via coperti da un lenzuolo bianco. Alfio, che già progettava la fuga, diventa ancor più sospettoso, nasconde i farmaci, va curiosando, origlia le chiacchiere delle infermiere kapò, cerca di mettersi in contatto con il suo antico badante, l’unica persona di cui si fidi, colui che potrebbe fargli guadagnare l’agognata libertà. Non demorde, non si arrende, e le sue reazioni allarmano medici e inservienti che decidono di procedere con maniere forti e definitive. Ma qui avviene quel che non ti aspetti. La realtà, si sa, supera la fantasia, nelle cronache leggiamo di orrori che si consumano nelle case di riposo, veri e propri lager dove sbarazzarsi di quel costoso ingombro che sono gli anziani e cercare di liberarsene al più presto, magari pagando una retta più salata. Recami conduce il gioco con una ironia così tagliente da farsi critica sociale, con tocchi macabri da commedia nera, e riesce nell’impresa di farci sorridere là dove potremmo prostrarci e deprimerci, perché la vecchiaia prima o poi ci riguarda tutti.

19.
Al diciannovesimo posto L’agente del caos, scritto da Giancarlo De Cataldo, editore Einaudi, genere giallo e thriller, data uscita 03/04/18.
Dopo la pubblicazione di un breve romanzo ispirato alla vita di Jay Dark, agente provocatore americano la cui missione era inondare di droga i movimenti rivoluzionari degli anni Sessanta-Settanta allo scopo di annullarne lo slancio, uno scrittore romano viene contattato da un avvocato californiano, un certo Flint, che ha letto il libro ed è perplesso. La vera storia di Jay Dark è molto diversa, lui può raccontarla: lui c’era. Come in un classico di Conrad, la narrazione di Flint spalanca all’improvviso uno scenario internazionale stupefacente. Un’autentica camera delle meraviglie che attraversa trent’anni della storia occidentale, tra servizi deviati, ex nazisti, trafficanti, terroristi, poliziotti onesti e poliziotti corrotti, sesso, ideali e concerti rock. Originalissimo, avvincente, ricco di personaggi sopra le righe, L’agente del caos è un libro dove realtà e finzione si intrecciano senza sosta, dando per la prima volta voce, senza alcun moralismo e senza ipocrisia, all’autocoscienza segreta e dionisiaca di un’intera generazione.

20.
Al ventesimo posto il nuovo horror, La scatola dei bottoni di Gwendy, di Stephen King e Richard Chizmar.
Gwendy Peterson ha dodici anni e vive a Castle Rock, una cittadina piccola e timorata di Dio. È cicciottella e per questo vittima del bullo della scuola, che è riuscito a farla prendere in giro da metà dei compagni. Per sfuggire alla persecuzione, Gwendy corre tutte le mattine sulla Scala del Suicidio (un promontorio sopraelevato che prende il nome da un tragico evento avvenuto anni prima), a costo di arrivare in cima senza fiato. Ha un piano per l’estate: correre tanto da diventare così magra che l’odioso stronzetto non le darà più fastidio. Un giorno, mentre boccheggia per riprendere il respiro, Gwendy è sorpresa da una presenza inaspettata: un singolare uomo in nero. Alto, gli occhi azzurri, un lungo pastrano che fa a pugni con la temperatura canicolare, l’uomo si presenta educatamente: è Mr. Farris, e la osserva da un pezzo. Come tutti i bambini, Gwendy si è sentita mille volte dire di non dare confidenza agli sconosciuti, ma questo sembra davvero speciale, dolce e convincente. E ha un regalo per lei, che è una ragazza tanto coscienziosa e responsabile. Una scatola, la sua scatola. Un bell’oggetto di mogano antico e solido, coperto da una serie di bottoni colorati. Che cosa ottenere premendoli dipende solo da Gwendy. Nel bene e nel male.

Fonte: IBUK

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Buon Primo Maggio, festa del lavoro http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/buon-primo-maggio-festa-del-lavoro.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/05/buon-primo-maggio-festa-del-lavoro.html#comments Mon, 30 Apr 2018 22:48:45 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=42339 Questo quadro di Giuseppe Pellizza da Volpedo “Il Quarto Stato”, inizialmente intitolato “Il cammino dei lavoratori”, rappresenta lo sciopero dei lavoratori simboleggiando non solo la protesta sociale ma l’affermazione di una nuova classe sociale, il proletariato, che diventa consapevole dei propri diritti nei confronti della società industriale. Lo stesso Giuseppe Pellizza scrive: “L’arte deve essere una [...]

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Questo quadro di Giuseppe Pellizza da Volpedo “Il Quarto Stato”, inizialmente intitolato “Il cammino dei lavoratori”, rappresenta lo sciopero dei lavoratori simboleggiando non solo la protesta sociale ma l’affermazione di una nuova classe sociale, il proletariato, che diventa consapevole dei propri diritti nei confronti della società industriale.

Lo stesso Giuseppe Pellizza scrive:
“L’arte deve essere una rappresentazione idealista della natura e di noi stessi, in vista del perfezionamento fisico e morale della nostra specie.”

Il primo Maggio nasce come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, né tanto meno sociali, per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi, per migliorare la propria condizione.
“Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire” fu la parola d’ordine, coniata in Australia nel 1855, e condivisa da gran parte del movimento sindacale organizzato del primo Novecento.
Si aprì così la strada a rivendicazioni generali e alla ricerca di un giorno, il primo Maggio, appunto, in cui tutti i lavoratori potessero incontrarsi per esercitare una forma di lotta e per affermare la propria autonomia e indipendenza.
La storia del primo Maggio rappresenta, oggi, il segno delle trasformazioni che hanno caratterizzato i flussi politici e sociali all’interno del movimento operaio dalla fine del secolo scorso in poi.

Oggi mi chiedo dove sono finiti quegli ideali in vista del perfezionamento della nostra specie, e soprattutto, oggi, quella folla non rappresenterebbe più i lavoratori che si battono per i loro diritti, ma rappresenterebbe una folla che chiede il diritto di avere un lavoro, rappresenterebbe una folla che comincia ad avere fame e spero tanto di non dovere in futuro vedere rappresentazioni di folle che hanno fame, perché come la storia dimostra la folla che ha fame non è mai pacifica.

Come la storia ci ricorda, se solo la studiassimo, le rivolte non spuntano da un giorno all’altro, ma prima ci sono le manifestazioni pacifiche per far notare il disagio, beh se qualcuno non se ne fosse accorto siamo in questa fase e spero tanto che la fase successiva non arrivi mai.

Questa festa deve servire a ricordare e guardare la realtà, e solo se le cose sono migliori si può festeggiare, ma oggi i nostri diritti sono nuovamente calpestati. In questa giornata dobbiamo lottare per non tornare indietro ed è nostro dovere ricordare:

Vittime del lavoro.
Lo sfruttamento dei lavoratori in varie parti del mondo.
Le discriminazioni e gli abusi nei luoghi di lavoro.
Gli eccidi e le stragi dei lavoratori.
Quelli che sono morti per difendere i propri diritti.
Tutte le persone disperate che oggi si tolgono la vita a causa del lavoro.
Tutte le persone disperate che ogni giorno hanno il coraggio di tenere duro ed affrontare situazioni terribili.
Il numero sempre più in aumento di queste persone disperate.

Il mio pensiero va a tutti quelli che hanno sacrificato la loro vita per i diritti di ogni lavoratore, a quei lavoratori che oggi lavorano in tutti i settori essenziali, a tutti quelli che dopo una vita di lavoro e sacrifici avranno una pensione da fame e a chi non ha niente da festeggiare perché il lavoro non lo ha …

Buon primo maggio a tutti.

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La classifica dei libri più venduti – 30 Aprile 2018 http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/04/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-30-aprile-2018.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/04/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-30-aprile-2018.html#respond Sun, 29 Apr 2018 22:17:23 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=42326 Buon inizio di settimana,  vi segnalo che già dal 26 aprile fino al 6 maggio, a Trento, potete partecipare al Festival internazionale dell’editoria di montagna. Montagnalibri. MontagnaLibri raccoglie ed espone la più recente produzione internazionale di libri e riviste sulla montagna: volumi sull’alpinismo e sugli sport montani, testi che trattano dei più svariati aspetti dell’universo montagna [...]

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Buon inizio di settimana,  vi segnalo che già dal 26 aprile fino al 6 maggio, a Trento, potete partecipare al Festival internazionale dell’editoria di montagna. Montagnalibri.
MontagnaLibri raccoglie ed espone la più recente produzione internazionale di libri e riviste sulla montagna: volumi sull’alpinismo e sugli sport montani, testi che trattano dei più svariati aspetti dell’universo montagna come, studi, ricerche e documentazioni su ambiente naturale, flora, fauna e geologia, su preistoria e storia, economia e fenomeni sociali, arte, artigianato e architettura, cultura popolare, etnografia, linguistica e folklore, ma anche opere letterarie ambientate in montagna o ispirate alla montagna.

La classifica dei libri più venduti di questa ultima settimana di aprile si presenta molto spirituale e con ben tre nuove entrate, scopriamola:

1.
Sale al primo posto Gaudete et exsultate di Papa Francesco (Libreria Editrice Vaticana).
«Rallegratevi ed esultate» (Mt 5,12), dice Gesù a coloro che sono perseguitati o umiliati per causa sua. Il Signore chiede tutto, e quello che offre è la vera vita, la felicità per la quale siamo stati creati. Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente. In realtà, fin dalle prime pagine della Bibbia è presente, in diversi modi, la chiamata alla santità. Così il Signore la proponeva ad Abramo: «Cammina davanti a me e sii integro» (Gen 17,1). 2. Non ci si deve aspettare qui un trattato sulla santità, con tante definizioni e distinzioni che potrebbero arricchire questo importante tema, o con analisi che si potrebbero fare circa i mezzi di santificazione. Il mio umile obiettivo è far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità, cercando di incarnarla nel contesto attuale, con i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità. Perché il Signore ha scelto ciascuno di noi «per essere santi e immacolati di fronte a Lui nella carità» (Ef 1,4).

2.
Scende al secondo posto Sara al tramonto di Maurizio De Giovanni, il nuovo noir tutto al femminile.
ara non vuole esistere. Il suo dono è l’invisibilità, il talento di rubare i segreti delle persone. Capelli grigi, di una bellezza trattenuta solo dall’anonimato in cui si è chiusa, per amore ha lasciato tutto seguendo l’unico uomo capace di farla sentire viva. Ma non si è mai pentita di nulla e rivendica ogni scelta. Poliziotta in pensione, ha lavorato in un’unità legata ai Servizi, impegnata in intercettazioni non autorizzate. Il tempo le è scivolato tra le dita mentre ascoltava le storie degli altri. E adesso che Viola, la compagna del figlio morto, la sta per rendere nonna, il destino le presenta un nuovo caso. Anche se è fuori dal giro, una vecchia collega che ben conosce la sua abilità nel leggere le labbra – fin quasi i pensieri – della gente, la spinge a indagare su un omicidio già risolto. Così Sara, che non si fida mai delle verità più ovvie, torna in azione, in compagnia di Davide Pardo, uno sbirro stropicciato che si ritrova accanto per caso, e con il contributo inatteso di Viola e del suo occhio da fotografa a cui non sfugge nulla. Maurizio de Giovanni ha dato vita a un personaggio che rimarrà tra i più memorabili del noir italiano. Sara, la donna invisibile che, dal suo archivio nascosto in una Napoli periferica e lunare, ci trascina nel luogo in cui tutti vorremmo essere: in fondo al nostro cuore, anche quando è nero.

3.
Si piazza al terzo posto Gaudete et exsultate di Papa Francesco (San Paolo).
“Mi piace vedere la santità nel popolo di Dio paziente: nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere. Questa è tante volte la santità della porta accanto.” Indici a cura di Giuliano Vigini. Introduzione di Maurizio Gronchi.

 

4.
Perde posizioni e va al quarto posto Mio caro serial killer di Alicia Giménez Bartlett.
Una donna di cinquant’anni viene assassinata in modo brutale nella casa in cui vive da sola; il volto è sfigurato e sul cadavere è poggiata una lettera d’amore: «Cara Pauline, sai che ti ho amato moltissimo e che ti amo ancora. Tu invece non mi ami più e io non ho avuto altra scelta se non quella di ucciderti» e sotto la firma: Demostene. Quando Aurora, una ragazza ecuadoriana che lavora come badante, viene uccisa con le stesse modalità, si comincia a sospettare che si tratti di un serial killer. Le indagini presto conducono a scoprire che entrambe le donne si erano rivolte negli ultimi tempi a un’agenzia matrimoniale di cui però pare si siano perse le tracce, una specie di agenzia fantasma dall’improbabile nome. «Vita futura». Petra Delicado vorrebbe investigare a modo suo, naturalmente al fianco di Fermín Garzón con cui l’intesa è perfetta, ma stavolta non è lei a dare gli ordini perché il caso viene affidato a un ispettore della polizia regionale catalana, Roberto Fraile dei Mossos d’Esquadra, nonostante sia più giovane di lei e abbia meno esperienza.Relegata a un ruolo subalterno l’irritazione di Petra sale presto alle stelle e la spinge a dedicarsi alle indagini con meno impegno del solito, rischiando di provocare equivoci ed errori, in un caso che si fa sempre più inquietante e delicato.

5.
Scende di un solo gradio e va al quinto  posto Storie della buonanotte per bambine ribelli. Vol. 2 di Francesca Cavallo e Elena Favilli.
C’erano una volta cento ragazze che hanno cambiato il mondo. Ora ce ne sono molte, molte di più! “Storie della buonanotte per bambine ribelli” è diventato un movimento globale e un simbolo di libertà. Le autrici Francesca Cavallo ed Elena Favilli tornano con cento nuove storie per ispirare le bambine – e i bambini – a sognare senza confini: Audrey Hepburn, che mangiava tulipani per sopravvivere alla fame ed è poi diventata un’inarrivabile icona di stile e una straordinaria filantropa; Bebe Vio, grintosissima campionessa di scherma malgrado una grave malattia; J.K. Rowling, che ha trasformato il fallimento in un punto di forza e ha cambiato per sempre la storia della letteratura. Poetesse, chirurghe, astronaute, giudici, acrobate, imprenditrici, vulcanologhe: cento nuove avventure, cento nuovi ritratti per ispirarci ancora e dirci che a ogni età, epoca e latitudine, vale sempre la pena di lottare per l’uguaglianza e di procedere a passo svelto verso un futuro più giusto.

6.
La prima nuova entara di questa settimana si piazza al sesto posto, si tratta del nuovo thriller, Macbeth,  di Jo Nesbø.
Lei avrebbe potuto amarlo. In tempo di pace. Non più ora, perché la guerra era iniziata. Anni ’70, una città industriale sull’orlo del collasso fatta di fabbriche chiuse, disperazione, piazze di spaccio. Sotto l’eterna pioggia nera che la flagella, il poliziotto migliore che si muove per le sue strade è Macbeth. Un ex tossico, un uomo fragile dal passato turbolento, abbandonato da bambino, uno sbirro incline alla violenza. Ma è lui, con la sua squadra, a gestire con intelligenza una retata nell’area del porto, un’azione in grande stile che, finalmente, gli fa intravedere la possibilità di ottenere una promozione. E quindi guadagnarsi il rispetto degli altri, avere una vita migliore, e molto più potere, che è ciò che conta. Tutto questo è lì, a portata di mano: ma, pensa Macbeth, davvero mi lasceranno arrivare tanto in alto? Tormentato dalle allucinazioni, vittima di paranoie sempre più acute, Macbeth comincia, lentamente, a soccombere a se stesso e al tarlo dell’ambizione.

7.
L’altra nuova entrata conquista il settimo posto, La vita e i giorni. Sulla vecchiaia di Enzo Bianchi.
Terra sconosciuta in cui ci inoltriamo lentamente, paese aspro da attraversare e da conquistare, la vecchiaia ha le sue grandi ombre, le sue insidie e le sue fragilità, ma non va separata dalla vita: fa parte del cammino dell’esistenza e ha le sue chances. È il tempo di piantare alberi per chi verrà. Vecchiaia è arte del vivere, che possiamo in larga parte costruire, a partire dalla nostra consapevolezza, dalle nostre scelte, dalla qualità della convivenza che coltiviamo insieme agli altri, mai senza gli altri, giorno dopo giorno. È un prepararsi a lasciare la presa, ad accettare l’incompiuto, ad allentare il controllo sul mondo e sulle cose. Nell’inesorabile faccia a faccia con il corpo che progressivamente ci tradisce, Enzo Bianchi invita tutti noi ad accogliere questo tempo della vita pieno, senza nulla concedere a una malinconica nostalgia del futuro, ma anzi trovando qui l’occasione preziosa di un generoso atto di fiducia verso le nuove generazioni.

8.
Altra novità entra in classifica in ottava posizione, Una ragazza affidabile di Silena Santoni.
Un’eredità inattesa costringe Agnese a tornare a Firenze, la città in cui è nata e cresciuta e da cui è fuggita molti anni prima. Qui l’attende la sorella Micaela, che non vede da anni, così lontana dalle scelte che Agnese ha fatto per sé: una vita tranquilla e sicura nella provinciale Ancona, un bravo marito benestante, due figlie allevate nell’agio, valori che Micaela, sola, senza un’occupazione fissa, precaria per vocazione e per convinzione irride. Attraverso un confronto che assume sempre più il carattere di scontro, Agnese rivive, sullo sfondo dell’Italia degli anni Sessanta e Settanta, i ricordi dell’infanzia e della giovinezza che ha segnato la sua vita. Intanto a Bolzano un ispettore di polizia interroga due sorelle, uniche testimoni di un incidente sciistico costato la vita a un loro compagno di vacanza. Il sospetto che gli sci siano stati manomessi alimenta negli inquirenti la convinzione che le ragazze siano responsabili dell’accaduto…

9.
In discesa in nona posizione Storie della buonanotte per bambine ribelli di Francesca Cavallo e Elena Favilli.
Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi.
C’era una volta… una principessa? Macché! C’era una volta una bambina che voleva andare su Marte. Ce n’era un’altra che diventò la più forte tennista al mondo e un’altra ancora che scoprì la metamorfosi delle farfalle. Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kahlo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e ritratte da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo. Scienziate, pittrici, astronaute, sollevatrici di pesi, musiciste, giudici, chef… esempi di coraggio, determinazione e generosità per chiunque voglia realizzare i propri sogni.

10.
Stabile in decima posizione Una di voi di Iris Ferrari, un libro biografico della youtuber 15enne che con i suoi video ha conquistato il web.
Quella che troverete qui sono proprio io, nella mia semplicità, nei miei momenti sì e in quelli no, una ragazza come voi, con tanti sogni e tanta passione che mette in tutto ciò che fa… una di voi!

 

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Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/04/giornata-mondiale-la-sicurezza-la-salute-sul-lavoro-2.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/04/giornata-mondiale-la-sicurezza-la-salute-sul-lavoro-2.html#respond Sat, 28 Apr 2018 08:35:46 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=42294 Il 28 aprile si celebra in tutto il mondo la “Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro”, promossa dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (International Labour Organization) per richiamare l’attenzione sull’importanza della prevenzione degli incidenti sul lavoro e delle malattie professionali. Questa giornata di mobilitazione, istituita nel 2003, costituisce uno strumento importante per sensibilizzare la [...]

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Il 28 aprile si celebra in tutto il mondo la “Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro”, promossa dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (International Labour Organization) per richiamare l’attenzione sull’importanza della prevenzione degli incidenti sul lavoro e delle malattie professionali.
Questa giornata di mobilitazione, istituita nel 2003, costituisce uno strumento importante per sensibilizzare la popolazione e per richiamare una maggiore attenzione delle istituzioni alle questioni della salute e sicurezza sul lavoro.

Inoltre questo è il giorno in cui il movimento sindacale mondiale da sempre commemora le vittime degli incidenti sul lavoro e delle malattie professionali.

“Si lavora per vivere non per morire”

Purtroppo le Morti bianche e gli infortuni sui luoghi di lavoro sono all’ordine del giorno e lo sono sempre più nell’ottica di un’economia globale in continuo mutamento che presenta nuovi pericoli per la salute del lavoratore.
E’ anche un momento di riflessione e di denuncia per le condizioni disumane alle quali ancora troppi cittadini del mondo sono sottomessi: schiavitù, lavoro minorile, esclusione delle donne, lavoro nero ed irregolare.

“La fortuna NON è un dispositivo di sicurezza”

Quest’anno viene affiancata dalla “Giornata mondiale per l’eliminazione del lavoro minorile” prevista per il 12 giugno 2018 per lanciare una campagna comune sulla sicurezza dei giovani lavoratori e sulla lotta al lavoro minorile.

Fermati un attimo.
Hai il permesso per il tuo lavoro?
Hai indossato le protezioni?
Sai cosa fare in caso di emergenza?
La sicurezza non è un optional!

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Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/04/giornata-mondiale-del-libro-del-diritto-dautore-2.html http://www.pausacaffeblog.it/wp/2018/04/giornata-mondiale-del-libro-del-diritto-dautore-2.html#respond Sun, 22 Apr 2018 22:30:44 +0000 http://www.pausacaffeblog.it/wp/?p=42179 Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore è un evento patrocinato dall’UNESCO per promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la protezione della proprietà intellettuale attraverso il copyright. A partire dal 1996, viene organizzata ogni anno il 23 aprile con numerose manifestazioni in tutto il mondo, per divulgare la fondamentale importanza e l’insostituibile contributo [...]

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Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore è un evento patrocinato dall’UNESCO per promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la protezione della proprietà intellettuale attraverso il copyright.
A partire dal 1996, viene organizzata ogni anno il 23 aprile con numerose manifestazioni in tutto il mondo, per divulgare la fondamentale importanza e l’insostituibile contributo dei libri come mezzo di progresso e di diffusione culturale, nonché incoraggiare ciascuno, in particolare i giovani, a riscoprire il piacere della lettura.
Anche quest’anno ci saranno tanti eventi in tutte le città italiane.
Il libro è simbolo di conoscenza, uno strumento di apprendimento e informazione, un piacere ineguagliabile per gli appassionati, ci consente di entrare in mondi, vite e tempi diversi.

«Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro.»
Umberto Eco

Le Giornata del libro e delle rose ha origini in Catalogna, dove lo scrittore ed editore Vincent Clavel Andrés (1888-1967) si fece per primo promotore dell’evento. Così il 6 febbraio 1926 re Alfonso XIII promulgò un decreto con cui veniva istituita in tutta la Spagna la Giornata del libro spagnolo. La data prescelta fu il 7 ottobre, ma dal 1931 è stata spostata al 23 aprile, quando si celebra anche la festa di San Giorgio, patrono della Catalogna.

Il connubio libri e rose nasce dalla tradizione del giorno di San Giorgio, nel quale ogni uomo dona una rosa alla sua donna. Così ancora oggi i librai della Catalogna usano regalare una rosa per ogni libro venduto il 23 aprile e se vi trovate a Barcellona potete passeggiare lungo il viale le Ramblas invaso di banchetti pieni di libri e di rose e gustarvi uno degli eventi più suggestivi dell’anno.

Sembrerebbe che sia stata scelta la data del 23 aprile perché in quel giorno del 1616 morirono tre maestri della scrittura mondiale come William Shakespeare, Miguel de Cervantes e il peruviano Inca Garcilaso de la Vega.

«Sapeva leggere. Fu la scoperta più importante di tutta la sua vita. Sapeva leggere. Possedeva l’antidoto contro il terribile veleno della vecchiaia.»
Luis Sepúlveda

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