Esercizio di scrittura: Scovare il potenziale narrativo

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Sembrava una domenica come le altre.
L’estate era arrivata puntuale e la montagna risplendeva di sfumature di verde, le calde giornate allontanavano il ricordo del letargo invernale, per noi mamme però è una stagione molto faticosa e i momenti di riposo sono pii desideri.
Quella domenica, che non dimenticherò mai, abbiamo pranzato tutti insieme ed ho giocato con i piccoli che hanno fatto i monelli più del solito, ho dovuto rimproverare seriamente soprattutto la piccola, è sempre stata una peste. Loro crescono e la voglia di sperimentare, di scoprire, cresce con loro, appena mi distraggo cercano di allontanarsi. Non voglio che gironzolino da soli, l’estate porta anche molto turismo e tanti animali pericolosi, ho sentito dire che ci sono anche uomini cacciatori tra loro.
Il pomeriggio stava volgendo al termine e così decisi che era tempo di rientrare al nostro rifugio, mentre percorrevamo il sentiero ho annusato un odore strano e mi sono allertata. Intimai ai piccoli di aspettare in silenzio dietro un cespuglio e andai a vedere di cosa si trattava.
Nascosta dietro un tronco ho visto due animali uomo, uno giovane che proseguiva spedito e uno più vecchio dietro, poco lontano, camminavano lungo il sentiero che porta dritto alla nostra tana.
La preoccupazione aumentava insieme ai tanti pensieri si accavallarono in mente: “se fossero i famosi cacciatori di cui tutti parlano? Se trovassero i miei piccoli?”.
Mi hanno raccontato che alcuni di loro fanno cose orribili, ci uccidono, ci scuoiano e infine ci mangiano o fanno trofei da appendere alle pareti con le nostre teste. Avevo sempre più paura, dovevo fare qualcosa, dovevo impedire che si avvicinassero alla tana e ai piccoli. Escogitai un piano per spaventarli e farli andare via, gli sarei comparsa all’ improvviso, mi sarei alzata in piedi ed avrei gridato con un vocione forte e spaventoso, funziona sempre in questi casi.
Così ho fatto, ma qualcosa è andato storto.
Sono sbucata all’improvviso da dietro un tronco, mi sono piazzata davanti al giovane uomo e issandomi in piedi ho rugliato più forte che ho potuto. Il ragazzo si è talmente spaventato che è caduto a terra, mi sono avvicinata, ma il vecchio uomo mi ha aggredito per proteggere quello che penso fosse suo figlio, so bene quanta forza e coraggio un genitore tira fuori quando i propri figli sono in pericolo, sempre più spaventata ho reagito mordendo il braccio del vecchio uomo, nella colluttazione credo che si sia rotto anche una gamba, poi sono scappata.
Ho corso più forte che ho potuto per raggiungere i piccoli e portarli al sicuro.
Gli animali uomo possono essere molto vendicativi e i miei quattordici anni di esperienza mi fanno presupporre che mi cacceranno, è successo in passato a Junka, mia madre, in quel caso è stata fortunata, fu solo trasferita in un altro ambiente, questa volta non so se a me risparmieranno la vita, se mi uccidessero cosa ne sarà dei miei adorati figli, quando hanno portato via mia madre io ero già grande da badare a me stessa, i miei figli invece sono ancora troppo piccoli.
Quando li ho raggiunti erano ancora dove li avevo lasciati, mi avevano ubbidito questa volta, erano rannicchiati, stretti uno all’altro con gli occhi spaventati. Senza avere il tempo di dare spiegazioni ho ordinato loro di seguirmi in silenzio e siamo fuggiti il più lontano possibile dal luogo dell’accaduto. Abbiamo camminato parecchio, eravamo esausti, però credo di aver trovato un buon nascondiglio per i miei piccoli.
Come avevo previsto gli uomini mi stanno cercando, la chiamano “caccia all’orso”.
Devo cercare di sopravvivere, di trovare il coraggio di allontanarmi per procurare da mangiare, sono brava in questo, per anni mi sono mossa come un fantasma tra queste montagne, ho cercato di restare isolata e lontana da altri animali, ma l’uomo è un animale strano e molto pericoloso perché non si accontenta, vuole tutto per se, invade ogni spazio possibile, spesso per depredarlo, disboscarlo e poi brucia, sporca e cementifica, la razza umana ha anche la licenza di uccidere.

Esercizio di scrittura: Scovare il potenziale narrativo. Provateci anche voi.
Scrivere una storia partendo da un fatto di cronaca, anche da un fatto comune e noioso.

Ho scelto l’aggressione di due cacciatori da parte di un orso sul Monte Peller e la conseguente ordinanza di abbattimento da parte del presidente della giunta Provinciale di Trento.

#mipiacescriveremanonsonounascrittrice e si vede
#provediordinariafollia


Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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