Giornata mondiale degli oceani

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La Giornata mondiale degli oceani istituita dall’Onu l’8 giugno 1992, in occasione del vertice sull’ambiente di Rio de Janeiro. Lo scopo della giornata, oltre a celebrare la bellezza e la ricchezza di mari e oceani, è quello di sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni sull’importanza della loro salvaguardia, considerando la loro importanza per la nostra sopravvivenza.

Il mare copre il 71% del nostro pianeta, fornisce il 50% dell’ossigeno che respiriamo, assorbendo l’anidride carbonica generata dalle attività umane, è fonte di cibo e sostanze nutritive, è fondamentali nel controllo del clima, la sua fauna selvatica ci fornisce farmaci importanti. E noi cosa facciamo? Come solo l’uomo sa fare, lo distruggiamo!

L’impegno delle Nazioni Unite è incentrato sulla lotta all’inquinamento da plastica, una delle principali minacce per mari e oceani, senza trascurare le altre minaccie. Gli effetti dell’inquinamento da plastica sono visibili proprio sotto la superficie dell’acqua.
L’Italia rappresenta il terzo Paese che disperde più plastica nel Mar Mediterraneo, dopo Turchia e Spagna. La concentrazione di microplastiche nel mar Mediterraneo è tra le più alte al mondo, l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) le ha trovate in 121 specie di pesci, primo fra tutti il pescespada, che poi ritroviano sulle nostre tavole.

Al fine di garantire la salute e la sicurezza delle nostre comunità e delle generazioni future, è necessario che tutti noi ci assumiamo la responsabilità di curare gli oceani come essi si prendono cura di noi.
Possiamo incoraggiare le persone a pensare a ciò che l’oceano significa per loro e a ciò che ha da offrire a tutti noi con la speranza di conservarlo per il presente e le generazioni future. Possiamo imparare la ricchezza di creature e habitat diversi e meravigliosi dell’oceano e come le nostre azioni quotidiane li influenzano e come siamo tutti interconnessi. Possiamo cambiare le nostre piccole abitudini quotidiane e aiutare la nostra comunità per portare più benefici possibili al nostro pianeta blu, e riflettiamo su come l’oceano ci influenza e come noi influenziamo l’oceano.

Il Pacific Trash Vortex è un enorme accumulo di spazzatura galleggiantesituato nell’Oceano Pacifico, si è formato a partire dagli anni 80, a causa dell’azione della corrente oceanica chiamata Vortice subtropicale del Nord Pacifico che permette ai rifiuti galleggianti di aggregarsi fra di loro, formando un’enorme “nube” di spazzatura presente nei primi strati della superficie oceanica.


Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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