Agatha Christie – La morte nel villaggio (Recensione)

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La morte nel villaggio (The murder at the vicarage) è un romanzo giallo scritto da Agatha Christie, fu pubblicato nel 1930, nel quale la Christie presenta per la prima volta al pubblico Miss Marple, uno tra i personaggi più famosi del genere giallo, che ritroviamo in altri dodici romanzi e in venti racconti.

“Miss Marple è una vecchietta coi capelli bianchi e dai modi sempre molto timidi e mansueti.”
“Miss Marple è piuttosto simpatica” dissi. “Per lo meno non le manca un certo senso dell’umorismo.”
“E’ la più gran pettegola del villaggio” protestò Griselda. “Sa sempre tutto quello che accade e ne trae le peggiori conclusioni.”

Della sua stesura l’autrice racconta nell’autobiografia “Agatha Christie, La mia vita”:
“… non ricordo assolutamente niente, né dove, come, quando o perché io sia arrivata a scriverlo. Non ricordo nemmeno chi mi abbia suggerito di affidare il ruolo dell’investigatore all’inconsueta figura di Miss Marple. Allora non sapevo che anche lei, come Poirot, mi sarebbe rimasta appiccicata per tutta la vita.”

Sinossi
A St Mary Mead, un tranquillo villaggio nella campagna inglese, la vita scorre monotona. O almeno così pensano tutti. Tranne Miss Marple, persuasa che il male possa nascondersi ovunque. E infatti, proprio nella canonica davanti alla sua villetta vittoriana, viene commesso un feroce delitto. La vittima, il prepotente colonnello Protheroe, era un personaggio molto in vista, anche se detestato da tutti. Le indagini della polizia locale non portano a nulla, ma la mansueta Miss Marple, grazie alla sua abilità nel raccogliere i pettegolezzi e alla capacità di sondare gli animi, riuscirà a scoprire un insospettabile colpevole.

Il piccolo villaggio inglese, St Mary Mead, creato dall’autrice, modellata su qualsiasi villaggio rurale tipicamente inglese che si possa visitare oggi. Questo ambiente, all’apparenza sonnolento e fuori dal tempo, permette di immergersi in un atmosfera pettegola, dove tutti spiano tutti.

“Probabilmente lei ci giudica proprio fuori del mondo” sbottai a un tratto.
“Considero St Mary Mead come una stagno morto” rispose lui.
Ci guardò preparato a sostenere il nostro risentimento, ma, forse con suo dispiacere, nessuno di noi mostrò risentirsi della sua dichiarazione.
“La similitudine non è molto felice, mio caro Raymond” osservò Miss Marple. “Se non sbaglio non c’è nulla di più brulicante di vita della goccia d’acqua di uno stagno sotto la lente del microscopio.”

Il genio d’autrice ha affidato la narrazione al vicario Clement, anziché a Miss Marple, facendo credere al lettore che la visione e il giudizio del parroco fosse più affidabile di quello della pettegola vecchina. Miss Marple è impicciona e arguta come non mai, non vorrei averla come vicina di casa.

“I giovani credono che i vecchi siano sciocchi, ma i vecchi sanno che i giovani sono sciocchi!”

Ho letto opere migliori di Agatha Christie, ma non significa che questo libro non sia divertente e geniale.
Una storia piacevole con una narrazione fluida, la caratterizzazione dei personaggi è ottima, soprattutto la figura del vicario, ironica e piena di debolezze umane che lo rendono credibile. Gli espedienti per mantenere i segreti sono originali e spesso molto divertenti. Mi è piaciuta parecchio questa prima indimenticabile avventura di Miss Jane Marple, durante la lettura avevo sempre voglia di prepararmi una buona tazza di tè.

“vivendo così soli, in una parte del mondo quasi remota, è necessario avere un passatempo. Ci si può occupare naturalmente dei lavori a maglia, delle ragazze esploratrici, delle opere di assistenza, come ci si può divertite a dipingere dei bozzetti, ma il mio passatempo è sempre stato la Natura Umana. Così varia e così… affascinante! E naturalmente in un piccolo villaggio, senza altre distrazioni, non manca la maniera di approfondire questo studio. Si finisce per classificare le persone proprio come se fossero uccelli, fiori: gruppo così e così, genere tale, specie talaltra. Qualche volta capita, naturalmente, di sbagliare, ma col passar del tempo gli errori sono sempre meno frequenti.”

Nel 1986 la BBC ha adattato il libro con Joan Hickson nei panni di Miss Marple, Paul Eddington nel ruolo del vicario e Polly Adams nel ruolo di Anne Protheroe.

Nel 2004 un nuovo e più fortunato adattamento con Geraldine McEwan nei panni di Miss Marple, Tim McInnerny nel ruolo del vicario, Derek Jacobi nel ruolo del colonnello Protheroe e Janet McTeer nel ruolo di Anne.

I

È difficile per me decidere da quale momento cominciare il racconto degli avvenimenti di quell’estate, ma penso che la conversazione, avvenuta un mercoledì, al vicariato, durante il pasto di mezzogiorno, possa costituire un buon inizio, poiché alcune frasi pronunciate allora si rivelarono, più tardi, importanti.
Avevo appena finito di tagliare il lesso (parecchio filaccioso, a dire la verità), quando nel rimettermi a sedere osservai, con una disposizione di spirito poco in carattere col mio abito, che chiunque si fosse preso la briga di eliminare il colonnello Protheroe avrebbe reso un gran servigio all’umanità.
Il mio giovane nipote, Dennis, non mancò di ribattere subito:
«Queste tue parole, caro zio Leo, saranno ricordate contro di te, il giorno in cui quel brav’uomo verrà trovato immerso nel proprio sangue. Mary potrà fornire la testimonianza, non è vero, Mary? E descriverà anche il modo truce con il quale impugnavi il coltello.»
Mary Hill, che considera il suo servizio presso di noi come un gradino per giungere più in alto, si contentò di mettere davanti al ragazzo un vassoio incrinato, mentre diceva con voce truculenta:
«Verdura.»
«Il colonnello è stato molto noioso, Leo?» mi domandò mia moglie in tono di simpatia.
Non risposi subito, perché Mary, dopo aver posato il vassoio della verdura, me ne aveva messo davanti uno di mele cotte così poco invitante che lo rifiutai. Allora lei posò il vassoio sul tavolo con un tonfo e uscì dal tinello con aria di dignità offesa.
«Mi dispiace di essere una massaia così poco esperta» mormorò Griselda e io non seppi darle torto.
Mia moglie ha un nome molto adatto per la compagna di un pastore di anime, ma la sua idoneità finisce lì; nel suo carattere non c’è proprio nulla di mansueto. Per tanti anni sono stato del parere che un ecclesiastico debba rimanere celibe, quindi non mi spiego proprio perché, a un certo punto, abbia fatto fuoco e fiamme perché Griselda mi accettasse per marito. Lei ha vent’anni meno di me ed è così bella che fa perdere la testa a tutti gli uomini che la incontrano. Oltre a tutto è incapace di prendere la vita sul serio e, quando la rimprovero per il suo modo di fare, mi risponde con una risata.
«Forse, se sorvegliassi di più Mary» suggerii, e Griselda protestò:
«Ma lo faccio, caro. Solo che le cose vanno ancora peggio, quando la sorveglio. Si vede che non sono nata per fare la massaia… Ma raccontami come è andata col colonnello, Leo. Beati i primi cristiani! Loro, almeno, non avevano alle costole un fabbriciere.»
«Vecchio asino pomposo» rincarò Dennis. «Non mi stupisco che la sua prima moglie lo abbia piantato.»
«Non avrà potuto farne a meno» annuì mia moglie.
«Griselda! Non voglio sentirti parlare così» la rimproverai.
«Sì, caro» rispose lei con un sorriso affettuoso. «Ma dimmi, con chi ce l’aveva il colonnello, stamattina? Con Hawes, come al solito?»
«Questa volta, no. Il chiasso è nato per quel biglietto da una sterlina della signora Price.»
La Price, una delle mie parrocchiane più devote, l’anniversario della morte di suo figlio era venuta alla funzione del mattino e aveva messo un biglietto da una sterlina nel vassoio delle elemosine. Più tardi, leggendo la lista delle offerte affissa alla porta della chiesa, era rimasta penosamente sorpresa, nel vedervi incluso un solo biglietto da dieci scellini. Era venuta a lagnarsene con me e io, con abbastanza buon senso, le avevo fatto capire che poteva essersi sbagliata, nel prendere dalla borsetta la banconota. Ma le mie parole la fecero stizzire anche di più e si dichiarò stupita che anche io non trovassi strano il fatto; in seguito era andata a lagnarsi col colonnello Protheroe, il quale è uno di quegli uomini che godono un mondo, quando possono fare chiasso per nulla. E infatti quella mattina, mercoledì, era venuto a fare “chiasso” da me, durante la lezione di catechismo.
I ragazzi del catechismo mi mettono di malumore per tutta la giornata e il colonnello peggiorò la situazione.
«Pover’uomo» mormorò Griselda in tono compassionevole. «Anche lui ha bisogno di trovare qualche diversivo, nella vita. Sua moglie e sua figlia ne hanno fin sopra gli occhi di lui e immagino che gli faccia bene darsi importanza, ogni tanto.»


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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