George R.R. Martin – Fuoco e sangue

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Fuoco e sangue è un romanzo fantasy scritto da George R.R. Martin, pubblicato nel 2018. E’ il primo di due volumi, che racconta la storia del leggendario Aegon il Conquistatore, creatore del Trono di Spade, per proseguire raccontando le generazioni di Targaryen che hanno combattuto per difendere quell’iconico scranno, , fino alla guerra civile che quasi dilaniò la loro dinastia.(Da Aegon I, il Conquistatore, alla reggenza di Aegon III, il Flagello dei Draghi).

“A quel punto si scatenò la tempesta. E i draghi danzarono”

Secoli prima degli eventi de Il Trono di Spade, Casa Targaryen – l’unica famiglia di signori dei draghi a sopravvivere al Disastro di Valyria – si stabilì a Roccia del Drago.
In questo avvincente primo volume della loro storia, narrata dalla penna di un antico maestro della Cittadella, finalmente i frammenti e gli accenni che riecheggiavano nel ciclo epico Il Trono di Spade sono svelati in tutta l’ampiezza di un portentoso affresco: com’è stato forgiato il Trono di Spade? Perché era così micidiale visitare Valyria dopo il Disastro? Quali sono stati i peggiori crimini di Maegor il Crudele? Cosa scoprì Alysanne la Buona recandosi alla Barriera? Che cosa è veramente successo durante la Danza dei Draghi? Come si presentava Westeros quando i draghi dominavano i cieli? Sono solo alcune delle domande cui viene data risposta in questa cronaca fondamentale del continente occidentale, , narrata come fosse scritta da un erudito maestro della Cittadella.
I lettori di Martin hanno intravisto brevi parti di questa storia in volumi come Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco, ma adesso, per la prima volta, l’arazzo completo della storia di Targaryen è svelato. Con tutta la portata e la grandezza di Declino e caduta dell’Impero Romano di Gibbon, Fuoco e Sangue costituisce il gioco del trono definitivo, facendo assaporare ai lettori in modo del tutto nuovo la movimentata, spesso sanguinosa e sempre affascinante storia di Westeros.
Finalmente anche il grande mondo fantasy di George R.R. Martin ha il suo legendarium, un compendio inesauribile di episodi e dettagli sulla storia, un banchetto fastoso per tutti gli appassionati e un potente specchio delle grandezze e miserie della natura umana, nei bassifondi della carestia o assisa su un trono, nel fango d’una battaglia o sul dorso d’un drago.

L’edizione italiana di Mondadori omette le splendide 75 illustrazioni in bianco e nero realizzate da Dough Wheatley che accompagnano l’edizione originale, una vera delusione per i fan italiani.

LA CONQUISTA DI AEGON
I maestri della Cittadella che custodiscono le storie del continente occidentale hanno guardato alla Conquista di Aegon come al loro punto di riferimento negli ultimi trecento anni. Nascite, morti, battaglie e altri eventi sono datati DC (dopo la Conquista) o PC (prima della Conquista).
I veri accademici sanno che tale datazione è tutt’altro che precisa. La conquista dei Sette Regni da parte di Aegon Targaryen non avvenne in un sol giorno. Più di due anni trascorsero fra la discesa di Aegon e la sua incoronazione a Vecchia Città… e persino allora la Conquista rimase incompleta, dal momento che Dorne restava in aperta rivolta. Sporadici tentativi di annettere i dorniani proseguirono per tutto il regno di Aegon e per gran parte di quello dei suoi figli, rendendo impossibile fissare una precisa data conclusiva per la Guerra di Conquista.
Persino la data d’inizio è materia alquanto fraintesa. Molti presumono, erroneamente, che il regno di re Aegon I Targaryen abbia avuto inizio il giorno in cui approdò alla foce del Fiume delle Rapide Nere, ai piedi delle tre colline dove sarebbe poi sorta Approdo del Re. Non fu così. Il giorno dell’approdo di Aegon fu celebrato da re e discendenti, ma il sovrano stesso datava l’inizio effettivo del suo regno dal giorno in cui fu incoronato e consacrato con l’olio nel Tempio Stellato di Vecchia Città dall’Alto Septon del Credo. Tale incoronazione avvenne due anni dopo l’approdo di Aegon, quando tutte e tre le battaglie principali della Guerra di Conquista erano state combattute e vinte.
Si capisce dunque come gran parte dell’effettiva conquista di Aegon si svolse a partire dal 2-1 PC, prima della Conquista.
I Targaryen erano una stirpe di puro sangue valyriano, signori dei draghi di antico lignaggio. Dodici anni prima del Disastro di Valyria (414 PC), Aenar Targaryen vendette le sue tenute nella Libera Fortezza e nelle Terre della Lunga Estate, e si trasferì con tutte le sue consorti, tesori, schiavi, fratelli, parenti e figli alla Roccia del Drago, una lugubre isola-cittadella ai piedi di una montagna fumante nel Mare Stretto.
Al suo apice Valyria era stata la più grande città del mondo conosciuto, il centro della civiltà. All’interno delle sue mura le casate si contendevano il potere e la gloria a corte e nel concilio, levandosi in possanza e precipitando in un’infinita, sottile e spesso brutale lotta per il dominio. I Targaryen non erano affatto i più potenti fra i signori dei draghi, e i rivali videro nella loro fuga alla Roccia del Drago un atto di resa e codardia. Ma Daenys, figlia nubile di lord Aenar, nota per sempre in seguito come Daenys la Sognatrice, aveva previsto la distruzione col fuoco di Valyria. E quando il Disastro si abbatté dodici anni dopo, i Targaryen erano gli unici signori dei draghi sopravvissuti.
La Roccia del Drago era stata l’avamposto del potere valyriano per due secoli. La sua posizione obliqua al Gullet conferiva ai suoi signori la possibilità di stringere in una morsa il Golfo delle Acque Nere e consentiva sia ai Targaryen sia ai loro alleati più stretti, i Velaryon di Driftmark (una casata minore di discendenza valyriana), di riempire i forzieri con le mercanzie di passaggio. Le navi Velaryon, assieme a quelle di un’altra casa alleata, i Celtigar di Isola della Chela, dominavano le medie distanze del Mare Stretto, mentre i Targaryen detenevano il controllo incontrastato dei cieli grazie ai loro draghi.


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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