Libri da leggere a Natale

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Il periodo natalizio è quello più magico di tutto l’anno, per i lettori il sogno comune è quello di immaginarsi seduti in poltrona davanti al camino, plaid morbido e bevanda calda a leggere un libro, se poi fuori dalla finestra c’è anche la neve è il massimo. Per onorare questo momento e calarsi nella magica atmosfera delle feste si potrebbe leggere un libro a tema natalizio, abbiamo l’imbarazzo della scelta perchè il natale ha ispiarato da sempre gli scrittori e possiamo scegliere tra i vari generi, dai classici che spesso ci fanno tornare bambini e scaldano il cuore, al fantasy che può esaltare la magia del natale, al genere più romantico per sognare, ma il Natale può anche tingersi di giallo.

Se vi interessano altri genere letterari a sfondo natalizio potete seguire i seguenti post:
Libri gialli da leggere a Natale

I libri da leggere a Natale che vi consiglio sono:

Un classico attuale in ogni tempo, la storia natalizia per eccellenza è Il Canto di Natale, noto anche come Cantico di Natale, Ballata di Natale o Racconto di Natale, è un romanzo breve del 1843 di Charles Dickens, fa parte di una serie di racconti conosciuti come I libri di Natale che comprendono: Le campane, Il grillo del focolare, La battaglia della vita e Il patto col fantasma.
La storia è suddivisa in cinque parti e racconta di Jacob Marley, morto sette anni prima in una viglia di Natale, compagno di affari di Ebenezer Scrooge, un freddo e misero asociale, che lavora nel suo negozio insieme al suo commesso, un piccolo uomo chiamato Bob Cratchit. La vigilia di Natale il nipote di Scrooge, come tutti gli anni, viene ad augurare il buon natale a suo zio e ad invitarlo a casa, ma Scrooge, come sempre rifiuta, dicendo che il giorno di Natale è come tutti gli altri giorni dell’anno, anzi peggiore, perchè il giorno di natale non conclude nessun affare. Il nipote ribatte che il natale è un giorno santo,dove tutti sono più buoni e si perdonano e aiutano a vicenda.
Nella gelida notte di quella vigilia di Natale il vecchio Scrooge, che ha passato tutta la sua vita ad accumulare denaro, riceve la visita terrificante del fantasma del suo socio, Jacob Marley. Ma è solo l’inizio: ben presto appariranno altri tre spiriti, per trasportarlo in un vorticoso viaggio attraverso il Natale passato, presente e futuro. Un viaggio che metterà Scrooge di fronte a quello che è realmente diventato: un vecchio tirchio, insensibile e odiato da tutti, che ama solo la compagnia della sua cassaforte. Riuscirà la magia del Natale a operare un miracolo sul suo cuore inaridito?

Fuga dal Natale di John Grisham, una commedia umoristica, grottesca e divertente.
Tra pochi giorni sarà Natale, la festa più bella (e costosa) dell’anno, con le luci, il pupazzo Frosty sul tetto, il tacchino, i dolci, le donazioni ai boy-scout, alla polizia, ai pompieri… L’anno scorso tutto questo è costato ai Krank 6100 dollari! Solo l’anno prima la famiglia Krank aveva speso 6100 dollari per preparare il Natale! 6100 dollari per le decorazioni, le luci, i fiori, il pupazzo Frosty sul tetto; 6100 dollari in tacchino, dolci, vini, liquori e sigari; 6100 dollari per i calendari, per l’Associazione della polizia, per la colletta dei pompieri! E quando papa e mamma Krank si trovano all’aeroporto per salutare, pochi giorni prima di Natale, la figlia Blair in partenza per una missione umanitaria in Perii, un pensiero un po’ folle si insinua in loro, ma poi via via più concreto: che senso ha trascorrere il Natale senza Blair?! E se lo saltassero? E se risparmiassero quei maledetti 6100 dollari? E se, in definitiva, utilizzassero quel denaro per la crociera ai Caraibi che da anni si sono sempre negati? Il grande piano è messo subito in atto: niente albero, niente party, niente regali, niente beneficenza… Ma fuggire dal Natale non è così facile. E la festa più amata e più odiata, con la sua potenza consumistica e il suo ingombrante moralismo, sta per prendersi la più esilarante e sferzante rivincita sui poveri Krank…

La cena di Natale di Luca Bianchini, il seguito di “Io che amo solo te”, scopriremo che fine hanno fatto i suoi indimenticabili protagonisti con le loro nuove avventure.
È la vigilia di Natale e sono tutti più romantici, più buoni e più isterici.
Polignano a Mare si sveglia magicamente sotto la neve che stravolge la vita del paese, dividendolo tra chi ha le gomme termiche e chi no. Ma la più stravolta è Matilde, che riceve quella mattina un anello con smeraldo da don Mimì, suo marito, “colpevole” di averla troppo trascurata negli ultimi tempi. Lei si esalta a tal punto da improvvisare un cenone per quella stessa sera nella loro grande casa, soprannominata il “Petruzzelli”, in cui troneggia un albero di Natale alto quattro metri e risplendono le luminarie sul tetto. L’obiettivo di Matilde è sfidare davanti a tutti Ninella, la consuocera, il grande amore di gioventù di suo marito. Ma Ninella, che a 50 anni è ancora una grande guerriera, accetta la sfida. Sbaglia però a farsi la tinta “biondo champagne”, che la renderà meno sicura, ma non per questo meno bella.
Quella sera, alla stessa tavola imbandita si siederanno, tra gli altri: una diciassettenne ancora vergine (Nancy); una zia con tendenze leghiste (Dora); una coppia il cui marito forse ha messo incinte due donne (Chiara e Damiano) e un ragazzo gay (Orlando) che ha dovuto scrivere a mano undici menù, su cui spicca il “supplì con la cozza tarantina” preparato con il Bimby.
Tra cocktail di gamberi, regali riciclati, frecciate e risate, sparirà l’anello di Matilde, e tutti saranno indiziati. Ma ai due consuoceri, Ninella e don Mimì, importerà solo essere seduti uno accanto all’altra.

Le lettere di Babbo Natale di John R. R. Tolkien.
Ogni dicembre ai figli di J.R.R. Tolkien arrivava una busta affrancata dal Polo Nord. All’interno, una lettera dalla calligrafia filiforme e uno splendido disegno colorato. Erano le lettere scritte da Babbo Natale, che narravano straordinari racconti della vita al Polo Nord: le renne che si sono liberate sparpagliando i regali dappertutto; l’Orso Bianco combinaguai che si è arrampicato sul palo del Polo Nord ed è caduto dal tetto direttamente nella sala da pranzo di Babbo Natale; la Luna rottasi in quattro pezzi e l’Uomo che ci abitava caduto nel retro del giardino; le guerre con le moleste orde di goblin che vivono nei sotterranei della casa! Dalla prima lettera scritta al figlio maggiore di Tolkien nel 1920 all’ultima, toccante, del 1943, per la figlia, questo libro raccoglie tutte quelle lettere e tutti quei disegni bellissimi.

Natale sul mare e altri scritti di Joseph Conrad.
l racconto autobiografico “Natale sul mare”, scritto nel 1923, raccoglie vari episodi vissuti durante le festività trascorse in nave anziché in famiglia, tra i saluti distaccati degli ufficiali il mattino del giorno di festa, l’eccezionale scambio di doni tra imbarcazioni che si affiancano, i barili pieni di giornali e fichi secchi, e infine la gioia nel non dover pensare all’acquisto dei regali, pratica troppo convenzionale per un lupo di mare. Oltre a “Natale sul mare”, questo volume raccoglie alcuni degli articoli e appunti di Joseph Conrad scritti negli ultimi anni. In essi si rintraccia quella malinconia che accompagnò le fasi finali della vita dello scrittore, messo di fronte ai grandi cambiamenti in atto nell’arte della navigazione e all’inevitabile declino di un mondo a lui caro.

La favola di Natale di Giovannino Guareschi.
L’avventura di Albertino alla ricerca del suo papà è popolata di sogni, paure e poesie: una favola toccante scritta da Guareschi e letta per la prima volta la vigilia di Natale del 1944 a un gruppo di compagni rinchiusi con l’autore in un campo di prigionia. Ed è anche la storia di quegli uomini, che la ascoltarono e che proprio grazie a queste parole riuscirono a mantenere viva la speranza del ritorno.
Un bambino di nome Albertino parte la notte della vigilia di Natale per andare dal suo babbo prigioniero in un Paese lontano. Con lui la nonnina, il cane Flik e la Lucciola con il suo lume. Durante il loro viaggio vengono aiutati da una locomotiva che li trasporta fino a un ponte, che però è saltato; poi incontrano una gallina padovana residente all’estero che indica loro di camminare per 1490 passi, fino a un bosco abitato da tante creature, buone e cattive.

Il panettone non bastò. Scritti, racconti e fiabe natalizie di Dino Buzzati, una raccolta di trentatré racconti che l’autore dedicò al Natale, il ritratto di un uomo e della sua vita svelata attraverso abitudini, contraddizioni e meraviglie della nostra festa più importante.
Si tratta di articoli giornalistici, racconti, poesie, fiabe disegnate, resoconti autobiografici che, pubblicati su quotidiani e periodici, dal “Corriere della Sera” all'”Europeo”, sono rimasti da allora per lo più inediti. Dal ricordo del suo primo 25 dicembre trascorso senza il padre a una riflessione sulla tecnica del presepio, dai suggerimenti su come scegliere la giusta strenna al racconto che ha come protagonista il personaggio dickensiano Scrooge, fino alla cronaca, da Addis Abeba, del Natale africano.
Ne risulta un viaggio nel mondo del grande scrittore bellunese, percorso attraverso un argomento che lo ha sempre stimolato, dal punto di vista sia giornalistico sia letterario. Una raccolta di pagine uniche e toccanti, che non solo mostrano in trasparenza le tematiche più classiche della poetica buzzatiana, l’attesa, la fanciullezza perduta, lo scorrere inesorabile del tempo, i sentimenti familiari, ma disegnano anche il ritratto di un uomo e della sua vita, svelata da abitudini, contraddizioni e meraviglie della nostra festa più importante.

Favole di Natale di Gabriele D’Annunzio, tratte da “Parabole e novelle”, edite nel 1916 dall’editore Bideri di Napoli, rappresentano un unicum nella sua produzione. Se si fa eccezione per “Un albero in Russia”, tutte le “favole” della raccolta attingono a quel patrimonio di fiabe popolari che dopo tanti anni e in un clima letterario tanto mutato furono sottratte all’oblio da Italo Calvino. Si tratta, in particolare, di leggende popolari abruzzesi o rielaborate in terra d’Abruzzi, alcune delle quali conosciute di prima mano. Ma la trascrizione che ne fa D’Annunzio è una ri-creazione. Le sue “favole” recepiscono pienamente la vaghezza della fonte (orale) e sono nello stesso tempo inconfondibilmente dannunziane.
Non c’è stato movimento letterario che D’Annunzio non abbia toccato o precorso, a cominciare dal verismo per finire con la prosa d’arte. E non si può neppure trascurare ciò che di romantico in senso nazional-popolare persiste in lui. Il contatto con le tradizioni popolari e con la poesia dialettale, maestro Cesare De Titta, segna in modo indelebile gli esordi del D’Annunzio narratore, come testimoniano “Terra Vergine” e le “Novelle della Pescara”, dove, al di là dell’impianto naturalistico, l’autore solidarizza intimamente con quell’immaginario collettivo svelato da Antonio De Nino e Gennaro Finamore nelle sue “Tradizioni popolari abruzzesi”.

Novelle di Natale di Luigi Pirandello, la raccolta si compone di sei novelle pirandelliane: “Natale sul Reno”, “Un goj” , “Sogno di Natale”, “La Messa di quest’anno”, “I galletti del bottaio” e “Dono della Vergine Maria“. Esse ricoprono l’arco temporale che precede e segue la prima guerra mondiale e offrono l’occasione per riflettere sul significato della festività, sul passaggio attraverso ogni fase della propria vita, sulle differenze tra le varie epoche e ciò che esse portano.

 

Un’altra raccolta di novelle di natale di Pirandello è Sogno di Natale e altri racconti.
I nove racconti selezionati del grande scrittore novecentesco, editi tra il 1896 e il 1935, un anno prima della sua scomparsa, sono accomunati da un’attenzione partecipe non solo alla festività del natale, a cui tre di essi sono esplicitamente dedicati, ma all’insieme del rapporto con la divinità. La spiritualità di Pirandello è declinata sotto l’impulso di varie suggestioni (dall’ingenua fede popolare al distacco del borghese colto o sedicente tale) e trascritta in diversi registri stilistici (dalla commozione sempre fervida della giovinezza all’ironia dell’età adulta). Senza mai scivolare, ben protetto com’è l’autore dai suoi agostino e montaigne, nella facile irrisione del cosiddetto “scetticismo delle buone maniere”.

Racconti di Natale di Louisa May Alcott.
Alle indimenticabili pagine del suo romanzo capolavoro, in cui Jo e le altre “piccole donne” vivono i magici momenti d’attesa della Vigilia, si affianca qui, tra gli altri, il commovente Che cosa può fare l’amore, in cui gli ospiti di un pensionato si riuniscono per offrire a due ragazze meno fortunate un momento di festa e di gioia. Apprezzatissimi in vita dell’autrice, questi racconti di Louisa May Alcott ci regalano un intenso e avvincente spaccato della vita nell’America dell’Ottocento e riassumono in sé, attraverso il richiamo a valori come generosità, benevolenza e amore, lo spirito senza tempo del Natale. Completano la raccolta: La scelta di Kate, Una ragazza tranquilla, Il Natale di Tilly, Il racconto di Rosa, La teiera di Mrs. Podgers.

La volpe alla mangiatoia. Una favola di Natale di Pamela Lyndon Travers, la creatrice di Mary Poppins: una decina di libri dal 1934, amati da generazioni. Scrisse anche poesie e saggi. E racconti sparsi in cui l’umore, severo, paradossale, affettuoso, di quel personaggio è dominante. Come questo del 1962 che inscena la prima messa di Natale dopo la fine della guerra nella cattedrale di St Paul a Londra. Frutto inatteso della suggestione, una selvaggia volpe rossa porta al Bambino un dono che solo lei può dare, circondata dall’inutile disprezzo dei mansueti animali della mangiatoia. Una vicenda della natività dal punto di vista di Reynard, la volpe; mentre corrono i commenti di tre bambini, magnifici nel loro tagliente umorismo naturale. Dalla penna di una scrittrice che sapeva ripetere la geniale facoltà infantile di spremere il surreale dalla realtà.
«Natale è arriva-a-a-to / Natale è arriva-a-a-to/Il Re d’Israele è na-a-a-to, cantavano i ragazzi del coro, lanciando, come strilloni musicali, la lieta novella per tutta la cattedrale fin su nella vasta cupola oscura. Il silenzio piombò come un tuono, e fu rotto soltanto da uno scalpiccio di scarpe nere sotto rosse tuniche e da un decoroso schiarirsi di gole, quasi apologetico, ehm, ehm, ehm, giù per tutta la fila. Poi il maestro del coro alzò il dito. Come ipnotizzato il coro stette a fissarlo raccogliendo il fiato per il prossimo sforzo. Il dito si agitò: uno, due! Ed ecco i narratori della novella, così vecchia e così nuova, partirono ancora una volta, a voce spiegata, a raccontarla in una diversa versione».

Ricordo di Natale di Truman Capote, uno dei tre racconti pubblicati nel 1958 nel volume dal titolo Colazione da Tiffany, un romanzo breve e tre storie, che consacrerà definitivamente Capote come indiscusso talento della letteratura americana contemporanea. Gaia, lieve e poi struggente, la storia di questa amicizia senza tempo è diventata in America un piccolo classico di Natale.
Buddy e Sook, amici per la pelle, a dispetto di tutto e tutti. Eh sì, perché Buddy ha solo sette anni e Sook qualche decina di più. Buddy sa solo che è una sua lontana cugina, ma soprattutto è una mattacchiona, sempre pronta a scherzare e a costruire aquiloni, la loro comune passione. Buddy n on ha nessun altro al mondo, Sook nemmeno – eccetto quel manipolo di parenti brontoloni che vivono nella loro stessa casa, e li trattano sempre male; forse proprio per via di quella loro insolita complicità. Quello che è certo è che Buddy e Sook si vogliono un gran bene e che ogni anno, quando si avvicina Natale, hanno un rituale tutto loro, che sa di bosco, noci, abeti e regali. Ma questo Natale lascerà in Buddy un ricordo speciale, poiché sarà l’ultimo che passeranno insieme, e per mantenerlo vivo nella memoria, Buddy da grande ne racconterà la storia …

Dodici racconti di Natale di Jeanette Winterson.
La tradizione inglese dei racconti da caminetto, neve alla finestra e un po’ di magia, a Natale, cosa c’è di meglio di una bella storia? Fantasmi irriverenti e spiriti del Natale dispettosi, incontri d’amore e trabocchetti temporali. Cani e gatti e ranocchi d’argento. Petardi e ghirlande natalizie, strani pupazzi di neve, ghiaccioli e slitte e rane d’argento; case stregate e mamme di neve e ben dodici ricette per i dolci delle feste, incluso lo speciale tortino zuppa inglese allo sherry di papà Mrs Winterson e ravioli della “Shakespeare and Company”.

 

Il volo di Natale di Craig Johnson.
E la vigilia di Natale. Mentre fuori nevica forte, come può nevicare nel Wyoming, lo sceriffo Longmire (sì, proprio lui, quello della popolare serie televisiva) siede nel suo ufficio intento a leggere “Cantico di Natale” di Dickens quando riceve la visita inaspettata di una giovane donna dai tratti orientali. La donna non rivela la propria identità ma con il suo fare misterioso evoca nella memoria di Longmire una vigilia di Natale di venticinque anni prima, quando l’allora giovane sceriffo si era trovato coinvolto in un’avventura terrificante.
Era in arrivo la più grande tempesta di neve del secolo. Longmire aveva appena appreso di un terribile incidente stradale in cui erano morti i genitori di una bambina. La piccola si era salvata, così come sua nonna, una vecchietta giapponese che non capiva una parola d’inglese. Essendo però gravemente ferita doveva essere trasportata d’urgenza all’ospedale di Denver, a un paio d’ore di distanza, ma in quelle condizioni nessun aereo o elicottero avrebbe potuto alzarsi in volo. La piccola rischiava di morire, così Longmire aveva rapidamente messo assieme un equipaggio di fortuna cha avrebbe volato su un vecchio bombardiere della Seconda guerra mondiale. Un’autentica missione impossibile. Lo sceriffo aveva allora scovato in un bar il suo predecessore, già al terzo bourbon, che però da giovane era stato un valoroso pilota nella guerra del Pacifico. Oltre a non avere una gamba ed essere ubriaco fradicio.

I fratelli Kristmas. Un racconto di Natale di Giacomo Papi, un racconto di Natale per ogni età che regala ironia, magia e diventimento.
È la notte del 24 dicembre, ma il vecchio Niklas Kristmas, alias Babbo Natale, non può consegnare i regali. Ha una febbre da cavallo e una tosse spaventosa. Se uscisse al gelo, sentenzia l’elfo dottore, ci lascerebbe le penne. Così, a malincuore, l’incarico viene affidato a Luciano, il fratello minore di Niklas. I due hanno litigato anni prima, perché Luciano è un uguagliatore: per lui tutti i bambini sono uguali, e vuole portare a ciascuno lo stesso numero di doni. Mentre lo gnomo orologiaio rallenta il tempo, Luciano ed Efisio, il nano picchiatore, partono a bordo della slitta volante. Ma l’avido industriale dei giocattoli Panicus Flynch, che trama per impadronirsi del Natale, ha sguinzagliato sulle loro tracce le feroci valchirie. Ad aiutare Luciano ed Efisio saranno Maddalena e suo fratello Pietro, due bambini di nove e dodici anni. Per portare a termine la missione c’è bisogno del loro coraggio.

Oliver, il gatto che salvò il Natale di Sheila Norton.
Oliver è un gatto timido e pigro e raramente si spinge fuori dal pub dove vive. Il suo mondo è tra quelle mura, le avventure non fanno per lui. Ma la sua vita è destinata a cambiare da un giorno all’altro, quando un incendio divampa nella cucina e costringe Oliver ad abbandonare la dimora tanto amata. È giunto il momento di affrontare un ambiente per lui sconosciuto. Eppure Oliver non ha grandi difficoltà a farsi amare dagli uomini, che si mostrano gentili e premurosi con lui. Un giorno però, tra i volti allegri di tanta gente, nota una ragazzina molto triste e sola. Ha bisogno di un amico, pensa Oliver. E visto che siamo vicini al Natale, perché non diventare il protagonista di un piccolo miracolo…

Cinque cuccioli sotto l’albero di Cameron William B. Una favola natalizia sull’amore, sull’amicizia e sulla fedeltà, adata agli amanti degli animali.
Josh vive sulle montagne del gelido Colorado, in una casa troppo grande per il suo cuore a pezzi: Amanda, il vero amore della sua vita, se n’è andata, e la prospettiva di un Natale da solo non è allettante. Ma basta qualche piccolo scherzo del destino a mettere tutto sottosopra in un batter d’occhio. Cosa succede infatti se il vicino di casa in partenza per l’Europa gli molla Lucy, una cagnona irresistibile dagli occhi languidi? E se nel retro del suo pick-up trova uno scatolone da cui spuntano cinque cagnolini infreddoliti? Alle prese con tutti questi cani senza mai averne avuto uno, Josh non ha più tempo per disperarsi: ora la casa si è trasformata in un allegro campo giochi. Lucy è diventata l’adorabile mamma adottiva dei cuccioli e Josh l’umano capo branco che, con l’aiuto della bella Kerri che lavora nel canile vicino, si prende cura di loro in attesa che qualcuno li adotti per Natale. Ma l’affetto per i nuovi amici a quattro zampe cresce ogni giorno di più, insieme al legame con Kerri. Finché, all’improvviso, Amanda torna a bussare alla sua porta…

Cercasi Ben disperatamente di Megan Lloyd Davies e Julia Romp.
Quando l’autrice vede aggirarsi in cortile un gatto randagio, l’ultima cosa che vuole è allargare la famiglia. È già occupata a tempo pieno con il figlio George, un bambino che non fa amicizia con nessuno e non sorride mai, incapace di comunicare con il mondo. Per lui ogni minimo cambiamento significa un totale sconvolgimento delle sue abitudini. Eppure George non sembra spaventato dal piccolo intruso bianco e nero: al contrario, non appena lo vede, il suo sguardo si illumina, e in men che non si dica i due fanno amicizia. È il miracolo nel quale la sua mamma ha sempre sperato: grazie a Ben, Julia riesce finalmente a comunicare con il figlio e George sembra ritrovare la gioia di vivere, gioca e inventa storie sulle loro avventure insieme. Ma un brutto giorno, inspiegabilmente, Ben scompare, e il mondo crolla di nuovo per George e sua madre. Disposta a tutto pur di ritrovare il gatto, Julia inizia così una forsennata ricerca nel suo quartiere e in tutti quelli vicini, chiedendo aiuto a chiunque. Ovunque. Sui siti web che si occupano di animali scomparsi, pubblicando annunci sui giornali, distribuendo volantini, guidando per chilometri a ogni minima segnalazione. Tanto che anche Internet e la stampa nazionale cominciano a interessarsi a questa storia, e attorno a George e Julia si crea una vera e propria catena di solidarietà. Finché, con il Natale ormai alle porte, arriva una telefonata inattesa, che aprirà finalmente uno spiraglio di speranza…

Il regalo più bello. Racconti di Natale, editore Einaudi.
Al caldo di un camino o su un marciapiede innevato, pieno di regali o spoglio come un albero, tra la folla degli amici o nella solitudine della natura, a una tavola imbandita o tra le briciole cadute a terra, colorato di palline o bianco come vuole la canzone: non c’è festa che come il Natale abbia ispirato, in ogni tempo, le storie e le voci più diverse. Perché, se è vero che a Natale si celebrano soprattutto l’amore e la bontà, è anche vero che il giorno più atteso dell’anno non è mai soltanto questo. Tra doni e tavole imbandite si rincorrono, da sempre, sogno e incanto, gioia e dolore, amarezza e mistero… Da Mark Twain a Francis Scott Fitzgerald, da Louisa May Alcott a Jeanette Winterton, da Dino Buzzati a Giorgio Scerbanenco, da Elsa Morante a Mario Rigoni Stern, un’antologia di grandi autori – e altrettanti classici – per svelare i mille volti della magia del Natale.

Quando Babbo Natale capitò al bar Simpson e altri racconti natalizi, nove racconti di Natale scritti da vari autori:
1. Quando Babbo Natale arrivò a Simpson’s Bar di Bret Harte
2. Natale tutti i giorni di William Dean Howells
3. La celebrazione di H. P. Lovecraft
4. Il primo albero di Natale di Henry Van Dyke
5. Un errore di Natale di Lucy Maud Montgomery
6. I giochi di Natale di Alan Alexander Milne
7. Vecchi pensieri per Natale di Christopher Morley
8. Attorno all’albero di Natale di William Makepeace Thackeray
9. Natale in campagna di Louisa May Alcott
I racconti sul Natale possono contribuire a celebrare al meglio una delle festività più antiche e affascinanti della nostra storia, mettendone però in risalto non solo le luci ma anche le ombre, facendone emergere i lati meno noti. Questi dieci racconti di grandi scrittori rispolverano gli aspetti fiabeschi e mitici, ma possono anche sondare arcaiche paure; affascinano con balli, vischio e neve nei cortili ottocenteschi, e riescono a far brillare le confusionarie metropoli fino ai bar più inaccessibili; mettono in scena desideri e speranze e sanno allo stesso tempo far riflettere sulla vita e la morte. Ogni scrittore e ogni scrittrice ha saputo trovare nel Natale qualcosa di profondo e intimo, degno di essere raccontato.

Racconti di Natale, edizione Elliot.
Con le sue tradizioni, leggende e misteri, il Natale ha affascinato scrittori e scrittrici di ogni luogo e tempo. Festa carica di buoni propositi e tenerezze, favola nera e crudele, occasione di riscatto e redenzione o evento di palpabile misticismo: ogni autore ha trovato una propria via per raccontare il momento dell?anno dal significato più profondo e toccante.
In questa raccolta, pensata per adulti e bambini, vengono riuniti dieci tra i migliori racconti di sempre dedicati al Natale, visto attraverso originalissimi spunti narrativi: la rappresentazione umoristica della classe operaia con finale a sorpresa ne Il dono dei Re Magi di O. Henry; la lettera di risposta di un finto Babbo Natale scritta da Mark Twain alla figlia Susy; la visita natalizia di Watson a Sherlock Holmes narrata da Conan Doyle ne L?avventura del granato blu; il rapimento di Babbo Natale dall?autore de Il mago di Oz, L. Frank Baum, e ancora la fantasia di Oscar Wilde, Louisa May Alcott, Willa Cather, Lucy Wheelock, Hans Christian Andersen e i fratelli Grimm.

Ospite di Natale, edizione Elliot.
Il Natale come noi lo conosciamo deve moltissimo alla letteratura e lo stesso Babbo Natale, Santa Claus per gli inglesi, compare la prima volta in una poesia del 1823. E così anche i regali di Natale che vennero celebrati prima di tutti da Samuel Pepys, o il famoso Christmas pudding anglosassone inventato da Anthony Trollope. Poesie, canzoni, racconti, romanzi: il Natale, al di là dei suoi risvolti più commerciali dell’epoca contemporanea, era prima di tutto il periodo del racconto, del raccoglimento e della narrazione famigliare. In questa raccolta sono riuniti alcuni grandi scrittori e scrittrici che si sono confrontati con il tema del Natale inserendo i loro racconti nella tradizione.


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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