Stephenie Meyer – Life and Death

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Life and Death: Twilight Reimagined è un libro di Stephenie Meyer, scritto per festeggiare il decimo anniversario la saga di Twilight, pubblicato a gennaio 2016, questo romanzo riapre le porte del piccolo mondo di Forks con un’altra storia d’amore tra vampiri dove i ruoli sono invertiti. Nell’edizione italiana il libro include il romanzo Twilight.

“Non avevo mai pensato seriamente alla mia morte, nonostante nei mesi precedenti ne avessi avuta più di un’occasione, ma di sicuro non l’avrei immaginata così.
Fissavo gli occhi scuri della cacciatrice, in fondo alla stanza lunga e stretta, e lei ricambiava con uno sguardo compiaciuto.
Era senz’altro un bel modo di morire, sacrificarmi per un’altra persona, qualcuno che amavo. Una morte nobile. Conterà pur qualcosa.”

Nello Stato di Washington c’è la cittadina più piovosa d’America. La conoscono bene Edward Cullen e Bella Swan, i protagonisti di Twilight. Lei, dolce ragazza qualunque; lui, giovane misterioso con un segreto inconfessabile. La loro storia d’amore ha conquistato i cuori di tutti. Ma cosa succederebbe se i ruoli si ribaltassero? Se non fosse lui la creatura straordinaria, l’eroe meraviglioso dotato di capacità sovrumane ma… lei? Beaufort è un ragazzo alto e dinoccolato trasferitosi dall’Arizona. Quando incontra la bellissima Edythe, non sa che la fortissima attrazione che prova per lei potrebbe essere la sua rovina… Spettacolare riscrittura di Twilight, Life and Death riapre le porte del piccolo mondo di Forks. Ricalcando il palcoscenico della storia d’amore più amata degli ultimi anni e ardenti di quella stessa passione che ha stregato milioni di fan in tutto il mondo, Beaufort e Edythe conquisteranno il lettore con il calore rassicurante di un’atmosfera conosciuta e la sorpresa di un finale completamente nuovo.

“Sapevo che se non fossi mai andato a Forks non mi sarei trovato di fronte alla morte. Per quanto fossi terrorizzato, tuttavia, non riuscivo a pentirmi di quella scelta. Se la vita ti offre un sogno che supera qualsiasi aspettativa, non è giusto lamentarsi se alla fine quel sogno si conclude.
La cacciatrice fece un sorriso amichevole e si avvicinò con passo lento e sfrontato, pronta a uccidermi.”

Le recensioni sono positive per alcuni amanti della saga, per altri invece è stato deludente, molti percepiscono che questo libro sia stato scritto per fare altri soldi, il libro è consigliato sono a chi è amante della saga.
Il sesso di tutti i personaggi è stato invertito, tranne quello di Charlie e Reneè, ritroviamo la piovosa Forks, dove il protagonista è Beau, ragazzo impacciato, si trasferisce a vivere con il padre Charlie, ritroviamo anche il pick up rosso, che non ha cambiato sesso. A scuola Beau incontrerà i Cullen e resterà ammaliato da Edythe e tutto procederà con gli stessi avvenimenti di Twilight.
L’idea di scrivere una storia con i ruoli invertiti era carina, ma bisognava scrivere una storia, un’altra storia, è evidente che la signora Meyer non è capace.

Io e mia madre viaggiavamo verso l’aeroporto con i finestrini dell’auto abbassati. Anche se era gennaio, a Phoenix c’erano venticinque gradi e il cielo era blu, terso e perfetto. Indossavo la mia maglietta preferita, quella dei Monty Python con la palma e le rondini che mi aveva regalato la mamma due anni prima, a Natale. Mi andava stretta, ma poco importava visto che dove stavo andando non avrei messo tante magliette. Nella penisola di Olympia, nello Stato di Washington, a nord-ovest, nascosta da una perpetua coltre di nuvole, c’è la cittadina di Forks. Questo insignificante agglomerato urbano registra in un anno il più alto numero di giorni piovosi di tutti gli Stati Uniti. Da quella città e dalla sua deprimente tetraggine mia madre fuggì portandomi con sé quando avevo soltanto pochi mesi. In quella città mi obbligarono a passare un mese di vacanza, ogni estate, fino all’età di quattordici anni. Finché non riuscii finalmente a oppormi e negli ultimi tre anni, l’estate, venne mio padre Charlie a trascorrere con me due settimane in California.
E ora stavo per andare in esilio a Forks fino alla conclusione delle superiori. Un anno e mezzo. Diciotto mesi. Peggio di una condanna a vita. Quando scesi dall’auto, sbattendo la portiera, mi parve di sentire il fragore delle sbarre che si chiudevano per sempre alle mie spalle.
Vabbe’, forse era un’immagine un po’ troppo melodrammatica, ma avevo sempre avuto una fantasia iperattiva, come mia madre mi ripeteva sempre. E poi era stata una mia scelta. Un esilio autoimposto.
Ma non per questo più facile.
Amavo Phoenix. Amavo il sole e il caldo, quella città vasta e caotica. E amavo vivere lì con mia madre, che aveva sempre avuto bisogno di me.
«Non sei obbligato», mi ripeté per la millesima volta mentre mi dirigevo verso il controllo di sicurezza.
Mia madre dice sempre che ci assomigliamo talmente tanto che potrei usarla per guardarmi allo specchio mentre mi faccio la barba. Non è del tutto vero, anche se a mio padre non assomiglio affatto. Lei ha il mento più appuntito e labbra carnose che io non ho, ma gli occhi sono gli stessi. A lei, così grandi e celesti, danno un’aria da bimba, ed è per questo che sembra mia sorella più che mia madre. Lo dicono tutti e, anche se lei insiste che non è vero, le fa molto piacere. A me, invece, questi occhi celesti danno più che altro un’aria irrisolta.
Guardando quei grandi occhi così simili ai miei, l’angoscia che vi scorsi per un attimo mi travolse. Mi ero sempre preso cura di lei, dal giorno in cui ero nato. Be’, mi rendo conto che ci doveva essere stato un periodo, probabilmente quando portavo ancora il pannolino, in cui non ero io a occuparmi di bollette e documenti, di far da mangiare e di affrontare le cose con un minimo di senso pratico, ma non ne conservavo il ricordo.
Era veramente la cosa giusta lasciare mia madre ad arrangiarsi da sola? Così mi era parso nei mesi in cui mi arrovellavo sulla decisione da prendere. Ma ora mi sembrava del tutto sbagliato.


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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