Michael Connelly – La svolta

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La svolta è un romanzo legal thriller di Michael Connelly, edito nel 2010,  il terzo con protagonista l’avvocato Mickey Haller e il sedicesimo con protagonista il detective Harry Bosch.

Mickey Haller, avvocato della difesa da vent’anni, riceve dal procuratore della contea di Los Angeles l’insolita richiesta di guidare l’accusa in un caso di omicidio.
Jason Jessap, dopo ventiquattro anni trascorsi in carcere per il brutale assassinio di una ragazzina, sta per essere scagionato grazie a un recente esame del DNA.
Un caso che scuote l’opinione pubblica, abilmente manovrata da Clyve Royce, difensore di Jessap, che cerca di far passare il suo cliente per una vittima del sistema. Convinto invece della sua colpevolezza, Haller accetta l’incarico, ma vuole accanto a sé il detective Harry Bosch, per scovare le prove che consegnino definitivamente alla giustizia il criminale. Insieme, i due tenteranno di far luce su un caso dai complessi risvolti politici e personali. Perché entrambi, al momento, hanno una sola certezza: il killer ucciderà ancora.

Il libro appassionerà sia il cultore degli aspetti legali sia il fan del poliziesco e del thriller tradizionale, mettendo al centro della trama il DNA e il suo esame riflette le contestazioni che sono state sollevate nei tribunali circa l’attendibilità in generale della prova scientifica e del DNA in particolare.
Molte recensioni non sono buone su questo ultimo lavoro, molti dicono che Connelly non è più lui, io penso che non si può essere sempre al top ed noi lettori magari ci potremmo rifare sicuramente con il prossimo libro di Connelly.

PRIMA PARTE
LA MARCIA DEL CONDANNATO
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Martedì 9 febbraio, 13.43
L’ULTIMA VOLTA CHE AVEVO PRANZATO al Water Grill ero con un cliente che aveva ammazzato a sangue freddo moglie e amante di lei sparando loro in faccia. Mi aveva assunto come suo difensore per essere assolto con formula piena e riscattare così la propria reputazione di fronte all’opinione pubblica. La persona che avevo di fronte adesso richiedeva da parte mia una cautela ancora maggiore: si trattava di Gabriel Williams, procuratore distrettuale della contea di Los Angeles.
Era un freddo pomeriggio di metà inverno. Con noi c’era anche Joe Ridell, fidatissimo capo del personale – leggi consigliere politico – di Williams. L’appuntamento era stato fissato per l’una e mezzo, ora in cui quasi tutti gli avvocati sarebbero rientrati in tribunale, e dunque l’incontro del procuratore con un membro della parte oscura – cioè con me, Mickey Haller, difensore dei dannati – sarebbe passato inosservato.
Per un pranzo di lavoro in città, il Water Grill era il posto giusto. Buon cibo, atmosfera gradevole, tavoli a ragionevole distanza per conversazioni riservate e una carta dei vini di primo livello. Il classico posto da giacca e cravatta dove il cameriere ti sistema il tovagliolo sulle ginocchia per risparmiarti il fastidio di farlo da solo. Williams e Ridell ordinarono un giro di Martini a carico dei contribuenti, mentre io rimasi fedele all’acqua del rubinetto offerta dal ristorante. Il procuratore dovette bere due sorsi del suo cocktail e mangiare un’oliva prima di arrivare al motivo per cui ci stavamo nascondendo alla vista altrui.
«Mickey, ho una proposta da farti.»
Annuii. Ridell me ne aveva già accennato nella telefonata di quella mattina. Avevo accettato di vederli a pranzo, poi mi ero precipitato a fare qualche chiamata per cercare di scoprire qualcosa di più. Non ne sapeva niente neanche la mia ex moglie che lavorava per il procuratore.
«Sono tutto orecchi» dissi. «Non capita spesso di ricevere una proposta dal procuratore capo in persona. Non può riguardare uno dei miei clienti perché nessuno di loro merita una simile attenzione dall’alto. E poi non ho molto lavoro al momento. È un periodo di calma.»
«Infatti i tuoi clienti non c’entrano» rispose Williams. «Sono io che ho un caso da affidarti.»
Annuii di nuovo. A questo punto era abbastanza chiaro. Gli avvocati difensori sono detestati da tutti, finché non si ha bisogno di loro. Ignoravo se Williams avesse figli, ma doveva sapere che non mi occupavo di minori. Forse si trattava della moglie. Magari voleva evitare che un piccolo furto o un fermo per guida in stato di ebbrezza venissero resi pubblici.
«Chi hanno beccato?» chiesi.
Williams e Ridell si scambiarono un sorriso.
«No, niente del genere» disse il procuratore. «Ecco la mia proposta: voglio assumerti, Mickey. Voglio che tu venga a lavorare con noi.»


Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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