Cotolette a modo mio

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Il termine cotoletta deriva dal francese “cotôlette” cioè Costoletta, e si tratta di una porzione di carne che può essere di manzo, vitello, pollo o maiale impanato e fritto.

La più famosa cotoletta è quella alla milanese, rigorosamente di vitello,  impanata in uovo e pangrattato e fritta nel burro.

C’è quella alla bolognese che può essere di vitello o pollo, impanata con uovo , pangrattato e parmigiano reggiano, poi fritta nel burro e dopo brevemente si immerge in brodo di carne, si ricopre con una abbondante fetta di prosciutto e una generosa manciata di parmigiano reggiano e si cuoce al forno caldo fino a che il formaggio sovrastante si scioglie.

Esiste anche la cotoletta alla valtellinese,  la carne di vitello viene semplicemente infarinata e cotta con burro e salvia, finita la cottura si sgrassa con una spruzzata di vino bianco.

Vi è anche la cotoletta alla veneta dove la carne di vitello sottile viene messa a macerare per un paio d’ore in olio e limone, aggiungendo qualche fettina di cipolla, poi si passa nella farina e si  frigge nell’olio.

La cotoletta alla vadostana è composta da  carne di vitello impanata con uova e pangrattato, su metà di ogni fetta di carne distribuire fettine di fontina e speck, si richiudere a portafoglio e si frigge le fettine in olio.

Mentre le cotolette alla napoletana ed alla siciliana sono molto simili fra loro, ma anche simili a quella che faccio io.

Ricetta per le Cotolette a modo mio:

Per circa 6-8 fette di carne di vitello
2 uova
Pangrattato (mollica)
Parmigiano o Pecorino grattugiato
una manciata di prezzemolo
q.b sale e pepe

 

Condire il pangrattato con il formaggio grattugiato, un trito di prezzemolo ed un pizzico di sale e se avete utilizzato il parmigiano del pepe.
Sbattere le uova con un pizzico di sale.
Passare le cotolette nell’uovo sbattuto e poi nella mollica, premere leggermente con la mano, in modo da far aderire bene la panatura su entrambi i lati.

Friggere in olio a scelta se di semi o di oliva, in base alle vostre abitudini.
A cottura ultimata, metterle a sgocciolare su carta assorbente da cucina e servire ben calde.

Quando mi resta della mollica condita e un po’ di uovo sbattuto li unisco e faccio una … non so come chiamarla, forse qui in Sicilia potrebbe assomigliare alla ricetta del Pesce d’uovo, in dialetto “PISCI D’OVU”


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

2 commenti

  1. Avatar

    Le tue cotolette hanno un aspetto “divino”. La prossima volta che le faccio – piacciono a tutti – provo la tua ricetta. Le faccio raramente perché, insomma, sono dei fritti.
    E cosa ne dici della “wiener Schnitzel” C’è una diatriba ancora aperta tra cucina milanese e cucina viennese che si accusano a vicenda, gli italiani agli austriaci di aver copiato la cotoletta alla milanese dopo l’occupazione e gli austriaci che sostengono che la cotoletta italiana è una versione della loro.

  2. Galatea

    Non sapevo della diatriba, ma vedendo qualche foto sul pc sembrano uguali, chissà, comunque visto la dominazione potrebbe anche essere, succede anche con molte ricette siciliane che in origine erano spagnole ed arabe 🙂

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