Giornata mondiale della poesia: la poesia non è morta

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La Giornata Mondiale della Poesia è stata istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale UNESCO nel 1999 e celebrata per la prima volta il 21 marzo seguente. La data, che segna anche il primo giorno di primavera, anche se quest’anno cade un giorno prima, e riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace.

La poesia non è morta, anche se per alcuni può essere noiosa ed anche se è difficile pubblicare un libro di poesie perché il mercato dice che non si vendono tanto, non è morta e lo dimostrano i molti che scrivono poesie  ma poeti non sono, perché appunto resta un meraviglioso modo per comunicare con gli altri ma soprattutto con noi stessi.

I molti  eventi legati alla giornata di oggi testimoniano che la poesia non è morta.
La Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO che ha scelto di celebrare la Giornata a L’Aquila, “eleggendola quale sede della Giornata Mondiale della Poesia per dare luce a questa città distrutta che, con il terremoto del 6 aprile del 2009, ha visto sbriciolarsi le proprie splendide architetture e le sue ricchezze artistiche e culturali”.
A Torino invece verrà realizzato il Memoriale dedicato “ai poeti assassinati nei campi di sterminio nazisti, durante la Shoah”. Grazie all’associazione onlus Nessun uomo è un isola e al Gruppo EveryOne verranno ricordati poeti come Benjamin Fondane, Itzhak Katzenelson, Gertrud Kolmar, Max Jacob, “i cui versi – scritti poco prima della deportazione o in alcuni casi addirittura nei ghetti e nei lager – hanno consegnato all’umanità, attraverso l’arte e il martirio, la memoria di milioni di vittime dell’odio razziale”.
A Caserta c’è “21 poesie per il 21 marzo”: centomila segnalibri poetici saranno lanciati da un aeroplano su tutto il centro della città. Con 21 poesie di grandi autori di tutto il mondo, da Jorge Luis Borges fino a Charles Bukowski, Edgar Lee Masters ed Erri De Luca, passando per Lucio Dalla con la sua poesia “Le Rondini”.
A Venezia la poesia danzerà sulle note del blues: allo SpazioEventi al Casinò, oggi alle 18:00, ci sarà un incontro con George Elliott Clarke, autore canadese, e Paolo Ganz, il bluesman veneziano all’armonica (e voce) accompagnato alla chitarra da Ale Voltolina, che arricchiranno le letture con alcuni brani originali. Introduce Giulio Marra.
A Firenze la compagnia teatrale “Chille de la Balanza” organizza l’incontro/flash mob “Ti regalo una poesia” alle ore 18.00 all’ex Libreria Martelli. In questa sorta di flash mob, tutti sono invitati a portare con sé il proprio libro preferito di poesia e 10 fotocopie di una breve poesia da leggere nell’occasione (foto: Infophoto). Una copia di tutte le poesie sarà attaccata alle vetrine dell’ex libreria, chiusa dallo scorso settembre: al suono di una campanella, lettura collettiva contemporanea delle poesie prescelte.
Gli eventi di oggi in ogni città d’Italia sono veramente tanti.

Voglio partecipare a questa giornata con la poesia di Alda Merini che nacque il 21 marzo del 1931, come lei stessa ricorda nella poesia “Sono nata il 21 a primavera”.

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.


Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

3 commenti

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    Silvano Toscani il

    La poesia è come l’architettura: non ne puoi ignorare né la funzione né l’esistenza.
    Come l’architettura, anche se derelitta, non è possibile cancellarla dal sito in cui
    è stata posta. Anzi voglio andare oltre: i cavernicoli sicuramente ignari dell’architettura
    della roccia, ma perfettamente consci del concetto di casa, affidavano alla grotta inanimata
    che in quanto tale perdurava nel tempo, le immagini di eventi di vita già passati e che comunque si sarebbero spenti nell’arco di una vita.
    Quindi la poesia ha una sua funzione, che certamente non è solo quella del senso ritmico delle parole, queste non valgono di più delle pietre di un vecchio monumento.
    La poesia, quella vera, ha una funzione umanistica, sociale, politica e cosmologica e gli stili architettonici per fare ciò sono parole, parole tradotte, parole sentite, parole non lette, parole inventate, ma comunque sempre parole.

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        Silvano Toscani il

        Galatea, grazie per l’apprezzamento, ma soprattutto grazie per il coraggio che mostri in battaglia.
        Questo è il talento che scoprirai da grande, senza dover provare e riprovare allungo.
        Il coraggio è tuo, usalo, ma non farti male. Si è quel che che si è e più non disertare.
        Una volta, credo avessi dieci anni appena, scrissi un tema, il mio retroterra montano e l’isolamento di quei tempi fortemente mi condizionavano l’uso della lingua, ma i concetti contorti e le parole seppur sgrammaticate non inibirono la commozione in mia sorella che proprio in quell’anno già si diploma. Quindi il quid consiste nel avercela o no la sensazione, poi in qualche modo tutto si esprime nei tempi e nei modi più giusti. Oggi sono stato sgarbato all’incontro scuola_famiglia con la Professoressa di italiano di mia figlia Criseide che ha sedici anni e studia notte e giorno. Tuttavia il giudizio sulla classe è di superficialità e di mancato approfondimento! Ma come non ci si rende conto che un liceale di terzo anno non può approfondire dieci materie!
        Anche Criseide, come te, è molto coraggiosa e non pensa affatto a cosa farà da grande, di certo, ahi me, non scrive e non scriverà poesie, perché non ha la sofferenza interiore necessaria al poeta. Io sono contento per lei, perché la poesia, come il terremoto deriva da una faglia interiore necessaria a commiserare gli altri, ma non sufficiente a farsi commiserare e quindi è anche pericolosa e potrebbe scadere in debolezza. In realtà poi i poeti non sono neppure consci del potere della loro arte e la tacciono proprio davanti ai potenti, dove invece andrebbe sguainata. Ciao Galatea, so che prenderai ancora più coraggio dalle mie parole che sono pericolose come quelle di un poeta. S.T.

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