Disastri naturali e rabbia

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Forse sono stata un po’ esagerata nelle parole dell’articolo precedente, ma mettevi nei miei panni, per una giornata qui c’è stato l’inferno, le uniche notizie che si riuscivano ad avere erano tramite amici di amici ed internet, poi la notte ancora acqua, io ho potuto  dormire nel mio letto caldo, quando mi sono svegliata ho subito cercato notizie su cosa fosse successo, i tg nazionali non ne hanno fatto parola, i giornali pochissimo, solo attraverso internet capivo che era veramente grave la situazione, a questo punto la rabbia ha partorito il post precedente, da italiana non è un mio diritto essere informata dalle tv nazionali?

Poi finalmente nei tg all’ora di pranzo i servizi.

Ma la rabbia non è finita, anzi va ad aumentare, leggo e sento delle cose veramente assurde, come questo articolo della Repubblica che mi ha davvero fatto salire la rabbia a livelli per me inaccettabili.Credo che la gente parli per ignoranza, parla senza conoscere, le parole abusivismo, disastri e sud sono diventate tutta una cosa, tutti i paesini della Sicilia ormai sono abusivi, io abito in città, se per caso fosse franata la montagna che costeggia la città colpendo la mia abitazione sarei divenuta abusiva anche io?

Vorrei ricordare a chi avesse dimenticato che “abusivo” significa essere in difetto o in contravvenzione rispetto ad una certa norma o legge.

Si parla di dignità del popolo del nord nell’affrontare le tragedie e di rassegnazione del popolo del sud, ancora nord e sud. non riesco a comprendere davvero, non ho trovato differenze negli sguardi di chi ha vissuto tutto questo, ho visto lo stesso dolore e la stessa rabbia contro qualcosa di impalpabile e le stesse mani che subito hanno cominciato a ripulire con forza e coraggio.

Questo è  l’articolo al quale mi riferisco: http://video.repubblica.it/rubriche/la-fotografia/da-genova-a-messina-le-differenze-di-un-italia-flagellata/81425?video&ref=HRER3-1

Fonte foto:http://www.ilcittadinodimessina.it/foto.asp?idn=293


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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