Marc Levy – Il primo giorno

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Nel 2009,  Marc Levy ha stregato ancora una volta la Francia con Il primo giorno, regalando ai suoi lettori un romanzo pieno di meraviglia, capace di illuminare gli impenetrabili segreti dell’universo e di accendere la più struggente delle storie d’amore.

“Ci sono giornate illuminate da piccole cose, dettagli che fanno sentire incredibilmente felici; un pomeriggio a gironzolare fra le bancarelle, un giocattolo che rispunta dall’infanzia sul banco di un rigattiere, una mano che prende la vostra, una telefonata inaspettata, una parola gentile, vostro figlio che vi abbraccia forte senza chiedere nulla in cambio se non un momento d’amore. Ci sono giornate illuminate da piccoli momenti di grazia, un odore che trasmette gioia, un raggio di sole che entra dalla finestra, il rumore della pioggia mentre si è ancora a letto, le strade innevate o l’arrivo della primavera e dei primi boccioli.”

Un oggetto strano trovato in un vulcano spento rivoluzionerà tutto quello che pensiamo di sapere della nascita del mondo.
Keira scruta l’orizzonte ancora buio oltre il deserto etiope: il sole sta per sorgere sugli scavi del campo archeologico. In quelle stesse ore, Adrian alza ancora una volta gli occhi alle stelle: attorno a lui la sconfinata notte cilena avvolge i telescopi del più imponente progetto di astronomia mai realizzato. Ma questa non è una notte qualunque.
È l’inizio di un lunghissimo viaggio, perché Adrian e Keira, astronomo lui, archeologa lei, sono da tempo, in modi diversi, in cerca di risposte alle domande che riempiono i loro sogni: «Quanti anni ha il primo essere vivente?» «Dove comincia l’alba?».
Sarà quella notte, complice il destino, a incrociare magicamente le loro vite, mettendoli sulle tracce di un misterioso oggetto che potrebbe condurli alla verità che cercano: un monile a specchio, nero e luccicante, parte di una mappa perduta in grado di riflettere la volta celeste com’era quattrocento milioni di anni fa.
Per ricomporre il puzzle, Keira e Adrian dovranno addentrarsi nei territori più impervi del pianeta, dalle isole Andamane alla catena dei monti Qinling, in Cina, affrontando insieme un’avventura entusiasmante e pericolosa, senza sapere che sulle loro tracce c’è un nemico occulto e potentissimo, deciso a cancellare la possibilità che l’uomo aspetta da sempre: conoscere il mistero delle proprie origini.

Un libro che si legge tutto d’un fiato, un’ avventura emozionante e coinvolgente, aspetto il seguito …

Il 30 giugno del 2010 è uscito in Italia il seguito “La prima stella della notte“.

«Dove comincia l’alba?»
Avevo solo dieci anni quando, sfidando la mia timidezza patologica, osai porre questa domanda. Il professore di scienze si voltò con aria seccata, scrollò le spalle e continuò a ricopiare il compito del giorno sulla lavagna, come se io non esistessi. Abbassai lo sguardo verso il banco, fingendo di ignorare le occhiate crudeli e canzonatorie dei miei compagni, che peraltro sulla questione non ne sapevano molto più di me. Dove comincia l’alba? Dove finisce il giorno? Se milioni di stelle illuminano la nostra volta celeste, perché noi non possiamo vedere né conoscere i mondi ai quali le stelle appartengono? Com’è iniziato tutto?
Ogni notte, da bambino, aspettavo che i miei genitori si addormentassero e poi mi alzavo per andare furtivamente verso la finestra, dove, con il viso incollato alle persiane, scrutavo il cielo.
Mi chiamo Adrianos, ma da anni mi chiamano Adrian, a parte la gente del paese di mia madre. Sono un astrofisico, specializzato in stelle extrasolari. Il mio ufficio si trova in Gower Court, nella zona della London University, dipartimento di astronomia; ma non ci vado quasi mai. La Terra è rotonda, lo spazio curvo e, per cercare di penetrare i misteri dell’universo, bisogna amare gli spostamenti, i continui andirivieni lungo il pianeta, nei luoghi più remoti, alla ricerca del miglior punto di osservazione, del buio totale, lontano dalle grandi città. Suppongo che ciò che da tanti anni mi spingeva a rinunciare a vivere come la maggior parte delle persone, con casa, moglie e figli, fosse la speranza di trovare infine una risposta alla domanda che non ha mai smesso di occupare i miei sogni: «Dove comincia l’alba?».
Oggi inizio la stesura di questo diario nutrendo un’altra speranza: che prima o poi qualcuno legga queste pagine e abbia il coraggio di raccontarne la storia.
La massima umiltà per uno scienziato consiste nell’accettare che nulla è impossibile. Oggi mi rendo conto di quanto io sia stato distante da questa umiltà fino al giorno in cui ho ritrovato Keira.
Ciò che mi è capitato di vivere negli ultimi mesi ha esteso all’infinito il campo delle mie conoscenze e sconvolto tutto ciò che credevo di sapere sulla nascita del mondo.


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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