Sfinci

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Gli Sfinci sono frittelle sferiche e spugnose, vengono mangiate in tutta la Sicilia, sono un dolce semplice e antico di probabile origine araba, forse dalla parola araba isfang “frittella di pasta dolce”, ma potrebbe anche risalire sia al latino spongia e al greco sponghìa “spugna”, qualunque sia l’origine è un dolce molto povero e molto antico già nel 1300 ritroviamo gli sfingiari, i venditori di sfinci.

La tradizione vuole che siano preparate dalla suocera per essere date in omaggio alla nuora. Sono così buone che nel tempo sono state interpretate in modi diversi, a seconda delle località e del periodo dell’anno. Per esempio, le sfinci di San Giuseppe, tipiche di Palermo nella ricorrenza del 19 Marzo, sono più simili a bignè fritti poiché all’interno risultano quasi vuote e vengono successivamente riempite di crema di ricotta e decorati con zuccata e canditi, mentre a Catania e Messina si gustano puri a Natale e Carnevale, in alcuni posti vengono ricoperte di miele, nel messinese di aggiunge l’uva passa e si passano nello zucchero.

Ricetta per fare gli sfinci:

500 g di farina 00
25 g di lievito di birra
Mezzo bicchiere di acqua o Latte
1 cucchiaio abbondante di olio e.v.o
2 cucchiai di zucchero
La buccia grattugiata di un limone o di un’arancia non trattati
150 g di uva passa
1 pizzico di sale.
Acqua q.b. (circa 500 ml)

Mettere l’uva passa in ammollo in acqua tiepida per 10 minuti, poi scolarla ed asciugarla.
Sciogliere il lievito in acqua tiepida.
Disporre la farina setacciata a fontana, versare al centro l’olio ed il lievito sciolto, lavorare l’impasto, aggiungendo, in ordine, lo zucchero, gli aromi (facoltativi) ed il sale.
In ultimo, unire l’uva passa infarinata.
Aggiungere un poco alla volta l’acqua tiepida sbattendo energicamente l’impasto per 20 minuti, fino ad ottenere una pastella morbida, vellutata, liscia ed omogenea.
Coprire e far riposare per 3 ore, sulla sua superficie cominceranno ad apparire delle bollicine.
Friggere le sfinci a cucchiaiate nell’olio caldo, appena diventeranno gonfie e dorate prelevarle con una schiumarola e metterle a sgocciolare su carta assorbente da cucina.
Lasciarle raffreddare e, prima di servirle, rotolarle, una per una, nello zucchero semolato, volendo si può unire la cannella allo zucchero o utilizzare lo zucchero a velo.

Si possono consumare calde o fredde ed aromatizzare con la buccia grattugiata di un limone o di un’arancia o cannella o 2 cucchiai di liquore Marsala, alcuni sostituiscono l’acqua con il latte.


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

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