I miei diari: viaggio nel tempo

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Una raccolta di 8 diari, circa 20 anni di scritti: cazzate, gioie, dolori, amarezze, delusioni ed infinite stupide risate, questo sono i miei diari.
Stasera li ho tirati fuori e quanto ho riso, quante cavolate scrivevo a 15, 16 ,17 anni ed anche oltre.

Verso i 13 anni mi è stato regalato il mio primo diario, quello con il lucchetto, che poi questi diari avevano tutti la stessa chiave quindi erano solo un illusione per noi ingenui pargoli. Che segreti può avere una bimba, le liti con le amichette o il primo compagnetto che ti piace, il primo dolce ricordo che ho immortalato è stata la storia di un gattino che noi bambini del cortile abbiamo adottato di nascosto.  Mentre al liceo cambia tutto, i segreti cominciano ad avere un peso, e più gli anni passano e più i diari cambiano forma di scrittura e di utilità, diventano una valvola di sfogo, un parlare a noi stessi. Mi sono davvero divertita a sfogliare queste pagine.

Nomi di gente che non ricordo nemmeno chi fosse, innamoramenti che cambiavano come le scarpe e i “Ti amo” scritto dappertutto.

La prima volta che i miei mi hanno beccato a fumare.
La prima volta in discoteca, con gli amici quelli grandi e fighi che avevano la macchina.
Il ragazzo carino che ti chiede di uscire.
I battiti di cuore, quelli che ti offuscano la mente, quelli che, proprio quando ti serviva essere brillante, ti facevano sembrare dislessica ed un po’ ebete.
La patente, le prime macchine guidate senza patente, incoscienti e pazzi!
Le manifestazioni a scuola, le corse a nascondersi per non farsi beccare e le bugie a casa.
Le mega sparatine, da noi si diceva così quando marinavamo la scuola “oggi ho sparato a scuola”, ricordo che a maggio si andava la mare oppure si faceva finta di uscire, si aspettava un po’ sul pianerottolo che papà e mamma uscissero per andare in ufficio, si rientrava in casa si chiamavano gli amici “sparatari” come me e vai, tutti a giocare col Nintendo a Super Mario Bros.
Poi c’erano i pomeriggi con le amiche prima di andare a ballare e via a truccarsi e provarsi vestiti e scarpe studiando tattiche di conquista.
I soldi che dovevano servire per panino ed autobus spesi a sigarette, Coca Cola e Raider (ex Twix).
Il Primo bacio. Il primo… lasciamo stare!
I tempi dark e i tempi dei paninari, sembravamo tutte delle copie mal riuscite di Madonna oppure dei confetti rosa, brrrrr che orrore! La moda anni 80 così eccessiva e stravaganze credo sia stata quella che ha lasciato più senso di vergogna nel rivedersi.

Ricordo il giorno che mia madre è venuta a scuola per parlare con i professori ed io non c’ero, quel giorno non potevo proprio entrare, ci sarebbe stata una mega interrogazione di latino, giornata da dimenticare che invece è rimasta fissa nella mia memoria.
Lo stereo eternamente a tutto volume. I duran duran, io ero una fan dei Spandau Ballet, vi era una forte  competizione da parte dei fan dei due gruppi.  I poster appesi la cameretta, fortunatamente nella mia ne avevo pochi, non mi sono mai piaciute le adorazioni eccessive.

Che begli anni!
Questa stasera ho ricordato un bel pezzo di vita passata, stranamente ho ricordato soprattutto quello che non ho scritto, ho riabbracciato persone perdure, ho riamato persone lontane, ho fatto pace con le mie cadute e mi sono congratulata per tutte le volte che mi sono rialzata, ho accarezzato e sorriso a quella ragazzina che spesso dimentico, quella che attraverso delusioni, euforie incontrollabili, la sua forte curiosità e la sua dimensione un po’ “fantozziana”, mi ha permesso di essere ciò che sono, quella a cui non smetto di dire “ti voglio bene”.


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Autore

Ketty

Appassionata di tutto e di niente, cerca quotidianamente di combattere la sindrome da "Nessuna ne fa e cento ne pensa". Non essendo ancora riuscita a scoprire cosa farà da grande, non le resta che provare ... un giorno scoprirà il suo talento!

2 commenti

  1. L’uomo del blog accanto…

    …a volte mi guardo indietro provando a scorgere le orme del percorso che mi ha portato sino a qui, è difficile riuscire a capire quali passi avrei potuto non fare o far meglio.
    Allora guardo avanti, traccio il percorso che vorrei compiere, fisso una meta, non importa quanto lontana, e provo a raggiungerla.
    E’ curioso scoprire come, la cosa più bella, non sia riuscire a concludere il viaggio, ma la strada che ti porta a percorrerla. E’ da un po’ che non mi metto in viaggio, troppo tempo omai, non vorrei disimparare a cercare, non vorrei mai che la mia curiosità, la mia voglia di conoscere, potesse arrestarsi.
    Inizio a tracciare nell’aria il prossimo itinerario, anche se per ora è solo un desiderio! Non aspetterò molto ancora, rischierei d’impazzire o, peggio, di non partire più. Non vedo l’ora di salutare i miei figli, e rimettermi in marcia, impaziente di ritornare, di raccontare con gli occhi lucidi di gioia i posti che ho visto, le genti che ho incontrato, le gioie che ho vissuto ma anche le sofferenze che ho visto. Fremo ormai, solo la certezza che presto ripartirò riesce a tranquillizzarmi. Mi chiedo di continuo se per una vita intera sarebbe possibile essere sempre in viaggio, divenire una meta che si sposta, che va incontro a chi ha voglia di raggiungerla. Mi domando se si possa essere sempre felici, sempre compagni di viaggio di una stella, confidenti del vento, a cui regalare i propri pensieri, affinché raggiungano posti lontani. Mi domando se è possibile essere felici per sempre, lasciandosi guidare da un istinto. Ho tante domande, ma presto ripartirò, presto andrò in posti lontani, alla ricerca delle risposte!
    Anch’io guardo come te i miei diari con tanta nostalgia….
    Un saluto sincero

  2. bello!!!

    Leggo con invidia quello che hai scritto, io purtroppo non ho mai avuto questa brillante idea, vuoi perchè brillante non lo sono mai stato, vuoi perchè scrivere per me significava scuola… ed io non ho mai avuto un buon rapporto con tutto ciò che è scolastico smile
    Non so perchè il tuo post mi fa ricordare tantissime cose che pensavo fossero messe nel dimenticatoio…. ti auguro una splendida giornata… a presto!

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